Novità fiscali del 2 ottobre 2012: le prime pronunce del Tribunale di Milano sul nuovo concordato

Pubblicato il 2 ottobre 2012



per gli enti non commerciali il Modello Eas potrà essere regolarizzato solo entro il 31 dicembre 2012; comunicazioni e adempimenti fiscali fuori tempo: ecco come correggerli con la “Remissione in bonis”; “Entrate in video”: il Fisco approda su YouTube; emersione lavoratori extracomunitari; linee guida del Tribunale di Milano sulle novità nella disciplina del fallimento; nuova disciplina dei costi da reato: ulteriore circolare da Assonime; extra-ue: servono certezze sulle prove della presenza e DURC limitato al lavoratore interessato all’istanza; Corte Ue: esenzione Iva non sempre legata al possesso del numero identificativo; Cassazione: come accertare i redditi della cooperativa; Governo: taglio delle tasse possibile nel 2014

 

 

Indice:

1) Per gli enti non commerciali il Modello EAS potrà essere regolarizzato solo entro il 31 dicembre 2012

2) Comunicazioni e adempimenti fiscali fuori tempo: ecco come correggerli con la “Remissione in bonis”

3) “Entrate in video”: il Fisco approda su YouTube

4) Emersione lavoratori extracomunitari

5) Linee guida del Tribunale di Milano sulle novità nella disciplina del fallimento

6) Nuova disciplina dei costi da reato: ulteriore circolare da Assonime

7) Extraue: servono certezze sulle prove della presenza e DURC limitato al lavoratore interessato all’istanza

8) Corte Ue: esenzione IVA non sempre legata al possesso del numero identificativo

9) Cassazione: come accertare i redditi della cooperativa

10) Governo: taglio delle tasse possibile nel 2014

 

 

1) Per gli enti non commerciali il Modello EAS potrà essere regolarizzato solo entro il 31 dicembre 2012

Secondo quanto affermato dall’Agenzia delle entrate, nella circolare n. 38/E del 28 settembre 2012, la regolarizzazione (cd. remissione in bonis) dell’omissione della presentazione del Modello EAS potrà avvenire, nell’ipotesi ad es. dell’inizio attività commerciale nel mese di gennaio 2012, soltanto entro il prossimo 31 dicembre 2012, e non, invece, come ritenuto da taluni nel 2013.

Peraltro, la scadenza sarebbe stata quella del 01 ottobre 2012, ma, considerata l’eccezionalità dell’evento, adesso l’Agenzia delle entrate consente il termine più lungo al 31 dicembre 2012.

A parere delle Entrate, quindi, la remissione in bonis potrà riguardare anche l’omesso invio del modello EAS, ossia la comunicazione dei dati fiscalmente rilevanti necessaria ai fini dell’applicazione del regime fiscale agevolato previsto per gli enti associativi dall’art. 148 del TUIR e dall’art. 4 del D.P.R. n. 633 del 1972.

A tal fine la circolare delle Entrate ha ricordato che l’art. 30, commi da 1 a 3-bis, del D.L. n.  185 del 2008 ha stabilito che, per beneficiare della non imponibilità, ai fini  IRES e IVA, dei corrispettivi, delle quote e dei contributi, gli enti di tipo associativo devono trasmettere, in via telematica, i dati e le notizie fiscalmente rilevanti, mediante un apposito modello, al fine di consentire gli opportuni controlli.

Il modello di comunicazione dei dati deve essere presentato entro 60 giorni dalla data di costituzione dell’ente.

Beneficiando dell’istituto della remissione in bonis, i contribuenti in possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalla norma che non hanno inviato la comunicazione entro il termine previsto possono fruire comunque dei benefici fiscali inoltrando il modello entro il termine di presentazione del Modello Unico successivo all’omissione, versando contestualmente la sanzione pari a € 258,00.

Così, ad es., un ente, che si è costituito a gennaio 2012 e per il quale non sia stato inviato tempestivamente il modello EAS, può inviare quest’ultimo entro il 1° ottobre 2012 (termine che, eccezionalmente, è stato fissato, in sede di prima applicazione della norma, al 31 dicembre 2012).

