Novità fiscali del 13 luglio 2012: le responsabilità del commercialista in caso di falsa fattiurazione

 

 

Indice:

1) Fatture false: colpevole anche il commercialista se risulta l’istigatore

2) Tariffe professionali: ok dal Consiglio di Stato

3) Revisori enti locali: crediti formativi che non possono essere inclusi, nota di rettifica dal CNDCEC

4) Pensioni in regime comunitario: parere del Ministero del Lavoro sull’importo del pro-rata estero da considerare anche nel calcolo del c.d. importo soglia

5) Variato l’interesse di dilazione delle somme dovute per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali

6) No ad accertamenti fiscali automatici

7) Riporto in avanti di perdite pregresse: niente raddoppio dei termini

 

 

1) Fatture false: colpevole anche il commercialista se risulta l’istigatore

Risponde anche il professionista (che avendo ricoperto il ruolo di istigatore nel compimento di reati tributari risponde, in concorso con il contribuente) per i delitti di dichiarazione fraudolenta e di emissione di fatture e di altri documenti per operazioni inesistenti (artt. 2 e 8 del D.Lgs. n. 74/2000).

Così ha deciso la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25754 del 04.07.2012.

La vicenda

Il Gip aveva applicato, ai sensi dell’art. 444 c.p.p., la pena concordata con il pubblico ministero nei confronti di un professionista, il quale, nella veste di tenutario delle scritture contabili di numerose società, era stato accusato, in concorso con altri soggetti, di aver commesso i delitti di dichiarazione fraudolenta e di emissione di fatture e di altri documenti per operazioni inesistenti.

Contro la sentenza di condanna, il Commercialista ha proposto ricorso per cassazione.

In particolare, il professionista ha denunciato la mancanza e l’illogicità della motivazione, nonché la violazione dell’art. 9 del D.Lgs. n. 74/2000, affermando che, se era stato riconosciuto colpevole per il concorso nell’emissione di fatture per operazioni inesistenti, non poteva essere riconosciuto responsabile anche per il concorso nell’utilizzazione delle medesime fatture.

L’orientamento della Cassazione

Con la neo sentenza n. 25754/2012, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal professionista, ritenendolo manifestamente infondato.

La Cassazione ha innanzitutto richiamato l’orientamento giurisprudenziale secondo il quale, in tema di emissione di fatture per operazioni inesistenti, il regime derogatorio previsto dal citato art. 9 “esclude la possibilità di concorso reciproco fra i reati previsti dagli artt. 2 (dichiarazione fraudolenta mediante utilizzazione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) e 8 (emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti)”.

Tuttavia, detto art. 9 non introduce “per questa seconda ipotesi delittuosa alcuna deroga ai principi generali in tema di concorso di persone nel reato fissati dall’art. 110 cod.pen.” (in applicazione di tale principio, la Cassazione – 28341/2001 – ha ritenuto configurabile il concorso di persone nel reato di cui all’art. 8 del D.Lgs. n. 74/2000 tra il Commercialista e l’emittente delle fatture).

Lo scopo dell’art. 9 del D.Lgs. n. 74/2000, infatti, è quello di “evitare la doppia criminalizzazione di un medesimo comportamento illecito, non già di esonerare il professionista istigatore di una serie di operazioni fittizie”.

La Cassazione ha, inoltre, affermato che la tesi sostenuta dal professionista avrebbe avuto rilievo solo se le fatture indicate nei capi di imputazione, come oggetto dell’emissione, fossero state le stesse indicate nei capi di imputazione per il concorso nell’utilizzazione delle fatture. Sarebbe stato, inoltre, onere del ricorrente indicare specificamente, nel corso del giudizio di merito, quali fatture per operazioni inesistenti gli fossero state addebitate in due distinte imputazioni, sia in concorso con la società emittente sia in concorso con le società utilizzatrici.

In definitiva, secondo il principio desumibile dalla nuova sentenza della Cassazione il professionista può…

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