Novità fiscali dell’11 ottobre 2012: le misure dalla legge di stabilità per il 2013

Pubblicato il 11 ottobre 2012



partito l’iter di approvazione della Legge di stabilità 2013 (ex finanziaria); certificazione crediti PA: il Tesoro apre un indirizzo mail dedicato alle aziende; osservatorio del mese di agosto 2012: rimane stabile l’apertura delle partite IVA; sottrazione di beni ai creditori dell’azienda: l’imprenditore é aiutato nell’intento criminale dal commercialista, allora si applica la pena anche per tale professionista; extra-ue: pochi giorni alla scadenza del termine per l’emersione; ritenute fiscali e IVA: responsabilità solidale negli appalti di opere e servizi; controlli 36-bis: istituiti codici tributo per versamenti spontanei parziali con F24; enti locali: elenco dei revisori dei conti, riaperte le iscrizioni in Sardegna fino al prossimo 5 novembre; la nuova disciplina dell’IVA per cassa: circolare di Assonime; modifiche all'IMU sugli enti non commerciali in Gazzetta Ufficiale

 

 

 

 

Indice:

1) Partito l’iter di approvazione della Legge di stabilità 2013 (ex finanziaria)

2) Certificazione Crediti PA: il Tesoro apre un indirizzo mail dedicato alle aziende

3) Osservatorio del mese di agosto 2012: rimane stabile l’apertura delle partite Iva

4) Sottrazione di beni ai creditori dell’azienda: l’imprenditore é aiutato nell’intento criminale dal Commercialista, allora si applica la pena anche per tale professionista

5) Extraue: pochi giorni alla scadenza del termine per l’emersione

6) Ritenute fiscali e IVA: responsabilità solidale negli appalti di opere e servizi

7) Controlli 36-bis: istituiti codici tributo per versamenti spontanei parziali con F24

8) Enti locali: elenco dei revisori dei conti, riaperte le iscrizioni in Sardegna fino al prossimo 5 novembre

9) La nuova disciplina dell’IVA per cassa: circolare di Assonime

10) Modifiche all'IMU sugli enti non commerciali in Gazzetta Ufficiale.

 

 

 

 

1) Partito l’iter di approvazione della Legge di stabilità 2013 (ex finanziaria)

 

Legge di stabilità per il 2013: Il governo ha approvato il disegno di Legge.

 

In particolare, il Consiglio dei Ministri, nella riunione iniziata il 09 ottobre 2012 (e poi conclusa in notturna, oltre le ore 2,00, quindi, alle prime ore del 10 ottobre 2012), ha approvato il disegno di legge della Legge di Stabilità 2013, la quale interviene sui seguenti aspetti di interesse fiscale:

 

- Aumento dell’1% delle aliquote IVA del 10% e del 21% (dal prossimo anno);

 

- riduzione dell’1% dell’aliquota relativa ai primi due scaglioni IRPEF (23% e 27%, passano, quindi, al 22% e 26% dal periodo 2013);

 

- introduzione di un’imposta sulle transazioni finanziarie, c.d. “Tobin Tax”, esclusi i titoli di Stato;

 

- riordino delle deduzioni e detrazioni IRPEF;

 

- assoggettamento ad IRPEF delle pensioni di guerra e di invalidità.

 

In particolare, secondo quanto riferito dal governo, nel comunicato stampa pubblicato il 10 ottobre 2012: Il disegno di legge di bilancio e il disegno di legge di stabilità sono presentati al Parlamento entro il 15 ottobre di ciascun anno.

 

Gli obiettivi sono 5: anzitutto, evitare l’aumento di due punti percentuali dell’IVA a partire da giugno 2013.

 

La legislazione vigente prevede l’aumento dell’IVA a partire dal primo giugno 2013.

 

Con la legge di stabilità l’aumento viene dimezzato.

 

Gli altri obiettivi sono i nuovi incentivi per l’aumento della produttività; le garanzie per gli esodati; la copertura del quadro esigenziale dei Ministeri per il 2013; il pagamento degli arretrati delle PA.

