Novità fiscali del 3 agosto 2012: è pronto il decreto con le nuove tariffe professionali

Pubblicato il 3 agosto 2012



lettere d’intento esportatori abituali: più tempo per l’invio dei dati, aggiornata la procedura di controllo; compensi professionali: ecco il DM con i nuovi parametri per i Commercialisti; telefonia: nuove linee guida dal Garante per la sicurezza dei dati; la dichiarazione dei redditi può essere emendata anche nella fase del contenzioso tributario; cancellato dall’Albo l’Avvocato che non fattura, anche se su richiesta del cliente; fallimento: la notifica delle cartelle esattoriali va eseguita sia al fallito sia al curatore del fallimento; invio telematico delle dichiarazioni: valgono le vecchie regole; costi dedotti in maniera illegittima: come compensare durante la fase di adesione con il Fisco; partita Iva e rappresentante producono la stabile organizzazione; novità in materia di incentivi all’assunzione: prime indicazioni operative dall’Inps

 

 

Indice:

1) Lettere d’intento esportatori abituali: più tempo per l’invio dei dati, aggiornata la procedura di controllo

2) Compensi professionali: ecco il DM con i nuovi parametri per i Commercialisti

3) Telefonia: nuove linee guida dal Garante per la sicurezza dei dati

4) La dichiarazione dei redditi può essere emendata anche nella fase del contenzioso tributario

5) Cancellato dall’Albo l’Avvocato che non fattura, anche se su richiesta del cliente

6) Fallimento: la notifica delle cartelle esattoriali va eseguita sia al fallito sia al curatore del fallimento

7) Invio telematico delle dichiarazioni: valgono le vecchie regole

8) Costi dedotti in maniera illegittima: come compensare durante la fase di adesione con il fisco

9) Partita Iva e rappresentante producono la stabile organizzazione

10) Novità in materia di incentivi all’assunzione: prime indicazioni operative dall’Inps

 

 

1) Lettere d’intento esportatori abituali: più tempo per l’invio dei dati, aggiornata la procedura di controllo

Aggiornata la procedura di controllo della comunicazione dichiarazioni di intento.

La versione 1.0.6 del 02 agosto 2012 consente la compilazione del “Periodo di riferimento” presente nel frontespizio della comunicazione indicando esclusivamente l’anno di riferimento nell’ipotesi in cui la comunicazione sia effettuata avendo riguardo alla data di effettuazione dell’operazione ovvero antecedentemente alla stessa.

Comunque, per la comunicazione vale il modello già in uso. Più tempo, a disposizione dei fornitori, per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nelle lettere d’intento ricevute da parte di esportatori abituali.

Il decreto sulla semplificazione fiscale (art 2, comma 4, Dl n. 16/2012) introducendo una tempistica più ampia ha infatti modificato i termini previsti per l’invio della comunicazione dei dati allungandone di fatto i tempi, come ricorda la risoluzione n. 82/E dell’Agenzia delle Entrate del 01 agosto 2012.

In via transitoria ed in attesa del nuovo modello, adeguato al mutato quadro normativo, l’adempimento continua ad essere assolto utilizzando la modulistica attualmente approvata col provvedimento del 14 marzo 2005, quindi già in uso.

La citata risoluzione, infine, ha chiarito che il campo contenuto nel frontespizio, denominato “Periodo di riferimento”, potrà essere compilato indicando esclusivamente l’anno di riferimento, ossia il 2012.

Questo al fine di poter consentire la redazione del modello alla luce della modifica normativa intervenuta con il decreto sulle semplificazioni.

Come cambia il calendario per la tempistica d’invio: spazio alla liquidazione

L’assolvimento dell’adempimento da parte dei fornitori non è più richiesto entro il giorno 16 del mese successivo a quello di ricevimento della lettera d’intento ma entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica Iva in cui confluisce l’operazione realizzata senza applicazione dell’imposta. Dunque, è questo il nuovo termine ultimo per eseguire l’adempimento.

