Novità fiscali dell’1 ottobre 2012: IMU in arrivo modelli di dichiarazione e proroga

Pubblicato il 1 ottobre 2012



IVA unica per locazioni e servizi accessori; al commercialista si paga la parcella anche dopo la fine del mandato; niente più presunzioni di evasione fiscale per i versamenti dell’imprenditore; nuova convenzione Inps con Caf e professionisti autorizzati per la trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità; approvata la proposta di legge di modifica della disciplina del condominio di edifici; niente ipoteca sui beni del contribuente se il debito d’imposta non supera € 8.000,00; modello F23: ridenominazione del codice ente “REW”; attivato il Centro operativo di Cagliari dal 19 novembre 2012; trasformazione di attività per imposte anticipate in credito d’imposta: arrivati i chiarimenti dal fisco; CNDCEC: elezioni consiglio nazionale, depositate le liste al Ministero della Giustizia; novità sulla consultazione banche dati ipotecaria e catastale: circolare 4/2012; scadenza presentazione dichiarazione IMU: in arrivo modelli e proroga sulla Gazzetta Ufficiale

 

Indice:

1) IVA unica per locazioni e servizi accessori

2) Al commercialista si paga la parcella anche dopo la fine del mandato

3) Niente più presunzioni di evasione fiscale per i versamenti dell’imprenditore

4) Nuova convenzione Inps con Caf e professionisti autorizzati per la trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità

5) Approvata la proposta di legge di modifica della disciplina del condominio di edifici

6) Niente ipoteca sui beni del contribuente se il debito d’imposta non supera € 8.000,00

7) Modello F23: ridenominazione del codice ente “REW”

8) Attivato il Centro operativo di Cagliari dal 19 novembre 2012

9) Trasformazione di attività per imposte anticipate in credito d’imposta: arrivati i chiarimenti dal fisco

10) CNDCEC: elezioni consiglio nazionale, depositate le liste al Ministero della Giustizia

11) Novità sulla consultazione banche dati ipotecaria e catastale: circolare 4/2012

13) Scadenza presentazione dichiarazione IMU: In arrivo modelli e proroga sulla Gazzetta Ufficiale

 

 

1) IVA unica per locazioni e servizi accessori

Per locazioni e servizi collegati l’Iva è unica, infatti, secondo la Corte di Giustizia, un contratto di locazione che prevede anche la fornitura di acqua, energia elettrica, copertura assicurativa, servizi condominiali può ritenersi ai fini Iva come una sola operazione che ha per oggetto la locazione del bene e, quindi, deve seguire il regime proprio della prestazione principale se così depone l’insieme delle circostanze.

La conseguenza è che se la locazione è esente dal pagamento dell’imposta allora analogamente anche i corrispettivi applicati agli altri servizi lo devono essere.

Nel caso di specie, la sentenza della Corte di Giustizia (causa C-392/11) del 27 settembre 2012, qualifica come prestazione unitaria, esente da IVA, l’operazione avente per oggetto la locazione di un immobile strumentale e i servizi ad esso relativi, anche se resi da un soggetto diverso dal locatore.

In particolare, si è trattato di una causa relativa ad uno studio di avvocati che ha preso in locazioni alcuni uffici a Londra, ove il contratto di locazione (stipulato tra locatore e locatario) prevede che, oltre all’affitto dei locali al locatario, un certo numero di prestazioni di servizi vengono ad esso del pari fornite dal locatore (fornitura d’acqua, riscaldamento, riparazione di strutture e macchinari). Quale corrispettivo, il locatario è tenuto a versare al locatore i canoni specificati nel contratto.

Inoltre, in assenza di pagamento dei canoni da parte del locatario, il locatore ha il diritto di risolvere il contratto di locazione.

In tali circostanze, per poter considerare che l’insieme delle prestazioni che il locatore fornisce al locatario costituisce, dal punto di vista dell’IVA, una prestazione unica, il contenuto di un contratto di locazione può costituire un indizio importante per quanto riguarda la valutazione dell’unicità della prestazione.

