Novità fiscali del l’1 agosto 2012: nuove misure per lo sblocco dei pagamenti della P.A.

Pubblicato il 1 agosto 2012



sospensione feriale dei termini tributari; pagamenti delle PA: nuove misure per i crediti delle imprese; come correggere il Modello Unico: correzioni entro i termini di presentazione; proroga dei termini del Modello 770/2012 in Gazzetta Ufficiale; nuova operazione congiunta Gdf - Entrate su banche e intermediari; ampliata la trasmissione telematica delle dichiarazioni e dei contratti di locazione; ravvedimento operoso del Modello 770 al 20 settembre; le società tra professionisti nel contesto europeo; dal Cndcec precisazioni sulla durata del tirocinio; Equitalia lancia il numero verde unico

 

 

Indice:

1) Sospensione feriale dei termini tributari

2) Pagamenti delle PA: nuove misure per i crediti delle imprese

3) Come correggere il modello unico: correzioni entro i termini di presentazione

4) Proroga dei termini del Modello 770/2012 in Gazzetta Ufficiale

5) Nuova operazione congiunta Gdf - Entrate su banche e intermediari

6) Ampliata la trasmissione telematica delle dichiarazioni e dei contratti di locazione

7) Ravvedimento operoso del Modello 770 al 20 settembre

8) Le società tra professionisti nel contesto europeo

9) Dal Cndcec precisazioni sulla durata del tirocinio

10) Equitalia lancia il numero verde unico

 

 

1) Sospensione feriale dei termini tributari

Dal 1° agosto al 15 settembre vale la sospensione dei termini processuali anche nel campo tributario (art. 1, Legge 742/1969).

Secondo quanto affermato nel notiziario dell’Agenzia delle entrate di ieri, in questo periodo i termini processuali restano sospesi e il conto dei giorni entro i quali le parti in causa possono procedere al deposito di atti e documenti, previsti dai singoli riti, riparte dal 17 settembre (il 16, quest’anno, è domenica).

Sospensione del processo tributario

La sospensione riguarda le scadenze relative alla presentazione del ricorso contro gli atti impositivi, sia introduttivo sia costitutivo, in tutti i gradi di giudizio, dal primo alla Cassazione, ma anche, per es., i depositi di documenti e/o memorie illustrative.

Fruiscono della sospensione anche i termini per chi si avvale di alcuni degli strumenti deflativi del contenzioso, che già nella struttura normativa contengono un periodo di sospensione utile alla definizione:
Ad es., riguardo alla sospensione prevista dalla disciplina che regola l’accertamento con adesione (90 giorni) e quella “estiva” disposta dalla legge 742/1969 (dal 1° agosto al 15 settembre), è oramai assodato (circolare 65/2001) che i 90 giorni non costituiscono il termine di riferimento per la conclusione della procedura di adesione.

La sottoscrizione dell’atto, infatti, può validamente intervenire entro il termine ultimo entro il quale è possibile promuovere l’impugnativa, per la cui determinazione occorre considerare anche la sospensione feriale.

In sostanza, la tregua vale per tutti quegli atti avverso i quali le parti (contribuente e Amministrazione finanziaria) possono proporre ricorso (o resistere) entro un certo termine e, a volte, ingloba anche i termini per il pagamento degli importi indicati negli atti impositivi, in particolare quando gli stessi, in merito al versamento, fanno riferimento al termine per il ricorso. Pertanto, la sospensione opera anche per le somme dovute in seguito alla notifica dei nuovi “accertamenti esecutivi” (art. 29, D.L. n. 78/2010).

La norma prevede, secondo quanto viene affermato nel citato notiziario, al primo comma, che l’avviso contenga anche l’intimazione ad adempiere entro il termine di presentazione del ricorso, all’obbligo di pagamento degli importi negli stessi indicati, ovvero, in caso di tempestiva proposizione del ricorso ed a titolo provvisorio, degli importi stabiliti dall’art. 15 del D.P.R. n. 602/1973.

Al contrario, la sospensione feriale non riguarda gli altri adempimenti previsti dalla disciplina tributaria, come per il caso dei termini di versamento delle imposte.

