Novità fiscali del 2 ottobre 2012: le prime pronunce del Tribunale di Milano sul nuovo concordato

Pubblicato il 2 ottobre 2012

per gli enti non commerciali il Modello Eas potrà essere regolarizzato solo entro il 31 dicembre 2012; comunicazioni e adempimenti fiscali fuori tempo: ecco come correggerli con la “Remissione in bonis”; “Entrate in video”: il Fisco approda su YouTube; emersione lavoratori extracomunitari; linee guida del Tribunale di Milano sulle novità nella disciplina del fallimento; nuova disciplina dei costi da reato: ulteriore circolare da Assonime; extra-ue: servono certezze sulle prove della presenza e DURC limitato al lavoratore interessato all’istanza; Corte Ue: esenzione Iva non sempre legata al possesso del numero identificativo; Cassazione: come accertare i redditi della cooperativa; Governo: taglio delle tasse possibile nel 2014

 

 

Indice:

1) Per gli enti non commerciali il Modello EAS potrà essere regolarizzato solo entro il 31 dicembre 2012

2) Comunicazioni e adempimenti fiscali fuori tempo: ecco come correggerli con la “Remissione in bonis”

3) “Entrate in video”: il Fisco approda su YouTube

4) Emersione lavoratori extracomunitari

5) Linee guida del Tribunale di Milano sulle novità nella disciplina del fallimento

6) Nuova disciplina dei costi da reato: ulteriore circolare da Assonime

7) Extraue: servono certezze sulle prove della presenza e DURC limitato al lavoratore interessato all’istanza

8) Corte Ue: esenzione IVA non sempre legata al possesso del numero identificativo

9) Cassazione: come accertare i redditi della cooperativa

10) Governo: taglio delle tasse possibile nel 2014

 

 

1) Per gli enti non commerciali il Modello EAS potrà essere regolarizzato solo entro il 31 dicembre 2012

Secondo quanto affermato dall’Agenzia delle entrate, nella circolare n. 38/E del 28 settembre 2012, la regolarizzazione (cd. remissione in bonis) dell’omissione della presentazione del Modello EAS potrà avvenire, nell’ipotesi ad es. dell’inizio attività commerciale nel mese di gennaio 2012, soltanto entro il prossimo 31 dicembre 2012, e non, invece, come ritenuto da taluni nel 2013.

Peraltro, la scadenza sarebbe stata quella del 01 ottobre 2012, ma, considerata l’eccezionalità dell’evento, adesso l’Agenzia delle entrate consente il termine più lungo al 31 dicembre 2012.

A parere delle Entrate, quindi, la remissione in bonis potrà riguardare anche l’omesso invio del modello EAS, ossia la comunicazione dei dati fiscalmente rilevanti necessaria ai fini dell’applicazione del regime fiscale agevolato previsto per gli enti associativi dall’art. 148 del TUIR e dall’art. 4 del D.P.R. n. 633 del 1972.

A tal fine la circolare delle Entrate ha ricordato che l’art. 30, commi da 1 a 3-bis, del D.L. n.  185 del 2008 ha stabilito che, per beneficiare della non imponibilità, ai fini  IRES e IVA, dei corrispettivi, delle quote e dei contributi, gli enti di tipo associativo devono trasmettere, in via telematica, i dati e le notizie fiscalmente rilevanti, mediante un apposito modello, al fine di consentire gli opportuni controlli.

Il modello di comunicazione dei dati deve essere presentato entro 60 giorni dalla data di costituzione dell’ente.

Beneficiando dell’istituto della remissione in bonis, i contribuenti in possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalla norma che non hanno inviato la comunicazione entro il termine previsto possono fruire comunque dei benefici fiscali inoltrando il modello entro il termine di presentazione del Modello Unico successivo all’omissione, versando contestualmente la sanzione pari a € 258,00.

Così, ad es., un ente, che si è costituito a gennaio 2012 e per il quale non sia stato inviato tempestivamente il modello EAS, può inviare quest’ultimo entro il 1° ottobre 2012 (termine che, eccezionalmente, è stato fissato, in sede di prima applicazione della norma, al 31 dicembre 2012).

 

2) Comunicazioni e adempimenti fiscali fuori tempo: ecco come correggerli con la “Remissione in bonis”

I contribuenti che per una dimenticanza non hanno presentato tempestivamente una comunicazione o eseguito degli adempimenti, ma sono comunque in possesso dei requisiti richiesti, possono mettersi in regola entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Per fare ciò è necessario che la violazione non sia stata constatata, non vi siano stati controlli conosciuti dal contribuente e che lo stesso versi una sanzione pari a 258 euro. Sono solo alcuni dei chiarimenti, forniti dall’Agenzia delle Entrate, con la circolare 38/E del 28 settembre 2012, in merito all’istituto della remissione in bonis, introdotto con il D.L. n. 16/2012 (art. 2), nell’intento di semplificare gli adempimenti tributari, assicurando una riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese.

La remissione in bonis: cos’è e come regolarizzare

Ai contribuenti che non hanno ottemperato agli obblighi previsti è data la possibilità di evitare la decadenza dal beneficio o dal regime fiscale ponendo in essere, seppure tardivamente, l’adempimento omesso - entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile (che è la prima dichiarazione che scade successivamente al termine previsto per effettuare la comunicazione o l’adempimento) - e pagando contestualmente in F24 una sanzione minima, pari a 258 euro.

Ciò a patto che la violazione non sia stata constatata e solo in assenza di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento conosciute dal contribuente. Naturalmente la chance è data solo a chi è in possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalle norme per accedere al regime o usufruire del beneficio, con riguardo alla data di scadenza originaria dell’adempimento.

Una misura volta a sanare quei soli comportamenti che non abbiano prodotto danni per l’erario nemmeno in termini di pregiudizio per l’attività di accertamento.

Dimenticanze tributarie: sanare si può

La particolare “sanatoria", introdotta dall’Agenzia delle Entrate, permette a contribuenti ed imprese di aderire a regimi fiscali opzionali: ad esempio quelli relativi alla tassazione per trasparenza delle società di capitali, alla tassazione di gruppo (il consolidato fiscale) e nel caso in cui il contribuente abbia omesso di comunicare i dati fiscalmente rilevanti per gli enti associativi.

Tra le altre fattispecie sanabili, il documento di prassi prevede l’adesione al regime di liquidazione e versamento mensile o trimestrale dell’Iva di gruppo, la determinazione dell’Irap in base al bilancio e la tonnage tax.

Extra time per il 2011

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la remissione in bonis si applica sia alle irregolarità per le quali, al 2 marzo 2012, non fosse ancora scaduto il termine di presentazione della prima dichiarazione utile (nel senso precisato dalla circolare), sia a quelle per le quali, alla stessa data, pur essendo tale termine già scaduto, si è ancora in tempo per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta nel quale l’adempimento è stato omesso. Si tratta, ad esempio, degli adempimenti omessi nel 2011 dai contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.

Per queste omissioni, peraltro, in sede di prima applicazione della norma, il termine di regolarizza