Novità fiscali del 19 luglio 2012: da ottobre meno interessi moratori sulle cartelle esattoriali

Pubblicato il 19 luglio 2012



cartelle: dal prossimo 1° ottobre diminuiscono gli interessi di mora per ritardato pagamento; detrazione fiscale per risparmio energetico su immobili affittati a terzi da parte delle società; norme sulla qualificazione delle imprese: approvazione in via definitiva; i trattati sul Fiscal Compact e sul Meccanismo europeo di stabilità; sgravio contributivo per la contrattazione di secondo livello: modalità da seguire per richiedere incentivo; adempimenti fiscali per i residenti nei “Comuni del cratere”; maggiorazione IRAP e addizionale IRPEF: istruzioni dalle Entrate su come rideterminare l’acconto per il 2012; agenzia del Territorio: ecco il provvedimento che definisce le modalità di annotazione delle sentenze; a riforma del lavoro ormai in vigore, approvate dalla Camera le modifiche; eredità digitale: dieci cose da sapere; abrogazione dei “particolari” quorum deliberativi per gli aumenti di capitale sociale

 

 

Indice:

1) Detrazione fiscale per risparmio energetico su immobili affittati a terzi da parte delle società

2) Norme sulla qualificazione delle imprese: approvazione in via definitiva

3) I trattati sul Fiscal Compact e sul Meccanismo europeo di stabilità

4) Sgravio contributivo per la contrattazione di secondo livello: modalità da seguire per richiedere incentivo

5) Adempimenti fiscali per i residenti nei “Comuni del cratere”

6) Maggiorazione IRAP e Addizionale IRPEF: Istruzioni dalle entrate su come rideterminare l’acconto per il 2012

7) Agenzia del Territorio: Ecco il provvedimento che definisce le modalità di annotazione delle sentenze

8) A riforma del lavoro ormai in vigore, approvate dalla Camera le modifiche

9) Eredità digitale: dieci cose da sapere

10) Abrogazione dei “particolari” quorum deliberativi per gli aumenti di capitale sociale

11) Cartelle: dal prossimo 1° ottobre diminuiscono gli interessi di mora per ritardato pagamento

 

 

1) Detrazione fiscale per risparmio energetico su immobili affittati a terzi da parte delle società

L’agevolazione fiscale per gli interventi volti al risparmio energetico, consistente nella detrazione del 55% prevista dall’art. 1 commi 344 e seguenti della Legge 27/12/2006 n. 296 e dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 19/02/2007, spetta a chi esegue e sostiene la spesa dell’intervento, qualunque sia la categoria catastale dell’unità immobiliare interessata e la tipologia di contribuente (persona fisica o società) indipendentemente dal tipo di attività svolta e, quindi, anche ove lo stesso sia titolare di reddito d’impresa.

Lo sostiene, l’Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti contabili - sezione di Milano, con la norma di comportamento n. 184/2012 in materia tributaria.

Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 19/02/2007 e successivi aggiornamenti, in attuazione di quanto previsto dall’art. 1 comma 349 della Legge 27/12/2006, prevede all’art. 2, primo comma, lett. a) che la detrazione fiscale del 55% per interventi di risparmio energetico spetti - per effetto delle varie proroghe fino al 31/12/2012 - alle persone fisiche non titolari di reddito di impresa e stabilisce, alla successiva lett. b), che essa spetti anche “ai soggetti titolari di reddito d’impresa che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi di cui al predetto art. 1, commi da 2 a 5, sugli edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti”.

Al comma 2 dello stesso art. 2 del D.M. 19/02/2007 sono previste regole speciali soltanto per le società di locazione finanziaria, con beneficio riservato solo al soggetto “utilizzatore”.

Pertanto, a parte ciò, la norma non prevede alcuna eccezione né di tipo oggettivo (unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale) né di tipo soggettivo (persone fisiche e soggetti non titolari di reddito d’impresa, nonché tutti i titolari di reddito d’impresa, inclusi società ed enti), ma prescrive soltanto il puntuale rispetto di alcuni adempimenti, indicati negli artt. 4 e seguenti del citato D.M. 19/02/2007.

Tale assenza di eccezioni oggettive o soggettive è riconfermata dalle istruzioni alla compilazione di Unico SC per le società di capitali, che al riguardo ripetono pressoché pedissequamente le parole del D.M. 19/02/2007.

