Novità fiscali del 24 ottobre 2012: crediti verso la P.A., firmata la convenzione con l’ABI

Pubblicato il 24 ottobre 2012



imprenditori danneggiati dal sisma di maggio 2012: diffuso il modello per la richiesta del finanziamento; pubblicate in G.U. le modifiche al Fondo di solidarietà per le imprese del credito; Corte Ue: scissione d’impresa con beneficio soggetto a condizione; plusvalore di fusione: deduzione dei redditi tassati?; imprese creditrici delle pubbliche amministrazioni: firmata convenzione MEF e ABI per il facile accesso alla piattaforma elettronica; decreto crescita 2.0: per le comunicazioni telematiche forse si ritorna al passato; semplificazioni, le nuove misure: nota del governo; disegno di legge di stabilità 2013: nota della Camera dei Deputati

 

 

Indice:

1) Imprenditori danneggiati dal sisma di maggio 2012: diffuso il modello per la richiesta del finanziamento

2) Pubblicate in G.U. le modifiche al Fondo di solidarietà per le imprese del credito

3) Corte Ue: scissione d’impresa con beneficio soggetto a condizione

4) Plusvalore di fusione: deduzione dei redditi tassati?

5) Imprese creditrici delle pubbliche amministrazioni: firmata convenzione MEF e ABI per il facile accesso alla piattaforma elettronica

6) Decreto crescita 2.0: per le comunicazioni telematiche forse si ritorna al passato

7) Semplificazioni, le nuove misure: nota del governo

8) Disegno di legge di stabilità 2013: nota della Camera dei Deputati

 

 

1) Imprenditori danneggiati dal sisma di maggio 2012: diffuso il modello per la richiesta del finanziamento

Il 22 ottobre 2012 é stato reso noto il modello di comunicazione per le imprese che hanno subito dei danni a causa degli eventi sismici del 20 e del 29 maggio e che hanno i requisiti per accedere al finanziamento garantito dallo Stato.

Il modello, che deve essere inviato entro il 16 novembre 2012 esclusivamente in via telematica, serve per accedere ai finanziamenti delle banche per il pagamento dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Il modello di comunicazione, approvato con apposito provvedimento del Direttore, è disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it.

Possono accedere al finanziamento le imprese che, limitatamente ai danni subiti in relazione all’attività d’impresa, hanno i requisiti per accedere ai contributi di cui all’art. 3 del D.L. n. 74/2012 o all’art. 3-bis del D.L. n. 96/2012.

Il finanziamento può essere richiesto anche per i pagamenti che il contribuente deve versare nel periodo compreso tra il 1° dicembre 2012 e il 30 giugno 2013.

Il modello, contenente i diversi importi dei versamenti da effettuare, deve essere trasmesso all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica. Copia della comunicazione e della relativa ricevuta di trasmissione vanno presentate alla banca che eroga il finanziamento.

 

2) Pubblicate in G.U. le modifiche al Fondo di solidarietà per le imprese del credito

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 247 del 22.10.2012 il Regolamento (si tratta del D.M. n. 180/2012), in vigore dal 6 novembre 2012  concernente modifiche al “Regolamento recante l'istituzione del Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale dipendente dalle imprese del credito, approvato con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 28 aprile 2000, n. 158”.

 

3) Corte Ue: scissione d’impresa con beneficio soggetto a condizione

Corte Ue, per la scissione d’impresa ok al beneficio ma a una condizione. La domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra una società e l’Amministrazione fiscale slovena, per il rigetto di una domanda volta a ottenere la concessione di un vantaggio fiscale in occasione di una scissione di impresa.

La società ha adottato un progetto di scissione che prevede il trasferimento di una parte della sua impresa a una nuova società.

Tali modifiche sono state registrate nel registro delle società commerciali; successivamente la società ha presentato una domanda di concessione del beneficio di vantaggi fiscali in occasione della scissione.

L’art. 11 della direttiva 90/434, secondo la Corte di giustizia, deve essere interpretato nel senso che è compatibile con il diritto comunitario la normativa nazionale che assoggetta la concessione dei vantaggi fiscali, applicabili a una operazione di scissione, alla condizione che la domanda relativa all’operazione sia presentata entro un certo termine.