Come rilevato dalla Corte, nel procedimento C-392/11, la ragione economica della conclusione del contratto di locazione risiede non soltanto nell’ottenimento del diritto di occupare i locali interessati, ma anche nell’ottenimento, da parte del locatario, di un insieme di prestazioni di servizi. Quindi, tale contratto di locazione designa una prestazione unica, convenuta tra il locatore e il locatario.

Infine, per quanto riguarda il rilievo assunto dal fatto che un terzo possa, in linea di principio, fornire talune prestazione di servizi, la Corte di Giustizia osserva che l’esistenza di tale possibilità non è neppure, di per sé, determinante.

Alla luce di tali considerazioni, la Corte di Giustizia ritiene di dover interpretare la direttiva sull’IVA nel senso che una locazione di beni immobili e le prestazioni di servizi ad essa collegate possono costituire una prestazione unica sotto il profilo dell’IVA. Al riguardo, la facoltà concessa al locatore nel contratto di locazione, di risolverlo nel caso in cui il locatario non paghi gli oneri locativi, costituisce un indizio che induce a fare ritenere l’esistenza di una prestazione unica.

Di contro, la circostanza che talune prestazioni di servizi possano essere fornite da un terzo, non preclude la possibile esistenza di una prestazione unica.

 

2) Al Commercialista si paga la parcella anche dopo la fine del mandato

Secondo una nota dei Consulenti del lavoro del 28 settembre 2012, per i professionisti i compensi sono dovuti anche dopo la fine del mandato professionale.

Ciò sulla base di quanto stabilito dai giudici della Corte di Cassazione (sentenza 15628/12 del 18/09/2012).

Nel caso in cui il professionista, successivamente al pagamento della parcella convenuta, svolga attività connesse ma ulteriori rispetto a quelle originariamente pattuite con il cliente, lo stesso ha diritto ad essere compensato anche per dette attività. A seguito dell'emissione del documento contabile da parte del professionista, infatti, il cliente viene liberato solo dagli obblighi di pagamento relativi alle attività concordate e svolte prima dell’emissione della parcella medesima.

 

3) Niente più presunzioni di evasione fiscale per i versamenti dell’imprenditore

I soli versamenti sul c/c dell’imprenditore non costituiscono prova di evasione fiscale.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 37071 depositata il 26 settembre 2012.

Secondo i giudici supremi, in tema di reati tributari non può farsi ricorso alla presunzione secondo cui tutti gli accrediti registrati sul conto corrente si considerano ricavi dell’azienda (art. 32, comma 1, n. 1, del D.P.R. 600/1973), poiché spetta al giudice penale la determinazione dell’ammontare dell’imposta evasa procedendo d’ufficio ai necessari accertamenti, eventualmente mediante il ricorso a presunzioni di fatto.

Ciò non toglie che l’autonomia del procedimento penale rispetto a quello tributario non esclude che, ai fini della formazione del suo convincimento, il giudice penale possa avvalersi degli stessi elementi che determinano presunzioni secondo la disciplina tributaria, a condizione che gli stessi siano assunti non con l’efficacia di certezza legale, ma come dati processuali oggetto di libera valutazione ai fini probatori.

Corte di cassazione - Sentenza 26 settembre 2012, n. 37071

Ecco di seguito uno stralcio della sentenza:

Ritenuto in fatto

La Corte di appello di Cagliari, con sentenza del 12.3.2012, ha confermato la sentenza 22.12.2010 del Tribunale di Oristano, che aveva affermato la responsabilità penale di Z.L. in ordine ai reati di cui:

- all’art. 4 D.Lgs. n. 74/2000 (per avere - al fine di evadere le imposte sui redditi e l’Imposta sul valore aggiunto - indicato, nelle dichiarazioni relative agli anni 2003, 2004, 2005 e 2006, elementi attivi per un ammontare inferiore a quelli effettivi, con imposte evase superiori, per ciascun anno di contribuzione, alla soglia di euro 103.291,38 e con ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all'Imposizione superiore al 10% dell'ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione) e, unificati i reati nel vincolo della continuazione ex art. 81 cpv. cod. pen., lo aveva condannato alla pena principale di anni uno, mesi due di reclusione ed alle pene accessorie di legge, concedendo il beneficio della sospensione condizionale subordinata all'eliminazione delle conseguenze dannose del reato mediante il pagamento delle sole imposte evase entro il termine di 120 giorni dalla formazione del giudicato.

