Novità fiscali dell’1 ottobre 2012: IMU in arrivo modelli di dichiarazione e proroga

Pubblicato il 1 ottobre 2012

IVA unica per locazioni e servizi accessori; al commercialista si paga la parcella anche dopo la fine del mandato; niente più presunzioni di evasione fiscale per i versamenti dell’imprenditore; nuova convenzione Inps con Caf e professionisti autorizzati per la trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità; approvata la proposta di legge di modifica della disciplina del condominio di edifici; niente ipoteca sui beni del contribuente se il debito d’imposta non supera € 8.000,00; modello F23: ridenominazione del codice ente “REW”; attivato il Centro operativo di Cagliari dal 19 novembre 2012; trasformazione di attività per imposte anticipate in credito d’imposta: arrivati i chiarimenti dal fisco; CNDCEC: elezioni consiglio nazionale, depositate le liste al Ministero della Giustizia; novità sulla consultazione banche dati ipotecaria e catastale: circolare 4/2012; scadenza presentazione dichiarazione IMU: in arrivo modelli e proroga sulla Gazzetta Ufficiale

 

Indice:

1) IVA unica per locazioni e servizi accessori

2) Al commercialista si paga la parcella anche dopo la fine del mandato

3) Niente più presunzioni di evasione fiscale per i versamenti dell’imprenditore

4) Nuova convenzione Inps con Caf e professionisti autorizzati per la trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità

5) Approvata la proposta di legge di modifica della disciplina del condominio di edifici

6) Niente ipoteca sui beni del contribuente se il debito d’imposta non supera € 8.000,00

7) Modello F23: ridenominazione del codice ente “REW”

8) Attivato il Centro operativo di Cagliari dal 19 novembre 2012

9) Trasformazione di attività per imposte anticipate in credito d’imposta: arrivati i chiarimenti dal fisco

10) CNDCEC: elezioni consiglio nazionale, depositate le liste al Ministero della Giustizia

11) Novità sulla consultazione banche dati ipotecaria e catastale: circolare 4/2012

13) Scadenza presentazione dichiarazione IMU: In arrivo modelli e proroga sulla Gazzetta Ufficiale

 

 

1) IVA unica per locazioni e servizi accessori

Per locazioni e servizi collegati l’Iva è unica, infatti, secondo la Corte di Giustizia, un contratto di locazione che prevede anche la fornitura di acqua, energia elettrica, copertura assicurativa, servizi condominiali può ritenersi ai fini Iva come una sola operazione che ha per oggetto la locazione del bene e, quindi, deve seguire il regime proprio della prestazione principale se così depone l’insieme delle circostanze.

La conseguenza è che se la locazione è esente dal pagamento dell’imposta allora analogamente anche i corrispettivi applicati agli altri servizi lo devono essere.

Nel caso di specie, la sentenza della Corte di Giustizia (causa C-392/11) del 27 settembre 2012, qualifica come prestazione unitaria, esente da IVA, l’operazione avente per oggetto la locazione di un immobile strumentale e i servizi ad esso relativi, anche se resi da un soggetto diverso dal locatore.

In particolare, si è trattato di una causa relativa ad uno studio di avvocati che ha preso in locazioni alcuni uffici a Londra, ove il contratto di locazione (stipulato tra locatore e locatario) prevede che, oltre all’affitto dei locali al locatario, un certo numero di prestazioni di servizi vengono ad esso del pari fornite dal locatore (fornitura d’acqua, riscaldamento, riparazione di strutture e macchinari). Quale corrispettivo, il locatario è tenuto a versare al locatore i canoni specificati nel contratto.

Inoltre, in assenza di pagamento dei canoni da parte del locatario, il locatore ha il diritto di risolvere il contratto di locazione.

In tali circostanze, per poter considerare che l’insieme delle prestazioni che il locatore fornisce al locatario costituisce, dal punto di vista dell’IVA, una prestazione unica, il contenuto di un contratto di locazione può costituire un indizio importante per quanto riguarda la valutazione dell’unicità della prestazione.