Resta comunque aperta la possibilità di effettuare la comunicazione anche se la relativa operazione non imponibile non è stata ancora effettuata.

Modalità di compilazione del modello di comunicazione dei dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento ricevute

Sono pervenute richieste di chiarimenti in merito alle modalità di compilazione del modello di comunicazione dei dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento ricevute, a seguito delle modifiche normative introdotte dall’art. 2, comma 4, del D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito dalla Legge 26 aprile 2012, n. 44. Tale decreto, come è noto, ha modificato l’art. 1, comma 1, lettera c), della Legge 29 dicembre 1983, n. 746, introducendo un termine più ampio per l’invio della predetta comunicazione da parte dei fornitori di esportatori abituali.

L’assolvimento dell’adempimento, infatti, non è più richiesto entro il giorno 16 del mese successivo a quello di ricevimento della lettera d’intento ma entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica in cui confluisce l’operazione realizzata senza applicazione dell’imposta.

Il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica in cui confluisce l’operazione costituisce il termine ultimo per eseguire l’adempimento.

Resta ferma, quindi, la possibilità per i contribuenti che ricevono lettere d’intento da esportatori abituali di effettuare la comunicazione anche se la relativa operazione non imponibile non è stata ancora effettuata.

Comunque, nelle more dell’approvazione di una nuova versione del modello di comunicazione adeguata al mutato quadro normativo, l’adempimento continua ad essere assolto utilizzando la modulistica attualmente in uso ed approvata con provvedimento del 14 marzo 2005.

Al fine di poter consentire la compilazione del predetto modello alla luce della modifica normativa intervenuta, il campo contenuto nel frontespizio, denominato “Periodo di riferimento”, potrà essere compilato indicando esclusivamente l’anno di riferimento, ossia il 2012.

Tale modalità espositiva potrà essere adottata sia nell’ipotesi in cui la comunicazione venga effettuata avendo riguardo alla data di effettuazione dell’operazione non imponibile come anche nei casi in cui la comunicazione risulti antecedente alle medesime operazioni.

A tal fine, l’Agenzia delle entrate, il 02 agosto 2012, ha proceduto ad aggiornare il software di controllo della comunicazione dichiarazioni di intento.

In particolare, si tratta della versione 1.0.6 del 02 agosto 2012 che consente la compilazione del “Periodo di riferimento” presente nel frontespizio della comunicazione indicando esclusivamente l’anno di riferimento nell’ipotesi in cui la comunicazione sia effettuata avendo riguardo alla data di effettuazione dell’operazione ovvero antecedentemente alla stessa.

 

2) Compensi professionali: ecco il DM con i nuovi parametri per i Commercialisti

E’ stato pubblicato il Decreto dal Ministero della Giustizia 01 agosto 2012 che ridisegna le modalità per la liquidazione dei compensi professionali che sostituiscono le vecchie tariffe, sulla base anche del parere, favorevole con osservazioni,  espresso dal Consiglio di Stato nell’adunanza del 5 luglio 2012.

Previste, per quanto riguarda gli avvocati, penalizzazioni in caso di mancata informativa al cliente.

Costituirà elemento di valutazione negativa in sede di liquidazione giudiziale del compenso anche l’adozione di condotte dilatorie tali da ostacolare la definizione del procedimento in tempi ragionevoli.

Commercialisti

In particolare, riguardo i Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili si prevede, tra le altre cose, quanto segue:

Tenuta scritture contabili (riquadro 5.2 - art. 23, comma 2)

- sulla sommatoria dei componenti positivi di reddito lordi:

fino a euro 50.000 dal 4% al 3%

sul maggior valore e fino a euro 100.000 dal 2% al 1%

oltre euro 100.000 dal 1% allo 0,5%

Redazione dichiarazioni fiscali (riquadro 10.1 - art. 28, comma 1)

- Dichiarazione dei redditi delle persone fisiche euro 150

- Dichiarazione dei redditi con o senza studi di settore delle persone fisiche con partita iva euro 450

