Novità fiscali del 7 agosto 2012: no mediazione tributaria in caso di sospensione licenza per mancata emissione dello scontrino

Pubblicato il 7 agosto 2012



mediazione tributaria: non vi rientrano le sanzioni di sospensione della licenza o autorizzazione all'esercizio attività a seguito mancata emissione ricevute o scontrini; gerico 1.0.3: aggiornate le specifiche tecniche; legge sulla crescita: panoramica sulle novità; omessa dichiarazione Iva/Irap/dirette con eccedenze a credito: istruzioni per controlli e rimborsi; elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione; in G.U. il decreto sugli obblighi informativi e documentali nei processi di fusione e scissione; IVA - recepimento della direttiva 2010/45/UE: scaricabile lo schema di DLgs e relazione; IRDCEC: pubblicato l’Osservatorio Economico - Luglio 2012; accertamento con adesione - compensazione: nota di Assonime

 

Indice:

1) Mediazione tributaria: non vi rientrano le sanzioni di sospensione della licenza o autorizzazione all'esercizio attività a seguito mancata emissione ricevute o scontrini

2) Gerico 1.0.3: aggiornate le specifiche tecniche

3) Legge sulla crescita: panoramica sulle novità

4) Omessa dichiarazione Iva/Irap/dirette con eccedenze a credito: istruzioni per controlli e rimborsi

5) Elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione

6) In G.U. il decreto sugli obblighi informativi e documentali nei processi di fusione e scissione

7) IVA - recepimento della direttiva 2010/45/UE: scaricabile lo schema di DLgs e relazione

8) IRDCEC: pubblicato l’Osservatorio Economico - Luglio 2012

9) Accertamento con adesione - compensazione: nota di Assonime

 

 

1) Mediazione tributaria: non vi rientrano le sanzioni sulle ricevute o scontrini

Resa nota la circolare delle Entrate con alcune risposte ai quesiti posti dai contribuenti.

Gli atti di irrogazione delle sanzioni, compresi quelli riguardanti la trasmissione telematica delle dichiarazioni e gli omessi o tardivi versamenti trovano spazio nell’istituto della mediazione.

Restano, invece, escluse le sanzioni di sospensione della licenza o dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività per la mancata emissione di ricevute o scontrini fiscali, in quanto il valore della controversia è indeterminabile.

Sono questi alcuni dei principali chiarimenti contenuti nella circolare dell’Agenzia delle entrate n. 33/E del 3 agosto 2012 contenente le risposte ai quesiti dei contribuenti sull’istituto della mediazione.

Via libera alla mediazione delle sole sanzioni

I provvedimenti di irrogazione di sanzioni tributarie, d’importo non superiore a 20mila euro, rientrano a pieno titolo tra quelli per cui è obbligatorio presentare istanza di mediazione e, di conseguenza, in caso di accordo, possono ottenere una riduzione al 40%.

Anche i contribuenti che vogliono ricorrere contro le sanzioni relative alla trasmissione telematica delle dichiarazioni e contro l’iscrizione a ruolo per omesso o tardivo versamento a seguito di un controllo automatizzato della dichiarazione devono presentare istanza di mediazione.

In quest’ultimo caso, considerato che le sanzioni per omesso o tardivo versamento sono del 30%, se il contribuente non paga, a seguito di comunicazione di irregolarità, e le somme vengono iscritte a ruolo, in caso di accordo di mediazione le sanzioni sono pari al 12% dell’imposta non versata (40 % del 30%).

Ricevute e scontrini: l’indeterminabilità esclude la mediazione

Restano fuori dall’istituto della mediazione le sanzioni di chiusura del locale per mancata emissione della ricevuta o dello scontrino fiscale, in quanto il valore della controversia è indeterminabile.

L’art. 17- bis del Dlgs 546 del 1992 prevede, infatti, che il valore deve essere espressamente individuato e non superiore a 20mila euro.

