Novità fiscali del 13 settembre 2012: un’anticipazione della Legge Delega sul fisco

Pubblicato il 13 settembre 2012



auto aziendale concessa agli amministratori: trattamento fiscale; registro dei revisori al MEF: il passaggio sarà automatico; quadro RW: sanzione in misura fissa se integrato il termine di accertamento; ravvedimento operoso solo per la mancata presentazione del Modello Intrastat; nuovo redditometro ambivalente; per lo sviluppo in arrivo start-up innovative; la legge delega sul fisco é solo manutenzione dell’esistente; modificata la detrazione per interventi di risparmio energetico

 

 

Indice:

1) Auto aziendale concessa agli amministratori: trattamento fiscale

2) Registro dei revisori al MEF: il passaggio sarà automatico

3) Quadro RW: sanzione in misura fissa se integrato il termine di accertamento

4) Ravvedimento operoso solo per la mancata presentazione del Modello Intrastat

5) Nuovo redditometro ambivalente

6) Per lo sviluppo in arrivo Start-up innovative

7) La Legge delega sul fisco é solo manutenzione dell’esistente

8) Modificata la detrazione per interventi di risparmio energetico

 

 

1) Auto aziendale concessa agli amministratori: rilievi fiscali

E’ tornata di attualità la questione della concessione dell’autovettura aziendale agli amministratori, ciò dopo la recente riforma del lavoro, cd. riforma Fornero.

Difatti, nell’ambito della Legge n. 92/2012, che contiene disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro, sono state inserite delle disposizioni normative di rilevanza fiscale.

Anche l’utilizzo da parte dell’amministratore di un veicolo aziendale inerente l’attività d’impresa rientra nelle previsioni di cui all’art. 164 del D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.).

Infatti, le società, di persone o di capitali, possono corrispondere ai propri amministratori un compenso per l’attività che questi prestano nell’ambito della carica che ricoprono.

Tale compenso può essere erogato in denaro o in natura o sotto forma di benefici supplementari tra i quali l’uso dell’auto.

Uso dell’auto esclusivamente personale

Nel caso di autovettura concessa all’amministratore per uso esclusivamente personale, la deducibilità dei costi è disciplinata dall’art. 95, comma 5, del T.U.I.R., il quale dispone che detti costi possono essere dedotti nell’esercizio in cui sono stati corrisposti esclusivamente per la parte del loro ammontare non eccedente il compenso in natura dell’amministratore, determinato sulla base del valore normale.

In sostanza, la parte di costi eccedente il compenso in natura non potrà essere considerata deducibile per mancanza del requisito dell’inerenza rispetto all’attività esercitata.

Uso per uso esclusivamente aziendale

Il veicolo aziendale utilizzato dall’amministratore esclusivamente per l’espletamento del proprio mandato rappresenta il tipico esempio di auto rientrante nell’ambito di applicazione dell’art. 164, comma 1, lett. b), del T.U.I.R..

In tale ipotesi, in atto i costi relativi al veicolo sono deducibili nella misura del 40% (nella misura del 27,50% dal 2013) nei limiti del valore fiscalmente riconosciuto.

In tal caso, in favore dell’amministratore, non deve essere calcolato alcun compenso in natura.

Uso promiscuo dell’autovettura

In assenza di una espressa previsione normativa, nella prassi viene ritenuto che per le auto assegnate in uso promiscuo agli amministratori e/o collaboratori non si applica la disciplina dei veicoli assegnati ai dipendenti.

Nel caso di assegnazione dell’autovettura all’amministratore di una società, le spese sostenute dall’impresa eccedenti il fringe benefit sono per adesso deducibili in misura pari al 40%, mentre, invece, a decorrere dal 2013 saranno deducibili nella misura del 27,50%.

In particolare, l’auto concessa in uso promiscuo all’amministratore genera un fringe benefit in capo a quest’ultimo determinato convenzionalmente nella misura del 30% del costo, calcolato in base alle tabelle Aci, per una percorrenza di 15.000 Km.

Le spese, sostenute dalla società per la gestione dell’auto, sono deducibili integralmente fino a concorrenza  del benefit tassato in capo all’amministratore, l’eventuale eccedenza delle suddette spese, è deducibile secondo le regole generali di cui all’art. 164 del Tuir (27,50% dal 2013).

