Novità fiscali del 27 settembre 2012: tutti gli aggiornamenti sulle cartelle esattoriali

Pubblicato il 27 settembre 2012



termini di prescrizione dell’accertamento fiscale: niente raddoppio dei termini automatico; Cassa Previdenza Ragionieri: stoppata la riforma; annullamento automatico delle cartelle esattoriali errate; false partite IVA: chi lavora con la pubblica amministrazione non è soggetto alla stretta voluta dalla riforma Fornero; cinque per mille 2012 - soggetti ammessi dopo la scadenza: aggiornati elenchi; nullità delle cartelle esattoriali se non vengono prodotte in giudizio; IVA: da Assonime gli ultimi chiarimenti sulla dichiarazione annuale per l’anno 2011 nell’imminente scadenza di presentazione; valido l’accertamento induttivo basato sulla valutazione delle rimanenze finali diverse da quelle dell’esercizio successivo; rimborsi IVA operatori extra Ue: la richiesta si presenta solo su carta entro il 1 ottobre 2012


 


Indice:

1) Termini di prescrizione dell’accertamento fiscale: niente raddoppio dei termini automatico

2) Cassa Previdenza Ragionieri: stoppata la riforma

3) Annullamento automatico della cartelle esattoriali errate

4) False partite IVA: chi lavora con la pubblica amministrazione non è soggetto alla stretta voluta dalla riforma Foriero

5) Cinque per mille 2012 - soggetti ammessi dopo la scadenza: aggiornati elenchi

6) Nullità delle cartelle esattoriali se non vengono prodotte in giudizio

7) IVA: da Assonime gli ultimi chiarimenti sulla dichiarazione annuale per l’anno 2011 nell’imminente scadenza di presentazione

8) Valido l’accertamento induttivo basato sulla valutazione delle rimanenze finali diverse da quelle dell’esercizio successivo

9) Rimborsi Iva operatori extra Ue: la richiesta si presenta solo su carta entro il 1 ottobre 2012

 

 

1) Termini di prescrizione dell’accertamento fiscale: niente raddoppio dei termini automatico

La Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, con due sentenze (114/4 e 115/4), entrambe del 19 settembre 2012, ha stabilito che se la notizia di reato inoltrata all’Autorità giudiziaria è infondata, l’Amministrazione finanziaria non può pretendere il raddoppio dei termini di decadenziali.

La notizia, poi, deve emergere prima della scadenza ordinaria del termine. Nei casi analizzati gli uffici riprendevano a tassazione costi ritenuti indeducibili e la relativa Iva di una società.

In particolare, ipotizzando la dichiarazione fraudolenta mediante fatture soggettivamente inesistenti, l’ufficio riteneva raddoppiati i termini di decadenza dell’accertamento.

Nella seconda pronuncia la C.T.P. ha dato concreta attuazione alle previsioni della Cassazione e della Consulta secondo cui compete al giudice di merito valutare la fondatezza della notitia criminis.

 

2) Cassa Previdenza Ragionieri: stoppata la riforma

Non è passata la riforma della Cassa di Previdenza dei Ragionieri. Ciò poiché lo scorso 25 settembre una parte dei delegati al momento del voto ha abbandonato i lavori facendo venire meno la maggioranza qualificata necessaria per l’approvazione delle modifiche allo Statuto.

Adesso per la Cassa previdenziale si apre, dunque, un periodo di riflessione sul da fare per il futuro, nonché per gli stessi iscritti.

 

3) Annullamento automatico della cartelle esattoriali errate

Uno dei prossimi provvedimenti del governo dovrebbe prevede l’annullamento automatico delle cartelle esattoriali errate.

Il contribuente, se ne riccone il caso, potrà presentare all’agente della riscossione una dichiarazione che contesta il contenuto della cartella della concessionaria, entro 90 giorni dalla notifica.

A questo punto, entro i successivi 10 giorni, l’agente della riscossione dovrà rivolgersi all’ente impositore per chiedere gli opportuni chiarimenti.

La risposta dell’ente deve comunque arrivare entro due mesi, altrimenti le cartelle saranno annullate, trascorsi 220 giorni dalla presentazione della domanda. Riguardo la decorrenza, la novità dovrebbe essere retroattiva e valere anche per i destinatari di cartelle precedenti l’entrata in vigore del futuro provvedimento.

 

4) False partite IVA: chi lavora con la pubblica amministrazione non è soggetto alla stretta voluta dalla riforma Fornero

Per chi collabora con le pubbliche amministrazioni, mediante il possesso di partita IVA, non si applica il restrittivo regime introdotto dalla riforma lavoro (Legge n. 92/2012).

