Spending Review: la Guardia di Finanza in ausilio al Commissario per le attività ispettive

 

Premessa.

Il decreto legge 7 maggio 2012, n. 52, concernente disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica, come noto, ha attribuito, tra l’altro, al Commissario il diritto di corrispondere con tutte le pubbliche amministrazioni e con gli enti di diritto pubblico e di chiedere loro, oltre notizie ed informazioni, la collaborazione per l’adempimento delle sue funzioni.
In particolare, il Commissario ha il potere di chiedere informazioni e documenti alle singole amministrazioni e alle società di cui all’articolo 2, comma 2, del medesimo decreto nonché di disporre che vengano svolte, nei confronti delle stesse, ispezioni a cura dell’Ispettorato per la funzione pubblica e del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato.
Le amministrazioni pubbliche e le società a totale partecipazione pubblica che svolgono compiti di centrale di committenza hanno l’obbligo di trasmettere i dati e i documenti richiesti, nonché, comunque, di fornire la più ampia collaborazione al Commissario.
Il provvedimento adottato dal Governo, avente quindi i requisiti della straordinarietà e dell’urgenza, è poi passato al vaglio del Parlamento per la prevista conversione in Legge.
 

Iter parlamentare.

Il decreto legge, trasmesso al Senato in prima lettura1 è stato assegnato alle commissioni riunite 1ª (Affari Costituzionali)e5ª (Bilancio)in sede referente il 9 maggio 20122, con richiesta di pareri dalle commissioni 1ª (Aff. cost.)3, 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze), 8ª (Lavori pubb.), 10ª (Industria), 13ª (Ambiente), 14ª (Unione europea).
Il provvedimento è stato approvato4 il 7 giugno 2012, quindi trasmesso alla Camera dei Deputati5, l’iter deve completarsi entro il 7 luglio 2012.
 
Durante l’esame al Senato, è stato presentato l’emendamento 5.100, approvato poi dal Senato6, con l’inserimento all’art. 5, afferenti ai poteri del Commissario, al comma 1, dopo il secondo periodo, della possibilità da parte del Commissario, nell’esercizio delle sue funzioni, di richiedere, altresì, la collaborazione della Guardia di Finanza.
L’attività di collaborazione dovrà ovviamente preceduta dalle intese ai sensi dell’art. 3, c. 1, del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 687, laddove, con riferimento alla collaborazione con organi ed enti nazionali, è previsto che il Corpo, in relazione alle proprie competenze in materia economica e finanziaria, collabora in primis con gli organi costituzionali nonché, previe intese con il Comando generale, con gli organi istituzionali, Autorità indipendenti ed enti di pubblico interesse che ne facciano richiesta8.
Nell’espletamento delle predette attività i militari del Corpo agiscono con le facoltà e i poteri previsti dalle leggi e regolamenti vigenti.
 

Poteri della Guardia di Finanza.

Il Governo, in virtù della delega di cui all’art. 4 della legge 31 marzo 2000, n. 789, ha emanato il D.Lgs.n. 68/2001 che ha rivisitato i compiti della Guardia di Finanza, in funzione del mutato scenario esterno, confermando e rilanciando il suo ruolo di polizia economica e finanziaria, in continuità con la legge di ordinamento del 23 aprile 1959, n. 189.10
L’attività della Guardia di Finanza è stata, tradizionalmente, caratterizzata da un prevalente impegno in specifiche aree operative relative, in particolare, al settore della lotta all’evasione fiscale ed agli illeciti finanziari.
A queste funzioni istituzionali, nel corso del tempo, per effetto di impellenti priorità politiche legate al risanamento dei conti pubblici e, quindi, al fine di monitorare l’andamento delle uscite finanziarie del bilancio nazionale e comunitario, si è aggiunta l’attività di controllo della spesa …

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