Novità fiscali del 4 ottobre 2012: spostato al 31 ottobre 2012 il termine di approvazione dei bilanci di previsione per gli enti locali

Pubblicato il 4 ottobre 2012



enti locali: spostato al 31 ottobre 2012 il termine di approvazione dei bilanci di previsione; emersione lavoratori extracomunitari: dall’Inail le istruzioni per le posizioni da attivare/variare; adempimenti del custode giudiziale di un immobile locato: parere della fondazione studi dei CDL; extra-ue: per l’emersione il DURC è riferito al solo lavoratore interessato all’istanza; Commercialisti: bene un taglio drastico degli adempimenti fiscali; parametri giudiziari per la liquidazione dei compensi professionali: giudizio positivo dai Commercialisti ma attenzione al preventivo; responsabilità amministrativa delle società/enti: ambiti di intervento del Commercialista; stretta antiriciclaggio su depositi bancari e sui cambiavalute

 

 

Indice:

1) Enti Locali: spostato al 31 ottobre 2012 il termine di approvazione dei bilanci di previsione

2) Emersione lavoratori extracomunitari: dall’Inail le istruzioni per le posizioni da attivare/variare

3) Adempimenti del custode giudiziale di un immobile locato: parere della fondazione studi dei CDL

4) Extraue: per l’emersione il DURC è riferito al solo lavoratore interessato all’istanza

5) Commercialisti: bene un taglio drastico degli adempimenti fiscali

6) Parametri giudiziari per la liquidazione dei compensi professionali: giudizio positivo dai Commercialisti ma attenzione al preventivo

7) Responsabilità amministrativa delle società/enti: ambiti di intervento del Commercialista

8) Stretta antiriciclaggio su depositi bancari e sui cambiavalute

 

 

1) Enti Locali: spostato al 31 ottobre 2012 il termine di approvazione dei bilanci di previsione

Enti locali, spostato al 31 ottobre il termine di approvazione dei bilanci di previsione.

Lo ha comunicato la nota IFEL Fondazione ANCI del 03 ottobre 2012.

Comunicato termine “equilibri di bilancio”

In considerazione della confusa e difficile situazione finanziaria dei Comuni, il Ministro dell’Interno, su richiesta dell’ANCI, ha approvato il decreto che proroga al 31 ottobre il termine di approvazione dei bilanci di previsione per il 2012.

L’Associazione aveva inoltre richiesto la proroga/sospensione del termine, previsto al 30 settembre, per l’approvazione della delibera di riequilibrio dei bilanci ma, allo stato, essendo necessaria una modifica normativa, il termine stabilito dall’art. 193 del D.Lgs 267/2000 (TUEL) rimane invariato.

Per gli Enti che, alla data del 30 settembre, non hanno ancora approvato il bilancio di previsione 2012, avvalendosi della proroga alla data del 31 ottobre, l’adempimento previsto dall’art. 193 del D.Lgs n. 267/2000 non è formalmente obbligatorio.

In ogni caso viene consigliato di dare atto del mantenimento degli equilibri di bilancio, ancorché in provvisorio, compiendo una verifica sia riguardo alla gestione di competenza (accertamenti e impegni), sia sulla gestione dei residui, come previsto dal comma 2 dell’art. 193 citato.

Per gli enti che, alla data del 30 settembre, hanno già approvato il bilancio di previsione, l’adempimento resta obbligatorio.

Comunque, il termine stabilito dall’art. 193 è da intende come ordinatorio.

La legge, infatti, prevede l’avvio del procedimento di scioglimento del consiglio soltanto dopo l’inutile scadere dei venti giorni assegnati dal Prefetto con la diffida notificata ad ogni consigliere comunale.

Stante la predetta disciplina normativa, fino a quando non sarà decorso il tempo per deliberare assegnato dalla diffida prefettizia, e quindi anche oltre il trenta settembre, il consiglio comunale conserva integro il suo potere di deliberare sulla verifica degli equilibri di bilancio e non incorre nella grave sanzione del suo scioglimento.

Per tale motivo viene ritenuto legittimo lo svolgimento di una seduta consiliare con all’ordine del giorno la verifica degli equilibri di bilancio in un giorno successivo al trenta settembre, purché la medesima si svolga prima che il Prefetto assegni un proprio termine per deliberare.

Di seguito l’interrogazione parlamentare della seduta n. 302490 del 26 settembre 2012:

<<Al Ministro dell’interno sulla definizione dell'ammontare delle risorse spettanti ai Comuni con il fondo sperimentale di riequilibrio 2012, inrelazione alle stime sul gettito dell’IMU e dell'ICI 2010. Primo firmatario On. Dozzo (Lega nord).

