Novità fiscali del 26 luglio 2012: i consulenti del lavoro chiedono il differimento della scadenza del 770/2012

Pubblicato il 26 luglio 2012



Camera: votata la fiducia al decreto sulle misure per la crescita; Senato: approvata la riforma costituzionale del Parlamento; CNDCEC: DDL sulle associazioni professionali, presentati gli emendamenti; slitta la presentazione del Modello 770/2012; la Consulta dichiara illegittima la nuova disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica; CNDCEC: DPR professioni, gli emendamenti proposti dai commercialisti; eventi atmosferici eccezionali: versamento dei contributi dal 16 luglio 2012

 

 

Indice:

1) Camera: votata la fiducia al decreto sulle misure per la crescita

2) Senato: approvata la riforma costituzionale del Parlamento

3) CNDCEC: DDL sulle associazioni professionali, presentati gli emendamenti

4) Slitta la presentazione del Modello 770/2012

5) La Consulta dichiara illegittima la nuova disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica

6) CNDCEC: DPR professioni, gli emendamenti proposti dai commercialisti

7) Eventi atmosferici eccezionali: versamento dei contributi dal 16 luglio 2012

 

 

1) Camera: votata la fiducia al decreto sulle misure per la crescita

La Camera dei Deputati, con 475 voti favorevoli e 80 contrari, ieri ha votato la fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del Disegno Di Legge di conversione del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese (C. 5312-A/R), nel nuovo testo approvato dalle Commissioni a seguito del rinvio deliberato dall’Assemblea.

Gli emendamenti dei relatori approvati nella seduta del 24 luglio 2012 hanno recepito le condizioni contenute nel parere della Commissione bilancio volte a garantire il rispetto dell’articolo 81, quarto comma, della Costituzione.

Ripristino IVA per cessioni e locazioni nuove costruzioni (art. 9)

Con la modifica del comma 1, lettera a), capoverso 8-bis, sono assoggettate a IVA anche le cessioni, oltre che le locazioni, aventi ad oggetto i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, ove il cedente abbia manifestato l’opzione per l’imposizione nel relativo atto.

Detrazioni per interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico (art. 11)

E’ stato sostituito il comma 2 ed introdotto il comma 2-bis, al fine di elevare dal 50% al 55% la detrazione IRPEF per le spese sostenute fino al 30 giugno 2013 per la riqualificazione energetica degli edifici (in luogo del 50% previsto dal testo originario del D.L.).

Semplificazioni in materia di autorizzazioni e pareri per l'esercizio dell'attività edilizia (art. 13)

Sono state modificate alcune norme del T.U. dell’edilizia - DPR n. 380/2001 - relative alla disciplina dello sportello unico per l’edilizia ed ai procedimenti amministrativi relativi alla denuncia di inizio attività (Dia).

In particolare, si modifica lo sportello unico per l’edilizia:

Si introduce il comma 1-bis che prevede che lo sportello unico sia l'unico punto di accesso per il privato per tutte le vicende amministrative riguardanti l’intervento edilizio ed il relativo titolo abilitativo che fornisce una risposta tempestiva in luogo di tutte le p.a. coinvolte. Lo sportello è tenuto ad acquisire altresì, anche mediante conferenza dei servizi, tutti gli atti di assenso comunque denominati delle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità. Resta comunque ferma la competenza dello sportello unico per le attività produttive (Suap) come definita dal D.P.R. n. 160/2010.

Si introduce poi il comma 1-ter che dispone che tutte le comunicazioni al richiedente debbano essere trasmesse esclusivamente dallo sportello unico e, analogamente, tutti gli altri uffici comunali e le p.a. diverse dal comune interessati al procedimento devono trasmettere immediatamente allo sportello unico tutte le denunce, domande, segnalazioni o atti ad esse eventualmente presentati, dandone comunicazione al richiedente.

Indi, viene inserito un comma 5-bis, ai sensi del quale il responsabile dello sportello unico indice la conferenza di servizi, qualora, entro il termine di 60 giorni dalla presentazione della domanda per il rilascio del permesso di costruire:

- non sono intervenute le intese, i concerti, i nulla osta o gli assensi comunque denominati delle altre P.A.;

- oppure è intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni interpellate, qualora tale dissenso non risulti fondato sulla assoluta incompatibilità dell'intervento.

