Novità fiscali del 31 ottobre 2012: tutte le misure del decreto crescita 2.0

Pubblicato il 31 ottobre 2012



Decreto Crescita 2.0: misure per l’attuazione dell’Agenda digitale - misure per le nuove infrastrutture, i servizi pubblici locali e l’attrazione di investimenti esteri - misure relative al settore assicurativo; revisori contabili: ecco il contributo 2013 in G.U.; Assonime: focus sulle società a responsabilità limitata con capitale ridotto; pubblicate sul sito internet dell’Agenzia del territorio le statistiche catastali; bilancio di fusione per le società che adottano i principi IAS/IFRS: caso di Assonime; natura retributiva per il lavoro domenicale; calo aliquote Irpef solo se base imponibile più alta; calamità naturali: nei modelli Siria e Iris ecco la casella “Eventi eccezionali”; strumenti finanziari: pubblicato in G.U. il D.Lgs. che recepisce la disciplina sul prospetto e modifica Tuf e Codice Civile; modello 231/2001 per gli enti non profit: una soluzione per la gestione dei rischi, documento del Cndcec

 

 

Indice:

1) Decreto Crescita 2.0: misure per l’attuazione dell’Agenda digitale

2) Decreto Crescita 2.0: misure per le nuove infrastrutture, i servizi pubblici locali e l’attrazione di investimenti esteri

3) Decreto Crescita 2.0.: misure relative al settore assicurativo

4) Revisori contabili: ecco il contributo 2013 in G.U.

5) Assonime: focus sulle società a responsabilità limitata con capitale ridotto

6) Pubblicate sul sito internet dell’Agenzia del territorio le statistiche catastali

7) Bilancio di fusione per le società che adottano i principi IAS/IFRS: caso di Assonime

8) Natura retributiva per il lavoro domenicale

9) Calo aliquote Irpef solo se base imponibile più alta

10) Calamità naturali: nei modelli Siria e Iris ecco la casella “Eventi eccezionali”

11) Strumenti finanziari: pubblicato in G.U. il D.Lgs. che recepisce la disciplina sul prospetto e modifica Tuf e Codice Civile

12) Modello 231/2001 per gli enti non profit: una soluzione per la gestione dei rischi, documento del Cndcec

 

 

1) Decreto Crescita 2.0: misure per l’attuazione dell’Agenda digitale

Il D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, ha introdotto numerose misure per l’attuazione dell’Agenda digitale italiana.

Sezione I “Agenda digitale e identità digitale”

Il decreto prevede che il Governo presenti entro il 30 giugno di ogni anno alle commissioni parlamentari competenti una relazione che evidenzia lo stato di attuazione delle disposizioni sull’Agenda digitale italiana contenute nell’articolo 47 decreto legge n. 83/2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 134/2012 (articolo 1).

Le disposizioni sull’identità digitale riguardano sia i cittadini che le imprese.
Per i cittadini è previsto che un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri disponga
l’ampliamento delle possibili utilizzazioni della carta d’identità elettronica e l’unificazione della carta d’identità elettronica con la tessera sanitaria (articolo 1, comma 2, lettera b). Viene istituita l’Anagrafe nazionale della popolazione residente presso il Ministero dell’interno (ANPR). Essa subentra all’Indice nazionale delle anagrafi e all’anagrafe della popolazione italiana residente all’estero.

L’ANPR assicura l’accesso ai dati da parte di pubbliche amministrazioni e organismi che erogano servizi pubblici e svolge, tra gli altri, il servizio di invio telematico delle attestazioni, delle dichiarazioni di nascita e dei certificati di morte (articolo 2).

Il cittadino ha la facoltà di indicare alla pubblica amministrazione un proprio indirizzo di posta elettronica certificata quale suo domicilio digitale che viene inserito nell’ANPR e reso disponibile a tutte le pubbliche amministrazioni e ai gestori o esercenti di pubblici servizi.

Dal 1° gennaio 2013 le amministrazioni pubbliche e i gestori o esercenti di pubblici servizi comunicano con il cittadino esclusivamente tramite il domicilio digitale dichiarato dallo stesso (articolo 4).

E’ previsto che l’Istat svolga un censimento continuo della popolazione e delle abitazioni mediante indagini statistiche a cadenza annuale. L’Istat deve inoltre realizzare e aggiornare insieme all’Agenzia del territorio l’Archivio nazionale delle strade e dei numeri civici. E’ disposta anche una revisione della disciplina del sistema statistico nazionale che deve ispirarsi, tra gli altri criteri, a favorire l’armonizzazione del funzionamento del sistema con i principi europei in materia di organizzazione e di produzione delle statistiche ufficiali, assicurando l’uso delle più avanzate tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Viene istituita la Commissione per la garanzia della qualità dell’informazione statistica (articolo 3).

