Novità fiscali del 3 settembre 2012: liquidazione di SRL senza notaio?

Pubblicato il 3 settembre 2012

catasto: come individuare la rendita catastale, sua determinazione e criteri; il passaggio di un solo lavoratore non configura l’ipotesi del trasferimento d’azienda; apprendistato: se il lavoratore è formato si può chiudere il rapporto; i debiti fiscali “senza giudicato” entrano nel passivo con riserva; liquidazione SRL: se non interviene il Notaio vale la procedura semplificata; assistenza nel recupero dei dazi sorti nei paesi della UE: decreto pubblicato in G.U.; professionisti: anche con le testimonianze si può riscuotere la parcella; sisma in Emilia: in G.U. la proroga tributaria; in G.U. la liberalizzazione dei negozi

 

 

Indice:

1) Catasto: come individuare la rendita catastale, sua determinazione e criteri

2) Il passaggio di un solo lavoratore non configura l’ipotesi del trasferimento d’azienda

3) Apprendistato: se il lavoratore è formato si può chiudere il rapporto

4) I debiti fiscali “senza giudicato” entrano nel passivo con riserva

5) Liquidazione SRL: se non interviene il Notaio vale la procedura semplificata

6) Assistenza nel recupero dei dazi sorti nei paesi della UE: decreto pubblicato in G.U.

7) Professionisti: anche con le testimonianze si può riscuotere la parcella

8) Sisma in Emilia: in G.U. la proroga tributaria

9) In G.U. la liberalizzazione dei negozi

 

 

1) Catasto: Come individuare la rendita catastale, sua determinazione e criteri

Rendita catastale: la Suprema Corte ha individuato gli elementi rilevanti per determinarla.

Secondo la Corte di Cassazione, sez. tributaria, sentenza n. 9113 del 2012, il tessuto urbano di inserimento, il piano di ubicazione ed i servizi strutturati in godimento, lo stato di conservazione dell’unità immobiliare e del fabbricato di cui fa parte costituiscono gli elementi, singolarmente e nel loro insieme, rilevanti per la determinazione della rendita catastale.

Nel caso di specie era stato impugnato in sede giurisdizionale l’atto di classamento catastale effettuato dal competente ufficio in relazione ad un immobile sito in Firenze.

La Commissione Tributaria Provinciale di Firenze respingeva il ricorso, mentre la Commissione Tributaria Regionale, pronunciandosi sull’appello, ritenendo eccessivo il saggio di fruttuosità dall’Amministrazione nel 2% lo rideterminava nell’1,50%.

I giudici supremi hanno accolto il ricorso a causa della mancata adeguata disamina della realtà fattuale, rendendo impossibile il controllo sulla logicità sviluppato per giungere alla decisione. Al riguardo, la CTR aveva valorizzato, con un generico riferimento, soltanto l’ubicazione centrale dell’immobile, ignorando gli altri elementi pur rilevanti nella determinazione della rendita catastale.

 

2) Il passaggio di un solo lavoratore non configura l’ipotesi del trasferimento d’azienda

Deve essere provato anche un passaggio di beni e strumenti.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14457 del 2012, ha ribadito che il passaggio di un solo dipendente da un’impresa ad un’altra non costituisce trasferimento d’azienda e pertanto, in presenza delle condizioni stabilite dalla norma, è possibile per il nuovo datore, ottenere gli sgravi per la nuova assunzione.

Nel caso di specie, il nuovo datore aveva assunto un lavoratore dimessosi da un precedente impiego e, contemporaneamente, era subentrato alle attività svolte dal precedente datore beneficiando degli sgravi della Legge n. 448/98. L’Inps ha disconosciuto gli sgravi sostenendo che tra i due datori si era verificato un trasferimento d’azienda e, quindi, non si trattava di un reale aumento di personale.

La Corte, invece, ha escluso che il passaggio di un solo lavoratore possa costituire trasferimenti di ramo d’azienda, ma perché si verifichi tale ipotesi, deve essere anche provato un passaggio di beni e strumenti ulteriori.

La riforma del lavoro, sul tema delle condizioni per beneficiare degli incentivi, rivede tutto il sistema con decorrenza 1 gennaio 2013 (art. 4 commi da 12 a 15).

Trasferimento d’azienda: Escluso beneficio contributivo in caso di passaggio lavoratori

Confermato il mancato riconoscimento degli sgravi di cui alla Legge n. 223/1991.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14245/12, ha stabilito l’esclusione dal beneficio contributivo nelle ipotesi di trasferimento, trasformazione o fusione di aziende nelle quali si verifica il semplice passaggio di personale alla nuova impresa, ma senza che il numero complessivo dei lavoratori occupati risulti aumentato.

Il riconoscimento dei benefici contributivi previsti dalla legge 223 del 1991 per le imprese che assumono personale già licenziato in seguito a procedure di mobilità, specifica la Corte, presuppone l'accertamento dell'esistenza della situazione di esubero e l'esistenza di effettive ragioni economiche e non elusive con l'obiettivo di uno sconto contributivo attraverso fittizie interruzioni dei rapporti di lavoro in corso.

 

3) Apprendistato: se il lavoratore è formato si può chiudere il rapporto

Termine del contratto e reale raggiungimento degli obiettivi formativi possono non coincidere.

Il Ministero del Lavoro, con nota protocollo n. 25014 del 2012, ha risposto ad alcuni quesiti sull’apprendistato.

Termine periodo transitorio

Per i contratti stipulati dal 26 aprile 2012 il nuovo Testo Unico sostituisce completamente la vecchia normativa, sia regolamentare che sanzionatoria, la quale resta in vigore solo per i contratti di apprendistato in essere al 25 aprile 2012 e fino alla loro natura