 

2) Comunicazioni e adempimenti fiscali fuori tempo: ecco come correggerli con la “Remissione in bonis”

I contribuenti che per una dimenticanza non hanno presentato tempestivamente una comunicazione o eseguito degli adempimenti, ma sono comunque in possesso dei requisiti richiesti, possono mettersi in regola entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Per fare ciò è necessario che la violazione non sia stata constatata, non vi siano stati controlli conosciuti dal contribuente e che lo stesso versi una sanzione pari a 258 euro. Sono solo alcuni dei chiarimenti, forniti dall’Agenzia delle Entrate, con la circolare 38/E del 28 settembre 2012, in merito all’istituto della remissione in bonis, introdotto con il D.L. n. 16/2012 (art. 2), nell’intento di semplificare gli adempimenti tributari, assicurando una riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese.

La remissione in bonis: cos’è e come regolarizzare

Ai contribuenti che non hanno ottemperato agli obblighi previsti è data la possibilità di evitare la decadenza dal beneficio o dal regime fiscale ponendo in essere, seppure tardivamente, l’adempimento omesso - entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile (che è la prima dichiarazione che scade successivamente al termine previsto per effettuare la comunicazione o l’adempimento) - e pagando contestualmente in F24 una sanzione minima, pari a 258 euro.

Ciò a patto che la violazione non sia stata constatata e solo in assenza di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento conosciute dal contribuente. Naturalmente la chance è data solo a chi è in possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalle norme per accedere al regime o usufruire del beneficio, con riguardo alla data di scadenza originaria dell’adempimento.

Una misura volta a sanare quei soli comportamenti che non abbiano prodotto danni per l’erario nemmeno in termini di pregiudizio per l’attività di accertamento.

Dimenticanze tributarie: sanare si può

La particolare “sanatoria", introdotta dall’Agenzia delle Entrate, permette a contribuenti ed imprese di aderire a regimi fiscali opzionali: ad esempio quelli relativi alla tassazione per trasparenza delle società di capitali, alla tassazione di gruppo (il consolidato fiscale) e nel caso in cui il contribuente abbia omesso di comunicare i dati fiscalmente rilevanti per gli enti associativi.

Tra le altre fattispecie sanabili, il documento di prassi prevede l’adesione al regime di liquidazione e versamento mensile o trimestrale dell’Iva di gruppo, la determinazione dell’Irap in base al bilancio e la tonnage tax.

Extra time per il 2011

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la remissione in bonis si applica sia alle irregolarità per le quali, al 2 marzo 2012, non fosse ancora scaduto il termine di presentazione della prima dichiarazione utile (nel senso precisato dalla circolare), sia a quelle per le quali, alla stessa data, pur essendo tale termine già scaduto, si è ancora in tempo per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta nel quale l’adempimento è stato omesso. Si tratta, ad esempio, degli adempimenti omessi nel 2011 dai contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.

Per queste omissioni, peraltro, in sede di prima applicazione della norma, il termine di regolarizzazione è stato eccezionalmente individuato nel 31 dicembre 2012.

Una seconda chance anche per il 5 per mille

Una particolare forma di ravvedimento è stata prevista, infine, per gli enti che partecipano alla ripartizione del fondo 5 per mille dell’Irpef.

La circolare chiarisce, infatti, che le domande tardive e le tardive integrazioni documentali possono essere “sanate” dagli enti in possesso dei requisiti sostanziali previsti dalle norme, a patto che presentino formale domanda di iscrizione entro il 30 settembre e versino la sanzione di 258 euro, utilizzando il codice tributo “8115” .

Semplificazioni anche per la cessione delle eccedenze del consolidato

La mancata indicazione da parte della società consolidante degli estremi del soggetto cessionario e dell’importo ceduto nel relativo modello non comporta più l’inefficacia della cessione delle eccedenze Ires nel gruppo.

La stessa semplificazione vale anche per l’ipotesi di cessione, sempre tra soggetti partecipanti alla tassazione di gruppo, delle altre eccedenze utilizzabili in compensazione seppure realizzata in mancanza dell’indicazione degli estremi del soggetto cessionario, dell’importo ceduto o della tipologia di tributo oggetto di cessione.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 127 del 28 settembre 2012)

 

3) “Entrate in video”: il Fisco approda su YouTube

Servizi e novità alla portata di tutti nei filmati autoprodotti e a costo zero.

L’Agenzia delle Entrate apre uno spazio su YouTube (www.youtube.com/entrateinvideo) per rispondere in modo veloce e a portata di mouse, alla richiesta di informazioni su adempimenti, servizi e novità. E’ dal 01 ottobre 2012 online “Entrate in video”, il canale YouTube tutto dedicato a contenuti di servizio sui temi fiscali di maggior interesse pratico per i contribuenti.