Con riferimento alle imprese il decreto estende alle imprese individuali che si iscrivono al registro delle imprese l’obbligo, già previsto per le imprese costituite in forma societaria, di indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione. Le imprese individuali già attive sono tenute a depositare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata presso l’ufficio del registro delle imprese entro il 31 dicembre 2013.
E’ istituito
l’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC) delle imprese e dei professionisti presso il Ministero per lo sviluppo economico. L’INI-PEC viene realizzato partendo dagli elenchi di indirizzi pec costituiti presso il registro delle imprese e gli ordini o collegi professionali, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 16 del decreto legge n. 185/2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 2/2009. L’accesso all’INI-PEC è consentito alle pubbliche amministrazioni, ai professionisti e alle imprese presenti nello stesso (articolo 5).

Sezione II “Amministrazione digitale e dati di tipo aperto”
La sezione II introduce alcune novità tra cui segnaliamo quelle che riguardano le istanze e dichiarazioni presentate alle PA per via telematica, i sistemi di bigliettazione nel settore del trasporto e i dati di tipo aperto.
La disciplina delle
istanze e dichiarazioni presentate alle PA per via telematica, contenuta nel CAD (decreto legislativo n. 82/2005) viene estesa ai gestori di servizi pubblici. Inoltre, viene prevista la responsabilità dirigenziale e disciplinare per il titolare del’ufficio competente quando non avvia il procedimento a seguito di istanza o dichiarazione trasmessa per via telematica (articolo 6).

In materia sistemi di trasporto, è previsto che le aziende di trasporto pubblico locale promuovano l’adozione di sistemi di bigliettazione elettronica interoperabili a livello nazionale, sulla base delle regole tecniche che saranno indicate in un decreto interministeriale. Dovrà essere consentita da parte delle stesse aziende di trasporto e dalle amministrazioni interessate l’utilizzo della bigliettazione elettronica attraverso strumenti di pagamento in mobilità, anche tramite dispositivi di telecomunicazione. Il titolo digitale del biglietto è consegnato sul dispositivo di comunicazione (articolo 8).

Si prevede inoltre di semplificare, attraverso la digitalizzazione, le procedure amministrative per le navi in arrivo o in partenza da porti italiani (ibidem).
I dati e le informazioni forniti dalle PA devono essere pubblicati in formato aperto ed essere liberamente riutilizzabili. L’eventuale adozione di una licenza deve essere motivata. A questo riguardo viene modificato il CAD attraverso una nuova definizione dei formati di tipo aperto e indicando le caratteristiche che devono presentare i dati di tipo aperto (articolo 9).

Sezioni III e IV “Agenda digitale per l’istruzione” e “Sanità digitale”
La sezione III del decreto contiene norme sull’anagrafe nazionale degli studenti e libri e centri scolastici digitali (articoli 10 e 11).

La sezione IV disciplina il fascicolo sanitario elettronico, la prescrizione medica e la cartella clinica digitale (articoli 12 e 13).

Sezione V “Azzeramento del divario digitale e moneta elettronica”
In tema di azzeramento del divario digitale, sono disposti alcuni interventi per la diffusione delle tecnologie digitali e, in particolare, è affidato ad un decreto ministeriale il compito di definire le specifiche tecniche delle operazioni di scavo per le infrastrutture a banda larga e ultralarga nel territorio nazionale. E’ consentito invece all’operatore di comunicazione l’accesso alle parti comuni degli edifici durante la fase di sviluppo della propria rete di fibra ottica (articolo 14).

Il decreto disciplina in modo più dettagliato i pagamenti elettronici delle PA (obbligo di accettare i pagamenti anche con tecnologie ICT), prevedendo regole uniformi per tutti i livelli di amministrazione, centrali e locali, nonché l’assimilazione alla PA dei gestori di pubblici servizi, limitatamente ai rapporti con l’utenza. I prestatori di servizio di pagamento dovranno essere individuati mediante ricorso agli strumenti di acquisto e negoziazione messi a disposizione da Consip.

E’ previsto inoltre che con decreto interministeriale sia disciplinata l’estensione delle modalità di pagamento anche attraverso tecnologie mobili.
Infine dal 1° gennaio 2014 viene stabilito
l’obbligo per i soggetti che effettuano attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, di accettare anche i pagamenti mediante carte di debito. Uno o più decreti interministeriali fisseranno eventuali importi minimi, modalità e termini e potrà estendere l’obbligo di accettazione ad altri strumenti di pagamento, anche con tecnologie mobili (articolo 15).