Avverso tale sentenza ha proposto ricorso lo Z., il quale - sotto i profili della violazione di legge e del vizio di motivazione - ha eccepito la insussistenza dei reati, in quanto la prova degli stessi sarebbe stata desunta soltanto dalle risultanze bancarie in virtù di una presunzione tributaria che non potrebbe trovare ingresso in sede penale.

Considerato in diritto

Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, perché generico e manifestamente infondato.

I giudici del merito correttamente hanno ricondotto i fatti contestati alla previsione dell’art. 4 del d.Lgs. n, 74 del 2000 (dichiarazione infedele), essendo stata acquisita la prova che elementi attivi per un ammontare di gran lunga inferiore a quello effettivo sono stati indicati, con il dolo specifico di evasione d’imposta, in dichiarazioni prodotte ai fini delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto (con superamento congiunto delle soglie di punibilità già poste dallo stesso art. 4 anteriormente alle modifiche aggravataci ad esso apportate dalla legge 14.3.2011, n. 148).

La giurisprudenza di questa Corte è orientata nel senso che, in tema di reati tributari, non può farsi ricorso alla presunzione tributaria secondo cui tutti gli accrediti registrati sul conto corrente si considerano ricavi dell’azienda (art 32, 1° comma - n. 1, del D.P.R. n. 600/1973), in quanto spetta al giudice penale la determinazione dell’ammontare dell’imposta evasa procedendo d’ufficio ai necessari accertamenti, eventualmente mediante il ricorso a presunzioni di fatto (vedi Cass., Sez. IlI, 6.2.2009, n. 5490).

Rileva, però, il Collegio che l’autonomia del procedimento penale rispetto a quello tributario non esclude che, ai fini della formazione del suo convincimento, il giudice penale possa avvalersi degli stessi elementi che determinano presunzioni secondo la disciplina tributaria, a condizione che gli stessi siano assunti non con l’efficacia di certezza legale, ma come dati processuali oggetto di libera valutazione ai fini probatori.

Ciò si è verificato nella fattispecie in esame, ove gli elementi indiziari tratti dalle movimentazioni sui due conti correnti intestati a “ditta Z.L.” hanno trovato oggettivo riscontro:

- nella mancata annotazione in contabilità di numerose fatture attive e passive;

- nel mancato rilascio di fatture a numerosi clienti (che avevano beneficiato di finanziamenti dalla s.p.a. “C.” proprio per la fornitura di impianti da parte dell’imputato);

- nell’utilizzazione di due magazzini per lo stoccaggio delle merci non dichiarati dall’imputato ai fini dello svolgimento dell'attività imprenditoriale.

A fronte di tali accertamenti, lo Z. si è limitato, anche in sede di ricorso, ad una contestazione assolutamente generica, prospettando soltanto che “i movimenti bancari non possono essere tutti o in parte riferibili all'attività di impresa, potendosi attribuire alle necessità familiari”.

Tenuto conto della sentenza 13.6.2000, n. 186 della Corte Costituzionale e rilevato che non sussistono elementi per ritenere che “la parte abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità”, alla declaratoria della stessa consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., l’onere delle spese del procedimento nonché quello del versamento di una somma, in favore della Cassa delle ammende, equitativamente fissata, in ragione dei motivi dedotti, nella misura di euro 1.000,00.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento delta somma di euro mille/00 in favore delta Cassa delle ammende.

 

4) Nuova convenzione Inps con Caf e professionisti autorizzati per la trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità

Al via la convenzione tra l’Inps ed i soggetti autorizzati all’assistenza fiscale per l’affidamento del servizio di raccolta e trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità al fine dell’erogazione di prestazioni assistenziali.

Lo rende noto il messaggio dell’Inpsn. 15587 del 27 settembre 2012.

A seguito dell’approvazione dello schema di convenzione per il servizio di raccolta e di trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità al fine dell’erogazione di prestazioni assistenziali (INVCIV – AS – PS), sono stati autorizzati alla sottoscrizione delle singole convenzioni, con i soggetti compresi tra quelli abilitati all’assistenza fiscale, di cui al D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, e successive modifiche.

