Novità fiscali del 10 settembre 2012: dettagli sulla proroga della comunicazione dei dati dei contratti di telefonia

Pubblicato il 10 settembre 2012



cessioni intra-Ue: la buona fede del venditore salva la detraibilità dell’Iva; rimborso dell’Iva all’estero scade a fine settembre; TFM: deducibilità per competenza; IVA e ritenute: la responsabilità solidale dell’appaltatore cessa se viene esibita l’attestazione del Commercialista; regolarizzazione extracomunitari: versamenti con Modello F24 dal 7 settembre 2012; Inps: pagamento oneri riscatti, ricongiunzioni e rendite; comunicazioni al fisco dei contratti di servizi di telefonia: prorogato il termine per la trasmissione; sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e disciplina dei consorzi

 

 

Indice:

1) Cessioni intra-Ue: la buona fede del venditore salva la detraibilità dell’Iva

2) Rimborso dell’Iva all’estero scade a fine settembre

3) TFM: deducibilità per competenza

4) IVA e ritenute: la responsabilità solidale dell’appaltatore cessa se viene esibita l’attestazione del Commercialista

5) Regolarizzazione extracomunitari: versamenti con Modello F24 dal 7 settembre 2012

6) Inps: pagamento oneri riscatti, ricongiunzioni e rendite

7) Comunicazioni al fisco dei contratti di servizi di telefonia: prorogato il termine per la trasmissione

8) Sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e disciplina dei consorzi

 

 

1) Cessioni intra-Ue: la buona fede del venditore salva la detraibilità dell’Iva

Per la Corte di giustizia europea la non imponibilità all’Iva delle cessioni intracomunitarie non può prescindere dalla buona fede del venditore anche se l’operazione presenta tutti i requisiti oggetti richiesti dalla normativa per il loro perfezionamento.

Il fatto che la controparte commerciale non sia più identificata ai fini dell’imposta non ha alcun rilievo sulla qualificazione dell’operazione in quanto questo non rientra tra le condizioni sostanziali di una cessione intra Ue.

In particolare, con le pronunce relative alle cause C-273/11 e C-324/11 la Corte di giustizia Ue è intervenuta in tema di Iva nelle cessioni intracomunitarie, stabilendo che:

- per negare la detrazione Iva deve essere dimostrata la conoscenza da parte del soggetto passivo della frode fiscale del soggetto che ha fornito beni o servizi (mancanza di buona fede);

- non è necessario che la controparte abbia il numero di identificazione Iva (status di imprenditore).

La sentenza della causa C-324/11 del 6 settembre 2012 contraddice quanto affermato dalle Entrate, nelle pregresse circolare 39/2011 e risoluzione 42/2012.

Infatti, secondo l’Agenzia non è possibile effettuare operazioni intracomunitarie senza l’iscrizione al Vies, pertanto al soggetto passivo la detrazione viene negata se il cedente perde lo status di imprenditore, ossia la soggettività passiva.

Al contrario, la Corte Ue conferma il carattere oggettivo dello status di soggetto passivo, che persiste anche se viene meno la concessione di autorizzazioni o licenze rilasciate dall'amministrazione, poiché tale carattere sussiste per la circostanza di fatto dell'esercizio di una attività economica.

Anche con la sentenza della causa C-273/11 del 6 settembre 2012, viene ribadito il carattere oggettivo delle cessioni intracomunitarie:

E’ sufficiente che la merce abbia lasciato il territorio del Paese Ue di cessione non avendo alcun valore la circostanza che la controparte disponga o meno di un numero di identificazione Iva.

In particolare, viene chiarito che il fisco deve provare la mancata buona fede, solo così si può negare la detrazione Iva per le operazioni effettuate.

Inoltre, viene specificato che il venditore non può essere considerato responsabile e penalizzato per il fatto che, a cessione avvenuta, il numero di partita Iva dell’acquirente sia stato cancellato retroattivamente.

 

2) Rimborso dell’Iva all’estero scade a fine settembre

Il 30 settembre 2012 scadrà il termine per chiedere il rimborso dell’Iva pagata all’estero nel 2011; per gli operatori nazionali che hanno acquistato in altri Paesi europei, l’istanza deve essere presentata alle Entrate entro la fine del mese di settembre.

