Novità fiscali del 18 settembre 2012: pubblicata la circolare INPS per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri

Pubblicato il 18 settembre 2012



imposta di pubblicità sulle gru: annullato atto impositivo per carenza di motivazione; bonus assunzioni con Modello F24 all’agente della riscossione; regolarizzazione lavoratori stranieri 2012: ecco la circolare esplicativa; studi di settore non presentati, la rettifica passa per l’integrativa; lavoro intermittente: ancora possibile la comunicazione ai recapiti istituzionali delle DTL; nullo l’accertamento in presenza di scontrino emesso sia pure in maniera generica

 

 

Indice:

1) Imposta di pubblicità sulle gru: annullato atto impositivo per carenza di motivazione

2) Bonus assunzioni con Modello F24 all’agente della riscossione

3) Regolarizzazione lavoratori stranieri 2012: ecco la circolare esplicativa

4) Studi di settore non presentati, la rettifica passa per l’integrativa

5) Lavoro intermittente: ancora possibile la comunicazione ai recapiti istituzionali delle DTL

6) Nullo l’accertamento in presenza di scontrino emesso sia pura in maniera generica

 

 

1) Imposta di pubblicità sulle gru: annullato atto impositivo per carenza di motivazione

Vanno provate le contestazioni mosse dai verificatori riguardanti l’apposizione di striscioni pubblicitari sulle gru (costruite e vendute).

E’ quanto, sostanzialmente, stabilito dalla Commissione Tributaria Provinciale di Rimini, con la sentenza n. 156/2/2012, depositata in segreteria il 09 agosto 2012 e rilasciata il 06 settembre 2012 (peraltro pubblicata, integralmente, sul sito web del Commercialista Telematico, il 15 settembre 2012).

Il fatto

Un comune con apposito atto impositivo ha contestato ad una società esercente l’attività di costruzione e vendita di gru l’avvenuta esposizione di cartelloni pubblicitari sulle gru, la quale società si è a sua volta difesa, nella fase del successivo ricorso in C.T.P., sostenendo di non avere mai fatto tale pubblicità.

La decisione

Secondo i giudici tributari di Rimini l’atto emesso dal comune è risultato carente di motivazione. In particolare, non è stato precisato dove lo striscione pubblicitario sia stato appeso. Inoltre, è mancata anche l’indicazione di specifici riferimenti, quali l’indicazione del numero civico o dell’area di sosta.

Tutto ciò, ha rilevato la Commissione Tributaria, ha reso l’accertamento del comune impreciso e quindi, è stato annullato.

Il comune, invece, per fare comprendere meglio la questione, avrebbe dovuto allegare al citato accertamento la documentazione fotografica attestante lo stato dei luoghi ove si trovava lo striscione pubblicitario.

Dunque, l’atto è stato annullato dalla C.T.P. per la mancanza di prove certe.

Modificata la disciplina dell’imposta di pubblicità sui marchi apposti su gru e macchine da cantiere

Di recente é stato emanato il D.M. 26 luglio 2012 (di cui all’art. 3, comma 16 sexies del D.L. n. 16/2012 convertito in Legge n. 44/2012) che disciplina l’applicazione dell’imposta comunale sulla pub­blicità al marchio, apposto sulle gru mobili, sulle gru a torre adoperate nei cantieri edili e sulle macchine da cantiere.

L’imposta è dovuta solo se il marchio è di dimensioni superiori ai limiti qui di seguito indicati, all’interno dei quali, per­tanto, l’imposta non è dovuta:

- fino a 2 mq per le gru e le macchine con sviluppo potenziale in altezza fino a 10 metri lin­eari;

- fino a 4 mq per le gru e le macchine con sviluppo potenziale in altezza oltre i 10 e fino a 40 metri lineari;

- fino a 6 mq per le gru e le macchine con sviluppo potenziale in altezza superiore a 40 metri lineari.

L’imposta é dovuta in base alla superficie complessiva dei marchi installati su ciascun bene mobile, per anno solare, al comune ove ha sede l’impresa produttrice dei beni o qualsiasi altra sua dipendenza.

