Novità fiscali del 12 luglio 2012: studi di settere e Gerico, tutti gli aggiornamenti

Pubblicato il 12 luglio 2012



studi di settore e versamenti da Unico 2012: dietrofront delle entrate; riqualificazione energetica degli edifici: detrazione fiscale del 55% per tutti; incentivi per impianti fotovoltaici in Gazzetta Ufficiale; il sequestro dei documenti contabili dell’imprenditore deve sempre essere motivato; MEF: presentate le linee guida sull’IMU e le proposte di modifica per l’esenzione degli enti non commerciali; lavoratori domestici: pagamenti a rate dei contributi; somme da restituire al datore di lavoro da parte del lavoratore; GERICO 2012: l’Agenzia delle Entrate ha finalmente pubblicato la circolare n. 30 del 11.07.2012 relativa agli studi di settore 2011; studi di settore 2012: è inaccettabile il comportamento dell’Amministrazione Finanziaria

 

Indice:

1) Studi di settore e versamenti da Unico 2012: dietrofront delle entrate

2) Riqualificazione energetica degli edifici: detrazione fiscale del 55% per tutti

3) Incentivi per impianti fotovoltaici in Gazzetta Ufficiale

4) Il sequestro dei documenti contabili dell’imprenditore deve sempre essere motivato

5) MEF: presentate le linee guida sull’IMU e le proposte di modifica per l’esenzione degli enti non commerciali

6) Lavoratori domestici: pagamenti a rate dei contributi

7) Somme da restituire al datore di lavoro da parte del lavoratore

8) GERICO 2012: l’Agenzia delle Entrate ha finalmente pubblicato la circolare n. 30 del 11.07.2012 relativa agli studi di settore 2011

9) Studi di settore 2012: è inaccettabile il comportamento dell’Amministrazione Finanziaria

 

 

1) Studi di settore e versamenti da Unico 2012: dietrofront delle entrate

Nessuna maggiorazione per versamenti tardivi. L’Agenzia delle entrate, dopo le vibrate proteste del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro è intervenuta tempestivamente.

Il direttore Befera, con una lettera indirizzata alla presidente Calderone, ha comunicato che i contribuenti soggetti agli studi di settore che intendano adeguarsi a ricavi e compensi in base alla nuova versione del software, potranno farlo versando le maggiori imposte dovute al Fisco entro il 20 agosto, senza il pagamento della maggiorazione dello 0,40%.

E’ un gesto di grande civiltà giuridica di cui diamo atto al direttore Befera”, ha commentato la presidente del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro nella nota del 11.07.2012.

Ecco di seguito il comunicato stampa dell’Agenzia delle entrate del 10.07.2012:

Ultima versione di Gerico con maggiori ricavi o compensi rispetto alla precedente: Versamento senza sanzioni per chi si adegua agli studi entro il 20 agosto

I soggetti che applicano gli studi di settore e che ritengono opportuno adeguarsi ai ricavi o ai compensi stimati sulla base della versione 1.0.2 di GERICO (sempre che gli stessi siano diversi da quelli calcolati con la versione 1.0.1) potranno farlo versando le maggiori imposte dovute per adeguamento entro il termine del 20 agosto 2012 senza il pagamento della maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

Questa possibilità, già evidenziata con il comunicato stampa del 13 luglio 2010 in relazione a una situazione analoga, è ammessa sulla base dei principi di collaborazione e di buona fede previsti dallo Statuto dei diritti del contribuente.

Sono stati, infatti, individuati malfunzionamenti del software che hanno reso necessaria la sua ripubblicazione in data 5 luglio (versione 1.0.2) 2012.

Al riguardo, i diversi e rilevanti interventi modificativi degli studi di settore, in particolare la “revisione congiunturale speciale” approvata con decreto ministeriale 13 giugno 2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale due giorni dopo, hanno comportato effetti di rilievo sul software GERICO.

In merito, nonostante una intensa attività di test effettuata sia dal partner tecnologico dell'Agenzia, anche sulla base di specifiche banche dati random appositamente elaborate dalla SO.SE., sia dall'Agenzia stessa, si sono rese necessarie le modifiche al software dettagliatamente elencate sul sito delle Entrate.

 

2) Riqualificazione energetica degli edifici: detrazione fiscale del 55% per tutti

Secondo il parere dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti – AIDC – (Norma di comportamento n. 184 del 2012), la detrazione del 55%, fruibile sulle spese destinate alla riqualificazione energetica degli edifici, spetta a qualsiasi tipologia di contribuente (persona fisica o società) a prescindere dalla categoria catastale della costruzione, dal tipo di attività svolta e dalla natura del reddito.

