Novità fiscali del 5 settembre 2012: contribuenti minimi e Riforma Fornero – attenzione! La normativa di contrasto alle partite Iva fittizie può far perdere la tassazione di favore del 5%

Pubblicato il 5 settembre 2012



tempi per l’accertamento fiscale: il termine lungo richiede la prova della denuncia; la verifica non blocca l’integrativa: sì alla dichiarazione correttiva anche dopo la notifica di un questionario; minimi alla prova delle partite IVA fittizie; debiti erariali: il liquidatore non può rispondere di persona; il Ministero delle Finanze si riorganizza: decreto pubblicato in G.U.; é illegittimo il condono TARSU del Comune di Lecce; regolamento Emittenti e Mercati: rettifica della Consob; trasferimento uffici Dipartimento delle Finanze; bancarotta impropria: il concordato preventivo non salva l’amministratore; compensi Consulenti del Lavoro: ecco come operare

 

 

Indice:

1) Tempi per l’accertamento fiscale: il termine lungo richiede la prova della denuncia

2) La verifica non blocca l’integrativa: sì alla dichiarazione correttiva anche dopo la notifica di un questionario

3) Minimi alla prova delle partite IVA fittizie

4) Debiti erariali: il liquidatore non può rispondere di persona

5) Il Ministero delle Finanze si riorganizza: decreto pubblicato in G.U.

6) E’ illegittimo il condono TARSU del Comune di Lecce

7) Regolamento Emittenti e Mercati: rettifica della Consob

8) Trasferimento uffici Dipartimento delle Finanze

9) Bancarotta impropria: il concordato preventivo non salva l’amministratore

10) Compensi Consulenti del Lavoro: ecco come operare

 

 

1) Tempi per l’accertamento fiscale: il termine lungo richiede la prova della denuncia

La Commissione Tributaria Provinciale di Lecco, con la sentenza n. 74/01/12, ha stabilito che l’Amministrazione finanziaria deve fornire la prova della presentazione della denuncia di reato per poter usufruire del raddoppio dei termini di accertamento se il contribuente ne ha contestato la decadenza.

Il caso di specie ha riguardato l’impugnazione da parte di una società dell’avviso di accertamento ricevuto, in particolare ha contestato la decadenza dell’azione accertativa per la decorrenza dei termini.

 

 

2) La verifica non blocca l’integrativa: sì alla dichiarazione correttiva anche dopo la notifica di un questionario

Secondo quanto stabilito dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia (n. 60/45/12),la notifica di un questionario non preclude la possibilità di presentare una dichiarazione dei redditi integrativa.

Un contribuente aveva commesso degli errori materiali nella compilazione della dichiarazione dei redditi per il periodo di competenza in cui possedeva un’azienda che aveva ceduto per donazione. Avendo ricevuto un questionario dalle Entrate aveva presentato una dichiarazione dei redditi integrativa in cui aveva corretto gli errori commessi nella dichiarazione.

In particolare, era stato compilato un quadro errato e la plusvalenza realizzata era stata quantificata in misura pari all’intero valore di cessione senza tenere conto delle regole previste per la determinazione della plusvalenza in caso di acquisto per donazione del bene alienato applicabili al caso. L’Agenzia delle Entrate notificava un questionario al contribuente che, con una dichiarazione integrativa, correggeva di errori di compilazione.

L’ufficio nella sua verifica non aveva considerato la dichiarazione integrativa, ignorando in particolare il ricalcolo della plusvalenza effettuato dal contribuente.

 

 

3) Minimi alla prova delle partite Iva fittizie

Minimi, sconti solo agli autonomi “doc”: La normativa di contrasto alle partite Iva fittizie può far perdere la tassazione di favore del 5%.

I contribuenti che intendono fruire del regime dei minimi con la tassazione del 5% devono confrontarsi con la riforma del lavoro e quanto ha previsto contro le false partite Iva; se le prestazioni rese da una persona fisica che ha aperto la partita Iva sono da ritenere rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, questa non si può classificare come titolare di reddito di lavoro autonomo o di impresa e non può fruire del regime dei minimi.

 

 

4) Debiti erariali: il liquidatore non può rispondere di persona

Una sentenza della Ctr Bologna sui debiti erariali: Il liquidatore non può rispondere di persona.

Secondo quanto stabilito dalla sentenza 42/1/12 della Commissione Tributaria Regionale di Bologna in assenza di debiti erariali che non siano definitivi, il liquidatore di una società di capitali non può personalmente rispondere delle somme utilizzate per soddisfare crediti di rango inferiore a quelli tributari.

La richiesta dell’erario era dovuta a seguito dell’applicazione dell’arti. 36 del D.p.r. n. 602/1973; in primo grado i giudici avevano respinto il ricorso del liquidatore in quanto avevano ravvisato la presenza di tutte le condizioni previste dalla legge.

 

 

5) Il Ministero delle Finanze si riorganizza: decreto pubblicato in G.U.