Al fine di chiarire alcuni aspetti legati all’attuazione delle disposizioni di cui alla Legge n. 136 del 13 agosto 2010, l’Inps ha richiesto un parere all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture.

La predetta Autorità, con nota in allegato, ha comunicato all’Istituto, tra l’altro, di ritenere non comprese nell’ambito di applicazione della normativa in tema di tracciabilità dei flussi finanziari, le convenzioni che l’Istituto medesimo, per l’espletamento di proprie funzioni istituzionali riconducibili alla sfera previdenziale, stipula con i Centri di assistenza fiscale.

Preso atto di tale parere e valutata l’opportunità di semplificare le attività di convenzionamento dell’Istituto con i CAF ed alcune associazioni professionali, rendendole maggiormente efficienti e tempestive, ha dovuto procedere ad un decentramento delle stesse a livello provinciale.

Il legale rappresentante, o la persona all’uopo munita di procura speciale, del CAF o dell’associazione professionale che intende stipulare con l’Istituto la convenzione in oggetto, in possesso di un certificato digitale Entratel, in corso di validità, rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, potrà, pertanto, recarsi presso la Direzione provinciale dell’Istituto di competenza, in base alla localizzazione della sede legale del CAF o dell’Associazione.

Viene precisato che le associazioni professionali sopracitate sono:

- Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro;

- Istituto Nazionale Revisori Contabili;

- Associazione Nazionale Commercialisti;

- per i Consulenti Tributari:

- ANCIT;

- ANCOT;

- INT;

- LAPET.

Il possesso del requisito previsto e dei relativi poteri di firma alla stipula con l’Istituto dovranno essere verificati dai Direttori provinciali all’atto della stipula della convenzione.

I Direttori provinciali, e i loro eventuali delegati, per poter sottoscrivere una nuova convenzione dovranno utilizzare il “Portale delle convenzioni” accessibile al seguente percorso intranet.inps.it -> Servizi -> “Gestione e assistenza servizi internet” -> “Amministrazione convenzioni per utenti esterni”.

L’accesso al portale è consentito a tutti i Direttori e agli eventuali delegati autorizzati attraverso il sistema IDM.

I CAF e le Associazioni professionali che intendono sottoscrivere la convenzione dovranno comunicare gli estremi identificativi del certificato di autenticazione Entratel in loro possesso che utilizzeranno per l’accesso.

Il Direttore, o il suo delegato, verificherà la validità del certificato attraverso le funzionalità messe a disposizione dal “Portale delle convenzioni”.

Attraverso il “Portale delle convenzioni”, dopo avere acquisiti e confermati i dati necessari alla stipula, è possibile procedere alla stampa personalizzata della convenzione.

La convenzione dovrà essere stampata e firmata in 3 (tre) copie in formato originale: una da conservare agli atti della Sede, una da consegnare al soggetto firmatario, e una da inviare, entro 15 giorni dalla stipula, alla Direzione centrale Organizzazione, per consentire le necessarie attività di monitoraggio.

I pagamenti relativi alle convenzioni stipulate con i CAF e le Associazioni nazionali saranno gestiti dalla competente Direzione centrale Risorse strumentali.

 

5) Approvata la proposta di legge di modifica della disciplina del condominio di edifici

Nella seduta del 27 settembre 2012 la Camera dei deputati ha approvato, modificandola, la proposta di legge d’iniziativa dei senatori Legnini ed altri; Pastore ed altri; Mugnai; Carrara ed altri; Valentino, approvata, in un testo unificato, dal Senato, concernente Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici (C. 4041-A ed abb).

Il provvedimento torna all’esame dell’altro ramo del Parlamento.

L’AC 4041-A, elaborato dalla Commissione Giustizia, riordina complessivamente la disciplina in materia di condominio degli edifici, con importanti novità.

In particolare, sono state:

- soppresse alcune norme, ritenendo che potessero comportare un incremento del contenzioso giudiziario;

- modificate alcune disposizioni che riducevano eccessivamente i quorum costitutivi e deliberativi dell’assemblea (in particolare in relazione alla modifica delle destinazioni d’uso delle parti comuni e alle innovazioni).

