Novità fiscali del 5 ottobre 2012: pronto il decreto sull’IVA per cassa

Pubblicato il 5 ottobre 2012



notifica al contribuente irreperibile; in arrivo il Decreto sulla nuova IVA per cassa; cinque per mille 2012: nuovo aggiornamento degli elenchi; IVA: l’avviso di accertamento deve essere notificato entro il termine di prescrizione quinquennale; aiuti di Stato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese in difficoltà: prorogati gli orientamenti comunitari; antitrust e liberalizzazioni delle professioni; preparare il domani: di crescita e sviluppo si discute al convegno nazionale del CNDCEC; applicazione delle nuove disposizioni in materia di trattamenti pensionistici: ecco la circolare INPS illustrativa delle prestazioni “internazionali”; decreto sviluppo: incentivi fiscali per le start-up

 

 

Indice:

1) Notifica al contribuente irreperibile

2) In arrivo il Decreto sulla nuova IVA per cassa

3) Cinque per mille 2012: nuovo aggiornamento degli elenchi

4) Iva: l’avviso di accertamento deve essere notificato entro il termine di prescrizione quinquennale

5) Aiuti di Stato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese in difficoltà: prorogati gli orientamenti comunitari

6) Antitrust e liberalizzazioni delle professioni

7) Preparare il domani: di crescita e sviluppo si discute al convegno nazionale del CNDCEC

8) Applicazione delle nuove disposizioni in materia di trattamenti pensionistici: ecco la circolare INPS illustrativa delle prestazioni “internazionali”

9) Decreto sviluppo: incentivi fiscali per le start-up

 

 

1) Notifica al contribuente irreperibile

Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 16817 del 3 ottobre 2012) se il cittadino è irreperibile non sono valide (sono, quindi, nulle) le cartelle di pagamento emesse da Equitalia e notificate presso un ufficio periferico del comune.

Pertanto, nel caso di specie, la Suprema Corte ha respinto il ricorso della società di riscossione che aveva notificato presso un ufficio periferico del comune e non nella sede centrale, prima ancora che intervenisse la delibera amministrativa che dichiarasse ufficialmente il decentramento dell’ente locale per la ricezione degli atti.

Confermata la decisione del giudice di pace che aveva annullato la notifica di tre cartelle di pagamento emesse nei confronti di un contribuente risultato irreperibile.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 16817 del 3 ottobre 2012)

 

2) In arrivo il Decreto attuativo sulla nuova IVA per cassa

Secondo quanto anticipato da Il Sole 24 Ore, nella sua edizione del 04 ottobre 2012, dovrebbe arrivare entro il prossimo 11 ottobre il decreto attuativo sulla nuova Iva per cassa.

L’attuale ministro dell’Economia avrebbe affermato che la firma del provvedimento arriverà entro la scadenza prevista dal decreto Sviluppo.

Il Decreto ministerale definirà aspetti importanti in materia di applicazione e di adempimenti.

Per la soglia di accesso al regime permane un tetto che verrà fissato in un volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro (in atto è pari a 200mila).

La platea dei potenziali interessati verrà, così, ampliata. Dovrà, invece, essere precisata la forma con la quale gli operatori dovranno manifestare l’opzione per il differimento dell’Iva.

Da fissare anche la data di entrata in vigore del nuovo regime. A differenza di oggi, il soggetto che esercita l’opzione condiziona anche la detrazione dell’Iva sugli acquisti al pagamento delle fatture dei fornitori.

Nel sistema dell’Iva per cassa, l’imposta diviene esigibile a seguito dell’incasso della fattura e, comunque, entro un anno dall’effettuazione dell’operazione.

 

3) Cinque per mille 2012: nuovo aggiornamento degli elenchi

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato ieri sul proprio sito internet un nuovo aggiornamento degli elenchi del 5 per mille.

Elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione

Sono disponibili, in tre distinti elenchi, i dati degli enti del volontariato, delle associazioni sportive dilettantistiche e degli enti della ricerca scientifica che hanno presentato la domanda di iscrizione al 5 per mille dopo i termini.