Come rilevato dalla Corte, nel procedimento C-392/11, la ragione economica della conclusione del contratto di locazione risiede non soltanto nell’ottenimento del diritto di occupare i locali interessati, ma anche nell’ottenimento, da parte del locatario, di un insieme di prestazioni di servizi. Quindi, tale contratto di locazione designa una prestazione unica, convenuta tra il locatore e il locatario.

Infine, per quanto riguarda il rilievo assunto dal fatto che un terzo possa, in linea di principio, fornire talune prestazione di servizi, la Corte di Giustizia osserva che l’esistenza di tale possibilità non è neppure, di per sé, determinante.

Alla luce di tali considerazioni, la Corte di Giustizia ritiene di dover interpretare la direttiva sull’IVA nel senso che una locazione di beni immobili e le prestazioni di servizi ad essa collegate possono costituire una prestazione unica sotto il profilo dell’IVA. Al riguardo, la facoltà concessa al locatore nel contratto di locazione, di risolverlo nel caso in cui il locatario non paghi gli oneri locativi, costituisce un indizio che induce a fare ritenere l’esistenza di una prestazione unica.

Di contro, la circostanza che talune prestazioni di servizi possano essere fornite da un terzo, non preclude la possibile esistenza di una prestazione unica.

 

2) Al Commercialista si paga la parcella anche dopo la fine del mandato

Secondo una nota dei Consulenti del lavoro del 28 settembre 2012, per i professionisti i compensi sono dovuti anche dopo la fine del mandato professionale.

Ciò sulla base di quanto stabilito dai giudici della Corte di Cassazione (sentenza 15628/12 del 18/09/2012).

Nel caso in cui il professionista, successivamente al pagamento della parcella convenuta, svolga attività connesse ma ulteriori rispetto a quelle originariamente pattuite con il cliente, lo stesso ha diritto ad essere compensato anche per dette attività. A seguito dell'emissione del documento contabile da parte del professionista, infatti, il cliente viene liberato solo dagli obblighi di pagamento relativi alle attività concordate e svolte prima dell’emissione della parcella medesima.

 

3) Niente più presunzioni di evasione fiscale per i versamenti dell’imprenditore

I soli versamenti sul c/c dell’imprenditore non costituiscono prova di evasione fiscale.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 37071 depositata il 26 settembre 2012.

Secondo i giudici supremi, in tema di reati tributari non può farsi ricorso alla presunzione secondo cui tutti gli accrediti registrati sul conto corrente si considerano ricavi dell’azienda (art. 32, comma 1, n. 1, del D.P.R. 600/1973), poiché spetta al giudice penale la determinazione dell’ammontare dell’imposta evasa procedendo d’ufficio ai necessari accertamenti, eventualmente mediante il ricorso a presunzioni di fatto.

Ciò non toglie che l’autonomia del procedimento penale rispetto a quello tributario non esclude che, ai fini della formazione del suo convincimento, il giudice penale possa avvalersi degli stessi elementi che determinano presunzioni secondo la disciplina tributaria, a condizione che gli stessi siano assunti non con l’efficacia di certezza legale, ma come dati processuali oggetto di libera valutazione ai fini probatori.

Corte di cassazione - Sentenza 26 settembre 2012, n. 37071

Ecco di seguito uno stralcio della sentenza:

Ritenuto in fatto

La Corte di appello di Cagliari, con sentenza del 12.3.2012, ha confermato la sentenza 22.12.2010 del Tribunale di Oristano, che aveva affermato la responsabilità penale di Z.L. in ordine ai reati di cui:

- all’art. 4 D.Lgs. n. 74/2000 (per avere - al fine di evadere le imposte sui redditi e l’Imposta sul valore aggiunto - indicato, nelle dichiarazioni relative agli anni 2003, 2004, 2005 e 2006, elementi attivi per un ammontare inferiore a quelli effettivi, con imposte evase superiori, per ciascun anno di contribuzione, alla soglia di euro 103.291,38 e con ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all'Imposizione