Le conseguenze nel caso di omesso invio di Unico

Premessa

In pieno periodo di presentazione degli Unico, riteniamo utile dedicare una puntata della nostra rassegna giurisprudenziale al tema relativo alla omissione della dichiarazione dei redditi, nonché al caso di presentazione della stessa con omissioni di dati che essa deve (per obbligo di legge) o dovrebbe (per la fruizione di diritti di credito) contenere.

Precisiamo che dei risvolti penali di tale tipo di infrazione ci siamo occupati in passato, in altre rassegne, e pertanto qui ovviamente non tratteremo nuovamente tale aspetto.

Sottolineiamo, infine, che abbiamo riportato solo le sentenze della Suprema Corte di Cassazione, rinviando ad altre puntate quelle emesse dalla giurisprudenza di merito.

 

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Omissione delle ritenute subite

L’omessa compilazione del quadro relativo alle ritenute subite non integra un errore materiale immediatamente percepibile dall’Amministrazione finanziaria quale indice rivelatore di una discrepanza fra imposta dichiarata, effettivamente versata e dovuta.

(Cassazione, sentenza n. 16551/11)

 

 

Omissione della dichiarazione e conseguenze in tema di accertamento

L’omessa presentazione della dichiarazione da parte del contribuente abilita l’ufficio impositore ad avvalersi di qualsiasi elemento probatorio ai fini dell’accertamento del reddito determinandone l’entità anche con metodo induttivo ed utilizzando, in deroga alla regola generale, presunzioni semplici prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza.

(Cassazione, ordinanza n. 12595/11)

 

 

I costi vanno conteggiati anche in caso di omessa dichiarazione

La disciplina del Tuir ex art. 50, D.P.R. n. 917/1986, relativa alla deduzione forfetaria delle spese, non introduce un beneficio e deve trovare applicazione a prescindere dal comportamento del contribuente anche nell’ipotesi di volontaria omessa dichiarazione.

(Cassazione, sentenza n. 4643/11)

 

 

La determinazione induttiva del reddito in caso di omessa dichiarazione

In tema di accertamento della imposta sui redditi, qualora il contribuente ometta del tutto la presentazione della dichiarazione, e l’Amministrazione finanziaria proceda d’ufficio all’accertamento del reddito d’impresa con metodo induttivo, essa, dovendo procedere alla ricostruzione della situazione reddituale complessiva del contribuente, deve tenere conto anche delle componenti negative del reddito che siano comunque emerse dagli accertamenti compiuti. Nell’ipotesi considerata, infatti, non possono trovare applicazione le limitazioni previste dall’art. 74, commi secondo e terzo, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, in tema di prova dei costi e degli oneri ai fini dell’accertamento con metodo analitico induttivo, in quanto tale norma disciplina la diversa ipotesi in cui una dichiarazione dei redditi, ancorché infedele, sia comunque sussistente. Diversamente, d’altronde, si assoggetterebbe ad imposta, come reddito d’impresa, il profitto lordo, anziché quello netto, in contrasto con l’art. 53 della Costituzione.

(Cassazione, sentenza n. 28028/08)

 

 

Quali conseguenze in caso di omessa indicazione di crediti in Unico

Ove il contribuente fruisca di un credito d’imposta per un determinato esercizio e lo esponga nella dichiarazione annuale, se omette di riportarlo nella dichiarazione relativa all’anno successivo non perde il diritto  alla detrazione, in quanto la decadenza da tale diritto è prevista solo qualora il credito non venga indicato nella prima dichiarazione utile. I giudici rilevano inoltre che nel sistema dell’Iva, imposta caratterizzata dalla neutralità, la perdita del diritto al recupero del tributo da parte dell’operatore che lo ha pagato costituisce un’eccezione alla regola generale.

(Cassazione, sentenza n. 21202/08)

 

 

Accertamento in caso di omessa presentazione di Unico

Nelle ipotesi di omessa presentazione della dichiarazione da parte del contribuente, l’Amministrazione finanziaria è ammessa ad utilizzare qualsiasi elemento…

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