Lo ha chiarito il Dipartimento della Funzione Pubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la nota n. 38226 del 25 settembre 2012, emessa a riguardo delle prestazioni professionali svolte nei confronti delle pubbliche amministrazioni da parte di titolari di partite IVA.

Pertanto, secondo quanto viene riportato nella citata nota, la Legge n. 92 del 2012 riguarda solo i rapporti di lavoro tra privati.

Peraltro, la nuova disciplina riguarda quella processuale dell’onere della prova (sono state, infatti, introdotte presunzioni legali strumentali alla qualificazione giudiziale dei rapporti di collaborazione), e, quindi, il particolare regime probatorio non si applica nei processi aventi per oggetto controversie di lavoro con la pubblica amministrazione.

In definitiva, conclude la nota del Dipartimento, per le collaborazioni con la pubblica amministrazione continua ad applicarsi il regime ordinario dell’onere della prova nel rito del lavoro.

 

5) Cinque per mille 2012 - soggetti ammessi dopo la scadenza: aggiornati elenchi

L’Agenzia delle entrate, con una nota pubblicata il 26 settembre 2012, ha reso noto gli ulteriori soggetti ammessi, con relativo aggiornamento degli elenchi al 24 settembre 2012.

Elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione

In particolare, sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, sono disponibili, in tre distinti elenchi, i dati degli enti del volontariato, delle associazioni sportive dilettantistiche e degli enti della ricerca scientifica che hanno presentato la domanda di iscrizione al 5 per mille dopo i termini.

Per gli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche la scadenza è stata fissata al 7 maggio 2012; per gli enti della ricerca scientifica del Miur, invece, al 30 aprile 2012.

I soggetti interessati possono regolarizzare la loro posizione entro il 1° ottobre 2012 ai sensi dell'art. 2 comma 2 del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 inviando la documentazione integrativa (Onlus e volontariato alle Direzioni Regionali; associazioni sportive dilettantistiche agli uffici territoriali del Coni ed enti della ricerca scientifica al Miur) e versando una sanzione di importo pari a 258 euro tramite il modello F24 con codice tributo 8115. Gli elenchi vengono aggiornati periodicamente.

 

6) Nullità delle cartelle esattoriali se non vengono prodotte in giudizio

Equitalia deve produrre in giudizio le cartelle, deve, infatti, esibire al contribuente sia le ricevute di ritorno delle raccomandate sia la copia delle cartelle esattoriali, altrimenti non vi è la prova del corretto espletamento della procedura esecutiva.

Solo in questo modo, quindi, il concessionario può dare piena prova sia del contenuto sia della notifica delle cartelle.

In tal senso la sentenza n. 11/01/12 della Commissione Tributaria Provinciale di Genova, la quale ha accolto le richieste del contribuente annullando le cartelle esattoriali.

Nel caso di specie, il contribuente, con ricorso depositato lo scorso anno, ha impugnato l’iscrizione ipotecaria sull’immobile di proprietà e le 52 cartelle di pagamento emesse nei suoi confronti per tributi vari dal 1994 al 2010, iscrizione e cartelle a lui mai notificate, eccependo la mancata comunicazione dell’iscrizione ipotecaria di cui era venuto a conoscenza casualmente a seguito di visura catastale e la mancata notifica delle cartelle di pagamento di importi “astronomici”, in violazione, la prima, del combinato disposto degli art. 17 e 6 della Legge 212/2000 e dell’art. 19 del D.Lgs 546/92, e, le seconde ( cartelle di pagamento), dell’art. 26 del DPR 602/73.

Lo  stesso contribuente, ha, inoltre, eccepito la notifica diretta da parte del concessionario non essendo previsto tra i soggetti abilitati a tale funzione, proprio in considerazione della veste di privato del concessionario, contestando la produzione delle sole fotocopie di ricevute di ritorno delle raccomandate con cui si dava notizia del deposito delle cartelle di pagamento, senza produrre le relative relate di notifica e le cartelle di pagamento, contestando la produzione di copia dei ruoli data la natura ricettizia degli atti in parola, nonché l’indeterminatezza delle pretese e l’esplicitazione del calcolo degli interessi.

Ebbene, i giudici provinciali genovesi hanno accolte le richieste del contribuente, ritenendola fondata, per la “mancata produzione delle cartelle di pagamento, essendo queste ultime l’atto posto a base della procedura di riscossione del credito tributario, atto di natura ricettizia di cui non viene documentata l’esistenza”.

 

7) IVA: da Assonime gli ultimi chiarimenti sulla dichiarazione annuale per l’anno 2011 nell’imminente scadenza di presentazione

Assonime, il 26 settembre 2012, ha pubblicato la circolare n. 24/2012 relativa alla dichiarazione annuale IVA per l’anno 2011.

