Novità fiscali del 25 luglio 2012: IVA per cassa e perdite su crediti, tutti i provvedimenti in discussione

Pubblicato il 25 luglio 2012



è nullo l’accertamento fondato sui dati bancari del contribuente carente di motivazione; in arrivo il cd. regime IVA di cassa allargato; in arrivo anche la deduzione fiscale “automatica” sulle perdite aziendali; le altre misure per la crescita, il governo pone la fiducia; le novità sul lavoro intermittente: dubbi e criticità; aliquota Iva applicabile alle cessioni di fruttosio chimicamente puro; fatture di importo inferiore a 300,00 euro: come registrare in maniera cumulativa incassi e pagamenti dei professionisti; riduzione contributiva nel settore dell’edilizia: nuove modalità per sgravio e codifica dei datori di lavoro; entrate e commercialisti insieme per la mediazione tributaria

 

 

Indice:

1) E’ nullo l’accertamento fondato sui dati bancari del contribuente carente di motivazione

2) In arrivo il cd. regime Iva di cassa allargato

3) In arrivo anche la deduzione fiscale “automatica” sulle perdite aziendali

4) Le altre misure per la crescita, il Governo pone la fiducia

5) Le novità sul lavoro intermittente: dubbi e criticità

6) Aliquota Iva applicabile alle cessioni di fruttosio chimicamente puro

7) Fatture di importo inferiore a 300,00 euro: come registrare in maniera cumulativa incassi e pagamenti dei professionisti

8) Riduzione contributiva nel settore dell’edilizia: nuove modalità per sgravio e codifica dei datori di lavoro

9) Entrate e Commercialisti insieme per la mediazione tributaria

 

 

1) E’ nullo l’accertamento fondato sui dati bancari del contribuente se carente di motivazione

L’accertamento basato sui c/c bancari necessita, anche se non è obbligatorio nella fase pre-contenziosa, del contraddittorio dettagliato per ogni movimento e/o operazione durante la verifica per poi poter usare il risultato ai fini dell’accertamento con carattere di specialità (“consiste nel fatto che, sui singoli versamenti e prelevamenti, la legge radica presunzioni di ricavi alquanto gravosi se si considera la globalità”).

Non è, quindi, legittimo l’accertamento, posto in essere con confusione di dati di impresa e di carattere personale.

E’ quanto ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Enna, con la sentenza n. 366-3-12 che ha accolto, anche se parzialmente, il ricorso presentato dal contribuente.

Secondo tale C.T.P. siciliana, i dati bancari sono semplici presunzioni suscettibili di assumere il ruolo della certezza, gravità e precisione solo mediante un logico, deduttivo e provocato abbinamento con altrettanti fatti e atti contestati, poiché, secondo le normali tecniche di ragioneria, ad ogni operazione finanziaria deve corrispondere quella economica in senso lato con una precisa distinzione dei fatti contabili.

In mancanza di tali requisiti i dati bancari non supportano mai un accertamento valido.

 

2) In arrivo il cd. regime Iva di cassa allargato

In arrivo cd. il regime Iva di cassa allargato. Un emendamento parlamentare al D.L. n. 83/2012 (decreto crescita) ha aumentato la soglia per il differimento dell’Iva da 200.000 euro a 2 milioni di euro.

Viene, così, modificata la disciplina dell’Iva per cassa, di cui all’art. 7 del D.L. n. 185/2008, vale a dire della possibilità di differire, al momento dell’incasso del corrispettivo, il versamento dell’IVA dovuta sulle operazioni poste in essere nei confronti di cessionari/committenti che agiscono nell’esercizio d’impresa o di arte e professione.

Tale facoltà, attualmente limitata ai cedenti/prestatori con volume d’affari non superiore a 200.000 euro, viene, quindi, estesa agli operatori con fatturato fino a 2 milioni di euro.