Come si applica la riduzione al 40%

L’ufficio in sede di mediazione può rideterminare la misura della sanzione irrogata e di conseguenza l’ammontare su cui ha facoltà di calcolare il 40%.

Infine, la suddetta circolare ha fornito numerosi esempi che illustrano come vengono rideterminati i tributi e le sanzioni.

Autotutela parziale: la mediazione trova spazio solo prima dell’impugnazione

In caso di controversie di ammontare superiore a 20mila euro che a seguito di autotutela parziale da parte dell’Amministrazione raggiungono un valore inferiore a questa cifra, il contribuente deve presentare istanza di mediazione se l’atto non è stato ancora impugnato. Contrariamente, se al momento dell’impugnazione il valore della controversia era superiore a 20mila euro non è più possibile usufruire dell’istituto della mediazione ma resta aperta l’ipotesi della conciliazione giudiziale.

 

2) Gerico 1.0.3: aggiornate le specifiche tecniche

Nessun nuovo calcolo per chi ha già applicato gli studi. Pronte le nuove specifiche tecniche per la trasmissione dei dati rilevanti per l’applicazione degli studi di settore. Il provvedimento di approvazione, diffuso il 03 agosto 2012, segue il rilascio della nuova versione di Gerico 2012 con le modifiche apportate

all’ultima versione 1.0.3. dell’1 agosto 2012.

Gli interventi non hanno conseguenze sui risultati di congruità, normalità e coerenza calcolati da Gerico. Ciò vuol dire che i contribuenti che hanno già applicato gli studi di settore non devono effettuare nuovamente il calcolo.

In particolare, per alcuni studi è stata modificata la denominazione di alcuni indicatori di coerenza, per adeguarla a quella riportata nelle note tecniche e metodologiche di approvazione, mentre per lo studio VD16U è stato eliminato un controllo bloccante.

Con il neo provvedimento vengono, inoltre, apportate modifiche alle istruzioni per la compilazione dei modelli di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione di alcuni studi (UK29U, VK01U e VK08U).

Il testo del provvedimento è disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 114 del 03 agosto 2012)

 

3) Legge sulla crescita: panoramica sulle novità

Il D.L. n. 83/2012, ormai convertito in Legge, si compone di oltre 60 articoli.

Si propone di seguito una panoramica delle misure che più possono interessare ai fini fiscali e settori collegati:

Project bond (Art. 1, co. 1)

Aliquota fiscale di vantaggio (12,5%) per favorire la sottoscrizione di obbligazioni di progetto.

Ripristino IVA per cessioni e locazioni nuove costruzioni (Art. 9)

L’art. 9 è volto ad assoggettare all’imposizione IVA le operazioni relative a cessioni e locazioni di abitazioni effettuate dai costruttori anche oltre il limite dei cinque anni dall’ultimazione dei lavori.

Detrazioni Irpef per ristrutturazioni e riqualificazione energetica (Art. 11)

Innalzata dal 36% al 50% la detrazione Irpef per le spese di ristrutturazione edilizia (con un massimo di 96 mila euro) effettuate tra l’entrata in vigore del D.L. e il 30 giugno 2013. Sgravio Irpef al 55% per gli interventi di riqualificazione energetica realizzati entro il 30 giugno 2013.

Semplificazioni edilizie (Art. 13)

Scia e Dia potranno in via generale essere sostituite da atti e pareri formali con autocertifi cazioni di tecnici abilitati. Potenziato il ruolo dello Sportello unico per l’edilizia.

Disposizioni in materia di responsabilità solidale dell’appaltatore (Art. 13-ter)

L’art. 13-ter sostituisce il comma 28 dell’art. 35 del D.L. n. 223 del 2006, concernente i soggetti responsabili per il versamento di somme all’erario nel caso di appalto di opere e di servizi, aggiungendo altresì i commi 28-bis e 28-ter.

