Novità fiscali del 19 settembre 2012: slitta al 2 aprile 2013 la comunicazione del godimento dei beni sociali

Pubblicato il 19 settembre 2012



autorità indipendenti: caso di Assonime; comprare casa all’estero: i notai d’Europa sperimentano eufides; prorogata al 2 aprile 2013 la comunicazione al fisco per i beni aziendali dati in uso a soci e familiari; F24: Istituito codice tributo per la fruizione del bonus assunzioni nel sud; e-commerce con vendite in Italia: trattamento amministrativo e fiscale, apertura partita Iva o meno?; CNDCEC: on line tutte le informazioni per la procedura elettorale; differenze tra acconto e caparra: aspetti civilistici e riflessi IVA; entrate & organi di Stato: pubblicati provvedimenti per trasmissione elenchi ritenute; gestione separata INPS: diritto e calcolo assegno per il nucleo familiare

 

 

Indice:

1) Autorità indipendenti: caso di Assonime

2) Comprare casa all’estero: i notai d’europa sperimentano eufides

3) Prorogata al 2 aprile 2013 la comunicazione al fisco per i beni aziendali dati in uso a soci e familiari

4) F24: istituito codice tributo per la fruizione del bonus assunzioni nel sud

5)E-commerce con vendite in Italia: trattamento amministrativo e fiscale, apertura partita IVA o meno?

6) CNDCEC: on line tutte le informazioni per la procedura elettorale

7) Differenze tra acconto e caparra: aspetti civilistici e riflessi IVA

8) Entrate & organi di Stato: pubblicati provvedimenti per trasmissione elenchi ritenute

9) Gestione separata INPS: diritto e calcolo assegno per il nucleo familiare

 

 

1) Autorità indipendenti: caso di Assonime

Autorità indipendenti: un migliore quadro giuridico per il buon funzionamento del mercato.

Su tale argomento Assonime ha pubblicato il documento “Note e Studi 11-2012”.

La qualità dell’azione delle autorità indipendenti è cruciale per il buon funzionamento dell’economia. Da queste istituzioni dipendono infatti l’efficacia della regolazione e della vigilanza sui servizi pubblici e sul settore finanziario, nonché la tutela di diritti individuali e interessi pubblici fondamentali tra cui quello a un corretto operare del mercato.

In Italia il quadro giuridico delle autorità indipendenti si è sviluppato in fasi successive senza un disegno unitario e l’esperienza ha evidenziato alcune carenze, ad esempio nei meccanismi di nomina e nel disegno delle competenze.

La congiuntura economica richiede oggi la rapida adozione di tutte le misure strutturali che, a costo zero, possono favorire la ripresa degli investimenti e il ritorno alla crescita.

In tale contesto, una revisione mirata della disciplina delle autorità indipendenti, volta ad assicurare l’efficacia dell’azione istituzionale e ad aumentare la fiducia degli operatori, rappresenta una priorità.

In questo documento Assonime presenta alcune proposte volte a migliorare il quadro giuridico delle autorità indipendenti, traendo spunto dall’ampio lavoro già compiuto negli anni passati da Assonime sul tema.

 

2) Comprare casa all’estero: i notai d’europa sperimentano eufides

Approvata all’unanimità lo scorso giugno dall’assemblea generale del CNUE (Consiglio dei notariati d’Europa), inizia ufficialmente la sperimentazione del progetto EUFides, piattaforma del notariato europeo che faciliterà le transazioni immobiliari tra i 21 paesi UE, dove è in vigore il sistema di notariato latino.

Grazie al network EUFides, i cittadini dell’Unione Europea potranno in futuro, con facilità e certezza giuridica, acquistare un bene immobile in un altro Stato membro con risparmio di tempo ed evitando le ingenti spese di spostamento.

Nello specifico il sistema permetterà ai cittadini di contattare il proprio notaio di fiducia che seguirà direttamente per via telematica la compravendita in collaborazione con il notaio straniero dove è situato l’immobile da acquistare. La piattaforma EUFides consentirà, quindi, in futuro di poter svolgere a distanza tutte le pratiche tipiche per l’acquisto di un immobile: dal trasferimento dei dati all’esecuzione delle diverse procedure amministrative imposte dai singoli Stati, fino alla conclusiva firma dell’atto di vendita.

Tilman Götte, presidente del Consiglio dei Notariati dell’Unione Europea (CNUE), ha dichiarato: “Il progetto EUFides è il frutto della cooperazione rafforzata nel campo immobiliare tra i notai d’Europa, con l’aiuto di tecnologie di punta per la condivisione di documenti tra notai di diversi paesi. EUFides risponde al bisogno di sicurezza giuridica dei cittadini europei al momento di un acquisto immobiliare transfrontaliero”.