 

Per realizzarli sono previsti tre strumenti. Il primo strumento è la revisione della spesa pubblica (spending review); il secondo comprende degli interventi fiscali in materia bancaria e assicurativa; il terzo, infine, riguarda l’imposta sulle transazioni finanziarie.

 

La legge di stabilità prevede anche la rimodulazione di alcune tax expenditures per i redditi superiori ai 15mila euro:

 

- si introduce una franchigia di 250 Euro per alcune deduzioni e detrazioni IRPEF e, per le sole detrazioni, si fissa il tetto massimo di detraibilità a 3000 euro.

 

- si prevede anche l’assoggettabilità ad IRPEF delle pensioni di guerra e di invalidità.

 

Al fine di introdurre un importante elemento di equità nella revisione della tassazione sui redditi e agevolare i consumi delle famiglie dal reddito più basso, la legge di stabilità introduce inoltre una riduzione di un punto percentuale (da 23 a 22 punti e da 27 a 26) dell’aliquota IRPEF sui primi due scaglioni di reddito (da 0 a 15mila euro e da 15mila a 28mila euro).

 

Nell’ambito della legge di stabilità il Consiglio ha approvato il secondo capitolo delle disposizioni per la revisione della spesa pubblica (spending review). Le nuove misure confermano l’azione avviata dal Governo il 5 luglio: razionalizzare la spesa pubblica, migliorare l’efficienza delle amministrazioni e mantenere inalterata la qualità dei servizi per i cittadini.

 

 

 

2) Certificazione Crediti PA: il Tesoro apre un indirizzo mail dedicato alle aziende

 

Tutte le domande si possono essere inviare a certificazionecrediti@tesoro.it.

 

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha attivato un servizio di help desk dedicato alle aziende che ricercano informazioni sul processo di certificazione dei crediti commerciali verso le Pubbliche Amministrazioni.

 

Le richieste di informazioni possonoo essere inviate all’indirizzo certificazionecrediti@tesoro.it.

 

Il processo di certificazione dei crediti non ha scadenze e permette alle aziende che ne fanno richiesta di conseguire in tempi determinati per legge un titolo che dia certezza, liquidità ed esigibilità al proprio credito.

 

Una volta conseguita la certificazione l’azienda potrà utilizzarla per:

 

- Compensare debiti iscritti a ruolo alla data del 30 aprile 2012 per tributi erariali, regionali o locali, ma anche per quelli nei confronti di INPS o INAIL;

 

- Per ottenere un’anticipazione bancaria, eventualmente anche assistita dalla garanzia del Fondo Centrale di Garanzia;

 

- Per cedere il proprio credito sia pro-soluto che pro-solvendo.

 

Il processo di certificazione è da intendersi come procedura parallela al provvedimento, anch’esso varato a giugno scorso, riguardo la possibilità di estinguere il credito attraverso Titoli di Stato e recentemente prorogato.

 

La certificazione può essere chiesta nei confronti delle Amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, nonché anche nei confronti degli enti locali, delle Regioni e degli enti del Servizio Sanitario nazionale.

 

I decreti con i moduli per fare domanda di certificazione e le FAQ si trovano su certificazionecrediti.mef.gov.it

 

(Ministero dell’Economia e delle finanze, comunicato del 10 ottobre 2012)

 

 

 

3) Osservatorio del mese di agosto 2012: rimane stabile l’apertura delle partite Iva

 

Nello scorso mese di agosto è rimasta stabile l’apertura delle partite Iva.

 

Lo rendo noto il MEF - Dipartimento delle Finanze nell’osservatorio sulle partite IVA, la cui sintesi dei dati di agosto 2012 è stata pubblicata sul sito delle Finanze il 10 ottobre 2012.

 

Nello scorso mese di agosto sono state aperte 18.292 nuove partite Iva; in confronto al corrispondente mese dello scorso anno si registra una sostanziale stabilità (+0,1%).

 

La distribuzione per natura giuridica, mostra, come di consueto, la forte preponderanza delle persone fisiche nelle aperture di partita Iva (quota del 76,5%); le società di capitali si attestano al 16,2%.