Inoltre, è stato:

- definito il concetto di “controversia in materia di condominio”, al fine dell’applicazione della mediazione obbligatoria;

- disciplinato il tema della morosità del condomino.

Infine, è stata:

- prevista l’istituzione, presso l’Agenzia del territorio, del Repertorio dei condominii e del Registro degli amministratori di condominio.

 

6) Niente ipoteca sui beni del contribuente se il debito d’imposta non supera € 8.000,00

Anche secondo la Suprema Corte, l’Agente della Riscossione non può iscrivere ipoteca sui beni del contribuente se il debito d’imposta non supera 8.000 Euro.

Respinta, dunque, la tesi di Equitalia la quale sosteneva che l’iscrizione dell’ipoteca non rientra tra gli atti esecutivi.

Invece, i giudici supremi ritengono che l’iscrizione ipotecaria è atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare e pertanto è soggetta ai limiti quantitativi di cui agli artt. 76 e 77, D.P.R. n. 602/1973.

E’ infatti questa la massima della Corte di Cassazione, sentenza 26 settembre 2012, n. 16348:

In tema di riscossione coattiva delle imposte, l’ipoteca prevista dall'art. 77 del D.P.R. n. 602 del 1973, rappresentando un atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare, soggiace agli stessi limiti per quest’ultima stabiliti dall’art. 76 del medesimo D.P.R., come da ultimo modificato dall’art. 3 del D.L. n. 203 del 2005, convertito in legge n. 248 del 2005, e non può, quindi, essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli ottomila euro.

 

7) Modello F23: ridenominazione del codice ente “REW”

Codice ente Istituti penitenziari, nuova e unica denominazione. La modifica, dopo l’unificazione delle direzioni carcerarie di Reggio Emilia. Va utilizzato tramite modello F23 per una corretta rendicontazione delle spese di giustizia.

Cambiano nome e si riunificano, i due codici ente che identificavano gli Istituti penitenziari incaricati della riscossione delle spese di giustizia (art. 209, Dpr 115/202).

I vecchi codici erano “REW-A - O.P.G. di Reggio Emilia” e “RE”- Casa Circondariale di Reggio Emilia".

La nuova denominazione, “REW – Istituti Penali di Reggio Emilia CC e OPG”, fa

seguito all’accorpamento delle direzioni dell’Opg (Ospedale psichiatrico giudiziario) e della Cc (Casa circondariale), stabilito con il decreto del ministro della Giustizia del 16 giugno 2011.

È quanto prevede la risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 91/E del 28 settembre 2012.

 

8) Attivato il Centro operativo di Cagliari dal 19 novembre 2012

Introdotte le disposizioni riguardanti il Centro operativo di Cagliari. Il direttore dell’Agenzia delle entrate (disposizione del 28 settembre 2012) ha disposto:

Il Centro operativo di Cagliari (di seguito: Centro) è attivato il 19 novembre 2012, quindi da tale data sarà operativo, ciò anche se, invero, era stato istituito a febbraio 2011.

Il Centro cura, sulla base delle indicazioni fornite dalla Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti, le seguenti attività:

a) controlli preventivi sugli esiti del controllo automatizzato delle dichiarazioni effettuato ai sensi degli articoli 36-bis del DPR 29 settembre 1973, n. 600, e 54-bis del DPR 26 ottobre 1972, n. 633;

b) gestione di alcune tipologie di rimborsi;

c) supporto agli uffici per la liquidazione e la gestione delle imposte di registro, successione, donazione e di altri tributi indiretti minori;

d) analisi del funzionamento delle procedure informatiche relative alle attività di competenza;

e) assistenza diretta ai contribuenti sulle attività di competenza del Centro.

Il Centro è articolato in un’unità di direzione e in due aree operative; per una più efficace gestione delle attività ad esse affidate, le aree possono essere a loro volta articolate in team.

Motivazioni

Il Centro operativo di Cagliari, destinato ad affiancare quello già esistente a Venezia come struttura specializzata nella trattazione accentrata di talune lavorazioni connesse alla gestione delle imposte dichiarate dai contribuenti. Il Centro opera sotto il coordinamento funzionale della Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti.