 

3) Prorogata al 2 aprile 2013 la comunicazione al fisco per i beni aziendali dati in uso a soci e familiari

Concessione di beni in godimento ai soci: E’ slittata al 31 marzo 2013 il termine per la prima comunicazione.

Il termine per la trasmissione all’Anagrafe Tributaria dei dati relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari è prorogato al 31 marzo 2013.

Lo slittamento è stato previsto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 17 settembre 2012, il quale ha disposto un più ampio termine per la prima comunicazione dei dati, fissato al 15 ottobre 2012, tenuto conto delle particolari difficoltà di attuazione e della assoluta novità della misura.

In realtà la proroga sarà al 02 aprile 2013 poiché il 31 marzo sarà il giorno di Pasqua e l’art. 7 del D.L. n. 70 del 13 maggio 2011 ha stabilito che gli adempimenti ed i versamenti previsti da disposizioni relative a materie del Ministero dell’Economia e delle Finanze, comprese le Agenzie fiscali, i cui termini scadono di sabato o di giorno festivo, sono prorogati al primo giorno lavorativo successivo, che appunto sarà il 02 aprile 2013 (il 01 aprile sarà il lunedì dell’Angelo).


4) F24: istituito codice tributo per la fruizione del bonus assunzioni nel sud

Bonus per la creazione di nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno: Pronto il codice tributo per il credito d’imposta.

E’ pronto il nuovo codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per la creazione di nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno secondo quanto previsto dal D.L. n. 70/2011.

In particolareo, il codice tributo, riportato nella risoluzione 88/E dell’Agenzia delle Entrate del 17 settembre 2012 è il “3885”, denominato “Credito di imposta per nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno – art 2, Dl n.70/2011”.

Come stabilisce il provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 14 settembre 2012 il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 all’agente della riscossione dove il beneficiario dell’agevolazione, ossia il datore di lavoro, è intestatario del conto fiscale.

All’atto della compilazione del modello F24, il codice tributo è esposto nella sezione

“Regioni” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”.

Nel campo “codice regione” va indicato il codice della Regione che ha concesso il credito d’imposta:

- l’Abruzzo, 01;

- la Basilicata, 02;

- la Calabria, 04;

- la Campania, 05;

- il Molise, 12;

- la Puglia, 14;

- la Sardegna, 15;

- la Sicilia, 16.

Il campo “anno di riferimento” è inserito con l’anno in cui è concesso il credito

d’imposta, nel formato “AAAA”.

 

5) E-commerce con vendite in Italia: Trattamento amministrativo e fiscale, apertura partita IVA o meno ?

La vendita di beni materiali (ad es. vendita di computers) configura commercio elettronico indiretto che si differenzia da quello diretto relativo alla cessione di beni immateriali (ad es. software).

Il commercio elettronico indiretto è costituito da quelle transazioni nelle quali la cessione giuridica del bene e la conclusione del contratto tra venditore e cliente si perfezionano per via telematica, mentre la consegna fisica del bene avviene attraverso i canali tradizionali.

Considerato che ai fini fiscali l’operazione si intende realizzata solo al momento della consegna materiale del bene a destinazione, la tassazione deve avvenire nei modi tradizionali e, quindi, come vendita a distanza, allorché l’operazione viene effettuata in ambito comunitario tra un fornitore e un consumatore privato, residenti in due diversi Stati, entrambi appartenenti all’Unione europea.

Operazioni interne in Italia

Per quanto riguarda le operazioni di commercio elettronico indiretto effettuate tra soggetti entrambi residenti nel territorio italiano, la disciplina Iva applicabile è quella delineata in via generale dalle disposizioni contenute nel D.P.R. IVA (n. 633 del 1972).

Le operazioni in esame, essendo equiparate alle vendite per corrispondenza, non sono soggette all’obbligo di certificazione mediante emissione di fattura né all’obbligo di certificazione mediante emissione di scontrino fiscale o di ricevuta.

I corrispettivi delle vendite devono, tuttavia, essere annotati nel registro previsto dall’arti. 24 del D.P.R. n. 633 del 1972.

Trattandosi di commercio al dettaglio (disciplina della vendita di beni tramite mezzo elettronico), in presenza di stabile attività Iva, occorre contestualmente all’apertura della partita Iva (è consigliabile il regime dei minimi previsto adesso solo per i giovani fino a 35 anni), presentare allo sportello Suap del comune (tramite la procedura telematica COMUNICA.) SCIA: segnalazione certificata inizio attività produttiva ad effetto immediato con la compilazione del MODELLO A (forma speciale di vendita) e delle schede tecniche 1 e 2.