Per quelli calendarizzati in uno dei primi 20 giorni del mese di agosto, grazie al D.L. n. 16/2012, è arrivata la definitiva stabilizzazione dello slittamento dei termini, in passato decretato ogni anno.

D’ora in poi, i pagamenti in scadenza in quei venti giorni potranno essere correttamente effettuati, senza alcuna maggiorazione, entro il 20 agosto.

Funzionamento della sospensione:

Avviso di accertamento notificato il 6 agosto: Il termine di 60 giorni entro il quale è consentito proporre l’impugnativa avverso l’atto decorre dal prossimo 17 settembre e, dunque, scadrà il 15 novembre.

Notifica avvenuta il 9 luglio: Il termine di 60 giorni per proporre ricorso si calcola così: 22 giorni dal 10 al 31 luglio, stop feriale dal 1° agosto al 15 settembre, 38 giorni dal 17 settembre al 24 ottobre.

Sospensione feriale e “reclamo”

La disciplina relativa al “reclamo e alla mediazione tributaria”, è contenuta nell’art. 17-bis del D.Lgs n. 546/1992, introdotto dall’art. 39, comma 9, del D.L. n. 98/2011.

La norma prevede che per le controversie di valore non superiore a 20mila euro, il ricorso in Commissione tributaria, da parte del contribuente destinatario di atti emessi dall’Agenzia delle Entrate, sia preceduto obbligatoriamente dalla presentazione, entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso d’accertamento o altro atto impugnabile, di un’istanza di “reclamo”.

La stessa deve contenere la richiesta di annullamento, totale o parziale, dell’atto sulla base degli elementi che trovano posto nel ricorso. Al suo interno il contribuente può formulare anche una proposta di mediazione. Una volta ricevuta la domanda, l’Agenzia ha 90 giorni di tempo per decidere se accoglierla o “mediare”.

Se l’accordo non viene raggiunto o l’Amministrazione rifiuta l’istanza, il contribuente ha 30 giorni di tempo per depositare il ricorso in Commissione tributaria, aprendo così la via al contenzioso.

Una volta chiarita la connessione con l’ambiente giudiziario, viene affermato sempre nel notiziario delle entrate che fruiscono della sospensione i termini per la notifica del reclamo e quelli per l’eventuale costituzione in giudizio, mentre permangono i 90 giorni entro cui la mediazione deve concludersi.

(Agenzia delle entrate, notiziario telematico del 30 luglio 2012)

 

2) Pagamenti delle PA: nuove misure per i crediti delle imprese

La Circolare Assonime n. 22 del 2012 ha illustrato il contenuto di quattro decreti del Ministero dell’Economia e delle finanze in materia di certificazione dei crediti commerciali delle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni, di compensazione tra crediti e debiti e di estinzione dei crediti mediante assegnazione di titoli di Stato.

Società di comodo - Valide le istanze di disapplicazione presentate il 3 luglio 2012

Con la risoluzione n. 81/E del 27 luglio 2012 l’Agenzia delle entrate ha precisato che le istanze di interpello presentate il 3 luglio 2012 al fine di ottenere la disapplicazione della disciplina delle società di comodo – di cui al combinato disposto degli artt. 30 della l. n. 724/1994 e 2, commi 36-quinquies–36-duodecies, del d.l. n. 138/2011 (che ha introdotto la nuova presunzione di non operatività per le c.d. società in perdita sistematica) – sono valide.

Come noto, ai sensi dell’art. 30, comma 4-bis, della l. n. 724/1994, le imprese, qualora non possano avvalersi né di una causa di esclusione prevista dal citato art. 30, comma 1, né di nessuna delle cause di disapplicazione automatica previste dai Provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 14 febbraio 2008 e 11 giugno 2012, possono comunque chiedere, qualora ricorrano determinate situazioni oggettive, la disapplicazione della disciplina delle società di comodo (art. 37-bis, comma 8, del d.P.R. n. 600/1973).