Lo stesso comma 5-bis consente alle amministrazioni che esprimono parere positivo di non intervenire alla conferenza di servizi e trasmettere i relativi atti di assenso, dei quali si tiene conto ai fini dell’individuazione delle posizioni prevalenti per l’adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento.

Infine, l’art. 13-bis introduce un’ulteriore tipologia di interventi per i quali non è necessario alcun titolo abilitativo, ossia le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio di impresa ovvero le modifiche della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa (nuova lett. e-bis) del comma 1 dell’art. 6 del T.U.).

Disposizioni in materia di responsabilità solidale dell’appaltatore (art. 13-ter)

Viene sostituito il comma 5-bis dell’articolo 2 del D.L. n. 16 del 2012, concernente i soggetti responsabili per il versamento di somme all’erario nel caso di appalto di opere e di servizi, aggiungendo i commi 5-ter e 5-quater.

In particolare, in luogo della previsione di una responsabilità solidale di committente, appaltatore ed eventuali subappaltatori per il versamento delle ritenute su redditi di lavoro dipendente e per l’IVA dovuta in rapporto alle fatture inerenti alle prestazioni effettuate nell'ambito dell'appalto, si stabilisce:

- che i soggetti responsabili in solido dei versamenti siano l’appaltatore e il subappaltatore e non più, dunque, il committente;

- che tale responsabilità riguardi, oltre alle ritenute sul lavoro dipendente, la sola IVA dovuta dal subappaltatore per le prestazioni effettuate nel rapporto di subappalto;

- che non operi la limitazione temporale della responsabilità, originariamente fissata in due anni dalla cessazione dell’appalto.

Affinché venga meno la responsabilità solidale dell’appaltatore, questi deve effettuare un’apposita verifica del corretto adempimento degli obblighi da parte del subappaltatore; a tal fine, viene data all’appaltatore la possibilità di sospendere i pagamenti nei confronti del subappaltatore fino all’esibizione della documentazione che attesti i corretti adempimenti fiscali. Il comma 5-ter subordina il pagamento del corrispettivo dovuto dal committente all’appaltatore all’esibizione della documentazione che attesti il corretto adempimento dei predetti obblighi; è prevista anche la possibilità di sospensione dei pagamenti fino all’esibizione dei predetti documenti. Dal mancato rispetto di tali modalità di pagamento a carico del committente discendono apposite sanzioni amministrative pecuniarie (fino a 200.000 euro). Il comma 5-quater individua l’ambito di applicazione delle predette norme, che operano per i contratti di appalto e subappalto di opere, forniture e servizi conclusi da soggetti che operano nell’ambito di attività rilevanti a fini IVA, dai soggetti IRES, dallo Stato e dagli enti pubblici. Sono invece escluse dalle disposizioni in materia di responsabilità solidale le stazioni appaltanti come individuate dal codice dei contratti (ovvero amministrazioni aggiudicatrici, concessionari di servizi e di lavori pubblici, società con capitale pubblico anche non maggioritario che non sono organismi di diritto pubblico, le quali hanno ad oggetto della loro attività la realizzazione di lavori o opere).

Strumenti di finanziamento per le imprese (art. 32)

Le principali differenze rispetto al testo originario del D.L. riguardano:

- l’allungamento della durata massima delle cambiali finanziarie da 18 a 36 mesi;

- l’introduzione dell’obbligo, per lo sponsor, di segnalare per ciascun emittente se l’ammontare di cambiali finanziarie in circolazione è superiore al totale dell’attivo corrente come rilevato dall’ultimo bilancio;

- una classificazione dell’emittente già a partire dal momento dell’emissione dei titoli, sulla base di cinque categorie di qualità creditizia;

- la possibilità di derogare all’obbligo, per lo sponsor, di mantenere nel proprio portafoglio una quota dei titoli emessi, qualora l’emissione sia assistita da garanzia. Una deroga (di carattere temporaneo) è prevista in relazione all’obbligo di certificazione del bilancio;

- l’eliminazione dell’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle entrate dei dati relativi alle emissioni di titoli di debito e similari non negoziati su mercati regolamentati;

- la possibilità di emettere obbligazioni con clausole di partecipazione agli utili di impresa e di subordinazione viene data alle società che non emettono strumenti finanziari quotati, purché diverse da banche e micro imprese, con scadenza che viene abbreviata da 60 a 36 mesi.

