Novità fiscali del 20 luglio 2012: la deducibilità delle perdite su crediti

Pubblicato il 20 luglio 2012



per l’azienda sono deducibili le perdite su crediti se al debitore sono stati revocati i finanziamenti bancari; i disinvestimenti dal C/C del professionista non sono reddito; estensione del cd sistema dell’IVA per cassa; lavoro: dimissioni previa convalida della Dtl; sgravi contrattazione di II livello 2011: dal 18 luglio le aziende possono presentare le domande; ok al differimento dei versamenti contributivi; INPS: acquisizione d’ufficio del DURC; istituito il nuovo contributo di solidarietà; al via il decreto taglia 40 agevolazioni; pressione fiscale al 55%, in Italia record mondiale; ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali: ecco il tasso per il secondo semestre 2012; pagamenti delle PA: come estinguere i crediti mediante assegnazione di titoli di Stato

 

 

Indice:

1) Per l’azienda sono deducibili le perdite su crediti se al debitore sono stati revocati i finanziamenti bancari

2) I disinvestimenti dal C/C del professionista non sono reddito

3) Estensione del cd sistema dell’Iva per cassa

4) Lavoro: dimissioni previa convalida della Dtl

5) Sgravi contrattazione di II livello 2011: dal 18 luglio le aziende possono presentare le domande

6) Ok al differimento dei versamenti contributivi

7) Inps: acquisizione d’ufficio del DURC

8) Istituito il nuovo contributo di solidarietà

9) Al via il decreto taglia 40 agevolazioni

10) Pressione fiscale al 55%, in Italia record mondiale

11) Ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali: ecco il tasso per il secondo semestre 2012

12) Pagamenti delle PA: come estinguere i crediti mediante assegnazione di titoli di Stato

 

 

1) Per l’azienda sono deducibili le perdite su crediti se al debitore sono stati revocati i finanziamenti bancari

E’ questa una circostanza che produce la prova certa e precisa.

Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 12431 del 18 luglio 2012) le perdite su crediti vanno dedotte nell’esercizio in cui è avvenuta la revoca degli affidamenti bancari al debitore.

E’ questo un dato della sicura insolvenza dell’impresa debitrice che legittima il beneficio fiscale per l’azienda che detiene il credito (creditrice), a questo punto ormai rilevatosi inesigibile .

Difatti, l’art. 101, comma 5 del TUIR, stabilisce che le perdite su crediti sono deducibili dal reddito di impresa se risultano da elementi certi e precisi e, comunque, se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali.

Secondo l’Amministrazione finanziaria, tale perdita su crediti si sarebbe dovuta dedurre solo nell’esercizio successivo, ossia quando il creditore era venuto a conoscenza di una perizia redatta dai consulenti del debitore che attestavano una situazione di perdita ormai irrecuperabile.

Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che la revoca degli affidamenti e dei finanziamenti da parte delle banche rappresenta una situazione che rende chiaro che la società debitrice non è in grado di fare fronte ai propri impegni finanziari.

Pertanto, l’esercizio nel quale le perdite su crediti divengono certe e precise (principio della competenza economica) è quello in cui tali affidamenti e finanziamenti vengono revocati.

Deduzione delle perdite su crediti: Emendamento parlamentare sulla prova certa

Potranno essere rilevanti l’entità e la scadenza del credito, nonché la prescrizione del diritto alla riscossione. Un emendamento parlamentare al D.L. n. 83/2012 (Decreto “crescita e sviluppo”) ha nuovamente modificato la disciplina delle perdite su crediti, questa volta  interessa i crediti vantati verso debitori non assoggettati a procedure concorsuali e istituti assimilati.

Tramite un’ulteriore modifica del suddetto art. 101, comma 5, si propone che gli elementi certi e precisi, atti a fondare il diritto alla deducibilità della perdita in ipotesi diverse dalle procedure concorsuali, sussistano “in ogni caso” quando il credito sia di modesta entità e sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza del pagamento del credito stesso.

A tali fini, il credito verrebbe considerato di modesta entità quando risulta di importo non superiore a:

- 5.000 euro, per le imprese di più rilevante dimensione di cui all’art. 27 comma 10 del D.L. 185/2008;

- 2.500 euro, per le altre imprese.

Verranno considerate imprese di più rilevante dimensione quelle che conseguono un volume d’affari o ricavi non inferiori a una determinata soglia, fissata:

- a 300.000.000 di euro, fino al 2009;

- a 200.000.000 di euro, per il 2010;

- a 150.000.000 di euro, dal 2011.

Inoltre, gli elementi certi e precisi dovrebbero sussistere quando il diritto alla riscossione del credito sia ormai prescritto.

Soggetti IAS compliant

Infine, riguardo i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali, gli elementi certi e precisi dovrebbero aversi in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in dipendenza di eventi estintivi.