Tuttavia, il giudice del rinvio può verificare se le modalità di attuazione del termine, e in particolar modo la determinazione del punto di partenza, siano sufficientemente precise, chiare e prevedibili per consentire, ai soggetti passivi di imposta, di conoscere i propri diritti e accertarsi che siano in grado di fruire dei vantaggi fiscali previsti dalle direttiva.

(Corte di Giustizia Causa C-603/10)

 

4) Plusvalore di fusione: deduzione dei redditi tassati?

I giudici della Ue hanno chiarito quale regime fiscale si applica al trasferimento di quote societarie in una fusione per incorporazione.

La domanda di pronuncia pregiudiziale ha riguardato la normativa comunitaria sul regime fiscale applicabile alle operazioni straordinarie di fusioni e scissioni societarie.

In particolare, l’ambito specifico della questione pregiudiziale sollevata dinanzi alla corte è relativa al regime di tassazione degli utili realizzati proprio in merito a fusioni e scissioni di società madre e figlia.

Proprio dal ragionamento fatto intorno al concetto di fusione i giudici hanno stabilito che l’assenza di una suddetta definizione nella direttiva 90/4354 implica che lo scioglimento di una società nell’ambito di un operazione di fusione mediante incorporazione non si possa equiparare a una liquidazione di società.

Alla luce delle considerazioni riportate dalla Corte di giustizia, la questione sollevata deve risolversi interpretando l’operazione controversa come una “operazione di fusione strictu sensu” tra società madre e figlia.

In questo contesto è applicabile alla fattispecie principale la possibilità di riportare negli anni successivi la deducibilità dei redditi già tassati.

(sentenza Corte di giustizia UE, procedimento C-371/11)

 

5) Imprese creditrici delle pubbliche amministrazioni: firmata convenzione MEF e ABI per il facile accesso alla piattaforma elettronica

MEF e ABI firmano la Convenzione per facilitare ulteriormente l’accesso alla liquidità per le imprese creditrici delle pubbliche amministrazioni.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Associazione Bancaria Italiana hanno siglato il 22 ottobre 2012 la convenzione che permette l’accesso da parte delle banche e degli intermediari finanziari alla piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti verso le amministrazioni pubbliche.

Il collegamento tra la piattaforma elettronica pubblica e il sistema finanziario permette a banche e intermediari finanziari di verificare direttamente lo stato del credito, velocizzando e semplificando le procedure di anticipazione o sconto per le imprese fornitrici della pubblica amministrazione.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 147 del 22 ottobre 2012)

 

6) Decreto crescita 2.0: per le comunicazioni Telematiche forse si ritorna al passato

Secondo una nota di Altalex del 23 ottobre 2012, dalla prima lettura del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (cd. Decreto crescita 2.0) ed in particolare dell’art. 16, comma 9, sembra che, dal 20 ottobre 2012, data della sua entrata in vigore, gli Uffici Giudiziari che ad oggi effettuano a valore legale le comunicazioni telematiche di cancelleria ai sensi dell’art. 136 in applicazione dell’art. 35, D.M. Giustizia 44/2011 (e quindi: quasi tutte le Corti d'Appello e ben 124 Tribunali) non potranno più inviarle, quanto meno con valore legale; viene, quindi, considerato che l’unico decreto idoneo a consentire alla cancelleria di inviare telematicamente le comunicazioni é quello previsto dell'art. 51, L. 112/2008 e succ. mod. e non anche quello emesso ai sensi dell’art. 136 c.p.c. in applicazione dell'art. 35, D.M. Giustizia 44/2011.

Ad oggi, prosegue la nota di Altalex, solo 28 Tribunali e 4 Corti d’Appello inviano le comunicazioni telematiche a valore legale sulla base di decreti emessi ex art. 51, L. 112/2008 e succ. mod.

A questo punto, l’autore della citata nota si pone la seguente domanda:

Da sabato 20 ottobre 2012 (data di entrata in vigore del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179) e fino a quando non saranno trascorsi i 60 gg. dalla entrata in vigore della legge di conversione del decreto e, pur essendo trascorsi i 60 gg., non saranno stati però emessi dal Ministro della Giustizia, i decreti aventi natura non regolamentare, accertata la funzionalità dei servizi di comunicazione ai sensi del citato art. 10, lett. a, i 124 Tribunali e le 24 Corti d’Appello che ad oggi inviano i biglietti di cancelleria esclusivamente in via telematica a seguito di decreto ex art. 136 c.p.c. e art. 35, D.M. Giustizia 44/2011, potranno continuare ad inviarli con valore legale o dovranno tornare al cartaceo?.