Liquidazione dell’IVA secondo la contabilità di cassa ( art. 32 bis)

Aggiunto l’articolo 32-bis, che modifica la disciplina dell’IVA “per cassa”, ossia dei casi in cui l’IVA sulle cessioni di beni/prestazioni di servizi diventa esigibile (e dunque deve essere versata all’erario) al momento del pagamento dei corrispettivi relativi alle operazioni effettuate, in luogo del momento di effettuazione dell’operazione. Viene a tal fine abrogato l’articolo 7 del D.L. n. 185 del 2008, che reca l’attuale disciplina della materia, con decorrenza dall’entrata in vigore della norma in commento.

Rispetto alla disciplina vigente:

- si fa esplicito riferimento alla direttiva 2010/45/UE, che consente l’introduzione di un regime di “contabilità di cassa” al fine di posticipare il versamento dell’IVA dovuta all’erario al momento dell’effettivo pagamento dei corrispettivi;

- il regime “per cassa” viene reso opzionale;

- si dispone l’esigibilità dell’IVA “per cassa” alle operazioni effettuate da soggetti passivi con volume d’affari non superiore a due milioni di euro, in luogo dell’attuale soglia di duecentomila euro;

- si prevede che il diritto alla detrazione in capo al cessionario o al committente sorga al momento di effettuazione dell’operazione, anche se il corrispettivo non è stato ancora pagato (non più, dunque, al momento di effettivo pagamento del corrispettivo).

Modifiche alla legge 28 giugno 2012, n. 92, e misure in materia di accordi di lavoro (art. 46-bis)

Si introduce l’articolo 46-bis che apporta in primo luogo (comma 1) una serie di modifiche alla legge n. 92/2012 di riforma del mercato del lavoro.

In particolare:

- nell’ambito della riduzione degli intervalli di tempo, prevista dai contratti collettivi, oltre i quali la stipula di un nuovo contratto a termine viene considerato, dopo la scadenza del precedente, come assunzione a tempo indeterminato, si precisa che tali riduzioni si applichino alle attività stagionali ed in ogni altro caso previsto, ad ogni livello, dalla contrattazione collettiva);

- si prevede che la somministrazione di lavoro a tempo indeterminato sia ammessa in tutti i settori produttivi in caso di utilizzo da parte del somministratore di lavoratori assunti con contratto di apprendistato);

- si modificano i presupposti previsti ai fini della presunzione che le prestazioni rese da titolari di partita IVA siano da considerare come rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, prevedendo che la durata della collaborazione con lo stesso committente deve essere superiore a 8 mesi annui per 2 anni consecutivi (invece che per un solo anno) e che il corrispettivo annuo deve superare l’80% del fatturato complessivo per due anni solari consecutivi ( invece che per un solo anno);

- si dispone che per il 2013 i percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito possano svolgere prestazioni di lavoro accessorio in tutti i settori produttivi (compresi gli enti locali, fermi restando i vincoli vigenti in materia di contenimento delle spese di personale) nel limite massimo di 3.000 euro di corrispettivo per anno solare;

- per quanto attiene alle disposizioni transitorie che riducono progressivamente la durata del trattamento di mobilità (fino all’entrata in vigore dell’ASpI, prevista per il 2017) si proroga di un anno (ossia al 31 dicembre 2014) la disciplina attualmente prevista fino al 31 dicembre 2013 (il che si traduce in una durata dell’indennità di mobilità superiore di 6 mesi, nel 2014, per i lavoratori ultracinquantenni del Centro-nord e di tutti i lavoratori del Centro-Sud);

- si prevede un momento di verifica, entro il 31 ottobre 2014, della disposizioni transitorie in materia di mobilità, al fine di assumere eventuali iniziative in materia;

- si rimodula l’aumento delle aliquote contributive della Gestione separata INPS, abbassando per alcuni periodi le aliquote dovute dagli assicurati non iscritti ad altre forme pensionistiche e aumentando le aliquote dovute dai soggetti iscritti ad altre forme pensionistiche, riducendo il periodo transitorio e anticipando al 2016 l’aliquota a regime;

