Tagli a detrazioni e deduzioni retroattivi per il 2012!


La bozza del disegno di legge di stabilità per il 2013 contiene dei tagli sugli oneri deducibili e detraibili ai fini IRPEF disciplinati dagli artt. 10 e 15 del TUIR, salvo alcune eccezioni, destinata a colpire i soggetti con un reddito complessivo superiore a 15.000 euro.

Infatti, viene previsto che le disposizioni limitative, in deroga allo statuto del contribuente (Legge n. 212/2000), si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, quindi già con riferimento al corrente anno (2012), con pesanti ripercussioni sulle prossime dichiarazioni dei redditi (730/2013 e Modello Unico 2013 relativo appunto al 2012).

Per gli oneri deducibili previsti dall’art. 10 del TUIR, viene previsto che, in generale, la deducibilità si può applicare soltanto per la parte che eccede l’importo di 250 euro (cd. franchigia non deducibile). Vengono fatte salve talune deduzioni, come quella su contributi previdenziali pagati nel 2012 e le spese per il sostegno alla Chiesa.

Poi per tutto il resto é “stretta“, basti pensare alle spese mediche che rientrano nei tagli alle detrazioni, per le quali, peraltro, era già prevista una franchigia di 129 euro. Per gli oneri detraibili di cui all’art. 15 del TUIR, oltre alla franchigia di 250 euro per ciascuna categoria è previsto anche un limite complessivo di 3.000 euro di detrazioni per ciascun periodo d’imposta, dal quale, tuttavia, vengono escluse le detrazioni spettanti per le spese sanitarie (ma soltanto queste). Dai nuovi limiti resterebbero fuori gli oneri detraibili non regolati dall’art. 15 del TUIR, in particolare:

– le spese per determinati interventi di recupero edilizio, che, se sostenute a partire dal 26 giugno 2012 e fino al 30 giugno 2013, sono detraibili al 50% (invece che al 36%) fino a 96.000 euro per unità immobiliare (invece di 48.000 euro);

– le spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, la cui detrazione del 55% è stata prorogata fino alle spese sostenute entro il 30 giugno 2013.

Adesso da più parti viene auspicato che il Governi ci possa ripensare ai fini della correttezza dei rapporti con i contribuenti: cambiare le regole del gioco già in corso d’anno non é equo!

12 ottobre 2012

Vincenzo D’Andò


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