ANNA MARIA CANCELLIERI, Ministro dell’interno.

Signor Presidente, onorevoli deputati, con l’interrogazione all’ordine del giorno, onorevole Dozzo ed altri chiedono al Governo chiarimenti in merito alle stime del gettito dell’IMU, nonché alle iniziative per armonizzare il termine relativo all’adozione dei regolamenti comunali di approvazione e modifica dell’aliquota IMU con quello fissato per l’approvazione dei bilanci preventivi per il 2012. Per la specificità della materia, sono stati acquisiti elementi di risposta anche dal Ministero dell’economia e delle finanze. A seguito della Conferenza Stato- città ed autonomie locali del 2 agosto scorso, che ha riguardato il fondo sperimentale di riequilibrio, il successivo 6 agosto sono state pubblicate per ogni comune le nuove stime dell’IMU, nonché i criteri adottati per definire ciascuna delle componenti – IMU, IRPEF e ICI – che incidono sulla variazione del suddetto fondo.

In particolare, la proiezione annuale degli incassi attesi dall’IMU è stata integrata, tenendo conto dei versamenti relativi alle rate per l’abitazione principale, per i fabbricati rurali e, infine, dei versamenti riguardanti alcune fattispecie particolari, quali i fabbricati rurali da accatastare entro novembre, gli immobili non ancora accatastati, i cosiddetti immobili fantasma, i contribuenti ritardatari e gli effetti relativi all’IMU dovuti sugli immobili di proprietà degli stessi comuni. La stima IMU, pertanto, assume come dato di partenza, i versamenti effettuati nello scorso mese di giugno, integrati con le stime relative ai versamenti attesi per le fattispecie che ho sopra elencato. Per quanto riguarda la questione relativa all’armonizzazione dei termini dei regolamenti comunali con quello fissato per l’approvazione dei bilanci preventivi, ricordo che la data del 30 settembre 2012 era stata introdotta in sede di conversione del decreto-legge n. 16 di quest’anno per superare i vincoli derivanti dal termine di approvazione del bilancio di previsione, fissato all’epoca al 30 giugno. L’esigenza di mantenere il termine del 30 settembre per l’adozione dei regolamenti IMU nonché della delibera ricognitiva dello stato di attuazione dei programmi e degli equilibri di bilancio è venuta meno nel momento in cui l’approvazione dei bilanci di previsione è stata ulteriormente prorogata al 31 ottobre.

Confermo che è all’attenzione del Governo un’iniziativa per superare in via normativa il problema rappresentato dagli onorevoli interpellanti circa l’armonizzazione dei termini relativi all’IMU e all’approvazione del bilancio preventivo.>>.

 

2) Emersione lavoratori extracomunitari: dall’Inail le istruzioni per le posizioni da attivare/variare

Se nel modello EM-SUB manca il codice ditta, andrà fatta un’apposita comunicazione integrativa.

Ai fini dell’emersione dei lavoratori extracomunitari irregolari sono arrivate e istruzioni Inail con la circolare n. 48 del 2012.

In particolare, l’Inail, con la circolare n. 48 del 2 ottobre 2012, ha comunicato gli adempimenti che i datori di lavoro interessati all’emersione di lavoratori extracomunitari devono effettuare per regolarizzare le somme dovute all’Istituto.

Per ciascun lavoratore extracomunitario deve essere richiesta all’Inail l’apertura di un'apposita posizione assicurativa territoriale.

Se il datore è già titolare di codice ditta deve presentare una denuncia di variazione, mentre se il datore di lavoro non è già titolare di codice ditta deve presentare denuncia di esercizio.

La data di inizio attività sarà la data di inizio occupazione irregolare del lavoratore, che deve coincidere con quella comunicata all’Inps e, in caso di datore di lavoro edile, alla Cassa edile.

L’importo del premio dovuto, senza l’aggravio di sanzioni, sarà comunicato dall’Inail al datore di lavoro dopo la ricezione della denuncia.

Il versamento avverrà con il modello F24, la cui ricevuta costituirà parte della documentazione necessaria ad attestare la regolarità degli adempimenti richiesti.

Qualora nel modello EM SUB non si sia indicato il codice ditta Inail, il datore dovrà presentare un'apposita comunicazione integrativa del modello EM-SUB allo Sportello Unico per l’Immigrazione, in quanto il codice è necessario per la richiesta del DURC da parte dello Sportello Unico per l’Immigrazione.