- intervenendo sulla disciplina dell’erogazione della CIGS per le aziende sottoposte a procedure concorsuali nonché nei casi di aziende sottoposte (ai sensi della disciplina contro le organizzazioni criminali di tipo mafioso) a sequestro o confisca, si precisa che l’erogazione dello strumento di tutela del reddito è previsto solo quando sussistano prospettive di continuazione o di ripresa dell’attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione, da valutare in base a parametri oggettivi definiti con specifico decreto, e rinviando l’abrogazione della richiamata disciplina a decorrere dal 1° gennaio 2016;

- si stabilisce l’obbligo di depositare i contratti e gli accordi collettivi di gestione di crisi aziendali che prevedano il ricorso agli ammortizzatori sociali presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, secondo specifiche modalità;

- intervenendo sulla disciplina in materia di diritto al lavoro dei disabili, si interviene, in senso restrittivo, sulle categorie escluse dalla base di computo, inserendovi anche lavoratori occupati con contratto a tempo determinato di durata fino a 6 mesi.

Il comma 2 interviene in materia di trasferimento d’azienda, integrando l’articolo 47 della legge comunitaria per il 1990 (L. 428/1990).

In particolare si conferma l’applicazione dell’art. 2112 c.c. nel caso in cui sia stato raggiunto un accordo circa il mantenimento, anche parziale, dell’occupazione, nel caso in cui il trasferimento riguardi anche aziende per le quali vi sia stata la dichiarazione di apertura della procedura di concordato preventivo e per le quali vi sia stata omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti.

Assicurazioni estere (art. 68)

E’ stato, infine, sostituito l’articolo 68 del provvedimento, relativo alle polizze assicurative estere.

In particolare:

- ove l’imposta sostitutiva sui capitali corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione non sia applicata direttamente dalle imprese estere operanti nel territorio dello Stato, per le polizze “intermediate” da imprese residenti essa deve essere applicata – in luogo della mera facoltà - dall’intermediario assicurativo intervenuto nel contratto in qualità di sostituto d’imposta;

- il prelievo dello 0,35% nei confronti degli intermediari che agiscono in qualità di sostituti d’imposta viene commisurato al valore di tutti i contratti “intermediati” dal sostituto d’imposta residente, e non più alle riserve matematiche relative ai contratti di assicurazione sottoscritti mediante l‘intervento di tali soggetti;

- il contraente è tenuto a fornire la relativa provvista, mentre il sostituto d’imposta è tenuto a segnalare i contraenti nei confronti dei quali l’imposta non è stata applicata; nei confronti di questi ultimi, la riscossione dell’imposta avviene mediante ruolo.

Modificato poi il comma 5 dell’articolo 33, introducendo ulteriori ipotesi di deducibilità ex lege delle perdite sui crediti.

 

2) Senato: approvata la riforma costituzionale del Parlamento

Ieri in Aula. Con 153 voti favorevoli, 138 contrari e sette astensioni il Senato ha approvato la riforma costituzionale del Parlamento e della forma di governo, come modificata nel corso dell'esame in Aula; la parola passa alla Camera. Sono poi in calendario i decreti sulle dismissioni del patrimonio pubblico (ddl n. 3382) e sulla revisione della spesa pubblica (ddl n. 3396).

Spending review

Il Decreto Legge n. 95 del 6 luglio 2012, recante “disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini” (ddl 3396), è all’attenzione della Commissione Bilancio in sede referente.

Riduzione dell’IVA (art. 21 del D.L. n. 95 del 06 lulio 2012)

La presente disposizione al comma 1, lettera a), modificando il previdente comma 1-ter dell’articolo 40 del D.L. 98/2011, fa slittare la decorrenza dell’incremento di due punti di percentuale delle aliquote IVA del 10 e del 21 per cento al 1° luglio 2013 e fino al 31 dicembre 2013.

A decorrere dal 1 gennaio 2014 le aliquote sono rispettivamente rideterminate nella misura dell’11 per cento e del 22 per cento.