 

Rispetto ad agosto 2011 si nota un sensibile calo di aperture relativo alle società di persone (-11,5%) ed un lievissimo incremento per persone fisiche e società di capitali.

 

Riguardo alla ripartizione territoriale delle aperture, il 42% di esse è avvenuto al Nord, il 21,9% al Centro ed il 36% al Sud ed Isole; il confronto con agosto dello scorso anno mostra che, a livello di macroregioni, sono le Isole, ed in particolare la Sicilia (+10,4%), a trainare l’andamento generale, in quanto tutte le altre macrozone del Paese denotano impercettibili flessioni.

 

Da segnalare sensibili cali in Val d’Aosta, nelle province autonome di Trento e Bolzano ed in Molise, mentre un aumento apprezzabile si è registrato anche in Abruzzo.

 

La classificazione per settore produttivo evidenzia che il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva: il 24,4% del totale, seguito dal comparto agricolo con il 11,3% e le attività professionali con il 10,5%.

 

Rispetto ad agosto 2011, si notano sensibili aumenti per attività finanziarie (+25%), istruzione (+18%) e noleggio/servizi alle imprese (+15%) e forti flessioni per il settore edilizio e le attività immobiliari (-10% per entrambi i settori).

 

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è relativamente stabile, con i maschi cui appartiene il 63,7% di aperture di partite Iva.

 

Quasi la metà delle aperture è dovuta a giovani fino a 35 anni ed un terzo alla classe 36-50 anni.

 

Da segnalare l’apprezzabile aumento di aperture dovuto alla classe 51-65 anni, rispetto al corrispondente mese del 2011.

 

(MEF - Dipartimento delle Finanze, comunicato del 10 ottobre 2012)

 

 

 

4) Sottrazione di beni ai creditori dell’azienda: l’imprenditore é aiutato nell’intento criminale dal Commercialista, allora si applica la pena anche per tale professionista

 

E’ colpevole di bancarotta per distrazione il Commercialista che aiuta il fallito a sottrarre i beni ai creditori. In tema di reati fallimentari, i consulenti commercialisti o esercenti la professione legale concorrono nei fatti di bancarotta quando, consapevoli dei propositi distrattivi dell’imprenditore o degli amministratori della società, forniscano consigli o suggerimenti sui mezzi giuridici idonei a sottrarre i beni al creditori o li assistano nella conclusione dei relativi negozi ovvero ancora svolgano attività dirette a garantire l’impunità o a favorire o rafforzare, con il proprio ausilio o con le proprie preventive assicurazioni, l'altrui proposito criminoso.

 

E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39988 del 9 ottobre 2012 che ha confermato la condanna a carico di un Commercialista, colpevole di avere fornito illeciti suggerimenti all’imprenditore fallito per distrarre i beni dall’azienda cliente ai creditori.

 

Il professionista è stato, quindi, condannato al carcere, insieme agli amministratori e al liquidatore dell’azienda per le consulenze date alla società per fare sparire i beni aziendali.

 

 

 

5) Extraue: pochi giorni alla scadenza del termine per l’emersione

 

A pochi dalla scadenza del termine per l’emersione dei lavoratori stranieri (fissata al 15 ottobre 2012), il Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, con una nota del 10 ottobre 2012, fornisce la sintesi degli adempimenti dei datori di lavoro:

 

Fasi operative

 

- identificazione delle parti e acquisizione dei documenti in loro possesso (dati anagrafici, permesso di soggiorno/carta di soggiorno, passaporto, numero di codice fiscale);

 

- valutazione di fattibilità (periodo lavorativo, assenza condanne, reddito del datore e attestazione presenza al 31/12/11 proveniente da organismi pubblici);

 

- pagamento del contributo forfetario di 1.000,00 euro con “F24 Versamenti con elementi identificativi”;

 

- ottenimento della certificazione attestante la limitazione dell’autosufficienza del soggetto per la regolarizzazione del personale addetto alla assistenza;

 

- invio della domanda esclusivamente on line al Ministero Interno;

 

- comunicazione all’autorità di PS entro 48 ore dell’eventuale concessione dell’alloggio;

 

- pagamento 6 mesi di retribuzione, contributi e Irpef;

 

- convocazione allo Sportello unico;

 

- presentazione documenti e firma del contratto di soggiorno.

