Novità fiscali del 10 agosto 2012: le false partite IVA chiuderanno entro il 2012?

Pubblicato il 10 agosto 2012



false partita Iva: a fine anno le prime chiusure; deduzione costi autovetture: non cambia nulla per l’Iva; erogazioni alle Onlus: la percentuale di detrazione aumenterà dal 2013; territorio: obbligo di voltura telematica anche per scissioni e fusioni; riforma professioni: la formazione torna agli ordini; quote di genere: approvato schema di decreto per parità di accesso agli organi sociali delle società controllate; eventi sismici in Emilia: messaggio Inps sulla proroga dei termini di sospensione; avversità atmosferiche: messaggio Inps; meccanismo di reazione rapida alla frode IVA

 

 

Indice:

1) False partita Iva: a fine anno le prime chiusure

2) Deduzione costi autovetture: non cambia nulla per l’Iva

3) Erogazioni alle Onlus: la percentuale di detrazione aumenterà dal 2013

4) Territorio: obbligo di voltura telematica anche per scissioni e fusioni

5) Riforma professioni: la formazione torna agli ordini

6) Quote di genere: approvato schema di decreto per parità di accesso agli organi sociali delle società controllate

7) Eventi sismici in Emilia: messaggio Inps sulla proroga dei termini di sospensione

8) Avversità atmosferiche: messaggio Inps

9) Meccanismo di reazione rapida alla frode IVA

 

 

1) False partita Iva: a fine anno le prime chiusure

Con tutta probabilità, molte partite Iva chiuderanno a fine 2012. Stavolta la chiusura delle partite Iva non sarà dovuta all’attuale crisi economica/finanziaria, che da circa 5 anni attanaglia il settore produttivo italiano/europeo.

Ebbene la chiusura sarà necessaria per fare fronte a quanto stabilito dalla riforma lavoro Fornero (Legge n. 92 del 2012), poi modificata dal D.L. crescita e sviluppo (D.L. n. 83 del 2012), difatti scatta la presunzione che si tratti non di lavoro autonomo ma di collaborazione coordinata e continuativa, salvo prova contraria a carico del committente, in presenza delle seguenti condizioni:

- la collaborazione con il medesimo committente ha una durata complessiva superiore a 8 mesi per 2 anni consecutivi;

- il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d’imputazione di interessi, costituisce più del 80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco di 2 anni solari consecutivi;

- il collaboratore dispone di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente.

La presunzione non riguarda le prestazioni lavorative svolte nell’esercizio di attività professionali per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni.

Il Ministero del lavoro provvederà alla ricognizione delle predette attività, sentite le parti sociali.

Sono, inoltre, escluse dalla presunzione le prestazioni:

- connotate da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell’esercizio concreto di attività;

- svolte da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali (il livello minimo stabilito per il 2012 è pari ad euro 14.930,00; il reddito annuo da lavoro autonomo richiesto per escludere la presunzione è, quindi, pari a euro 18.663,00).

Sara, comunque, necessaria una valutazione sulla qualità del percorso formativo ovvero dell’esperienza lavorativa maturata, che richiederà l’individuazione degli opportuni criteri interpretativi.

 

2) Deduzione costi autovetture: non cambia nulla per l’Iva

La Riforma del Lavoro Fornero (Legge n. 92 del 2012), come è noto, ha modificato la deducibilità dei costi delle autovetture per professionisti e imprese a partire dal 2013. Ma nulla é cambiato per la detrazione Iva, che rimane fissata nella misura del 40%.

La citata Legge ha, quindi, modificato la deducibilità dei costi auto a partire dal periodo d’imposta 2013 riducendole nella misura del 27,50 %, invece, del 40% attualmente in vigore.

La modifica avrà decorrenza dal 2013, tuttavia dovrà tenersene conto per la determinazione degli acconti 2013 e, quindi, con la dichiarazione dei redditi 2012. Tale nuova minore percentuale, vale sia per il costo d’acquisto che per le spese effettuate durante la vita del mezzo.

