Novità fiscali del 23 luglio 2012: IVA sulle auto aziendali, quanti dubbi….

Pubblicato il 23 luglio 2012



detrazione dell’IVA delle auto aziendali ad uso promiscuo: occorre la dimostrazione dell’inerenza con l’attività di impresa?; nota Inps sul contributo di solidarietà; certificati e dichiarazioni sostitutive; indeducibilità dei costi da reato: dalla Consulta un sì allo jus superveniens; per i reati penali l’adesione al condono non basta; esame delle misure per la crescita: lunedì in Aula (ecco una panoramica delle principali misure); piano operativo per la verifica del diritto a pensione a favore dei lavoratori salvaguardati

 

 

Indice:

1) Detrazione dell’IVA delle auto aziendali ad uso promiscuo: occorre la dimostrazione dell’inerenza con l’attività di impresa ?

2) Nota Inps sul contributo di solidarietà

3) Certificati e dichiarazioni sostitutive

4) Indeducibilità dei costi da reato: dalla Consulta un sì allo jus superveniens

5) Per i reati penali l’adesione al condono non basta

6) Esame delle misure per la crescita: lunedì in Aula (ecco una panoramica delle principali misure)

7)  Piano operativo per la verifica del diritto a pensione a favore dei lavoratori salvaguardati

 

 

1) Detrazione dell’IVA delle auto aziendali ad uso promiscuo: occorre la dimostrazione dell’inerenza con l’attività di impresa?

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11943 del 13 luglio 2012 ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate scaturito dal rifiuto di una richiesta di rimborso IVA (risalente al 2004) pagata durante l’acquisto di automezzi da parte di una società per essere utilizzati dai dipendenti in maniera promiscua.

Secondo la Suprema Corte, in tema di IVA, in base alla disciplina dettata dagli artt. 4 e 19 del D.P.R. n. 633/1972 (ed anche alla luce della sesta direttiva del Consiglio del 17 maggio 1977, n. 77/388/CEE), in ordine agli acquisti di beni ed in generale alle operazioni passive occorre accertare, ai fini della detraibilità dell’imposta, che ricorra l’effettiva inerenza all’esercizio dell'impresa, cioè il loro compimento in stretta connessione con le finalità imprenditoriali.

Tali principi sono rimasti anche dopo la sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 14 settembre 2006 nella causa C-228/05 - con la quale è stato affermato che la sesta direttiva 77/388 deve essere interpretata nel senso che essa non autorizza uno Stato membro ad escludere alcuni beni dal regime delle detrazioni dell’IVA senza previa consultazione del comitato consultivo.

La detta disposizione non autorizza nemmeno uno Stato membro ad adottare provvedimenti che escludano alcuni beni dal regime delle detrazioni di tale imposta ove siano privi di indicazioni quanto alla loro limitazione temporale e/o facciano parte di un insieme di provvedimenti di adattamento strutturale miranti a ridurre il disavanzo di bilancio e a consentire il rimborso del debito pubblico.

Nel caso di specie, peraltro, non è stato possibile applicare il contenuto del D.L. n. 258 del 15 settembre 2006 poiché sopravvenuto dopo la presentazione della domanda di rimborso dell’Iva sull’acquisto dell’auto aziendale ad uso promiscuo.

Peraltro, dopo i successivi sviluppi normativi, la R.M. n. 6 del 2008 ha rimarcato la detraibilità al 100% dell’IVA degli autoveicoli assegnati in uso ai dipendenti, a condizione che vi sia l’addebito con IVA della quota di uso personale sul dipendente.

La detrazione la detrazione IVA del 40% e le norme collegate si applicano dal 28.06.2007.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 11943 del 13 luglio 2012)

 

2) Nota Inps sul contributo di solidarietà

Con la circolare Inps n. 99 del 18 luglio 2012, sono state illustrate le disposizioni per l’applicazione delle norme relative al contributo di solidarietà a carico degli iscritti e dei pensionati delle gestioni previdenziali confluite nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti e del Fondo di previdenza per il personale di volo dipendente da aziende di navigazione aerea, introdotte – a decorrere dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2017 - dal Decreto Legge n. 201/2011, convertito con modificazioni dalla Legge 214/2011.