Con la successiva lettera b), comma 1, dell’articolo all’esame, si modifica il comma 1-quater del citato articolo 40 del D.L. 98/2011 disponendo che l’incremento suddetto non si applica qualora entro il 30 giugno 2013 siano entrati in vigore i provvedimenti legislativi in materia fiscale ed assistenziale aventi ad oggetto il riordino della spesa in materia sociale, nonché l’eliminazione o riduzione dei regimi di agevolazione e favore fiscale, che consentano di determinare effetti positivi, ai fini dell’indebitamento netto, non inferiori a 6.560 mln di euro annui a decorrere dal 2013 in luogo dei previgenti effetti positivi definiti in non meno di 13.119 mln di euro per l’anno 2013 ed in 16.400 mln di euro a decorrere dall’anno 2014.

Infine con il comma 2 dell’articolo in argomento, si definisce che con la legge di stabilità per l’anno 2013 saranno indicate le misure di attuazione del programma di razionalizzazione della spesa pubblica di cui all’articolo 1, comma 1-bis del D.L. 52/2012 e le disposizioni relative all’eliminazione o  riduzione dei regimi fiscali agevolati di cui al citato articolo 40, comma 1-quater del D.L. 98/2011.

I risparmi di spesa e le maggiori entrate derivanti dai citati provvedimenti concorrono, insieme ai risparmi di spesa derivanti dal riordino di enti ed organismi pubblici statali, strutture pubbliche statali o partecipate dallo Stato, ad evitare l’aumento dal 1° luglio 2013 delle aliquote IVA, così come previsto dal modificato articolo 40, comma 1ter del citato D.L. 98/2011 qui all’esame.

 

3) CNDCEC: DDL sulle associazioni professionali, presentati gli emendamenti

In Commissione Industria del Senato le richieste di modifica che recepiscono le indicazioni del CUP: Bonechi (CNDCEC):”Un passo importante per cambiare un testo che crea confusione” .

Eliminare dal testo la parola professione, usata impropriamente e causa di confusione, ed evitare che il DDL sulle associazioni sia applicabile tanto alle attività riservate ai professionisti iscritti in albi, quanto a quelle caratteristiche di ordinamenti professionali per le quali è riconosciuta competenza specifica a taluna professione. Le richieste di modifica al disegno di legge AS 3270, recante Disposizioni in materia di professioni non organizzate in Ordini o Collegi, avanzate a giugno dal Consigliere nazionale dei commercialisti, Andrea Bonechi, a nome del Comitato unitario professioni, dinanzi alla Commissione Industria del Senato, sono state sostanzialmente recepite in una serie di emendamenti presentati nei giorni scorsi da diversi senatori.

Tra gli emendamenti ve ne sono alcuni corrispondenti testualmente alle bozze predisposte dal CUP, che rimuovono da ogni articolo e comma il termine "professione" e tutti i termini di derivazione, e ve n'è uno specifico per il comma 2 dell'articolo 1 in cui si amplia l'ambito di non applicazione del ddl oltre alle attività riservate a professioni, anche a quelle tipiche o caratteristiche e comunque per le quali è riconosciuta competenza specifica ad ordinamenti professionali.

Bonechi afferma che gli emendamenti “che recepiscono in toto le nostre richieste, sono un passo importante per cambiare un testo che rischia solo di creare confusione” e si augura che “attorno ad essi si raccolga ora uno schieramento maggioritario in seno alla Commissione industria”. Secondo il consigliere nazionale dei commercialisti, l’approvazione degli emendamenti avrebbe l’effetto di ridurre possibili effetti distorsivi sulla concorrenza derivanti dall’attuale formulazione del Disegno di legge e tutelerebbe meglio i consumatori.

(CNDCEC, comunicato del 25 luglio 2012)

 

4) Slitta la presentazione del Modello 770/2012

Scadenze fiscali, Befera annuncia riordino ma intanto è ingorgo. slitta il 770?

È ormai un'abitudine estiva l'accavallarsi di scadenze ravvicinate che minano la serenità e l'operatività degli studi dei consulenti del lavoro. Bilanci, dichiarazioni fiscali, periodiche IVA, adempimenti in materia di lavoro, versamenti: lo scadenziario del professionista è realmente ingolfato e gestibile con sempre maggiori difficoltà.

