Novità fiscali del 24 settembre 2012: pagamenti fra imprese in 30 giorni?

Pubblicato il 24 settembre 2012

è già in vigore il nuovo provvedimento di semplificazione per l’inizio attività di servizi; bozza del nuovo decreto semplificazioni allo studio del Governo; entro 30 giorni i pagamenti tra imprese; operazioni inesistenti: quando i costi sono indeducibili; dichiarazione IMU: la scadenza slitta di un mese; revisione contabile: guida ai principi di revisione internazionali delle PMI; rimborsi IVA Ue residenti entro l'1 ottobre 2012

 

 

Indice:

1) E’ già in vigore il nuovo provvedimento di semplificazione per l’inizio attività di servizi

2) Bozza del nuovo decreto semplificazioni allo studio del Governo

3) Entro 30 giorni i pagamenti tra imprese

4) Operazioni inesistenti: quando i costi sono indeducibili

5) Modello Imu: la scadenza slitta di un mese

6) Revisione contabile: guida ai principi di revisione internazionali delle PMI

7) Rimborsi Iva Ue residenti entro l'1 ottobre 2012

 

 

1) E’ già in vigore il neo provvedimento di semplificazione per l’inizio attività di servizi

E’ in vigore dal 14 settembre 2012, il provvedimento che prevede per l’avvio delle attività di impresa (disciplinate dal D.Lgs. n. 147 del 06 agosto 2012, pubblicato sulla G.U. n. 202 del 30 agosto 2012 e non soggette a programmazione, ma solo a verifica dei requisiti) la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).

Per tutti i casi in cui rimane la programmazione e quindi i regimi autorizzatori, le procedure sono assoggettate al silenzio assenso, come previsto dall’art. 20 della Legge n. 241 del 1990.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha fornito precisazioni sulle modalità applicative delle modifiche introdotte dal provvedimento con la circolare n. 3656/C del 12 settembre 2012.

Si tratta, dunque, di un passaggio decisivo per rendere più rapido e semplice l’avvio di nuove attività nel settore dei servizi.

Altre novità importanti hanno riguardato i numerosi interventi di immediata semplificazione in diversi settori:

- Attività di commercio all’ingrosso nel settore alimentare;

- facchinaggio;

- intermediazione commerciale e di affari;

- spedizionieri;

- acconciatori, estetista, lavanderia;

- magazzini generali e mulini.

Abrogati, inoltre, alcuni Albi e Ruoli, tra i quali: Commissari, mandatari, astatori ortofrutticoli, carnei, ittici, stimatori e pesatori pubblici e mediatori per unità di diporto.

Riguardo le attività di vendita di prodotti alimentari e di somministrazione di alimenti e bevande, non è più obbligatorio il possesso di uno dei requisiti professionali nel caso di attività di vendita di prodotti alimentari e di somministrazione di alimenti e bevande, effettuate non al pubblico, ma nei confronti di una cerchia determinata di soggetti. Trattasi, con riferimento all’attività di vendita, di tutti i casi in cui la vendita è effettuata con modalità o in spazi nei quali l’accesso non è consentito liberamente. Ciò significa che si applica o nei casi in cui l’accesso è consentito solo previo possesso di un titolo di ingresso o nei casi in cui è riservato a determinati soggetti.

In particolare, il requisito non può essere richiesto per l’avvio delle attività degli spacci interni.

Comunque, l’eliminazione dell’obbligo pubblicistico del possesso del requisito professionale per il soggetto titolare delle attività per le quali vige tale semplificazione non esime tale soggetto dalla necessità di rispettare tutte le disposizioni vigenti in materia igienico sanitaria, sia in relazione ai luoghi e agli ambiti spaziali utilizzati, che alle risorse umane impiegate, né impedisce ai soggetti cui eventualmente spetta regolare l’accesso delle persone nei relativi spazi e concedere l’uso degli stessi al predetto soggetto titolare, di individuare nell’ambito dei relativi rapporti di diritto privato le modalità più idonee per garantire la massima tutela e qualità dei servizi ai propri associati, ospiti o utenti.

Circoli sportivi

Particolare rilievo assume la modifica allorchè determina la soppressione dell’obbligo del possesso dei requisiti professionali in caso di attività di somministrazione di alimenti e bevande nei circoli privati.

Tale disciplina correla strettamente la normativa amministrativa concernente l’attività di somministrazione di alimenti e bevande da parte dei circoli privati alla normativa di carattere fiscale: trattasi nello, specifico, delle disposizioni fiscali applicabili agli enti non commerciali quali individuati dal D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 “Testo unico delle imposte dei redditi” (TUIR).

L’appartenenza a detta specifica categoria dalla quale consegue, per effetto delle disposizioni del TUIR, l’applicazione di un favorevole regime fiscale, determina conseguenze anche sul fronte amministrativo ai fini della disciplina applicabile per l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande

effettuata dalle associazioni o dai circoli che vi rientrano.

In merito alla disciplina applicabile il decreto n. 235 del 2001 distingue tra le associazioni e i circoli privati aderenti ad enti ed organizzazioni nazionali aventi finalità assistenziali riconosciute dal Ministero dell’interno e le associazioni e circoli che, invece, non aderiscono a tali enti ed organizzazioni.

All’interno delle predette due categorie, poi, distingue le associazioni e i circoli in possesso delle caratteristiche richieste dal TUIR e quelli che non ne sono in possesso.

Con riferimento alle caratteristiche delle predette quattro tipologie di associazione o circolo, il decreto n. 235 del 2001 stabilisce i casi in cui sussiste l’obbligo del possesso del requisito professionale previsto, ivi compreso il caso dell’affidamento in gestione dell’attività ad altro soggetto.

Non si applica l’obbligo del possesso dei requisiti professionali sia nel caso di attività di somministrazione di alimenti e bevande nei circoli privati, sia nel caso di circoli aderenti che non e sia nel caso in cui i medesimi non rispondano alle caratteristiche degli artt. 111 e 111-bis del TUIR, nonché, infine, nel caso in cui l’attività in discorso sia affidata in gestione a terzi.

Invece, rimane per tutte le tipologie di associazioni e circoli, il possesso dei requisiti di onorabilità. La norma infatti, dispone l’obbligatorietà del possesso di tali requisiti per tutti coloro che intendano esercitare l’attività di vendita e di somministrazione, senza fare alcuna distinzione tra le attività rivolte al pubblico e quelle riservate a determinate categorie di soggetti.

Infine, per la somministrazione di alimenti e bevande presso enti collettivi o circoli privati, anche se la vendita o il consumo siano limitati ai soli soci, è necessaria la comunicazione al questore.

Commercio all’ingrosso

L’obbligatorietà del possesso dei requisiti professionali è rimasta solo nel caso di commercio al dettaglio dei prodotti alimentari, con conseguente soppressione di tale obbligo nel caso di commercio all’ingrosso.

La modifica consegue alla circostanza che la ratio che a suo tempo aveva giustificato la necessità di una qualificazione specifica, ossia la finalità di tutela della salute dei consumatori, stante l’attuale vigenza di numerose e stringenti norme generali di tutela con le medesime finalità, è risultata non determinante nel commercio all’ingrosso in cui il rapporto è fra professionisti con la conseguenza che tale requisito appare non più proporzi