Legge sulla crescita agosto 2012: tutte le novità in materia IVA

E’ ormai “Legge” il cd. Decreto crescita. Come è noto, il provvedimento (Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese) è stato convertito definitivamente in Legge.

A tal fine, si propongono  di seguito le principali novità che hanno riguardato la disciplina dell’IVA.

Ripristino IVA per cessioni e locazioni nuove costruzioni (art. 9)

L’art. 9 di tale provvedimento assoggetta ad IVA le operazioni relative a cessioni e locazioni di abitazioni effettuate dai costruttori anche oltre il limite dei cinque anni dall’ultimazione dei lavori.

Come si ricorderà, la disciplina era stata di recente modificata dall’art. 57 del D.L. n. 1 del 2012 cd. Decreto liberalizzazioni (1).

In particolare, la lettera a) del comma 1 dell’art. 9, ha adesso modificato i nn. 8), 8-bis) e 8-ter) dell’art. 10, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972 (relativo all’elencazione delle operazioni esenti da IVA).

Pertanto, a seguito della modifica al citato n. 8), sono imponibili IVA le locazioni, per le quali nel relativo atto il locatore abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione:

– di fabbricati abitativi, effettuate dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, interventi di restauro e di risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, o ristrutturazione urbanistica (di cui all’art. 3, comma 1, lettere c), d) ed f), del testo unico dell’edilizia, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380);

– di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali (2);

– di fabbricati strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di

diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni.

Inoltre, con le modifiche arrecate al n. 8-bis), non sono più esenti (sono, quindi, imponibili IVA) le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato:

– effettuate dalle imprese costruttrici o dalle imprese che vi hanno eseguito interventi edilizi, anche oltre cinque anni dalla data di ultimazione della costruzione – o dell’intervento di restauro e di risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, o ristrutturazione urbanistica – nel caso in cui nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione.

Inoltre, sono pure imponibili IVA le cessioni di fabbricati di civile abitazione:

– destinati ad alloggi sociali, ove il cedente abbia manifestato espressamente l’opzione per l’imposizione nel relativo atto.

Infine, con le modifiche fatte al n. 8-ter), sono imponibili IVA le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni:

– effettuate dalle imprese costruttrici o dalle imprese che vi hanno eseguito interventi edilizi, anche oltre cinque anni dalla data di ultimazione della costruzione – o dell’intervento di restauro e di risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, o ristrutturazione urbanistica – per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione.

La lettera b) del comma 1 del medesimo art. 9, ha, quindi, modificato la lettera a-bis dell’art. 17, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972, il quale prevede l’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile (cd. reverse charge) alle cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato strumentali (3).

Per effetto di ciò, il meccanismo dell’inversione contabile è stato, quindi, esteso a tutte le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato – anche non strumentali – di cui ai nn. 8-bis) e 8-ter) sopra citati per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione.

Infime, la lettera c) ha modificato il n. 127-duodevicies) della tabella A, parte terza, allegata al D.P.R. n. 633/1972, che elenca i beni e servizi soggetti all’aliquota ridotta del 10% (4).

Pur rimanendo immutata la disciplina delle locazioni di fabbricati abitativi destinati…

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