Inoltre, ai fini di una corretta interpretazione della norma occorre identificare le finalità che essa vuole perseguire.

Nel caso specifico, l’obiettivo è chiaramente quello di favorire ed incentivare il risparmio energetico tramite minori consumi di combustibili (gas, metano, gasolio, ecc.) per riscaldamento e condizionamento, con interventi sull’involucro di edifici esistenti, con l’installazione di pannelli solari e con la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, interventi che comportano il miglioramento della qualità degli immobili.

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 340/E del 01/08/2008, invece, sostiene che l’agevolazione non spetterebbe per i lavori eseguiti da un titolare di reddito d’impresa su unità immobiliari (abitative o non) adibite a locazione e quindi, in pratica, non spetterebbe alle cosiddette “società immobiliari di gestione” per le unità immobiliari non utilizzate direttamente.

Per giustificare tale presa di posizione, l’Agenzia fa riferimento ad una non meglio definita “interpretazione sistematica” secondo la quale il beneficio sarebbe, nel caso, attribuibile “esclusivamente agli utilizzatori degli immobili oggetto degli interventi”.

Innanzitutto, tale pretesa “interpretazione sistematica” sostenuta dall’Agenzia non appare coerente con la caratteristica di “detrazione” del beneficio fiscale previsto dalla norma, che non incide quindi sulla quantificazione del “reddito imponibile”, su cui invece argomenta la risoluzione in oggetto per giustificare le sue conclusioni (che allora potrebbero essere applicabili per negare l’agevolazione fiscale anche per le aziende agricole, che sono tassate in base al reddito agrario).

La tesi dell’Agenzia è poi contraddetta dal fatto che nel caso di proprietario/usufruttuario persona fisica che loca l’unità immobiliare abitativa a terzi, il beneficio è attribuito sia al proprietario o usufruttuario (se esegue e sostiene la spesa dell’intervento) sia al conduttore (se invece è lui a eseguire l’intervento e a sostenerne la spesa): Non viene, quindi, compreso in base a quale disposizione, né a quale logica, la conclusione sia diversa nel caso il proprietario sia un imprenditore, vale a dire che se il proprietario non è imprenditore il beneficio spetta comunque a chi sostiene la spesa (proprietario, usufruttuario o inquilino), mentre se il proprietario è un imprenditore che svolge attività di locazione immobiliare, il beneficio spetterebbe solo all’inquilino che sostiene la spesa, ma non al proprietario (imprenditore persona fisica o società) se è quest’ultimo ad eseguire l’intervento e sostenere la spesa.

 

2) Norme sulla qualificazione delle imprese: approvazione in via definitiva

La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di qualificazione delle imprese e di garanzia globale di esecuzione.

(Camera, nota del 17 luglio 2012)

 

3) I Trattati sul Fiscal Compact e sul Meccanismo europeo di stabilità

Il 17 luglio è iniziato in sede referente, presso la Commissione Affari esteri della Camera, l'esame dei tre disegni di legge riguardanti la ratifica dei Trattati sul Fiscal Compact e sul Meccanismo europeo di stabilità (AA.CC. 5357, 5358 e 5359), approvati dal Senato il 12 luglio scorso.

I trattati delineano un complesso di interventi inseriti in un ampio quadro di revisione della governance economica europea quale risposta dell'UE alla grave crisi dei debiti sovrani. Tale risposta si fonda su due pilastri: il rafforzamento delle regole e del monitoraggio comune per la disciplina fiscale (il cosiddetto “Fiscal Compact”) e la costruzione di meccanismi di sostegno finanziario per fronteggiare crisi di liquidità o periodi di difficile accesso ai mercati finanziari da parte di Paesi membri.

(Camera, nota del 17 luglio 2012)

 

4) Sgravio contributivo per la contrattazione di secondo livello: modalità da seguire per richiedere incentivo

Con la circolare Inps n. 96 del 16 luglio 2012 vengono forniti chiarimenti e precisazioni sullo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti di secondo livello disciplinato dalle leggi 122/2010 e 247/2007 e, in particolare, sulle modalità da seguire per richiedere – esclusivamente in via telematica – l’incentivo in questione per l’anno 2011 e sui criteri di ammissione al beneficio. L’apertura della procedura per l’invio delle domande, invece, sarà comunicata con un successivo messaggio.