I primi video, così come quelli che seguiranno nelle prossime settimane, riguardano i temi più cercati e più cliccati in rete, selezionati sulla base dei termini “breakout”, ossia le parole chiave in vetta alle classifiche di popolarità nelle statistiche di ricerca su Google.

Come si richiede la tessera sanitaria? Come si registra un contratto di affitto? Come si accede ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate? I video illustrano passo passo gli adempimenti più comuni, le agevolazioni a disposizione e le nuove opportunità. Dal 2004 a oggi, i volumi di ricerche su Google.it per la chiave “Agenzia delle Entrate” sono più che raddoppiati, un chiaro indicatore dell’interesse degli italiani ad approfondire i temi legati al mondo del Fisco. Per questo è stato realizzato un apposito canale YouTube a costo zero dall’Amministrazione, infatti l’uso della piattaforma è gratuito e i tutorial sono tutti autoprodotti.

Le parole più cliccate guadagnano il video

I filmati già disponibili sul neonato canale condensano in due minuti, con una grafica semplice e accattivante, gli adempimenti più ricorrenti e le modalità per accedere ai servizi offerti, anche online, dall’Agenzia delle Entrate. Tra i primi temi illustrati dai funzionari del Fisco, la tessera sanitaria, la cedolare secca sulle locazioni, Fisconline e il codice Pin per accedere ai servizi web. E ancora, Siria e Iris per registrare online i contratti di affitto e tutti i modi per entrare in contatto con le Entrate. Nella scelta degli argomenti, si è tenuto e si terrà conto del potenziale interesse da parte dei contribuenti, con una particolare attenzione ai termini più popolari tra le ricerche effettuate su Google.

Il Fisco alla portata di tutti

L’Agenzia apre così a un percorso innovativo di comunicazione istituzionale, che, grazie al gioco di rimandi tra il sito internet www.agenziaentrate.it e il nuovo canale YouTube, mira a tenere informati i contribuenti, con un linguaggio semplice e contenuti di immediata fruibilità, su tutti i temi fiscali di più largo interesse. Ciascuna pagina del portale istituzionale dedicata agli argomenti più comuni, infatti, contiene uno specifico link che porta direttamente ai video pubblicati. Su “Entrate in video”, restare al passo con il Fisco è facile anche grazie a brevi cartoni, che offrono, con un linguaggio adatto a tutti, informazioni fiscali di interesse generale. Le prime schede formato “cartoon” riguardano il nuovo regime fiscale dei minimi e snocciolano, come una mini guida in tre puntate, le opportunità offerte dalle ultime norme fiscali per imprenditori e professionisti.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 128 del 01 ottobre 2012)

 

4) Emersione lavoratori extracomunitari

Con la circolare INPS n. 113 del 14 settembre 2012 sono state illustrate le disposizioni che disciplinano la regolarizzazione di lavoratori extracomunitari prevista dal D.Lgs. 109 del 16 luglio 2012 e dal decreto interministeriale del 29 agosto 2012.

Con la circolare INPS n. 118 del 28 settembre 2012, vengono ora fornite ulteriori istruzioni operative per i datori di lavoro che si avvalgono della procedura di emersione, anche per quanto riguarda il procedimento di verifica del requisito di regolarità contributiva e le modalità di rilascio della relativa certificazione richiesta dallo Sportello Unico per l’Immigrazione.

(INPS, nota del 01 ottobre 2012)

 

5) Linee guida del Tribunale di Milano sulle novità nella disciplina del fallimento

Il Tribunale di Milano ha pubblicato delle linee guida sulle novità in materia di fallimento. Si tratta di un documento che illustra le norme del decreto Sviluppo (D.L. n. 83/2012 convertito in Legge n. 134/2012) che hanno apportato significative modifiche alla Legge fallimentare (n. 267/1942) e che comportano la necessità di adottare prassi condivise da parte dei giudici delegati.

Le principali indicazioni che i giudici fallimentari del Tribunale milanese sono chiamati ad osservare attengono essenzialmente al nuovo istituto el pre-concordato.

Domanda di pre-concordato

Questi alcuni criteri interpretativi ed applicativi riguardo la domanda di pre-concordato.

Esaminata ogni nuova domanda, il Presidente della Sezione nomina un Giudice relatore che resterà lo stesso – come Giudice Delegato - anche nella procedura conseguente, si tratti di concordato preventivo o di accordo di ristrutturazione.

Anche la domanda di pre-concordato va subito comunicata al PM.