Peraltro, la deduzione delle autovetture è, per i professionisti, limitata ad un solo veicolo per professionista e, quindi, nel caso di associazioni professionali a un veicolo per ogni socio o associato.

Ovviamente, tale limite non riguarda gli imprenditori commerciali, che possono, quindi, dedurre dal 2013 entro il citato limite del 27,50 per più autovetture.

Il costo massimo fiscalmente riconosciuto per l’acquisto dell’automezzo è rimasto di € 18.075.99.

Per i motocicli il costo massimo fiscalmente riconosciuto è sempre  di € 4.131.66, per i ciclomotori è di € 2.065.83.

Da ricordare, infine, che nulla é cambiato per gli agenti di commercio per i quali la percentuale di deduzione delle spese è prevista nella misura dell’80% (per l’Iva nella misura del 100%).

Per quanto riguarda la procedura per la rilevazione dell’ammortamento, è necessario tenere presente che il limite di deducibilità dell’80% per agenti e rappresentanti di commercio relativamente ai veicoli a limitata deducibilità si applica sul costo di acquisto massimo riconosciuto di 25.822,84 euro.
Leasing finanziario autovetture

Inoltre, riguardo le ulteriori novità che hanno interessato il settore auto, con le modifiche apportate dal D.L. 16/2012 la durata del contratto di locazione finanziaria non incide più sulla deducibilità dei beni strumentali dei professionisti e imprenditori, i quali non dovranno più preoccuparsi della durata del contratto che andranno a stipulare per l’uso del veicolo ma la deducibilità sarà sempre ammessa per un periodo non inferiore al periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito, che per le auto è il 25% e, quindi, di norma 48 mesi.

La novità si applica ai contratti stipulati a decorrere dalla data di conversione del D.L. 16/2012 avvenuta con la Legge 44/2012 pubblicata in G.U. il 28 aprile 2012.

Da tenere presente che i costi di locazione e di noleggio non rilevano fiscalmente per la parte che eccede € 3.615,20 annui per le autovetture, € 774.69 per i motocicli, € 413.17 per i ciclomotori.

 

3) Erogazioni alle Onlus: la percentuale di detrazione aumenterà dal 2013

E’ stata prevista per le somme corrisposte a titolo gratuito ad enti non commerciali strutturati secondo le forme di società non lucrative.

Per i partiti politici, a fronte di tale aumento delle percentuali di bonus, vengono ridotti i limiti massimi di spettanza del bonus, che scende dalle 100 mila euro circa a 10 mila.

In particolare, l’art. 7 e l’art. 15 della Legge Fornero n. 96/2012 (pubblicata sulla G.U. 158 del 09 luglio 2012) da un lato aumentano la percentuale dell’importo detraibile delle erogazioni liberali in favore di partiti e movimenti politici e Onlus effettuate da parte di persone fisiche.

Con la modifica del comma 1-bis dell’art. 15 del Tuir, viene disposto, per le persone fisiche, che a decorrere dal 2013 la percentuale di detrazione passa dall’attuale 19 al 24%, mentre dal 2014 si potrà portare in detrazione il 26% degli importi devoluti.

Per le erogazioni a partiti politici l’aumento delle percentuali di detrazione è accompagnato dalla diminuzione del limite, sia minimo che massimo, di contributo detraibile, ora compreso tra 50 e 10 mila euro, a fronte del precedente intervallo 51,65 - 103.291 euro.

Resta invariata la modalità di effettuazione delle erogazioni, che devono avvenire tramite versamento bancario o postale o altri sistemi di pagamento tracciabili (carte di debito, di credito, prepagate, ecc.).

Il limite massimo annuo su cui calcolare la detrazione resta fissato a 2.065 euro.