Sezione VI “Giustizia digitale”

La sezione VI contiene disposizioni volte a snellire il sistema delle comunicazioni e delle notificazioni nel processo civile, penale e fallimentare, prevedendo che le stesse siano effettuate in via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario (articoli 16 e 17).

Sezione VII “Ricerca, innovazione e comunità intelligenti”

All’Agenzia per l’Italia digitale è assegnato il compito di definire e sviluppare grandi progetti strategici di ricerca e innovazione connessi alla realizzazione dell’Agenda digitale italiana e in conformità al Programma europeo Horizon2020 (smart communities, produzione dei beni pubblici rilevanti, rete a banda ultralarga, fissa e mobile, e relativi servizi, sostenibilità ambientale, trasporti e mobilità, difesa e sicurezza) e per mantenere e aumentare la presenza sul territorio nazionale di significative competenze di ricerca e innovazione industriale (articolo 19).

In tema di comunità intelligenti, viene attribuito all’Agenzia per l’Italia digitale il ruolo di definire le strategie e gli obiettivi, di coordinare il processo di attuazione e predisporre gli strumenti tecnologici ed economici per il progresso delle comunità intelligenti. A questo riguardo, l’Agenzia predispone annualmente il piano nazionale delle comunità intelligenti da trasmettere al Presidente del Consiglio dei Ministri e predispone il rapporto annuale sull’attuazione dello stesso. Inoltre, l’Agenzia emana le linee guida sulla definizione degli standard tecnici e procedurali e sugli strumenti finanziari innovativi per lo sviluppo delle comunità intelligenti (articolo 20).

(Assonime, nota del 29 ottobre 2012)

 

2) Decreto Crescita 2.0: misure per le nuove infrastrutture, i servizi pubblici locali e l’attrazione di investimenti esteri

Al fine di incentivare la realizzazione di nuove infrastrutture, in via sperimentale, l’articolo 33 riconosce al soggetto titolare di un contratto di partenariato pubblico privato, avente ad oggetto una nuova opera infrastruttura di importo superiore a 500 milioni di euro, un credito di imposta a valere sull’IRES e sull’IRAP generate in relazione alla costruzione e gestione dell’opera.

Il credito è riconosciuto in presenza di tre condizioni: la progettazione definitiva deve essere approvata entro il 31 dicembre 2015, non devono essere previsti contributi pubblici a fondo perduto; deve essere stata accertata la non sostenibilità del piano economico finanziario. Il credito di imposta è stabilito per ciascun progetto nella misura necessaria al raggiungimento dell’equilibrio del piano economico finanziario e comunque entro il limite massimo del 50% del costo dell’investimento.

Il credito non costituisce ricavo ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP. Esso è posto a base di gara per l’individuazione dell’affidatario del contratto di partenariato pubblico privato e successivamente riportato nel contratto.

Il comma 8 dell’articolo 34 autorizza ANAS spa a utilizzare, in via transitoria e di anticipazione, le disponibilità giacenti sul conto relativo all’ex Fondo centrale di garanzia per far fronte ai pagamenti per lavori e forniture già eseguiti. ANAS spa può utilizzare tali disponibilità per un massimo di 400 milioni di euro con l’obbligo di reintegro entro il 2012 mediante l’utilizzo delle risorse che verranno erogate ad ANAS spa dallo Stato a fronte di crediti già maturati. Inoltre, durante il completamento dell’iter delle procedure contabili relative alle spese di investimento sostenute da ANAS; il Ministero dell’economia e delle Finanze è autorizzato a corrispondere ad ANAS le somme conservate nel conto dei residui, per l’anno 2012, indicate nel pertinente capitolo del bilancio di previsione dello Stato.

L’articolo 34 introduce alcune disposizioni sui servizi pubblici locali di rilevanza economica, dopo che l’articolo 4 del decreto legge n. 138/2011 è stato dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale (sentenza n. 199/2012). Al fine di assicurare il rispetto della disciplina europea, la parità tra gli operatori, l’economicità della gestione e di garantire adeguata informazione alla collettività di riferimento, l’affidamento del servizio deve essere effettuato sulla base di un’apposita relazione predisposta dall’ente affidante. Nella relazione devono essere indicati le ragioni e la sussistenza dei requisiti previsti dall’ordinamento europeo per la forma di affidamento prescelta nonché devono essere definiti i contenuti specifici degli obblighi di servizio pubblico e servizio universale, indicando le eventuali compensazioni economiche. Per gli affidamenti esistenti alla data di entrata in vigore del decreto (19 ottobre 2012), la relazione deve essere pubblicata sul sito internet dell’ente affidante entro il 31 dicembre 2013.

