Novità fiscali del 28 agosto 2012: la sintesi del decreto per la Crescita

Pubblicato il 28 agosto 2012



misure per la crescita: provvedimento in sintesi; agenti di commercio e promotori sono esclusi da Irap; le ultime decisioni del governo su scadenze tributarie e scuola; riforma del lavoro: ancora non decolla

 

 

Indice:

1) Misure per la crescita: provvedimento in sintesi

2) Agenti di commercio e promotori sono esclusi da Irap

3) Le ultime decisioni del governo su scadenze tributarie e scuola

4) Riforma del lavoro: ancora non decolla

 

 

1) Misure per la crescita: provvedimento in sintesi

Rilancio delle infrastrutture, edilizia e trasporti, agenda digitale, trasparenza nella pubblica amministrazione, sostegno della pratica sportiva e del turismo: Sono alcune delle misure contenute nel Decreto Legge sullo sviluppo varato dal governo nel periodo estivo.

In particolare, si tratta del Decreto Legge n. 83 del 22 giugno 2012, convertito in Legge n. 134 del 07 agosto 2012 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 187 del 11 agosto 2012.

Dall’esame delle commissioni parlamentari il provvedimento è uscito con numerose modifiche introdotte al testo del citato D.L.

In particolare, le modifiche parlamentari si sono concentrate sulle misure in favore delle popolazioni colpite dal sisma dell’Emilia e della ricostruzione nei territori colpiti dal sisma in Abruzzo, il Piano nazionale per le città, un ampio pacchetto di semplificazioni edilizie, a partire dal rafforzamento dello sportello unico per l’edilizia, il potenziamento degli incentivi per l’efficienza energetica, le misure a sostegno dell’auto elettrica, l’inserimento dell’energia geotermica tra le fonti energetiche strategiche, l’estensione dell'Iva per cassa.

Ecco di seguito il provvedimento in sintesi:

Interventi per la ricostruzione e la ripresa economica nei territori colpiti dagli eventi sismici:

- viene esteso alle regioni Veneto e Lombardia il supporto di Fintecna necessario per le attività tecnico-ingegneristiche dirette a fronteggiare con la massima tempestività le esigenze delle popolazioni colpite dal sisma.

- viene affidato ai Presidenti delle regioni colpite dagli eventi sismici del 20 e del 29 maggio 2012 il compito di definire le modalità di predisposizione e di attuazione di un piano di interventi urgenti per il ripristino degli edifici ad uso pubblico.
- viene stabilita una riserva di 2 mln per il 2012 e di 3 mln per il 2013 per le assunzioni di profili altamente qualificati effettuate dalle aziende situate nelle zone colpite dal sisma.

- viene prevista la chiusura della gestione dell’emergenza determinatasi nella regione Abruzzo a seguito del sisma del 6 aprile 2009, nonché per la ricostruzione, lo sviluppo e il rilancio dei territori interessati.

Efficientamento energetico e rafforzamento del settore energetico

Al fine di sostenere gli interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico, è stata elevata al 55% la detrazione IRPEF per le spese sostenute fino al 30 giugno 2013 per la riqualificazione energetica degli edifici (in luogo del 50% previsto dal testo originario del Decreto Legge).

La Legge n. 134/2012 contiene poi misure per lo sviluppo e il rafforzamento del settore energetico e norme volte alla semplificazione delle procedure per la realizzazione di infrastrutture energetiche e liberalizzazioni nel mercato del gas naturale.
Quanto alle concessioni idroelettriche, si prevede la possibilità che la durata delle concessioni per grandi derivazioni idroelettriche salga dai 20 anni previsti dal testo originario a 30 anni, a seconda dell'entità degli investimenti ritenuti necessari.

Incentivi agli eco-veicoli

E’ stata, inoltre, prevista una serie di disposizioni volte a favorire la mobilità mediante veicoli a basse emissioni complessive.