La detrazione spetta a condizione che l’erogazione sia effettuata in favore di partiti che abbiano presentato liste o candidature elettorali alle elezioni per il rinnovo della camera o del senato o del Parlamento europeo oppure che abbiano almeno un rappresentante eletto in un consiglio regionale o nei consigli delle province autonome di Trento e Bolzano.

Per le Onlus, invece l’incremento delle percentuali di detraibilità non è accompagnato da alcuna modifica del limite massimo, fissato in euro 2.065,83. Peraltro, nello stesso limite previsto dalla suddetta agevolazione rientrano le erogazioni liberali in denaro a favore delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del presidente del consiglio dei ministri nei paesi non appartenenti all’Ocse.

Le persone fi siche che effettuano liberalità in denaro a una Onlus, al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi dovranno valutare se è più conveniente fruire della detrazione d’imposta del 19% oppure della deduzione del 10% del reddito complessivo.

In quest’ultimo caso l’erogazione deducibile determinerà, mediante la riduzione del reddito imponibile, un beneficio pari all’aliquota massima raggiunta dal contribuente.

Reddito d’impresa: deducibilità invariata

Nulla è cambiato, invece, per il regime di deducibilità dal reddito d’impresa delle erogazioni a favore delle Onlus; ossia per le somme versate dalle persone giuridiche.

Per effetto del D.L. n. 35 del 2005, le persone fisiche e gli enti soggetti all’Ires, in particolare società ed enti commerciali e non commerciali, possono dedurre dal reddito complessivo, in sede di dichiarazione dei redditi, le liberalità in denaro o in natura erogate a favore delle Onlus, nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70 mila euro annui (in particolare, l’erogazione liberale è deducibile fino al minore dei due limiti).

Ai fini della deducibilità dal reddito, le erogazioni liberali in denaro devono essere effettuate tramite banca, ufficio postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari; le erogazioni liberali in natura devono essere considerate in base al loro valore normale (prezzo di mercato di beni della stessa specie o similari); il donatore, in aggiunta alla documentazione attestante il valore normale (listini, tariffari, perizie, ecc.), deve farsi rilasciare dal beneficiario una ricevuta con la descrizione analitica e dettagliata dei beni erogati e l’indicazione dei relativi valori.

In alternativa alla deduzione prevista, le imprese (imprenditori individuali, società di persone, società di capitali, enti commerciali ecc.), a fronte di erogazioni liberali in denaro a favore delle organizzazioni suddette possono dedurre dal reddito di impresa un importo non superiore a 2.065,83 euro o al 2% del reddito di impresa dichiarato.

Quando si tratta di erogazioni liberali in favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica e da altri eventi straordinari, anche se avvenuti in altri stati, è prevista una duplice agevolazione a seconda che l’erogazione consista in una somma di denaro o in una cessione di beni.

Le erogazioni liberali in denaro effettuate per il tramite di fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con appositi provvedimenti, sono deducibili, quali componenti negative, dal reddito di impresa.

Le cessioni gratuite di beni non sono considerate destinate a finalità estranee all’esercizio dell’impresa.

Pertanto, non concorrono a formare il reddito come ricavi o plusvalenze.

 

4) Territorio: obbligo di voltura telematica anche per scissioni e fusioni

Un provvedimento dell’Agenzia del territorio dell’8 agosto 2012, ha stabilito che dal 15 ottobre 2012, per gli atti che comportano mutamento nell’intestazione catastale dei beni immobili di cui sono titolari persone giuridiche, la voltura sarà eseguita con modalità telematiche: Per la trasmissione alle banche dati catastali, i notai e gli altri pubblici ufficiali abilitati utilizzeranno il modello unico informatico per la registrazione, la trascrizione e la voltura catastale.

Il citato provvedimento, infatti, prevede che sono soggetti all’obbligo della voltura catastale tutti gli atti, per i quali è prevista l’iscrizione nel registro delle imprese, che comportano qualsiasi mutamento nell’intestazione catastale dei beni immobili di cui siano titolari persone giuridiche.