Per quanto riguarda il regime applicabile agli affidamenti in essere, la norma prevede:

- per gli affidamenti per i quali non è prevista una data di scadenza, l’indicazione, da inserire nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto, di un termine di scadenza dell’affidamento; in mancanza l’affidamento cessa il 31 dicembre 2013;

- gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1° ottobre 2003 a società a partecipazione pubblica a quella data già quotate in borsa e alle società da esse controllate durano fino alla scadenza; se non è prevista una data di scadenza essi cessano improrogabilmente il 31 dicembre 2020.

La disciplina sin qui descritta non si applica al servizio di distribuzione di gas naturale, al servizio di distribuzione di energia elettrica nonché alla gestione delle farmacie comunali.

L’articolo 34 impone l’obbligo di conferire la gestione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica unicamente per gli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei previsti dall’articolo 3-bis del D.L. n. 138/2011, dagli enti di governo istituiti o designati ai sensi del medesimo comma.

Al fine di incrementare la capacità del sistema Paese di attrarre investimenti dall’estero, l’articolo 35 istituisce il DESK Italia - Sportello unico di attrazione investimenti esteri. Lo sportello svolge funzioni di soggetto pubblico di coordinamento nazionale per gli investitori esteri che manifestano un interesse reale e concreto alla realizzazione in Italia di investimenti di natura non strettamente finanziaria e di rilevante impatto economico e significativo interesse per il Paese. Esso costituisce il punto di accesso per l’investitore estero in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti il progetto di investimento, coordina la risposta unica e tempestiva di tutte le amministrazioni pubbliche coinvolte, agevolando altresì lo svolgimento di iniziative di investimento estere localizzate in ambito regionale. Infine lo sportello formula annualmente proposte di semplificazione normativa e amministrativa sul tema dell’attrazione degli investimenti esteri.

(Assonime, nota del 29 agosto 2012)

 

3) Decreto Crescita 2.0.: misure relative al settore assicurativo

Il decreto Crescita 2.0 contiene anche alcune disposizioni relative al mercato dell’assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore.

L’articolo 21 del decreto legge affida all’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) il compito di prevenzione delle frodi nel settore dell’assicurazione RC auto, mediante l’individuazione delle richieste di risarcimento e di indennizzo sospette e l’attivazione di sistemi di allerta preventiva.

L’Ivass potrà avvalersi di un archivio informatico integrato connesso con varie banche dati esistenti (tra cui la banca dati degli attestati di rischio e le banche dati sinistri, anagrafe testimoni e anagrafe danneggiati previste dal Codice delle assicurazioni private) e richiedere informazioni e documenti alle imprese e agli intermediari di assicurazione. L’Ivass segnalerà alle imprese e all’autorità giudiziaria le anomalie riscontrate, per le iniziative di rispettiva competenza nel contrasto delle frodi assicurative.

L’articolo 22 stabilisce “misure a favore della concorrenza e della tutela del consumatore nel mercato assicurativo”. Segnaliamo in sintesi le principali previsioni:

- è inserito nel Codice delle assicurazioni l’articolo 170-bis, che limita a un anno la durata massima del contratto di assicurazione RCauto e dei contratti ad esso abbinati, esclude la possibilità di rinnovo tacito e sancisce la nullità, a vantaggio dell’assicurato, delle eventuali clausole contrattuali difformi. Per i contratti in essere, la previsione della nullità delle clausole di rinnovo tacito si applica a decorrere dal 1° gennaio 2013; le imprese dovranno comunicare per iscritto ai contraenti la perdita di efficacia di tali clausole con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine originariamente pattuito per l’esercizio della facoltà di disdetta del contratto;

- un decreto del Ministro dello sviluppo economico definirà il “contratto base” di assicurazione RC auto, contenente le clausole minime necessarie ai fini dell’adempimento dell’obbligo di legge e articolato secondo classi di merito e tipologie di assicurato, nonché i casi di riduzione del premio e di ampliamento della copertura applicabili al “contratto base”. Ciascuna impresa determinerà liberamente il prezzo del “contratto base” e sarà tenuta a formulare la relativa offerta al consumatore anche tramite il proprio sito internet, ferma restando la libertà di offrire separatamente garanzie aggiuntive o servizi assicurativi diversi. L’offerta dovrà essere effettuata utilizzando apposito modello elettronico predisposto dal Ministero dello sviluppo economico, in modo che il consumatore possa ottenere un unico prezzo complessivo annuo, pur con separata evidenza delle singole voci di costo;