Le imprese produttrici delle gru e delle macchine da cantiere, ai fini del riconoscimento dell’esenzione, possono adeguare le dimensioni dei marchi, eventualmente apposti prima del 09 agosto 2012, al suddetto limite dimensionale, entro il 09 febbraio 2013.

 

2) Bonus assunzioni con F24 all’agente della riscossione

Un provvedimento detta le regole per le imprese del Mezzogiorno. Il credito d’imposta a favore delle imprese che creano nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno, può essere usato, solo in compensazione, esclusivamente presentando il modello F24 all’agente della riscossione presso cui il beneficiario dell’agevolazione, ossia il datore di lavoro, è intestatario del conto fiscale. Ciò per consentire il controllo preventivo delle compensazioni ed evitare così eventuali abusi.

Un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, diffuso il 14 settembre 2012, ha dato attuazione a quanto previsto dal D.L. n. 70/2011, definendo le modalità e i termini per fruire del bonus a favore delle imprese che incrementano il numero dei lavoratori assunti a tempo indeterminato nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia.

Lo stesso provvedimento stabilisce che ciascuna Regione, dopo aver formulato la graduatoria definitiva, trasmette all’Agenzia l’elenco dei soggetti ammessi a fruire del credito d’imposta, che sarà utilizzabile subito dopo la comunicazione da parte della Regione dell’accoglimento dell’istanza.

I codici da indicare in F24 saranno istituiti dalle Entrate con successiva risoluzione.

 

3) Regolarizzazione lavoratori stranieri 2012: ecco la circolare esplicativa

L’INPS, con la circolare n. 113 del 14 settembre 2012, ha fornito istruzioni in merito all’applicazione dell’art. 5 del Decreto Legislativo n. 109 del 16 luglio 2012, che prevede una disposizione transitoria finalizzata all’emersione del lavoro irregolare prestato da lavoratori stranieri.

Nella circolare, in particolare, vengono descritte in dettaglio le modalità per la corretta applicazione da parte dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati all’emersione, dal versamento del contributo forfetario alla compilazione della dichiarazione di emersione.

Il citato Decreto Legislativo n. 109/2012, prevede all’art. 5 che i datori di lavoro i quali, alla data del 9 agosto 2012, hanno occupato irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno 3 mesi lavoratori, cittadini di paesi non appartenenti alla Comunità Europea presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto e documentato almeno dal 31 dicembre 2011, possono dichiarare, dal 15 settembre al 15 ottobre 2012, la sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l’immigrazione con modalità informatiche, previo versamento di un contributo forfetario pari a € 1.000,00.

L’avvenuta presentazione della dichiarazione determina la sospensione dei procedimenti penali ed amministrativi per le violazioni delle norme relative all’ingresso e al soggiorno sul territorio nazionale e delle norme relative all’impiego di lavoratori, di carattere finanziario, fiscale, previdenziale e assistenziale.

La sottoscrizione del contratto di soggiorno e la contestuale comunicazione obbligatoria di assunzione comportano l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi.

Con Decreto del Ministro dell’Interno del 29 agosto 2012, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con il Ministro della Cooperazione internazionale e dell’integrazione, con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, pubblicato sulla G.U. n. 209 del 7 settembre 2012, sono state definite le modalità di presentazione della dichiarazione, della documentazione relativa alla regolarità retributiva, contributiva e fiscale nonché ulteriori modalità attuative della norma.

Pagamento contributo forfetario

Prima di presentare la dichiarazione di emersione il datore di lavoro deve, quindi, provvedere al pagamento di un contributo forfetario, per ciascun lavoratore, di € 1.000,00.

Il pagamento deve essere effettuato attraverso il modello “F24 – versamenti con elementi identificativi”, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it, sui siti www.interno.it , www.lavoro.gov.it, www.inps.it.

Con risoluzione n. 85/E del 31/8/2012, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice “REDO” che deve essere utilizzato dai datori di lavoro domestico ed il codice “RESU” che deve essere utilizzato dalla generalità dei datori di lavoro subordinato, escluso quello domestico.