(Inps, nota del 17 luglio 2012)

 

5) Adempimenti fiscali per i residenti nei “Comuni del cratere”

Il messaggio Inps n. 12007 del 17 luglio 2012 fornisce le indicazioni per la ripresa degli adempimenti fiscali e dei versamenti prevista nei confronti dei soggetti con domicilio fiscale nei cosiddetti “Comuni del cratere”, per i quali erano state sospese le ritenute Irpef a seguito degli eventi sismici del 6 aprile 2009. I pensionati possono richiedere che gli importi dovuti siano trattenuti dalle erogazioni mensili e versati all’erario a cura dell’Istituto, presentando direttamente o tramite i CAF l’apposito modulo di domanda disponibile sul sito www.inps.it nella sezione “Moduli” con il codice AP41.

(Inps, nota del 17 luglio 2012)

 

6) Maggiorazione IRAP e Addizionale IRPEF: istruzioni dalle Entrate su come rideterminare l’acconto per il 2012

Andrà rideterminato il 2° acconto Irap per il 2012 nelle regioni Calabria, Campania e Molise.

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha reso noto che il Tavolo per la verifica degli adempimenti e il Comitato permanente per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza hanno constatato, con riferimento alla verifica dei risultati d’esercizio 2011, per le regioni Calabria, Campania e Molise, il consolidamento delle condizioni per l’applicazione delle disposizioni contenute nell’art. 2, comma 86, della Legge n. 191/2009, secondo le procedure di cui all’art. 1, comma 174, della Legge n. 311/2004 e successive modifiche intervenute.

Pertanto, per l’anno d’imposta 2012, in queste regioni è confermata l’applicazione delle vigenti maggiorazioni dell’aliquota, dell'imposta regionale sulle attività produttive nella misura di 0,15 punti percentuali e dell’addizionale regionale all’IRPEF nella misura di 0,30.

La maggiorazione avrà effetto sull’acconto dell’IRAP da effettuare a novembre 2012 che dovrà essere determinato:

- con il metodo storico, assumendo quale imposta del periodo precedente quella determinata applicando l’aliquota del 2011, già comprensiva della maggiorazione di 0,15 punti percentuali;

- con il metodo previsionale, assumendo come imposta di riferimento quella determinata applicando al volume della produzione previsto l’aliquota d’imposta maggiorata di 0,15 punti percentuali.

Dall’importo dovuto su base annuale, calcolato con queste modalità, andrà sottratto quanto versato in occasione della prima rata.

Per quanto riguarda l’incremento di 0,30 punti percentuali dell’addizionale regionale IRPEF, per l’anno d'imposta 2012, previsto per le regioni Calabria, Campania e Molise, viene precisato che lo stesso produce effetti nell’anno 2013. Tuttavia, in relazione ai lavoratori dipendenti che cessano il rapporto di lavoro in corso d’anno, i datori di lavoro trattengono, in sede di conguaglio, l’importo dell’addizionale regionale 2012, oltre a quello delle rate residue dell’addizionale regionale 2011, applicando l’aliquota maggiorata del 2,03.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 98 del 18 luglio 2012)

 

7) Agenzia del Territorio: ecco il provvedimento che definisce le modalità di annotazione delle sentenze

Controversie su terreni e fabbricati: Definite dall’Agenzia del Territorio le modalità di annotazione delle sentenze delle Commissionitributarie passate in giudicato e delle pronunce non ancora esecutive.

Annotazione negli atti catastali delle sentenze tributarie

L’aggiornamento degli atti catastali è effettuato al passaggio in giudicato delle

sentenze che accolgono totalmente o parzialmente il ricorso del contribuente. Sono state, dunque, definite, con il provvedimento Prot. n. 35582 del 17 luglio 2012 del direttore del Territorio, le modalità di annotazione delle controversie concernenti “l'intestazione, la delimitazione, la figura, l'estensione, il classamento dei terreni e la ripartizione dell'estimo fra i compossessori a titolo di promiscuità di una medesima particella, nonché la consistenza, il classamento delle singole unità immobiliari urbane e l'attribuzione della rendita catastale” (art. 2, comma 2, del D.Lgs. n. 546/1992).

Il provvedimento è stato emanato in attuazione della disposizione dettata dal decreto “semplificazioni tributarie” che, ai fini di una maggiore trasparenza dell’iter giurisdizionale del contenzioso tributario su terreni e fabbricati, ha previsto l’annotazione negli atti del catasto anche delle sentenze non esecutive (art. 12, comma 4, D.L. n. 16/2012).

