Proroga da 5 a 10 anni del termine per l’uso edificatorio

un’analisi della posizione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sulla proroga da cinque a dieci anni del termine per l’uso edificatorio delle aree fabbricabili per i contribuenti che avevano eseguito la rivalutazione dell’area

Con risoluzione n.94 dell’11 ottobre 2012 l’Agenzia delle Entrate ha dato risposta all’interpello relativo alla proroga da cinque a dieci anni del termine per l’uso edificatorio delle aree fabbricabili, previsto dall’art. 1, c. 474, concernente l’interpretazione, della legge n. 266 del 23 dicembre 2005.

 

IL QUESITO

Una società ha effettuato l’opzione per la rivalutazione delle aree edificabili di proprietà ai sensi dell’articolo 1, commi 473 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

Tale rivalutazione, effettuata nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2005, ha interessato aree appartenenti a distinte zone territoriali situate rispettivamente in zona B e in zona C del comune in cui ha sede la Società.

In relazione alle aree situate in zona C non si è verificata l’utilizzazione edificatoria entro il termine di cinque anni dall’effettuazione della rivalutazione (il 31 dicembre 2010), in quanto il piano edificatorio, attuabile soltanto previa iniziativa pubblica, risulta ancora oggi bloccato.

A seguito dei predetti eventi, la Società, seguendo le istruzioni fornite dall’Agenzia delle entrate con la circolare 13 giugno 2006 n. 18/E, ha utilizzato il credito di imposta derivante dalla relativa imposta sostitutiva a suo tempo versata pari a 108.019 euro, ha ricondotto le evidenze fiscali alla situazione ante rivalutazione e ha riclassificato nel bilancio chiuso al 31.12.2010 il saldo di rivalutazione come riserva libera.

Tuttavia, nel mese di febbraio del 2012, in sede di conversione in legge

del decreto legge 29 dicembre 2011, n. 216, è stato inserito nell’art. 29 il comma 8-ter, per effetto del quale l’originario termine quinquennale per l’utilizzazione edificatoria è stato prorogato a dieci anni.

La società chiede, quindi, chiarimenti sui comportamenti già effettuati e/o su quelli eventualmente da adottare.

 

SOLUZIONE PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

La Società è dell’avviso che la proroga in esame, essendo intervenuta solo successivamente alla scadenza dell’originario termine previsto dal comma 474 dell’articolo 1 della legge n. 266 del 2005, faccia ritenere corrette entrambe le soluzioni di seguito riportate:

  • piena validità dei comportamenti posti in essere, configurando gli stessi una sostanziale rinuncia definitiva agli effetti della rivalutazione a suo tempo effettuata;

  • riconoscimento della buona fede con la possibilità, senza alcuna sanzione, di ristabilire gli effetti della rivalutazione riversando il credito di imposta nel frattempo legittimamente utilizzato in base alle norme all’epoca vigenti.

 

PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Il parere espresso dalle Entrate prende le mosse dal dettato normativo di riferimento.

 

La norma

L’articolo 1, comma 473, della legge n. 266 del 2005, consentiva la possibilità di rivalutare le aree fabbricabili non ancora edificate o risultanti tali a seguito della demolizione degli edifici esistenti, aree che dovevano risultare nel bilancio relativo all’esercizio in corso alla data del 31.12.2004 e dove la rivalutazione doveva essere eseguita nel bilancio o rendiconto dell’esercizio in corso al 31.12.2005.

L’art.1, comma 474, della legge n. 266 del 2005 – prima delle modifiche apportate dall’art. 29, comma 8-ter, del decreto legge n. 216 del 2011 – stabiliva che, per beneficiare degli effetti della rivalutazione, l’utilizzazione edificatoria dell’area dovesse avvenire entro i cinque anni successivi all’effettuazione della rivalutazione.

La circolare 13 giugno 2006 n. 18/E ha precisato che l’utilizzo a fini edificatori dell’area poteva ritenersi verificato quando, entro il termine prescritto, (ordinariamente 31 dicembre 2010) la costruzione fosse iniziata e venisse ad esistenza un edificio significativo dal punto di vista urbanistico, ossia fosse eseguito il rustico comprensivo delle mura perimetrali delle singole unità e completata la copertura a norma dell’articolo 2645-bis, comma 6, del codice civile, non essendo sufficiente l’inizio formale dei…

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