Unico ed il modello INE, la detrazione per gli studenti universitari fuori sede, cedolare secca ed obbligo di raccomandata, lavoratore lcenziato ed indennità sostitutiva

di Antonio Gigliotti

Pubblicato il 4 agosto 2012



tante utilissime risposte ai quesiti per affrontare i casi della vita professionale e per rispondere ad alcuni dubbi su Unico 2012

QUESITO N. 1: Termine di presentazione del modello Ine

Un contribuente risulta escluso dagli studi di settore, pertanto è tenuto alla compilazione del modello Ine (Indicatori di normalità economica). Si chiede se questo modello debba essere trasmesso entro l’1/10/2012 in allegato alla dichiarazione dei redditi.

 

RISPOSTA

L’articolo 1, comma 19, primo periodo, della Legge n. 296 del 2006 (Legge Finanziaria 2007) ha previsto, nei confronti dei contribuenti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo, per i quali non si rendono applicabili gli studi di settore, specifici indicatori di normalità economica, idonei a rilevare la presenza di ricavi o compensi non dichiarati ovvero di rapporti di lavoro irregolare.

Il modello Ine deve essere compilato dai soggetti per i quali non si rendono applicabili gli studi di settore di cui all’art. 62-bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla Legge 29 ottobre 1993, n. 427 e che, comunque, non sono tenuti alla compilazione del relativo modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

Il modello Ine consiste in un allegato alla Dichiarazione dei redditi e benché separato deve essere presentato insieme al modello Unico 2012.

Il termine di presentazione del modello Ine corrisponde quindi a quello del modello Unico 2012 (1.10.2012).

 

QUESITO N. 2: Modello Ine e parametri

E' corretto ritenere che se per un contribuente non vi sono studi di settore applicabili e se in tal caso i parametri sono applicabili il modello INE non deve mai essere presentato.

 

RISPOSTA

In base al primo periodo del citato comma 19 i soggetti cui non si applicano gli studi di settore sono tenuti ad allegare il mod. INE in quanto: “nei confronti dei contribuenti titolari di reddito d'impresa o di lavoro autonomo, per i quali non si rendono applicabili gli studi di settore, sono individuati specifici indicatori di normalità economica, idonei a rilevare la presenza di ricavi o compensi non dichiarati ovvero di rapporti di lavoro irregolare.”

Inoltre, secondo quanto stabilito nelle istruzioni agli studi di settore emanate dalla Agenzia delle Entrate, sono tenuti alla compilazione del mod. INE i soggetti per i quali non si rendono applicabili gli studi di settore e che, comunque, non sono tenuti alla compilazione del relativo modello.

Il contribuente indicato nel quesito esercita un’attività per la quale non risultano elaborati gli studi di settore, ma al contrario risultano elaborati i parametri.

Il contribuente dovrà quindi presentare i parametri e il modello Ine.

 

QUESITO N. 3: L’indennità sostitutiva

Qualora un lavoratore licenziato per motivi discriminatori non intende più rientrare in azienda e optasse quindi per l’indennità sostitutiva in alternativa della reintegrazione sul posto del lavoro, quando cessa definitivamente il rapporto di lavoro? Al pagamento dell’indennità in questione o al momento della scelta?

 

RISPOSTA

Per rispondere al quesito posto occorre innanzitutto far riferimento all’art. 18, c. 5 dello Statuto dei Lavoratori (L. n. 300/1970).

La suddetta disposizione stabilisce che: “Fermo restando il diritto al risarcimento del danno così come previsto al quarto comma, al prestatore di lavoro è data la facoltà di chiedere al datore di lavoro in sostituzione della reintegrazione nel posto di lavoro, un'indennità pari a quindici mensilità di retribuzione globale di fatto. Qualora il lavoratore entro trenta giorni dal ricevimento dell'invito del datore di lavoro non abbia ripreso il servizio, né abbia richiesto entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito della sentenza il pagamento dell'indennità di cui al presente comma, il rapporto di lavoro si intende risolto allo spirare dei termini predetti”.