Pertanto, dal 15 ottobre 2012, la voltura dei suddetti atti, ricevuti da notai e pubblici ufficiali abilitati alla trasmissione telematica del modello unico informatico per la registrazione, la trascrizione e la voltura catastale, verrà assolta con le procedure telematiche di cui all’art. 3-bis del D.Lgs. n. 463 del 18 dicembre 1997.

In particolare, le procedure telematiche possono riguardare:

- La richiesta di registrazione;

- le domande di volture catastali, qualora la registrazione sia stata eseguita con procedura telematica.

Viene, così, posto rimedio alla mancanza di uniformità di comportamento in caso di atto societario che comporta un cambio di intestazione (fusione, scissione, cambiamento di sede da Comune a Comune, mutamento di denominazione) senza che vi sia un trasferimento dell’immobile.

 

5) Riforma professioni: la formazione torna agli ordini

Più formazione professionale per gli Ordini. La versione definitiva del testo della riforma delle Professioni, approvato il 03 agosto 2012 dal Consiglio dei Ministri, ha ribadito l’obbligo, per il singolo professionista, della formazione professionale mediante un continuo e costante aggiornamento delle proprie competenze.

La formazione continua obbligatoria ha come obiettivo quello di garantire qualità ed efficienza della prestazione professionale, anche a tutela degli interessi degli utenti e della collettività cui è rivolto il servizio.

I corsi di formazione potranno essere organizzati dagli Ordini.  I Consigli Nazionali potranno predisporne i regolamenti e autorizzare anche enti e soggetti esterni, previo parere vincolante del Ministero vigilante.

Inoltre, l’attività di gestione e organizzazione dell’aggiornamento tramite convenzioni tra i Consigli Nazionali e le università potrà essere svolta anche a cura di Ordini o Collegi territoriali e dei sindacati di categoria delle professioni regolamentate, anche in cooperazione con altri soggetti.

Nell’art. 7 del Decreto è poi demandato ad apposite convenzioni tra Consigli Nazionali competenti ed università la determinazione di regole comuni di riconoscimento reciproco dei crediti formativi, professionali ed universitari, così come per il riconoscimento reciproco tra diversi ordini o collegi professionali.

Spazio anche alle Regioni per i corsi di formazione: il D.P.R. riconosce la competenza regionale per la disciplina dell’attribuzione di fondi per l’organizzazione di scuole, corsi ed eventi di formazione professionale.

La norma, al contrario di quanto ritenuto dalle Commissioni parlamentari, che prospettavano un profilo di illegittimità costituzionale per violazione dell’art. 117 comma 6 della Costituzione, ha ribadito che le Regioni, che hanno potestà concorrente in materia di professioni, possono prevedere l’attribuzione di fondi per i corsi di formazione.

“Uno dei punti più apprezzati del testo della riforma è quello relativo alla formazione continua: è stata ribadita ed evidenziata la centralità degli Ordini a tutela della fede pubblica. Un deciso passo in avanti rispetto a quanto ipotizzato in precedenza, relativamente all’assegnazione di competenza a soggetti diversi e non qualificati”: così Marina Calderone, Presidente del Comitato Unitario delle Professioni.

Stop al tirocinio obbligatorio per tutti

Il Decreto che riforma le professioni, approvato il 03 agosto 2012 dal Consiglio dei Ministri,ha messo la parola fine a un percorso iniziato quasi due anni fa.

Salta ora l’obbligatorietà del tirocinio per gli ordini che non lo prevedono nei propri ordinamenti.