In particolare, si intende incentivare la mobilità sostenibile attraverso la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli elettrici, la diffusione di flotte pubbliche e private di veicoli a basse emissioni complessive e l’acquisto di veicoli a trazione elettrica o ibrida.

A tal fine il Governo dovrà promuovere un’intesa con le Regioni per assicurare l'armonizzazione degli interventi in materia di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica.

Nello stesso tempo, entro il 1° giugno 2014 i comuni dovranno adeguare i propri regolamenti sull’attività edilizia in modo da prevedere che per gli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale di superficie superiore ai 500 mq e per i relativi interventi di ristrutturazione, l’installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli sia obbligatoria ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio.

Viene, quindi, semplificata l’installazione delle infrastrutture di ricarica elettrica negli edifici nei condomini.

Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione sarà approvato un Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli elettrici.

I comuni possono concedere esoneri e agevolazioni sulla tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche in favore dei proprietari di immobili che installano e attivano infrastrutture di ricarica elettrica veicolare.

Il Piano è finanziato da un apposito Fondo, con una dotazione di 70 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, mentre per gli anni successivi il piano sarà finanziato dalla Tabella D della legge annuale di stabilità.

Semplificazioni amministrative

Per ciascun procedimento amministrativo, deve essere pubblicato, sul sito istituzionale dell’Amministrazione, il soggetto cui è attribuito il potere sostituivo in caso di inerzia e al quale l’interessato può rivolgersi per la conclusione del procedimento.

Viene modificata la disciplina dello sportello unico per l’edilizia e dei procedimenti amministrativi relativi alla denuncia di inizio attività (Dia), prevedendo che lo sportello unico sia l’unico punto di accesso per il privato per tutte le vicende amministrative riguardanti l'intervento edilizio ed il relativo titolo abilitativo.

Misure a favore delle imprese

Le imprese possono emettere cambiali finanziarie e obbligazioni a condizione che siano assistite da uno sponsor, e che il bilancio sia assoggettato a revisione.
Nell’ambito delle politiche a favore delle imprese, rientrano le modifiche introdotte alla disciplina dell’IVA “per cassa”, ossia dei casi in cui l’IVA sulle cessioni di beni/prestazioni di servizi diventa esigibile (e, dunque, deve essere versata all’erario) al momento del pagamento dei corrispettivi relativi alle operazioni effettuate, in luogo del momento di effettuazione dell’operazione.

Il regime “per cassa” viene quindi reso opzionale e se ne prevede l’applicabilità alle operazioni effettuate da soggetti passivi con volume d’affari non superiore a due milioni di euro, in luogo dell’attuale soglia di duecentomila euro.

Viene stimato che ne potranno beneficiare 4,386 milioni di imprese su 4,526 milioni, pari al 96,90% del totale.

Di particolare importanza sono le modifiche riferite al regime Iva; la Legge n. 134/2012 riscrive l’art. 10, nn. 8, 8-bis e 8-ter, D.P.R. 633/1973 definendo il regime di imponibilità o esenzione delle cessioni e delle locazioni di fabbricati abitativi e strumentali. Viene poi prevista la nascita della S.r.l. a capitale ridotto per gli over 35, mentre rimane la S.r.l. semplificata per gli under 35, sono modificate alcuni adempimenti per i contratti di rete.

Fermo restando quanto disposto dall’art. 2463-bis, c.c. in merito alla S.r.l. semplificata, è prevista la possibilità di costituire S.r.l. a capitale ridotto mediante contratto o atto unilaterale tra persone fisiche di età almeno pari a 35 anni.

L’atto costitutivo va redatto per atto pubblico e deve contenere gli elementi di cui all’art. 2463-bis, co. 2, c.c..

Lo stesso atto può disporre che l’amministrazione sia affidata a una o più persone fisiche anche non socie.

Il contratto di rete deve essere redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata o atto firmato digitalmente da ogni imprenditore o legale rappresentante delle imprese aderenti, e trasmesso ai competenti Uffici del Registro delle imprese attraverso il modello standard disposto con apposito D.M..