Il contributo forfetario non sarà rimborsato in caso di irricevibilità, archiviazione o rigetto della dichiarazione di emersione, ovvero di mancata presentazione della stessa.

Dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 109 del 2012 e fino alla conclusione del procedimento volto all’emersione, sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati per le violazioni delle norme relative all’ingresso e al soggiorno nel territorio nazionale (con esclusione di quelle di cui all’art. 12 del T.U. per l’Immigrazione), nonché delle norme relative all’impiego di lavoratori, di carattere finanziario, fiscale, previdenziale e assistenziale.

La sottoscrizione del contratto di soggiorno, con la quale il datore di lavoro assolve anche l’obbligo di comunicazione di assunzione e il rilascio del permesso di soggiorno, comportano l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi derivanti dalla violazione delle norme relative all’ingresso e al soggiorno sul territorio nazionale e all’impiego di lavoratori, anche di carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale.

Datori di lavoro

I destinatari della norma sono i datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze personale addetto al lavoro domestico e di sostegno al bisogno familiare, nonché i datori di lavoro non agricoli e i datori di lavoro agricoli

Possono essere datori di lavoro domestico:

- le comunità religiose

- le convivenze militari

- le case famiglia

- le comunità di recupero e/o assistenza disabili

- le comunità focolari.

Lavoratori

La dichiarazione di emersione può essere presentata esclusivamente per lavoratori extracomunitari che, alla data del 9 agosto 2012, erano occupati irregolarmente da almeno tre mesi e continuano ad essere occupati al momento della domanda e che siano presenti sul territorio nazionale ininterrottamente almeno alla data del 31 dicembre 2011.

Sono esclusi dalla regolarizzazione i lavoratori subordinati a tempo determinato e indeterminato con contratto di lavoro a tempo parziale, ad eccezione dei lavoratori del settore domestico di sostegno al bisogno familiare per il quale sono ammessi i rapporti di lavoro a tempo determinato e indeterminato con orario di lavoro non inferiore alle 20 ore settimanali.

Limiti di reddito datori di lavoro

La norma ha anche indicato i limiti di reddito imponibile richiesti al datore di lavoro per essere ammesso alla procedura di emersione.

Nel caso di presentazione della dichiarazione di emersione di un lavoratore straniero addetto al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, i limiti di reddito del datore di lavoro sono i seguenti:

- non inferiore a 20.000 euro annui in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito;

- non inferiore a 27.000 euro annui in caso di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da più soggetti conviventi (il coniuge ed i parenti entro il 2° grado possono concorrere alla determinazione del reddito anche se non conviventi);

- non è richiesto il requisito reddituale al datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza, che effettui la dichiarazione di emersione per un lavoratore straniero addetto alla sua assistenza.

Nel caso di presentazione della dichiarazione di emersione da parte di un datore di lavoro non domestico, persona fisica, ente o società i limiti di reddito non possono essere inferiori a 30.000 euro annui.

Nella predetta disposizione rientrano anche le comunità stabili senza fine di lucro.

Qualora il medesimo datore di lavoro presenti dichiarazione di emersione per più lavoratori, ai fini della sussistenza del requisito reddituale, la congruità della capacità economica del datore di lavoro in rapporto al numero delle richieste presentate, è valutata dalla direzione territoriale del lavoro.

Regolarizzazione contributiva

I datori di lavoro sono tenuti a denunciare all’INPS e all’INAIL i lavoratori per i quali è stata presentata la dichiarazione di emersione secondo le modalità che saranno di seguito specificate e provvedere al conseguente pagamento dei contributi.

La diversità dei lavoratori da far emergere e degli adempimenti che i datori di lavoro sono tenuti ad effettuare nei confronti degli Enti Previdenziali determina delle differenze nella procedura di regolarizzazione e nella documentazione da presentare presso lo Sportello Unico.