(Inps, nota del 20 luglio 2012)

 

3) Certificati e dichiarazioni sostitutive

Con le circolari n. 5 del 23 maggio e n. 6 del 31 maggio 2012, il Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione ha emanato alcune direttive in merito, rispettivamente, al rilascio dei certificati per l’estero ed ai certificati da depositare nei fascicoli delle cause giudiziarie, e all’applicazione al documento unico di regolarità contributiva (DURC) delle disposizioni previste in materia di certificazione.

Con la circolare Inps n. 98 del 18 luglio 2012, vengono adeguate alle direttive ministeriali le indicazioni già fornite dall’Istituto con la circolare n. 47 del 27 marzo 2012.

(Inps, nota del 20 luglio 2012)

 

4) Indeducibilità dei costi da reato: dalla Consulta un sì allo jus superveniens

La Corte Costituzionale, con l’ordinanza n. 190 depositata il 16 luglio 2012, ha confermato la portata retroattiva della disciplina della indeducibilità dei costi di reato, in linea con quanto affermato recentemente dalla dalla Corte di Cassazione con le tre recenti sentenze (nn. 10167, 10168 e 10169, del 20 giugno 2012).

Il giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 14, comma 4-bis della Legge 24 dicembre 1993, n. 537, aggiunto al comma 8 dell’art. 2 della Legge 27 dicembre 2002, n. 289, era stato promosso dalla Commissione Tributaria Regionale del Veneto in relazione ad una sentenza in cui era stato ritenuto illegittimo il recupero a tassazione di costi sostenuti in relazione a fatture emesse per operazioni soggettivamente inesistenti.

In particolare, la questione di legittimità era sta avanzata in riferimento agli artt. 3, 25, 27, 53 e 97 della Costituzione in relazione alle novità apportate in materia dal c.d. Decreto semplificazioni (D.L. n. 16 del 2 marzo 2012).

Infatti, il Decreto ha ristretto la indeducibilità dei costi da reato ai soli oneri relativi a beni o prestazioni di servizio direttamente utilizzati per il compimento di atti o attività illecite, nel caso in cui il pubblico ministero abbia esercitato l’azione penale o comunque il giudice abbia emesso il decreto che dispone il giudizio, ovvero sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione del reato.

In sostanza, con il D.L. 16/2012, intervenuto nelle more della decisione della Consulta, si è passati da una generica riconducibilità a fatti qualificabili come reato, a spese e costi direttamente utilizzati per il compimento di atti o attività illeciti.

La Corte Costituzionale, inoltre, ha rilevato che il comma 3 dell’art. 8 del D.L. 16/2012 ha previsto l’applicazione dei commi 1 e 2 dello stesso art. 8 in luogo di quanto disposto in precedenza dal comma 4-bis dell’art. 14 della Legge 537/1993 anche per fatti, atti o attività posti in essere prima dell’entrata in vigore degli stessi commi 1 e 2, ove più favorevoli, tenuto conto anche degli effetti in termini di imposte o maggiori imposte dovute, salvo che i provvedimenti emessi in base al citato comma 4-bis previgente non si siano resi definitivi.

Pertanto, ha ribadito la Corte Costituzionale, a fronte di tale jus superveniens, il quale incide direttamente sulla norma censurata ed è applicabile retroattivamente, ove più favorevole, spetta al giudice rimettente procedere ad una nuova valutazione della rilevanza e non manifesta infondatezza delle questioni sollevate.

Da qui la restituzione degli atti al giudice a quo affinché proceda alla valutazione indicata dalla Consulta, alla luce del mutato quadro normativo.