- al fine di favorire una più efficace gestione dei rapporti assicurativi anche in via telematica, le imprese operanti nei rami vita e danni dovranno istituire nei loro siti internet, secondo le modalità che saranno definite dall’Ivass, apposite aree ad accesso controllato riservate a ciascun contraente, per consentire la consultazione dei vari profili del rapporto in corso ed effettuare rinnovi e pagamenti;

- l’Ivass emanerà un regolamento che riunifichi e armonizzi la disciplina in materia di standard per la formazione e l’aggiornamento degli intermediari assicurativi, anche in considerazione della crescente diffusione dei rapporti assicurativi da gestire in via telematica;

- gli intermediari assicurativi potranno adottare forme di collaborazione reciproca nello svolgimento della propria attività anche mediante l’utilizzo dei rispettivi mandati, purché forniscano ai clienti una corretta e completa informativa al riguardo. Lo svolgimento dell’attività in collaborazione comporterà la responsabilità in solido degli intermediari per gli eventuali danni sofferti dal cliente, salve le reciproche rivalse nei loro rapporti interni. Dal 1° gennaio 2013 sono nulle e si considerano non apposte le clausole fra mandatario e impresa di assicurazione incompatibili con le previsioni in tema di collaborazione tra intermediari;

- viene riformulata la previsione del codice civile sulla prescrizione degli “altri diritti” (diversi dal diritto dell’assicuratore al pagamento delle rate di premio) derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione. Il nuovo comma 2 dell’articolo 2952 cod. civ. estende il termine di prescrizione di tali diritti da due a dieci anni, sempre decorrenti dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda.

(Assonime, nota del 29 agosto 2012)

 

4) Revisori contabili: ecco il contributo 2013 in G.U.

Il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha fissato in euro 26,00 il contributo annuale che dal 1° gennaio 2013 i revisori e le società di revisione legale iscritti al Registro dei revisori contabili dovranno versare al fine di garantire la copertura delle spese necessarie allo svolgimento delle funzioni attribuite al MEF.

Saranno tenuti al versamento anche gli iscritti nella sezione Separata dei revisori inattivi.

E’ stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 253 del 29 ottobre 2012, il Decreto 24 settembre 2012, recante “Determinazione dell’entità e delle modalità di versamento del contributo annuale degli iscritti al Registro dei revisori legali”.

Per gli anni successivi al 2013, l’ammontare del contributo di potrà essere aggiornato nella misura necessaria alla copertura delle spese di tenuta del registro.

I contributi dovuti per l’anno 2013 saranno versati mediante bollettino di conto corrente postale premarcato, intestato a Consip spa.

Nel caso di omesso o ritardato versamento del contributo annuale sono dovuti gli interessi nella misura legale, con decorrenza dalla scadenza e sino alla data dell’effettivo versamento, nonché gli oneri amministrativi connessi alla correlata attività di riscossione.

In caso di omesso versamento, decorsi tre mesi dalla scadenza prevista, l’Ispettore generale Capo dell’Ispettorato generale di finanza della Ragioneria generale dello Stato assegna al revisore o alla società di revisione un termine, non superiore ad ulteriori 30 giorni, per effettuare il versamento.

Decorso detto ulteriore termine senza che il pagamento risulti ancora effettuato, sono applicabili, ai sensi dell’art. 21, comma 7, del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, i provvedimenti sanzionatori di cui all'art. 24 del citato decreto.

Commissione centrale per i revisori legali

Sulla medesima Gazzetta Ufficiale n. 253, è stato pubblicato il Decreto del 24 settembre 2012, con il quale viene regolata sia la composizione sia i compiti della Commissione centrale per i revisori legali istituita presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Compiti della Commissione riguarderanno in particolare la tenuta del registro del tirocinio, la tenuta del registro dei revisori legali, l’esercizio dei poteri di vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

 

5) Assonime: focus sulle società a responsabilità limitata con capitale ridotto

La circolare n. 29 del 30 0ttobre 2012 illustra le principali caratteristiche delle società a responsabilità limitata con capitale ridotto e della variante denominata “società a responsabilità limitata semplificata”, recentemente introdotte nel nostro ordinamento.

Le forme societarie a capitale ridotto possono essere partecipate solo da persone fisiche e la società a responsabilità limitata semplificata riguarda i giovani sotto i 35 anni di età.

Il nostro ordinamento, sulla scorta di analoghe esperienze estere, ha ammesso la costituzione di società a responsabilità limitata con un capitale minimo ridotto, anche simbolico di 1 euro.

Le nuove norme sulla società a capitale ridotto hanno lo scopo di favorire le iniziative imprenditoriali e prevedono una specifica variante, denominata società a responsabilità limitata semplificata, destinata all’imprenditoria giovanile.

La nuova figura societaria a capitale ridotto e la variante per soci giovani sono riconducibili al tipo della società a responsabilità limitata.