Essendo state completate le attività propedeutiche all’avvio operativo della struttura (in particolare, il reclutamento degli addetti e la predisposizione dei locali), il presente atto fissa la data di attivazione del Centro, precisandone anche le funzioni e l’articolazione interna.

 

9) Trasformazione di attività per imposte anticipate in credito d’imposta: arrivati i chiarimenti dal fisco

Trasformazione di attività per imposte anticipate in credito d’imposta. I chiarimenti delle Entrate sulle Deferred Tax Asset

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 37/E del 28 settembre 2012, ha illustrato la disciplina fiscale del credito d’imposta derivante dalla trasformazione di attività per imposte anticipate (DTA) iscritte in bilancio, introdotta dal D.L. n. 225 del 2010 e successivamente modificata dal D.L. n. 201 del 2011.

Viene, quindi, spiegato come determinare le DTA da trasformare in credito d’imposta quando si verifica una perdita d’esercizio, o nel caso di perdite fiscali.

Inoltre, la circolare ha evidenziato le due finalità distinte della norma, quella agevolativi diretta alla generalità dei soggetti, per i quali la trasformazione delle DTA in credito d’imposta rappresenta una facoltà, e quella di vigilanza che interessa le banche e gli intermediari vigilati dalla Banca d’Italia, per i quali il meccanismo di conversione delle DTA in credito d’imposta è un’operazione automatica e obbligatoria.

A chi e come si applica

I due regimi funzionano sia in periodi di ordinaria attività d’impresa sia in caso di liquidazione volontaria, procedure concorsuali e di gestione della crisi.

Possono usufruire, inoltre, della disciplina anche le società estere che operano in Italia tramite una stabile organizzazione, a patto che non siano in liquidazione volontaria, assoggettate a procedure concorsuali o di gestione della crisi.

Come utilizzare il credito d’imposta

E’ possibile usufruire del credito d’imposta ottenuto dalla trasformazione delle DTA in tre diverse modalità: Compensazione, cessione al valore nominale, richiesta a rimborso della parte residua dopo le compensazioni.

Viene poi ricordato che le istruzioni operative per utilizzare il credito sono contenute nella risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 94/E del 22 settembre 2011.

Sanzioni

Infine, viene spiegato che gli errori commessi nell’indicazione del credito d’imposta in dichiarazione sono sanzionati in relazione agli effetti che producono.

Pertanto, anche per i soggetti per i quali la trasformazione è obbligatoria, nell’ipotesi in cui le DTA trasformabili non vengano, per sbaglio, integralmente trasformate, l’errore non è sanzionabile se non produce danni per l’Erario.

 

10) CNDCEC: elezioni consiglio nazionale, depositate le liste al Ministero della Giustizia

Si vota il 15 ottobre. Siciliotti e Longobardi candidati alla presidenza, Marcello e Di Russo alla vicepresidenza

Depositate presso il Ministero della Giustizia le liste per le elezioni per il rinnovo del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
Alla tornata elettorale, che si terrà il prossimo 15 ottobre, parteciperanno: “Vivere la professione” , lista per gli iscritti con il titolo di dottore commercialista, capeggiata dal candidato presidente
Claudio Siciliotti, collegata con la “Lista Unitaria ragionieri”, per gli iscritti con il titolo di ragionieri commercialisti, capeggiata dal candidato vicepresidente Raffaele Marcello e “Insieme per la professione: la forza dell’identità”, lista per gli iscritti con il titolo di dottore commercialista, capeggiata dal candidato presidente Gerardo Longobardi, collegata con la lista “Insieme per la professione: l’orgoglio del commercialista”, per gli iscritti con il titolo di ragionieri commercialisti, capeggiata dal candidato vicepresidente Davide Di Russo.