Annualmente, per la ditta individuale si paga il diritto camerale alla Camera di Commercio (sotto euro 100,00), i contributi annuali INPS (circa 2.500 l’anno minimo).

Attività occasionali

Secondo quanto riportato da taluna dottrina: L’obbligo di apertura della partita IVA (di iscrizione al Registro delle imprese/camera di commercio e della SCIA, di iscrizione all’INPS) dipende dal carattere di abitualità o di occasionalità con cui viene svolta l’attività (art. 5 DPR n. 633/1972).

Nel caso di abitualità occorre aprire la partita IVA.

Nel caso di occasionalità non occorre aprire partita IVA.

Quindi, secondo tale tesi, se l’attività da esercitare è saltuaria (occasionale), non si avrebbe alcun obbligo di apertura di partita IVA e di tutti gli adempimenti conseguenti (SCIA, camera di commercio, INPS, ecc.).

L’unico obbligo che si avrebbe è quello di dichiarare tutti i propri redditi occasionali nell’apposito Modello 730 o Unico.

 

6) CNDCEC: on line tutte le informazioni per la procedura elettorale

Pubblicato ieri, 18 settembre 2012, sul sito del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili tutto quello che c’è da sapere in vista dell’appuntamento elettorale del 15 e 16 novembre 2012.

In vista delle elezioni per il rinnovo dei Consigli degli Ordini territoriali dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, in carica dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2016, sul sito www.cndcec.it è stata predisposta una pagina dedicata nella quale, oltre alle informative già trasmesse, sono pubblicate anche le risposte ai quesiti in materia elettorale formulati dagli Ordini locali.
Le elezioni si terranno il 15 e 16 novembre 2012.

(CNDCEC, nota del 18 settembre 2012)

 

7) Differenze tra acconto e caparra: aspetti civilistici e riflessi IVA

La Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, con il parere n. 22 del 18 settembre 2012 analizza, ai fini IVA, i diversi istituti giuridici dell’acconto e della caparra versati all’atto della stipula di un contratto.

Nelle operazioni commerciali molto spesso si assiste al versamento, antecedentemente al momento della conclusione dell’operazione, di somme di denaro da parte dell’acquirente del bene.

Come è noto, l’art. 13, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972 stabilisce che l’IVA si calcola sull’ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente secondo le condizioni contrattuali, compresi gli oneri e le spese inerenti all’esecuzione nonché inclusi i debiti o altri oneri verso terzi accollati al cessionario, aumentato delle integrazioni direttamente connesse con i corrispettivi dovuti da altri soggetti.

Laddove, poi, prima della conclusione di un’operazione commerciale l’acquirente versi somme di denaro al fornitore, per determinare il trattamento ai fini dell’IVA occorre prima capire se il denaro viene versato a titolo di acconto o di caparra (confirmatoria o penitenziale).

Versamento a titolo di acconto

Nel caso in cui sia previsto il versamento di una somma a titolo di acconto sul corrispettivo pattuito, il cedente deve emettere fattura con addebito d’imposta. Ciò in quanto il versamento di un acconto, rappresentando un anticipo del prezzo pattuito, assume rilevanza ai fini IVA.

Versamento a titolo di caparra penitenziale

Diverse sono, invece, le conseguenze sotto il profilo dell’IVA allorché il versamento di denaro viene effettuato a titolo di caparra penitenziale.

In quest’ultimo caso, infatti, le somme versate da uno o da entrambi i contraenti sono corrisposte al fine di garantirsi un diritto di recesso. Per conseguenza, il denaro versato a tale titolo è escluso dal campo di applicazione dell’IVA poiché non è riferibile ne alla cessione di un bene né alla prestazione di un servizio.

Versamento a titolo di caparra confirmatoria

Analoga sorte per le somme versate a titolo di caparra confirmatoria. Questa, infatti, costituendo la liquidazione convenzionale anticipata del danno in caso di inadempimento di una delle parti, non ha natura di anticipazione del prezzo pattuito, ma assolve esclusivamente ad una funzione risarcitoria (Cass. n. 28697/2005 e n. 4047/2007).

Sulla natura risarcitoria della caparra confirmatoria si è, peraltro, espressa anche la Corte di giustizia delle Comunità europee, la quale ha affermato che le somme versate a tale titolo non costituiscono il corrispettivo di una operazione e non rientrano, quindi, nella base imponibile dell’IVA (Corte di giustizia delle Comunità europee 18 luglio 2007, causa C-277/05).