Resta confermata il limite temporale del differimento dell’Iva solo per un anno, difatti, come è noto, l’imposta diventa comunque esigibile, anche se il corrispettivo non sia stato incassato, decorso un anno dall’effettuazione dell’operazione, salvo che, anteriormente, il cessionario/committente sia stato assoggettato a procedure concorsuali. Mentre l’Iva sugli acquisti potrà essere detratta solo dopo aver pagato i fornitori.

La decorrenza del nuovo regime non sarà però immediata, ma dovrà essere fissata con un decreto ministeriale da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del suddetto Decreto Legge.

L’emendamento parlamentare ha introdotto nel D.P.R. n. 633/1972 un nuovo articolo, nel quale si richiama espressamente la facoltà concessa agli stati membri dalla direttiva 2010/45/UE, che ha aggiunto alla direttiva Iva (2006/112/CE del 28 novembre 2006), con effetto dal 1° gennaio 2013, l’articolo 167-bis, che contiene appunto le disposizioni sul regime di cassa che gli stati membri hanno facoltà di adottare dall’anno prossimo.

Comunque l’adozione, del regime di cassa allargato, è subordinata alla previa consultazione del Comitato Iva. A livello comunitario, infatti, il nuovo art. 167-bis della Direttiva n. 2006/112/CE, inserito dalla Direttiva n. 2010/45/UE, consente agli Stati membri dell’Unione europea di posticipare la detrazione in riferimento al solo cessionario/committente, peraltro nei limiti di 500.000 euro, elevabile a 2 milioni di euro previa consultazione del Comitato IVA.

Soggetti ammessi

Potranno adottare il regime di cassa, previa opzione da esercitare secondo e modalità che saranno definite all’Agenzia delle entrate, i contribuenti con volume d’affari annuo non superiore a 2 milioni di euro, relativamente alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di cessionari o committenti che agiscono nell’esercizio di impresa arte o professione. Sono tuttavia esclusi i soggetti che si avvalgono di regimi speciali di applicazione dell’imposta, nonché le operazioni poste in essere nei confronti di cessionari o committenti che assolvono l’imposta mediante l’inversione contabile.

Funzionamento del cd. regime di cassa

Per i contribuenti che adotteranno il regime di cassa, l’Iva sulle operazioni imponibili diviene esigibile al momento in cui essi riceveranno il pagamento dei relativi corrispettivi. Parallelamente, il diritto alla detrazione dell’imposta relativa agli acquisti dei beni o dei servizi sorgerà al momento del pagamento dei relativi corrispettivi ai fornitori.

L’esigibilità differita comporta che la fattura sia emessa e annotata nei termini ordinari, in funzione del momento di effettuazione dell’operazione e che l’imposta sia contabilizzata, da parte del cedente/prestatore, solo al momento dell’incasso.

Si ricorda che:

- l’opzione per l’esigibilità differita dell’imposta deve risultare da apposita annotazione nella fattura di vendita, riportante anche la norma di riferimento;

- l’agevolazione non si applica né alle operazioni soggette a reverse charge, né a quelle effettuate avvalendosi di un regime speciale di applicazione dell’imposta (ad es., regimi monofase e del margine); l’esclusione non vale, quindi, per i soggetti che si avvalgono di un regime speciale di detrazione dell’imposta, come quello agricolo o quello degli intrattenimenti.

Infine, si prevede che il diritto alla detrazione in capo al cessionario o al committente sorga al momento di effettuazione dell’operazione, anche se il corrispettivo non è stato ancora pagato (non più, dunque, al momento di effettivo pagamento del corrispettivo).

 

3) In arrivo anche la deduzione fiscale “automatica” sulle perdite aziendali

Il legislatore, all’interno del decreto crescita, introduce ulteriori ipotesi di deducibilità ex lege delle perdite sui crediti; in particolare, i requisiti di deducibilità sono integrati (in quanto le perdite risultino da elementi “certi e precisi”) anche nelle seguenti ipotesi:

-   se il credito è di modesta entità, decorsi sei mesi dalla scadenza; il credito è di “modesta entità” se inferiore o pari a 5000 euro per le imprese di più rilevante dimensione e 2500 euro per le altre imprese;

- ove il diritto alla riscossione del credito sia prescritto;

- per i soggetti che redigono il bilancio in base a principi contabili internazionali, nel caso di cancellazione di crediti dal bilancio per opera di eventi estintivi.