(Corte Costituzionale, ordinanza n. 190 del 16 luglio 2012 in Altalex con nota del 20 luglio 2012)

 

5) Per i reati penali l’adesione al condono non basta

Per la dichiarazione Iva fraudolenta non basta avere presentato l’istanza del condono.

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 27269 del 10 luglio 2012, ha, infatti, stabilito che, nonostante l’adesione al condono fiscale, di cui alla Legge 289/2002, resta punibile la relativa dichiarazione fraudolenta conseguente all’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti quando la relativa evasione d’imposta risulta superiore alle previste “franchigie”.
E’ pertanto, inammissibile il ricorso del contribuente che, avendo evaso l’imposta, ha aderito alla sanatoria 2002 ma con questa non ha coperto l’intero importo sottratto al fisco.

(Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 27269 del 10 luglio 2012)

 

6) Esame delle misure per la crescita: lunedì in Aula (ecco una panoramica delle principali misure)

I lavori in Aula riprendono lunedì 23 luglio con l’esame del disegno di legge (C. 5312) di conversione in legge del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese.

Ricordiamo tra le misure che vi sono contenute:

Regime IVA su cessione e locazione immobili (art. 9)

La norma, modificando il D.P.R. n. 633/1972, interviene sulla disciplina IVA applicabile alle cessioni e alle locazioni di fabbricati effettuate dai costruttori o dalle imprese che vi hanno eseguito gli interventi edilizi disponendo:

- L’ampliamento della facoltà di opzione del regime di imponibilità in luogo di esenzione;

- l’applicazione del regime dell’inversione contabile (c.d. reverse charge) in caso di esercizio dell’opzione;

- l’estensione dell’ambito di applicazione dell’aliquota IVA 10% in luogo del 21% per le locazioni di immobili.

Più in dettaglio, attraverso una novella all’art. 10 del DPR n. 633/1972, si dispone:

- per le locazioni di unità abitative effettuate dalle imprese costruttrici o dalle imprese che vi hanno eseguito gli interventi edilizi, indipendentemente dalla durata del contratto, è introdotta la facoltà di applicare per il regime di imponibilità IVA, in luogo dell’esenzione, qualora il locatore eserciti espressamente l’opzione per l’imposizione nel relativo atto di locazione. La medesima facoltà è ammessa per le locazioni di fabbricati strumentali che non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni;

- per le cessioni di fabbricati effettuate dalle imprese costruttrici o dalle imprese che vi hanno eseguito gli interventi edilizi dopo cinque anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell’intervento, è introdotta la facoltà di applicare il regime di imponibilità IVA, in luogo dell’esenzione, qualora il cedente eserciti espressamente l’opzione per l’imposizione nel relativo atto di compravendita;

- per le cessioni di fabbricati strumentali che non sono suscettibili di (diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni è introdotta la facoltà di optare per il regime di imponibilità IVA, in luogo dell’esenzione, indipendentemente dal possesso dei requisiti richiesti nella previgente formulazione.

Inoltre, qualora nel contratto di cessione di fabbricato di cui ai suddetti casi elencati nei commi 8) e 8-bis) sia esercitata l’opzione per il regime di imponibilità, l’imposta è dovuta dal cessionario (reverse charge) ai sensi dell’art. 17, sesto comma, del DPR n. 633/1972.

Infine, viene ampliato l’ambito di applicazione dell’aliquota IVA 10% (in luogo dell’aliquota ordinaria 21%) includendo - oltre alle locazioni di immobili di civile abitazione effettuate in esecuzione di programmi di edilizia abitativa convenzionata e di immobili destinati ad alloggi sociali - tutte le locazioni di fabbricati abitativi effettuate dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito gli interventi edilizi.