L’IVA può applicarsi, infatti, soltanto nel caso in cui le somme versate costituiscono l’effettivo corrispettivo di un bene o un servizio individuabile, fornito nell’ambito di un rapporto giuridico caratterizzato da prestazioni sinallagmatiche (Corte di giustizia delle Comunità europee 23 marzo 2006, causa C-210/04).

Il versamento della caparra confirmatoria, avendo, dunque, una funzione risarcitoria, non può costituire il corrispettivo di una cessione di beni o di una prestazione di servizi, non configurandosi, quindi, assoggettamento ad IVA per mancanza del presupposto oggettivo di cui agli artt. 2 e 3 del D.P.R. n. 633/1972.

In questa ipotesi, pertanto, si applicherà, ricorrendone i presupposti, l’imposta di registro, in base a quanto disposto dal D.P.R. n. 131/1986.

Caparra: Obbligo di espressa previsione

Secondo la giurisprudenza di legittimità, il versamento di una somma di denaro effettuata al momento della conclusione del contratto, costituisce caparra nel caso in cui risulti espressamente che le parti abbiano inteso attribuire al versamento anticipato la funzione di rafforzamento e garanzia dell’esecuzione dell’obbligazione contrattuale.

La Corte di Cassazione ha, infatti, stabilito che dalla lettura dell’art. 1385 c.c. si ricava che “il titolo di caparra” della somma data deve risultare formalmente o potersi desumere dall’effettiva intenzione delle parti, non essendo sufficiente a configurare tale fattispecie neppure il mero elemento formale della denominazione come “caparra” adoperata dalle parti in riferimento al versamento (Cass. n. 3014/1985).

Ad es., per poter affermare che le parti hanno inteso prevedere una caparra confirmatoria occorre, invero, verificarsi con certezza che le parti abbiano inteso conseguire gli scopi pratici di cui all’art. 1385 c.c. per i casi di inadempimento (Cass. 23 dicembre 2005, n. 28697).

Pertanto, per poter considerare escluse dal campo di applicazione dell’IVA le somme versate a titolo di caparra, occorre che il titolo risulti inserito nel contesto del contratto.

Talchè, nel caso in cui sia dubbio se la somma di danaro sia stata versata a titolo di acconto sul prezzo o a titolo di caparra, si deve ritenere che il versamento sia avvenuto a titolo di acconto sul prezzo stabilito per obbligazione principale e non già a titolo di caparra, non potendosi ipotizzare che le parti si siano tacitamente assoggettate ad una “pena civile”, ravvisabile nella funzione risarcitoria della caparra confirmatoria (Cass. n. 3833/1987).

Caparra: Funzione di anticipazione del corrispettivo

Allorché, viceversa, alla somma versata a titolo di caparra si voglia attribuire anche la funzione di anticipazione del corrispettivo, è necessario che le parti attribuiscano espressamente alla stessa tale ulteriore funzione (R.M. 197 del 2007). Al momento del perfezionamento del contratto definitivo, tuttavia, la caparra, così come si verifica per l’acconto, potrà essere imputata all’operazione effettuata, concorrendo a formarne la base imponibile Iva.

In tal senso, si è pronunciata la Fondazione studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, con il parere n. 22 del 18 settembre 2012.

 

8) Entrate & organi di Stato: pubblicati provvedimenti per trasmissione elenchi ritenute

Sono stati pubblicati il 18 settembre 2013 i seguenti provvedimenti sul sito dell’Agenzia delle entrate:

- Trasmissione elenchi dei soggetti a ritenuta d’acconto e modelli 730 dal Senato della Repubblica per il periodo di imposta 2011 (provvedimento);

- Trasmissione elenchi dei soggetti a ritenuta d’acconto e modelli 730 dalla Camera dei Deputati per il periodo di imposta 2011 (provvedimento);

- Trasmissione elenchi dei soggetti a ritenuta d’acconto e modelli 730 dalla Presidenza della Repubblica per il periodo di imposta 2011 (provvedimento);

- Trasmissione elenchi dei soggetti a ritenuta d’acconto e modelli 730 dalla Corte Costituzionale per il periodo di imposta 2011 (provvedimento);

 

9) Gestione separata INPS: diritto e calcolo assegno per il nucleo familiare

Riconoscimento del diritto all’assegno per il nucleo familiare per gli iscritti alla Gestione separata (art. 2, comma 26, Legge n. 335/95) per i periodi di congedo di maternità/paternità e di congedo parentale coperti dalla contribuzione figurativa.

L’INPS, con la circolare n. 114 del 18 settembre 2012 ha, in particolare, illustrato la seguente tematica:

- Riconoscimento del diritto all’assegno per il nucleo familiare;

- Principi per il calcolo dell’assegno per il nucleo familiare

 

Vincenzo D’Andò