Lista


Vivere la professione

Candidato Presidente:

Siciliotti Claudio, Presidente del Consiglio Nazionale

Candidati Consiglieri effettivi:

Amede Maurizio, Presidente Ordine di Biella

Bonechi Andrea, Consigliere Nazionale

Cavaliere Maria Rosa, Presidente Ordine di Foggia

Coppola Achille, Presidente Ordine di Napoli

Degli Eredi Maria Elena, Consigliere Ordine di Pescara

Foschi Andrea, Presidente Ordine di Parma

Marrani Roberto, Presidente Ordine di La Spezia

Mellacina Massimo, Consigliere Nazionale

Miani Massimo, Presidente Ordine di Venezia

Murgia Giancarlo, Presidente Ordine di Cagliari

Piccolo Domenico, Consigliere Nazionale

Pusterla Giulia, Consigliere Nazionale

Russo Santo, Presidente Ordine di Palermo

Candidati Consiglieri supplenti:

Vigani Maria Rachele, Consigliere Ordine di Bergamo

Vitucci Salvatore, Presidente Ordine di Isernia

Ferrise Aldo, Consigliere Ordine di Lamezia Terme

Lista

Lista unitaria ragionieri

Candidato Vicepresidente:

marcello Raffaele, Presidente UNAGRACO e Consigliere Ordine di Caserta

Candidati Consiglieri effettivi:

Bodini Claudio Romeo, Consigliere Nazionale

Cunsolo Roberto, Vicepresidente Ordine di Catania

Jacono Vito, Vicepresidente Ordine di Venezia

Luchetta Giorgio, Vicepresidente Ordine di Ancona

Vaccaro Angelo, Vicepresidente Ordine di Pistoia

Veneziani Emanuele, Consigliere Nazionale

Candidati Consiglieri supplenti:

Miele Bruno, Vicepresidente Ordine di Napoli

Orrù Giorgio, Vicepresidente Ordine di Cagliari

Rastelli Bruno, Vicepresidente Ordine di Parma

Lista

Insieme per la professione: la forza dell’identità

Candidato Presidente:

longobardi Gerardo, Presidente Ordine di Roma

Candidati Consiglieri effettivi:

Ambriogio Gaetano, Presidente Ordine di Siracusa

Barbarisi Adriano, Presidente Ordine di Salerno

Bertozzi Fausto, Consigliere Ordine di Forlì

Castagna Massimiliano, Consigliere Ordine di Ascoli Piceno

De Tavonatti Michele, Consigliere Ordine di Brescia

D’imperio Roberto, Consigliere Nazionale

Galvani Marcella, Presidente Ordine di Perugia

Marchetti Marcello, Consigliere Ordine di Lecce

Pollice Ugo Mario, Segretario Ordine di Milano

Ruscetta Felice, Consigliere Nazionale

Santi Sandro, Presidente Ordine di Firenze

Santolin Athos Giuseppe, Presidente Ordine di Vicenza

Sganga Giorgio, Segretario Consiglio Nazionale

Candidati Consiglieri supplenti:

Campise Maria Luisa, iscritta all’Ordine di Roma

Dardes Marinella, Consigliere Ordine di Melfi

Parisi Rosa, Segretario Ordine di Brindisi

Lista

Insieme per la professione: l’orgoglio del commercialista

Candidato Vicepresidente:

di russo Davide, Vicepresidente Ordine di Torino

Candidati Consiglieri effettivi:

Ancarani Gianluca, Consigliere Ordine di Grosseto

Mandolesi Luigi, Vicepresidente Ordine di Roma

Parente Giovanni Gerardo, Consigliere Nazionale

Pulvirenti Alfio, Vicepresidente Ordine di Siracusa

Renne Francesco Maria, Consigliere dell’Ordine di Varese

Solferini Claudio, Vicepresidente Ordine di Bologna

Candidati Consiglieri supplenti:

Bond Giuliano, Consigliere Nazionale

Ioppi Emma, iscritta all’Ordine di Teramo

Montanaro Vito, Vicepresidente Ordine di Taranto

(CNDCEC, comunicato del 28 settembre 2012)

 

11) Novità sulla consultazione banche dati ipotecaria e catastale: circolare 4/2012

L’Agenzia del Territorio ha pubblicato la circolare n. 4 del 28 settembre 2012, che illustra le novità in materia di accesso alle banche dati ipotecaria e catastale, introdotte dall’art. 6 del D.L. n. 16 del 2012.