In particolare si stabilisce che i soggetti responsabili in solido dei versamenti siano l’appaltatore e il subappaltatore; che tale responsabilità riguardi, oltre alle ritenute sul lavoro dipendente, l'IVA dovuta dal subappaltatore per le prestazioni effettuate nel rapporto di subappalto; che la responsabilità solidale dell’appaltatore viene meno se questi verifica il corretto adempimento degli obblighi del subappaltatore.

Viene quindi subordinato il pagamento del corrispettivo dovuto dal committente all’appaltatore all’esibizione della documentazione che attesti il corretto adempimento dei predetti obblighi. Viene infine prevista l'applicazione delle predette norme ai contratti di appalto e subappalto di opere, forniture e servizi conclusi da soggetti che operano nell’ambito di attività rilevanti a fini IVA, dai soggetti IRES, dallo Stato e dagli enti pubblici, escludendo le stazioni appaltanti.

Auto elettriche (Art. da 17-bis a 17-opties)

In arrivo un piano nazionale di interventi in materia di reti infrastrutturali per

la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica. Entro il 1° giugno 2014 i

comuni dovranno prevedere nei regolamenti sull’attività edilizia l’installazione

di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli

Ecoincentivi (Artt. 23, 26, 27 e 28)

Introdotti meccanismi di semplificazione delle circa 27 mila tipologie di agevolazioni alle imprese attive presso il ministero dello sviluppo economico. Moratoria di 12 mesi delle rate di finanziamento dovute dalle imprese concessionarie di agevolazioni.

Restyling della disciplina in materia di riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale complessa. Semplificazione ed accelerazione di “Industria 2015”. Revoca degli aiuti già erogati e non utilizzati.

Bonus assunzioni qualificate (Art. 24)

Credito d’imposta del 35% (con un limite massimo di 200 mila euro ad impresa) per tutte le aziende che assumono a tempo indeterminato dottori di ricerca o laureati magistrali in materie tecnico-scientifiche impiegati in attività di R&S.

Finanziamento Pmi (Art. 32)

Possibilità di emettere cambiali finanziarie da parte delle società non quotate (diverse dalle micro-imprese).

Durata massima 36 mesi. Necessario il ruolo di uno “sponsor”. Previsto un rating dell’emittente già a partire dall’emissione, sulla base di cinque categorie di qualità creditizia.

Iva per cassa (Art. 32-bis)

Esteso il regime (opzionale) per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi “b2b” effettuate da soggetti passivi con volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro: in tali ipotesi l’Iva diviene esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi.

Revisione legge fallimentare (Art. 33)

Introdotta la facoltà di accedere immediatamente alle protezioni previste dalla legge fallimentare presentando una semplice domanda di concordato preventivo (sul modello del “Chapter 11” americano), senza la necessità di produrre contestualmente la documentazione finora richiesta.

Cambia la responsabilità del professionista.

Novità sul trattamento fiscale di sopravvenienze attive e passive derivanti dalla ristrutturazione dei debiti.

In particolare, si è stabilito che gli elementi certi e precisi sussistono in ogni caso quando il credito sia di modesta entità e sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito stesso.

Il credito si considera di modesta entità quando ammonta ad un importo non superiore a 5.000 euro per le imprese di più rilevante dimensione di cui all’art. 27, comma 10, del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e non superiore a 2.500 euro per le altre imprese.

Gli elementi certi e precisi sussistono inoltre quando il diritto alla riscossione del credito è prescritto.

Per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali di cui al regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, gli elementi certi e precisi sussistono inoltre in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in dipendenza di eventi estintivi.

S.r.l. semplificata (Art. 44)

Eliminato il vincolo anagrafico dei 35 anni per poter costituire la Srl a capitale ridotto. Per i soggetti under-35 resta l’esenzione dai diritti di bollo e dalle altre tasse. Il Mef dovrà promuovere un accordo con l’Abi per fornire credito agevolato alle Srl semplificate costituite da soggetti under-35

Modifiche alla riforma del mercato del lavoro (Art. 46-bis)

L’art. 46-bis reca talune modifiche alla recente legge di riforma del mercato del lavoro. Si modificano le norme sui termini temporali per le riassunzioni a tempo determinato entro i quali il secondo contratto si considera a tempo indeterminato.