Le modifiche al contratto di rete devono essere redatte e depositate, a cura dell’impresa indicata nell’atto modificativo, per l’iscrizione presso la sezione del Registro delle imprese presso cui è iscritta la stessa impresa. Spetta all’Ufficio del Registro delle imprese comunicare l’avvenuta iscrizione delle modifiche a tutti gli altri Uffici cui sono iscritte le altre imprese partecipanti.

È stato ripristinato il regime di imponibilità Iva per cessioni e locazioni di immobili nel caso in cui la parte attiva sia l’impresa di costruzione. L’imponibilità è disposta a prescindere dalla tipologia di immobile (residenziale o strumentale) e dal tempo trascorso dall’ultimazione, venendo così meno il limite temporale dei 5 anni (modifiche all’art. 10, co. 1, nn. 8, 8-bis e 8-ter, D.P.R. 633/1972).

A fini di coordinamento sono state apportate delle modifiche in merito al reverse charge disponendo che l’autofatturazione venga estesa a tutte le compravendite aventi ad oggetto immobili (residenziali o strumentali) a condizione che l’imponibilità Iva derivi da opzione del venditore (modifica all’art. 17, co. 6, lett. a-bis), D.P.R. 633/1972)

Sono rafforzate le attività del Fondo per la crescita sostenibile, che accorpa oltre 43 sistemi di incentivazione dispersi in altrettante disposizioni di legge:

In pratica, si crea un’unica “cassetta degli attrezzi” e un unico fondo che consente di intervenire in modo integrato e, dunque, con maggiore efficacia ed efficienza.
In relazione alla revisione della legge fallimentare per favorire la continuità aziendale, sulla scia del modello del Chapter 11 statunitense, le principali modifiche hanno riguardato - tra l’altro – l’estensione ad alcune tipologie d’immobile a uso non abitativo dell’elenco degli atti sottratti alla revocatoria fallimentare; la modifica della decorrenza dei termini per l’azione revocatoria nel caso in cui il fallimento segua alla domanda di concordato preventivo; l’introduzione di alcuni oneri informativi in capo al debitore, alcuni casi di inammissibilità della domanda laddove analoga domanda non sia stata accolta negli ultimi due anni, termini più brevi laddove sia pendente il procedimento per la dichiarazione di fallimento; sotto altro profilo, nel procedimento relativo alle adesioni alla proposta di concordato preventivo, sono introdotte maggiori garanzie informative per i creditori che non hanno esercitato il voto ed è modificato il procedimento nel giudizio di omologazione relativo al concordato preventivo.
Tra le misure volte al sostegno delle imprese italiane che esportano, sono previste modifiche alla disciplina sui composti organici volatili che hanno permesso, attraverso una interpretazione delle norme più in linea con la disciplina europea, di salvaguardare l'intero settore, consentendo l’immissione sul mercato extra UE di pitture, vernici e prodotti per carrozzeria che non rispettano il limite di contenuto di composti organici volatili (COV).
Nell’ambito delle misure a tutela del made in Italy, che viene inclusa tra le funzioni e i compiti che svolgono le camere di commercio, sono definite le condizioni alle quali l’uso di un marchio costituisce fallace indicazione circa l’origine italiana di un prodotto di origine o provenienza estera.

La novella introdotta reca la definizione di luoghi d’origine per i prodotti alimentari, che sono:

a) il luogo di coltivazione e allevamento della materia prima;

b) il luogo della trasformazione sostanziale.

Con riguardo al settore agricolo, viene prevista l’introduzione di un regime facoltativo di etichettatura dei prodotti della pesca che indichi la provenienza del prodotto anche con la dicitura “prodotto italiano”.

Nel settore della pesca, sono introdotte norme volte a informatizzare il registro dei pescatori, attualmente in formato cartaceo, che dovrà essere sostituito da un “registro elettronico dei pescatori marittimi” anch’esso tenuto dalle Capitanerie di porto.