Su tale questione lo stesso autore ritiene che dovranno necessariamente tornare al cartaceo in quanto dal 20 ottobre hanno perso la loro efficacia i decreti ministeriali con i quali, a valore legale ex art. 136 c.p.c. e art. 35, D.M. Giustizia 44/2011, venivano inviate le comunicazioni di cancelleria telematiche tramite PEC!

E se le comunicazioni di cancelleria continueranno ad essere inviate telematicamente, ignorando le nuove disposizioni di legge, potranno essere considerate efficaci ?

 

7) Semplificazioni, le nuove misure: nota del governo

Il 23 Ottobre 2012 il governo italiano ha pubblicato sul proprio sito internet la seguente nota sulle semplificazioni:

Nuove misure di semplificazione a favore delle imprese e dei cittadini, per completare il cammino intrapreso con il decreto legge 9 febbraio 212 n.5 (Semplifica Italia): questo il contenuto di uno schema di disegno di legge, proposto dal Ministro per la pubblica amministrazione e semplificazione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, approvato dal Consiglio dei ministri nella riunione del 16 ottobre 2012.

Il provvedimento snellisce oneri ed adempimenti in vari ambiti, tra cui sicurezza del lavoro, permesso di costruire, autorizzazioni paesaggistiche, Documento unico di regolarità contributiva.

Nuove misure di semplificazione per cittadini e imprese

Presentazione

Nuove misure di semplificazione a favore delle imprese e dei cittadini, per completare il cammino intrapreso con il decreto legge 9 febbraio 212 n.5 (Semplifica Italia): questo il contenuto di uno schema di disegno di legge, proposto dal Ministro per la pubblica amministrazione e semplificazione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, approvato dal Consiglio dei ministri nella riunione del 16 ottobre 2012.

Il provvedimento snellisce oneri ed adempimenti in vari ambiti. Tra le novità:

Sicurezza del lavoro: le misure riguardano gli adempimenti formali, non toccano gli aspetti sostanziali, la cui effettività viene anzi rafforzata, perché vengono liberate risorse utili a migliorare la tutela della salute dei lavoratori. Le misure agevoleranno le imprese nell’individuazione degli elementi essenziali da indicare nella documentazione, rendendo più facile il corretto adempimento di obblighi sostanziali come valutazione del rischio e sorveglianza sanitaria. Risulta agevolato il controllo da parte degli organi di vigilanza e la partecipazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze.

Ad esempio, per le prestazioni lavorative di breve durata la norma prevede l’individuazione di procedure semplificate che consentano di rispettare gli obblighi di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria anche quando la permanenza del lavoratore in azienda non sia superiore cinquanta giornate lavorative nell’anno solare di riferimento. Ciò per evitare la ripetizione, per ragioni solo formali, di adempimenti già posti in essere dallo stesso o da altri datori di lavoro.

Per la redazione dei documenti in materia di sicurezza sul lavoro nei cantieri si prevede l’adozione di modelli semplificati, per evitare la redazione di documenti sovrabbondanti, molto costosi ed inefficaci. Ciò faciliterà l’azienda nella prevenzione effettiva degli infortuni.

La disposizione, poi, consente all’impresa di ridurre i tempi necessari per la sottoposizione delle proprie attrezzature alle verifiche degli organi competenti. Gli enti competenti devono comunicare entro 15 giorni dalla richiesta l’eventuale impossibilità di effettuare la verifica. Ciò permetterà alle impresa di avere maggiore certezza dei tempi necessari per l’effettuazione delle verifiche.

DURC: si stabilisce che il Documento unico di regolarità contributiva (che attesta l'assolvimento, da parte dell'impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile) è sempre acquisito d’ufficio. Il Durc rilasciato per i contratti pubblici di lavori, forniture e servizi ha validità di 180 giorni dalla data di emissione, e non deve essere richiesto per ogni singolo contratto, restando valido nei confronti di tutte le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori.

Invio telematico delle certificazioni di infortunio da parte dei medici: viene eliminato l’obbligo a carico del datore di lavoro di invio all’Inail delle certificazioni mediche di infortunio sul lavoro e di malattia professionale, completando la strada già avviata per medici di medicina generale e Inps; viene esteso il principio della trasmissione telematica del medico certificatore anche per il certificato d’infortunio e di malattia professionale.