Riduzione della deducibilità dei costi delle auto possedute da  imprese e professionisti

La citata Legge n. 92/2012 ha, quindi, modificato le disposizioni dell’art. 164 del TUIR riducendo la percentuale di deducibilità per le auto possedute da imprese e professionisti.

Con decorrenza dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della suddetta Legge, e quindi dall’anno 2013 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, i costi degli autoveicoli di cui all’art. 164 comma 1 lettera b) sono deducibili nella misura del 27,50% e nel limite di € 18.075,99 euro di costo del veicolo.

I costi delle autovetture, date in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta, sono deducibili nella misura del 70%.

In tal caso non vi è un limite massimo di costo del veicolo.

Le auto utilizzate dagli agenti e rappresentanti di commercio non subiscono, invece, nessuna limitazione, quindi, viene mantenuta la percentuale di deducibilità del 80% con il limite di € 25.822,84 di costo del veicolo.

In sostanza, a decorrere dal 2013 (per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare) le spese e gli altri componenti negativi relativi a:

- autovetture ed autocaravan,

- ciclomotori e motocicli,

utilizzati nell'esercizio di imprese, arti e professioni, ai fini della determinazione dei relativi redditi sono deducibili, alla luce delle modifiche apportate, nella misura del 27,50% ( percentuale elevata all’80% per i veicoli utilizzati dai soggetti esercenti attività di agenzia o di rappresentanza di commercio).

Inoltre, come è noto, per detti veicoli, esistono due limiti di deducibilità che operano congiuntamente:

Un limite di deducibilità percentuale che, come visto sopra, passerà dal 40% al 27,50%;

ed un limite di valore fiscalmente riconosciuto (rimasto inalterato anche a seguito della nuova disposizione).

Il tetto massimo di riconoscimento fiscale del costo d’acquisto è pari a:

- € 18.075,99 per le autovetture e gli autocaravan;

- € 4.131,66 per i motocicli;

- € 2.065,83 per i ciclomotori.

In base alle nuove disposizioni, quindi, il costo massimo fiscalmente deducibile è pari rispettivamente a:

- € 4.970,89 (27,5% di € 18.075,99);

- € 1.136.20 (27,5% di € 4.131,66);

- € 568,10 (27,5% di € 2.065,83).

Rimborsi spese

I dipendenti o amministratori che utilizzano la propria auto per finalità aziendali hanno diritto al rimborso delle spese sostenute sulla base delle tariffe Aci, in relazione alla percorrenza effettuata.

L’impresa si deduce il 100% dei rimborsi effettuati sulla base delle tariffe ACI previste per le auto di potenza non superiore a 17 cavalli fiscali o 20 , se diesel ( art. 95 del Tuir).

 

2) Registro dei revisori al MEF: il passaggio sarà automatico

Gli iscritti transiteranno al nuovo elenco senza necessità di richiesta. I revisori (integreranno i dati mancanti in un secondo momento decorsi 90 giorni da un provvedimento attuativo, ancora non pubblicato), ed i tirocinanti procedono a transitare automaticamente nel nuovo registro dei revisori contabili.

I nuovi iscritti seguiranno le procedure che saranno disponibili prossimamente nel sito della ragioneria generale.

Le nuove indicazioni sono arrivate l’11 settembre 2012 e non ci sarà più il vecchio registro gestito sino ad oggi dall’Ordine dei commercialisti ed esperti contabili.

In particolare, una nota della Ragioneria generale dello Stato ha illustrato le nuove regole al via dal 13 settembre 2012 che interessano il Registro dei revisori legali.

La gestione passa dal Ministero della Giustizia a quello dell’Economia. Gli iscritti transiteranno al nuovo elenco senza necessità di richiesta.

Dovranno integrare le informazioni solo in un secondo momento, passati 90 giorni da un nuovo provvedimento ancora mancante. Per i tirocinanti nulla cambia: Chi deve iscriversi dovrà presentare la domanda con i moduli e le procedure che saranno disponibili nei prossimi giorni.