Dal periodo d’imposta 2012, per le imprese con esercizio coincidente con l’anno solare, gli “elementi certi e precisi”, che accertano la perdita del credito (consentendone la deduzione fiscale), “sussistono in ogni caso” (cioè senza alcuna altra formalità), se è decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito e se contemporaneamente il credito è di modesta entità, cioè di importo non superiore a 5.000 euro per le imprese di più rilevante dimensione e non superiore a 2.500 euro per le altre imprese (art. 101, comma 5, terzo e quarto periodo, Tuir).

Sport e turismo

In relazione agli interventi in materia di sport e turismo, si prevede la destinazione di una parte delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la capillare diffusione della pratica sportiva, pari a 5 milioni di euro, al Fondo di garanzia per i mutui relativi alla costruzione, all’ampliamento, all’attrezzatura, al miglioramento o all’acquisto di impianti sportivi.

Ferma restando la pertinenza del Fondo all’Istituto per il Credito Sportivo, le sue finalità e la natura sussidiaria della garanzia fornita, si amplia il novero dei soggetti che potranno usufruire di tale garanzia: Essa potrà rilasciarsi anche in favore di ogni altro soggetto pubblico e privato che persegua, anche indirettamente, finalità sportive - oltre che in favore di società o associazioni sportive - sui mutui contratti per la costruzione, l'ampliamento, l’attrezzatura, il miglioramento o l'acquisto di impianti sportivi, ivi compresa l’acquisizione delle relative aree.

Vengono infine modificati i criteri di gestione del fondo: In luogo di un regolamento del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, previa deliberazione del Consiglio nazionale del CONI si prevede che esso sia gestito in base a criteri approvati dal Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, su proposta dell'Istituto per il Credito Sportivo, sentito il CONI.

Infine, si prevede che al Fondo possano essere destinati ulteriori apporti conferiti direttamente o indirettamente da enti pubblici.

Infrastrutture

Viene incrementata l’autonomia finanziaria dei porti e si recuperano fondi all’infrastrutturazione portuale, con destinazione prioritaria agli investimenti finalizzati allo sviluppo dei traffici delle merci.

Le defiscalizzazioni già previste per le società di project financing, sono estese a tutti i casi di partenariato pubblico-privato.

Diventa obbligatoria la Conferenza di servizi preliminare per la finanza di progetto.

Sale dal 50% al 60% la percentuale minima di lavori che i concessionari devono affidare a terzi.

Agenda digitale

Tra le misure volte a migliorare la trasparenza e l’efficienza della pubblica amministrazione, vi è poi l’estensione alle aziende speciali e alle società c.d. in house dell’obbligo di conformarsi alla prescrizione di pubblicità previste per tutte le pubbliche amministrazioni sulla concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione di corrispettivi e compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati, nonché l’assoggettamento dell’Agenzia per l’Italia digitale ai principi di efficacia, efficienza, imparzialità, semplificazione e partecipazione dei cittadini e delle imprese.

Sono, inoltre, trasferite all’Agenzia le funzioni dell’Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione in materia di sicurezza delle reti e le attività di progettazione e coordinamento delle iniziative strategiche e di preminente interesse nazionale per la più efficace erogazione di servizi in rete della pubblica amministrazione a cittadini e imprese.

Lavoro e occupazione

Previste misure per le attività svolte dai call center con almeno 20 dipendenti:

Tra l’altro, l’obbligo, per le aziende che spostano l’attività fuori del territorio nazionale, di comunicare tale spostamento al Ministero del lavoro, individuando i lavoratori coinvolti, nonché all’Autorità garante della privacy, indicando le misure adottate ai fini del rispetto della legislazione nazionale nonché il divieto di erogazione di specifici benefici ed incentivi alle aziende che delocalizzano le attività nei paesi esteri.

Sono state introdotte modifiche alla riforma del mercato del lavoro.