Iscrizione provvisoria del rapporto di lavoro domestico

A seguito della presentazione della dichiarazione di sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l’immigrazione (Mod. EM-DOM), l’INPS provvederà all’iscrizione d’ufficio del rapporto di lavoro domestico, nell’archivio LAV DOM, attribuendo un codice provvisorio, contraddistinto dai numeri iniziali 8912.

I dati registrati saranno quelli inseriti nella dichiarazione presentata sia per i riferimenti anagrafici sia per quanto attiene al rapporto di lavoro relativamente a mansione, livello contrattuale e numero di ore lavorate. Non essendo esplicitamente dichiarata la retribuzione, sarà preso a riferimento il minimo contrattuale corrispondente al livello dichiarato.

Inoltre, poiché il datore di lavoro si è impegnato nella dichiarazione ad erogare una retribuzione convenuta non inferiore al minimo previsto per l’assegno sociale - per l’anno 2012 di € 429,00 mensili - nel caso in cui il minimo contrattuale, per le ore lavorate indicate, non raggiungesse detto importo, la retribuzione oraria sarà determinata in modo da rispettare detto minimo.

L’Istituto provvederà, appena iscritto il rapporto di lavoro, all’invio al recapito del datore di lavoro dei Mav per il pagamento dei contributi, precalcolati in base ai dati determinati come sopra esposto, dove al codice fiscale del lavoratore verrà inserito “da attribuire”.

I MAV sono messi a disposizione, per la sola ristampa, sul sito www.inps.it seguendo il percorso “ Portale dei Pagamenti “ – Lavoratori domestici – Entra nel servizio - inserendo il codice fiscale del datore di lavoro e il codice assegnato al rapporto di lavoro.

I datori di lavoro che, contestualmente al pagamento dei contributi previdenziali, desiderano pagare anche i contributi di assistenza contrattuale alle organizzazioni sindacali con le quali INPS ha stipulato apposita convenzione, potranno farlo generando dal sito internet un nuovo Mav, che include anche detti contributi.

In deroga a quanto previsto dall’Istituto relativamente alle modalità di pagamento di contributi domestici, per i rapporti di lavoro derivanti da emersione e iscritti con codice 8912, è ammesso il versamento solo tramite MAV, da pagare presso lo sportello bancario o postale.

All’atto della convocazione presso lo sportello unico per l’immigrazione, per dimostrare la regolarità contributiva, il datore di lavoro dovrà quindi esibire i MAV regolarmente quietanzati, accompagnati dalla parte a disposizione del datore di lavoro in cui sono riportati i dati che hanno determinato l’importo, relativi al pagamento dei contributi dall’inizio del rapporto di lavoro fino all’ultimo trimestre scaduto.

Viene ricordato che i contributi per lavoro domestico si pagano trimestralmente con i seguenti termini:

1°trimestre gennaio-febbraio-marzo dal 1° al 10 aprile

2°trimestre aprile-maggio-giugno dal 1° al 10 luglio

3°trimestre luglio-agosto-settembre dal 1° al 10 ottobre

4°trimestre ottobre-novembre-dicembre dal 1° al 10 gennaio dell’anno successivo.

Iscrizione definitiva

La sottoscrizione del contratto di soggiorno assolve anche l’obbligo di comunicazione di assunzione e pertanto dalla data di inizio del rapporto di lavoro ivi indicata, l’INPS provvederà all’iscrizione definitiva del rapporto di lavoro, rilasciando un nuovo codice e cessando d’ufficio il rapporto di lavoro iscritto provvisoriamente, contraddistinto dal codice 8912, al giorno precedente a quello indicato nel contratto di soggiorno.

Per il pagamento dei contributi dovuti per il trimestre in cui avviene la sottoscrizione fino alla data di cessazione per il rapporto di lavoro con codice provvisorio 8912, l’Istituto provvederà all’emissione di un MAV apposito, che sarà inviato contestualmente alla lettera di comunicazione del nuovo codice assegnato.

Regolarizzazione di periodi antecedenti il 9 maggio 2012.