Tra le disposizioni più importanti, l'introduzione della nuova Tabella dei tributi speciali catastali, in vigore dal 1°ottobre 2012, che prevede il pagamento per la consultazione degli atti del catasto e le nuove tariffe per la presentazione degli atti di aggiornamento del catasto urbano.

Altre novità riguardano le modifiche alle tasse ipotecarie, il sistema di consultazione delle banche dati da parte delle Pubbliche Amministrazioni e degli Agenti della riscossione e la gratuità delle visure e delle ispezioni cd. “personali”.

A questo proposito, la circolare chiarisce che le consultazioni “personali”, ossia quelle richieste in catasto dall’intestatario degli immobili e nei registri immobiliari dall’attuale titolare della proprietà o di un diritto reale di godimento sul bene, avvengono gratuitamente.

 

12) Benefici sul gasolio per uso autotrazione utilizzato nel settore del trasporto: software disponibile

Sul sito internet dell’Agenzia delle dogane, all’indirizzo www.agenziadogane.gov.it (In un click – Accise - Benefici per il gasolio autotrazione 3° trimestre 2012) è disponibile il software aggiornato per la compilazione e la stampa della apposita dichiarazione da consegnare, insieme ai relativi dati salvati su supporto informatico - floppy disk o cd rom - al competente Ufficio delle Dogane.

Lo ha comunicato l’Agenzia delle Dogane con la nota n. RU 114075 del 27 settembre 2012 relativa a “Benefici sul gasolio per uso autotrazione utilizzato nel settore del trasporto. Rimborso sui quantitativi di prodotto consumati nel terzo trimestre dell’anno 2012. Disponibilità software”.

A partire dal 1° gennaio 2012, a seguito delle modifiche che l’art. 61 del D.L. 24.1.2012, n. 1 - convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012 n.27 – ha introdotto nel testo del DPR 09.06.2000, n. 277, recante la disciplina dell’agevolazione fiscale a favore degli esercenti l’attività di autotrasporto, la dichiarazione utile alla fruizione del beneficio in oggetto deve essere presentata con periodicità trimestrale, entro il mese successivo alla scadenza di ciascun trimestre solare.

Pertanto, con riferimento ai consumi di gasolio effettuati tra il 1° luglio e il 30 settembre 2012 la dichiarazione in questione va presentata a decorrere dal 1° ottobre e fino al 31 ottobre 2012.

 

13) Scadenza presentazione dichiarazione IMU: in arrivo modelli e proroga sulla Gazzetta Ufficiale

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il comunicato stampa del 28 settembre 2012, ha reso noto, verosimilmente in maniera meno informale, che sarà decisa al Consiglio dei Ministri della prossima settimana la proroga per la presentazione della dichiarazione IMU 2012, come è noto in scadenza originaria il 01 ottobre 2012 (poiché il 30 settembre 2012 cade di domenica).

Per assicurare ai contribuenti interessati un ragionevole periodo di tempo per l’adempimento, il Consiglio dei Ministri della prossima settimana valuterà la proposta del MEF di proroga del termine di presentazione della dichiarazione IMU per gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012.

In particolare, il citato comunicato stampa del MEF avverte che sarà pubblicato a breve sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze che approva il modello della dichiarazione IMU e le relative istruzioni per la compilazione.

Proprio qualche giorno prima, l’Associazione Nazionale dei Dottori Commercialisti, con il comunicato stampa del 27 settembre 2012, aveva chiesto la proroga della presentazione in maniera più ufficiale.

L’Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili aveva, infatti, espresso grande preoccupazione di fronte a tale situazione di stallo, tenuto conto del fatto che una proroga del termine per la presentazione della Dichiarazione IMU 2012 è assolutamente necessaria per la mancanza del modello di dichiarazione e delle relative istruzioni.

Occorre, infatti, dare ai contribuenti italiani un minimo di certezza e di serenità e per contribuire a creare e mantenere lo spirito collaborativo che deve esserci tra contribuente e Fisco.

Attenzione nessuna proroga parrebbe invece, per gli immobili del periodo d’imposta 2011, cui scade, sempre entro il 01 ottobre 2012, la dichiarazione ex ICI (per tale ultima ipotesi, infatti, i modelli sono quelli usuali).

 

Vincenzo D’Andò