Novità fiscali del 6 settembre 2012: pubblicata una nuova versione di Gerico

Pubblicato il 6 settembre 2012

cessione azienda e plusvalenza: nullo l’accertamento fiscale se manca il criterio logico; tassazione dei contributi rinviata al momento in cui l’azienda riscuote il finanziamento a fondo perduto; per l’ispezione fiscale nell’abitazione/ufficio/sede sociale occorre l’autorizzazione del giudice?; l’avvocato distrattario non può chiedere anche l’IVA; ritardi di pagamento da parte della PA: interessi di mora negli appalti, tasso allineato a quello sui c/c con imprese non finanziarie; aggiornato software GERICO 2012: versione del 05.09.2012; Decretone Governo: no tassa bibite, ma più frutta in aranciate; cassa di previdenza professionisti: obbligo contributivo esteso anche alle attività connesse; anche l’amministratore di fatto risponde del reato di evasione della società; accentramento Inail per il 2013: presentazione della domanda entro il prossimo 15 settembre

 

 

Indice:

1) Cessione azienda e plusvalenza: nullo l’accertamento fiscale se manca il criterio logico

2) Tassazione dei contributi rinviata al momento in cui l’azienda riscuote il finanziamento a fondo perduto

3) Per l’ispezione fiscale nell’abitazione/ufficio/sede sociale occorre l’autorizzazione del giudice?

4) L’avvocato distrattario non può chiedere anche l’IVA

5) Ritardi di pagamento da parte della PA: interessi di mora negli appalti, tasso allineato a quello sui c/c con imprese non finanziarie

6) Aggiornato software GERICO 2012: versione del 05.09.2012

7) Decretone Governo: no tassa bibite, ma più frutta in aranciate

8) Cassa di previdenza professionisti: obbligo contributivo esteso anche alle attività connesse

9) Anche l’amministratore di fatto risponde del reato di evasione della società

10) Accentramento Inail per il 2013: presentazione della domanda entro il prossimo 15 settembre

 

 

1) Cessione azienda e plusvalenza: nullo l’accertamento fiscale se manca il criterio logico

Accertamento fiscale nullo se manca l’iter logico che giustifica la determinazione della plusvalenza sulla cessione aziendale.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14800 del 4 settembre 2012, ha stabilito che è nullo l’accertamento fiscale che contesta la presunta plusvalenza ricavata dalla cessione d’azienda ciò anche se dall’atto risulta una somma inferiore rispetto a quella che l’Amministrazione finanziaria ha contestato all’imprenditore.

Un piccolo imprenditore, avendo ceduto l’azienda, ha ricevuto un accertamento fiscale, sulla presunta plusvalenza realizzata. Per questo aveva impugnato l’atto impositivo di fronte alla Commissione Tributaria Provinciale che aveva annullato la pretesta tributaria.

Poi la C.T.R. aveva ribaltato il verdetto accogliendo il gravame dell’ufficio. A questo punto la commissione centrale aveva confermato.

Contro quest’ultima decisione il contribuente ha presentato ricorso alla Suprema Corte di Cassazione lamentando che i giudici di merito non avrebbero chiarito i motivi per cui avrebbero accolto il ricorso dell’amministrazione finanziaria.

Il giudice supremo ha, dunque, accolto la tesi esposta dalla difesa del contribuente nel primo motivo del ricorso.

In proposito è stato affermato nella citata sentenza della Cassazione: “Fondato appare il primo motivo di ricorso. Il solo riferimento ad un atto di cessione registrato con il quale il contribuente dichiara di avere percepito ….. a titolo di avviamento nonché di avere ricavato ……quale corrispettivo per la vendita di automezzi non evidenzia il criterio logico che ha condotto la …. alla formazione del proprio convincimento, stante il maggiore importo dell’avviso di accertamento”.

 

2) Tassazione dei contributi rinviata al momento in cui l’azienda riscuote il finanziamento a fondo perduto

I contributi per le assunzioni sono imponibili fiscalmente solo quando si è conclusa con successo la procedura amministrativa e l’azienda ha riscosso il finanziamento a fondo perduto.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 14798 del 4 settembre 2012, con la quale ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

In particolare la sezione tributaria della Suprema Corte ha precisato che in tema di imposte sul reddito d’impresa, la regola posta dall’art. 75 del Tuir, secondo cui i ricavi, i costi e gli altri oneri concorrono a formare il reddito nell’esercizio di competenza, a condizione che la loro esistenza o il loro ammontare sia determinabile in modo oggettivo (dovendo altrimenti essere calcolati nel periodo d’imposta in cui si verificano tali condizioni), mira a contemperare la necessità di computare tutte le componenti nell’esercizio di competenza con l’esigenza di non addossare al contribuente un onere troppo difficile da rispettare.

In sostanza, la norma va quindi interpretata nel senso che il dovere di conteggiare tali componenti nell’anno di riferimento si arresta soltanto di fronte a quei ricavi ed a quei costi che non siano ancora noti all’atto della determinazione del reddito, e cioè al momento della redazione e presentazione

della dichiarazione.

Peraltro, secondo la Cassazione “l’onere di provare la sussistenza dei requisiti di certezza e determinabilità delle componenti del reddito in un determinato esercizio sociale incombe all’Amministrazione finanziaria per quelle positive, e al contribuente per quelle negative; in particolare, nel caso in cui detti requisiti siano condizionati dall’espletamento di procedure amministrative, essi si intendono acquisiti, ai fini dell’imputazione del reddito corrispondente a un determinato esercizio dell’impresa, solo attraverso il procedimento amministrativo che ne verifica i presupposti e ne liquida l’ammontare”.

 

3) Per l’ispezione fiscale nell’abitazione/ufficio/sede sociale occorre l’autorizzazione del giudice?

Qualora nella sede sociale di una società sia prevista anche l’abitazione dell’amministratore o di uno dei soci, i verificatori, per procedere ad ispezioni documentali, ricerche, ed ogni altra rilevazione ritenuta utile per l’accertamento dell’imposta e per la repressione dell’evasione e delle altre violazioni, devono essere autorizzati dal Procuratore della Repubblica.

In tal senso