L’aggiornamento degli atti catastali viene effettuato dall’ufficio provinciale territorialmente competente entro 30 giorni dal rilascio della copia della sentenza, da parte della segreteria della Commissione tributaria, accompagnata dall’attestazione del passaggio in giudicato, o entro 90 giorni dalla data in cui l’ufficio ha avuto conoscenza della definitività della decisione.

L’annotazione delle sentenze

Le pronunce non costituenti titolo esecutivo che accolgono in tutto o in parte il ricorso del contribuente, vengono, comunque, annotate negli atti del catasto dall’ufficio provinciale territorialmente competente, con l’indicazione dell’esito del giudizio, entro 30 giorni dalla notificazione dell’impugnazione. Stesse modalità di annotazione per le sentenze della Corte di cassazione che rinviano alle Commissioni tributarie.

Le disposizioni stabilite dal provvedimento valgono anche per i territori le cui funzioni catastali sono gestite dalle Province autonome di Trento e Bolzano.

 

8) A riforma del lavoro ormai in vigore, approvate dalla Camera le modifiche

La riforma del lavoro è in vigore dal 18 luglio 2012, nel frattempo la Camera dei deputati ha approvato le modifiche.

Le aziende con almeno 10 lavoratori per poter assumere nuovi apprendisti dovranno confermarne in servizio almeno il 30% di quelli in forza nei tre anni precedenti.

E’ questa una delle novità in vigore della riforma del lavoro Fornero in vigore dal suddetta data (Legge 28 giugno 2012, n. 92, pubblicata in Gazzetta Ufficiale 3 luglio 2012, n. 153).

In base alle nuove disposizioni, i datori di lavoro per evitare le sanzioni saranno tenuti a seguire le nuove regole tra cui emergono:

- Collaborazioni coordinate e continuative: il progetto andrà declinato nello specifico all’interno del contratto (illustrando inoltre le clausole di recesso) ed il compenso non potrà essere inferiore a quello previsto dai contratti nazionali;

- tempo determinato: Nel computo dei 3 anni oltre i quali non è più possibile assumere con contratto a tempo determinato rientrano adesso anche i periodi di attività prestata dal lavoratore attraverso la c.d. somministrazione;

- voucher: i buoni lavoro per la retribuzione del lavoro accessorio occasionale saranno sostituiti da buoni orari, datati e numerati progressivamente (quelli del vecchio tipo richiesti entro il 17 luglio 2012 potranno comunque essere utilizzati sino al 31 maggio 2013.

Nel frattempo le commissioni Finanze e Attività produttive della Camera hanno approvato l'emendamento all’art. 46 del Dl sviluppo contenente alcune modifiche alla riforma del mercato del lavoro.

I cambiamenti riguardano ammortizzatori sociali e flessibilità in entrata.

 

Riforma del lavoro: la tabella delle novità

Ammortizzatori sociali

Stanziamenti previsti pari a 1,8 miliardi di euro.

La nuova ASPI (dal 2017) potrà essere anche incassata in un’unica soluzione ai fini di avviare un’attività autonoma; sostituirà l’indennità di mobilità e quella di disoccupazione, avrà una durata di 12 mesi (fino a 54 anni) e di 18 mesi (da 55 anni).

Per i precari non tutelati c’è la mini ASPI.

Apprendistato

Diventa la via ordinaria per l’ingresso nel mondo del lavoro con una durata minima di 6 mesi.

Limite del 50% per aziende con meno di 10 lavoratori.
Per i primi 36 mesi dall’entrata in vigore, il limite è ridotto dal 50% al 30%.

Articolo 18

Maggior flessibilità in uscita; il reintegro è stato reintrodotto (non automatico, deciderà il giudice, anche nei casi di licenziamento economico).

La procedura di conciliazione non può essere bloccata in caso di malattia del lavoratore ma solo per gravidanza o infortunio.

Co.co.pro.

Salario base calcolato sulla media dei contratti collettivi.

Nel contratto si dovranno illustrare le clausole di recesso e il progetto andrà declinato nello specifico.
Tra gli elementi del essenziali del contratto è inserita l’indicazione del risultato finale da raggiungere.