Al fine di soddisfare il requisito della preventività, le istanze di disapplicazione devono essere presentate in tempo utile affinché l’Amministrazione finanziaria possa pronunciarsi prima della scadenza del termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale si chiede la disapplicazione delle citate norme. In particolare, ponendo attenzione alla disciplina in esame, le istanze devono essere presente novanta giorni prima della scadenza del termine ordinario di presentazione della dichiarazione.

Per quanto concerne gli attuali obblighi dichiarativi, il modello di dichiarazione UNICO 2012 deve essere presentato entro il 1° ottobre 2012, in quanto il 30 settembre cade di domenica (circolare Assonime n. 18 del 20012); sicché, è sorto il dubbio se il citato termine di novanta giorni per la presentazione dell’istanza disapplicativa della disciplina in esame, relativamente al periodo d’imposta 2011, “vada calcolato facendo riferimento alla data del 30 settembre 2012 ovvero a quella del 1° ottobre 2012”. Il dubbio, in particolare, si è posto in relazione a quelle istanze che sono state presentate al fine di ottenere la disapplicazione della nuova presunzione di non operatività prevista per le c.d. società in perdita sistematica (art. 2, commi 36-quinquies–36-duodecies, del d.l. n. 138/2011).

Al riguardo, l’Agenzia delle entrate ha precisato “che lo slittamento del termine finale (termine di presentazione della dichiarazione dei redditi) a partire dal quale calcolare il termine di presentazione dell’istanza di interpello non può che riverberare i suoi effetti anche su quest’ultimo.

Pertanto i termini di presentazione delle istanze di interpello in esame devono essere calcolati facendo riferimento alla data del 1° ottobre 2012.

In conclusione le istanze presentate in data 3 luglio 2012 dalle società in perdita sistematica soggette alla nuova disciplina di cui al D.L. n. 138 del 2011 devono considerarsi validamente presentate”.

(Assonime, nota del 30 luglio 2012)

 

3) Come correggere il modello unico: correzioni entro i termini di presentazione

I contribuenti che, presentato il modello Unico, si accorgono di non aver dichiarato dei redditi o di non aver riportato delle spese detraibili o deducibili, possono presentare, entro la scadenza ordinaria, un modello “rettificativo” di quello consegnato o spedito.

Sul modello deve essere barrata la casella “Correttiva nei termini”.

Se i calcoli della dichiarazione rettificativa determinano una maggiore imposta o un minor credito, il contribuente è tenuto a versare le somme dovute entro le scadenze previste per il versamento delle imposte.

Se i termini sono già scaduti, è possibile ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso per sanare il tardivo pagamento.

Se, al contrario, scaturisce un maggior credito o una minore imposta, il contribuente può scegliere tra la richiesta di rimborso, il riporto a credito per l’anno successivo o l’utilizzo in compensazione.

Correzioni dopo la scadenza del termine

Scaduti i termini di presentazione della dichiarazione, il contribuente può rettificarla o integrarla presentandone una nuova, completa in tutte le sue parti, su modello conforme a quello approvato per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione stessa.

Presupposto per poter presentare la dichiarazione integrativa (in aumento o in diminuzione) è la tempestiva e valida presentazione della dichiarazione originaria.

Possono essere oggetto d’integrazione anche le dichiarazioni originarie presentate entro 90 giorni dal termine di scadenza. Queste, infatti, sono considerate valide, fatta salva l’applicazione delle sanzioni per la tardiva presentazione.

La nuova dichiarazione può essere a favore o a sfavore (in aumento) del contribuente.

Dichiarazione integrativa a favore

È possibile integrare a proprio favore le dichiarazioni per correggere errori od omissioni che hanno portato a indicare un maggior reddito o, comunque, un maggior debito o un minor credito d’imposta, mediante la presentazione di una successiva dichiarazione da produrre entro il termine di presentazione di quella relativa al periodo d’imposta successivo.

Il credito risultante dalla dichiarazione integrativa può essere utilizzato in compensazione o richiesto a rimborso.

Dichiarazione integrativa a sfavore (in aumento)

È possibile correggere errori e omissioni che hanno determinato l’indicazione di un minor reddito o, comunque, di un minor debito o di un maggior credito d’imposta, mediante la presentazione di una successiva dichiarazione entro “i termini per l’accertamento”, ossia entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione originaria.

