Novità fiscali del 29 agosto 2012: ai nastri di partenza la S.r.l. semplificata

Pubblicato il 29 agosto 2012



sponsorizzazione sportiva: per l’azienda che sponsorizza la spesa è deducibile come pubblicità; territorialità IVA: dal 2013 cambia nuovamente la disciplina; ai nastri di partenza la S.r.l. semplificata; rafforzamento del patrimonio delle banche: è decaduto il D.L. n. 87/2012; Uniemens: con il nuovo sistema emergono ulteriori problematiche

 

 

Indice:

1) Sponsorizzazione sportiva: per l’azienda che sponsorizza la spesa è deducibile come pubblicità

2) Territorialità IVA: dal 2013 cambia nuovamente la disciplina

3) Ai nastri di partenza la S.r.l. semplificata

4) Rafforzamento del patrimonio delle banche: è decaduto il D.L. n. 87/2012

5) Uniemens: con il nuovo sistema emergono ulteriori problematiche

 

 

1) Sponsorizzazione sportiva: per l’azienda che sponsorizza la spesa è deducibile come pubblicità

Le aziende possono dedurre le spese di sponsorizzazioni interamente, ciò sulla base della sentenza n. 53/02/12 della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce depositata lo scorso 21 febbraio 2012 (a tal fine, si veda il documento integrale pubblicato su Il Commercialista Telematico ieri).

Non è, dunque, una spesa di rappresentanza, ma si qualifica come spesa di pubblicità deducibile il costo sostenuto da un azienda per sponsorizzare un’attività sportiva.

Anche se in contrasto con la sentenza della Corte di Cassazione n. 8679/2011, i primi giudici pugliesi hanno dato ragione alla società sponsorizzatrice.

La C.T.P. ha spiegato  che, in relazione regime tributario delle sponsorizzazioni, per i soggetti esercenti l’attività di impresa che sostengono le relative spese, queste sono di regola riconducibili tra le “spese di pubblicità” e quindi integralmente deducibili secondo le modalità previste per queste ultime.

Sul punto viene richiamato l’orientamento enunciato dalla R.M. n. 2/1016 del 5/11/1974, secondo cui “le somme corrisposte a società sportive possono essere considerate di natura pubblicitaria – e come tali inerenti alla produzione di reddito – solo se abbiano come scopo unico quello di reclamizzare il prodotto commerciale per incrementare i ricavi e sempre che ai contributi faccia riscontro, in tal senso, una somma di obblighi contrattuali, anche in fatto osservati”.

A tal fine, anche in Dottrina é stato osservato che le spese di sponsorizzazione sono interamente deducibili anche se sostenute per promuovere la diffusione del nome o del marchio dell’impresa, considerato che esse sono correlate alle prestazioni effettuate nei confronti dello sponsor, in adempimento degli obblighi assunti con il contratto di sponsorizzazione e, pertanto, non suscettibili di essere inquadrate tra quelle di rappresentanza (si veda la risoluzione n. 356/E del 14/11/2002, e in giurisprudenza, Cassazione n. 9567/2007, per la quale “le spese di pubblicità, tra le quali rientrano quelle di sponsorizzazioni, sono costituite da costi sostenuti per pubblicizzare prodotti, marchi, o, comunque, l’attività svolta dall’impresa”.

Pertanto, ai fini della deducibilità delle spese di sponsorizzazione va ricercato quel legame logico (tra l’attività dell’azienda sponsorizzante e la promozione dedotta) che costituisce la linea di confine tra sponsorizzazioni deducibili e mera erogazione liberale, come tale estranea all’attività di impresa.

 

2) Territorialità Iva: dal 2013 cambia nuovamente la disciplina

Dal prossimo anno cambierà di nuovo la disciplina della territorialità dell’Iva.

Ciò sulla base della bozza del D.Lgs. di recepimento della Direttiva n. 2010/45/UE, cui viene prevista la rilevanza nel calcolo del volume d’affari.

La nuova disciplina in materia di fatturazione, modificata dalla citata Direttiva n. 2010/45/UE, è stata recepita da uno schema di Decreto Legislativo applicabile, dunque, alle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2013.

Tra le novità principali, viene prevista l’estensione dell’obbligo di emissione della fattura per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, territorialmente non rilevanti in Italia ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies) del DPR n. 633/1972, poste in essere nei confronti di soggetti passivi debitori d’imposta in altri Paesi Ue, ovvero di soggetti passivi stabiliti al di fuori della Ue.

Nel primo caso (committente comunitario), il documento emesso riporterà l’annotazione “inversione contabile”, mentre nel secondo caso (committente extracomunitario) occorrerà indicare che si tratta di “operazione non soggetta”.

Per i servizi intracomunitari, la fattura non va emessa per le operazioni esenti di cui all’art. 10, comma 1, nn. 1) – 4), del DPR n. 633/1972 (operazioni bancarie, finanziarie e assicurative).