Per gli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche la scadenza è stata fissata al 7 maggio 2012; per gli enti della ricerca scientifica del Miur, invece, al 30 aprile 2012.

I soggetti interessati possono regolarizzare la loro posizione entro il 1° ottobre 2012 ai sensi dell’art. 2 comma 2 del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 inviando la documentazione integrativa (Onlus e volontariato alle Direzioni Regionali; associazioni sportive dilettantistiche agli uffici territoriali del Coni ed enti della ricerca scientifica al Miur) e versando una sanzione di importo pari a 258 euro tramite il modello F24 con codice tributo 8115.

Gli elenchi verranno aggiornati periodicamente.

Elenco associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni - (aggiornato al 01/10/2012)

Elenco degli enti del volontariato - (aggiornato al 01/10/2012)

Elenco degli Enti della ricerca scientifica e dell’università - (aggiornato al 01/10/2012).

(Agenzia delle entrate, nota del 04 ottobre 2012)

 

4) IVA: L’avviso di accertamento deve essere notificato entro il termine di prescrizione quinquennale

Si tratta di un termine perentorio. Secondo la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, sentenza n. 426 del 14 settembre 2012, come riferisce la nota di Altalex del 04 ottobre 2012, l’avviso di accertamento Iva notificato al contribuente oltre il termine perentorio quinquennale è sempre illegittimo, anche per quelle annualità che rientrerebbero nel cd. “condono”.

Dunque la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce ha ritenuto tardivo un accertamento Iva relativo al periodo d’imposta 2002 e notificato al contribuente oltre il 31 dicembre 2007 (ossia oltre il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, così come previsto dall’art. 57 del D.P.R. n. 633/72)

Ciò poiché l’Agenzia delle Entrate si era avvalsa del differimento biennale previsto dall’art. 10 della Legge n. 289/2002 per le annualità non coperte da condono e aveva, quindi, notificato l’avviso di accertamento nel 2009.

Ebbene, secondo la Commissione Tributaria “con la sentenza della Corte di Giustizia del 17 luglio 2008, causa C-132/06, è stata dichiarata l’incompatibilità con il diritto comunitario … proprio della Legge n. 289/02, nella parte esclusiva in cui prevede la condonabilità dell’Iva”.

Inoltre, a parere dei giudici provinciali, “Da tale illegittimità, dovuta al fatto che l’Iva è un’imposta transnazionale su cui non può decidere autonomamente il singolo Stato europeo, consegue l’obbligo del giudice nazionale di disapplicare autonomamente tale normativa, limitatamente all’Iva”.

Alla luce di ciò, dunque, i giudici sono pervenuti alla conclusione che l’obbligo di disapplicare la normativa sul condono per l’Iva non vale solo per la parte relativa alla definizione agevolata ma ovviamente anche per quella riguardante il differimento dei termini di accertamento.

Proprio in merito a ciò, infatti, essi dichiarano che “… il venir meno del condono Iva comporta, inevitabilmente, quale conseguenza immediata, l’illegittimità di tutti quegli accertamenti notificati dall’Ufficio Fiscale usufruendo della proroga dei due anni”.

 

5) Aiuti di Stato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese in difficoltà: prorogati gli orientamenti comunitari

Con la comunicazione 2012/C 296/02, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 2 ottobre 2012, la Commissione europea ha prorogato la validità degli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà adottati il 1° ottobre 2004.

Gli orientamenti vengono prorogati fino alla data in cui saranno sostituiti da nuove norme.

L’applicazione degli orientamenti era stata inizialmente prevista dal 10 ottobre 2004 al 9 ottobre 2009 (art. 102 degli Orientamenti del 2004).

Nel 2009 la Commissione europea aveva prorogato gli orientamenti fino al 9 ottobre 2012 (comunicazione 2009/C 156/03).

L’attuale proroga degli Orientamenti è dovuta alla necessità di inserire la futura revisione degli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà nell’ambito del processo generale di modernizzazione delle norme in materia di aiuti di Stato.

Le proposte di riforma prevedono sia l’individuazione di principi comuni per la valutazione della compatibilità degli aiuti con il mercato interno, sia la revisione e la razionalizzazione dei vari orientamenti e discipline per renderli coerenti a tali principi comuni.