La sanzione applicabile dipende dalla violazione commessa.

È applicabile la sanzione pari al 30% della maggiore imposta o del minor credito, nel caso di errori rilevabili in sede di:

- controllo automatico (art. 36-bis del Dpr n. 600 del 1973 e art. 54-bis del Dpr n. 633 del 1972), ad esempio, errori materiali e di calcolo nella determinazione degli imponibili e delle imposte  controllo formale (art. 36-ter del Dpr n. 600 del 1973), ad esempio, indicazione in misura superiore di oneri deducibili o detraibili, di ritenute di acconto e di crediti di imposta.

Nel caso di errori che determinano l’infedeltà della dichiarazione (ad es., l’omessa o errata indicazione di redditi), la sanzione va dal 100 al 200% della maggiore imposta o del minor credito.

Se ricorrono i presupposti, il contribuente può avvalersi dell’istituto del ravvedimento, usufruendo di una riduzione delle sanzioni.

Dichiarazione integrativa da ravvedimento

Eventuali errori e omissioni nella dichiarazione originaria, che hanno generato l’omessa o errata indicazione di redditi o l’esposizione di indebite detrazioni d’imposta, possono essere corretti, attraverso il ravvedimento operoso, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale l’errore o l’omissione si è verificato, purché non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento.

In caso di ravvedimento, il contribuente può usufruire della riduzione della sanzione a 1/8 del minimo previsto per il tipo di violazione che intende regolarizzare (come descritto nel paragrafo precedente).

Affinché il ravvedimento sia valido, entro il termine sopra indicato devono essere pagati il tributo, la sanzione ridotta e gli interessi calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

I contribuenti che si accorgono di aver commesso errori e omissioni che non influiscono sull’azione di controllo (errori meramente formali), possono comunque regolarizzare la loro posizione mediante dichiarazione integrativa o comunicazione da trasmettere al competente ufficio.

La spontanea regolarizzazione dell’errore o dell’omissione commessa nella dichiarazione avviene presentando una dichiarazione integrativa da ravvedimento e pagando, oltre il tributo dovuto, la sanzione ridotta al 3,75% (pari a 1/8 del 30%), e gli interessi calcolati al tasso legale annuo con maturazione giorno per giorno.

(Annuario dell’Agenzia delle entrate pubblicato il 30 luglio 2012)

 

4) Proroga dei termini del Modello 770/2012 in Gazzetta Ufficiale

E’ andata in G.U. la proroga dei termini del Modello 770/2012, in precedenza annunciata da un comunicato stampa del MEF.

In particolare, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26 luglio 2012 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 30 luglio 2012.

Considerate:

- le esigenze generali rappresentate dalle categorie professionali in relazione ai numerosi adempimenti fiscali da porre in essere per conto dei contribuenti e dei sostituti d'imposta;

- che un differimento di termini per la trasmissione in via telematica dei dati contenuti nella dichiarazione modello 770 non comporta alcun onere erariale, atteso che la funzione di tale dichiarazione è soltanto riepilogativa e, pertanto, alla presentazione della stessa non sono connessi obblighi di versamento delle imposte;

è stato stabilito quanto segue:

Termini per la presentazione in via telematica per l'anno 2011 della dichiarazione modello 770/2012

La dichiarazione dei sostituti d’imposta è presentata in via telematica, direttamente ovvero tramite i soggetti incaricati entro il 20 settembre 2012, in luogo del 31 luglio 2012.

 

5) Nuova operazione congiunta Gdf - Entrate su banche e intermediari

Nuovo round di controlli su banche e altri intermediari finanziari. In queste ore, militari della Guardia di Finanza e funzionari dell’Agenzia delle Entrate stanno verificando il corretto adempimento degli obblighi di comunicazione dei rapporti intrattenuti con i clienti e delle operazioni svolte al di fuori dei rapporti continuativi, secondo quanto previsto dalla legge n. 248/2006 e dal decreto legislativo n. 231/2007. La partita dei controlli sul corretto adempimento degli obblighi di comunicazione all’Archivio dei rapporti finanziari, iniziata nell’ottobre 2009 con una prima operazione congiunta in 76 filiali di banche svizzere o con sedi nei pressi di San Marino, mette al centro un altro gruppo di soggetti.