Permesso di costruire: la nuova disciplina garantisce tempi certi per la conclusione
dei procedimenti, eliminando il silenzio rifiuto previsto per il rilascio del permesso medesimo nei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali ; in questi casi il provvedimento deve essere sempre espresso, in base ai principi stabiliti dalla legge n . 241 del 1990 a garanzia di chi presenta l’istanza.

Autorizzazione paesaggistica: le innovazioni consentono una maggiore certezza del
rispetto dei termini e una riduzione dei tempi di conclusione del procedimento, in virtù dell'obbligo dell'amministrazione competente di emanare il provvedimento, una volta decorso il termine per l'espressione del parere da parte del soprintendente, che viene ridotto a 45 giorni .

Disposizioni in materia di ambiente: vengono semplificati una serie di procedimenti, nel pieno rispetto degli standard comunitari, al fine di assicurarne l'accelerazione, fermi restando i livelli di tutela. Le misure più significative affrontano i problemi della messa in sicurezza e della bonifica, con il duplice fine di difendere l'ambiente e recuperare aree, anche ai fini produttivi. Inoltre, vengono semplificati alcuni passaggi burocratici dei procedimenti di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) e di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) .

Tra le semplificazioni per i cittadini, quella che riunisce nel medesimo contesto le procedure per il cambio di residenza e per la dichiarazione relativa al pagamento della tassa sui rifiuti (evitando ai cittadini di fare richieste a più uffici e contribuendo alla prevenzione dell'evasione fiscale) e quella volta a consentire il rilascio in lingua inglese, su richiesta del diretto interessato, delle certificazioni dei titoli di studio universitari.

(Fonte: Disegno di legge/Schede di presentazione del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione)

 

8) Disegno di legge di stabilità 2013: nota della Camera dei Deputati

La Commissione bilancio ha iniziato l'esame congiunto del disegno di legge di stabilità e del disegno di legge di bilancio per il triennio 2013-2015.

Il disegno di legge di stabilità realizza gli obiettivi programmatici di finanza pubblica indicati nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2012, consentendo il raggiungimento, nel 2013, dell'obiettivo del pareggio di bilancio in termini strutturali, nonché il finanziamento di alcune spese indifferibili.

Si tratta delle informazioni aggiornate al 23 ottobre 2012 pubblicate sul sito internet della Camera dei Deputati.

Il disegno di legge di stabilità (A.C. 5534-bis) prevede, nel 2013, l'allocazione (per circa 2,9 miliardi) del margine (due decimi di punto del PIL, pari a circa 3,1 miliardi) indicato nella Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (DEF) tra la previsione tendenziale dell’indebitamento netto (-1,6%, che in termini strutturali si traduce in un avanzo pari allo 0,2% del PIL) e l'obiettivo programmatico (-1,8%, che in termini strutturali configura il pareggio di bilancio).

In sostanza, nel prossimo anno le misure previste nella legge di stabilità consentono il raggiungimento del pareggio di bilancio in termini strutturali - ossia considerato al netto degli effetti del ciclo economico e delle misure una tantum -, pur determinando, rispetto agli andamenti tendenziali a legislazione vigente, un aumento dell'indebitamento netto della pubblica ammnistrazione.

In particolare, il disegno di legge prevede misure espansive (riduzioni di entrate e aumenti di spese) pari a circa 13 miliardi nel 2013, 10 nel 2014 e 9 nel 2015 e misure restrittive (incrementi di entrata e riduzioni di spesa) per poco più di 10 miliardi nel 2013, 9,8 nel 2014 e 9 nel 2015.

Dal punto di vista dei saldi di finanza pubblica, il complesso delle misure recate dalla legge di stabilità determina, per il 2013, un effetto di miglioramento del saldo netto da finanziare (pari a oltre 200 milioni) a fronte di un peggioramento di circa 3 miliardi per il fabbisogno e l’indebitamento netto. Nel biennio successivo gli effetti si invertono, evidenziando un peggioramento del saldo netto da finanziare (rispettivamente 1,3 miliardi nel 2014 e 7,7 miliardi nel 2015), a fronte di un lieve miglioramento degli altri saldi (9,4 milioni e 130 milioni nei due anni).

In ogni caso, per tutto l'orizzonte temporale 2013-2015 il parametro di riferimento per le regole comunitarie, ossia l'indebitamento netto, risulta in linea con l’obiettivo di medio termine concordato in sede europea.