 

La comunicazione al Centro impiego viene ritenuta non necessaria poiché la sottoscrizione del contratto di soggiorno assolve anche gli obblighi di comunicazione d’assunzione (Unilav).

 

Obblighi del datore di lavoro

 

- pagare il contributo forfetario di 1.000 euro con apposito F24;

 

- reperire i documenti necessari;

 

- acquistare la marca da bollo da euro 14,62;

 

- presentare la domanda telematica;

 

- aprire le posizioni assicurative;

 

- pagare i 6 mesi (minimo) di retribuzione, contributi e Irpef

 

- presentarsi allo Sportello Unico per firmare il CDS

 

Infine, le date da ricordare:

 

 

 

31 dicembre 2011

presenza del lavoratore in Italia (ininterrotta e da provare con documenti idonei)

9 maggio 2012

inizio periodo minimo di occupazione irregolare (3°mese precedente all'entrata in vigore della norma)

9 agosto 2012

entrata in vigore della norma

7 settembre 2012

primo giorno utile per pagare F24 (1000 euro)

15 settembre 2012 ore 8.00

inizio periodo utile per invio domande

15 ottobre 2012 ore 24.00

termine regolarizzazione

16 novembre 2012

pagamento Irpef relativa ai 6 mesi (minimi) di retribuzione

16 dei mesi successivi

pagamento Irpef contributi correnti (le retribuzioni seguono le scadenze dei ccnl ove previste)

 

 

 

6) Ritenute fiscali e IVA: responsabilità solidale negli appalti di opere e servizi

 

Assonime, con una nota del 08 ottobre 2012, è ritornata sull’argomento della responsabilità solidale negli appalti di opere e servizi anche ai fini fiscali.

 

L’art. 13-ter del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, ha sancito la responsabilità dell’appaltatore in solido con il subappaltatore per il versamento all’Erario da parte di quest’ultimo delle ritenute fiscali sui redditi dei lavoratori dipendenti e dell’IVA dovuta in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto.

 

A tale responsabilità solidale, che opera, comunque, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto al subappaltatore per la realizzazione dell’opera affidata in subappalto, l’appaltatore può sottrarsi se, prima di pagare il corrispettivo, acquisisce dal subappaltatore una prova documentale dell’avvenuto versamento delle ritenute fiscali e dell’IVA i cui termini di pagamento sono già scaduti.

 

La norma precisa che l’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi tributari può essere rilasciata anche attraverso un’asseverazione dei soggetti di cui all’art. 35, comma 1, del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, e all’art. 3, comma 3, lettera a), del Regolamento di cui al D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 (CAF, iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri, dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro, ecc.).

 

Per consentire all’appaltatore di acquisire la prova dell’avvenuto rispetto degli obblighi tributari da parte del subappaltatore, la nuova disposizione autorizza l’appaltatore a sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione di tale prova.

 

L’art. 13-ter ha anche previsto che il committente di un appalto è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria - di importo compreso tra 5.000 e 200.000 euro - qualora paghi il corrispettivo all’appaltatore senza acquisire la documentazione idonea a dimostrare il corretto assolvimento degli obblighi fiscali sia dell’appaltatore che dell’eventuale subappaltatore; la sanzione è, comunque, applicabile solo se è accertato il mancato pagamento delle ritenute fiscali e dell’IVA da parte di tali soggetti.

 

La norma autorizza il committente a sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della documentazione probatoria dell’avvenuto rispetto degli obblighi tributari in parola.

 

Le criticità della norma

 

A parere di Assonime, già dalla sua entrata in vigore - avvenuta il 12 agosto 2012 - la norma ha presentato forti criticità, sia sotto il profilo dell’individuazione del suo ambito applicativo, sia, soprattutto, sotto il profilo delle concrete modalità di applicazione della stessa.