Secondo l’Economia i provvedimenti pubblicati ad agosto sono sufficienti a mandare in pensione il vecchio Registro.

Il ministro Grilli auspica la massima collaborazione dei commercialisti nelle operazioni di consegna degli archivi.

 

3) Quadro RW: sanzione in misura fissa se integrato il termine di accertamento

Secondo la norma di comportamento n. 185, diffusa lo scorso 11 settembre dalla Commissione dell’Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili, nel caso in cui il contribuente integri il quadro RW entro il termine per l’accertamento e senza che vi siano state contestazioni dall’Amministrazione finanziaria si deve versare una sanzione pari a 258 euro e non quella proporzionale prevista dal Decreto Legge n. 197/1990.

La citata norma di comportamento n. 185/2012 è, dunque relativa alla “Modulazione delle sanzioni in caso di inadempimento alle disposizioni di segnalazione delle attività estere nel quadro RW del modello Unico”.

 

4) Ravvedimento operoso solo per la mancata presentazione del Modello Intrastat

La mancata presentazione del Modello Intrastat viene punita con una sanzione da € 516,00 a € 1.032,00 euro.

Tuttavia, la sanzione è ridotta alla metà (da € 258,00 a € 516,00 euro) se il contribuente provvede all’invio del modello entro i 30 giorni successivi alla richiesta inviata dagli uffici abilitati a ricevere l’elenco o incaricati del suo controllo.

Invece, se il contribuente si ravvede spontaneamente, effettuando, quindi, la procedura del cd. ravvedimento operoso, potrà fruire della sanzione ridotta di solo 64,50 euro (1/8 di € 516,00).

In tal caso occorre, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione, presentare il modello Intrastat e versare le sanzioni ridotte.

Infine, nell’altra ipotesi, cioè quella della presentazione del modello irregolare o inesatta, la sanzione non si applica del tutto se il contribuente, su invito degli uffici o anche di sua iniziativa, invia il modello in maniera corretta.

 

5) Nuovo redditometro ambivalente

Il nuovo redditometro servirà, oltre per l’accertamento, anche per fare selezione/analisi.

Nella sua veste di strumento di accertamento non rileva solo per le due distinte tipologie quali il redditometro e il sintetico puro, ma servirà per fare selezione ed analizzare il rischio evasione delle persone fisiche.

E’ quanto affermato da Attilio Befera in Commissione Finanze della Camera. Su questo strumento occorre ancora lavorare ma alla fine si otterrà un prodotto che consentirà di scovare l’evasione delle persone fisiche al di fuori del reddito d’impresa.

Befera ha poi avvertito che i contribuenti dovranno trasmettere la dichiarazione dei redditi 2011 senza necessità di verificare se sono in linea con il redditometro.

Preferisce, dunque, ritardare ulteriormente ma avere uno strumento efficace.

Si tratta di due forme di redditometro, uno per la selezione preventiva e uno per le attività di controllo.

Un meccanismo in due tempi che consentirà al contribuente di dimostrare la compatibilità delle proprie spese con il reddito dichiarato prima di far scattare gli eventuali controlli. Il sistema è stato presentato lo scorso anno. La sperimentazione doveva durare pochi mesi. Si doveva partire a giugno. Ma restano ancora molti nodi da sciogliere. Problemi tecnici e politici. Per alcuni è uno strumento troppo invasivo. La paura è che il redditometro si trasformi in uno studio di settore della famiglie italiane.

Delega fiscale

Nella sua audizione in commissione Finanze, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha anche fatto il punto sulla delega fiscale.

Alcune agevolazioni fiscali sono oramai desuete, ha detto. Sarà più facile procedere allo sfoltimento delle 720 voci oggi presenti. Giudizio positivo sul monitoraggio annuale che la delega introduce. Servirà ad avere un quadro aggiornato dei regimi agevolati. Piena soddisfazione per la previsione nella delega di una codificazione dell’abuso di diritto.

Via libera al restyling degli interpelli che non debbono perdere la natura di parere.

La riforma fiscale potrebbe approdare all’esame dell’Aula di Montecitorio il 16 ottobre. Poi il provvedimento dovrà essere esaminato dal Senato.

