Decreto per la crescita: le norme di natura fiscale e lavoristica di interesse per il settore delle costruzioni

di Massimo Pipino

Pubblicato il 8 agosto 2012

il Decreto per la crescita appena approvato contiene alcune misure di favore per contrastare la crisi del settore edile: il nuovo bonus ristrutturazioni, il ritorno dell'applicazione dell'IVA sulle costruzioni, la defiscalizzazione del finanziamento alle imprese...

Integrazione della disciplina relativa all’emissione di obbligazioni e di titoli di debito da parte delle società di progetto – project bond (Articolo 1)

La norma prevede un regime fiscale agevolato per gli interessi derivanti dalle obbligazioni che sono emesse dalle società di progetto per finanziare gli investimenti in infrastrutture o nei servizi di pubblica utilità (project bond). Tale agevolazione, che sarà applicata alle obbligazioni emesse nei tre anni successivi al 26 giugno 2012 (data di entrata in vigore del decreto in esame), consiste in una tassazione sostitutiva con aliquota al 12,5 per cento, analoga, quindi, a quella applicata ai titoli emessi dallo Stato. Con la medesima decorrenza, viene specularmente riconosciuta, per le società emittenti (società di progetto e società titolari degli altri contratti di parternariato pubblico-privato), la piena deducibilità dalle imposte sul reddito degli interessi passivi derivanti dai titoli che sono da queste emessi.

Un’ulteriore agevolazione è prevista, poi, relativamente alle garanzie connesse all’emissione di tali obbligazioni e titoli di debito, per le quali le imposte di Registro e le Ipocatastali sono applicate nella misura fissa di 168 euro ciascuna (per un totale pari a 504 euro complessivi). In questo modo si vuole incentivare l’utilizzo di tale strumento per il finanziamento delle infrastrutture nel più generale contesto europeo che prevede lo sviluppo di forme analoghe di finanziamento delle infrastrutture pubbliche attraverso un maggiore coinvolgimento di capitale privato. In particolare, con la recente iniziativa “Project bond 2020”, la Commissione europea sta orientando gli investitori istituzionali verso il finanziamento a lungo termine di progetti infrastrutturali rilevanti nei settori del trasporto, dell’energia e della banda larga attraverso l’emissione di obbligazioni da parte delle società di progetto per finanziare i relativi progetti infrastrutturali con un sistema di garanzie della BEI. La disciplina di tali strumenti è stata oggetto di modifica con l’articolo 41 del D.L. n. 1 del 2012 (cd. “liberalizzazioni”) che, intervenendo sull’articolo 157 del Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 163/2006), ha consentito alle società di progetto e alle società titolari di un contratto di parternariato pubblico-privato di emettere obbligazioni, anche in deroga ai limiti previsti dal Codice civile (vedi nota), con lo scopo di realizzare una singola infrastruttura o un nuovo servizio di pubblica utilità.

I project bond dovranno essere sottoscritti da investitori qualificati (banche, società di gestione del risparmio, Sicav, fondi pensione, imprese di assicurazione, fondazioni bancarie). Tali obbligazioni possono essere garantite, sino all’avvio della gestione dell'infrastruttura da parte del concessionario, dal sistema finanziario, da fondazioni e da fondi privati, secondo modalità da definire con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze (MEF) di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Si ritiene che lo strumento dei project bond possa contribuire allo sviluppo economico del nostro Paese e al sostegno del settore delle costruzioni, se riuscirà a raccogliere capitali privati per finanziare la realizzazione di nuove infrastrutture in grado di aumentare la dotazione infrastrutturale italiana.

Qualora, invece, fossero limitati esclusivamente al rifinanziamento di opere già realizzate e in fase di gestione, spesso affidate a soggetti che hanno ottenuto la concessione senza un confronto concorrenziale, si rivelerebbero uno strumento privo di effetti sulla competitività e sulla crescita. Un altro aspetto che è importante evidenziare è legato al taglio degli interventi che saranno finanziati. È fondamentale che i project bond vengano utilizzati non solo per poche, grandissime infrastrutture, ma anche per le numerose opere di media dimensione, delle quali il Paese ha un’assoluta necessità.

 

Disposizioni in materia di finanziamento di infrastrutture mediante defiscalizzazione (Articolo 2)

L’articolo 2 apporta modifiche alla normativa in materia di finanziamento di infrastrutture mediante defiscalizzazione contenuta nella legge di stabilità 2012 (art. 18, legge n. 183 del 12 novembre 2011 - cd. “Tremonti infrastrutture”). La norma estende l‘ambito di applicazione delle misure di defiscalizzazione alla realizzazione di tutte le nuove infrastrutture in parternariato pubblico-privato. Nella sua formulazione precedente, la possibilità di prevedere agevolazioni fiscali in favore delle società di progetto era limitata alla realizzazione di specifiche opere pubbliche (stradali e autostradali, anche di carattere regionale, ferroviarie, metropolitane e portuali appartenenti alla rete strategica transeuropea di trasporto essenziale). La norma precisa che tali interventi agevolativi compensano il contributo pubblico a fondo perduto, in modo da assicurare la sostenibilità economica dell‘operazione di partenariato pubblico privato, tenuto conto delle condizioni di mercato. Viene ampliato anche il novero dei destinatari delle misure agevolative, che riguardano in generale tutti i soggetti interessati, a seconda delle diverse tipologie di contratto, e non solo le società di progetto. La norma interviene inoltre sulla disciplina della defiscalizzazione relativa alle opere portuali, sopprimendo la norma che subordinava l‘attribuzione del maggior gettito IVA registrato per la nuova opera all'andamento del gettito dell'intero sistema portuale nazionale.

 

Regime IVA delle cessioni e locazioni di immobili (Articolo 9)

La disposizione interviene complessivamente sul regime IVA delle operazioni immobiliari. In particolare, per quanto riguarda la cessione delle abitazioni da parte delle imprese edili, viene introdotto il regime di imponibilità ad “IVA su opzione” in caso di trasferimento effettuato oltre i 5 anni dall’ultimazione dei lavori e, in ogni caso, per la cessione di alloggi sociali, come individuati dal D.M. 22 aprile 2008. Complessivamente, il regime IVA delle cessioni di abitazioni (fissato dal “nuovo” articolo 10, comma 1, n. 8-bis, D.P.R. 633/1972) è il seguente:

  • imponibilità ad “IVA obbligatoria” delle cessioni di abitazioni effettuate entro i 5 anni dall’ultimazione dei lavori di costruzione o ristrutturazione;

  • imponibilità ad “IVA su opzione” dell’impresa costruttrice/ristrutturatrice cedente, da manifestare direttamente nel rogito, delle cessioni di abitazioni effettuate oltre i 5 anni dall’ultimazione dei lavori di costruzione o ristrutturazione;