Ciò premesso, è possibile affermare che il momento di effettiva cessazione del rapporto non coincide con la semplice dichiarazione di scelta, bensì con il pagamento dell’indennità sostitutiva. Infatti, fin quando il datore di lavoro non mette in liquidazione il lavoratore, permane comunque l'obbligo della reintegrazione da parte del datore.

Ne consegue che il risarcimento del danno complessivamente dovuto al lavoratore va commisurato alle retribuzioni che sarebbero maturate fino al giorno del pagamento dell'indennità sostitutiva.

 

QUESITO N. 4: Studenti fuori sede e canoni di locazione detraibili

Il figlio a carico di un contribuente studia in un’università di Londra e vive in un appartamento in affitto. E’ possibile detrarre le spese sostenute per il canone di locazione? Quali documenti si devono possedere?

 

RISPOSTA

E’ possibile detrarre il 19% delle spese sostenute per l’alloggio di studenti universitari fuori sede (in un Comune che dista almeno 100 km da quello di residenza, appartenente a una provincia diversa da quella di residenza), che stipulano contratti di locazione di immobili a uso abitativo.

La legge Comunitaria 2010 ha esteso inoltre questo regime fiscale di vantaggio previsto nel Tuir (art. 15, c. 1, lett. i-sexies) agli studenti che frequentano un’università all’estero per cui la detraibilità al 19% in questione è prevista per i canoni di locazione, contratti di ospitalità e atti di assegnazione in godimento stipulati da studenti iscritti a un corso di laurea presso un’università ubicata nel territorio di uno Stato membro o in uno di quelli aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo.

Per ottenere questa detrazione, i canoni di locazione di immobili a uso abitativo non devono superare i 2.633 euro.

I documenti che devono essere conservati e che vanno esibiti all’Amministrazione finanziaria, all’atto della richiesta, sono:

  • la certificazione dell’iscrizione/frequenza all’università fuori sede o estera;

  • il contratto di affitto/atto di assegnazione in godimento/contratti di ospitalità;

  • le ricevute del pagamento dei canoni pattuiti.

 

QUESITO N. 5: Cedolare secca e possibilità di non inviare la raccomandata

Un contribuente titolare del diritto di proprietà di un immobile abitativo intende stipulare un contratto di locazione per uso abitativo della durata di quattro anni in cui è previsto in apposita clausola la rinuncia all’aggiornamento del canone ai fini Istat. Si chiede di conoscere se, ai fini dell'applicazione della cedolare secca, sia comunque necessario inviare l’apposita raccomandata al conduttore con la quale comunicare l'intenzione di avvalersi del nuovo regime e la rinuncia all'aggiornamento del canone a qualsiasi titolo.

 

RISPOSTA

La Circolare n. 20/E del 4 giugno 2012 chiarisce un tema spinoso relativo alla cedolare secca. In base al comma 11 dell’art. 3 del decreto legislativo n. 23 del 2011, il locatore deve comunicare preventivamente al conduttore tramite lettera raccomandata la scelta del regime alternativo e la conseguente rinuncia per il corrispondente periodo di durata dell'opzione ad esercitare la facoltà di chiedere l'aggiornamento del canone a qualsiasi titolo.

Con la circolare n. 26 del 2011, è stato precisato, con particolare riferimento all'applicazione del regime della cedolare secca per l'anno 2011, che per i contratti di locazione che prevedono espressamente la rinuncia agli aggiornamenti del canone non è necessario inviare al conduttore la comunicazione in questione. L’Agenzia ha ritenuto (cfr. punto 9 della Circolare n. 20/E del 4 giugno 2012) che la medesima conclusione può essere estesa anche ai contratti di locazione di immobili a uso abitativo che non rientrano nel regime transitorio del 2011, qualora nel contratto di locazione sia espressamente prevista la rinuncia a esercitare la facoltà di chiedere l'aggiornamento del canone a qualsiasi titolo, contro la prassi di molti Uffici dell’Agenzia che richiedevano comunque l’allegazione della raccomandata, nonostante l’inserimento della clausola.

 

2 agosto 2012

Antonio Gigliotti