Il nuovo contratto di lavoro a termine

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 5 ottobre 2012

analisi delle disposizioni riguardanti i rapporti di lavoro a tempo determinato, dopo le modifiche introdotte dalla Riforma Fornero e dal Decreto per la Crescita

ANALISI ED APPROFONDIMENTO

Il nuovo Contratto a termine (in vigore dal 18 luglio 2012) e le nuove disposizioni relative alle causali e alla successione e prosecuzione dei contratti a termine.

In sostanza la nuova norma, pur lasciando inalterate le fondamenta legislative di cui al Decreto n. 368-2001, aggiunge una nuova ipotesi di esenzione generale dall'indicazione della clausola per il primo contratto di durata non superiore ai 12 mesiovvero, in alternativa, l'esenzione di cui sopra si applica al 6% del personale se il CCNL prevede tale possibilità e solo in presenza di specifiche situazioni quali: avvio di nuova attività, lancio di un nuovo prodotto, introduzione di nuova tecnologia e progetti di ricerca e sviluppo. Inoltre tra la fine di un contratto e la possibile instaurazione di un nuovo contratto devono trascorrere 60 o 90 giorni a seconda se il contratto aveva una durata inferiore o superiore ai 6 mesi (prima erano 10 o 20 giorni). Al termine del contratto il rapporto può continuare per 30 o 50 giorni a seconda della durata (inferiore o superiore ai 6 mesi) contro i 20 o 30 giorni previsti dalla vecchia normativa (tale possibilità è concessa dietro presentazione di apposita comunicazione al Centro per l'impiego e non è ammessa in caso di contratto determinato senza apposizione della clausola) elargendo al lavoratore le maggiorazioni retributive previste dalla Legge: 20 % fino al 10 giorno successivo e 40% per ciascuna giornata ulteriore. Una nota negativa proviene invece dall'innalzamento del costo contributivo del contratto a tempo determinato rispetto a quello indeterminato (1,4 % in più).

Dall'1 gennaio 2013 entrano in vigore i nuovi termini per le impugnazioni ovvero 120 e 180 giorni per il deposito del ricorso contro i 60 e 270 giorni della normativa precedente. La Legge chiarisce che l'esenzione dall'obbligo di indicare la clausola vale anche per i rapporti di lavoro svolti in regime di somministrazione (ovvero tra Agenzia e dipendente) mentre rimane invariato quanto previsto dalla normat