Tira ormai aria di riorganizzazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Occorreva anche riallocare le funzioni svolte dalle soppresse Direzioni territoriali dell’Economia e delle Finanze.

E’ stato, infatti, pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 205 del 03 settembre 2012, il Decreto del 05 luglio 2012 recante “Individuazione e attribuzioni degli Uffici di livello dirigenziale non generale dei Dipartimenti”.

Tale decreto individua, nell’ambito degli uffici di livello dirigenziale generale dei Dipartimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, le unità organizzative di livello dirigenziale non generale e ne definisce i compiti.

Ciò poiché il D.P.R. n. 173/2011 ha previsto la riorganizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, anche sulla base di precedenti norme, vengono poi introdotte ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo, ed in particolare si dispone la riduzione degli uffici dirigenziali di livello non generale e delle relative dotazioni organiche.

All’interno del Dipartimento delle finanze adesso con il neo Decreto vengono istituite delle unità organizzative di livello dirigenziale sotto le dipendenze del direttore generale delle finanze, cosi composte:

- Ufficio I (Coordinamento dell'Ufficio del Direttore Generale delle  Finanze);

- Ufficio II (Coordinamento dell’attività delle Direzioni e degli  Uffici del Dipartimento);

- Ufficio III (Coordinamento dell’attività prelegislativa);

- Ufficio IV (Vigilanza sull’Agenzia delle Entrate e sugli altri  soggetti operanti nel settore della fiscalità), gestisce anche le segnalazioni dei cittadini;

- Ufficio V (Vigilanza sull'Agenzia delle Dogane e sull'Agenzia del Territorio);

- Ufficio VI (Vigilanza su altre agenzie fiscali);

- Ufficio VII (Controllo di gestione);

- Ufficio VIII (Concorso alle definizione delle politiche delle risorse umane Ufficio IX (Risorse umane e strumentali).

Viene poi creata la Direzione studi e ricerche economico-fiscali.

Al suo interno, l’Ufficio IX (Studi e ricerche) svolge attività di ricerca documentale in materia  economico-fiscale a supporto dell’attività istituzionale degli Uffici e della Direzione, mentre l’Ufficio X (Studi e analisi per la fiscalità locale) effettua, sulla base dei flussi informativi forniti dall’Ufficio II  e acquisendo elementi informativi da altri soggetti istituzionali,  studi economico-quantitativi funzionali all’individuazione di  proposte di interventi in materia di federalismo fiscale.

Introdotta anche la Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale.

Al cui interno vi fa parte l’Ufficio III (Tassazione reddito d’impresa) che analizza le istanze e le proposte di semplificazione e di  aggiornamento della normativa fiscale in materia di tassazione del  reddito d’impresa e del valore della produzione nonchè in materia di  tassazione diretta degli enti non commerciali e delle ONLUS.

Mentre l’Ufficio V analizza la Tassazione diretta delle persone fisiche, così come l’Ufficio VI  la Fiscalità finanziaria, inoltre, l’Ufficio VII (Normativa generale I.V.A.) analizza le istanze e le proposte di semplificazione e di aggiornamento della normativa fiscale in materia di normativa generale dell’Iva nonché in materia di  normativa relativa ai regimi speciali, all’I.V.A. intracomunitaria e  internazionale.

Spunta anche, tra le tante altre, Direzione della giustizia tributaria (n. 8) che fornisce supporto tecnico-amministrativo al Direttore per il coordinamento della struttura, per la programmazione e il controllo di gestione della Direzione, per l’assegnazione degli obiettivi ai dirigenti della Direzione e a quelli delle segreterie delle Commissioni tributarie e della Segreteria del Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria e per la valutazione dei relativi risultati.

 

 

6) E’ illegittimo il condono TARSU del Comune di Lecce

Il Consiglio Comunale di Lecce con la deliberazione n. 56 del 01 agosto 2012 ha approvato il regolamento per la definizione agevolata della TARSU riferita esclusivamente agli anni dal 2006 al 2011.

Il suddetto regolamento è stato adottato in applicazione dell’art. 13 della Legge n. 289 del 27 dicembre 2002 (condoni fiscali fino all’anno 2002).

In sostanza, per la sanatoria della TARSU è prevista soltanto l’esclusione delle sanzioni determinate dalle vigenti norme in materia, per i casi di omessa, infedele o inesatta dichiarazione, e per i ricorsi avverso gli avvisi di accertamento notificati entro il 31 dicembre 2011.

Per le controversie tributarie pendenti a tale data per le quali non siano intervenute sentenze definitive, si possono pagare cifre ridotte nonché si può chiedere la sospensione dei giudizi oggetto dell’atto di definizione agevolata (art. 7 del regolamento citato).

Le domande di condono, a pena di decadenza, devono essere presentate dal 01 settembre 2012 ed entro e non oltre il 31 ottobre 2012, ed in ogni caso la dichiarazione contenuta nell’istanza di condono equivale all’autodenuncia di cui all’art. 70 del D.Lgs. n. 507/93.