3) Adempimenti del custode giudiziale di un immobile locato: parere della fondazione studi dei CDL

E’ decisamente una materia controversa quella dei custodi giudiziali di un immobile affittato.

A tal proposito, viene in aiuto il parere n. 23 del 03 ottobre 2012 della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro che risolve dubbi e fornisce indicazioni operative sul comportamento da tenere in caso di nomina come custode giudiziario di un immobile di una società, la cui proprietà è contestata da un altro soggetto che si ritiene a sua volta legittimo proprietario del fabbricato.

Nel caso di specie, la problematica che è stata posta riguarda un soggetto nominato dal giudice, custode giudiziario di un immobile di una società, peraltro, l’immobile è affittato a terzi e periodicamente deve incassare i canoni e riversarli al giudice, in attesa della sentenza definitiva.

Dal canto suo, la Fondazione studi dei CDL denota che la materia oggetto del quesito per quanto abbia avuto alcuni chiarimenti da parte dell’Amministrazione finanziaria è in atto piuttosto  controversa come anche già evidenziato dal Consiglio Nazionale del Notariato (studio n. 142-2006/T e Studio n. 25-2006/E “Gli adempimenti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto in sede di espropriazione forzata delegata”).

Ciò in quanto, l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 62 del 16 maggio 2006, ha fornito innovativi principi rispetto a rispetto a quelli fino al momento enunciati.

Le indicazioni operative della Fondazione studi dei CDL

Nell’incertezza normativa, viene ritenuto prudente, dalla citata Fondazione, procedere come segue:

- istituzione a cura della società di un distinto registro delle fatture emesse in cui annotare le fatture relative ai canoni di locazione dell’immobile sequestrato;

- emissione da parte della società delle fatture relative ai canoni di locazione con separata numerazione rispetto alle altre fatture di vendita e tempestiva consegna delle medesime al custode giudiziale;

- incasso da parte del custode giudiziale delle relative somme dagli inquilini e contestuale consegna all’amministratore dell’importo relativo all’Iva;

- predisposizione da parte dell’amministratore giudiziale, in collaborazione con l’amministratore della società, del Modello F24 e versamento della predetta Iva, in relazione alla periodicità della liquidazione dell’imposta, con le somme messe a disposizione dal custode giudiziale. Questo comportamento potrebbe essere ovviamente penalizzante per la società che non può detrarre l’Iva sugli acquisti, ma fornisce la completa garanzia della tutela dell’erario e del rispetto della presa di posizione sancita dall’Agenzia delle entrate, poiché libera sia il custode giudiziale sia l’amministratore della società da qualsivoglia responsabilità per il versamento dell’imposta relativa al bene oggetto di sequestro;

- liquidazione Iva periodica (mensile o trimestrale) accorpando i risultati dei due registri Iva vendite (quello relativo all’immobile oggetto di sequestro e quello relativo all’altro immobile) nonché del libro Iva acquisti. Conseguente determinazione dell’Iva a debito/credito anche in considerazione dell’Iva (comunque) versata riferita all’immobile sequestrato.

- predisposizione della ordinaria dichiarazione Iva annuale senza separata indicazione della fatturazione concernente l’immobili oggetto di sequestro.

Si tratta, dunque, di indicazioni da qualificarsi, a parere della Fondazione studi dei CDL, come l’ipotesi più cautelativa.

 

4) Extraue: per l’emersione il DURC è riferito al solo lavoratore interessato all’istanza

L’Inps modifica il precedente orientamento con una nuova circolare che tiene conto anche delle criticità evidenziate dai CDL (Consulenti del lavoro).

E’ quanto viene evidenziato in una nota del Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro del 03 ottobre 2012.

Durc per aziende non agricole riferito al solo lavoratore per il quale è stata presentata l’istanza, dimenticanze sanabili in sede di convocazione, numero di codice fiscale (anche provvisorio) da indicare nel flusso Emens.

Sono solo alcune delle novità contenute nella nuova circolare Inps n. 118/2012 con la quale l’Istituto rivede i precedenti orientamenti contenuti nella circolare n. 113/2012 ed esamina tecnicamente gli aspetti operativi rimasti finora poco chiari.
Ecco alcuni degli aspetti più importanti:

DURC
Il richiamo al DURC contenuto nel decreto e nelle circolari deve intendersi riferito ad una tipologia di certificazione che, in relazione agli obblighi di legge che regolano gli obblighi contributivi del datore di lavoro, pur coinvolgendo ai fini del suo rilascio, oltre l’INPS, anche l’Inail e le Casse Edili, consisterà in una verifica limitata alla regolarità degli adempimenti previdenziali ed assistenziali previsti per i soli lavoratori destinatari del procedimento di emersione ed è escluso dall’applicazione della disciplina contenuta nel D.M. 24 ottobre 2007 in tema di DURC.