Cambiano i tempi per le verifiche sulle false partite Iva. I requisiti dovranno essere rispettati per due anni e non per uno, come prevede la legge di riforma.

Sistri (Art. 52)

In attesa di ulteriori accertamenti sul funzionamento del sistema di tracciabilità

dei rifiuti e per semplificare le procedure, il termine di entrata in operatività del Sistri è sospeso per 12 mesi (in ogni caso non oltre il 30 giugno 2013).

Giudizio civile (Art. 54)

Introdotto un “filtro” alla proposizione di appello nel processo civile. Il giudice potrà dichiarare inammissibile l’impugnazione in assenza di ragionevoli possibilità di accoglimento. Le novità non si applicano al contenzioso tributario

Durata dei processi (Art. 55)

Modificata la “legge Pinto” (n. 89/2001) in relazione alle domande di indennizzo per violazione del termine di durata ragionevole del processo civile e penale.

Previsti indennizzi predeterminati (da 500 a 1500 euro per ogni anno di ritardo), termini prefissati (6 anni complessivi, di cui 3 per il primo grado, 2 per l'appello e 1 per la cassazione), nonché cause di non indennizzabilità riconducibili alla condotta non diligente, dilatoria o abusiva della parte.

Sisma Emilia-Romagna (Art. 67-octies)

Credito d’imposta per imprese e lavoratori autonomi con sede nei territori colpiti dal sisma del 20 e del 29 maggio 2012.

Tali soggetti potranno richiedere un bonus fiscale pari al 100% del costo sostenuto per la ricostruzione, il ripristino o la sostituzione dei beni danneggiati.

 

4) Omessa dichiarazione Iva/Irap/dirette con eccedenze a credito: istruzioni per controlli e rimborsi

L’Agenzia delle Entrate ha reso note le linee guida utili ai contribuenti che intendono ottenere il riconoscimento di un credito maturato in un’annualità per la quale non hanno presentato la dichiarazione ai fini dell’Iva, delle imposte dirette o dell’Irap.

La circolare n. 34/E del 06 agosto 2012, ha, infatti, precisato come il riconoscimento di questi crediti possa avvenire sia attraverso un’istanza di rimborso (art. 21 del D.Lgs. n. 546/1992), sia in sede di mediazione e conciliazione.

In tutti i casi il contribuente deve comunque pagare le somme richieste rispettivamente con avviso di irregolarità, cartella di pagamento, sentenza definitiva o accordo di mediazione.

In quest’ultima ipotesi al contribuente compete la riduzione delle sanzioni al 40%.

Le condizioni per il rimborso Iva

Per le omesse dichiarazioni Iva, il credito non dichiarato nel modello relativo all’anno in cui è maturato non è utilizzabile in detrazione nella dichiarazione successiva. Per cui, se il contribuente riporta in dichiarazione tale eccedenza, l’Agenzia può produrre una comunicazione di irregolarità e, in assenza del versamento delle somme richieste, iscrivere a ruolo l’imposta, i relativi interessi e le sanzioni. Tuttavia, il contribuente può presentare istanza di rimborso entro due anni dal pagamento delle somme richieste dall’ufficio. Il rimborso sarà erogato solo dopo aver riscontrato l’effettiva spettanza del credito.

Le regole per le altre imposte

Anche per le imposte dirette il contribuente non può riportare in dichiarazione un’eccedenza a credito generata nel precedente periodo di imposta per il quale risulta omessa la dichiarazione. Si considera omessa anche la dichiarazione presentata con un ritardo di oltre 90 giorni.