 

2) I disinvestimenti dal C/C del professionista non sono reddito

Anche secondo la Cassazione (dopo la recente sentenza della C.T.R. di Palermo), i prelevamenti fatti dai professionisti sui propri conti bancari non equivalgono a reddito non dichiarato.

E’ nullo l’accertamento a carico del professionista che riesce a dimostrare che le movimentazioni bancarie non sono altro che operazioni di disinvestimento.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 12440 del 18 luglio 2012, ha respinto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria.

Peraltro, i giudici supremi hanno confermato la decisione della Commissione Regionale di Milano, a sua volta in linea con quella provinciale, che aveva annullato l’atto impositivo notificato ad un architetto per accertare la maggiore Irpef, Iva e Irap.

Dunque, la Cassazione evidenzia che la “CTR ha rigettato l’appello nel merito, ritenendo che il contribuente abbia dimostrato che i più importanti movimenti finanziari rilevati dai conti correnti non hanno attinenza con l’attività di architetto ma riguardano operazioni di disinvestimento, rilevando altresì, sulla base della documentazione depositata il 7/2/2007 l’estraneità e non imponibilità degli importi oggetto di accertamento”.

 

3) Estensione del cd sistema dell’Iva per cassa

Presentati emendamenti parlamentari al D.L. n. 83 del 2012, in corso di conversione in Legge: Riguardo l’estensione della cd. “Iva per cassa” (l’opportunità di differire l’esigibilità dell’imposta al momento dell’incasso della fattura emessa) a beneficio di imprese e professionisti, uno dei due relatori in parlamento, si è detto sicuro dell’approvazione della modifica, perché il governo ha dato parere favorevole: Verrebbe allargata l’opzione a soggetti con un fatturato fino ai 2 milioni di euro (n.b. in atto la soglia è solo di 200 mila euro), perché è il tetto massimo che l’Europa ci consente, riuscendo ad attuare la misura entro quest’anno. E, comunque, il pagamento andrà effettuato entro 12 mesi.

 

4) Lavoro: dimissioni previa convalida della Dtl

Il Ministero del lavoro, con la circolare n. 18/2012 ha fornito le prime indicazioni sulla riforma del lavoro Fornero (Legge n. 92/2012).

Tra le altre cose è stato chiarito che il lavoratore che intenda abbandonare il posto di lavoro è tenuto a seguire la nuova procedura che lo obbliga o a farsi convalidare questa sua volontà dalla direzione territoriale del lavoro oppure a sottoscrivere la ricevuta della denuncia di cessazione dovuta dal datore di lavoro al centro per l'impiego (la Co).

 

5) Sgravi contrattazione di II livello 2011: dal 18 luglio le aziende possono presentare le domande

Dal 18 luglio le aziende possono presentare la domanda per gli sgravi sulle somme incentivanti corrisposte nel 2011 in relazione alla contrattazione di II livello.

Come previsto nel messaggio Inps n. 11967 del 17 luglio 2012, è infatti disponibile sul sito di tale istituto previdenziale, nel Menu Informazioni>Aziende, Consulenti e Professionisti nella pagina Sgravi contrattazione II livello 2011 il manuale utente e la documentazione tecnica per l'invio delle domande di sgravio sia singolarmente, sia tramite flussi contenenti più domande.

L’applicazione per la trasmissione online è disponibile invece nel Menu Servizi Online tra i Servizi per Aziende e Consulenti.

Per individuare i soggetti autorizzati all’invio delle domande si rimanda al paragrafo 9 della Circolare n. 96 del 16/07/2012.

Il termine delle operazioni di trasmissione è fissato alle ore 23 del 12 agosto 2012.
(Inps, nota del 19/07/2012)

 

6) Ok al differimento dei versamenti contributivi

I versamenti con scadenza tra il giorno 1 e il giorno 20 agosto di ogni anno possono essere effettuati entro il 20 agosto senza alcuna maggiorazione (Legge n. 44/2012 di conversione del D.L. 16/2012).

Il differimento dei termini riguarda tutti i versamenti unitari che si devono effettuare con il modello F24 e comprende anche i contributi previdenziali e assistenziali dovuti dai datori di lavoro, dai committenti/associanti per i rapporti di collaborazione o associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro e venditori a domicilio e dai titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate dall’INPS.

Per i datori di lavoro che operano con il flusso Uniemens, il termine di trasmissione della denuncia contributiva rimane confermato all’ultimo giorno del mese.

Per quanto riguarda le aziende autorizzate per il mese di luglio al differimento degli adempimenti contributivi per ferie collettive, i giorni di differimento decorrono in ogni caso dal 16 agosto; gli interessi di differimento, invece, dal termine differito del 20 agosto.