 

6) Per lo sviluppo in arrivo Start-up innovative

Il Governo sta studiando la possibilità di istituire un nuovo tipo di società, chiamata Start-up innovativa. Avrà un’apposita sezione nel Registro imprese e un’altra dedicata nel fondo di garanzia per le pmi. Sarà esclusa dalla disciplina sulle società di comodo e da quella sulle non operative.

Godrà di agevolazioni fiscali (detrazioni Irpef al 19% e deduzioni Ires al 20%) per contribuenti e imprese che vi investono.

Allo studio anche nuove norme sul fallimento e un nuovo contratto tipico di lavoro costruito su misura per i dipendenti.

Le misure rientrano nel pacchetto di provvedimenti per l’agenda digitale. Il decreto, probabilmente, sarà in Cdm il prossimo 14 settembre, ma non viene escluso un rinvio.

 

7) La Legge delega sul fisco é solo manutenzione dell’esistente

Siciliotti in audizione alla Camera: “Il testo del Governo contiene elementi condivisibili, ma non è una vera riforma del sistema fiscale”.

Una Legge delega che contiene alcuni principi condivisibili, altri da mettere meglio a fuoco, ma che di certo non può essere considerata la riforma del sistema fiscale: Al limite più si può parlare di una manutenzione straordinaria dell’esistente.

Questo il giudizio espresso dai rappresentanti del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, in occasione della audizione odierna presso la Commissione Finanze della Camera.

In particolare, Claudio Siciliotti, presidente del categoria, ha sottolineato come “l’unica vera riforma fiscale oggi si chiama revisione della spesa. Tutti i numeri a nostra disposizione ci dicono che si possono recuperare fino a 60 miliardi di minori spese, con i quali finanziare la sterilizzazione integrale e definitiva dell’altrimenti previsto aumento dell’IVA, l’abrogazione integrale dell'IRAP per l’intero settore privato e il dimezzamento dell’IRES per le imprese labour intensive, ossia quelle che presentano una incidenza del costo del lavoro superiore al 50% del fatturato. La priorità é infatti abbassare le tasse su imprese e professionisti che danno a loro volta lavoro, prima ancora che direttamente sui lavoratori - osserva Siciliotti - altrimenti, nel medio periodo, potremmo trovarci con il paradosso di lavoratori meno tassati su redditi teorici di un lavoro che non avranno più”.

Irricevibili, per i commercialisti, le proposte di imposte patrimoniali.

“Non per una contrarietà ideologica, anzi - spiega Siciliotti - Semplicemente, bisogna prendere atto che, con le manovre del 2011, la patrimoniale esiste già e non é marginale, anche se mascherata sotto forma di tante imposte spezzatino su immobili, attività finanziarie e altri beni posseduti sia in Italia che all’estero”.

Nel merito degli articoli del disegno di legge, il Presidente dei commercialisti condivide la scelta di procedere ad un revisione organica delle rendite catastali, ma sottolinea che “il disegno di legge dovrebbe prevedere una vera e propria clausola di salvaguardia a favore dei contribuenti, con possibilità di applicare vecchi valori e vecchie aliquote, qualora i nuovi valori rivisti al rialzo determinino un aggravio di imposizione, nonostante la promessa di una revisione al ribasso delle aliquote”.

Per i commercialisti, inoltre, è stato sbagliato eliminare l’espressa esclusione della irrilevanza penale dell’abuso del diritto e deve essere specificato che il reddito di lavoro autonomo continuerà ad essere determinato sulla base del principio di cassa e non su quello di competenza.

Riepilogo delle principali osservazioni dei commercialisti al disegno di legge delega in materia fiscale

 Art. 2 - Revisione valori catastali

Giusto procedervi, ma troppo blanda la previsione di rimodulazione delle aliquote per evitare aggravi di imposizione conseguenti all'aggiornamento dei valori.