Conciliazione obbligatoria

Il tentativo di conciliazione dovrà concludersi entro 20 giorni dalla convocazione delle parti.

Dimissioni in bianco

Il periodo entro il quale le dimissioni devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero passa da 1 a 3 anni di vita del bambino. Nuove norme per contrastare il fenomeno.

Indennizzo per licenziamento disciplinare illegittimo

Indennità risarcitoria onnicomprensiva determinata tra un minimo di 12 ed un massimo di 24 mensilità dell’ultima retribuzione (nel precedente testo la “finestra” era 15-27 mensilità).

Partite IVA

Considerate “vere” quelle che superano i 18mila euro l’anno.

Presunzione del carattere coordinato continuativo nei casi in cui si verifichino almeno 2 delle seguenti condizioni:

- Durata superiore a 8 mesi l’anno per due anni consecutivi;

- compenso oltre il 80% dei corrispettivi per due anni consecutivi;

- postazione di lavoro presso una delle sedi del committente.

Pubblico impiego

Delega per sostituire l’attuale art. 2 (Rapporti di lavoro alle dipendenze delle Pubbliche Amministrazioni)

Processo del lavoro

Rito sprint:

- Udienza entro 40 giorni;

- ordinanza immediatamente esecutiva;

- giudice unico in caso di opposizione;

- deposito della sentenza entro 10 giorni;

- reclamo in Corte di Appello entro 30 giorni;

- ricorso in Cassazione entro 60 giorni.

Stagionali

Diminuiscono gli intervalli obbligatori tra un contratto e l’altro: da 60 a 20 giorni per i contratti fino a 6 mesi e da 90 a 30 giorni per i contratti di durata maggiore di 6 mesi.

Tempo determinato

Durata massima di 36 mesi con aliquota aggiuntiva pari all'1,4% per finanziare ASPI.

In caso di riproposizione al lavoratore devono passare almeno 90 giorni (prima erano 20) oppure 60 (prima erano 10) nel caso di contrattodi durata superiore o pari a 6 mesi.

Nel computo dei 3 anni oltre i quali non è più possibile assumere con contratto a tempo determinato rientrano adesso anche i periodi di attività prestata dal lavoratore attraverso la c.d. somministrazione.

Causale non obbligatoria in caso di primo contratto, non prorogabile e di durata massima fino a 12 mesi.

Ticket gratuito

Ripristinato per disoccupati e familiari.

Voucher

I buoni lavoro per la retribuzione del lavoro accessorio occasionale saranno sostituiti da buoni orari, datati e numerati progressivamente.

In via transitoria quelli del vecchio tipo richiesti entro il 17 luglio 2012 potranno comunque essere utilizzati sino al 31 maggio 2013.

E’ previsto un doppio limite massimo, annuale pari a 5mila e a 2mila euro rispettivamente validi nei confronti di tutti i committenti e dei committenti imprenditori commerciali o professionisti.

(Altalex, nota del 18 luglio 2012)

 

9) Eredità digitale: dieci cose da sapere

Nell’era digitale, non si ha più a che fare solo con manoscritti, conti bancari o chiavi di cassette di sicurezza. Ci sono gli investimenti gestiti online, i blog, i rapporti intessuti sui social network.

L’identità digitale, fatta di dati, fotografie, contatti è qualcosa di ereditabile? Gli eredi possono ricostruire la memoria del caro estinto e amministrarne i beni muovendosi agilmente nel caos virtuale?

I notai italiani si occupano di eredità digitale già dal 2007.

Ecco di seguito il decalogo offerto dal Consiglio Nazionale del Notariato per districarsi nella complessità della materia.

Il quadro giuridico è incerto. In Italia non esiste una legislazione specifica e non è detto che venga approvata in futuro; anche negli USA solo 5 stati su 50 hanno regole in materia, e neppure troppo chiare. Non contate insomma sul fatto che la legge provvederà per voi.

Social network, posta elettronica, dischi remoti, insomma tutti i servizi online che usate sono basati in Italia? Se la risposta è no, ricordate che, se non provvedete per tempo, recuperare i vostri dati potrebbe comportare per i vostri cari costose controversie con elementi internazionali.

Alcuni operatori stranieri, come i server online, prevedono che in caso di morte tutti i dati siano distrutti. Anche se è proprio questo ciò che desiderate, attenzione: alcuni giudici americani hanno ordinato la consegna dei dati agli eredi.