Nel caso in cui il datore di lavoro intenda comunicare l’inizio della prestazione lavorativa con data antecedente al 9 maggio 2012, potrà farlo, durante il periodo di iscrizione provvisoria, variando la data inizio o dal sito www.inps.it, seguendo il percorso ServiziOnline - Per tipologia di utente – Cittadino - Lavoratori Domestici, o telefonando al Contact Center 803.164. In entrambi i casi, il datore di lavoro come di prassi dovrà utilizzare il PIN rilasciato dall’INPS.

Avvenuta l’iscrizione definitiva, fermi restando i limiti di prescrizione quinquennale, i periodi di lavoro antecedenti al 9 maggio dovranno essere dichiarati compilando il mod. LD15.

Presentazione e compilazione del flusso Uniemens da parte delle aziende non agricole

Condizione necessaria per il completamento della procedura di emersione è che al momento della convocazione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione i datori di lavoro attestino di aver effettuato, tra le altre cose, tutti gli adempimenti e i versamenti contributivi relativi ai lavoratori interessati all’emersione.

I datori di lavoro, sia quelli già in possesso di una posizione contributiva presso l’INPS sia quelli che non ne risultino già titolari, ai fini della regolarizzazione in parola dovranno richiedere l’apertura di una apposita posizione che verrà contraddistinta dal codice di autorizzazione “5W“ avente il significato di” Posizione contributiva riferita a personale oggetto di emersione ai sensi dell’art 5 del D.lgs. n. 109/2012” .

Al ricevimento della posizione aziendale i datori di lavoro dovranno provvedere all’invio dei flussi Uniemens per i periodi oggetto di emersione relativi ai lavoratori da regolarizzare e al pagamento tramite modello F24 (causale DM10) dei relativi contributi senza aggravio di somme aggiuntive.

I lavoratori oggetto dell’emersione saranno indicati nel flusso Uniemens secondo le consuete modalità. Inoltre, per gli stessi lavoratori andrà valorizzato l’elemento <Assunzione> indicando nell’elemento <GiornoAssunzione> il giorno del mese in cui è intervenuta l’assunzione, nell’elemento <TipoAssunzione> il nuovo codice “1E” avente il significato di “Assunzione a seguito di emersione ai sensi dell’art 5 del D.lgs. n.109/2012”.

Copia delle denunce mensili Uniemens, prelevate dal rendiconto individuale del lavoratore, per tutti i mesi oggetto della regolarizzazione, dovranno essere presentate dal datore di lavoro al momento della convocazione allo Sportello Unico per l’Immigrazione.

Presentazione e compilazione del flusso DMAG da parte delle aziende agricole

I datori di lavoro agricolo, già in possesso di una posizione contributiva presso l’INPS, dovranno provvedere alla regolarizzazione dei lavoratori oggetto di emersione inviando il flusso DMAG principale e/o di variazione trasmesso all’Istituto secondo le consuete modalità.

I datori di lavoro, invece, che non siano già titolari di una posizione contributiva dovranno preliminarmente procedere ad una richiesta di apertura di una posizione con relativo codice CIDA.

In entrambi i casi l’importo dei contributi sarà richiesto con la consueta tariffazione effettuata dall’Istituto.

Pertanto, a decorrere dal periodo previsto per la trasmissione telematica delle dichiarazioni relative al terzo trimestre 2012 e precedenti, i datori di lavoro agricolo interessati alla procedura di emersione dovranno dichiarare i lavoratori stranieri da regolarizzare, nel quadro F del modello DMAG; il lavoratore regolarizzato sarà contraddistinto da apposita casella, che il datore di lavoro provvederà ad avvalorare mediante “flag”, in cui si evidenzierà che trattasi di “lavoratore straniero regolarizzato ex art. 5 del Decreto 109/2012”.

Nello stesso quadro del DMAG verranno denunciati gli ordinari dati anagrafici, retributivi e contributivi.

Copia delle denunce trimestrali DMAG di regolarizzazione dovranno essere presentate dal datore di lavoro agricolo al momento della convocazione allo Sportello Unico per l’Immigrazione.