Serve vera e propria clausola di salvaguardia esercitabile dal singolo contribuente

 

Artt. 3 e 4 -Monitoraggio evasione ed erosione fiscale

Giusto istituire apposite commissioni presso l’ISTAT per la stima dei due fenomeni, ma, soprattutto sul fronte evasione, la commissione non deve essere composta solo da soggetti nominati dal Governo e da pubbliche amministrazioni dello Stato, bensì anche da soggetti nominati dalle rappresentanze della società civile (sindacati e ordini professionali)

Art. 5 - Abuso del diritto

Deve essere ripristinata l’espressa esclusione della rilevanza penale dell'abuso del diritto

Art. 8 - Revisione del sistema sanzionatorio

Deve essere meglio specificata la volontà di distinguere le conseguenze sanzionatorie sul piano amministrativo e penale tra l’evasione da frode o occultamento e l’evasione che deriva invece dal disconoscimento della deducibilità di costi che il contribuente ha effettivamente sostenuto e indicato in dichiarazione

 

Art. 9 - Rafforzamento attività conoscitiva e di controllo

Deve essere specificato che l’ulteriore incentivazione all'utilizzo di sistemi di pagamento tracciabili dovrà avvenire mediante norme premiali (ad es., il contrasto di interessi) e non mediante l’introduzione di nuovi obblighi o l’ulteriore abbassamento delle attuali soglie oltre le quali è già oggi vietato il pagamento in contanti

 

Art. 11 - Tassazione separata con aliquota IRES dei redditi di impresa e di lavoro autonomo delle persone fisiche

Deve essere specificato che l’assimilazione riguarderà il modo con cui i redditi verranno tassati, ma non il criterio di loro determinazione che, per quanto concerne il reddito di lavoro autonomo, deve restare quello per cassa.

 

8) Modificata la detrazione per interventi di risparmio energetico

Con la conversione in Legge del c.d. Decreto crescita e sviluppo (art. 11 del D.L. n. 83/2012 convertito in Legge n. 134/2012), sono state nuovamente modificate le regole per l’applicazione della detrazione sulle spese per interventi di riqualificazione ener­getica.

Dal 12 agosto 2012 (data di entrata in vigore della legge di conversione), pertanto, tale detrazi­one si applica, nuovamente nella misura del 55%, sulle spese sostenute fino al 30 giugno 2013, secondo le regole ordinarie.

In alternativa, rimane la possibilità di applicare la detrazione (del 36%, provvisoriamente aumen­tata, dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, al 50%) relativa alle spese per gli interventi di recupero edilizio e riqualificazione energetica (di cui all’art. 16 bis comma 1 del D.P.R. n. 917/1986) già avuto riguardo alle spese sostenute dal 1° gennaio 2012.

Infatti, il Decreto ha previsto che le spese relative a interventi di recupero edilizio sostenute tra la data del 26 giugno 2012 e la data del 30 giugno 2013 divengono detraibili nella misura del 50% della spesa sostenuta.

Il Decreto ha, inoltre, stabilito per lo stesso arco temporale un nuovo importo massimo di spesa su cui è possibile beneficiare della detrazione che viene stabilito pari a 96.000 euro per unità immobiliare.

Per le spese sostenute dopo la data del 30 giugno 2013, torneranno applicabili le norme in vigore “a regime” e, pertanto, le stesse saranno agevolabili con una detrazione pari al 36% della spesa sostenuta fino ad un ammontare massimo complessivo di spesa di euro 48.000 per unità immobiliare.

La detrazione sarà ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

La nuova percentuale di detrazione non potrà essere estesa ai casi di acquisto o di assegnazione di unità immobiliare facente parte di fabbricati interamente recuperati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare o da cooperative edilizie, tramite interventi di ristrutturazione o di restauro e risanamento conservativo.

Per la corretta applicazione delle nuove disposizioni normative si attendono comunque chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Tabella di sintesi delle due detrazioni fiscali

 

RECUPERO PATRIMONIO EDILIZIO

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

dall’1.1.2012 al 25.6.2012

36% con il limite di € 48.000

55% (*)

dal 26.6.2012 al 30.06.2012

50% con il limite di € 96.000

55% (*)

dall’1.7.2013

36% con il limite di € 48.000

36% con il limite di € 48.000

(*) Il limite massimo di spesa varia da € 54.545 a € 181.818 a seconda della tipologia dell’intervento effettuato.

 

Vincenzo D’Andò