Detrazione IRPEF per spese di ristrutturazione e riqualificazione (art. 11)

La norma dispone:

- l’incremento dal 36% al 50% della misura della detrazione IRPEF spettante per le spese di ristrutturazione degli immobili sostenute nel periodo 26 giugno 2012-30 giugno 2013. Per lo stesso periodo viene anche incrementato da 48.000 a 96.000 il tetto massimo di spesa per la quale spetta il beneficio (comma 1);

- la proroga dal 31 dicembre 2012 al 30 giugno 2013 del termine entro il quale le spese sostenute per la riqualificazione energetica degli immobili possono beneficiare della detrazione IRPEF. La misura della detrazione spettante per il semestre 2013 è pari al 50% (comma 2);

- l’anticipo dal 2013 al 2012 della decorrenza della detrazione IRPEF del  36% sulle spese relative alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia (comma 3).

Società a responsabilità limitata a capitale ridotto (art. 44)

La norma prevede che, fermo quanto previsto dall’art. 2463-bis del codice civile, le società a responsabilità limitata a capitale ridotto possono essere costituite da persone fisiche che abbiano compiuto i 35 anni di età alla data della costituzione. L’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico e deve indicare gli elementi di cui al secondo comma dell’articolo 2463-bis del codice civile. Si prevede, inoltre, che la denominazione “società a responsabilità limitata a capitale ridotto”, l'ammontare del capitale sottoscritto e versato, la sede della società e l'ufficio del registro delle imprese presso cui questa è iscritta devono essere indicati negli atti, nella corrispondenza della società e nello spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato con la rete telematica ad accesso pubblico.

Alla nuova fattispecie introdotta non sono estese le agevolazioni previste a favore della “società a responsabilità limitata semplificata”, di cui all’articolo 2463-bis c.c., relative all’esenzione da diritti di bollo e di segreteria per la costituzione della società e per l’iscrizione nel registro delle imprese.

Contratti di rete(art. 45)

Le norme modificano l’art. 3 del D.L. 5/2009 (Misure urgenti per i settori industriali in crisi), relativo ai distretti produttivi e alle reti di imprese.

In particolare, le disposizioni prevedono che:

- il contratto di rete possa essere redatto prevedendo oltre all’atto pubblico e alla scrittura privata autenticata, anche l’atto scritto, firmato digitalmente (comma 1);

- le modifiche al contratto di rete siano redatte e depositate presso la sezione del registro delle imprese presso cui è iscritta la stessa impresa. Lo stesso ufficio provvede alla comunicazione dell’iscrizione delle modifiche a tutti gli altri uffici del registro delle imprese presso cui sono iscritte le altre partecipanti (comma 2);

- esclude l’applicazione al contratto di rete delle norme relative ai contratti agrari (comma 3).

La relazione tecnica afferma che le norme sottraggono il contratto di rete alle norme sui contratti agrari, per evitare, nei casi di esercizio in comune dell’attività agricola per realizzare determinati obiettivi, l’applicazione del regime vincolistico che caratterizza i rapporti agrari, in modo da favorire la costituzione e la diffusione delle aggregazioni tra aziende agricole.

Adeguamento del sistema sanzionatorio delle cooperative (art. 46)

Normativa vigente: L’art. 12 del D.Lgs. n. 220/2002 individua i provvedimenti adottabili in base alle risultanze emerse dall’attività di vigilanza svolta nei confronti delle cooperative. Tra gli altri, è prevista la possibilità di procedere alla cancellazione dall’albo nazionale degli enti cooperativi ovvero, nelle more dello stesso, dal registro prefettizio e dallo schedario generale della cooperazione per gli enti cooperativi che si sottraggono all'attività di vigilanza (comma 3).

L’articolo 10 del D.Lgs. n. 99/2009 reca una disciplina civilististica in materia di adempimenti, requisiti e obblighi delle cooperative, intervenendo anche sulle disposizioni contenute nel richiamato D.Lgs. n. 220 in materia di vigilanza e sanzioni per le cooperative che risultano inadempienti.