Peraltro, prima della delibera del Consiglio Comunale del 01 agosto 2012, la Corte Suprema di Cassazione - Sezione Tributaria Civile -  con la sentenza del 30 maggio 2012, depositata il 20 luglio 2012, ha stabilito il principio che il potere dei Comuni di deliberare condoni sui tributi propri non è esercitabile senza ben precisi limiti temporali, cioè per obblighi tributari fino alla data del 31 dicembre 2002 e non oltre.

La Cassazione ha osservato che l’art. 13 della Legge 289/2002, con riferimento ai tributi propri dei Comuni, consente la definizione in via amministrativa alla concomitante presenza di due specifici presupposti legislativi:

- che si tratti di obblighi tributari precedenti l’entrata in vigore della Legge n. 289/2002 (cioè 31 dicembre 2002);

- che, alla data di entrata in vigore della predetta legge, la procedura di accertamento o i procedimenti contenziosi in sede giurisdizionale fossero già stati instaurati.

Ne discende che l’esercizio di un potere in materia tributaria, da parte dell’ente locale, una volta che sia spirato il termine del 31 dicembre 2002 previsto dalla legge statale autorizzativa, entro il quale tale potestà poteva essere esercitata, comporta la carenza del potere medesimo e la conseguente disapplicazione da parte del giudice dell’atto assunto in violazione della norma attributiva della potestà esercitata, nonostante il decorso del termine suindicato.

Per conseguenza, applicando i suddetti corretti principi, la Corte di Cassazione, ai sensi dell’art. 363 c.p.c., ha determinato l’illegittimità per carenza di potere del regolamento del condono del Comune di Roma del 2009 e ha dato torto ad un contribuente che si era avvalso di quel condono riferito ad un tributo locale, perché il Comune di Roma non poteva dopo sette anni dal 2002 deliberare alcun condono.

Nella stessa situazione si trova adesso il Comune di Lecce, che non solo prevede un condono a dieci anni di distanza dal 2002, peraltro riferito agli anni dal 2006 al 2011, ma approva un regolamento dopo la pubblicazione della suddetta sentenza della Corte di Cassazione del 20 luglio 2012.

(Diritto.it, nota del 04 settembre 2012)

 

 

7) Regolamento Emittenti e Mercati: rettifica della Consob

E’ stato pubblicato il comunicato di rettifica della delibera Consob n. 18214/2012.

Il 9 agosto 2012 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 185 il comunicato di rettifica della delibera n. 18214 del 9 maggio 2012 con cui la Consob aveva apportato alcune modifiche al Regolamento Emittenti (di seguito “RE”) e al Regolamento Mercati .

Il comunicato di rettifica prevede le seguenti modifiche:

- all’art. 72, primo comma RE è aggiunto il terzo periodo ove è ripristinato l’obbligo per gli emittenti di trasmettere alla Consob lo statuto modificato entro trenta giorni dal deposito presso il registro delle imprese;

- all’art. 72, è aggiunto l’ottavo comma ove è ripristinato l’obbligo per gli emittenti di trasmettere alla Consob le deliberazioni di distribuzione di acconti sui dividendi entro trenta giorni dalla riunione consiliare.

Entrambi gli obblighi sono assolti tramite il sistema di Teleraccolta, secondo modalità indicate dalla Consob con propria comunicazione.

(Assonime, nota del 04 settembre 2012)

 

 

8) Trasferimento uffici Dipartimento delle Finanze

Il 3 settembre 2012 gli uffici del Dipartimento delle Finanze di via Pastrengo, 22:

- Uffici I, II, III e IV alle dirette dipendenze del Direttore Generale

-  Direzione legislazione tributaria

- Direzione studi e ricerche economico-fiscali

- Direzione relazioni internazionali

hanno iniziato il trasferimento presso la nuova sede di via dei Normanni, 5.

Successivamente sarà comunicata la data di trasferimento degli altri uffici del

Dipartimento.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato del 04 settembre 2012)

 

 

9) Bancarotta impropria: il concordato preventivo non salva l’amministratore

La procedura concorsuale applicabile dalle imprese in crisi, così come avviene per il fallimento, non salva dal carcere gli amministratori accusati del comportamento delittuoso.

Le disposizioni legislative sulla bancarotta impropria, commessa cioè dagli amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori di una società, si applicano anche al concordato preventivo, avendo l’ordinamento giuridico vigente parificato agli effetti penali il decreto di ammissione al concordato preventivo alla sentenza dichiarativa di fallimento.

(Corte di Cassazione, sentenza 33230 del 23 agosto 2012)

 

 

10) Compensi Consulenti del Lavoro: ecco come operare

Le novità in materia di compensi professionali, compresa l’abolizione delle tariffe, comportano per i Consulenti del lavoro la necessità di rimodulare il rapporto con i propri assistiti.

A tal fine il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro ha predisposto e diramato un fac simile di conferimento di incarico professionale (scaricabile anche da www.consulentidellavoro.it), utile per la contrattualizzazione del rapporto.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 04 settembre 2012)

 

Vincenzo D’Andò