 

Tuttavia, viene ammesso che la nuova disposizione sostituisce, con innegabili miglioramenti, quella previgente e cioè l’art. 2, comma 5-bis, del D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, il quale, in estrema sintesi, aveva reso responsabili, in solido con gli appaltatori e gli eventuali subappaltatori, anche i committenti di opere e servizi in appalto per il versamento delle ritenute IRPEF e dell’IVA relativa alle fatture inerenti le prestazioni effettuate nell’ambito degli appalti e dei subappalti.

 

Tale disposizione (entrata in vigore il 29 aprile scorso) aveva, in proposito, stabilito che la responsabilità dei committenti si estendeva per tutta la durata del contratto e fino al secondo anno successivo alla cessazione dell’appalto e che i committenti potevano limitare la loro responsabilità solo se dimostravano di “aver messo in atto tutte le cautele possibili per evitare l’inadempimento”.

 

Come ha già avuto modo di evidenziare la circolare Assonime n. 11 del 2012, la norma, oltre a suscitare diverse e rilevanti perplessità sulla sua sfera applicativa, si presentava, in concreto, di difficoltosa applicazione, non individuando né le modalità con cui il committente poteva dimostrare di “aver messo in atto tutte le cautele possibili per evitare l’inadempimento” dell’appaltatore o del subappaltatore, né le modalità con cui tali soggetti potevano, a loro volta, dimostrare al committente di aver correttamente assolto i propri obblighi fiscali.

 

Sostituendo tale normativa, l’art. 13-ter del D.L. n. 83 del 2012 ha accolto le pressanti richieste di modifica della ricordata disposizione:

 

In particolare, tale articolo, da un lato, ha escluso la responsabilità del committente per gli adempimenti fiscali dell’appaltatore e dei subappaltatori – sostituendola con la previsione di una sanzione pecuniaria - e, dall’altro, ha indicato la documentazione che i soggetti interessati devono produrre per documentare il corretto adempimento degli obblighi fiscali in questione.

 

Tuttavia, nonostante tali innovazioni alla previgente disposizione, anche l’art. 13-ter continua a presentare non poche criticità che hanno dato luogo a notevoli tensioni tra gli operatori economici interessati.

 

Posto, infatti, che la responsabilità solidale tra appaltatori e subappaltatori e la sanzione pecuniaria irrogabile ai committenti possono essere evitate solo se viene acquisita una documentazione che attesti la corretta esecuzione dei versamenti in parola e che la norma autorizza i committenti e gli appaltatori a sospendere il pagamento dei corrispettivi pattuiti fino all’acquisizione di tale documentazione, le imprese che alla data del 12 agosto scorso avevano già in essere contratti di appalto o subappalto, nell’incertezza su quale fosse il corretto comportamento da tenere, hanno, di fatto, bloccato tutti i pagamenti afferenti la realizzazione dei contratti in parola, suscitando le proteste delle controparti e, spesso, aggravando situazioni finanziarie già rese difficili dalla crisi economica in atto.

 

Dal canto suo, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 40/E del 2012, in sede di primo ed urgente commento dell’art. 13-ter, - venendo incontro alle pressanti richieste di chiarimenti avanzate - ha fornito una serie di chiarimenti in ordine alla concreta operatività della normativa in parola, peraltro adottando opportune soluzioni in linea con quanto proposto da Assonime.

 

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

 

L’Agenzia delle Entrate ha prima chiarito che la nuova normativa non si applica ai contratti d’appalto e subappalto conclusi anteriormente alla data di entrata in vigore dell’art. 13-ter (12 agosto 2012).

 

Secondo Assonime, l’interpretazione della norma fornita dall’Agenzia delle entrate, oltre ad essere ispirata da un forte principio di equità, rispetta il fondamentale principio giuridico della certezza del diritto.

 

La circolare dell’Agenzia, inoltre, considerato che l’art. 13-ter ha imposto specifici adempimenti a carico sia degli appaltatori sia dei subappaltatori, nel rispetto dell’art. 3, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente) - in base al quale le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al 60° giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti - ha riconosciuto che tali adempimenti devono essere osservati a partire dal 60° giorno successivo a quello di entrata in vigore dell’art. 13-ter e, quindi, a decorrere dall’11 ottobre 2012.