La domanda è una sola e sempre identica, sia quando viene presentato un concordato definitivo, sia quando viene presentato un concordato con riserva (o pre-concordato).

Trattandosi di domanda formulanda con ricorso occorre l’assistenza sempre di un avvocato. Qualora manchi la procura, è possibile dare corso ad integrazioni istruttorie successive con la sua produzione.

La domanda di pre-concordato può essere accolta anche se formulata nel modo più semplice, con il suo contenuto minimo, ma almeno alla condizione che il debitore richieda espressamente la concessione del termine per effettuare le successive produzioni, in mancanza di che resterebbe il dubbio che si tratti di domanda di concordato definitiva (e inammissibile per difetto di prova sui relativi presupposti di ammissibilità).

Sono peraltro sempre possibili integrazioni istruttorie. La possibilità di considerare sufficiente il contenuto minimo nasce dalla considerazione che, se non sono proposte istanze particolari da deliberare contestualmente o comunque subito, il Tribunale non può imporre la ostensione di elementi che ancora sono oggetto di studio. Del resto alla scadenza del termine il debitore può liberamente decidere di depositare o un concordato preventivo o invece un ADR e ciò dimostra quanto sia superfluo chiedere che sia indicato prima il contenuto di ciò che può essere oggetto di una successiva ben diversa determinazione. Inoltre non vi sarebbero mezzi per sanzionare il deposito di un concordato o di un accordo con un contenuto diverso da quello originariamente ipotizzato.

Presentando la domanda di pre-concordato il debitore deve depositare anche un aggiornato certificato camerale e i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi per “consentire al tribunale di valutare quantomeno la sussistenza dei presupposti dimensionali di fallibilità dell’impresa”.

In mancanza vi è la possibilità di dichiarare inammissibile la domanda. A questo riguardo, peraltro, ben potrà il Tribunale, qualora dubiti che il proponente non sia escluso dal fallimento, esigere, quanto meno per le imprese non tenute alla redazione di bilancio, la produzione di tutta la documentazione che viene solitamente prodotta in sede prefallimentare ai fini dell’accertamento del requisito dimensionale.

Il Tribunale potrà e dovrà inoltre verificare:

- la propria competenza ex artt. 9 e 161 l.fall. (anche ai fini del nesso funzionale con un eventuale accordo di ristrutturazione);

- la regolarità formale della domanda, accertando la sussistenza dei necessari poteri in capo al soggetto che l’ha sottoscritta ed eventualmente acquisendo le relative delibere assembleari;

- e che nel biennio precedente l’imprenditore non abbia presentato analoga domanda senza esito positivo. Anche se il termine biennale sembra far pensare che per i prossimi due anni il problema non si porrà, l’impressione è fallace perché entro breve potrebbero essere state già rigettate alcune domande di pre-concordato e il debitore potrebbe ripresentarle. In questo caso, come in tutti gli altri, può essere dichiarata de plano l’inammissibilità; in tale eventualità occorre anche ordinare la cancellazione dal Registro imprese.

In mancanza di richieste specifiche di maggior termine o, quando pure siano svolte tali richieste, qualora esse siano immotivate o non supportate da idonea documentazione, il termine andrà sempre concesso nel minimo (60 giorni, da aumentare di 5-10 giorni per dare modo alla cancelleria di effettuare le comunicazioni) indicando sempre la data precisa di scadenza.

Il termine può essere anche inferiore a quello minimo di 60 gg. laddove sia lo stesso debitore ricorrente a chiedere un termine inferiore. Si tratta infatti di termine nell’interesse del debitore e questi può dunque accontentarsi di un termine più breve se la situazione lo consigli in tal senso.

Il termine può essere concesso sempre e solo con provvedimento del collegio, mentre il Giudice relatore può compiere i necessari atti istruttori.

In caso di istanza di proroga essa può essere anche rigettata de plano dal Collegio senza previa convocazione della parte.

 

6) Nuova disciplina dei costi da reato: ulteriore circolare da Assonime

Nuova disciplina dei costi da reato: le istruzioni fornite dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 32/E del 3 agosto 2012.

Ennesimo intervento di Assonime con la circolare n. 25 del 28 settembre 2012.

La disciplina dei costi da reato, già analizzata nella circolare di Assonime n. 14 del 28 maggio 2012, è stata recentemente commentata da parte dell’Agenzia delle entrate con la circolare n. 32/E del 3 agosto 2012.

