Novità fiscali del 26 settembre 2012: le formalità di costituzione dell’impresa familiare

Pubblicato il 26 settembre 2012

tassazione del reddito in caso di autovettura data ai soci o familiari; Corte Ue: il trasferimento di sede non comporta la perdita del beneficio fiscale; trattamento fiscale degli interessi corrisposti a soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia; editore straniero che opera tramite vendite a distanza: regime della forfetizzazione della resa; per l’impresa familiare, la costituzione con scrittura privata è sempre valida, almeno fino a prova contraria; ok al precedente bonus per i lavoratori riassunti prima della riforma Fornero

 

 

Indice:

1) Tassazione del reddito in caso di autovettura data ai soci o familiari

2) Corte Ue: il trasferimento di sede non comporta la perdita del beneficio fiscale

3) Trattamento fiscale degli interessi corrisposti a soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia

4) Editore straniero che opera tramite vendite a distanza: regime della forfetizzazione della resa

5) Per l’impresa familiare, la costituzione con scrittura privata è sempre valida, almeno fino a prova contraria

6) Ok al precedente bonus per i lavoratori riassunti prima della riforma Fornero

 

 

1) Tassazione del reddito in caso di autovettura data ai soci o familiari

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 36/E del 24 settembre 2012, ha precisato che il reddito da tassare nei riguardi degli imprenditori individuali o dei soci di società trasparenti a fronte dell’uso di beni aziendali a canoni inferiori al mercato, vada ridotto di quanto loro imputato per effetto dell’indeducibilità dei costi.

Per le auto il valore nominale è quello previsto dalla tariffa Aci.

Infine, è stato rimosso il vincolo della data certa per documentare il corrispettivo della concessione in uso.

Certificazione

Al fine di determinare la misura del reddito diverso derivante dagli accordi tra le parti per la concessione in godimento del bene relativo all’impresa, per esigenze di certezza e di documentabilità, la circolare del 15 giugno 2012 n. 24/E ha ritenuto opportuno precisare che il corrispettivo annuo e le altre condizioni contrattuali debbano risultare da apposita certificazione scritta di data certa antecedente alla data di inizio dell’utilizzazione del bene.

Tuttavia, adesso l’Agenzia precisa che in assenza della predetta documentazione il contribuente può, comunque, diversamente dimostrare quali sono gli elementi essenziali dell’accordo.

Beni aziendali dati in godimento all’imprenditore individuale e a soci di società di persone e di società trasparenti per opzione

In linea generale, le disposizioni si applicano in relazione a quei beni che vengono utilizzati nell’ambito dell’attività d’impresa a fronte dei quali emergono ordinariamente componenti positivi di reddito e per i quali è riconosciuta la piena deducibilità dei costi.

L’applicazione delle nuove disposizioni può determinare, tuttavia, un fenomeno di doppia imposizione. Tale circostanza si può verificare nell’ipotesi in cui l’utilizzatore coincide con l’imprenditore individuale o con il socio di società di persone e di società trasparenti per opzione di cui all’art. 116 del TUIR. In queste ipotesi si produrrebbe la tassazione di un maggior reddito d’impresa imputato all’imprenditore individuale o attribuito al socio per trasparenza, corrispondente all’indeducibilità in capo al concedente dei costi del bene dato in godimento, e la concomitante tassazione di un reddito diverso determinato ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettera h-ter) del TUIR.

Al fine di evitare tale fenomeno l’Agenzia ritiene che il reddito diverso da assoggettare a tassazione in capo all’utilizzatore debba essere ridotto del maggior reddito d’impresa imputato allo stesso utilizzatore (imprenditore individuale o socio tassato per trasparenza) a causa dall’indeducibilità dei costi del bene concesso in godimento che ha generato il reddito diverso.

Il reddito diverso da assoggettare a tassazione va, quindi, determinato confrontando la differenza tra il valore normale del diritto di godimento del bene e il corrispettivo pagato, con il reddito d’impresa imputato all’imprenditore individuale o la quota parte del reddito attribuito al socio per trasparenza corrispondente all’ammontare dei costi non ammessi in deduzione. Solo l’eventuale eccedenza tra detta differenza e il predetto reddito o quota parte di reddito sarà assoggettata a tassazione come reddito diverso.

Si supponga ad es. che una società, alla quale partecipino due soci ciascuno per una quota pari al 50%, conceda in godimento ad uno dei soci un bene immobile strumentale ad un corrispettivo inferiore al valore normale del diritto di godimento e che l’impresa abbia sostenuto dei costi in relazione a tale bene. Il reddito diverso da assoggettare a tassazione è determinato come segue:

- valore normale del diritto di godimento: € 10.000,00;

- corrispettivo pattuito per il godimento: € 5.500,00;

- costi indeducibili relativi al bene: € 2.000,00;

- differenza tra valore nomale del diritto di godimento e corrispettivo pattuito: 4.500,00 (10.000,00 - 5.500,00);

- reddito d’impresa da attribuire al socio che detiene il bene in godimento corrispondente ai costi indeducibili: € 2.000,00;

- reddito diverso da assoggettare a tassazione: € 2.500,00 (4.500,00 - 2.000,00).

Il medesimo criterio di determinazione del reddito diverso trova applicazione per i beni ad uso promiscuo per i quali il TUIR forfetizza la deducibilità dei relativi costi.

Con riferimento a tali beni nella circolare 24/E del 2012 è stato precisato che:

- in capo al concedente trovano applicazione le disposizioni del TUIR che prevedono un regime di limitazione della deducibilità dei relativi costi;

- in capo all’utilizzatore si rende applicabile l’art. 67, comma 1, letter