 

In concreto,  prosegue la nota di Assonime, secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle entrate, la certificazione comprovante l’adempimento degli obblighi tributari indicati dall’art. 13-ter deve essere richiesta dai soggetti a ciò tenuti solo in relazione ai pagamenti effettuati a partire dall’11 ottobre 2012, in relazione a contratti stipulati a partire dal 12 agosto 2012.

 

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate, allo scopo di semplificare gli obblighi probatori previsti dall’art. 13-ter, tenuto conto del tenore letterale della norma - secondo cui l’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi tributari “può essere rilasciata anche attraverso un’asseverazione” - ha riconosciuto che l’appaltatore e il committente possono acquisire la prova dell’adempimento da parte, rispettivamente, del subappaltatore e dell’appaltatore degli obblighi tributari in parola anche attraverso una documentazione diversa dall’asseverazione, come, ad esempio, una dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del D.P.R. n. 445 del 2000.

 

Peraltro la circolare n. 40/E del 08 ottobre 2012 indica, nel dettaglio, gli elementi che tale dichiarazione sostitutiva deve contenere, e cioè:

 

- l’indicazione del periodo nel quale l’IVA relativa alle fatture concernenti i lavori eseguiti è stata liquidata, specificando se dalla suddetta liquidazione è scaturito un versamento di imposta, ovvero se in relazione alle fatture oggetto del contratto è stato applicato il regime dell’IVA per cassa, di cui all’art. 7 del D.L. n. 185 del 2008, oppure la disciplina del reverse charge;

 

- l’indicazione del periodo nel quale le ritenute sui redditi di lavoro dipendente sono state versate, mediante scomputo totale o parziale;

 

- l’indicazione degli estremi del modello F24 con il quale i versamenti dell’IVA e delle ritenute non scomputate, totalmente o parzialmente, sono stati effettuati;
- la dichiarazione che l’IVA e le ritenute versate includono quelle riferibili al contratto di appalto/subappalto per il quale la dichiarazione sostitutiva viene resa.
Pur tuttavia, osserva Assonime, rimangono ancora dei dubbi irrisolti riguardo la sfera di applicazione e le modalità di attuazione degli obblighi contabili e dichiarativi introdotti dalla norma, dubbi di cui viene auspicata al più presto la risoluzione da parte dell’Agenzia delle entrate.

 

A breve, comunque, seguirà la pubblicazione di una separata circolare di Assonime per illustrare compiutamente i profili di questa nuova normativa.

 

 

 

7) Controlli 36-bis: istituiti codici tributo per versamenti spontanei parziali con F24

 

Istituita una lunga serie di codici tributo per il versamento di somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973. Vanno utilizzati dai contribuenti che intendono pagare solo una parte dell’importo complessivo richiesto con l’avviso bonario del fisco.

 

A ciò ha provveduto l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 93/E del 10 ottobre 2012.

 

Al fine di consentire il versamento, con il Modello F24, delle somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, l’Agenzia ha istituito i codici tributo indicati nella tabella contenuta in tale documento di prassi.

 

Per agevolare i contribuenti, nella tabella, in corrispondenza di ciascun codice tributo di nuova istituzione, viene riportato il codice di riferimento utilizzato per il versamento spontaneo.

 

I suddetti codici vanno utilizzati nell’eventualità in cui il contribuente, destinatario della comunicazione inviata ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, intenda versare solo una quota dell’importo complessivamente ivi richiesto.

 

In tal caso, deve essere predisposto un modello F24 nel quale i codici istituiti sono esposti nella sezione “ERARIO”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando anche, nei campi specificamente denominati, il codice atto e l’anno di riferimento (nella forma “AAAA”), reperibili all’interno della stessa comunicazione.

 

 

 

8) Enti locali: elenco dei revisori dei conti, riaperte le iscrizioni in Sardegna fino al prossimo 5 novembre

 

Il termine ultimo per la presentazione è ora fissato al 05 novembre 2012.