Difatti, il termine per la presentazione dell’istanza è il 30 settembre dell’anno solare successivo a quello di riferimento.

La nuova Direttiva 2008/9/Ce, che è in vigore dal 1° gennaio 2010, prevede il rimborso dell'Iva pagata in uno Stato membro diverso da quello nel quale il soggetto passivo è stabilito a condizione che si verifichino gli stessi presupposti del diritto alla detrazione.

La richiesta di rimborso deve avvenire mediante presentazione di un’istanza, distintamente per ciascun periodo di riferimento, per via telematica all'agenzia delle Entrate, che provvederà ad inoltrarla allo Stato membro del rimborso, ad eccezione che accerti che il richiedente, nel periodo di riferimento, non ha svolto attività economica rilevante ai fini Iva, oppure ha effettuato esclusivamente operazioni senza diritto alla detrazione, si è avvalso del regime dei contribuenti minimi o del regime speciale per i produttori agricoli.

E' possibile, inoltre, e sempre entro la stessa scadenza, chiedere il rimborso dell’imposta pagata nei tre Paesi extra Ue con i quali sono stati sottoscritti accordi di reciprocità (Svizzera, Norvegia e Israele); in questo caso, però, la domanda va presentata in forma cartacea direttamente all'autorità tributaria del Paese interessato.

No a sconti condizionati all’obbligo di stabilimento

La Corte di Lussemburgo, con la sentenza depositata il 06 settembre 2012 (procedimento C-380/11), si è occupata dei regimi “premiali” concessi dai Paesi membri in caso di trasferimento di sede.

La pronuncia ha riguardato la Tod’s di Diego Della Valle che, nel 2006, ha trasferito la propria sede dal Lussemburgo in Italia.

Per effetto del trasferimento la società ha perso il beneficio di un’imposta sul patrimonio più favorevole.

La Corte di giustizia ha affermato che è contraria al principio della “libertà di stabilimento” la normativa di uno Stato membro che subordina la concessione del beneficio della riduzione dell’imposta sul patrimonio alla condizione che il contribuente rimanga assoggettato all’imposta per i cinque anni successivi alla concessione di tale benefici.

 

3) TFM: deducibilità per competenza

Per gli accantonamenti degli amministratori non conta l’erogazione.

Secondo quanto stabilito dalla Commissione Tributaria Provinciale di Brescia, con la sentenza n. 90/01/2012 del 21 giugno 2012, gli accantonamenti per il trattamento di fine mandato (TFM), degli amministratori sono sempre deducibili dalla società per competenza a prescindere dall’effettiva erogazione e questo anche quando il diritto all’indennità derivi da polizze assicurative stipulate dopo il conferimento dell’incarico e non da un atto con data certa precedente all’inizio del rapporto.

Peraltro, la citata sentenza la C.T.P. di Brescia smentisce i contenuti di una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate sulle società. Per il collegio lombardo il trattamento di fine mandato degli amministratori è deducibile per competenza e non per cassa. Questo anche quando il diritto all’indennità derivi da una polizza assicurativa stipulata successivamente al conferimento dell'incarico.

L’Amministrazione finanziaria, nella risoluzione n. 211/E/2008, invece sostiene la deducibilità per cassa di tale componente, salvo quando l’accantonamento risulti da un atto di data certa anteriore al conferimento dell’incarico.

 

4) IVA e ritenute: la responsabilità solidale dell’appaltatore cessa se viene esibita l’attestazione del Commercialista

IVA e ritenute: La responsabilità solidale dell’appaltatore cessa se viene esibita l’asseverazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi fiscali rilasciata dal Commercialista.

L’art. 13 ter del D.L. 22 giugno 2012 n. 83 (convertito in Legge n. 134/2012), cd. decreto crescita, ha, difatti, introdotto alcune rilevanti modifiche in materia di contratti d’appalto prevedendo la responsabilità solidale dell’appaltatore con il subappaltatore relativamente ad alcuni adempimenti contributivi e fiscali posti a carico del subappaltatore.