La composizone della manovra

Per quanto concerne la composizione della manovra lorda, nel 2013 gli interventi ammontano, come accennato, a circa 10,2 miliardi di risorse reperite (maggiori entrate e minori spese), a fronte di circa 13 miliardi di impieghi (minori entrate e maggiori spese). Per tutto il triennio di riferimento si registra una riduzione delle entrate, progressivamente decrescente, mentre le spese aumentano lievemente nel 2013 per poi discendere nei due esercizi successivi.

In particolare, le risorse sono reperite, dal lato delle entrate, per importi pari a 6,4 miliardi nel 2013, 6,2 miliardi nel 2014 e 5,7 miliardi nel 2015, a fronte di un contenimento delle spese di 3,8 miliardi nel 2013 e nel 2014 e di 3,7 miliardi nel 2015. All’interno di queste ultime prevalente è la componente di parte corrente, ciò anche in conseguenza del fatto che i risparmi derivanti dalle misure a carico degli enti territoriali relative al patto di stabilità interno (2,2 miliardi annui) sono interamente contabilizzati ex-ante tra le minori spese correnti, anche se ex-post una quota significativa dei tagli si traduce in minori spese in conto capitale.

Dal lato degli impieghi, le risorse disponibili vengono utilizzate per finanziare interventi espansivi pari a circa 32 milardi di euro nel triennio, di cui circa 22 miliardi di riduzioni di entrata e 10 miliardi di aumento di spesa.

In particolare, le risorse sono riallocate in larga parte a compensazione delle minori entrate, previste in 8,7 miliardi nel 2013, 7,3 miliardi nel 2014 e 6 miliardi nel 2015. All’interno delle maggiori spese (4,3 miliardi nel 2013, 2,8 miliardi nel 2014 e 3,2 miliardi nel 2015), le risorse sono ripartite per circa il 55-60% tra le spese correnti, a fronte del 40-45% delle spese in conto capitale.

Il reperimento delle risorse

Per quanto concerne il reperimento delle risorse, il disegno di legge dispone, dal lato delle maggiori entrate:

- la rimodulazione di deduzioni e detrazioni fiscali per i redditi superiori a 15.000 euro annui, con la fissazione di un tetto per le detrazioni di 3000 euro e l’elevazione degli importi delle franchigie previste per deduzioni e detrazioni, per un magguior gettito pari a circa 2.16 miliardi nel 2013, 1,37 nel 2014 e 1,36 nel 2015;

- l'introduzione dell'imposta di bollo sulle transazioni finanziarie (c.d. tobin tax), con un gettito atteso di circa 1,09 miliardi per ciascun anno del triennio;

- la stabilizzazione dell'incremento delle accise sui carburanti (1,09 miliardi annui) ;

- l'aumento degli acconti sulle riserve tecniche delle imprese di assicurazione (1,37 miliardi nel triennio);

- la riduzione delle agevolazioni per l'acquisto di auto ad uso aziendale (1,5 miliardi nel triennio).

Misure d’impatto minore, da cui derivano maggiori entrate, concernono, inoltre, l’abrogazione della clausola di salvaguardia in materia di tassazione dei redditi da trattamento di fine rapporto, l’abrogazione dell’esenzione del bollo dei certificati penali assoggettati a bollo, le variazioni al regime di IVA agevolato per le cooperative assistenziali e la revisione del regime di esenzione IRPEF per le pensioni di guerra.

Sul versante della spesa, i risparmi sono conseguiti attraverso riduzioni di spesa degli enti territoriali (2.2 miliardi annui), realizzate mediante un rafforzamento degli obiettivi del patto di stabilità interno; interventi nel settore sanitario, che prevedono la riduzione delle spese per prestazioni relative a contratti di appalto e forniture di beni e servizi e la rimodulazione dei tetti di spesa per l'acquisto dei dispositivi medici (600 milioni nel 2013 e 1 miliardo di euro dal 2014); misure di riordino degli enti previdenziali e assistenziali (300 milioni annui).

Nell'ambito del disegno di legge di stabilità trovano, inoltre, attuazione le norme di riduzione di spesa proposte dai singoli Ministeri per il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica previsti dall'articolo 7, commi 12-15, del D.L. n. 95/2012.