Quest'anno ci si è messo anche il ritardo con cui è stato diffuso l'ultimo aggiornamento degli studi di settore che ha costretto l'Agenzia delle Entrate - su sollecitazione del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro - ad intervenire per differirne la scadenza. Stessa cosa sta ora avvenendo per il modello 770/2012, per il quale stanno pervenendo da tutto il territorio nazionale richieste di differimento della scadenza di presentazione a settembre mentre attualmente è fissata al 30 luglio.

La presidente del Cno Marina Calderone si è fatta portavoce di queste innumerevoli richieste richiedendo all'Agenzia delle Entrate lo spostamento della scadenza dell'invio del modello 770/2012 così come evidenziata dalla base.

(Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, comunicato del 25 luglio 2012)

 

5) La Corte costituzionale dichiara illegittima la nuova disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica

La Corte costituzionale, con la sentenza 20 luglio 2012, n. 199, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4 del decreto legge n. 138/2011 in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, sia nel testo originario che in quello risultante dalle successive modificazioni.

L’articolo 4 è stato adottato dopo che era stata dichiarata l’abrogazione, a seguito di referendum popolare, dell’articolo 23-bis del decreto legge n. 112/2008 recante la disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.

L’articolo 23-bis dettava una normativa generale di settore che si applicava a tutti i servizi pubblici locali, fatta eccezione per quelli espressamente esclusi, volta a restringere, rispetto al livello minimo stabilito dalle regole concorrenziali comunitarie, le ipotesi di affidamento diretto e, in particolare, di gestione in house dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, consentite solo in casi eccezionali e al ricorrere di specifiche condizioni, la cui puntuale regolamentazione era affidata a un regolamento governativo.

La consultazione referendaria ha abrogato tale normativa comportando come effetto l’applicazione diretta della normativa comunitaria e dei principi in tema di concessione contenuti nel Codice dei contratti pubblici.

A distanza di meno di un mese dall’abrogazione dell’articolo 23-bis, il Governo è intervenuto nuovamente sulla materia con l’articolo 4 del decreto legge n. 138/2011, il quale detta una nuova disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Tale disciplina, secondo i giudici costituzionali, è contraddistinta dalla medesima ratio di quella dell’abrogato articolo 23-bis, in quanto opera una drastica riduzione delle ipotesi di affidamenti in house, al di là di quanto prescritto dalla normativa comunitaria.

Secondo la Corte tale previsione si pone in difformità rispetto a quanto previsto dalla normativa comunitaria, che consente la gestione diretta del servizio pubblico da parte dell’ente locale in presenza di tre condizioni: capitale totalmente pubblico della società affidataria, svolgimento della parte più importante dell’attività della società affidataria in favore dell’ente aggiudicante e l’esercizio da parte dell’ente sulla società affidataria di un controllo analogo a quello che esercitata sui propri uffici.

Tento conto del fatto che l’intento abrogativo espresso con il referendum riguardava in generale tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica, i giudici costituzionali hanno ritenuto che l’esclusione del servizio idrico integrato dall’ambito di applicazione non sia sufficiente a soddisfare la volontà espressa attraverso la consultazione popolare, con la conseguenza che l’articolo 4 costituisce, sostanzialmente, la reintroduzione della disciplina abrogata con referendum del 12 e 13 giugno 2011.

La disposizione impugnata viola dunque il divieto di ripristino della normativa abrogata dalla volontà popolare desumibile dall’articolo 75 della Costituzione. In base a quanto riconosciuto dalla giurisprudenza costituzionale, il legislatore ordinario, dopo l’accoglimento della proposta referendaria, conserva il potere di intervenire nella materia oggetto del referendum senza limiti particolari, salvo il divieto di far rivivere la normativa abrogata.

(Assonime, comunicato del 24 luglio 2012)

 

6) CNDCEC: DPR professioni, gli emendamenti proposti dai commercialisti

Un nutrito pacchetto di modiche elaborate dal Consiglio nazionale nelle settimane scorse è stato discusso in seno al Cup e presentato a Camera e Senato. In arrivo il parere del primo ramo del Parlamento.