Lo stesso articolo ha anche introdotto una serie di obblighi di verifica a carico dell’appaltatore e del committente circa l’adempimento dei predetti obblighi ed ha attributo ai medesimi soggetti la facoltà di sospendere il pagamento del corrispettivo in caso di mancata esibizione della documentazione attestante l’assolvimento dei predetti obblighi contributivi e fiscali.

Le neo disposizioni si applicano ai contratti di appalto e subappalto di opere, forniture e servizi conclusi da soggetti che operano nell'ambito di attività rilevanti a fini Iva, dai soggetti Ires, dallo Stato e dagli enti pubblici; restano invece escluse le stazioni appaltanti individuate dal Codice degli Appalti Pubblici.

La nuova disciplina prevede che l’appaltatore di opere e di servizi sia responsabile in solido con il subappaltatore per il versamento all’erario:

- Delle ritenute fiscali sui redditi da lavoro dipendente;

- dell’imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore per le prestazioni effettuate nel rapporto di subappalto.

Tuttavia la responsabilità solidale dell'appaltatore, oltre ad essere limitata all’ammontare del corrispettivo dovuto al subappaltatore, viene meno se l’appaltatore verifica il corretto adempimento degli obblighi del subappaltatore mediante l’acquisizione, prima del pagamento del corrispettivo, della documentazione attestante la corretta esecuzione degli adempimenti di cui sopra.

L’attestazione dell’avvenuto adempimento dei predetti obblighi può essere rilasciata anche attraverso un’asseverazione di un centro di assistenza fiscale o di un Commercialista, Consulente del lavoro.

L’appaltatore ha, altresì, la facoltà di sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della predetta documentazione da parte del subappaltatore con la conseguenza che il pagamento del corrispettivo del subappaltatore viene, di fatto, subordinato all’esibizione di tale documentazione.

Un obbligo analogo a quello di cui sopra è stato introdotto anche a carico del committente il quale, infatti, deve provvedere al pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatore previa acquisizione della documentazione attestante la corretta esecuzione da parte del medesimo e degli eventuali subappaltatori degli obblighi contributivi e fiscali di cui sopra.

Anche al committente è peraltro attribuita la facoltà di sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della predetta documentazione. A differenza dell’appaltatore, tuttavia, il committente, in caso di inosservanza delle suddette modalità di pagamento, è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da € 5.000,00 a € 200.000,00.

 

5) Regolarizzazione extracomunitari: versamenti con Modello F24 dal 7 settembre 2012

I datori di lavoro italiani o i cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea (o i datori di lavoro stranieri in possesso del permesso di soggiorno) che, al 9 agosto 2012 (data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 109/2012), occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi lavoratori stranieri, e continuano ad occuparli alla data di presentazione della dichiarazione di emersione, possono dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l'immigrazione.

La dichiarazione di emersione, da presentare dal 15 settembre al 15 ottobre 2012, deve essere preceduta dal versamento di un contributo forfettario di 1.000 euro per ciascun lavoratore.

Il versamento deve essere effettuato, a partire dal 7 settembre 2012, esclusivamente con il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, utilizzando i codici tributo REDO (per il lavoro domestico) e RESU (per il lavoro subordinato), istituiti con la risoluzione n. 85/E

(Agenzia delle entrate, nota del 07 settembre 2012)

 

6) Inps: pagamento oneri riscatti, ricongiunzioni e rendite

L’Inps ha informato che non è più attivo il servizio di rinnovo con cadenza semestrale dei bollettini MAV per il pagamento degli oneri relativi ai riscatti, ricongiunzioni e rendite. Con il provvedimento di accoglimento delle relative domande, pertanto, vengono inviati sei bollettini MAV per il pagamento delle prime sei rate.

Per le rate successive, gli interessati dovranno stampare i bollettini MAV direttamente dal sito dell’Istituto seguendo il percorso: www.inps.it>Portale dei pagamenti>Riscatti, ricongiunzioni e rendite, oppure chiamare il Contact Center al numero gratuito 803.164.