 

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti, con la nota del 10 ottobre 2012, ha evidenziato che é stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 5 ottobre 2012 l’avviso per la presentazione delle domande per l’inserimento nell’elenco dei revisori dei conti degli enti locali, relativo alla regione Sardegna, per la fase di prima applicazione del decreto del Ministro dell’interno n. 23 del 15 febbraio 2012.

 

Il CNDCEC rammenta che il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato perentoriamente entro e non oltre trenta giorni successivi a quello di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, ossia a domenica 4 novembre 2012.

 

A parere del CNDCEC, poiché tale termine coincide con un giorno festivo, esso è prorogato al 5 novembre 2012 (primo giorno non festivo).

 

Con l’acquisizione delle domande prende inizio il procedimento che porterà prossimamente alla formazione dell’elenco e – successivamente - alla piena operatività del nuovo sistema, ciò che verrà comunicato altresì con avviso sulla gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, secondo quando previsto all’articolo 5, comma 1, del predetto decreto del Ministro dell’interno del 15 febbraio 2012 n. 23.

 

 

 

9) La nuova disciplina dell’IVA per cassa: circolare di Assonime

 

Assonime, ha pubblicato la circolare n. 27 del 10 ottobre 2012, che fornisce un primo commento alla nuova disciplina dell’IVA per cassa stabilita dall’art. 32-bis del D.L. n. 83 del 2012.

 

Tale disciplina è stata introdotta per recepire le norme contenute nell’art. 167-bis della direttiva IVA.

 

In aderenza a tali norme, l’art. 32-bis ha parzialmente modificato il vigente sistema dell’IVA per cassa, previsto dall’art. 7 del D.L. n. 185 del 2008, riproducendone invece il contenuto per le parti non attinenti alla disposizione comunitaria.

 

La nuova disciplina non è ancora operante, dovendo essere completata dalle relative disposizioni di attuazione: Esse dovranno stabilire anche la data di entrata in vigore dell’art. 32-bis, presumibilmente non anteriore al 1° gennaio 2013.

 

Peraltro, dovrebbe essere emanato oggi il decreto attuativo della nuova IVA per cassa, secondo cui per i soggetti passivi con volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro, l’IVA dovuta sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi diventa esigibile non al momento di effettuazione dell’operazione, ma al momento del pagamento del corrispettivo, che invece non conta per l’esercizio della detrazione da parte del cessionario/committente.

 

Inoltre, per il cedente/prestatore, l’esigibilità differita dell’imposta comporta che anche la detrazione sia “sospesa” fino a quando i beni/servizi acquistati non vengano pagati ai rispettivi fornitori.

 

Pertanto, le nuove misure si dovrebbero applicare dalle operazioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2013, in relazione ai presupposti per l’applicazione della liquidazione IVA per cassa.

 

Inoltre, il Decreto attuativo dovrebbe disporre che i soggetti che, nell’anno solare precedente, hanno realizzato o, in caso d’inizio attività, prevedono di realizzare un volume di affari non superiore a 2 milioni di euro, possono optare per il nuovo regime; per chi esercita l’opzione, l’IVA diventa esigibile all’atto del pagamento dei corrispettivi o comunque decorso un anno dal momento di effettuazione dell’operazione, salvo che il cessionario/committente, prima del decorso di tale termine, sia stato assoggettato a procedure concorsuali o esecutive.
Inoltre, se, nel corso dell’anno, dovesse essere superato il limite di 2 milioni, le neo disposizioni non si applicherebbero alle operazioni attive e passive effettuate a partire dal mese successivo a quello in cui il limite è stato superato.

 

Altresì, dovrebbero essere esclusi dal differimento del diritto alla detrazione, oltre agli acquisti di beni e servizi soggetti da IVA col metodo dell’inversione contabile (reverse charge), anche gli acquisti intracomunitari di beni, le importazioni di beni e le estrazioni di beni dai depositi IVA.

 

Quanto all’opzione per il nuovo regime, il D.L. n. 83/2012 rimanda alle modalità individuate con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

 

Il decreto dovrebbe stabilire se l’opzione ha effetto a partire dal 1° gennaio dell’anno in cui viene esercitata e che cosa succede in caso d’inizio di attività nel corso dell’anno, se rilevi cioè la data d’inizio dell’attività.