Affidate a una persona di fiducia le vostre credenziali d’accesso (username e password per es.) con istruzioni chiare su cosa fare in caso di decesso: distruggere i dati in tutto o in parte, o consegnarli a soggetti indicati da voi. Si chiama mandato post mortem ed è ammesso dal nostro diritto. Se cambiate le password, come è buona regola di sicurezza, ricordate di aggiornare le istruzioni.

Se una volta i documenti venivano conservati nelle casseforti e per recuperarli si faceva ricorso a un fabbro, oggi, allo stesso modo, ci si può comportare per i dati conservati sotto password in risorse fisiche, come computer, tablet, smartphone, chiavette USB, dischi esterni. Se nessuno dispone delle password, ci si può rivolgere a servizi specializzati che possono tentare di violare le protezioni e accedere ai dati. L’inconveniente è che questo tipo di servizi è molto costoso. Meglio affidare questi dati a una persona di fiducia.

Alcuni siti web promettono, in caso di morte, di recapitare le password alle persone da voi indicate. Negli Stati Uniti è capitato che alcuni di essi siano stati chiusi improvvisamente: se scegliete di usare questi servizi quindi prestate molta attenzione all’affidabilità nel lungo termine.

Condividere la password con il proprio partner non sembra essere una buona idea, in genere.

Attenzione ai conti correnti online. Affidarne la password a qualcuno non significa lasciargli la risorsa in caso di morte: un conto online non è altro che l’estensione virtuale di un conto reale. Quindi, per esempio, in una coppia non sposata e senza figli, saranno comunque fratelli sorelle e genitori ad ereditare la giacenza sul conto on line, se manca un testamento. Gli eredi possono quindi reclamare quanto loro spetta attraverso i canali tradizionali: il notaio potrà assistervi e consigliarvi.

Attenzione anche ai dati nella disponibilità del defunto, ma che appartengono a terzi, come datori di lavoro o clienti: di regola vanno loro restituiti.

I notai italiani si occupano di eredità digitale sin dal 2007. In caso di dubbio, affidatevi al vostro notaio di fiducia con il quale potrete trovare la soluzione più adatta alle vostre esigenze reali e digitali.

(Consiglio Nazionale del Notariato, comunicato del 18 luglio 2012)

 

10) Abrogazione dei “particolari” quorum deliberativi per gli aumenti di capitale sociale

Assonime, con una nota del 18 luglio 2012, è intervenuta in merito alla schema di decreto che modifica Tuf e Codice Civile all’esame del Parlamento.

Il 6 luglio 2012 è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri lo schema di decreto legislativo concernente l’attuazione della direttiva 2010/73/UE che modifica la direttiva sul prospetto, sul quale il Ministero aveva avviato una consultazione il 10 maggio scorso.

Lo schema di decreto è stato presentato il 16 luglio 2012 alla Camera e al Senato per la richiesta del parere delle competenti Commissioni parlamentari.

Il Ministero propone l’introduzione di ulteriori modifiche al Tuf e al Codice Civile, al fine di semplificare e ridurre gli oneri che gravano sugli emittenti ed eliminare quelle forme di c.d. goldplating che rendono più oneroso il sistema normativo nazionale rispetto agli altri ordinamenti.

Nell’ambito delle modifiche al Tuf lo schema di decreto ha introdotto alcune novità rispetto al testo posto in consultazione tra cui:

- all’art. 30, comma 2, lett. b) è stato previsto che “l’offerta di propri strumenti finanziari rivolta ai componenti del consiglio di amministrazione ovvero del consiglio di gestione, ai dipendenti nonché ai collaboratori non subordinati dell’emittente, della controllante ovvero delle sue controllate, effettuata presso le rispettive sedi o dipendenze” non costituisce un’offerta fuori sede; nella relazione al decreto si precisa, infatti, che l’articolazione di gruppo non rappresenta un fattore discriminante per l’offerta diretta di propri strumenti finanziari da parte degli emittenti, ai quali viene perciò consentito di effettuare tali offerte senza l’interposizione degli intermediari;

- la riformulazione dell’art. 62, comma 1 prevedendo la possibilità di attribuire la competenza a deliberare sul regolamento di organizzazione e gestione del mercato anche all’organo di amministrazione delle società di gestione, previa apposita disposizione statutaria;

- la modifica del comma 3 dell’art. 114 del Tuf sul ritardo della comunicazione delle informazioni privilegiate: lo schema di decreto ha, infatti, inserito il riferimento ai “legittimi interessi” previsti dalla direttiva sugli abusi di mercato.