Conseguentemente sostituisce l’articolo 68 del provvedimento, relativo alle polizze assicurative estere. In particolare:

- ove l’imposta sostitutiva sui capitali corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione non sia applicata direttamente dalle imprese estere operanti nel territorio dello Stato, per le polizze “intermediate” da imprese residenti essa deve essere applicata – in luogo della mera facoltà - dall’intermediario assicurativo intervenuto nel contratto in qualità di sostituto d’imposta;

- il prelievo dello 0,35% nei confronti degli intermediari che agiscono in qualità di sostituti d’imposta viene commisurato al valore di tutti i contratti “intermediati” dal sostituto d’imposta residente, e non più alle riserve matematiche relative ai contratti di assicurazione sottoscritti mediante l‘intervento di tali soggetti.

Il contraente è tenuto a fornire la relativa provvista, mentre il sostituto d’imposta è tenuto a segnalare i contraenti nei confronti dei quali l’imposta non è stata applicata; nei confronti di questi ultimi, la riscossione dell’imposta avviene mediante ruolo.

Perdite su crediti: Deduzioni a forfait

Un emendamento parlamentare al D.L. n. 83/2012 ha, dunque, introdotto altre novità in materia fiscale, con effetto già dal periodo d’imposta 2012, tra queste emerge la misura riguardante la deduzione a forfait delle perdite su crediti.

In particolare, sono state introdotte norme di individuazione automatica degli elementi certi e precisi richiesti dall’art. 101, comma 5, del TUIR per la deduzione delle perdite.

Difatti, viene disposto che gli elementi certi e precisi sussistono in ogni caso qualora il credito sia di modesta entità e sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito stesso.

Il credito si considera di modesta entità quando ammonta ad un importo non superiore a 5.000 euro per le imprese di più rilevante dimensione e non superiore a 2.500 euro per le altre imprese.

Verrà, quindi, introdotta una soglia minima, differenziata a seconda delle dimensioni dell’impresa, al di sotto della quale l’entità del credito non giustifica economicamente l’attività di recupero da parte del creditore e le relative azioni esecutive.

 

4) Le altre misure per la crescita, il governo pone la fiducia

La Camera ha proseguito l’esame del disegno di legge di conversione in legge del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese (C. 5312-A/R).

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Dino Piero Giarda, ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del provvedimento, nel nuovo testo approvato dalle Commissioni a seguito del rinvio deliberato dall’Assemblea.

La fiducia sarà votata nella seduta di oggi (25 luglio 2012) a partire dalle ore 10,10.

Società a responsabilità limitata a capitale ridotto

Riguardo le società a responsabilità limitata a capitale ridotto, il Legislatore aggiunge il comma 4-bis prevedendo che il Ministro dell'economia e delle finanze promuove un Accordo con l’Associazione bancaria italiana - ABI per fornire credito a condizioni agevolate ai giovani di età inferiore a 35 anni, che intraprendono attività imprenditoriale attraverso la costituzione di una società a responsabilità limitata a capitale ridotto.

 

5) Le novità sul lavoro intermittente: dubbi e criticità

La Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, con la circolare n. 14 del 23 luglio 2012 ha analizzato i punti più critici delle nuove previsioni normative.

Lavoro intermittente: Cosa cambia con la Legge Fornero? La mancata previsione di un periodo transitorio per l'applicazione della novità normativa sta creando forti perplessità a imprenditori e Consulenti del Lavoro chiamati ad operare senza che l’iter regolatorio sia stato ancora completato.

A tal proposito la citata Fondazione Studi mette in evidenza i punti critici delle nuove previsioni normative, soffermandosi in particolare su comunicazione anticipata, trasformazione dei contratti di lavoro intermittente e categorie interessate dal lavoro a chiamata.

(Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, circolare n. 14 del 23 luglio 2012)

 

6) Aliquota Iva applicabile alle cessioni di fruttosio chimicamente puro

A seguito di nuove precisazioni dalle Dogane, alla commercializzazione del “fruttosio chimicamente puro” si deve applicare l’aliquota IVA ordinaria nella misura del 21% (non quella del 10%) e, pertanto, risultano superate le istruzioni fornite dalle Entrate con un precedente documento di prassi (R.M. 422/E del 2008).

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 79/E del 24 luglio 2012)

 

7) Fatture di importo inferiore a 300,00 euro: come registrare in maniera cumulativa incassi e pagamenti dei professionisti

Lo studio professionale, in contabilità semplificata, può utilizzare il documento riepilogativo (art. 6 del D.P.R. n. 695 del 1996) non solo per le annotazioni ai fini IVA ma anche per rilevare, ai fini delle imposte dirette, le operazioni alle stesse sottostanti.

Tuttavia, il documento cumulativo può essere annotato anche ai fini delle imposte sui redditi solo laddove le fatture emesse e/o ricevute, e nel medesimo documento riepilogate, siano state tutte saldate. In tale evenienza, come unica data associata al documento riepilogativo, potrà essere utilizzata quella dell’ultimo incasso e/o pagamento. Ne consegue che eventuali fatture emesse e/o ricevute nel periodo di riferimento, anche se di importo inferiore a Euro 300,00, andranno annotate separatamente se non ancora saldate al momento della formazione e registrazione del documento riepilogativo.

In particolare, secondo l’Agenzia delle entrate (risoluzione n. 80/E del 24 luglio 2012), nei registri IVA è possibile annotare:

- sia le operazioni rilevanti ai fini di tale imposta;

- sia i componenti positivi e negativi rilevanti ai fini della determinazione del reddito professionale, in apposite sezioni dei medesimi.

E’ inoltre prevista, la possibilità di rilevare, anziché singolarmente, più fatture IVA dal modesto importo.

Ora l’articolo 7, comma 2, lett. aa), n. 1), del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, ha modificato l’articolo 6 del D.P.R. n. 695/1996, prevedendo un aumento dell’importo per poter riepilogare in un unico documento le fatture emesse e/o ricevute nel mese, da Euro 154,90 a Euro 300,00.

Pertanto, in atto, i soggetti passivi IVA hanno la possibilità di registrare le fatture attive e/o passive, se di importo inferiore a Euro 300,00, attraverso un documento riepilogativo nel quale devono essere indicati:

- i numeri delle fatture cui si riferisce;

- l’ammontare complessivo imponibile delle operazioni;

- l’ammontare dell’imposta distinto per aliquota applicata.

E’, quindi, possibile avvalersi della semplificazione sopra descritta anche per la registrazione degli incassi e dei pagamenti ai fini della determinazione del reddito professionale, qualora gli stessi vengano annotati in una sezione separata del registro IVA, ai sensi dell’articolo 3 del medesimo decreto. E ciò nonostante tale ultima norma rinvii all’articolo 19 del D.P.R. n. 600 del 1973 e, quindi, lasci presumere che sia necessario annotare distintamente, ancorché nell’unico registro IVA, ogni operazione rilevante sia ai fini di tale imposta che ai fini delle imposte dirette. Del resto, i contribuenti che già normalmente si avvalgono della semplificazione in parola sono tenuti ad integrare la registrazione ai fini IVA solo con l’indicazione della data dell’incasso e/o del pagamento ovvero degli importi fuori campo IVA.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 80/E del 24 luglio 2012)

 

8) Riduzione contributiva nel settore dell’edilizia: nuove modalità per sgravio e codifica dei datori di lavoro

L’Inps, con il messaggio n. 12320 del 24 luglio 2012, illustra la riduzione contributiva nel settore dell’edilizia: nuove modalità di presentazione della comunicazione finalizzata all’applicazione dello sgravio e nuove modalità di codifica dei datori di lavoro aventi diritto al beneficio.

Estensione potenziamento dei servizi telematici offerti dall’Inps, nonché la presentazione telematica in via esclusiva delle istanze di servizio. Vengono dunque innovate le modalità di richiesta e autorizzazione della riduzione contributiva nel settore dell’edilizia.