Nell’illustrare queste nuove disposizioni, la circolare n. 32/E conferma molte delle soluzioni interpretative suggerite da Assonime nella suddetta circolare n. 14 del 2012.

Viene poi posta l’attenzione su alcune questioni, a seguito delle diverse conclusioni con le Entrate su specifiche tematiche.

Assonime, peraltro, sostiene la piena deducibilità dei costi relativi a operazioni soggettivamente inesistenti.

Una questione rilevante attiene le modifiche sul fronte del presupposto da cui scaturisce l’indeducibilità dei costi da reato. Tale presupposto, precisa Assonime, non è più ravvisabile nella mera trasmissione della notizia di reato al pubblico ministero da parte degli organi verificatori, ma nell’azione penale esercitata nelle sue articolazioni, o nel decreto del GIP che dispone il giudizio o nella sentenza di non luogo a procedere per avvenuta prescrizione.

Tale questione riapre l’annoso dibattito sul rapporto di reciproca autonomia del processo penale e di quello tributario, poiché avvalora la tesi, avanzata da tempo da parte della dottrina, secondo cui il regime di indeducibilità dei costi non può sorgere per una semplice iniziativa dell’organo amministrativo che procede all’accertamento.

Inoltre viene ricordato che l’art. 4, comma 12, del D.L. n. 16/2012, ha integrato il regime di deducibilità dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo dell’IRAP riferita al costo del lavoro determinato analiticamente.

Per quanto concerne la determinazione dell’importo deducibile, secondo Assonime, dovrebbero essere computati anche i costi sostenuti per gli accantonamenti a TFR.

 

7) Extraue: servono certezze sulle prove della presenza e DURC limitato al lavoratore interessato all’istanza

L’emersione resterà frenata sino alla soluzione dei dubbi. I Consulenti del lavoro da tempo segnalano due anomalie (nota del 01 ottobre 2012): carenze di certezze sui documenti utili a provare la presenza in Italia del lavoratore occupato irregolarmente e l’introduzione del vincolo del DURC (per tutti i lavoratori occupati) non previsto dalla norma (D.Lgs. n. 109/12).

I dati forniti dal Ministero dell'Interno parlano chiaro: non vi è stata la corsa all’invio delle domande di emersione. La principale causa di rinvio della presentazione dell'istanza, secondo i Consulenti del lavoro, consiste nel fatto che la ricerca dei documenti per portare a temine la regolarizzazione, è l'operazione più delicata e non può prescindere dai chiarimenti che sono attesi dal Ministero dell’interno.

Presenza in Italia con regole certe e uniformi

Viene ricordato che uno dei requisiti essenziali per accedere alla regolarizzazione degli stranieri occupati irregolarmente almeno dal 9 maggio 2012, quello rimasto più incerto anche dopo le circolari ministeriali e le FAQ, è proprio la presenza in modo ininterrotto in Italia dell'extracomunitario almeno dal 31 dicembre 2011.

Una presenza che deve essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici.

Il DLgs n. 109/12, il decreto interministeriale del 29 agosto 2012 e le circolari emesse finora non specificano quali siano le attestazioni valide (salvo alcuni esempi contenuti nella FAQ 43) e nemmeno quali siano gli organismi pubblici che potrebbero aver titolo per attestare la presenza, lasciando così ampio margine di discrezionalità al SUI che valuterà l’istanza e la documentazione relativa presentate dal datore di lavoro.

Una volta provata la presenza in Italia almeno dal 31.12.11, la sua mancata interruzione (elemento indispensabile) si deve presumere salvo evidenze contrarie (FAQ 27).

L’aleatorietà sulla documentazione valida per provare i requisiti sopra descritti, viste anche le conseguenze sanzionatorie collegate al mancato buon fine dell’istanza, fa rallentare l’invio delle domande per le quali rimane tempo solo fino al 15 ottobre 2012.

Sono attese, quindi, le precisazioni sia su cosa si intenda per organismi pubblici e sia su quali possano essere i documenti di prova accettati dal SUI.

Questo anche per consentire criteri omogenei in tutta l’Italia che evitino disparità di trattamento.

Durc non per tutti i lavoratori occupati

La regolarità contributiva riferita a tutto il personale occupato, non prevista dalla norma, contenuta nel decreto interministeriale del 29 agosto 2012 solo in modo generico, sarà data dal DURC che verrà chiesto direttamente dal SUI. L’Inps, con la circolare 113/12 ha ripreso l’obbligo del DURC specificando che riguarderà il periodo che va dall'assunzione alla stipula del contratto di soggiorno ed affermando che i datori dovranno aver versato correttamente e nei termini i contributi per tutti i lavoratori impiegati in azienda (anche quelli non oggetto di emersione).