Pure in questi casi il contribuente, solo dopo aver versato le somme richieste dall’ufficio, potrà richiedere il riconoscimento del crediti ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. n.546/1992.

Mediazione e conciliazione

Se il contribuente impugna il ruolo che recupera il credito indebitamente riportato in dichiarazione con sanzioni e interessi, la controversia può essere definita mediante un accordo di mediazione o conciliazione che prevede il riconoscimento del credito effettivamente spettante e il pagamento della sanzione ridotta al 40% oltre che degli interessi.

Ricorso in giudizio

Il contribuente che ricorre in giudizio, solo dopo aver pagato le somme iscritte a ruolo, a seguito di sentenza passata in giudicato, può presentare istanza di rimborso del credito maturato nell’annualità per la quale la dichiarazione risulta

omessa.

Trattamento in sede mediazione o conciliazione giudiziale

Pertanto, le controversie possano essere definite mediante un accordo di mediazione che preveda il riconoscimento del credito effettivamente spettante, qualora il contribuente riconosca a sua volta la legittimità delle sanzioni e degli interessi iscritti a ruolo.

Nel caso in cui venga raggiunto l’accordo di mediazione, inoltre, il contribuente avrà diritto a beneficiare della riduzione delle sanzioni al 40% ai sensi dell’art. 48 del D.Lgs. n. 546 del 1992.

In sostanza – coerentemente con le finalità perseguite dal legislatore attraverso l’istituto della mediazione e in ossequio ai principi di economicità e speditezza dell’azione amministrativa – posto che il pagamento dell’imposta liquidata dà diritto al contribuente di presentare istanza di rimborso “anomalo” nel termine biennale di cui all’art. 21 del d.lgs. n. 546 del 1992, l’Agenzia ritiene possibile in mediazione “scomputare”, dalla somma originariamente richiesta in pagamento al contribuente, l’eccedenza di IVA detraibile riconosciuta spettante.

Considerato che il diritto di credito emerge solo in fase di mediazione, non possono essere riconosciuti interessi a favore del contribuente. Nell’accordo di mediazione dovrà altresì evidenziarsi che i controlli eseguiti ai fini del riconoscimento dell’eccedenza a credito non esauriscono le attività di controllo esercitabili dall’Amministrazione finanziaria sull’annualità per la quale la dichiarazione risulta omessa.

Le medesime considerazioni fin qui svolte in relazione alle istanze di mediazione presentate dai contribuenti avverso le cartelle di pagamento, si possono ritenere valide anche in ordine alla possibilità di definire in sede di conciliazione giudiziale le controversie di valore superiore a 20.000 euro, per le quali l’istituto della mediazione non trova applicazione.

Riconoscimento dell’eccedenza a credito IRPEF, IRES o IRAP maturata nell’anno in cui la relativa dichiarazione risulta omessa

Analogamente a quanto esposto in materia di IVA, accade sovente che nell’ambito dell’attività di liquidazione delle dichiarazioni dei redditi o dell’IRAP viene rilevato che alcuni contribuenti riportano in dichiarazione un’eccedenza di imposta a credito generata nel precedente periodo d’imposta per il quale la relativa dichiarazione risulta omessa.

Al riguardo, viene osservato, che ai sensi dell’art. 2, comma 7, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, le dichiarazioni dei redditi presentate con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse “ma costituiscono, comunque, titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in esse indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d’imposta”.

Dal tenore letterale della disposizione emerge che le dichiarazioni c.d. “tardive” costituiscono per l’Amministrazione finanziaria titolo per la riscossione delle imposte che ne derivano, mentre nulla viene disposto in ordine agli eventuali crediti ivi indicati. Tale mancata previsione da parte del legislatore consente di affermare che la dichiarazione presentata con un ritardo di oltre novanta giorni non è titolo per il riconoscimento dei crediti ivi esposti.