Entrambe le tipologie di operazioni extraterritoriali concorreranno, inoltre, alla formazione del volume d’affari, a differenza della normativa attualmente vigente che impone l’emissione della fattura per le sole prestazioni di servizi “generiche” rese a soggetti passivi stabiliti in altri Paesi Ue, non soggette a IVA ai sensi dell’art. 7-ter del DPR n. 633/1972, escludendone però la rilevanza dal volume d’affari.

Inoltre, anche la procedura di integrazione e registrazione prevista per gli acquisti intracomunitari di beni, estesa - dalla Legge n. 217/2011 (Comunitaria 2010) - ai servizi “generici” resi dai prestatori stabiliti in altri Paesi Ue, viene adesso ulteriormente ampliata, applicandosi, più in generale, alle operazioni di natura intracomunitaria (compresi, quindi, i servizi diversi da quelli “generici”) poste in essere dal cessionario/committente italiano con la controparte stabilita in altro Paese Ue.

La bozza di decreto interviene anche sul termine di emissione della fattura per le cessioni intracomunitarie, la cui tassazione si verifica nel Paese di destinazione dei beni:

Anziché entro le ore 24 del giorno di effettuazione dell’operazione, il documento dovrà essere emesso entro il giorno 15 del mese successivo a quello della consegna/spedizione della merce, con indicazione del titolo di non imponibilità e dell’eventuale norma (comunitaria o nazionale) di riferimento; Parimenti, per le prestazioni di servizi “generiche”, rese a soggetti passivi stabiliti in altri Paesi Ue, la fattura sarà emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione, di regola coincidente con l’ultimazione della prestazione.

Altra novità è quella che gli acconti incassati o pagati in relazione alle cessioni e agli acquisti intracomunitari non dovranno più essere fatturati.

Resta, invece, confermato che l’emissione anticipata della fattura determina l’effettuazione dell’operazione intracomunitaria, in via di deroga rispetto alla regola generale, che verrà “agganciata”, in conformità all’art. 68, par. 2, della Direttiva n. 2006/112/CE, alla consegna/spedizione dei beni a partire dallo Stato di provenienza non solo per le cessioni, ma anche per gli acquisti intra-Ue (attualmente, questi ultimi si considerano effettuati nel momento della consegna o di arrivo in Italia, cioè nel Paese di destinazione).

In merito al contenuto della fattura, viene previsto che la stessa debba riportare il “numero progressivo che la identifichi in modo univoco”, in luogo del numero progressivo (per anno solare) richiesto dalla disciplina vigente.
In linea con la facoltà prevista dall’art. 227 della Direttiva n. 2006/112/CE, il numero di partita IVA del cessionario/committente (ovvero il numero identificativo IVA se l’operatore è stabilito in altro Paese Ue) dovrà essere riportato anche quando il destinatario del bene/servizio non sia debitore d’imposta; nel caso in cui il cessionario/committente italiano non agisca nell’esercizio d’impresa o di arte o professione, andrà indicato il codice fiscale.

Infine, verrà introdotta la possibilità di emettere una fattura di contenuto semplificato per le operazioni di ammontare complessivo non superiore a 100 euro (elevabile fino a 400 euro con D.M.); indipendentemente dall’importo, la stessa facoltà è ammessa per le note di variazione e, ove previsto dal citato D.M., per le operazioni effettuate nell’ambito di specifici settori di attività o da specifiche tipologie di soggetti.

La fattura semplificata resterà, tuttavia, preclusa per le cessioni intracomunitarie e per le operazioni extraterritoriali effettuate nei confronti di soggetti passivi debitori d’imposta in altri Paesi Ue.

 

3) Ai nastri di partenza la S.r.l. semplificata

Da oggi si può utilizzare la nuova struttura organizzativa per operare in forma societaria.

Infatti, dal 29 agosto 2012 i notai possono presentare presso i Registri delle Imprese atti costitutivi di S.r.l. in forma cd. semplificata.

Questo è l’effetto della pubblicazione nella G.U. del 14 agosto 2012 del Decreto del Ministero della Giustizia n. 138 del 2012 con cui è stato emanato il modello standard di atto costitutivo e statuto del nuovo tipo di società a responsabilità limitata.

Via libera, dunque, alle S.r.l. semplificate. Con la pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2012, del regolamento del ministro della Giustizia (decreto 23 giugno 2012, n. 138) con il cd. “modello standard” di atto costitutivo della società a responsabilità limitata semplificata (Srls), viene rimosso l'ostacolo burocratico che finora ha di fatto impedito la costituzione delle Srls.

La Srls è disciplinata dall'articolo 2463-bis c.c., introdotto dall’art. 3, comma 1, del D.L. n. 1/2012, convertito in legge 27/2012. Questa norma dispone anzitutto che la società a responsabilità limitata semplificata può essere costituita da una o più persone fisiche che non abbiano compiuto i 35 anni.
Quindi, impediscono la costituzione di una Srls sia il fatto che all’atto costitutivo partecipi un qualsiasi soggetto diverso dalle persone fisiche sia il fatto che una delle persone fisiche partecipanti all'atto costitutivo abbia già compiuto il trentacinquesimo anno d'età.

