Novità fiscali del 18 luglio 2012: non tassabili i prelevamenti dei professionisti?

Pubblicato il 18 luglio 2012

non tassabili i prelevamenti dei professionisti; costi reato: deduzione ampia e retroattiva; sospensione dall’Albo: immune il commercialista che svolge più incarichi nell’impresa societaria; per i rimborsi IRAP la domanda decorre dall’acconto; corte Ue: si ha diritto alla detrazione IVA anche qualora non siano stati rispettati i termini di registrazione; quando non ricorre l’obbligo di emissione dell'avviso bonario del Fisco; datori di lavoro: da oggi le dimissioni producono effetti solo se convalidate nelle apposite sedi; sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello per l’anno 2011; invalidità civile: INPS ha rilasciato la nuova procedura; polizza assicurativa per i professionisti: obbligatoria dal prossimo 13 agosto

 

 

Indice:

1) Sospensione dall’Albo: immune il Commercialista che svolge più incarichi nell’impresa societaria

2) Non tassabili i prelevamenti dei professionisti

3) Costi reato: deduzione ampia e retroattiva

4) Per i rimborsi Irap la domanda decorre dall’acconto

5) Corte Ue: si ha diritto alla detrazione Iva anche qualora non siano stati rispettati i termini di registrazione

6) Quando non ricorre l’obbligo di emissione del cd. avviso bonario del fisco

7) Datori di lavoro: da oggi le dimissioni producono effetti solo se convalidate nelle apposite sedi

8) Sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello per l’anno 2011

9) Invalidità civile: Inps ha rilasciato la nuova procedura

10) Polizza per i professionisti: obbligatoria dal prossimo 13 agosto

 

 

1) Sospensione dall’Albo: immune il Commercialista che svolge più incarichi nell’impresa societaria

Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 28519 del 16 luglio 2012), il Commercialista non può essere sospeso dall’attività professionale se svolge il ruolo di sindaco all’interno di una società incriminata per illeciti penali.

La Suprema Corte ha, così, respinto il ricorso della Procura che si opponeva alla decisione con la quale il giudice aveva annullato la misura interdittiva dall’esercizio dell’attività professionale disposta a carico di un Commercialista, sindaco di una S.p.A. coinvolta in affari illeciti.

A parere della Cassazione, il fatto che un Commercialista svolga una pluralità di incarichi in un’impresa societaria (nel caso di specie sotto inchiesta per bancarotta), o nello stesso novero societario facente capo ad un solo soggetto, é solo un possibile riscontro di un ruolo pregnante dell’indagato, ma non dimostra la sudditanza (per riconoscenza verso l’imprenditore) al volere dell’amministratore o la prova dell’illecito.

Inoltre, la carica sindacale dello stesso non dimostra la partecipazione ai momenti gestori dell’azienda.

Dunque, una pluralità degli incarichi non porta a dedurre il complessivo condizionamento supino del professionista ai voleri dell’imprenditore.

Pertanto, la Corte di Cassazione ha ritenuto non giustificata la misura interdittiva dall’attività professionale, per due mesi, nei confronti del Commercialista indagato in concorso con l’imprenditore.

Comportamento fraudolento del professionista da dimostrare

Inoltre, restando sempre in tema di professionisti, secondo quanto stabilito dalla Commissione Tributaria Regionale del Lazio (sentenza n. 89/6/2012), deve essere dimostrato il comportamento fraudolento del professionista in caso di denuncia penale. Ciò poiché la querela di parte non è probante.

In particolare, nel caso di specie, l’Amministrazione finanziaria, con una cartella di pagamento, ha proceduto al recupero di omessi versamenti di ritenute alla fonte con sanzioni e interessi in seguito ai controlli sul modello 730/2006 di una società, la quale nel successivo ricorso si è difesa sostenendo che la violazione sia imputabile unicamente al consulente cui, tramite specifico mandato, veniva delegata la tenuta della contabilità, allegando querela di truffa nei confronti del professionista.

La C.T.P. aveva accolto in parte il ricorso, annullando le sanzioni. I giudici tributari regionali hanno, invece, ribaltato la decisione di primo grado e accolto la tesi delle Entrate.

La C.T.R. del Lazio, con la citata sentenza n. 89/6/2012, ha, infatti, stabilito che in caso di denuncia penale al professionista per un fatto a questi addebitabile, il dedotto comportamento fraudolento deve essere dimostrato, la querela di parte prodotta in atti non è probante.

 

2) Non tassabili i prelevamenti dei professionisti

I prelievi dei professionisti non rappresentano dei compensi tassabili. Secondo i la Commissione Tributaria Regionale di Palermo (sentenza 18/18/12 depositata il 26 gennaio 2012) non si intuisce come una spesa possa fare presumere compensi occultati al fisco.

La sentenza della C.T.R. Palermitana, ha precisato che la presunzione per i prelievi può operare solo con riferimento ai redditi d’impresa e non anche per i professionisti.

Pertanto, l’appello presentato dal professionista deve essere accolto, con conseguente annullamento dell’atto di accertamento.

Non è risultata alcuna incongruenza tra quanto indicato in contabilità e quanto dichiarato.

Il professionista ha provato che i movimenti bancari hanno natura strettamente personale e familiare e non riguardano la propria attività.

(Commissione Tributaria Regionale di Palermo, sentenza 18/18/12 del 26 gennaio 2012)

 

3) Costi reato: deduzione ampia e retroattiva

La Corte Costituzionale, allineandosi a quanto stabilito dalla giurisprudenza tributaria di merito (ordinanza della C.T.P. di Reggio Emilia n. 92 del 8 marzo 2012) e dalla Corte di Cassazione nelle tre sentenze depositate il 20 giugno 2012 (sentenze n. 10167, n. 10168 e n. 10169), con l’ordinanza n. 190 depositata il 16 luglio 2012, ha confermato la portata retroattiva della nuova disciplina sulla deduzione dei costi da reato la quale, dunque, potrà essere fatta valere dai contribuenti anche in corso di causa.

La Corte Costituzionale ha restituito gli atti alla Commissione Tributaria Regionale del Veneto affinché valuti se, a seguito delle modifiche normative intervenute, sia ancora attuale la rilevanza e non manifesta infondatezza delle circostanze a suo tempo sollevate.

La pronuncia trae origine da una ordinanza della C.T.R. Veneto con cui er