 

3) Incentivi per impianti fotovoltaici in Gazzetta Ufficiale

Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale (n. 159 del 10.07.2012) due decreti, in particolare, si tratta del Decreto 05.07.2012, emanato in attuazione dell’art. 25 del Decreto Legislativo n. 28/2011, recante incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici (c.d. Quinto Conto Energia), nonché del Decreto 06.07.2012 recante incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici, in attuazione dell’art. 24 del medesimo Decreto Legislativo n. 28/2011.

 

4) Il sequestro dei documenti contabili dell’imprenditore deve sempre essere motivato

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27296 del 10.07.2012, ha accolto il ricorso di un piccolo imprenditore, sospettato di frode fiscale, al quale la Guardia di Finanza, durante un’ispezione, aveva sequestrato file e documenti, senza una ben precisa motivazione, avvalendosi soltanto di frasi generiche, del tipo: “si decide di procedere a perquisizione al fine di avvalorare, o meno, l’ipotesi investigativa”.

In particolare, nel corso di una perquisizione, erano stati trovati documenti che attestavano vendite intracomunitarie di telefoni cellulari.

Insomma secondo la Suprema Corte tali affermazioni generiche non sono sufficienti a costituire un valido sostegno motivazionale “circa la strumentalità probatoria delle cose sequestrate rispetto ai reati fiscali”.

Verifiche, dati della GdF con meno formalismo

Invece, la Corte di Cassazione, stavolta, con la sentenza n. 11607 del 10.07.2012, ha stabilito che è legittimo l’accertamento fiscale basato sui dati raccolti dalla Guardia di Finanza anche se trasmessi agli uffici delle Entrate senza autorizzazione della Procura.

 

5) MEF: presentate le linee guida sull’IMU e le proposte di modifica per l’esenzione degli enti non commerciali

Linee guida per la predisposizione delle delibere e dei regolamenti di applicazione dell’Imposta Municipale Propria (IMU).

Il progetto “Sviluppo della capacità di monitorare l’andamento dei costi di servizi e funzioni pubbliche nella prospettiva del federalismo fiscale” è finalizzato all’analisi e all’a pprofondimento dei temi inerenti al federalismo fiscale e al supporto alle amministrazioni regionali e locali delle Regioni Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) nel processo di adeguamento ai cambiamenti auspicati dalla riforma. Il progetto è promosso dal Dipartimento delle Finanze, nell’ambito del PON GAS 2007-2013, ed è attuato da Studiare Sviluppo quale struttura in house del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

Tra le altre azioni del progetto, una linea di attività specifica è finalizzata all’a pprofondimento degli aspetti metodologici, normativi e regolamentari in materia di decentramento fiscale e all’elaborazione di modelli e strumenti che ne possano supportare l’attuazione.

Negli ultimi mesi, un gruppo di esperti di settore incaricati da Studiare Sviluppo ha collaborato con il MEF - Dipartimento delle Finanze - Direzione del Federalismo Fiscale per la definizione di linee guida per la predisposizione delle delibere e dei regolamenti concernenti le entrate tributarie locali e di strumenti prototipali, con particolare riferimento a tributi locali quali l’imposta municipale propria, l’imposta di soggiorno e di sbarco e il tributo comunale sui rifiuti comunali e sui servizi (TARES).

L’anticipazione sperimentale dell’imposta municipale propria (IMU) alla data del 1° gennaio 2012 - prevista dal Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”, convertito dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214 - ha richiesto di procedere in via prioritaria alla definizione delle presenti linee guida e del relativo prototipo di regolamento, in modo da supportare funzionari e amministratori degli Enti Locali che, entro il 30 settembre 2012, dovranno dotarsi di tale strumento.

Le linee guida, unitamente alla Circolare n. 3/DF del 18 maggio 2012 predisposta dal MEF - Dipartimento delle Finanze - Direzione del Federalismo Fiscale, hanno la finalità di fornire, da un lato, alcuni chiarimenti attinenti allo specifico tema della potestà regolamentare in materia di IMU e, dall’altro, gli indirizzi concreti per la stesura di un regolamento, di cui si offre un prototipo, in grado di assicurare una gestione dell’imposta conforme al dettato normativo, nonché ai criteri di efficienza, economicità, funzionalità e trasparenza posti alla base dell’azione amministrativa.

Il lavoro è composto dai seguenti due elaborati:

le linee guida per la redazione del regolamento, che illustrano in dettaglio i contenuti e le finalità di ciascun articolo del prototipo di regolamento, comprensive del relativo allegato, in cui sono contenuti i principali rilievi formulati dal Dipartimento delle Finanze nell’ambito dell’attività di esame dei regolamenti e delle delibere di approvazione delle aliquote, al fine di evidenziare le disposizioni regolamentari non coerenti con la disciplina dell’IMU; il prototipo di regolamento, che si configura come un format di ausilio per i Comuni nella predisposizione dell’atto.

(Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze, nota del 11.07.2012)

 

6) Lavoratori domestici: pagamenti a rate dei contributi

Rilasciata la funzione per la gestione delle domande di rateazione dei contributi dovuti dai datori di lavoro domestici.

Lo rende noto l’Inps con il messaggio n. 11560 del 09.07.2012.

E’ stata resa disponibile nell’ambito della sezione nuova gestione lavoratori domestici del processo soggetto contribuente la funzione per la gestione delle domande di rateazione dei contributi dovuti dai datori di lavoro domestico.

La funzione è raggiungibile nella sottosezione contributiva all’interno del servizio recupero crediti alla voce dilazioni.

Selezionando dilazioni, la procedura evidenzia, in fase di acquisizione della domanda, tutti i rapporti di lavoro facenti capo al richiedente e, per ogni rapporto di lavoro, i crediti che possono essere oggetto di dilazione.

Sono segnalati, qualora presenti, versamenti effettuati con F24 eseguiti prima della domanda di rateazione ma non ancora contabilizzati al conto finale.

Tali versamenti dovranno essere necessariamente gestiti prima di proseguire con l’acquisizione della domanda.

In fase di acquisizione è richiesto il controllo della corrispondenza tra i dati proposti a video dal sistema e quanto riportato nella domanda di dilazione.

E’ prevista la possibilità di inserire la data in cui eventualmente la sede ha emesso un piano di ammortamento, avvalendosi di altra procedura.

Inserendo tale data, la procedura gestisce automaticamente le rate scadute eventualmente già versate dal datore di lavoro richiedente.

Il datore di lavoro, per ottenere il pagamento in forma dilazionata, deve presentare un’istanza che comprenda tutti i crediti contributivi accertati alla data di presentazione relativi a tutti i rapporti di lavoro domestico di cui è titolare.

La procedura prevede:

- l’acquisizione della scheda istruttoria;

- la stampa della scheda per l’accoglimento dell’istanza;

- l’emissione e la stampa del piano di ammortamento per la successiva sottoscrizione da parte del datore di lavoro.

Sono, inoltre, disponibili le funzioni di definizione per “Mancata sottoscrizione del piano di ammortamento”, “Reiezione” ed “Estinzione anticipata”.

Con successivo messaggio sarà comunicato il rilascio della funzione di “Revoca”.

Il pagamento dilazionato può essere concesso fino ad un massimo di 24 mensilità sempreché l’importo della rata non sia inferiore a 100 euro.

Viene ricordato che:

- la definizione della domanda deve avvenire entro 15 giorni dalla data di presentazione;

- la sottoscrizione del piano di ammortamento deve avvenire entro 10 giorni dalla delibera di accoglimento;

- il pagamento della prima rata deve essere effettuato prima o contestualmente alla sottoscrizione del piano di ammortamento.

Necessita il rigoroso rispetto dei tempi di definizione delle domande di rateazione e dell’utilizzo, in via prioritaria, del fax per la notifica del provvedimento di accoglimento.

Eventuali versamenti effettuati successivamente alla presentazione della domanda verranno considerati come partite a credito del datore che, in assenza di altri debiti, potranno essere utilizzati in compensazione con i contributi/debiti correnti. Analogamente verranno considerati i versamenti pervenuti dopo la notifica del piano di ammortamento di importo diverso da quello delle rate calcolate.

Dilazioni ai sensi dell’art. 1-ter Legge n. 102/2009

L’art. 1-ter della Legge 102/2009 ha disposto che, i datori di lavoro che si sono avvalsi della possibilità di far emergere lavoratori extracomunitari in Italia senza permesso di soggiorno, possano versare i contributi dovuti per questi lavoratori per periodi antecedenti il 1 aprile 2009, nei limiti della prescrizione.

Pertanto, a breve, verrà rilasciata la possibilità di inserire le domande di rateizzazione presentate a seguito di questa particolare regolarizzazione e che, per effetto della normativa, possono usufruire di un pagamento dilazionato fino ad un massimo di 36 rate con interessi di dilazione diversi a seconda del numero di rate richiesto.

Questa tipologia di dilazione, per le sue caratteristiche esclusive, non può essere cumulabile con altre.

Cartelle di pagamento per la gestione separata

In precedenza, l’Inps, con il messaggio n. 11400 del 05.07.2012, ha comunicato che sono in corso delle elaborazioni centralizzate, al termine delle quali saranno formati gli avvisi di addebito, con valore di titolo esecutivo, dei crediti presenti nell’archivio recupero crediti della gestione separata Inps - Committenti. Il recupero interessa i crediti della Gestione separata che sono già stati oggetto di un avviso bonario.