La relazione illustrativa allegata al provvedimento in esame evidenzia che la sanzione di cui al comma 3 dell’art. 12 del D.Lgs. n. 220/2002 risulta inapplicabile a causa dei modifiche normative che si sono succedute nel tempo in materia di albo delle società cooperative. Infatti, mentre nella formulazione originaria le cooperative che si sottraevano alla vigilanza venivano cancellate dal previgente ”Albo nazionale degli enti cooperativi” e, conseguentemente, perdevano i benefici fiscali previsti in favore delle cooperative, nella normativa vigente i medesimi comportamenti sono sanzionati con la cancellazione dall’”Albo delle società cooperative” che determina la contestuale eliminazione dal registro delle imprese e quindi la cessazione della cooperativa stessa.   

La novella interviene sul regime sanzionatorio previsto per le cooperative che si sottraggono all’attività di vigilanza o si rendono irreperibili al momento delle verifiche disposte nei loro confronti.

In particolare, inserendo il comma 5-ter all’art. 12 del D.Lgs. n. 220/2002, viene prevista una sanzione amministrativa di ammontare compreso tra 50.000 e 500.000 euro per il periodo in corso alla data di riscontro del comportamento elusivo e per ciascuno dei periodi successivi fino alla cessazione della irreperibilità.

Tracciabilità dei rifiuti (art. 52)

La novella, al comma 1, allo scopo di procedere alle ulteriori verifiche amministrative e funzionali del SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), resesi necessarie anche in ragione della previsione (recata dall’art. 6, comma 2, del D.L. 138/2011) dell’utilizzo di modalità semplificate in collaborazione con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, sospende, fino al compimento delle anzidette verifiche e comunque non oltre il 30 giugno 2013:

- il termine di entrata in operatività del SISTRI;

- ogni adempimento informatico relativo al SISTRI da parte dei soggetti di cui all’art. 188-ter del D.Lgs. 152/2006, fermo restando, in ogni caso, che essi rimangono comunque tenuti agli adempimenti di cui agli artt. 190 e 193 (registri di carico e scarico e formulari di trasporto) del medesimo decreto, ed all'osservanza della relativa disciplina, anche sanzionatoria, vigente antecedentemente al 25 dicembre 2010 (data di entrata in vigore del D.Lgs. 205/2010).

Il comma 2 prevede che con apposito decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sia fissato il nuovo termine per l’entrata in operatività del SISTRI.

Lo stesso comma dispone che, sino a tale termine, sono sospesi gli effetti del contratto stipulato tra il Ministero dell'ambiente e la SELEX-SE.MA - stipulato in data 14 dicembre 2009 e successivamente integrato con atto stipulato il 10 novembre 2010 - e sono conseguentemente inesigibili le relative prestazioni.

É altresì sospeso il pagamento dei contributi dovuti dagli utenti per l’anno 2012.

Assicurazioni estere (art. 68)

La novella, in relazione ai contratti di assicurazione sulla vita stipulati, tramite intermediario, tra una compagnia estera ed un assicurato residente, dispone:

- la facoltà, per l’intermediario, di operare come sostituto d’imposta applicando l’imposta sostitutiva del 20% sui redditi di capitale erogati in fase di riscatto della polizza (comma 1). Tale facoltà si aggiunge a quella già prevista per le compagnie di assicurazione estere;

- l’ampliamento dell’ambito di applicazione dell’imposta sulle riserve matematiche di cui al D.L. n. 209/2002 in quanto sono inclusi nell’ambito soggettivo gli intermediari che intervengono nella stipula dei contratti di assicurazione tra compagnie estere e investitori residenti. Il nuovo regime impositivo, introdotto con decorrenza 2011 in deroga al principio di irretroattività delle norme tributarie previsto dallo Statuto del contribuente, comporta l’obbligo per l’intermediario di effettuare il pagamento dell’imposta calcolata applicando l’aliquota dello 0,35% al valore della riserva matematica relativa ai contratti di assicurazione stipulati mediante l’intervento dell’intermediario stesso (comma 2);

- per il solo periodo d’imposta 2011, il versamento dell’imposta dovuta dagli intermediari ai sensi del comma 2 deve essere effettuato entro il 16 novembre 2012 ed è calcolato sulle riserve matematiche relative ai contratti in essere al 31 dicembre 2011 (comma 3).