Sono state invece confermate rispetto al testo posto in consultazione le seguenti modifiche al Tuf:

- all’art. 95, lett. f-bis) ove è stato previsto che la Consob disciplini con regolamento le procedure organizzative e decisionali interne per l’adozione dell’atto finale di approvazione del prospetto, anche mediante attribuzione della competenza a personale con qualifica dirigenziale;

- all’art. 100-bis, comma 2-bis ove è stato previsto che l’intermediario, nelle rivendite successive di prodotti finanziari, possa avvalersi di un prospetto già disponibile e ancora valido, purché l’emittente o la persona responsabile della redazione del prospetto abbiano dato il loro consenso a tale utilizzo mediante accordo scritto;

- agli artt. 114, comma 1 e 115-bis volte ad escludere dagli obblighi di informativa continua e di tenuta dei registri insiders i soggetti controllanti gli emittenti quotati;

- l’abrogazione dell’art. 120, comma 3 che prevedeva l’obbligo per gli emittenti azioni quotate di comunicare alla società partecipata e alla Consob l’acquisizione di una partecipazione superiore al 10% in una Spa non quotata o in una Srl.

Nell’ambito delle modifiche al Codice Civile, lo schema di decreto ha introdotto alcune novità rispetto al testo in consultazione:

- l’abrogazione dei quorum deliberativi rafforzati, previsti per gli aumenti di capitale rispettivamente dal comma 5 e dal comma 8 dell’art. 2441, per l’esclusione o limitazione del diritto di opzione nel caso di interesse della società e nel caso di offerta di azioni ai dipendenti;

- l’abrogazione della maggioranza rafforzata prevista dal comma 2 dell’art. 2443, in caso di delega agli amministratori per l’aumento di capitale con esclusione o limitazione del diritto di opzione.

Tra le modifiche confermate al Codice Civile in evidenza le seguenti, sempre in tema di aumenti di capitale:

- la possibilità per le società quotate di ridurre i cinque giorni di offerta sul mercato dei diritti di opzione non esercitati nel caso in cui l’inoptato sia stato interamente venduto (art. 2441, comma 3);

- la possibilità che il parere di congruità previsto dal comma 4 dell’art. 2441 sia reso oltre che dal revisore incaricato della revisione periodica anche da altri revisori.

 

11) Cartelle: dal prossimo 1° ottobre diminuiscono gli interessi di mora per ritardato pagamento

E’ stata fissata la misura degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo (art. 30 del D.P.R. n. 602/1973).

A ciò ha provveduto il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, con la disposizione, prot. 2012/104609, del 17 luglio 2012, pubblicata sul sito dell’Ade, ai sensi di legge, il 18 luglio 2012.

Determinazione interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo

A decorrere dal 1° ottobre 2012, gli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo sono determinati nella misura del 4,5504% in ragione annuale.

Come premesso, il neo provvedimento è stato pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, ai sensi e per gli effetti dell’art. 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

Tutto questo poiché l’art. 30 del citato D.P.R. n. 602/1973 prevede che, decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, sulle somme iscritte a ruolo, escluse le sanzioni pecuniarie tributarie e gli interessi, si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con decreto del Ministero delle finanze con riguardo alla media dei tassi bancari attivi.

In attuazione della richiamata disposizione, e dopo aver interpellato la Banca d’Italia, con provvedimento del 22 giugno 2011, è stata fissata, con effetto dal 1° ottobre 2011, al 5,0243% in ragione annuale, la misura del tasso di interesse da applicare nelle ipotesi di ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo.

Considerato che, come detto, l’art. 30 prevede una determinazione annuale del tasso di interesse in questione, è stata interessata la Banca d’Italia che, con nota del 12 Aprile 2012, ha stimato al 4,5504% la media dei tassi bancari attivi con riferimento al periodo 1.1.2011-31.12.2011.

Il presente provvedimento fissa, dunque, con effetto dal 1° ottobre 2012, al 4,5504% in ragione annuale, la misura del tasso di interesse da applicare nelle ipotesi di ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo.

 

Vincenzo D’Andò