UNIEMENS

L’inoltro della denuncia Uniemens prevede come elemento obbligatorio l’indicazione del codice fiscale del lavoratore che potrà essere determinato sulla base dei dati anagrafici noti.

La mancata validazione del codice fiscale da parte dell’Anagrafe Tributaria non determinerà lo scarto della denuncia del lavoratore, ma solo il mancato accredito sul Conto assicurativo individuale fino al momento in cui interverrà la validazione dello stesso. Qualora il codice fiscale successivamente rilasciato dall’Agenzia delle Entrate sia diverso da quello indicato nelle denunce Uniemens trasmesse, dovranno essere inviate, secondo le modalità già previste, le denunce di variazione Uniemens.

Numero di matricola INPS

Il modello telematico “EM-SUB” per l’invio della dichiarazione di emersione prevede, tra gli altri dati, anche l’indicazione del numero di matricola INPS. L’eventuale mancata indicazione di tale informazione dovrà essere oggetto, a cura del datore di lavoro, di apposita comunicazione integrativa del predetto modello “EM-SUB” da presentare allo Sportello Unico per l’Immigrazione.
DMAG
A modifica di quanto previsto dalla circolare n. 113/2012, i datori di lavoro agricoli interessati alla procedura stessa dovranno dichiarare i lavoratori extracomunitari da regolarizzare tramite la dichiarazione trimestrale DMAG, contenente esclusivamente i lavoratori suddetti.


5) Commercialisti: bene un taglio drastico degli adempimenti fiscali

Siciliotti: “Denunciamo da anni situazione insostenibile. Alleggerire il peso degli obblighi che gravano sugli intermediari fiscali”.

E’ quanto contenuto nel comunicato stampa del 2 ottobre 2012 emesso dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili.

“L’approccio pragmatico con il quale l’Agenzia delle Entrate rilancia sul tema delle semplificazioni è molto positivo, un apprezzabile cambio di rotta rispetto al recente passato”. E’ il commento di Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti italiani, alla lettera ricevuta dalle Entrate nella quale si chiede il contributo di associazioni e categorie per lo sfoltimento degli adempimenti fiscali. Un contributo, annunciano i commercialisti, “che non faremo certo mancare, dal momento che proprio sull’urgenza di un alleggerimento degli adempimenti fiscali abbiamo più volte richiamato l’attenzione negli ultimi anni”.

“L’ingorgo di adempimenti oggi esistenti – sottolinea Siciliotti – è frutto di una dissennata stratificazione che ha avuto una significativa accelerazione negli anni dal 2006 in avanti.

A inizio 2011 i commercialisti avevano già posto con forza il problema, dopo un biennio, il 2009 – 2010, di legislazione fiscale particolarmente poco rispettosa degli oneri adempimentali che si andavano a scaricare sui contribuenti.

A quell’epoca – prosegue Siciliotti – la reazione alla nostra denuncia fu di totale chiusura. Ben venga ora questa nuova impostazione”.

Secondo i commercialisti, tra le priorità sulle quali bisogna al più presto intervenire ci sono “senza dubbio gli adempimenti che gravano oggi sulle piccolissime imprese che fanno operazioni sporadiche e di modesto importo con l’estero”.

Per Siciliotti bisogna anche “assolutamente rivedere alcuni obblighi e procedure che gravano sugli intermediari fiscali, appesantendone il lavoro senza beneficio alcuno per il sistema”.

 

6) Parametri giudiziari per la liquidazione dei compensi professionali: giudizio positivo dai Commercialisti ma attenzione al preventivo

Sono ritenuti positivi i contenuti dei parametri giudiziari per la liquidazione delle parcelle, vengono, infatti, sostanzialmente ripresi i dati contenuti nella Tariffa dei Commercialisti ormai abrogata.

Viene comunque consigliata la redazione del preventivo di massima per le prestazioni professionali da svolgere nei confronti dei clienti.

E’ quanto afferma la nota informativa n. 73 del 03 ottobre 2012 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, che, peraltro, in allegato riporta il Decreto n. 140 del 20 luglio 2012, pubblicato in G.U. il 22 agosto 2012 con le varie tabelle, tra cui la tabella C relativa appunto ai Commercialisti.

Per i giudici costituisce una circostanza negativa, ai fini della liquidazione dei compensi per il professionista, quando manca il preventivo.