Viene, quindi, ritenuto legittimo l’operato dell’Amministrazione finanziaria che recupera il credito riportato nella dichiarazione dei redditi successiva, ma derivante da una annualità per cui la dichiarazione è stata omessa, mediante la procedura di cui al citato art. 36-bis del D.P.R. n. 600 del 1973, con irrogazione della sanzione prevista dall’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471.

Anche in tal caso, peraltro, occorre conformarsi al principio espresso con la circolare 4 maggio 2010, n. 23, nella quale si è affermata la possibilità di riconoscere il diritto del contribuente al rimborso a seguito della definizione della pretesa in senso favorevole all’Amministrazione.

Nelle fattispecie in esame, quindi, dopo che abbia definito l’obbligazione pagando le somme richieste dall’ufficio, nei termini previsti dalla comunicazione di irregolarità ovvero a seguito della notifica della cartella di pagamento o in esito a sentenza definitiva a lui sfavorevole, il contribuente potrà richiedere il rimborso del credito maturato nell’annualità per la quale la dichiarazione risulta omessa, entro due anni dal predetto pagamento ai sensi dell’arti. 21 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546.

L’istruttoria delle istanze di rimborso in questione dovrà essere finalizzata alla ricostruzione della posizione fiscale complessiva del contribuente relativamente alla annualità per la quale la dichiarazione risulta omessa, riscontrando la documentazione esibita dal contribuente e gli eventuali dati e notizie a disposizione dell’ufficio.

Resta salva in ogni caso la facoltà di attivare anche successivamente eventuali ulteriori specifici controlli sostanziali, al fine di verificare la spettanza del credito. Il riconoscimento del credito, analogamente a quanto affermato in materia di IVA, potrà inoltre avvenire anche in sede di accordo di mediazione o conciliazione giudiziale.

 

5) Elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione

E’ stato pubblicato sul sito dell’Agenzia delle entrate l’elenco associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni aggiornato al 05 agosto 2012.

Sono disponibili, in tre distinti elenchi, i dati degli enti del volontariato, delle associazioni sportive dilettantistiche e degli enti della ricerca scientifica che hanno presentato la domanda di iscrizione al 5 per mille dopo i termini.

Per gli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche la scadenza è stata fissata al 7 maggio 2012; per gli enti della ricerca scientifica del Miur, invece, al 30 aprile 2012.

I soggetti interessati possono regolarizzare la loro posizione entro il 1° ottobre 2012 ai sensi dell'art. 2 comma 2 del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 inviando la documentazione integrativa (Onlus e volontariato alle Direzioni Regionali; associazioni sportive dilettantistiche agli uffici territoriali del Coni ed enti della ricerca scientifica al Miur) e versando una sanzione di importo pari a 258 euro tramite il modello F24 con codice tributo 8115. Gli elenchi verranno aggiornati periodicamente.

 

6) In G.U. il decreto sugli obblighi informativi e documentali nei processi di fusione e scissione

E’ stato pubblicato. nella Gazzetta ufficiale n. 180 del ‘3 agosto 2012. il D.Lgs. n. 123 del 22 giugno 2012, recante “Attuazione della direttiva 2009/109/CE per quanto riguarda gli obblighi in materia di relazioni e di documentazione in caso di fusioni e scissioni”.

Scopo del provvedimento (che modifica diversi articoli del codice civile) è quello di ridurre gli obblighi informativi e documentali a carico delle società coinvolte in processi di fusione e scissione.

A tal fine consente di effettuare gli adempimenti di pubblicità legale relativi ai progetti di fusione, di scissione e agli altri documenti da rendere disponibili ai soggetti interessati, tramite pubblicazione degli stessi sul web (sito della società medesima ovvero altro sito web designato a tale scopo dagli Stati membri) e l’invio di copia via posta elettronica

 

7) IVA - recepimento della direttiva 2010/45/UE: scaricabile lo schema di DLgs e relazione

A partire dal 1° gennaio 2013 dovranno entrare in vigore le disposizioni interne che recepiscono la direttiva 2010/45/UE del Consiglio, del 13 luglio 2010, recante modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda le norme in materia di fatturazione.