L’operazione di oggi rientra nel più vasto piano di controlli sulle comunicazioni trasmesse all’Anagrafe tributaria.

Cosa c’è nell’Archivio dei rapporti finanziari - Nel database sono registrati, a oggi, oltre un miliardo di dati tra rapporti, operazioni extra-conto e deleghe.

In particolare, la banca dati dei rapporti finanziari contiene tutte le comunicazioni relative:

- ai rapporti continuativi intrattenuti con la clientela esistenti, a partire dal 1° gennaio 2005;

- alle cosiddette operazioni extra-conto, ossia poste in essere al di fuori di un rapporto continuativo, a partire dal 1° gennaio 2005;

- ai rapporti diversi da quelli intrattenuti con i titolari dei rapporti continuativi o delle stesse operazioni extra-conto (procure e deleghe).

I dati devono essere comunicati dagli operatori finanziari all’Archivio dei rapporti mensilmente in via telematica. I soggetti tenuti a inviarli sono circa 13mila: le banche, la società Poste italiane per le attività finanziarie, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio e ogni altro operatore finanziario. L’obbligo di comunicazione ricade anche sulle filiali estere di operatori italiani e, ovviamente, su quelle italiane di operatori stranieri.

(Agenzia delle entrate e GDF, comunicato del 31 luglio 2012)

 

6) Ampliata la trasmissione telematica delle dichiarazioni e dei contratti di locazione

Un nuovo provvedimento delle entrate ha integrato il decreto dirigenziale 31 luglio 1998 recante modalità tecniche di trasmissione telematica delle dichiarazioni e dei contratti di locazione e di affitto da sottoporre a registrazione, nonché di esecuzione telematica dei versamenti.

In particolare, è stato ampliato il novero delle categorie di coloro che svolgono il ruolo di intermediari tra l’Agenzia delle entrate e i soggetti obbligati alla registrazione dei contratti di locazione e affitto, ai sensi dell’articolo 10 del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131.

Al riguardo, viene previsto che possono essere abilitati al servizio telematico Entratel gli iscritti all’albo professionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati in possesso di specializzazione in edilizia, anche riuniti in forma associativa, ai soli fini dello svolgimento del servizio di registrazione telematica dei contratti di locazione e del versamento delle relative imposte.

Tale scelta è motivata dalla circostanza che i soggetti in esame, oltre a possedere i necessari requisiti tecnici ed organizzativi, svolgono un ruolo significativo nella diffusione e nell’applicazione delle nuove tecnologie e delle procedure informatiche nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione.

Pertanto, gli iscritti all’albo professionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati in possesso di specializzazione in edilizia entrano a far parte della famiglia degli abilitati alla registrazione telematica, tramite Entratel, dei contratti di locazione. La naturale propensione verso l’applicazione delle nuove tecnologie e delle procedure informatiche di coloro che possiedono il prescritto bagaglio culturale ha portato a inserire la categoria professionale nella cerchia dei tecnici che già da tempo svolgono il ruolo di intermediari tra Agenzia delle Entrate e contribuenti.

A sancire il nuovo “ingresso” un provvedimento direttoriale del 30 luglio 2012, con il quale è stata aggiunta una nuova lettera all’articolo 15, comma 1, del decreto dirigenziale 31 luglio 1998, che si riflette anche nell’articolo 17, comma 2, dello stesso decreto.

È la lettera g-bis) dove viene riportato nero su bianco quanto sopra anticipato, con in più la specificazione che i professionisti in argomento possono chiedere l’abilitazione anche se svolgono la propria attività in forma associata.

In particolare, la norma interessata dalla modifica disciplina la trasmissione telematica dei contratti di locazione e di affitto da sottoporre registrazione (articolo 10 del Dpr 131/1986), nonché di esecuzione telematica dei versamenti.