 

In caso di mutamento di regime, le operazioni attive e passive condurrebbero alla liquidazione dell’IVA sulla base delle regole applicabili al momento in cui l’operazione si considera effettuata, ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. n. 633/72.

Infine, riguardo l’annotazione in fattura, in virtù dell’art. 32-bis, comma 3 del D.L. n. 83/2012, poiché l’applicazione dell’IVA per cassa deve risultare da apposita annotazione nella fattura di vendita, parimenti il D.M. dovrebbe richiedere l’indicazione anche degli estremi normativi (“IVA per cassa”, ex art. 32-bis del D.L. n. 83/2012).

 

10) Modifiche all'IMU sugli enti non commerciali in Gazzetta Ufficiale.

 

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 237 del 10 ottobre 2012, il Decreto Legge n. 174 del 10 ottobre 2012, recante anche le disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali.
Dopo la bocciatura da parte del Consiglio di Stato (parere n. 07658 del
04 ottobre 2012) dello schema di regolamento di attuazione delle disposizioni contenute nel comma 3 dell’art. 91-bis del D.L. n. 1/2012 (convertito in Legge n. 27/2012), per eccessi di potere regolamentare, il Consiglio dei Ministri, con un recente comunicato, aveva annunciato che al più presto avrebbe integrato la norma primaria, nel punto in cui autorizza l’intervento regolamentare, inserendo anche i requisiti che le attività devono avere per essere definite come non commerciali.
Adesso, l’art 9, comma 6 del suddetto neo Decreto Legge n. 174/2012, modificando il comma 3 dell’art. 91-bis del DL 1/2012, demanda sempre ad un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze la determinazione:
- delle modalità e delle procedure relative alla dichiarazione;
- degli elementi rilevanti ai fini dell’individuazione del rapporto proporzionale tra le attività non commerciali che danno titolo all’esenzione e quelle commerciali che non danno titolo alla stessa;
- dei requisiti, generali e di settore, per qualificare le attività di cui all’art. 7 comma 1 lett. i) del D.Lgs. n. 504/92, come svolte con modalità non commerciali.
In materia di IMU, per gli enti non commerciali, di cui all’art. 73, comma 1, lett. c) del TUIR, viene prevista l’esenzione dall’imposta per gli immobili destinati esclusivamente allo svolgimento di determinate attività con modalità non commerciali.
È applicabile anche all’imposta municipale propria, infatti, la lett.
i) dell’art. 7 del DLgs. 504/92 (Decreto ICI) in quanto richiamata dall’art. 9 comma 8 del DLgs. 23/2011.
Per l’anno 2012, per fruire dell’esenzione IMU, gli immobili devono essere utilizzati esclusivamente con modalità non commerciali per lo svolgimento delle attività istituzionali, mentre, invece, dal 2013, per gli immobili ad utilizzazione mista (commerciale ed istituzionale), l’esenzione sarà riconosciuta soltanto per l’immobile o la porzione di immobile nella quale si svolgono le attività di natura non commerciale e non sulla parte di immobile “complementare” nella quale si svolgono attività commerciali, che andrà autonomamente iscritta in Catasto e sconterà il tributo.
Nei casi in cui non sia possibile lo scorporo della parte di fabbricato nella quale si svolge l’attività commerciale, l’esenzione sarà riconosciuta in proporzione allo svolgimento dell’attività non profit (con modalità non commerciali), sulla base di un’apposita dichiarazione che dovrà essere approvata.
Ufficiale la dichiarazione IMU da presentare entro il 30 novembre 2012 Infine, sempre riguardo l’IMU, è stato prorogato:
- al 31 ottobre 2012 il termine entro cui i Comuni possono approvare o modificare, sulla base dei dati aggiornati, il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote e alla detrazione del tributo (art.
13 comma 12-bis del DL 201/2011);
- al 30 novembre 2012 il termine per la presentazione della dichiarazione IMU 2012 (per gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012, ex art. 13 comma 12-ter del DL 201/2011), il cui modello, unitamente alle relative istruzioni, non è ancora stato approvato.

 

Vincenzo D’Andò