In particolare:

a) nell’ambito della riduzione degli intervalli di tempo, prevista dai contratti collettivi, oltre i quali la stipula di un nuovo contratto a termine viene considerato, dopo la scadenza del precedente, come assunzione a tempo indeterminato, si precisa che tali riduzioni si applichino alle attività stagionali ed in ogni altro caso previsto, ad ogni livello, dalla contrattazione collettiva;

b) si prevede che la somministrazione di lavoro a tempo indeterminato sia ammessa in tutti i settori produttivi in caso di utilizzo da parte del somministratore di lavoratori assunti con contratto di apprendistato;

c) si modificano i presupposti previsti ai fini della presunzione che le prestazioni rese da titolari di partita IVA siano da considerare come rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, prevedendo che la durata della collaborazione con lo stesso committente deve essere superiore a 8 mesi annui per 2 anni consecutivi (invece che per un solo anno) e che il corrispettivo annuo deve superare l'80% del fatturato complessivo per due anni solari consecutivi (invece che per un solo anno);

c) si dispone che per il 2013 i percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito possano svolgere prestazioni di lavoro accessorio in tutti i settori produttivi (compresi gli enti locali, fermi restando i vincoli vigenti in materia di contenimento delle spese di personale) nel limite massimo di 3.000 euro di corrispettivo per anno solare;

d) per quanto attiene alle disposizioni transitorie che riducono progressivamente la durata del trattamento di mobilità (fino all’entrata in vigore dell’ASpi, prevista per il 2017) si proroga di un anno (ossia al 31 dicembre 2014) la disciplina attualmente prevista fino al 31 dicembre 2013 (il che si traduce in una durata dell’indennità di mobilità superiore di 6 mesi, nel 2014, per i lavoratori ultracinquantenni del Centro-nord e di tutti i lavoratori del Centro-Sud);

e) si prevede un momento di verifica, entro il 31 ottobre 2014, della disposizioni transitorie in materia di mobilità, al fine di assumere eventuali iniziative in materia;

f) si rimodula l’aumento delle aliquote contributive della Gestione separata INPS, abbassando per alcuni periodi le aliquote dovute dagli assicurati non iscritti ad altre forme pensionistiche e aumentando le aliquote dovute dai soggetti iscritti ad altre forme pensionistiche, riducendo il periodo transitorio e anticipando al 2016 l’aliquota a regime;

g) intervenendo sulla disciplina dell’erogazione della CIGS per le aziende sottoposte a procedure concorsuali nonché nei casi di aziende sottoposte (ai sensi della disciplina contro le organizzazioni criminali di tipo mafioso) a sequestro o confisca, si precisa che l’erogazione dello strumento di tutela del reddito è previsto solo quando sussistano prospettive di continuazione o di ripresa dell'attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione, da valutare in base a parametri oggettivi definiti con specifico decreto, e rinviando l’abrogazione della richiamata disciplina a decorrere dal 1° gennaio 2016;

h) si stabilisce l’obbligo di depositare i contratti e gli accordi collettivi di gestione di crisi aziendali che prevedano il ricorso agli ammortizzatori sociali presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, secondo specifiche modalità;

i) intervenendo sulla disciplina in materia di diritto al lavoro dei disabili, si interviene, in senso restrittivo, sulle categorie escluse dalla base di computo, inserendovi anche lavoratori occupati con contratto a tempo determinato di durata fino a 6 mesi.

 

2) Agenti di commercio e promotori sono esclusi da Irap

Ai fini Irap, il database dei clienti e l’aggiornamento non dimostrano l’autonoma organizzazione.

L’esercizio delle attività di agente di commercio e di promotore finanziario viene escluso dall’applicazione dell’IRAP soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10012 del 2012, interpretando il combinato disposto degli artt. 2, comma 1, primo periodo, e 3, comma 1, lett. c), del D.Lgs. 446/1997.

Il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità, se congruamente motivato (conforme a Cass., SS.UU., n. 12111/2009), ricorre quando il ricorrente:

a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione, e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
b) impegni beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

Costituisce onere del contribuente che chieda il rimborso dell’imposta asseritamente non dovuta dare la prova dell’assenza delle predette condizioni.