In vista della scadenza del termine ultimo per la presentazione della dichiarazione annuale IVA relativa al periodo d’imposta 2011 (che scade il prossimo 1° ottobre), la circolare segnala le principali modifiche ed integrazioni del nuovo modello di dichiarazione rispetto a quello utilizzato lo scorso anno.

Le modifiche più rilevanti risultano essere quelle che hanno introdotto nel modello di dichiarazione nuovi righi per adeguarlo ad alcune norme emanate nel corso del 2011, che hanno avuto, fra l’altro, anche riflessi sui dati da indicare nella dichiarazione annuale.

In nuovi righi della dichiarazione, ad es., devono essere indicati i dati relativi agli acquisti di telefoni cellulari e microprocessori, in relazione ai quali è stato previsto l’obbligo di applicare l’IVA con il sistema dell’inversione contabile, nonché i dati relativi alle operazioni soggette all’aliquota ordinaria, elevata dal 20% al 21% a decorrere dal 17 settembre 2011.

Risultano poi aggiornate, tra l’altro, le istruzioni alla compilazione del modello di dichiarazione annuale nella parte riguardante le stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri: Ciò al fine di adeguare le istruzioni alle nuove disposizioni in materia di territorialità delle prestazioni di servizi rese in Italia dai soggetti esteri introdotte dal legislatore nazionale in attuazione della normativa comunitaria.

 

8) Valido l’accertamento induttivo basato sulla valutazione delle rimanenze finali diverse da quelle dell’esercizio successivo

E’ valido l’accertamento induttivo basato sulla valutazione delle rimanenze finali diverse da quelle dell’esercizio successivo, ciò anche se tale divergenza sia dovuta all’avvenuto accertamento con adesione con il fisco.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15250 del 12 settembre 2012.

Il fatto

Il tutto è scaturito dalla notifica di un avviso di accertamento e della cartella di pagamento effettuati dall’Amministrazione finanziaria nei confronti di un contribuente, al quale erano state rettificate le rimanenze finali del magazzino, con la ripresa a tassazione dei maggiori redditi ai fini Irpef, Irap e Iva.

Contro l’atto impositivo del fisco è stato proposto ricorso alla Commissione tributaria provinciale che ha accolto soltanto in parte le richieste del contribuente.
Per conseguenza, il contribuente si è rivolto alla Commissione tributaria regionale che ha rigettato sia il ricorso principale che quello incidentale proposto dall’Agenzia delle Entrate, la quale ribadiva la legittimità della rivalutazione delle rimanenze finali di magazzino, nonostante l’accertamento per adesione delle rimanenze iniziali per l’anno di imposta successivo.

Contro la sentenza di secondo grado il contribuente ha, quindi, presentato ricorso in Cassazione, seguito dal controricorso dell’Agenzia delle Entrate.

La ricostruzione induttiva del reddito del contribuente, operata dall’Agenzia delle Entrate, era stata calcolata secondo l’attribuzione al venduto di parte delle merci acquistate nell’anno precedente, effettuando la comparazione con la documentazione contabile fornita dall’imprenditore.

In sostanza, è stato evinto dagli inquirenti che esisteva una cospicua giacenza di magazzino superiore all’ammontare dei ricavi dichiarati che erano inferiori ai costi di acquisto delle merci, evidenziando un’evidente antieconomicità della gestione aziendale che ha legittimato, di fatto, l’accertamento induttivo da parte del Fisco del reddito non dichiarato dal contribuente.

La decisione

La Suprema Corte ha evidenziato, come non corrisponda la reciprocità tra le rimanenze delle merci in magazzino finali e le merci iniziali, stante il principio di autonomia dei periodi d’imposta sancito dall’art. 7 del D.p.r. n. 917/1986.

In conclusione, secondo la Corte di Cassazione, gli uffici finanziari hanno operato correttamente, accertando i maggiori redditi prodotti, calcolati sulla base dell’evidente disparità tra le rimanenze finali e le rimanenze iniziali, anche se quest’ultime siano state oggetto di accertamento induttivo con adesione.

Breve riflessione

Quest’ultima circostanza è, quindi, inquietante per i contribuenti, come non riportare in contabilità i valori rettificati da una verifica fiscale, addirittura a seguito dell’avvenuto accordo tra fisco e contribuente (accertamento con adesione) ?.

 

9) Rimborsi Iva operatori extra Ue: la richiesta si presenta solo su carta entro il 1 ottobre 2012

L’Agenzia delle Entrate, all’interno del proprio notiziario fiscale del 26 settembre 2012, é ritornata sull’imminente scadenza del particolare adempimento.