(Inps, nota del 18/07/2012)

 

7) Inps: acquisizione d’ufficio del DURC

L’Inps, con la circolare n. 98 del 18 luglio 2012 (di modifica parziale della precedente circolare n. 47/2012) ha fornito ulteriori disposizioni organizzative ed operative per l’applicazione dell’art. 15 della Legge n. 183/2011 in merito all’acquisizione d’ufficio del DURC.

Nei casi in cui il DURC debba essere rilasciato d’ufficio, sullo stesso deve obbligatoriamente apposta la dicitura: “rilasciato ai fini dell’acquisizione d’ufficio”.

 

8) Istituito il nuovo contributo di solidarietà

L’art. 24, comma 21 della Legge n. 214/2011 (“Manovra Salva Italia”) ha istituito, per gli anni dal 2012 al 2017, un contributo di solidarietà dello 0,5% sulla retribuzione imponibile, a solo carico del lavoratore che poteva vantare almeno 5 anni di contribuzione agli ex fondi trasporti, elettrici, telefonici, inpdai, volo.

Dal canto suo l’Inps, con la circolare n. 99 del 18 luglio 2012, ha fornito le indicazioni operative per la trattenuta c/dipendente di detto contributo, che dovrà essere operata dal datore di lavoro.

Per l’individuazione dei lavoratori interessati l’Istituto previdenziale ha precisato di avere messo a disposizione sul proprio sito l’elenco dei nominativi dei soggetti coinvolti.

 

9) Al via il decreto taglia 40 agevolazioni

Via 40 agevolazioni alle imprese nella bozza di decreto dell’economista. Il risparmio previsto sarebbe di 10 miliardi. Salterebbero dagli incentivi alle imprese artigiane fino ai fondi per aiutare le imprese in difficoltà. Secondo quanto riportato dall’Ansa (edizione del 19 luglio 2012), é  composta in tutto da 6 articoli la bozza di decreto con cui il Governo punta a tagliare e riordinare gli incentivi alle imprese. L’art. 3 esclude dal taglio gli “incentivi giustificati” e tra questi le norme finanziabili con fondi Ue e quelli legati a istruzione, ricerca, sanità. “E’ solo utilizzando una riduzione della spesa per finanziare una corrispondente diminuzione della pressione fiscale che si favorisce davvero la crescita”: scrive l’economista nella relazione che accompagna lo schema di dl sul taglio alle agevolazioni alle imprese. Quindi no al finanziamento di altra spesa. Tutti gli stanziamenti a favore delle imprese confluiranno nel Fondo unico per l'incentivazione presso il ministero dello Sviluppo. Per vagliare le agevolazioni abrogate dal testo (40 in tutto) opererà un Comitato tecnico che sarà istituito e disciplinato da un Dpcm. Il Comitato vaglierà necessità e idoneità degli incentivi.

Ok a decreto per dismissioni

Via libera delle Commissioni Finanze e Bilancio del Senato al decreto per le dismissioni. Il testo sarà ora accorpato al decreto della spending review e dovrebbe essere votato con fiducia in aula il 27 luglio.

Il decreto sulla Spending Review pur determinando rilevanti economie di spesa e dunque una corrispondente riduzione del fabbisogno sanitario, mantiene, secondo il  ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, inalterato il livello sia qualitativo che quantitativo dei servizi sanitari erogati ai cittadini.

La spending review arriverà in aula al Senato un giorno dopo il previsto: giovedì 26 luglio e il voto finale potrebbe arrivare la mattina del 27.

 

10) Pressione fiscale al 55%, in Italia record mondiale

Il sommerso economico é pari al 17,5% del Pil, l’imposta evasa ammonterebbe a circa 154 mld.

Nel 2012 la pressione fiscale effettiva o legale in Italia, cioé quella che mediamente é sopportata da un euro di prodotto legalmente e totalmente dichiarato, é pari al 55%.

Lo ha reso noto l’Ufficio studi di Confcommercio, precisando che si tratta di un record mondiale, e che la pressione fiscale apparente é al 45,2%.

Il valore della pressione fiscale effettiva, precisa Confcommercio, non solo è il più elevato della nostra storia economica recente, ma costituisce un record mondiale assoluto.

L'Italia si posiziona infatti al top della classifica davanti a Danimarca (48,6%), Francia (48,2%)e Svezia (48%). Fanalino di coda Australia (26,2%) e Messico (20,6%).

 

11) Ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali: ecco il tasso per il secondo semestre 2012

Ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali: Tasso 1/7 - 31/12/2012.

Il saggio d'interesse per ritardati pagamenti nelle transazioni commerciali per il semestre 1° luglio - 31 dicembre 2012 è stato determinato all’8%.

E’ quanto risulta dal comunicato del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 13 luglio 2012 che ha fissato il saggio di cui all'art. 5, comma 2, del D.lgs. n. 231/2002.