- Dichiarazione dei redditi con o senza studi di settore delle società di persone euro 550

- Dichiarazione dei redditi con o senza studi di settore delle società di capitali euro 650

- Dichiarazioni IRAP euro 200

- Dichiarazioni IVA euro 250

- Dichiarazione dei sostituti di imposta euro 150

- Dichiarazione di successione euro 350

- Altre dichiarazioni e comunicazioni euro 100

- Invio telematico euro 20

Quindi, ad es. per la tenuta di una contabilità semplificata di un soggetto individuale (esonerato da IRAP) si potrebbe concordare con il cliente (ovviamente, se è d’accordo) il seguente importo annuo (come da nuovi parametri):

€ 1.500,00 (50.000 x 3%) + € 450,00 (Modello Unico PF) + € 250,00 (Dichiarazione Iva) + € 150,00 (Modello 770) + € 100,00 (Dichiarazione cd. spesometro)= Totale annuo € 2.450,00 (compenso mensile € 204,16).

 

3) Telefonia: nuove linee guida dal Garante per la sicurezza dei dati

In caso di distruzione o perdita dei dati personali le società telefoniche e Internet provider avranno l’obbligo di avvisare gli utenti.

Società telefoniche e Internet provider dovranno assicurare la massima protezione ai dati personali perché tra i loro nuovi obblighi ci sarà quello di avvisare gli utenti dei casi più gravi di violazioni ai loro data base che dovessero comportare perdita, distruzione o diffusione indebita di dati.

In attuazione della direttiva europea in materia di sicurezza e privacy nel settore delle comunicazioni elettroniche, di recente recepita dall’Italia, il Garante per la privacy ha fissato un primo quadro di regole in base alle quali le società di telecomunicazione e i fornitori di servizi di accesso a Internet saranno tenuti a comunicare, oltre che alla stessa Autorità, anche agli utenti le “violazioni di dati personali” che i loro data base dovessero subire a seguito di attacchi informatici, o di eventi avversi, quali incendi o altre calamità.

(Garante Privacy, comunicato del 01 agosto 2012)

 

4) La dichiarazione dei redditi può essere emendata anche nella fase del contenzioso tributario

La dichiarazione dei redditi é emendabile anche in sede contenziosa, avanti il giudice tributario.

Il caso esaminato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 5399 del 04 aprile 2012, ha riguardato la errata indicazione, da parte di una società, del codice attività nella compilazione dello studio di settore.

Studio che, così erroneamente compilato, faceva risultare la società non congrua e, sulla base di tale risultato, l’Agenzia delle Entrate aveva accertato un maggiore imponibile.

Di contro, lo studio di settore, compilato con l’indicazione del corretto codice di attività, indicava come congrui i valori dichiarati.

Pronunciandosi su tale fattispecie, la Suprema Corte ha puntualizzato due importanti questioni giuridiche, l’emendabilità, la ritrattabilità della dichiarazione anche in sede contenziosa e la centralità del contraddittorio nell’applicazione di parametri e studi di settore.

La Suprema Corte, ha puntualizzato che la dichiarazione dei redditi del contribuente, affetta da errore sia esso di fatto che di diritto commesso dal dichiarante nella sua redazione, è emendabile e ritrattabile anche in sede contenziosa, quando dalla medesima possa derivare l'assoggettamento del dichiarante ad oneri contributivi diversi e più gravosi di quelli che, sulla base della legge, devono restare a suo carico.

Ciò, in quanto:

a) la dichiarazione dei redditi non ha natura di atto negoziale e dispositivo, ma reca una mera esternazione di scienza e di giudizio, modificabile in ragione dell'acquisizione di nuovi elementi di conoscenza e di valutazione sui dati riferiti;

b) un sistema legislativi che non consentisse la rettificabilità della dichiarazione, darebbe luogo a un prelievo fiscale indebito e, pertanto, non compatibile con i principi costituzionali della capacità contributiva, di cui all’art. 53 Cost., comma 1, e dell’oggettiva correttezza dell’azione amministrativa, di cui all’art. 97 Cost., comma 1 (Cass. 2226/11, 1707/07, 22021/06, s.u. 17394/02 e 15063/02).