Nozione di impresa in difficoltà

Non esiste una definizione comunitaria di impresa in difficoltà. Tuttavia, ai fini dei presenti orientamenti la Commissione ritiene che un’impresa sia in difficoltà quando essa non sia in grado, con le proprie risorse o con le risorse che può ottenere dai proprietari/azionisti o dai creditori, di contenere perdite che, in assenza di un intervento esterno delle autorità pubbliche, la condurrebbero quasi certamente al collasso economico, nel breve o nel medio periodo.

In particolare, ai fini dei presenti orientamenti, un’impresa, a prescindere dalle sue dimensioni, è in linea di principio considerata in difficoltà nei seguenti casi:

- nel caso di società a responsabilità limitata, qualora abbia perso più della metà del capitale sociale e la perdita di più di un quarto di tale capitale sia intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi, o

- nel caso di società in cui almeno alcuni soci abbiano la responsabilità illimitata per i debiti della società, qualora abbia perso più della metà dei fondi propri, quali indicati nei conti della società, e la perdita di più di un quarto del capitale sia intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi, o

- per tutte le forme di società, qualora ricorrano le condizioni previste dal diritto nazionale per l'apertura nei loro confronti di una procedura concorsuale per insolvenza.

Un’impresa può comunque essere considerata in difficoltà in particolare quando siano presenti i sintomi caratteristici, quali il livello crescente delle perdite, la diminuzione del fatturato, l’aumento delle scorte, la sovracapacità, la diminuzione del flusso di cassa, l’aumento dell’indebitamento e degli oneri per interessi, nonché la riduzione o l’azzeramento del valore netto delle attività.

Nei casi più gravi l'impresa potrebbe già essere insolvente o essere oggetto di procedura concorsuale per insolvenza conformemente al diritto nazionale.

In quest’ultimo caso i presenti orientamenti si applicano agli aiuti eventualmente concessi nel quadro di detta procedura allo scopo di garantire la continuità dell'impresa.

In ogni caso un’impresa in difficoltà può beneficiare di aiuti solo previa verifica della sua incapacità di riprendersi con le proprie forze o con i finanziamenti ottenuti dai suoi proprietari/azionisti o da altre fonti sul mercato.

Un’impresa di recente costituzione non è ammessa a beneficiare di aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione, neanche nel caso in cui la sua situazione finanziaria iniziale sia precaria.

Ciò avviene, ad es., quando una nuova impresa emerga dalla liquidazione di un’impresa preesistente, o quando essa rilevi semplicemente gli elementi dell’attivo di un'impresa posta in liquidazione.

In linea di principio, un’impresa viene considerata di recente costituzione nel corso dei primi 3 anni dall’avvio dell'attività nel settore interessato. Solo dopo tale periodo l’impresa può essere ammessa a beneficiare di aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione, a condizione che:

- sia un'impresa in difficoltà ai sensi dei presenti orientamenti, e

- non faccia parte di un gruppo più grande.

Un’impresa facente parte di un gruppo più grande, o che viene da esso rilevata, non può, in linea di massima, beneficiare di aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione, salvo qualora si possa dimostrare che le difficoltà sono intrinseche all’impresa in questione, che non risultano dalla ripartizione arbitraria dei costi all’interno del gruppo e che sono troppo gravi per essere risolte dal gruppo stesso.

Qualora un’impresa in difficoltà crei un’affiliata, l’affiliata e l’impresa in difficoltà sua controllante vengono considerate un gruppo e hanno titolo a ricevere aiuti alle condizioni fissate.

Definizione di aiuti per il salvataggio e di aiuti per la ristrutturazione

Gli aiuti per il salvataggio e gli aiuti per la ristrutturazione sono disciplinati dagli stessi orientamenti, perché in entrambi i casi le autorità pubbliche hanno a che fare con imprese in difficoltà, e il salvataggio e la ristrutturazione, sebbene obbediscano a meccanismi diversi, rappresentano spesso due aspetti di una medesima operazione.