(Camera dei deputati, nota del 20 luglio 2012)

 

 

7)  Piano operativo per la verifica del diritto a pensione a favore dei lavoratori salvaguardati

L’Inps ha pubblicato il messaggio n. 12196 del 20 luglio 2012.

Con tale messaggio si dà avvio al piano delle attività, che coinvolgerà sia le strutture centrali che quelle territoriali dell’Istituto e che dovrà portare, nel più breve termine possibile e comunque entro il prossimo 30 settembre, alla verifica, nei confronti dei lavoratori salvaguardati, del diritto a pensione secondo le previgenti regole.

La registrazione da parte della Corte dei conti il 12 luglio 2012 del Decreto ministeriale 1° giugno 2012, in applicazione dell’articolo 24, commi 14 e 15, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, di conversione con modificazioni del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, come modificato all’art. 6 e 6-bis del decreto legge n. 216 del 29 dicembre 2011 convertito con modificazioni dalla legge n. 14 del 2012, completa il quadro normativo previsto dal legislatore in favore di quei lavoratori, cosiddetti salvaguardati.

Questi ultimi, in presenza di appositi requisiti, potranno essere ammessi ai trattamenti di pensione sulla base dei criteri di accesso antecedenti la riforma introdotta dalla sopra citata normativa.

Invio alle Sedi delle liste SICO-SALVAGUARDATI

La Direzione centrale sistemi informativi e tecnologici, col supporto della Direzione centrale Pensioni e della Direzione centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito, ha provveduto ad estrarre dagli archivi gestionali le posizioni assicurative dei lavoratori potenziali beneficiari delle disposizioni di salvaguardia.

Per i potenziali beneficiari della deroga in argomento deve essere in concreto accertato il diritto al trattamento pensionistico secondo i previgenti requisiti.

A tale scopo sono state inviate alle Direzioni provinciali speciali liste SICO, denominate SICO-SALVAGUARDATI.

Le Sedi dovranno aggiornare e validare le posizioni assicurative contenute in tali liste secondo le consuete modalità.

Le attività in questione dovranno essere ultimate inderogabilmente entro il 21 settembre prossimo.

A breve sarà disponibile nell’intranet aziendale, sezione assicurato pensionato, all’interno della procedura WEBDOM, una nuova funzione denominata MONITORAGGIO 65MILA che consentirà alle Sedi di segnalare l’avvenuto accertamento del perfezionamento dei requisiti per l’accesso al trattamento di pensione antecedenti la riforma introdotta dalla legge n. 214/2011, e successive modifiche ed integrazioni.

Con successivo messaggio verranno fornite le necessarie istruzioni tecniche.

Invio agli assicurati della comunicazione dell’avvio del processo di verifica del diritto a pensione

Al fine di rendere più efficace e trasparente il procedimento di verifica del diritto alla pensione a favore dei lavoratori cosiddetti salvaguardati, si è ritenuto necessario coinvolgere i potenziali beneficiari inviando loro una comunicazione (vedi schema allegato al presente messaggio). Nella lettera, oltre ad informare il cittadino di tale circostanza, si invita lo stesso a prendere visione del proprio estratto-conto previdenziale, ad attivarsi con la prenotazione di un appuntamento presso la struttura INPS territorialmente competente nel caso riscontri carenze od inesattezze nell’estratto, nonchè a dotarsi di PIN dispositivo per la presentazione a tempo debito della domanda di prestazione.