La direttiva introduce nuove disposizioni sulle seguenti materie:

emissione della fattura;

fattura elettronica;

fattura semplificata;

conservazione delle fatture;

IVA per cassa (cash accounting);

esigibilità dell’imposta nelle operazioni transfrontaliere;

coordinamento delle normative nazionali in tema di fatturazione;

varie.

Il Dipartimento delle finanze, in collaborazione con l’Agenzia delle entrate, ha elaborato uno schema di decreto legislativo di recepimento, unitamente ad una nota illustrativa. (nota: ciccare sopra per scaricare in automatico dal sito internet).

Gli interessati sono invitati a trasmettere entro il 25 settembre 2012 contributi e osservazioni ritenuti utili ai fini del recepimento.

Per il corretto invio dei contributi è necessario rispondere, entro 24 ore, all’email che verrà inviata a completamento della procedura.

La partecipazione alla consultazione non costituisce alcun titolo, condizione o vincolo rispetto ad eventuali decisioni del Dipartimento delle finanze.

Una sintesi degli esiti sarà pubblicata al termine della consultazione.

(Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze, nota del 06 agosto 2012)

 

8) IRDCEC: pubblicato l’Osservatorio Economico - Luglio 2012

Sul sito della Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili è stato pubblicato 06 agosto 2012 l’Osservatorio Economico di luglio 2012.

L'Osservatorio economico IRDCEC di Luglio 2012 presenta brevi analisi economiche della congiuntura internazionale e nazionale con approfondimenti sulla crisi economica in atto.

Viene segnalata, in particolare, la sezione relativa agli indicatori finanziari, in particolare tassi di interesse di riferimento e tassi per il credito agevolato.

Sommario di questo numero:

Presentazione e sintesi.

Congiuntura internazionale.

Congiuntura italiana.

Andamenti di finanza pubblica.

Entrate tributarie mensili.

Indicatori finanziari.

Bollettino Banca d'Italia luglio 2012.

Presentazione e sintesi:

Lo Spread intorno ai 500 punti base è la minaccia peggiore per l’economia italiana che, come la maggior parte delle economie di eurolandia, è entrata nel terzo trimestre dell’anno in condizioni particolarmente recessive assolutamente non previste in primavera allorché il governo, nel presentare il Def, attribuiva al paese un calo del Pil pari a -1,2% e un deficit pari a -1,7% del Pil.

(IRDCEC, nota del 06 agosto 2012)

 

9) Accertamento con adesione - compensazione: nota di Assonime

Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 31/E del 2 agosto 2012 - Accertamento con adesione – Compensazione: Pronta la nota di Assonime del 06 agosto 2012.

Con la circolare n. 31/E del 2012 l’Agenzia delle entrate fornisce importanti indicazioni operative in merito alla possibilità di ottenere, nell’ambito della procedura di accertamento con adesione, la compensazione o il rimborso delle maggiori imposte pagate nel periodo di corretta imputazione del componente negativo disconosciuto in altri periodi d’imposta per difetto del requisito della competenza.

Come noto, con la circolare n. 23/E del 4 maggio 2010 l’Agenzia delle entrate ha manifestato una significativa apertura circa i possibili rimedi che il contribuente può adottare per evitare quei fenomeni di doppia tassazione che possono insorgere in sede di accertamento a seguito al disconoscimento da parte dell’Amministrazione finanziaria di un componente negativo di reddito per difetto del requisito di competenza temporale.

Con il predetto documento di prassi l’Amministrazione finanziaria ha riconosciuto che il contribuente può far valere il diritto di imputare il componente negativo di reddito nel periodo di effettiva competenza anche qualora siano scaduti i termini sia per rettificare in favore la dichiarazione relativa a tale periodo, sia per presentare un’istanza di rimborso.