Gli aiuti per il salvataggio sono, per loro stessa natura, una forma di assistenza temporanea e reversibile.

Il loro obiettivo principale è quello di consentire di mantenere in attività un’impresa in difficoltà per il tempo necessario a elaborare un piano di ristrutturazione o di liquidazione.

(Assonime, nota del 04 ottobre 2012)

 

6) Antitrust e liberalizzazioni delle professioni

Come affermato nella nota pubblicata da Diritto.it, nella sua edizione del 04 ottobre 2012, è stata inviata dall’Antitrust la segnalazione per la predisposizione anticipata del Disegno Di Legge annuale per il mercato e la concorrenza.

Dalla segnalazione sarebbe emerso che il processo di liberalizzazione dei mercati ha mostrato, durante il Governo Monti, rapide accelerazioni, ma molto resta ancora da fare.

L’Antitrust ha, quindi, ribadito che l’apertura dei mercati e l’introduzione dei meccanismi concorrenziali sono ingredienti imprescindibili per stimolare, in prospettiva, la crescita e migliorare il benessere dei consumatori.

Devono tuttavia essere accompagnati da istituzioni efficienti e veloci, che diano certezza dei tempi a chi vuole investire nel nostro Paese.

Riguardo ai servizi professionali, l’Autorità ritiene necessario monitorare l’effettiva attuazione della riforma della disciplina degli ordinamenti professionali ed evitare di fare passi indietro in tale settore.

La piena efficacia delle norme che hanno recentemente liberalizzato il settore delle libere professioni risulterebbe ancora ostacolata dalla permanenza di riferimenti normativi alla “adeguatezza” del compenso del professionista rispetto al “decoro professionale” e all’importanza dell’opera.

Si corre, dunque, il rischio che condotte dei professionisti o degli Ordini professionali, possono condurre di fatto ad una reintroduzione surrettizia delle tariffe di riferimento per le prestazioni professionali, vanificando la portata liberalizzatrice delle neo misure normative.

Non viene ritenuto necessario, per garantire la qualità delle prestazioni, di fare mantenere il potere in capo agli Ordini professionali di indagare sulla corretta esecuzione della prestazione professionale nel suo complesso.


7) Preparare il domani: di crescita e sviluppo si discute al convegno nazionale del CNDCEC

“Preparare il domani. Crescita, sviluppo, Europa”. Si svolgerà a Bari il 3° congresso nazionale dei commercialisti italiani.

Economia, fisco, politica, professioni. Sono i temi al centro del 3° Congresso nazionale dei commercialisti italiani, in programma a Bari il 25, 26 e 27 ottobre, ospitato negli spazi del nuovo padiglione della Fiera del Levante. “Preparare il domani. Crescita, sviluppo, Europa” il titolo dell’evento, presentato ieri nel capoluogo pugliese nel corso di una conferenza stampa. Tre giornate di dibattiti, sei tavole rotonde e un faccia a faccia finale tra il presidente della categoria, Claudio Siciliotti e il leader di Confindustria, Giorgio Squinzi. Tanti gli esponenti di primo piano del Governo, dei partiti e delle istituzioni invitati all’assise per confrontarsi con i commercialisti su temi quali i possibili scenari politici successivi alle elezioni politiche del 2013, le professioni intellettuali dopo la riforma che le ha recentemente interessate, la lotta all’evasione, i controlli societari, il rapporto tra etica e business più un focus su Economia e territorio dedicato alla Puglia, la regione ospitante. Aspetti dell’attualità economica, politica e fiscale sui quali la categoria ribadirà l’importanza del contributo che può giungere dal proprio pensiero tecnico.

(Consiglio Nazionale dei Commercialisti, nota del 04 ottobre 2012)

 

8) Applicazione delle nuove disposizioni in materia di trattamenti pensionistici: ecco la circolare INPS illustrativa delle prestazioni “internazionali”

Dal 1° gennaio 2012 si applicano le nuove disposizioni in materia di trattamenti pensionistici riguardanti i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.

L’INPS, ha pubblicato ieri, la circolare n. 119 del 04 ottobre 2012, illustrativa delle nuove disposizioni in materia di trattamenti pensionistici.