Con la presenta circolare vengono, quindi, illustrate le principali caratteristiche di tali figure societarie.

 

6) Pubblicate sul sito internet dell’Agenzia del territorio le statistiche catastali

Dl 30 ottobre 2012 è disponibile sul sito internet dell’Agenzia del Territorio, alla pagina http://www.agenziaterritorio.gov.it/?id=6349, il volume sulle Statistiche Catastali relativo al 2011.

Le “Statistiche catastali”, giunte alla sesta edizione, rappresentano una sintesi completa sull’entità e le caratteristiche dello stock dei fabbricati, così come censito nella banca dati del Catasto Edilizio Urbano aggiornato al 31 dicembre 2011.

Si tratta di informazioni che riguardano un totale di oltre 69 milioni di beni fra unità immobiliari urbane ed altre tipologie immobiliari che non producono reddito e delle quali si forniscono: la numerosità dello stock, la sua consistenza fisica («vani», superfici o volumi a seconda delle categorie tipologiche) e la correlata base imponibile fiscale determinata dal Catasto (la «rendita catastale»).

Si è inoltre calcolato per ogni tipologia il VIP (Valore Imponibile Potenziale) ai fini dell’imposta municipale propria IMU: il VIP (espresso in euro) è calcolato in base ai criteri normativi che stabiliscono le modalità di determinazione della base imponibile dell’IMU.

Per il gruppo di tipologie residenziali (la cui consistenza catastale è espressa in vani) si è, inoltre, calcolata la superficie delle unità immobiliari, utilizzando i criteri contenuti nel Dpr 138/98.

(Agenzia del Territorio, comunicato stampa del 30 ottobre 2012)

 

7) Criteri di redazione del bilancio straordinario di fusione per le società che adottano i principi contabili internazionali: caso di Assonime

Bilancio di fusione per le società che adottano i principi IAS/IFRS: Il Caso n. 5/2012 di Assonime affronta la questione della redazione del bilancio straordinario di fusione per le società che adottano i principi contabili internazionali.

In particolare, chiarisce che il bilancio di fusione va redatto secondo i principi IAS/IFRS e non secondo le regole previste dal codice civile, perché è in linea di perfetta continuità logica con i precedenti bilanci di esercizio, anche in ordine al contenuto e alle regole di valutazione.

Per le società che adottano i principi contabili internazionali IAS/ IFRS si è posta la questione se si debba redigere la situazione patrimoniale di fusione secondo gli stessi principi contabili internazionali oppure secondo la disciplina del codice civile.

Secondo l’art. 2501 quater c.c., l’organo amministrativo delle società partecipanti alla fusione deve redigere una situazione patrimoniale, da mettere a disposizione dei soci e dei terzi, con l’osservanza delle norme sul bilancio d’esercizio.

A parere di Assonime, le società che redigono il bilancio di esercizio in conformità ai principi contabili internazionali IAS/IFRS devono redigere la predetta situazione patrimoniale di fusione secondo i medesimi principi IAS/IFRS e non secondo le regole previste dal codice civile in tema di bilancio d’esercizio poiché la situazione patrimoniale di fusione è un bilancio “straordinario” solo in senso temporale (e cioè per il momento in cui è redatto) ma che si pone in linea di perfetta continuità logica con i precedenti bilanci di esercizio, anche in ordine al contenuto e alle regole di valutazione.

 

8) Natura retributiva per il lavoro domenicale

Lavoro domenicale, il compenso ha natura retributiva. In materia di lavoro domenicale, la Corte di Cassazione, con la sentenza 18284 del 25 ottobre 2012, ha chiarito che, qualora in sede di contrattazione collettiva si sia omesso di prevedere la maggiorazione della paga oraria, provvederà in tal senso il giudice.

A quest’ultimo, ad avviso della Corte Suprema, spetta liquidare in via equitativa il compenso al lavoratore per il disagio della prestazione svolta di domenica.
In tale sede, inoltre, è stato sottolineato che il lavoro prestato oltre il settimo giorno determina non solo, a causa della prestazione lavorativa nel giorno di domenica, la limitazione di specifiche esigenze familiari, personali e culturali alle quali il riposo domenicale è finalizzato, ma una distinta ulteriore sofferenza: la privazione della pausa destinata al recupero delle energie psico-fisiche.
Nell’ipotesi di protrazione del lavoro oltre il sesto giorno, l’indicata sofferenza del lavoratore esige tuttavia un compenso dell’oggettivo onere che, anche per il suo valore marginale, la prestazione esige.