Nell’art. 6 del nuovo testo, il tirocinio ha una durata massima di 18 mesi, e può essere svolto per un periodo non superiore a sei mesi, presso enti e professionisti di altri Paesi. Prevista anche la possibilità di svolgere il tirocinio in

concomitanza con il corso di studio per il conseguimento della laurea.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 09 agosto 2012)

 

6) Quote di genere: approvato schema di decreto per parità di accesso agli organi sociali delle società controllate non quotate da pubbliche amministrazioni

In occasione del Consiglio dei Ministri del 03 agosto 2012, è stato approvato lo Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente la parità di accesso agli organi di amministrazione e controllo delle società italiane, controllate dalle Pubbliche amministrazioni, ai sensi dell’art. 2359, commi 1 e 2 c.c., non quotate.

Il provvedimento, che assume la forma di regolamento, è stato emanato in attuazione dell’art. 3 della legge n. 120/2011, che ha introdotto il principio della parità di genere nelle società con azioni quotate.

Lo Schema di regolamento, accompagnato da una relazione illustrativa, prevede, tra gli aspetti fondamentali:

- la nomina degli organi di amministrazione e controllo secondo modalità che garantiscano che il genere meno rappresentato ottenga almeno un terzo dei componenti di ciascun organo (art. 2, comma 1);

- l’ambito di applicazione temporale per tre mandati consecutivi a partire dal primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore del regolamento (art. 3, comma 1);

- il rispetto della quota di almeno un quinto in sede di primo mandato (art. 3, comma 2);

- l’applicazione del criterio di arrotondamento all’unità superiore;

- l’applicazione della quota di genere anche ai componenti supplenti del collegio sindacale (art. 2, comma 5);

- la diffida della società, che non rispetti la quota del genere meno rappresentato, a ripristinare l’equilibrio tra generi entro sessanta giorni. In caso di inottemperanza alla diffida, viene fissato un nuovo termine di sessanta giorni, decorso inutilmente il quale, l’organo interessato decade (art. 4, comma 5).

L’approvazione definitiva dello Schema è subordinata al rilascio di un parere del Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi entro il termine massimo di novanta giorni ai sensi dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n., 400.

(Assonime, nota del 09 agosto 2012)

 

7) Eventi sismici in Emilia: messaggio Inps sulla proroga dei termini di sospensione

L’Inps, con il messaggio n. 13318 del 09 agosto 2012 ha fornito chiarimenti sulla Legge n. 122 del 1 agosto 2012 di conversione con modificazioni, del D.L. 6 giugno 2012, n. 74, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012 - differimento termini.

La legge n. 122 dell’1 agosto 2012 (pubblicata su G.U. n. del 3 agosto 2012), ha disposto, in sede di conversione del D.L. 6 giugno 2012 n. 74, modifiche in ordine a diversi termini di sospensione previsti nella formulazione originaria dal predetto decreto che sono riassunte di seguito.

a) Modifiche all’art. 6 comma 4 del D.L. n. 74/2012 sulla sospensione dei termini prescrizionali e delle procedure esecutive

La legge 122/2012 ha modificato, in favore dei soggetti che alla data del 20 maggio 2012 erano residenti, avevano sede operativa o esercitavano attività lavorativa, produttiva o di funzione nei Comuni interessati dall’evento sismico, l’originario termine di sospensione dei termini prescrizionali e delle procedure esecutive fissato al 31 luglio 2012 dall’art. 6 comma 4 del D.L. n. 74/2012.

Il nuovo termine di sospensione è stato fissato dalla legge 122/2012 alla data del 31 dicembre 2012.

b) Modifiche all’art. 8 comma 1 del D.L. 74/2012 sulla mancata effettuazione delle ritenute da parte del datore di lavoro.

Per effetto delle modifiche intervenute a seguito della conversione del D.L. n. 74/2012, il termine entro il quale il datore di lavoro deve regolarizzare il versamento, senza applicazione di sanzioni ed interessi, dei contributi previdenziali non trattenuti e non riversati nel periodo 20 maggio – 8 giugno 2012, già fissato, dall’art. 8 comma 1, al 30 settembre 2012, è stato differito al 30 novembre 2012.