 

7) Ravvedimento operoso del Modello 770 al 20 settembre

Giungono da più parti richieste di chiarimenti circa la proroga al 20 settembre anche del ravvedimento operoso relativo al modello 770 relativo all'anno 2010. La risposta non può che essere affermativa.

Lo afferma il Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro con una nota del 31 luglio 2012.

Con il DPCM del 26 luglio 2012 (GU n. 176 del 30 luglio 2012) è stata disposta la proroga al 20 settembre 2012 del termine per la presentazione in via telematica della dichiarazione modello 770 /2012 relativa all'anno 2011.

Anche se il DPCM non contiene uno specifico riferimento al termine entro cui avvalersi del ravvedimento operoso relativamente alle ritenute non versate, il Cncl ritiene che anche quest'ultimo sia automaticamente prorogato. Ciò in quanto l’art. 13, comma 1, lett. b) del DLgs n. 472/97 prevede che, in caso di omesso versamento, i termini per ravvedersi sono quelli entro i quali è possibile presentare la dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione.

Ad analoghe conclusioni giunge riguardo al termine per la correzione del mod. 770 dello scorso anno (770/2011) in quanto il comma 8-bis dell'articolo 2, del DPR 322/98, stabilisce che "Le dichiarazioni .... dei sostituti di imposta possono essere integrate dai contribuenti per correggere errori od omissioni che abbiano determinato l'indicazione ...di un maggior debito d'imposta o di un minor credito, mediante dichiarazione da presentare, ... non oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta successivo".

 

8) Le società tra professionisti nel contesto europeo

Pubblicata la circolare della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro n. 15 del 31 luglio 2012.

Come si declina la figura della società tra professionisti all'interno dei principali sistemi giuridici comunitari? La citata circolare n. 15 della Fondazione Studi analizza, in un approfondito studio comparato, le norme in vigore in Italia, Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Lussemburgo e Spagna.

 

9) Dal Cndcec precisazioni sulla durata del tirocinio

In materia di durata del tirocinio, con l’informativa n. 61 del 27 luglio 2012, il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti ed esperti contabili ha fornito ulteriori precisazioni a seguito della circolare del 4 luglio 2012 del ministero della Giustizia.

Regolamento sui compensi dei professionisti

Dopo il sì con osservazioni del Consiglio di Stato, il decreto del ministero di Giustizia sui parametri cui deve fare riferimento il giudice per stabilire, in difetto di accordo, i compensi di avvocati, notai, commercialisti ed esperti contabili aspetta solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

10) Equitalia lancia il numero verde unico

Un nuovo passo per semplificare il dialogo con i cittadini. Dal 31 luglio parlare con Equitalia sarà ancora più semplice. I cittadini di tutta Italia potranno infatti comporre un unico numero per contattare Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud e avere tutte le informazioni necessarie senza recarsi allo sportello.

Per chiamare Equitalia il nuovo numero è:

- 800 178 078 numero verde gratuito da telefono fisso

- 02 3679 3679 da telefono cellulare o dall'estero (secondo piano tariffario).

Nessun problema ci sarà, in ogni caso, per i cittadini che chiameranno i vecchi numeri verdi per contattare Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud, perché saranno automaticamente reindirizzati sul nuovo numero.

Il contact center del Gruppo Equitalia è attivo 24 ore su 24. Dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18, è possibile parlare direttamente con un operatore. Nelle altre fasce orarie, il sabato e la domenica, è attivo un risponditore automatico interattivo che fornisce tutte le principali indicazioni sull’attività di riscossione e sui servizi a disposizione dei cittadini.

L’attivazione di un numero unico per tutta Italia rientra nel piano di riorganizzazione dei servizi di Equitalia per semplificare ulteriormente il rapporto con i cittadini, che hanno a disposizione sempre più canali per ricevere assistenza e mettersi in regola con i pagamenti. Il numero verde, infatti, si affianca alla rete degli sportelli fisici sul territorio, ai punti dedicati all’ascolto per le situazioni più complesse, attivati in 100 città, e al servizio online “Scrivi all’Assistenza Contribuenti” sul sito www.gruppoequitalia.it.

(Equitalia, comunicato stampa del 31 luglio 2012)

 

Vincenzo D’Andò