Le richieste, redatte sull’apposito modello 79, dovranno arrivare al Centro operativo di Pescara via posta, con raccomandata, o corriere espresso oppure consegnate a mano

Il 1 ottobre 2012 (poiché il 30 settembre cade di domenica), scadrà il termine per chiedere il rimborso dell’imposta assolta in Italia nel corso del 2011 da soggetti passivi stabiliti nei tre Paesi extraeuropei con i quali è stato stipulato un accordo di reciprocità, cioè con Svizzera, Norvegia e Israele.

Ai sensi dell’art. 38-ter del Dpr 633/1972 i soggetti passivi stabiliti in questi tre Stati possono chiedere il rimborso dell’Iva pagata in Italia nel 2011 in relazione a beni e servizi che vi hanno acquistato e importato, con le modalità previste dal decreto ministeriale 2672/1982.

Modalità di presentazione dell’istanza

A differenza di quanto disposto in materia di rimborso dell’Iva pagata negli altri Paesi europei, la richiesta di restituzione dell’imposta da parte dei soggetti non residenti va presentata in forma cartacea, servendosi di un’apposita istanza, il cui modulo è scaricabile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate.

Si tratta del modello, denominato “modello Iva 79” che ha sostituito la precedente versione.

Detto modello Iva 79, redatto in lingua italiana o inglese, deve essere indirizzato al Centro operativo di Pescara (via Rio Sparto n. 21, 65100 Pescara-Italia) e deve essere inviato per posta con raccomandata AR ovvero tramite “corriere espresso” oppure con consegna a mano entro e non oltre il 30 settembre dell’anno successivo cui si riferisce la richiesta.

Nel caso in cui ci si serva del corriere espresso o del servizio postale fa fede la data di spedizione. Non sono ritenute valide le richieste pervenute via fax o per posta elettronica.

Documentazione da allegare

Al modello Iva 79 va allegata la seguente documentazione:

- Originali delle fatture;

- documentazione da cui si evinca il pagamento delle fatture prodotte;

- attestazione rilasciata dall’Amministrazione dello Stato di stabilimento del richiedente, dalla quale risulti la qualità di soggetto passivo Iva, nonché la data di decorrenza di tale iscrizione.

Il diritto al rimborso

Al pari di quanto previsto in materia di rimborso dell’Iva pagata negli altri Paesi europei, l’esercizio del diritto alla detrazione va verificato alla luce della normativa esistente nel paese in cui il soggetto è stabilito: Ne consegue che il diritto al rimborso dell’Iva pagata in Italia viene riconosciuto all’operatore extra-europeo a condizione che questi effettivamente svolga nel proprio Stato attività le cui operazioni siano assoggettate all’imposta.

Pertanto, in presenza di attività totalmente o parzialmente esenti è escluso o limitato il diritto al rimborso.

In tale ultima ipotesi, il richiedente avrà diritto alla restituzione parziale dell’Iva assolta in base al pro-rata di detrazione.

Per dare atto all’Amministrazione dell’esistenza o meno di un pro-rata, nella sezione “dati del richiedente” viene chiesto di barrare l’ipotesi ricorrente.

Dichiarazioni del richiedente

Il nuovo modello 79 ha una struttura idonea ad acquisire maggiori informazioni sull’anagrafica del richiedente il rimborso, questo per rendere più agevole e immediato l’eventuale contatto da parte dell’Amministrazione finanziaria italiana.
Tra i vari campi da compilare, assumono particolare rilevanza le informazioni che l’istante deve inserire nella sezione “dichiarazione del richiedente”.

In particolare, al punto 9 a) del modello viene chiesto di specificare analiticamente la circostanza in relazione alla quale sono stati acquistati, in qualità di soggetto passivo, i beni o servizi in Italia.

Altra precisazione è presente nel campo 9 b), in cui viene chiesto di confermare l’eventuale assenza di effettuazione di cessioni di beni o prestazioni di servizi nel territorio italiano durante il periodo cui si riferisce la richiesta.

Infine, nel capo 9 c) il richiedente ha modo di specificare le eventuali operazioni realizzate che non pregiudicano il diritto al rimborso, e cioè le prestazioni non imponibili di trasporto e i relativi servizi accessori (nell’ambito dei traffici internazionali di beni), nonché le cessioni per le quali il debitore d’imposta è il committente o cessionario, mediante il meccanismo dell’inversione contabile (art. 17, comma 2 del D.p.r. n. 633/1972).

Le suddette indicazioni sono necessarie poiché il diritto al rimborso può essere riconosciuto solo se, nel periodo di riferimento, non sono state effettuate in Italia cessioni di beni o prestazioni di servizi territorialmente rilevanti, fatta eccezione per i trasporti non imponibili e le operazioni in reverse-charge (art. 17, comma 2 del D.p.r. n. 633/1972).

 

Vincenzo D’Andò