E ciò mediante un’apposita istanza di rimborso ai sensi dell’art. 21, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992 il cui termine biennale decorre dal momento in cui il recupero del costo non di competenza è divenuto definitivo (“dalla data in cui è divenuta definitiva, anche ad altro titolo, la pretesa dell’Amministrazione finanziaria al recupero del costo oggetto di rettifica”).

Con la circolare n. 29/E del 27 giugno 2011 l’Amministrazione finanziaria ha altresì precisato che “il diritto al rimborso di cui trattasi consegue a tutte le ipotesi in cui il rilievo divenga definitivo, e quindi anche nelle ipotesi di accertamento resosi definitivo per mancata impugnazione nei termini o per acquiescenza, nonché nei casi di accertamento con adesione o conciliazione giudiziale”.

Con la circolare n. 31/E del 2012 l’Agenzia delle entrate riconosce ai contribuenti, in sede di definizione del procedimento di accertamento con adesione, la possibilità di compensare l’imposta dovuta (per effetto del recupero del componente negativo) con quanto indebitamente pagato nel periodo d’imposta in cui avrebbe dovuto dedurre il predetto componente negativo.

Si tratta, dunque, di una facoltà che si pone in termini di alternatività rispetto all’ulteriore possibilità di richiedere il rimborso della maggiore imposta pagata nel periodo di effettiva competenza del componente negativo.
Sul punto, l’Amministrazione finanziaria, anche mediante esempi numerici, chiarisce, tra l’altro, che:

- “la compensazione non deve essere operata qualora l’ufficio non sia nelle condizioni, nei termini previsti dal procedimento di adesione, di valutare tutti gli elementi necessari per il corretto completamento dell’istruttoria. La fattispecie predetta si potrebbe verificare, ad esempio, qualora il contribuente manifesti la volontà di operare la compensazione in prossimità della decorrenza del termine di conclusione del procedimento di adesione”;

- conformemente con quanto precisato nella circolare n. 23/E del 2010 “resta ferma l’applicazione delle sanzioni sull’intera imposta oggetto di definizione, compresa quella relativa al rilievo sulla competenza”;

- “sono dovuti gli interessi sull’intera imposta oggetto di definizione, anche qualora tale imposta venga in tutto o in parte compensata”, mentre “Non sono invece dovuti interessi sull’importo oggetto di compensazione, in quanto l’ammontare rimborsabile riferito all’anno di corretta imputazione del componente negativo è immediatamente corrisposto, mediante la compensazione, nel momento stesso in cui sorge il diritto alla sua restituzione, ossia all’atto della definizione del procedimento di adesione”;

- gli uffici devono svolgere una serie di attività al fine di evitare che l’imposta richiesta in compensazione non sia altresì richiesta a rimborso dal contribuente o corrisposta dall’ufficio;

- per quanto riguarda i soggetti aderenti al regime di tassazione consolidata, la predetta compensazione non è consentita “nell’ipotesi in cui la società oggetto di controllo non appartenga alla fiscal unit nel periodo d’imposta accertato, mentre aderisce al consolidato in quello di corretta imputazione del componente negativo”; in questo caso, infatti, “non sarà possibile operare la compensazione, in quanto il soggetto legittimato alla richiesta di rimborso è la consolidante, la quale non ha titolo ad intervenire nel procedimento di adesione a carico della società accertata”.

Nel diverso caso in cui, invece, la società oggetto di accertamento faccia parte del consolidato tanto nel periodo oggetto di controllo, tanto in quello di effettiva competenza del componente negativo, la compensazione è possibile previa manifestazione di volontà espressa in tal senso dalla consolidante. Analogamente, la compensazione è ammessa nell’ipotesi in cui la società faccia parte del consolidato nel periodo oggetto di accertamento, mentre non aderisca più al predetto regime di tassazione consolidata nel periodo d’imposta di effettiva competenza del componente negativo.

(Assonime, nota del 06 agosto 2012)

 

Vincenzo D’Andò