La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell'accertamento.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 5399 del 04 aprile 2012)

 

5) Cancellato dall’Albo l’Avvocato che non fattura, anche se su richiesta del cliente

La Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 13791 del 1 agosto 2012, ha, infatti, applicato la sanzione della cancellazione dall’Albo per un professionista, colpevole di avere incassato negli anni cifre altissime da un istituto religioso nello svolgere la propria attività di assistenza legale.

I compensi percepiti, per il valore di più di quattro milioni di euro, sono risultati, peraltro, eccessivi rispetto alla entità delle prestazioni del professionista che, peraltro, aveva accettato la proposta dell’ente di non fatturare, ma, tale circostanza si é venuta a configurare come un’aggravante e non come attenuante:

Si è trattato di un comportamento che tradisce la volontà del professionista di porre in essere una evasione fiscale continuata, duramente sanzionata dal Codice deontologico.

Linea dura della Cassazione, quindi, per chi non procede ad emettere le fatture sui compensi e, anche se al momento del conferimento del mandato, tra cliente ed avvocato si conviene la libera determinazione del compenso, ciò non esonera il secondo dall’obbligo di redigere la note pro forma per le prestazioni erogate, che il cliente accetta anche tacitamente mediante il pagamento.

Invece, nel caso di specie, tra l’Avvocato e l’istituto religioso, si era creato un vorticoso giro di documenti firmati in bianco senza intestazione e pagamenti a scadenza addirittura settimanale, in contanti o sotto forma di assegni versati a familiari compiacenti.

(Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza n. 13791 del 1 agosto 2012)

 

6) Fallimento: la notifica delle cartelle esattoriali va eseguita sia al fallito sia al curatore del fallimento

Fallimento: La notifica delle cartelle esattoriali va eseguita contemporaneamente al fallito ed al curatore del fallimento.

La dichiarazione di fallimento non comporta il venir meno dell’impresa, ma solo la perdita della legittimazione sostanziale e processuale da parte del suo titolare, nella cui posizione subentra il curatore fallimentare.

Pertanto mentre gli atti del procedimento tributario formati in epoca anteriore alla dichiarazione di fallimento del contribuente, ancorchè intestati a quest’ultimo, sono opponibili alla curatela, quelli formati in epoca successiva debbono indicare quale destinataria l’impresa assoggettata alla procedura concorsuale, e quale legale rappresentante della stessa il curatore.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha cassato la sentenza impugnata, la quale aveva annullato una cartella esattoriale emessa nei confronti di una società dopo la dichiarazione di fallimento della stessa, ed intestata al curatore, al quale era stata notificata.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 11945 del 13 luglio 2012)

 

7) Invio telematico delle dichiarazioni: valgono le vecchie regole

La Suprema Corte ha precisato che la dichiarazione fiscale si considera trasmessa in via telematica quando il contribuente la invia, come avveniva in passato con la spedizione della dichiarazione in formato cartaceo, mediante la raccomandata.

In particolare, la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 13432 del 2012 ha esaminato il caso di un contribuente che ha trasmesso in via telematica la dichiarazione qualche minuto prima della mezzanotte dell’ultimo giorno utile, ma che è stata recepita dall’Agenzia delle Entrate tre minuti dopo la mezzanotte.

In tale contesto, la Suprema Corte ha, difatti, precisato che la procedura telematica va esaminata con modalità analoghe a quelle pacificamente definite “in un contesto cartaceo” in relazione ai termini di decadenza.

Pertanto, il giudice supremo ha chiarito che la dichiarazione si considera trasmessa quando il contribuente o il suo intermediario la inviano, e non quando l’Agenzia delle Entrate la riceve in modo completo. Al pari della spedizione fatta con accomandata, quello che conta é la consegna alla posta, e non la data di ricevimento presso il destinatario.