Con tale circolare, che integra quella di carattere generale n. 35 del 14 marzo 2012, l’Istituto previdenziale ha fornito disposizioni e chiarimenti riguardo alle prestazioni in regime internazionale.

Ecco di seguito il sommario del nuovo documento di prassi:

Parte I - Regolamenti comunitari - Stati dell’Unione europea

1. Rivalutazioni periodiche

2. Cessazione o proseguimento del lavoro all’estero, in uno Stato UE; pensione di vecchiaia e pensione anticipata

3. Autorizzazione ai versamenti volontari

4. Quota di pensione contributiva per periodi assicurativi successivi al 31 dicembre 2011 spettante alle persone che, al 31 dicembre 1995, risultavano assicurate in Italia e in uno Stato dell’Unione europea per un periodo pari o superiore a 18 anni

5. Totalizzazione dei periodi di contribuzione italiana ed estera maturati ai sensi della legislazione degli Stati dell’Unione europea

a) Pensione di vecchiaia

b) Pensione anticipata

c) Totalizzazione nazionale e internazionale

6. Importo minimale delle pensioni in regime internazionale

7. Soggetti che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2011

8. Gestioni ex INPDAP ed ex ENPALS

a) Sistema EESSI; punti di accesso

b) Gestione ex INPDAP - modalità di presentazione delle domande di pensione presentate dai dipendenti pubblici in base ai regolamenti comunitari

c) Gestione ex ENPALS - modalità di presentazione delle domande di pensione presentate dagli iscritti in base ai regolamenti comunitari ed agli accordi bilaterali

Parte II – Accordo con la Confederazione svizzera e Accordo SEE – Svizzera e Stati SEE

a) Accordo tra la Comunità europea, i suoi Stati membri e la Confederazione svizzera

b) Accordo SEE.

 

9) Decreto sviluppo: incentivi fiscali per le start-up

Ieri sul tavolo del Consiglio dei ministri si é discusso del tanto atteso provvedimento per lo sviluppo.

Per mercoledì della prossima settimana è invece attesa in Cdm la Legge di Stabilità che metterà in moto almeno 10 miliardi di risorse (6,5 per scongiurare l'aumento dell'Iva per tutto il 2013 e circa 3 per le spese indifferibili). Cifra che tuttavia, dalla nota di aggiornamento al Def, potrebbe salire fino a circa 20 miliardi di impatto complessivo.

La bozza che, inizialmente, è entrata in Cdm sarebbe stata composta da 38 articoli.

Gli incentivi fiscali per le start-up previsti dal dl Sviluppo saranno finanziati in parte con la Cassa Conguaglio per il settore elettrico (destinata all'efficienza e alle rinnovabili) e alimentata dal gettito della tariffe elettriche e del gas naturale.

Tra le misure a favore della nascita di imprese innovative, il decreto prevede la detrazione, "per gli anni 2013, 2014 e 2015, dall'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche di un importo pari al 19 per cento della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più start-up".

In particolare, il governo si é riunito ieri per esaminare i seguenti argomenti posti all’ordine del giorno:

- Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (D.L.);

- Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti locali (D.L.);

- Nuove disposizioni di semplificazione amministrativa a favore dei cittadini e delle imprese (D.D.L.);

- Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione siciliana in materia di credito e risparmio;

- Attuazione della direttiva 2010/73/UE recante modifica delle direttive 2003/71/CE relativa al prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica o l’ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari e 2004/109/CE sull’armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono annessi alla negoziazione in un mercato regolamentato;

- Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al Regolamento (CE) n. 842/2006 su taluni gas fluorurati ad effetto serra;

- Regolamento recante disposizioni per la riduzione degli organici delle Forze armate;

- Adozione della nota metodologica e del fabbisogno standard per ciascun Comune e Provincia relativo alle funzioni di polizia locale (Comuni), e a funzioni nel campo dello sviluppo economico - servizi del mercato del lavoro (Province);

- Regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell’assetto organizzativo didattico dei Centri d’istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali.

 

Vincenzo D’Andò