(Altalex, nota del 19 luglio 2012)

 

12) Pagamenti delle PA: misure per la certificazione dei crediti delle imprese, la compensazione tra crediti e debiti, l’estinzione dei crediti attraverso assegnazione di titoli di Stato

Con due decreti del 22 maggio 2012 e due decreti del 25 giugno 2012, il Ministero dell’economia e delle finanze ha emanato un pacchetto di misure volte ad accelerare i pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Il pacchetto disciplina un meccanismo di certificazione obbligatoria del credito nei confronti delle pubbliche amministrazioni e la possibilità di compensare i crediti certificati con le somme dovute alle pubbliche amministrazioni a seguito di iscrizione a ruolo. Esso prevede, inoltre, la possibilità di estinguere i crediti mediante assegnazione di titoli di stato.

Più in particolare, due decreti ministeriali disciplinano il procedimento con il quale l’impresa può ottenere la certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazione, forniture e appalti, da parte delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali (decreto del 22 maggio 2012), e da parte di regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale (decreto del 25 giugno 2012). La certificazione rilasciata dalla pubblica amministrazione debitrice attesta che il credito vantato dall’impresa non è prescritto ed ha i caratteri della certezza, liquidità ed esigibilità. Sono esclusi dalla certificazione i crediti verso gli enti locali commissariati e le regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari. Con la certificazione l’amministrazione accetta preventivamente la possibilità che il credito venga ceduto a banche o a intermediari finanziari abilitati.

Per ottenere la certificazione l’impresa deve presentare un’istanza redatta secondo il modello allegato ai due decreti. Il Ministero dell’economia e delle finanze predisporrà una piattaforma elettronica dedicata al procedimento di certificazione. Le cessioni dei crediti effettuate attraverso la piattaforma elettronica saranno esenti dall’obbligo di redazione dell’atto pubblico e di notificazione al debitore.

Le amministrazioni statali e gli enti pubblici nazionali devono rispondere all’istanza di certificazione entro 60 giorni e le regioni, gli enti locali e gli enti del servizio sanitario nazionale entro 30 giorni dal ricevimento dell’istanza. Decorso inutilmente il termine il creditore può richiedere la nomina di un commissario ad acta che provvederà al rilascio della certificazione entro i successivi 50 giorni.

Il terzo decreto del 25 giugno 2012 disciplina le modalità attraverso le quali le imprese possono compensare i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti delle regioni, degli enti locali e degli enti del servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.

La condizione per esercitare la compensazione è che il titolare del credito acquisisca la certificazione del credito secondo le modalità sopra illustrate.

I titolari di questi crediti possono utilizzare gli stessi al fine di pagare totalmente o parzialmente le somme dovute per le cartelle di pagamento e atti di cui agli articoli 29 e 30 del decreto legge n. 78/2010, notificati entro il 30 aprile 2012 per:

- Tributi erariali, tributi regionali e locali;

- contributi assistenziali e previdenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali;

- entrate dovute alla stessa amministrazione che ha rilasciato la certificazione.

Il quarto decreto ministeriale del 22 maggio 2012 regola l’estinzione dei crediti commerciali certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle amministrazioni statali alla data del 31 dicembre 2011 e corrispondenti a residui passivi del bilancio dello Stato, mediante assegnazione di titoli di Stato. Nello specifico, i soggetti titolari dei crediti connessi a transazioni commerciali relative alla fornitura di beni e servizi, il cui ammontare non risulta complessivamente inferiore a 1000 euro, possono richiedere con apposita domanda, da indirizzare all’amministrazione statale che ha usufruito della fornitura e ha assunto il relativo impegno contabile, l’estinzione dei crediti stessi mediante assegnazione di titoli di stato.

Il decreto legge n. 95/2012 ha apportato alcune modifiche ai termini previsti dal decreto ministeriale per il procedimento.

Le domande devono essere presentate attraverso gli appositi modelli, entro il 27 luglio 2012.

Gli uffici delle amministrazioni statali debitrici producono le liste dei crediti da estinguere mediante assegnazione di titoli di Stato secondo i criteri previsti dal decreto e le trasmettono agli uffici centrali del bilancio entro il 30 agosto 2012. Questi ultimi, effettuate le apposite verifiche ed eventuali correzioni, entro il 31 ottobre 2012 trasmettono le liste al Ministero dell’economia e delle finanze. Entro il 30 novembre 2012, la Ragioneria generale dello Stato trasmette al dipartimento del tesoro del MEF l’elenco dei creditori con l’indicazione degli importi da estinguere.

Ai creditori verranno assegnati speciali certificati di credito del tesoro con decorrenza 1° dicembre 2012 e scadenza 1° dicembre 2016, a tasso d’interesse fisso.

(Assonime, nota del 18 luglio 2012)

 

Vincenzo D’Andò