La Corte ha chiarito che l’unica ricevuta che effettivamente rileva non è quella “postuma” inviata dall’Agenzia delle Entrate, ma quella immediatamente disponibile sul sito dell’Agenzia all’atto dell’invio del file - ove è leggibile la data e l’ora dell’invio ed il relativo numero di protocollo.

La successiva “ricevuta” altro non è che una conferma postuma – una sorta di “avviso di ricevimento” – che, peraltro, viene rilasciata previa elaborazione dei contenuti del file (cioè, dopo aver “aperto la busta”), e che quindi, secondo la Cassazione, è irrilevante ai fini della certezza e della contestabilità dell’invio eseguito.

L’inesistenza dell’invio telematico della dichiarazione va quindi limitato al caso riconducibile all’inesistenza effettiva del contenuto dichiarativo del file spedito.

L’Agenzia può, quindi, eccepire il mancato rispetto del tracciato telematico o l’inesistenza dei dati anagrafici. Ma tutto ciò può essere fatto nell’ambito della normale procedura di accertamento, e non con una “ricevuta di scarto”.

(Corte di Cassazione, ordinanza n. 13432 del 2012)

 

8) Costi dedotti in maniera illegittima: come compensare durante la fase di adesione con il Fisco

Indebita deduzione di componenti negativi in violazione del principio di competenza: Possibilità di compensazione nell’ambito del procedimento di adesione.

E’ questo il delicato tema esaminato dall’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 31/E del 02 agosto 2012.

Riguardo la gestione dei rilievi fondati sulla deduzione di costi effettuata in violazione del principio di competenza di cui all’art. 109, commi 1 e 2, del TUIR, l’Agenzia delle Entrate ha riscontrato comportamenti non uniformi, tenuti dai propri uffici locali, in relazione ai quali fornisce adesso specifici chiarimenti operativi.

In particolare, l’Agenzia procede a dare i chiarimenti per l’ipotesi, in sede di definizione della pretesa, dell’istituto dell’accertamento con adesione, fermo restando il disconoscimento della deduzione di costi per violazione del principio di competenza, ne sia tuttavia riconosciuta la deducibilità nel periodo d’imposta di effettiva competenza.

In tali casi, l’ufficio procede a gestire, da un lato, il procedimento di definizione relativo alla maggiore imposta accertata (oltre sanzioni e interessi) in ragione dell’avvenuta deduzione del componente negativo in violazione del principio di competenza e dall’altro, il procedimento di rimborso, qualora attivato dal contribuente, di quanto indebitamente pagato (e relativi interessi) nel periodo d’imposta in cui avrebbe dovuto correttamente imputare e dedurre detto componente.

Alla luce di ciò, l’Agenzia delle entrate ritiene che, in sede di definizione del procedimento di accertamento con adesione, sia possibile compensare l’imposta dovuta con quella che darebbe diritto al rimborso di quanto indebitamente versato, ferma restando l’applicazione delle sanzioni e degli interessi, secondo le modalità indicate nella presente circolare, con la quale si forniscono gli opportuni chiarimenti in merito al corretto procedimento da adottare.

In particolare, secondo l’Agenzia il procedimento di accertamento con adesione, contraddistinto dal contraddittorio, può costituire, semplificando l’azione amministrativa e garantendo, al contempo, la tutela dei diritti del contribuente, la sede idonea per operare, su richiesta del contribuente, la compensazione tra l’imposta oggetto di contestazione, riconducibile al componente negativo erroneamente dedotto in difetto di competenza, e l’imposta rimborsabile che emergerebbe dalla corretta imputazione del medesimo componente.

Nell’ambito del contraddittorio, infatti, da un lato l’ufficio esamina la posizione del contribuente, compresa la spettanza del rimborso dell’imposta versata in eccedenza nel periodo d’imposta di corretta imputazione del componente negativo precedentemente non dedotto, dall’altro il contribuente ha la possibilità di fornire tutti gli elementi indispensabili ai fini dell’effettuazione della compensazione.