Inoltre, sono stati differiti alla stessa data del 30 novembre 2012 i termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria.

c) Modifiche all’art. 8 comma 4 del D.L 74/2012 sui soggetti operanti fuori dai Comuni interessati dall’evento sismico ed assistiti da professionisti con domicilio professionale in loco

La legge n. 122/2012 ha ulteriormente prorogato il termine originariamente fissato al 30 settembre 2012 dall’art. 8 comma 4 D.L. 74/2012, entro il quale i professionisti, consulenti, associazioni e centri di assistenza fiscale che avevano sede o operavano nei comuni coinvolti dal sisma, anche per conto di aziende e clienti non operanti nel territorio, dovevano effettuare gli adempimenti in favore delle amministrazioni pubbliche.

Il nuovo termine entro il quale effettuare adempimenti è stato prorogato al 30 novembre 2012.

Inoltre, la legge di conversione ha incluso tra i soggetti beneficiari di tale differimento anche le “società di servizi e di persone in cui i soci residenti nei comuni colpiti dal sisma rappresentino almeno il 50 per cento del capitale sociale”.

d) Istruzioni operative

Per quanto concerne le modalità per poter fruire della sospensione degli adempimenti e dei versamenti contributivi, viene fatto rinvio alle istruzioni già fornite con la circolare n. 85 del 15 giugno 2012, e con il messaggio n. 11793/2012.

Ulteriori novità rilevanti a fini contributivi

La legge 122 del 2012, di conversione del D.L. 74/2012, ha inoltre previsto con il comma 3-bis dell’art. 8 che “fino al 31 dicembre 2012, non sono computabili ai fini della definizione del reddito di lavoro dipendente, di cui all'articolo 51 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, i sussidi occasionali, le erogazioni liberali o i benefici di qualsiasi genere, concessi da parte sia dei datori di lavoro privati a favore dei lavoratori residenti nei comuni di cui all'allegato 1 al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1º giugno 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 130 del 6 giugno 2012, sia da parte dei datori di lavoro privati operanti nei predetti territori, a favore dei propri lavoratori, anche non residenti nei predetti comuni, in relazione agli eventi sismici di cui all'articolo 1”.

(Inps, messaggio n. 13318 del 09 agosto 2012)

 

8) Avversità atmosferiche: messaggio Inps

OPCM n. 4024 del 6 luglio 2012. Avversità atmosferiche verificatesi nei territori delle provincie di La Spezia, Massa Carrara, Genova, Livorno, Matera, Messina e per il Comune di Ginosa. Circolare n. 101 del 25 luglio 2012.

Con circolare n. 101 del 25 luglio 2012, sono stati illustrati i contenuti dell’OPCM n. 4024 del 5 luglio 2012 che ha disposto la proroga al 16 luglio 2012 del versamento della contribuzione nei confronti dei soggetti destinatari della medesima ordinanza colpiti dalle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nei territori delle province di La Spezia, Massa Carrara, Genova, Livorno, Matera, Messina e per il comune di Ginosa.

Al punto 4 della richiamata circolare sono state fornite le prime indicazioni in ordine alle modalità di versamento dei contributi differiti che potranno essere versati, a decorrere dal 16

luglio 2012, in un numero massimo di 6 rate mensili, di pari importo, senza applicazione di oneri accessori.

Tuttavia, in considerazione della tardività della pubblicazione dell’ordinanza, la prima rata scaduta il 16 luglio dovrà essere versata unitamente a quella in scadenza il 20 del mese di agosto.

I contribuenti che intendono avvalersi della facoltà di effettuare il versamento in forma rateale, dovranno operare come segue:

- rilevare l’ammontare dei contributi sospesi e non pagati;

- determinare la rata costante, suddividendo l’ammontare in un numero massimo di 6 rate mensili di uguale importo;

- effettuare il pagamento delle prime 2 rate entro il 20 agosto.