Regolarità contributiva

Il datore di lavoro, all’atto della stipula del contratto di soggiorno dovrà attestare, tra le altre cose, il corretto versamento dei contributi dovuti per i rapporti di lavoro emersi a partire dalla decorrenza del rapporto di lavoro oggetto di emersione avviato in data più remota e fino alla data di stipula del contratto e comunque per un periodo non inferiore a sei mesi.

La correntezza e la correttezza dei versamenti contributivi saranno attestate mediante il DURC per le aziende non agricole ed il certificato di regolarità per le aziende agricole.

In quest’ultimo documento verrà attestata anche la regolarità della denuncia dei lavoratori per i periodi successivi a quelli riportati nel DMAG di variazione.

Entrambi i documenti saranno richiesti a cura dello Sportello Unico per l’Immigrazione.

Viene, infine, precisato che nel periodo citato i datori di lavoro dovranno aver versato correttamente la contribuzione per tutti i lavoratori impiegati in azienda anche, quindi, per quelli non interessati al procedimento di emersione. Infatti, eventuali omissioni nel versamento determineranno una irregolarità che non può che essere ricondotta anche ai lavoratori emersi.

 

4) Studi di settore non presentati, la rettifica passa per l’integrativa

Studi di settore: Nelle “Faq” ondine pubblicate il 17 settembre 2012 (aggiornamento) le risposte ai dubbi dei contribuenti.

I contribuenti che iniziano e chiudono un’attività nello stesso anno, non soggetti agli studi di settore, sono tenuti a inserire in dichiarazione solo la causa di esclusione relativa all’inizio dell’attività (codice 1) e a presentare, se previsto, il  modello Ine (Indicatori di normalità economica). L’Agenzia delle Entrate, in generale, non può mai rettificare autonomamente la dichiarazione del contribuente, che deve sempre presentare una dichiarazione integrativa. I chiarimenti, contenuti nelle “Faq” - pubblicate sul sito www.agenziaentrate.it - sciolgono i dubbi dei contribuenti che hanno ricevuto nei mesi scorsi degli inviti a presentare i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore a seguito delle modifiche alle sanzioni per l’omessa presentazione.

La correzione passa per l’integrativa

Nel caso in cui il contribuente abbia commesso degli errori nella compilazione dei dati sugli studi in Unico 2011, ad es. non indicando la causa di inapplicabilità, deve necessariamente presentare una specifica dichiarazione integrativa.

L’Agenzia delle Entrate, infatti, non può correggere autonomamente la dichiarazione presentata.

Apertura e chiusura nello stesso anno, porta sbarrata agli studi

Chi abbassa le saracinesche nello stesso anno in cui aveva aperto l’attività non deve presentare il modello studi di settore, rientrando in due dei casi in cui è esclusa l’applicazione degli studi previsti di settore (art. 10 della Legge n. 146/1998). Dovrà invece presentare, se previsto, il modello Ine.

Impresa e professione, lasciapassare per gli studi

L’imprenditore agricolo che, nel 2010, ha svolto sia un’attività rientrante negli studi, con la quale ha prodotto reddito agrario, sia un’attività di commercio al dettaglio, con cui ha realizzato reddito d’impresa, era tenuto a presentare il modello studi solo relativamente all’attività commerciale.

I risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore, infatti, possono essere usati ai fini dell’accertamento solo riguardo ai redditi derivanti da attività d’impresa e dall’esercizio di arti e professioni.

Analogamente, il dipendente che svolge anche attività di lavoro autonomo sarà soggetto agli studi solo riguardo al reddito proveniente dall’esercizio di arti e professioni.

Cooperative ed Enti non commerciali, il modello studi è “out”

La cooperativa che, nel 2010, ha svolto la propria attività esclusivamente nei confronti dei propri soci non doveva presentare il modello studi ma, se previsti, esclusivamente i parametri, barrando l’apposita casella nel primo rigo del quadro RF di Unico.