La compensazione produce i suoi effetti a condizione che, e nel momento in cui si perfeziona la definizione del procedimento di adesione e, quindi, con il versamento dell’eventuale imposta eccedente, delle sanzioni e degli interessi.

Resta comunque ferma la facoltà per il contribuente di chiedere, in luogo della compensazione, il rimborso dell’imposta versata in eccedenza per il periodo d’imposta di corretta imputazione del componente negativo precedentemente non dedotto.

 

9) Partita Iva e rappresentante producono la stabile organizzazione

Il requisito impositivo si ricava con un ragionamento logico-giuridico. Al contribuente resta la possibilità di provare l’insussistenza degli elementi che lo individuano.

L’impresa straniera, a cui è stato attribuito dall’Amministrazione finanziaria il numero di partita Iva al soggetto che lo richiede, assolve l’imposta nel territorio italiano.

Da questi elementi si ricava il presupposto impositivo della stabile organizzazione, fatto salvo l’onere di provare la presenza di elementi a sostegno del diritto al rimborso dell’Iva versata per acquisti intracomunitari da parte del contribuente.

La Cassazione, con l’ordinanza 12633/2012, chiarisce che la società estera, avendo effettuato operazioni nel territorio italiano, palesate dal fatto che ne aveva richiesto il rimborso dell’Iva e, avendo nominato un rappresentante fiscale, aveva superato di fatto la presunzione di prova contraria derivante dalla titolarità della partita Iva, rivelando la presenza della stabile organizzazione nello Stato.

Fatta salva la possibilità che l’ordinamento tributario offre al contribuente di fornire prova contraria a dimostrazione della mancanza degli elementi in ordine materiale e personale che individuano la nozione di stabile organizzazione.

Inoltre, non avendo la società straniera allegato nel controricorso ulteriori elementi atti a sorreggere l’insussistenza dei presupposti impositivi accertati dal Fisco e avendo nominato un rappresentante fiscale nel territorio italiano, il Collegio ha confermato il diniego al diritto del rimborso Iva.

(Corte di Cassazione,  ordinanza 12633 del 20 luglio 2012)

 

10) Novità in materia di incentivi all’assunzione: prime indicazioni operative dall’Inps

Come è noto il 18 luglio 2012 è entrata in vigore la legge n. 92 del 28 giugno 2012, recante “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 153 del 3-7-2012 - Suppl. Ordinario n. 136.

Tra l’altro, la legge (ai commi 12, 13 e 14 dell’articolo 4) sancisce alcuni principi generali applicabili agli incentivi per le assunzioni, compresi i benefici previsti per l’assunzione dei lavoratori disoccupati da 24 mesi (art. 8., co. 9, l. 407/1990) o iscritti nelle liste di mobilità (art. 8, commi 2, 4 e 4 bis, e art. 25, comma 9, legge 223/1991 - art. 4, co. 1, decreto legge 148/1993, conv. con modd. con legge 236/1993, e succ. modd. e integrazioni); la legge inoltre modifica il testo dell’articolo 8, co. 9, l. 407/1990.

Riservandosi di pubblicare una circolare che illustri compiutamente le novità in materia di incentivi all’assunzione, l’Inps, con il messaggio del 02 agosto 2012, comunica che sono stati comunque adeguati i moduli telematici 407 e 223 alle principali novità contenute nella legge; nella loro nuova versione i moduli continueranno ad essere utilizzati dai datori di lavoro, comprese le agenzie di somministrazione.

L’adeguamento non riguarda le assunzioni/ proroghe/ trasformazioni effettuate prima del 18 luglio 2012.

Quando è comunicata una somministrazione, l’agenzia allegherà – oltre all’autocertificazione e al documento di riconoscimento del lavoratore – una copia della dichiarazione di responsabilità con cui l’utilizzatore (o il suo rappresentante) attesta che ricorrono le condizioni utili alla determinazione del diritto agli incentivi e la copia di un documento di riconoscimento di colui che ha sottoscritto la dichiarazione di responsabilità.