Poiché l’onerosità è nella stessa prestazione in quanto effettuata dopo il sesto giorno consecutivo di lavoro, il relativo compenso non è (quantomeno non integralmente) dato da un riposo compensativo riconosciuto dopo il settimo giorno (in quanto tale riposo non coincide con il riposo nel settimo giorno).

In ordine alla natura giuridica che questo compenso assume, è stato escluso che esso costituisca un indennizzo o un risarcimento, dovendo piuttosto riconoscersi la sua natura retributiva.

 

9) Calo aliquote Irpef solo se base imponibile più alta

Le aliquote dell’Irpef potranno calare solo se aumenterà la base imponibile dei contribuenti. Lo ha ribadito il Ministro del MEF Grilli.

Prevediamo calo aliquote, ma base imponibile più alta”.

L’evasione fiscale in Italia é inaccettabile e dobbiamo combatterla con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione.

Lo ha detto il ministro Vittorio Grilli nel corso della Italy Conference a Milano.

E’ inaccettabile il livello della nostra evasione fiscale, non solo in termini etici ma anche di aggiustamento di bilancio. Prevediamo di ridurre l’aliquota fiscale ma serve una base imponibile più alta e per questo dobbiamo combattere l’evasione con tutti gli strumenti a disposizione”.

Dobbiamo andare avanti “nell’opera di riforme e di stabilizzazione della spesa pubblica”.

Grilli ha precisato che bisogna “stare sempre attenti a non deviare il percorso che abbiamo cominciato”.

 

10) Calamità naturali: nei modelli Siria e Iris ecco la casella “Eventi eccezionali”

Le modifiche per consentire la registrazione telematica dei contratti di locazione nei casi di sospensione o differimento dei termini a seguito di calamità naturali.

Novità in campo per Siria, il modello per registrare il contratto d’affitto e comunicare contestualmente l’opzione per la cedolare secca, e Iris, utilizzabile, quando non si sceglie il regime sostitutivo, per registrare i contratti di affitto e liquidare l’imposta di registro e di bollo.

Entrambi, nella nuova versione, contengono la casella “Eventi eccezionali”.

In tal modo, i modelli e le procedure per la registrazione on line dei contratti di locazione potranno essere utilizzati anche dai contribuenti che fruiscono della sospensione o del differimento dei termini a seguito di calamità naturali o do altri eventi eccezionali.

Chi utilizza gli altri programmi messi a disposizione dell’Agenzia per la registrazione dei contratti può evidenziare la presenza di “Eventi eccezionali” all’interno delle singole procedure informatiche.

Il provvedimento 29 ottobre 2012 del direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha, infatti, introdotto delle modifiche ai modelli Siria, Iris e ai prodotti di compilazione “Contratti di locazione” e “Locazioni Web”, inserendo una specifica casella denominata “Eventi eccezionali” e aggiornando le relative istruzioni.

Modificate anche le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei contratti di locazione. Tuttavia, per un periodo di 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento, sarà comunque possibile utilizzare ancora le precedenti versioni di Siria, Iris, Contratti di locazione e Locazioni Web. Ciò per evitare disagi ai contribuenti e consentire loro i necessari aggiornamenti dei software.

Riguardo l’ultimo evento sismico verificatosi in Emilia, il decreto Mef dell’1 giugno 2012 ha previsto la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari in scadenza tra il 20 maggio e il 30 settembre 2012, e poi, il decreto Mef del 24 agosto 2012 ha prorogato il periodo di sospensione fino al prossimo 30 novembre.

 

11) Strumenti finanziari: pubblicato in G.U. il D.Lgs. che recepisce la disciplina sul prospetto e modifica Tuf e Codice Civile

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 4 ottobre 2012, in seguito al parere favorevole delle competenti Commissioni parlamentari, il D.Lgs. n. 183/2012 concernente l’attuazione della direttiva 2010/73/UE che modifica la direttiva sul prospetto e la direttiva “trasparency”, su cui il Ministero aveva avviato una consultazione il 10 maggio scorso.

Il testo del decreto legislativo, pubblicato il 29 ottobre 2012 nella G.U. SG n. 253 e accompagnato dalla relazione illustrativa, entrerà in vigore dal 13 novembre 2012.