Qualora potenziali beneficiari non inseriti nelle liste SICO-SALVAGUARDATI dovessero richiedere un appuntamento presso la Sede INPS di competenza, quest’ultima avrà cura di accertare l’eventuale diritto del soggetto interessato per la conseguente segnalazione nell’applicativo MONITORAGGIO 65MILA in corso di predisposizione.

Campagna di comunicazione tramite CCM (Contact Center Multicanale)

L’invio della comunicazione di cui al punto precedente sarà accompagnata da una specifica campagna informativa.

In particolare, per meglio gestire la domanda di consulenza che certamente seguirà la ricezione delle comunicazioni da parte dell’utenza in questione, in una logica di proattività, il CCM procederà a contattare i potenziali beneficiari delle norme di salvaguardia, preavvisandoli dell’invio della comunicazione da parte dell’INPS e rappresentando loro la possibilità di fissare un appuntamento con un funzionario di Sede, per ricevere la consulenza e l’assistenza che fosse ritenuta necessaria.

Istituzione presso le Agenzie del punto di consulenza denominato Sportello Amico

Il sistema di customer care adottato dall’Istituto, come compiutamente descritto con le circolari n. 113/2011, n. 135/2011 e n. 66/2012, assume come centrale e, tendenzialmente, esclusiva la modalità di gestione per appuntamento delle richieste di consulenza personalizzata.

Tale modalità permette, attraverso la preventiva istruttoria, o addirittura, soluzione soluzione delle problematiche rappresentate dal cittadino a motivazione della richiesta di accesso all’ufficio, di ottenere la massima efficacia del momento consulenziale.

In tale contesto, l’Istituto ha avviato la progettazione di una modalità particolare, denominata Sportello amico, dedicata alla gestione di target specifici di utenza, caratterizzati da particolare fragilità sociale ed economica, principalmente nell’ambito dell’area del recupero dei crediti contributivi o derivanti da prestazioni indebite.

I connotati caratterizzanti di tale modalità possono essere sintetizzati nei seguenti:

facilità nell’accesso all’appuntamento fin dal momento del contatto telefonico,

particolare attitudine alla relazione con un pubblico bisognoso di particolare attenzione, dei funzionari addetti al presidio dello specifico punto di consulenza.

Nelle more del dimensionamento, rispetto alla domanda di servizio proveniente dai segmenti di utenza sopra descritti, per ciascuna struttura territoriale dei punti di consulenza in questione, in considerazione anche della concentrazione delle ferie estive nei mesi di luglio ed agosto, si dispone che presso ciascuna Agenzia interna, complessa e territoriale, sia profilato al momento in Agenda Appuntamenti uno Sportello amico, destinato, in questa prima fase sperimentale, ad accogliere le richieste provenienti dai lavoratori salvaguardati.

La profilazione verrà effettuata a livello centrale, mentre ciascuna struttura territoriale dovrà provvedere a definire l’orario di ricevimento, che, conformemente a quanto stabilito dalla circolare n. 66/2012, non potrà essere inferiore fin da adesso a 28 ore settimanali per le Agenzie interne e complesse, ridotte a 20 per le Agenzie territoriali.

Ruolo delle Direzioni regionali e completamento del piano di attività con l’invio centralizzato dell’esito della verifica del diritto a pensione

Le Direzioni regionali garantiranno, secondo l’attuale assetto ordinamentale, la puntuale e tempestiva applicazione delle disposizioni sopra descritte da parte delle strutture territoriali dipendenti, con riguardo tanto all’aggiornamento delle posizioni assicurative, quanto all’erogazione del servizio di consulenza.

Le Direzioni regionali, inoltre, dovranno dare comunicazione alla Direzione centrale Organizzazione del completamento delle lavorazioni delle liste SICO-SALVAGUARDATI.

Una volta terminate, infatti, sull’intero territorio nazionale le operazioni indicate al precedente punto 2, si procederà all’invio centralizzato dell’esito della verifica del diritto a pensione agli utenti interessati, presso il relativo domicilio.

 

Vincenzo D’Andò