Caratteristiche fondamentali della società semplificata, rispetto alla Srl ordinaria, sono le seguenti:

a) la società semplificata deve essere costituita con atto pubblico notarile secondo uno schema conforme al modello standard tipizzato con il decreto del ministro della Giustizia ora pubblicatao in “Gazzetta” (evidentemente, sarebbero nulle le clausole difformi dal modello standard, che sarebbero sostituite “di diritto” da quelle standard); la conseguenza è che la Srls non può essere utilizzata in quei casi nei quali occorra confezionare uno statuto ad hoc per disciplinare situazioni particolari;

b) gli amministratori devono essere soci;

c) è nullo il trasferimento di quote di partecipazione al capitale sociale a soggetti diversi dalle persone fisiche oppure a persone fisiche che abbiano compiuto 35 anni;

d) l’ammontare del capitale sociale (che va versato esclusivamente in denaro, non essendo ammessi i conferimenti in natura) deve essere pari almeno ad 1 euro e inferiore all’importo di 10mila euro; pertanto, le società che abbiano bisogno di una capitalizzazione pari o superiore ai 10mila euro non possono adottare la forma della Srls e, allo stesso tempo, la società che si trovi ad aumentare il suo capitale sopra i 9.999,99 euro dovrà dismettere l’abito della società semplificata per indossare quello dell’ordinaria Srl.

Inoltre, non è ammesso il versamento per centesimi, poiché il capitale sociale va per intero sottoscritto e versato all’atto della costituzione; poi il versamento del capitale sociale non deve essere effettuato in banca, ma nelle mani di coloro che sono nominati amministratori della Srls.

 

4) Rafforzamento del patrimonio delle banche: è decaduto il D.L. n. 87/2012

Non è stato convertito in Legge il D.L. n. 87/2012. Vengono, comunque, fatti salvi gli effetti giuridici sorti nel frattempo.

A tal fine, ieri é  stato comunicato sul sito delle Finanze, il seguente comunicato del Ministero della Giustizia.

Mancata conversione del  D.L. 27 giugno 2012, n. 87, recante:

“Misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell'amministrazione economico-finanziaria, nonché misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario.”.

Il D.L. 27 giugno 2012, n. 87, recante: “Misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell'amministrazione economico-finanziaria, nonché misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario.”, non é stato convertito in legge nel termine di 60 giorni dalla sua pubblicazione, avvenuta nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 148 del 27 giugno 2012.

Viene, pertanto, comunicato che, ai sensi dell'art. 1, comma 2, della legge 7 agosto 2012, n. 135, pubblicata nel supplemento ordinario n. 173/L alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 189 del 14 agosto 2012, “restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base delle norme del decreto-legge 27 giugno 2012, n. 87, non convertite in legge.”

(Ministero della Giustizia comunicato pubblicato il 28/08/2012 sul sito del Ministero delle Finanze)

 

5) Uniemens: con il nuovo sistema emergono ulteriori problematiche

Rese note ieri dai CDL le informazioni sulle modalità operative.

Come comunicato dalla sede Inps di Savona, a seguito delle modifiche apportate lo scorso 10 agosto, è variato il modo di inviare il file UniEMens da parte degli utenti, in particolare per quanto riguarda la ricevuta che viene rilasciata contestualmente alla trasmissione.

In questa ricevuta possono essere presenti delle informazioni non corrette, in particolare per le denunce dei collaboratori, che non corrispondono all’ effettivo contenuto del file inviato.

Gli sviluppatori software stanno provvedendo a risolvere l’anomalia, i consulenti non devono segnalare né ritrasmettere nulla.

Un altro problema può essere presente nella consultazione della trasmissione in un momento successivo.

Le segnalazioni che sono arrivate sono di due tipi:

1) Non risulta presente la trasmissione;

2) La ricevuta ristampata contiene le informazioni di una sola azienda
anche se nel file trasmesso ne sono presenti molte.

In entrambe i casi si tratta sempre di un errore formale delle ricevute.

Gli utenti non devono ritrasmettere i dati ma attendere che venga risolto il problema.

E’, inoltre, stato segnalato degli utenti (aziende e consulenti) che, utilizzando il software di controllo UniEmens versione 3.0, riscontrano un errore nella fase di prelievo caratteristiche contributive.

Nel dettaglio, l’errore che compare è:

“Riferimento a un oggetto non impostato su un’istanza di oggetto” oppure “

Object reference not set to an instance of an object”.

Si tratta di utenti che accedono ad internet con un sistema complesso, cioè
con rete aziendale o server proxy.

Per valutare quale soluzione adottare, è necessaria la collaborazione degli utenti: chiunque riscontri tale tipologia di errore è pregato di inviare una mail a gest.softwaredicontrollo@inps.it indicando nell’oggetto: ERRORE SOFTWARE PER PRELIEVO CARATTERISTICHE CONTRIBUTIVE.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 28 agosto 2012)

 

Vincenzo D’Andò