Nella caso di specie, i giudici di legittimità hanno ritenuto illegittima la decisione impugnata laddove ha ritenuto sussistente l’autonoma organizzazione sulla base del valore dei beni strumentali, dell’attività lavorativa svolta, del possesso di un archivio clienti adeguatamente protetto, dell’aggiornamento quotidiano costoso, senza alcun riferimento alla circostanza che il contribuente si sia servito, o meno, negli anni in contestazione, di beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività.

Come è noto, l’Irap è stata istituita in base alla Legge n. 662/1996 come imposta a carattere reale da applicare “in relazione all’esercizio di una attività organizzata per la produzione di beni o servizi, nei confronti degli imprenditori individuali, delle società, degli enti commerciali e non commerciali, degli esercenti arti e professioni, dello Stato e delle altre amministrazioni pubbliche”.

La base imponibile è determinata in base “al valore aggiunto prodotto nel territorio regionale”, con modalità diverse a seconda dei soggetti incisi.

All’attuazione della delega ha provveduto il D.Lgs. n. 446/1997, il quale prevede che l’imposta, a carattere reale e indeducibile ai fini delle imposte sui redditi, abbia come presupposto, laddove non si tratti di attività esercitata dalle società e dagli enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato (ipotesi in cui l’imposta si applica in ogni caso), “l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi"” (art. 2, come modificato dall’art. 1, comma 1, del D.Lgs. n. 137/1998).

Tra i soggetti incisi dall’imposta sono collocate le persone fisiche, le società semplici e quelle ad esse equiparate a norma dell’art. 5 del D.P.R. 917/1986, esercenti arti e professioni di cui all’art. 49, comma 1, medesimo Decreto (art. 3, comma 1, lett. c), ossia i lavoratori autonomi, la categoria di contribuenti rispetto alla quale è apparsa più discutibile la identificazione dei requisiti per l’applicabilità dell’imposta e più marcato il possibile contrasto della imposta stessa con i principi costituzionali di uguaglianza, di capacità contributiva e di tutela del lavoro, tanto da determinare l'intervento della Corte costituzionale.

 

3) Le ultime decisioni del governo su scadenze tributarie e scuola

Il Consiglio dei Ministri si è riunito lo scorso 24 Agosto 2012, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Mario Monti.

Il Consiglio ha esaminato l’ipotesi del differimento delle scadenze degli adempimenti tributari e fiscali che interessano i cittadini e le imprese delle aree colpite dal sisma del 20 e 29 maggio.

L’analisi sull’attuazione delle misure a sostegno delle popolazioni terremotate – in particolare il Fondo per la ricostruzione destinato ai proprietari degli immobili e ai titolari di attività produttive e le iniziative adottate dalle Regioni interessate – ha confermato una ripresa graduale del circuito economico locale e della vita quotidiana di molte famiglie.

Le principali difficoltà che ostacolano il pieno recupero delle attività produttive consistono nell’inagibilità di case, studi professionali, locali commerciali e industriali.

La conseguenza, per i titolari degli edifici non ancora agibili, è un’esposizione al rischio di liquidità ancora elevata.

Il Consiglio dei Ministri ha quindi condiviso l’analisi del Ministro dell’economia e finanze, che adotterà il decreto con la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, allineandoli tutti alla scadenza del 30 novembre 2012.

Il Consiglio dei Ministri ha poi esaminato e approvato 4 decreti presidenziali in tema di pubblica istruzione.

Il primo decreto, su proposta del Ministro dell’istruzione, università e ricerca, riguarda l’istituzione e la disciplina del Sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione delle istituzioni scolastiche e formative, comprese le scuole paritarie, definendone finalità, struttura e modalità di funzionamento.

Il Sistema di valutazione si basa sull’attività di collaborazione di tre istituzioni: l’Invalsi (l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione), che assume il coordinamento funzionale dell’intera procedura di valutazione; l’Indire (l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa), che sostiene le scuole nei piani di miglioramento; gli Ispettori, che collaborano nella fase di valutazione esterna delle scuole.