Per la dichiarazione di responsabilità può essere utilizzato il modulo disponibile presso la sezione “moduli” del sito internet dell’Inps (modulo “dich. resp. 407 SOMM”, codice SC75, da allegare al modulo telematico 407; modulo “dich. resp. 223 SOMM”, codice SC76, da allegare al modulo telematico 223); il modulo sarà compilato in ogni sua parte, stampato, sottoscritto dall’utilizzatore o dal suo rappresentante, scansionato e allegato – per il successivo invio all’Inps a cura dell’agenzia di somministrazione - in formato digitale al modulo telematico 407 o 223; per ragioni tecniche la copia digitale della dichiarazione dell’utilizzatore e il documento di riconoscimento del dichiarante devono essere contenute in un unico file.

Per quanto concerne il modulo telematico 407, si precisa che, in caso di somministrazione, i requisiti di cui ai punti “a”, “c”, “d”, “e”, “f”, “g” e “h” si intendono riferiti all’utilizzatore; se durante il periodo di godimento dell’incentivo cessa il rapporto di prima somministrazione si dovrà tenere conto della nuova situazione per mantenere l’incentivo e la sua misura (es.: se dopo un anno l’agenzia somministra a un utilizzatore, non artigiano, che – a differenza del primo utilizzatore - non operi nel mezzogiorno, la misura si riduce al 50%); la circostanza dovrà essere comunicata all’Inps avvalendosi della funzionalità “contatti” del cassetto previdenziale aziende.

Per quanto concerne il modulo telematico 223, l’Inps precisa che, in caso di somministrazione, i requisiti di cui ai punti “a”, “b”, “e”, “g”, “i” e “k” si intendono riferiti all’utilizzatore; circa il punto “d” detto Istituto rinvia alla nota apposta in calce al modulo stesso; in caso di assunzione a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, qualora - durante il periodo di godimento dell’incentivo - cessi il rapporto di prima somministrazione, si dovrà tenere conto della nuova situazione per mantenere l’incentivo; la circostanza dovrà essere comunicata all’Inps avvalendosi della funzionalità “contatti” del cassetto previdenziale aziende.

Entro il giorno successivo l’invio dei moduli i sistemi informativi centrali dell’INPS continueranno ad aggiornare la posizione contributiva del datore di lavoro, comprese le agenzie di somministrazione, per consentire la fruizione dell’incentivo.

Le Sedi effettueranno successivamente i controlli circa la sussistenza effettiva dei requisiti previsti per l’attribuzione degli incentivi, applicando le condizioni previste dalla nuova legge 92/2012 alle assunzioni/ proroghe/ trasformazioni/ somministrazioni effettuate dal 18 luglio 2012 (data di entrata in vigore della legge 92/2012).

L’Inps poi allega il testo delle disposizioni di cui ai commi 12, 13 e 14 dell’articolo 4 della legge 92/2012, che indicano le condizioni utili alla determinazione del diritto agli incentivi.

Per ogni dubbio o segnalazione i datori di lavoro, comprese le agenzie di somministrazione, potranno inviare un quesito alla Sede presso cui assolvono agli obblighi contributivi, avvalendosi della funzionalità “contatti” del Cassetto previdenziale aziende; ove non riesca a evadere il quesito – ovvero per problematiche sorte a prescindere da un quesito esterno - la Sede potrà rivolgersi agli uffici di consulenza previsti dalla circolare 135/2011; ove si ritenga opportuno interpellare la Direzione generale, le Sedi utilizzeranno - attraverso gli uffici regionali previsti dalla circolare 135/2011 – l’indirizzo di posta elettronica info.diresco@inps.it per problematiche di carattere giuridico o amministrativo, l’indirizzo supporto.diresco@inps.it per problematiche di carattere informatico.

(Inps, messaggio n. 12957 del 02 agosto 2012)

 

Vincenzo D’Andò