L'utilizzo delle risorse

Le risorse reperite sono utilizzate in via prevalente per interventi in materia tributaria e per il finanziamento di alcune spese indifferibili.

In particolare, dal lato delle minori entrate si prevede:

- la parziale sterilizzazione per un punto percentuale dell'incremento, già previsto per il periodo 1° luglio – 31 dicembre 2013, delle aliquote IVA, ordinaria e ridotta,– che passano, rispettivamente, dal 21% al 22% e dal 10% all’11% - che determina un minor gettito per un importo di circa 3,3 miliardi;

- la riduzione delle aliquote dei primi due scaglioni di reddito delle persone fisiche, che dal 2013 passerebberto, rispettivamente, dal 23 al 22 per cento, per i redditi inferiori a 15.000 euro, e dal 27 al 26 per cento per quali compresi tra 15.000 e 28.000 euro, determinando un minor gettito Irpef di competenza annua di circa 5,8 miliardi di euro;

- la proroga dell'agevolazione per la detassazione dei contratti di produttività per complessivi 1,6 miliardi di euro nel biennio 2013-2014.

Per quanto concerne la spesa, tra i principali interventi disposti dal disegno di legge si segnalano, quali maggiori spese di natura corrente:

- l'istituzione di un fondo per il pagamento dei canoni di locazione degli immobili conferiti dallo Stato a fondi immobiliari (2,3 miliardi nel triennio);

- la creazione di un fondo per il finanziamento degli oneri del trasporto pubblico locale in cui confluiscono tutte le risorse statali e regionali destinate allo scopo, con un incremento di complessivi 1,4 miliardi di euro nel triennio 2013-2015;

- l'istituzione di un nuovo fondo destinato a finanziare interventi di settore concernenti le università, le famiglie, i giovani, le politiche sociali, la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma dell’Aquila, nonché il sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali (con una dotazione di risorse di 900 milioni nel 2013);

- uno stanziamento di 100 milioni di euro, per il 2013, in un apposito fondo destinato a finanziare interventi di natura assistenziale a favore dei c.d. soggetti salvaguardati dalla riforma pensionistica.

Sul versante delle spese in conto capitale, il disegno di legge dispone nuove risorse da trasferire a RFI s.p.a. per la manutenzione straordinaria e per gli investimenti nella rete ferroviaria (per circa 0,9 miliardi nel triennio di previsione) e ad ANAS s.p.a. per gli interventi di manutenzione straordinaria della rete stradale (300 milioni nel triennio).

Si prevedono, inoltre, un ulteriore stanziamento per la realizzazione del sistema MOSE; l'autorizzazione di spesa di 690 milioni per la realizzazione della linea ferroviaria Lione-Torino e il rifinanziamento dei Fondi Multilaterali di Sviluppo e Fondo Globale per l'Ambiente (295 milioni a decorrere dal 2013), nonché, per un importo di 130 milioni di euro per l’anno 2013, del Fondo di rotazione per la concessione di anticipazioni agli enti locali in situazione di grave squilibrio finanziario.

Con riferimento al contenuto del disegno di legge, si ricorda, inoltre, che nella seduta del 18 ottobre 2012 alcune disposizioni contenute nel testo del disegno di legge di stabilità presentato dal Governo sono state oggetto di una pronuncia di stralcio, ai sensi dell'articolo 120, comma 2, del Regolamento, della Camera, in quanto ritenute estranee al contenuto proprio della legge di stabilità, come determinato dalla vigente legislazione contabile, la quale prevede, tra l'altro, il divieto di introdurre nella legge norme di carattere ordinamentale e organizzatorio che non comportano apprezzabili effetti finanziari e non concorrono alla definizione della manovra di bilancio, o che prevedono interventi di carattere localistico o micro settoriale, oppure ancora disposizioni che recano misure non destinate a produrre effetti nel triennio compreso nel bilancio pluriennale di riferimento. Lo stralcio di alcune norme, che comportavano effetti finanziari peggiorativi dei saldi per circa 140 milioni nel triennio, ha determinato un miglioramento dei saldi di corrispondente importo.

Si ricorda, infine, che le Commissioni riunite V bilancio della Camera e 5° bilancio del Senato, hanno deliberato di svolgere un’attività conoscitiva preliminare all’esame dei documenti di bilancio per il 2013-2015, ai sensi dell’articolo 119, comma 3, del Regolamento della Camera.

 

Vincenzo D’Andò