Trattandosi dell’introduzione di un requisito più ampio non contenuto nel D.Lgs. n. 109/12 che all’art. 5 regolamenta l’emersione, i Consulenti del lavoro auspicano un ulteriore intervento che riveda quanto affermato e limiti il DURC alla regolarità contributiva legata al solo lavoratore per il quale il datore ha presentato la domanda di emersione.


8) Corte Ue: esenzione Iva non sempre legata al possesso del numero identificativo

Il diritto comunitario, in particolare l’art. 28, quater, punto A), lettera a), primo comma della sesta direttiva Iva, sancisce il possesso della qualifica di soggetto passivo, comprovata dall’attribuzione di un numero identificativo, per beneficiare del regime di esenzione dall’Iva su alcune cessioni di beni.

Alla luce di tale conclusione, secondo i giudici europei (procedimento C-587/10), ogni Stato membro può subordinare tale esenzione al possesso del citato numero identificativo.

Tuttavia, tale requisito formale può essere superato laddove l’operatore economico fornisca sufficienti indicazioni atte a dimostrare che l’acquirente sia il soggetto passivo Iva.

Gli eurogiudici si sono, così, pronunciati su una cessione intracomunitaria di beni tra una società holding, la controllata e il diniego di concessione del diritto.

 

9) Cassazione: come accertare i redditi della cooperativa

I dati desunti dai rapporti finanziari intestati a persone diverse dal contribuente verificato, possono essere utilizzati per accertare i redditi della cooperativa.

In tema di indagini bancarie, i prelievi e i versamenti ingiustificati risultanti dai conti correnti intestati a persone terze legate da uno stretto rapporto con la società sottoposta a verifica, sono posti alla base dell’accertamento del maggior reddito imponibile in capo alla società stessa se l’Amministrazione finanziaria dimostra, anche tramite presunzione, la natura fittizia dell’intestazione del conto ovvero la sostanziale riferibilità alla società accertata delle operazioni effettuate sui conti medesimi. Viene, comunque, concessa la possibilità di fornire prova contraria alla presunzione.

In tal caso, l’onere incombe sulla società, che dovrà dar prova di aver tenuto conto nelle proprie dichiarazioni fiscali dei movimenti rilevati nei conti ovvero che la loro omessa indicazione ai fini fiscali è giustificata dalla loro natura di operazioni non imponibili.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 15217 del 12 settembre 2012)

 

10) Governo: taglio delle tasse possibile nel 2014

Sarà finanziato dalla lotta all’evasione. La norma varata ad agosto, che prevede un fondo per il calo delle tasse da alimentare con il monitoraggio della lotta all’evasione, agirà dal 2013 e quindi con eventuali provvedimenti dal 2014, “si vedrà con il prossimo governo”.

E’ quanto sostenuto dal sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, nel corso di una conferenza stampa, ciò secondo quanto riferito dall’Agenzia Ansa in una nota del 01 ottobre 2012.

“"Non c’é l'opzione di rivedere l’Imu in quanto tale, in quanto imposta” ma sarà rivista la questione della ripartizione del gettito tra Comuni e Stato. Ceriani ha spiegato che l’intervento potrà essere contenuto nella legge di stabilità.

La delega fiscale “non è una riforma, non ha l’ampiezza delle iniziative di riforma onnicomprensive. Le riforme di questo tipo si fanno una volta al secolo”. Ceriani ha aggiunto che il governo con la delega “si è concentrato solo sulle cose indispensabili e urgenti”, come la certezza del diritto, la riforma del catasto, la tassazione delle imprese.

Fabbisogno settembre 2012 : confermato l’andamento positivo

Nel mese di settembre 2012 si è realizzato un fabbisogno del settore statale pari, in via provvisoria, a circa 11,4 miliardi, in diminuzione rispetto allo stesso mese del 2011 in cui si registrò un disavanzo di 11,9 miliardi.

Nei primi nove mesi del 2012 si è realizzato complessivamente un fabbisogno di 45,5 miliardi, a fronte di un fabbisogno del 2011 di 59,0 miliardi.

(Ministero dell'Economia e delle Finanze, comunicato Stampa n. 132 del 01 ottobre 2012)

 

Vincenzo D’Andò