(Inps, nota del 07 settembre 2012)

 

7) Comunicazioni al fisco dei contratti di servizi di telefonia: prorogato il termine per la trasmissione

Comunicazioni all’anagrafe tributaria relative ai contratti di servizi di telefonia fissa, mobile e satellitare relativamente alle utenze domestiche e ad uso pubblico: Prorogato il termine per la trasmissione delle comunicazioni.

Il termine del 30 settembre 2012, previsto al punto 4.1 del provvedimento del

Direttore dell’Agenzia delle entrate del 18 aprile 2012, è stato prorogato al 23 ottobre 2012.

Il neo provvedimento n. 2012/125557 del 6 settembre 2012 ha, infatti, modificato il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 18 aprile 2012.

La previsione di un più ampio termine, originariamente fissato al 30 settembre

2012, è disposta per consentire ai soggetti obbligati gli adeguamenti tecnici necessari alla prima comunicazione della nuova tipologia di dati.

 

8) Sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e disciplina dei consorzi per l’internazionalizzazione

Sono state introdotte modifiche alla disciplina del sostegno all’internazionalizzazione delle PMI.

A tal fine ha subito modifiche l’art. 6 del D.L. n. 112/2008 per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese.

Le novità introdotte dall’art. 42 del D.L. n. 83/2012, convertito in Legge n. 134 del 07 agosto 2012, hanno ad oggetto il Fondo rotativo istituito dall’art. 2 della legge 394/1981 e prevedono:

- L’istituzione, in favore delle piccole e medie imprese, di una riserva di destinazione delle risorse del summenzionato fondo pari al 70% annuo,

- la definizione con decreto del ministro dello Sviluppo economico della disciplina regolatoria di gestione del Fondo; al fine di non interrompere l'operativa del Fondo è disposta, tuttavia, la permanenza in vigore dei criteri e delle procedure vigenti fino all’emanazione della nuova disciplina.

Il citato art. 42 ha, quindi, istituito i consorzi per l’internazionalizzazione la cui mission sarà indirizzata alle nuove forme di internazionalizzazione, alla formazione, alla promozione del Made in Italy.

I consorzi di internazionalizzazione hanno, infatti, per oggetto la diffusione internazionale dei prodotti e dei servizi delle piccole e medie imprese nonché il supporto alla loro presenza nei mercati esteri.

Tali consorzi sono costituiti in forma di società consortile o cooperativa da piccole e medie imprese industriali, artigiane, turistiche, di servizi e agroalimentari aventi sede in Italia, ma sono altresì aperti alla partecipazione di enti pubblici e privati, banche ed imprese di grandi dimensioni purchè non fruiscano dei contributi previsti a favore dei consorzi di internazionalizzazione e la nomina della maggioranza degli amministratori spetti alle piccole e medie imprese consorziate.

Ai consorzi di internazionalizzazione così individuati sono concessi contributi per la copertura di non più del 50% delle spese sostenute per l’esecuzione di progetti di internazionalizzazione anche di carattere pluriennale, con ripartizione delle spese per ogni singola annualità.

I contributi sono sottoposti alla legislazione europea in materia di aiuti de minimis e sono erogati, previa emanazione di un decreto del Ministro dello sviluppo economico che stabilisca requisiti soggettivi, criteri e modalità per la concessione dei predetti contributi, nell’ambito delle risorse iscritte nel capitolo 2501 del Ministero dello sviluppo economico.

Dette risorse vengono, tuttavia, destinate per contribuire, con modalità più efficaci, ai progetti di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese non solo nell’ambito dei consorzi per l’internazionalizzazione ma anche di istituti, enti, associazioni, Camere di Commercio italiane all'estero.

Infine, riguardo la disciplina fiscale dei consorzi per l’internazionalizzazione, le somme accantonate nelle riserve costituenti il patrimonio netto dei consorzi concorrono alla formazione del reddito dell’esercizio in cui la riserva è utilizzata per scopi diversi dalla copertura delle perdite o dall’aumento del fondo consortile o del capitale sociale.

 

Vincenzo D’Andò