Infine, conclude la citata nota del CNDCEC, le liquidazioni giudiziali avverranno sulla base dei parametri fissati dal Decreto n. 140/2012 (regolamento) a partire dal 23 agosto 2012.

Ovviamente,  prosegue ulteriormente la nota informativa del CNDCEC, continuano ad applicarsi le precedenti tariffe professionali per le liquidazioni giudiziali necessarie alla definizione dei compensi spettanti per incarichi conclusi o assunti prima del 24 gennaio 2012 (data di abrogazione delle tariffe professionali per effetto dell’art. 9 del D.L. n. 1 del 24 gennaio 2012).

 

7) Responsabilità amministrativa delle società/enti: ambiti di intervento del Commercialista

E’ stato pubblicato il 03 ottobre 2012 il documento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, approvato il 13 settembre scorso, sulla responsabilità amministrativa delle società e degli enti ex D.Lgs. n. 231/2001. Di rilievo anche gli ambiti di intervento del Commercialista.

Nel “pacchetto” (come da nota informativa n. 74 del 03 ottobre 2012 del CNDCEC), pubblicato ieri sul sito del CNDCEC, è compreso anche il documento, sempre in formato PDF, sulla mappatura del rischio.

Tale documento parte con la premessa che con l’evolversi della disciplina inerente alla responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, ormai in vigore da ben undici anni, sono emersi nuovi e interessanti ambiti di intervento per la figura professionale del commercialista: dall’attività di valutazione dei rischi propedeutica alla decisione di adozione del modello organizzativo alla elaborazione dello stesso; dallo svolgimento delle funzioni di componente dell’organo di vigilanza all’attività di consulenza tecnica in ambito processuale per la valutazione di idoneità dei modelli organizzativi, senza tralasciare l’importante funzione di commissario giudiziale prevista dallo stesso decreto.

Sono queste le considerazioni che hanno indotto la Commissione per lo studio della compliance aziendale del CNDCEC ad elaborare il suddetto documento, nel quale, riepilogata brevemente la disciplina e la sua dinamica evoluzione giurisprudenziale, l’attenzione si sofferma sulle molteplici attività che il professionista deve porre in essere per supportare validamente il cliente che intenda affrontare l’iter di adeguamento al Decreto 231/2001.

Adeguamento che, ancorché non obbligatorio se non in relazione a specifici settori, risulta ormai indispensabile non solo ai fini di prevenzione dei reati contemplati da un già variegato catalogo in costante espansione, ma anche allo scopo di conferire maggiore trasparenza ed efficienza ai sistemi di governance. A prescindere dalla validità esimente del modello la cui valutazione viene rimessa esclusivamente all’autorità giudiziaria, la verifica dell’esposizione al c.d. “rischio 231” - dall’esito della quale discende la decisione di adottare o meno il modello - rientra senza dubbio alcuno nel novero degli obblighi di corretta amministrazione gravanti sui vertici dell’ente.

La conoscenza specifica delle materie economico aziendali e del diritto d’impresa possono consentire al commercialista di svolgere con competenza non soltanto le suddette attività di verifica, ma anche quelle connesse alla concreta elaborazione del modello organizzativo, entrambe diffusamente esposte nel documento.

Con la medesima competenza il Commercialista potrà coadiuvare l’autorità giudiziaria chiamata a pronunciarsi in merito alla validità esimente del modello, nonché svolgere le funzioni di commissario giudiziale nei casi previsti dal decreto.

 

8) Stretta antiriciclaggio su depositi bancari e sui cambiavalute

Stretta antiriciclaggio su depositi bancari e sui cambiavalute. Sono queste alcune misure previste.

E’ stato, infatti, pubblicato sulla G.U. n. 230 del 2 ottobre 2012, il D.Lgs. n. 169 del 19 settembre 2012, che integra e modifica le norme del Tub già riformate dal D.Lgs. n. 141/2010

E’, quindi, in vigore dal 2 ottobre 2012 il nuovo limite di 2.500 euro per l’uso del contante da parte dei cambiavalute, identificati con i soggetti che svolgono professionalmente, nei confronti del pubblico attività di negoziazione, a pronti di mezzi di pagamento in valuta iscritti in un apposito registro.

Previsto anche l’inasprimento del regime sanzionatorio antiriciclaggio in relazione a libretti di deposito bancari e postali al portatore con sanzioni che vanno dall’1 al 40% dell’importo trasferito o che oscillano dal 30 al 40% del saldo del libretto al portatore e con la novità dell’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie non inferiori ad almeno 3 mila euro.

 

Vincenzo D’Andò