Un nutrito pacchetto di proposte di emendamentI al DPR attuativo della riforma delle professioni. Lo ha predisposto il Consigliere con delega alla riforma delle professioni, Andrea Bonechi, che lo ha successivamente portato alla discussione del CUP. Dal testo dei commercialisti sono derivate le posizioni che lo stesso Comitato unitario dei professionisti ha sottoposto alle Commissioni Giustizia di Camera e Senato per la redazione dei rispettivi pareri. Proprio in queste ore è atteso quello della Camera, che sarà depositato dal relatore Maria Grazia Siliquini è che, secondo anticipazioni di stampa, dovrebbe recepire gran parte dei rilievi critici e delle conseguenti richieste di modifica avanzate da commercialisti e CUP. D’altro canto, un giudizio complessivamente negativo sul DPR era già stato espresso nelle scorse settimane dal Consiglio di Stato, con una pronuncia su molti temi anch’essa collimante con le posizioni espresse dai professionisti. Riserve di metodo e di merito erano state anche espresse dai presidenti degli Ordini professionali direttamente al Ministro della Giustizia, Paola Severino, che li aveva convocati nelle scorse settimane.

I temi caldi

Osservazioni critiche vengono mosse dai commercialisti innanzitutto sulla definizione di professione regolamentata. il DPR, fanno notare,è destinato unicamente agli Ordini e non occorre affatto richiamare una definizione comunitaria che comprende tutte le possibili fattispecie esistenti nella UE. In Italia, poi, tutte le professioni sono organizzate in Ordini o Collegi, ragion per cui la definizione non può allargarsi oltre

A giudizio del Consiglio nazionale, il DPR trasforma poi il tirocinio in un percorso ad ostacoli per i giovani. I commercialisti chiedono che sia dato rilievo al principio per cui il tirocinio deve svolgersi in studio e che il corso di formazione post laurea, previsto dal DPR; non sia obbligatorio e che comunque si integri con l’effettiva frequentazione dello studio, giudicata fondamentale. Ciò per evitare che si crei un’ulteriore fase di studio che si aggiungerebbe al già lungo percorso universitario e per di più con anche  test intermedi o finali, la cui previsione è giudicata dalla categoria “incomprensibile”, inutile ulteriore ostacolo all'iscritto per sostenere l'esame.

Sulla formazione professionale continua, l’idea del Consiglio nazionale è che la validazione dei corsi e degli eventi formativi debba essere mantenuta in capo agli Ordini, gli unici in grado di garantire che non vi sia "commercio" della formazione. Si deve garantire all'iscritto di potersi formare anche senza oneri. Così come occorre che sia mantenuta l’uniformità di valutazione delle offerte formative

Modifiche vengono richieste anche in materia disciplinare. Il provvedimento governativo, a parere del Consiglio nazionale, tradisce la volontà del Dl138/2011 di puntare su un’effettiva separazione tra funzioni amministrative e disciplinari per garantire terzietà e indipendenza nei giudizi. I commercialisti chiedono di rendere possibile l'accesso di un magistrato alla guida dei collegi di disciplina. Secondo la categoria, non può essere un consigliere di altro Ordine a comporre i collegi di disciplina, dal momento che l'incompatibilità è di ruolo e non solo territoriale. E' il caso di prevedere, invece, la designazione di colleghi disponibili a far parte dei consigli di disciplina a cura del Consiglio dell'Ordine, ma se del caso anche da un organismo terzo (tribunale). L’ importante è che i colleghi designati da un Ordine vadano a comporre i Collegi di disciplina di altri Ordini così che vi sia massima terzietà.

Di specifico interesse dei commercialisti è infine che il tirocinio sia ritenuto valido per l'iscrizione al registro dei revisori legali e che sia del pari ritenuta valida anche la formazione professionale continua svolta in ambito della materia di revisione legale.

(CNDCEC, comunicato del 25 luglio 2012)

 

7) Eventi atmosferici eccezionali: versamento dei contributi dal 16 luglio 2012

Pubblicata la circolare dell’Inps su: Eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito i territori delle province di La Spezia, Massa Carrara, Genova, Livorno, Matera, Messina e del comune di Ginosa.

OPCM del 5 luglio 2012 n. 4024 (G.U. n. 161 del 12.7.2012). Sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, disposta con decreto legge 216/2011, convertito dalla legge 14/2012.

(Inps, circolare n. 101 del 25 luglio 2012)

 

Vincenzo D’Andò