Le istanze finalizzate all’applicazione della riduzione contributiva nel settore dell’edilizia dovranno essere inviate esclusivamente in via telematica, avvalendosi del nuovo modulo “Riduzione Edilizia”, disponibile nella funzionalità “Invio Nuova Comunicazione” della sezione “Comunicazioni ON-LINE”, nel “Cassetto previdenziale Aziende” del sito internet dell’Inps.

Assistenza a soggetti disabili con connotazione di gravità

Inoltre, l’Inps, con la circolare n. 100 del 24 luglio 2012, ha fornito indicazioni operative, che integrano e parzialmente modificano quelle introdotte con la precedente circolare n. 45 del 1° marzo 2011, alla luce delle novità introdotte dal Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n. 119, entrato in vigore l’11 agosto 2011, che ha rivisto l’art. 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in materia di assistenza a soggetti disabili con connotazione di gravità.

 

9) Entrate e Commercialisti insieme per la mediazione tributaria

Firmato l’accordo per massimizzare le potenzialità del nuovo istituto. Realizzare una proficua collaborazione nella gestione della mediazione tributaria per migliorare i rapporti tra i contribuenti rappresentati dai commercialisti e l’Amministrazione, attraverso il raggiungimento di soluzioni rapide, condivise, legittime e trasparenti. È questo uno dei principali obiettivi del protocollo d’intesa tra l’Agenzia delle Entrate e il Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili, firmato a Roma dal direttore dell’Agenzia, Attilio Befera, e dal presidente del Consiglio nazionale, Claudio Siciliotti. Il nuovo accordo apre la strada a una collaborazione virtuosa tra i due attori, orientata alla cooperazione in sede amministrativa, alla diffusione della conoscenza del nuovo istituto e alla realizzazione di un osservatorio che consenta di monitorare l’andamento della mediazione tributaria.

I contenuti dell’accordo - Il protocollo d’intesa nazionale farà da cornice ai diversi accordi che verranno stipulati tra le direzioni provinciali dell’Amministrazione e le sedi locali dell’ordine dei Dottori Commercialisti. L’Agenzia si impegna, in particolare, a esaminare tutte le istanze in modo approfondito, a segnalare tempestivamente l’eventuale improponibilità dell’istanza, a concedere, se necessario, la sospensione per evitare che l’attivazione del procedimento amministrativo provochi danni patrimoniali al contribuente e a ritenere validi i pagamenti, anche quando le somme versate siano, per errore, lievemente inferiori a quelle dovute o versate con lieve ritardo, a condizione che il contribuente sani tempestivamente l’irregolarità.

Al contempo, l’ordine dei Dottori Commercialisti si impegna a sensibilizzare i propri iscritti sul carattere preventivo e obbligatorio della mediazione, sulla necessità di fornire all’Amministrazione i recapiti necessari a garantire un rapido ed efficace scambio di comunicazioni, oltre che a lavorare insieme all’Agenzia in modo collaborativo per arrivare in tempi rapidi a una definizione del procedimento che sia in linea con i principi sanciti dallo Statuto del Contribuente e con quelli della giusta imposizione e del giusto procedimento.

L’ABC della mediazione - Per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro non è più possibile fare ricorso alla Commissione tributaria senza aver prima presentato istanza di reclamomediazione all’Agenzia delle Entrate. Infatti, al fine di prevenire le liti “minori”, che possono essere risolte senza ricorrere al giudice, il Dl n. 98/2011 ha introdotto il nuovo istituto del reclamomediazione, che garantisce al Contribuente tempi brevi e certi per ottenere una risposta dell’Agenzia e, in caso di accordo, sanzioni ridotte al 40%. La mancata presentazione dell’istanza di reclamo-mediazione è causa di inammissibilità del ricorso alla Commissione tributaria”.

(Agenzia delle entrate, CNDCEC, comunicato del 24 luglio 2012)

 

Vincenzo D’Andò