Analogamente non sono soggette a questo obbligo le cooperative a mutualità prevalente costituite da utenti non imprenditori e che operano esclusivamente a favore di questi ultimi.

Nessun modello per gli enti non commerciali, che hanno esercitato un’attività fuori dagli studi di settore: Il segnale di warning, in questo caso, non fa scattare nessuna comunicazione di anomalia.

Dai centri benessere al commercio di carburante, a domanda risposta

Nelle Faq pubblicate il 17 settembre 2012, l’Agenzia delle entrate ha sciolto i dubbi dei contribuenti anche su altre questioni, come quella posta da una catena di centri benessere e da un commerciante di carburante per autotrazione in merito all’obbligo di presentazione e alle modalità di compilazione del modello studi.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 120 del 17 settembre 2012)

 

5) Lavoro intermittente: ancora possibile la comunicazione ai recapiti istituzionali delle DTL

Lavoro intermittente, resta valida la comunicazione ai recapiti istituzionali delle DTL.

Il Ministero del Lavoro, con la nota prot. n. 12728 del 14 settembre 2012 (a differenza di a quanto comunicato in precedenza) ha voluto informare che fino alla completa definizione delle nuove modalità di comunicazione, i datori di lavoro interessati potranno continuare ad inviare la comunicazione per l’impiego di lavoratori intermittenti anche ai recapiti istituzionali delle DTL competenti per territorio.

Pertanto, fino a nuove indicazioni, i datori di lavoro che occupano lavoratori intermittenti potranno comunicarne la chiamata sia con le modalità previste dalla nota prot. n. 11779/2012 (fax, mail e SMS centralizzati) sia inviando un fax o una mail ai numeri/indirizzi attivati dalle singole DTL, ovvero mediante diverso strumento da queste indicato.

 

6) Nullo l’accertamento in presenza di scontrino emesso sia pura in maniera generica

Secondo la Commissione Tributaria Regionale di Trieste (sentenza 87/01/12), la mancata descrizione della merce venduta o della prestazione di servizi negli scontrini fiscali non legittima l’accertamento analitico induttivo se da verifiche risultano corretti e regolarmente emessi.

Il caso ha riguardato un avviso di accertamento emesso per il 2005 dalle Entrate nei confronti di un commerciante che non aveva precisato il tipo di merce venduta negli scontrini che risultavano emessi.

Gli accertatori avevano ricostruito un reddito maggiore in base a dei parametri che avevano loro applicato.

In primo grado al contribuente veniva respinto il ricorso. Questi allora ricorreva ai giudici di secondo grado.

Per la C.T.R., l’assenza della descrizione dettagliata dei beni venduti o delle prestazioni rese non configura una violazione degli obblighi previsti dal Decreto ministeriale 23.03.1983 e, per conseguenza, non rappresenta un’irregolarità né formale né sostanziale tale da legittimare l’accertamento analitico induttivo

In particolare, l’art. 12 di tale Decreto elenca tra le indicazioni obbligatorie una serie di elementi tra cui non risulta espressamente l’indicazione dettagliata dei beni venduti.

Peraltro, nel caso di specie a seguito di verifiche é risultato che gli scontrini rilasciati dal contribuente sono formalmente corretti e regolarmente emessi, e, pertanto, a parere dei giudici tributari regionali, l’Amministrazione finanziaria non può emettere un atto di accertamento per carenza di presunzioni gravi, precise e concordanti quali presupposti legittimanti la rettifica.

Non è, quindi, valido l’accertamento emesso dall’Agenzia delle entrate nei confronti di un piccolo commerciante al dettaglio, a seguito di un accesso da parte della Guardia di Finanza, se risulta la presenza di dati contabili formalmente regolari e per di più se il contribuente, per quello stesso anno, era

risultato congruo e coerente agli studi di settore.

Le risultanze degli studi di settore, infatti, non possono essere disattese apparendo per una determinata attività più attendibili, sia sotto il profilo statistico sia metodologico, rispetto ai calcoli approssimativi elaborati dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

 

Vincenzo D’Andò