Uno dei perni di questa riforma è costituito dall’autovalutazione delle scuole, determinata sulla base di dati forniti dal sistema informativo del Ministero dell’istruzione, università e ricerca, dall’Invalsi e dalle stesse scuole. Questa analisi sarà contenuta in un Rapporto di autovalutazione da cui successivamente l’Invalsi desumerà gli indicatori che consentiranno di individuare le istituzioni scolastiche da sottoporre alla valutazione esterna, coordinata dagli ispettori.

In base ai risultati del Rapporto, la scuola definirà un piano di miglioramento avvalendosi anche del sostegno dell’Indire, o della collaborazione con università, enti di ricerca, associazioni professionali e culturali. Gli esiti del procedimento di valutazione non hanno l’obiettivo di sanzionare o premiare, ma intendono rendere pubblico il rendimento della scuola in termini di efficacia formativa. Lo scopo è attivare un processo di miglioramento sistematico e complessivo dell’efficienza e dell’efficacia del servizio, che deve essere mirato soprattutto a innalzare i livelli di apprendimento degli studenti e a dotarli di conoscenze e competenze essenziali per operare scelte consapevoli per il loro futuro. Il sistema permetterà anche di comprendere il valore dell’azione di coordinamento dei dirigenti scolastici.

L’intervento normativo, dalla cui attuazione non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, completa il processo di decentramento dell’Amministrazione a favore delle autonomie scolastiche, divenute operative dal 2000, e permette di dotarle di uno strumento di validazione del loro operato, secondo le migliori esperienze internazionali. In quest’ottica, il Sistema di valutazione costituisce una risorsa strategica per orientare le politiche educative alla crescita culturale, sociale ed economica del Paese e per promuovere un esercizio responsabile dell’autonomia da parte di tutte le istituzioni scolastiche e formative. Inoltre, permette di colmare il ritardo che il nostro Paese ha accumulato, rispetto agli altri Paesi europei, perché fornisce una risposta all’impegno preciso richiesto dall’Europa di sostenere, con un programma di ristrutturazione, le scuole che hanno fatto registrare risultati insoddisfacenti.

Il decreto sarà successivamente sottoposto, per i prescritti pareri, al Consiglio nazionale della pubblica istruzione, alla Conferenza unificata, al Consiglio di Stato e alle competenti Commissioni parlamentari. Contemporanemanete all’acquisizione dei pareri degli organi consultivi, si aprirà un percorso di consultazioni e confronto sul testo con gli operatori del mondo della scuola, con le realtà associative rappresentanti i genitori, gli studenti e la società civile, nonché con i sindacati del comparto e con le forze politiche.

I successivi tre decreti, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione e semplificazione, di concerto con il Ministro dell’economia e finanze, e su richiesta del Ministro dell’istruzione, università e ricerca, autorizzano il MIUR ad assumere a tempo indeterminato, a partire dall’anno scolastico 2012-2013 dirigenti scolastici, personale docente, personale tecnico-amministrativo e direttori amministrativi.

Le autorizzazioni ad assumere sono il risultato di una programmazione del fabbisogno corrispondente alle effettive esigenze di funzionalità del servizio educativo e scolastico, nell’ottica dell’avvio di una regolare programmazione pluriennale, che dia più certezze e prospettive ai giovani che si affacciano sul mercato del lavoro in questo delicato settore. Le autorizzazioni mirano inoltre ad ottimizzare l’utilizzo delle risorse del personale dirigenziale, docente e ATA per migliorare il funzionamento e contenere i costi di settore, anche alla luce delle nuove disposizioni di spending review.