In base alla previsione dell’art. 29, comma 15 del D.L. n. 216/2011, la citata ordinanza all’art. 1, comma 2, ha precisato che “non si fa luogo al rimborso di quanto già versato”. Le eventuali istanze prodotte sulla base dei modelli allegati alla citata circolare n. 101, ricorrendo tale ipotesi, dovranno essere respinte o considerate solo per la parte residua risultante ancora a debito, in caso di pagamenti parziali.

Con il presente messaggio si forniscono le istruzioni operative per il versamento della contribuzione oggetto di differimento e le prime indicazioni per la gestione delle domande.

In un prospetto vengono indicati, per ciascuna area territoriale, i periodi interessati dal provvedimento di sospensione e i contributi oggetto di differimento.

(Inps, messaggio n. 13325 del 09 agosto 2012)

 

9) Meccanismo di reazione rapida alla frode IVA

La Commissione Europea ha presentato il 31 luglio 2012 la proposta COM(2012)428 relativa ad un meccanismo di reazione rapida (MRR o Quick Reaction Mechanism – QRM) contro la frode in materia IVA.

Lo scopo del nuovo meccanismo è quello di consentire agli Stati membri di adottare misure immediatamente operative a fronte di determinate tipologie di frode. Il meccanismo non sostituisce la procedura di deroga attuale che consente di ottenere l’autorizzazione a deroghe al regime IVA armonizzato, ma riguarda specificatamente situazioni di frode massiccia e improvvisa, in specifici settori economici di un particolare Stato membro, che non possono essere fermate con i mezzi di controllo e di applicazione tradizionali e che comporterebbero perdite di gettito irreparabili.

La Commissione evidenzia che, considerata la dimensione internazionale del fenomeno, l’obiettivo di combattere la frode può essere raggiunto, a livello europeo, in forza di una Direttiva che offra agli Stati membri la possibilità di ottenere, in casi eccezionali, una base giuridica per una misura di deroga in modo molto più rapido rispetto a quello che è attualmente possibile.

Quanto al contenuto delle deroghe che potrebbero essere autorizzate nell’ambito del nuovo strumento, la Commissione propone di stabilire e approvare un elenco delle misure antifrode al fine di garantire la rapidità di trattazione. Una considerazione particolare è data all’inversione contabile (c.d. reverse charge), in base alla quale è il cliente soggetto passivo ad essere tenuto al pagamento dell’IVA invece che, come nella regola generale, il fornitore di beni o di servizi, e che si è rivelata uno strumento efficace per impedire le frodi (in particolare le frodi carosello) quando viene applicata a determinati settori specifici. Potranno essere considerate anche altre misure determinate dal Consiglio, che delibera all'unanimità su proposta della Commissione.

Sotto l’aspetto procedurale, la Commissione propone il ricorso alle sue competenze di esecuzione su base di richieste degli Stati membri interessati, che dovranno precisare la loro intenzione di introdurre una misura di deroga sulla base del meccanismo di reazione rapida descrivendo dettagliatamente le circostanze eccezionali della situazione riferita alla frode “conclamata”. La Commissione chiederà ulteriori informazioni quando necessario e ove disponga di tutte le informazioni necessarie, essa autorizzerà la misura o informerà gli Stati membri interessati del suo rifiuto entro un mese.

Le Associazioni economico-professionali, le Università, i Professionisti e i Privati interessati sono invitati a fornire, entro il 30 settembre 2012, le osservazioni e contributi relativi alla proposta, attualmente disponibile nelle versioni inglese e francese.

Per il corretto invio dei contributi è necessario rispondere, entro 24 ore, all’email che verrà inviata a completamento della procedura.

La partecipazione alla consultazione non costituisce alcun titolo, condizione o vincolo rispetto ad eventuali decisioni del Dipartimento delle finanze.

Una sintesi degli esiti sarà pubblicata al termine della consultazione.

(Ministero dell’Economia e delle finanze, nota del 09 agosto 2012)

 

Vincenzo D’Andò