Per quanto concerne le modifiche apportate al Tuf vengono segnalate le seguenti:
- all’art. 30, comma 2, lett. b) è stato previsto che “l’offerta di propri strumenti finanziari rivolta ai componenti del consiglio di amministrazione ovvero del consiglio di gestione, ai dipendenti nonché ai collaboratori non subordinati dell’emittente, della controllante ovvero delle sue controllate, effettuata presso le rispettive sedi o dipendenze” non costituisce un’offerta fuori sede; nella relazione al decreto si precisa, infatti, che l’articolazione di gruppo non rappresenta un fattore discriminante per l’offerta diretta di propri strumenti finanziari da parte degli emittenti, ai quali viene perciò consentito di effettuare tali offerte senza l’interposizione degli intermediari;

- all’art. 100-bis, comma 2-bis ove è stato previsto che l’intermediario, nelle rivendite successive di prodotti finanziari, possa avvalersi di un prospetto già disponibile e ancora valido, purché l’emittente o la persona responsabile della redazione del prospetto abbiano dato il loro consenso a tale utilizzo mediante accordo scritto;

- agli artt. 114, comma 1 e 115-bis del Tuf sono state apportate modifiche volte ad escludere dagli obblighi di informativa continua e di tenuta dei registri insiders i soggetti controllanti gli emittenti quotati;

- la modifica del comma 3 dell’art. 114 del Tuf sul ritardo della comunicazione delle informazioni privilegiate: il decreto ha, infatti, inserito il riferimento ai “legittimi interessi” previsti dalla direttiva sugli abusi di mercato;

- l’abrogazione dell’art. 120, comma 3 che prevedeva l’obbligo per gli emittenti azioni quotate di comunicare alla società partecipata e alla Consob l’acquisizione di una partecipazione superiore al 10% in una spa non quotata o in una srl.

Tra le novità apportate al Codice Civile si rammentano alcune modifiche in tema di aumenti di capitale:

- la possibilità per le società quotate di ridurre i cinque giorni di offerta sul mercato dei diritti di opzione non esercitati nel caso in cui l’inoptato sia stato interamente venduto (art. 2441, comma 3);

- la possibilità che il parere di congruità, previsto dal quarto comma dell’art. 2441, sia reso oltre che dal revisore incaricato della revisione periodica anche da altri revisori;l’abrogazione dei quorum deliberativi rafforzati, previsti per gli aumenti di capitale rispettivamente dal comma 5 e dal comma 8 dell’art. 2441, per l’esclusione o limitazione del diritto di opzione nel caso di interesse della società e nel caso di offerta di azioni ai dipendenti;

- l’abrogazione della maggioranza rafforzata prevista dal comma 2 dell’art. 2443, in caso di delega agli amministratori per l’aumento di capitale con esclusione o limitazione del diritto di opzione.

(Assonime, nota del 30 ottobre 2012)

 

12) Modello 231/2001 per gli enti non profit: una soluzione per la gestione dei rischi, documento del Cndcec

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato sul proprio sito internet il 30 ottobre 2012 un documento di studio per Commercialisti e non, incentrato su: “Il Modello 231/2001 per gli enti non profit: una soluzione per la gestione dei rischi”.

Come recita la premessa di tale documento (composto da ben 102 pagine in formato PDF), il D.Lgs. n. 231/20011 ha introdotto nel nostro ordinamento un particolare meccanismo di imputazione della responsabilità ai seguenti soggetti diversi dalle persone fisiche: Enti forniti di personalità giuridica, società e associazioni anche prive di personalità giuridica.

In virtù di detto meccanismo, è prevista l’imputazione all’ente della responsabilità derivante dalla commissione di alcuni reati, i cui autori sono sempre persone fisiche, in considerazione del particolare legame che esiste tra lo stesso ente e il soggetto che ha materialmente commesso l’illecito.

L’art. 1, comma 2, del decreto circoscrive l’ambito di applicazione delle disposizioni in esso contenute a tutti gli enti forniti di personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica.

In particolare, sono soggetti alla suddetta normativa:

- le persone giuridiche private;

- le società di persone, di capitali, cooperative;

- le associazioni non riconosciute;

- gli enti pubblici economici.

Inoltre, la norma é indirizzata ad ogni tipo di soggetto collettivo, ponendo l’attenzione sulla natura effettiva dell’ente.

In altre parole, ai fini dell’assoggettamento alla norma appare corretto che la discriminante non vada ricercata nella tipologia di soggetto, ma nell’attività da esso in concreto svolta.

In tal senso si è pronunciata anche la recente giurisprudenza di legittimità (Cass., 21 luglio 2010, n. 28699), che ha affermato la responsabilità ex d.lgs. 231/2001 delle società a partecipazione pubblica quando svolgono attività economica.

Il citato documento del Cndcec, nella parte iniziale, analizza tutti gli aspetti civilistici delle varie forme degli enti non profit, (comitati, fondazioni, associazioni, onlus, impresa sociale, ecc.), indi passa a trattare la predisposizione dei modelli organizzativi, dell’organismo di vigilanza, per poi concludere con l’appendice sulle fondazioni di origine bancaria.

 

Vincenzo D’Andò