In particolare, per quanto riguarda il comparto Scuola, le assunzioni di dirigenti scolastici e di docenti e personale educativo – che dovranno essere effettuate entro il 31 agosto 2012, al fine di consentire un ordinato avvio dell’anno scolastico – rientrano nel programma triennale di assunzioni nel comparto scuola 2011-2013 e sono necessarie per garantire le esigenze di funzionalità del servizio scolastico. Le assunzioni riguardano:

- 1.213 unità di dirigenti scolastici;

- 134 trattenimenti in servizio di dirigenti scolastici, solo per l’anno scolastico 2012/2013 (si ricorda che i trattenimenti in servizio sono da considerare, sotto l’aspetto finanziario, assimilabili a nuove assunzioni);

- 21.112 unità di personale docente ed educativo.

Per quanto concerne invece il comparto dell’Alta formazione artistica musicale e coreutica le assunzioni garantiranno le esigenze di funzionalità delle Accademie e dei Conservatori di Musica. Si tratta di:

- 60 docenti di I e II fascia, per incarichi di insegnamento;

- 280 unità di personale tecnico-amministrativo (di cui 149 assistenti amministrativi e 131 coadiutori);

- 3 unità di direttore amministrativo – EP/2 (mobilità intercompartimentale).

(Consiglio dei Ministri n. 43 del 24 agosto 2012)

 

4) Riforma del lavoro: ancora non decolla

Riforma del lavoro: Dopo un mese non decolla . Gli imprenditori non credono alle novità in materia di lavoro. O meglio, ad un mese dall'entrata in vigore della legge n. 92/2012, le aziende non stanno dando seguito alle previsioni governative.

La crisi occupazionale è in pieno corso e le rilevazioni, fatte dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su di un campione significativo di studi professionali, lo confermano.

Se l’auspicio governativo è che con la riforma gli imprenditori investano sull’occupazione, al momento l’orientamento appare assolutamente diverso.

Un primo importante dato che emerge dall’indagine è che nel 93% di piccole aziende si è bloccato l’avvio di contratti a progetto.

Il blocco si è registrato anche nelle grandi aziende per il residuo 7%. Al momento, queste aziende non hanno avviato rapporti di lavoro con altri contratti .

Il 52% del campione riferisce che l’eliminazione della causale nel primo contratto a termine in questo primo mese non ha prodotto un aumento rilevante dei rapporti. Quindi, sembra che in questa prima fase ci sia ancora diffidenza rispetto ai criteri applicativi della novità legislativa , se si pensa che il 28% sostiene fermamente che questa novità non ha prodotto nessun effetto sull’occupazione delle aziende assistite.

È stato analizzato anche il nuovo obbligo di comunicazione dei lavoratori intermittenti. Nel 41% dei casi le aziende hanno difficoltà per la mancanza degli strumenti idonei ad effettuare la comunicazione. Nel 36% denuncia difficoltà di carattere amministrativo per l’effettuazione dell’adempimento.

Sempre sul lavoro intermittente, il 54% del campione dei consulenti del lavoro intervistati dichiarano che i datori di lavoro assistiti, al termine del periodo transitorio, risolveranno definitivamente il contratto con i propri lavoratori incompatibili con la nuova legge.

Le difficoltà si registrano anche nella norma contro le dimissioni in bianco. Nel 56% dei casi sono stati rappresentati problemi applicativi per i datori di lavoro. Ma anche gli stessi lavoratori sono rimasti vittime della burocrazia nel 36% del campione. Mentre solo l’8% degli intervistati ha affermato che la norma non abbia prodotto alcun effetto.

La valutazione complessiva sulle novità legislative in tema di flessibilità in entrata è molto negativa: nel 90% dei casi le novità creano solo rigidità e solo nel 2% dei casi le considera idonee a creare nuova occupazione.

Anche sulla flessibilità in uscita il giudizio è molto negativo nel 73% dei casi.

Istituti privati assimilabili a asili nido ai fini della detrazione del 19% spese retta

Parere dell’Agenzia delle entrate in risposta ad un interpello.

D.R. FRIULI VENEZIA GIULIA, PROT. 908-16260/2012.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 27 agosto 2012)

 

Vincenzo D’Andò