 

7) Somme da restituire al datore di lavoro da parte del lavoratore

La Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, con il parere in materia tributaria, n. 21 del 11.07.2012, si è pronunciato in merito alla questione se il datore di lavoro che procede al recupero di somme indebitamente erogate ai propri dipendenti, deve effettuarlo al lordo o al netto delle ritenute fiscali, previdenziali e assistenziali.

Le somme restituite dal lavoratore

Per il caso di specie, la Corte di Cassazione, con la decisione n. 1464 del 2012 ha stabilito che la ripetizione dell’indebito da parte del lavoratore non può che avere a oggetto le somme da quest'ultimo “percepite”; il datore di lavoro non può pretendere di ottenere la restituzione delle somme al lordo delle ritenute (fiscali, previdenziali e assistenziali), posto che le stesse non sono mai entrate nella sfera patrimoniale del dipendente.

Il rimborso delle ritenute versate

Chiarito, dunque, che il lavoratore deve restituire le somme al netto delle ritenute, viene, tuttavia, segnalato che la Cassazione non affronta specificamente la questione della modalità del rimborso delle ritenute e contributi versati.

Ebbene, la Suprema Corte afferma che il diritto al rimborso spetta in prima istanza al sostituito (lavoratore), il quale, ai fini della ripetizione della stessa, deve fornire la prova di aver subito detta ritenuta, senza dovere, altresì, dimostrare che l'imposta è stata effettivamente incassata dall'erario.

Sempre la stessa sentenza stabilisce (però) che anche il datore di lavoro, come sostituto d’imposta, ha facoltà di richiedere il rimborso dell’indebito, e in questo caso dal calcolo di quanto il prestatore di lavoro dovrà restituirgli per importi retribuitivi indebitamente percepiti dovrà essere esclusa la ritenuta d’imposta già versata all’amministrazione finanziaria.

La sentenza, osserva la Fondazione studi dei CDL, non brilla per chiarezza: Viene, quindi, ritenuto che il principio espresso sia quello del “può chiedere il rimborso colui il quale ha subito con la restituzione della somma, l’impoverimento patrimoniale”.

In altre parole, se il lavoratore ha restituito il netto (ossia la somma che ha materialmente percepito) la richiesta di rimborso delle ritenute va fatta dal datore, viceversa se il lavoratore ha restituito il lordo (avendo percepito l’importo al netto delle ritenute) la richiesta di rimborso delle ritenute va fatta da quest’ultimo. Sembra evidente, comunque, che quando si parla di netto ricevuto dal lavoratore è da intendersi netto da trattenute subite.

Resta il fatto che la quota di contributi a carico ditta non può che essere chiesta a rimborso dal datore di lavoro.

Il Consiglio di Stato (sentenza n. 3984 del 2011), ha affermato che l’amministrazione può provvedere alla richiesta di rimborso direttamente nei confronti del Fisco, allorché ne sussistano le condizioni (in tal senso, anche Consiglio di Stato, 5 febbraio 2001). Sembra al riguardo che dette “condizioni” non possano che sostanziarsi nella circostanza che le somme siano state effettivamente versate all’erario da parte del datore di lavoro e che il lavoratore abbia restituito il netto.

(Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, parere, in materia tributaria, n. 21 del 11.07.2012)

 

8) GERICO 2012: l’Agenzia delle Entrate ha finalmente pubblicato la circolare n. 30 del 11.07.2012 relativa agli studi di settore 2011

La circolare dell’Agenzia delle Entrate, n. 30 del 11.07.2012, relativa agli studi di settore - periodo di imposta 2011, è composta da ben 47 pagine (in formato PDF).

Detta circolare fornisce chiarimenti in ordine all’applicazione degli studi di settore ed, in particolare, per l’utilizzo degli stessi per il periodo d’imposta 2011.

Viene confermato, riguardo al periodo d’imposta in corso alla data del 31.12.2011, l’inutilizzabilità “diretta” dei risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore per l’azione di accertamento nei confronti di:

- società cooperative a mutualità prevalente;

- soggetti IAS;

- soggetti che esercitano in maniera prevalente l’attività contraddistinta dal codice 64.92.01 – “Attività dei consorzi di garanzia collettiva fidi” o dal codice 66.19.40 - “Attività di Bancoposta”.

Inoltre, il Decreto 28.12.2011 ha previsto, per il solo periodo d’imposta in corso alla data del 31.12.2011, tale diverso utilizzo dei risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore anche nei confronti dei soggetti esercenti attività d’impresa, cui si applicano gli studi di settore, per il periodo d’imposta in cui cessa di avere applicazione il regime dei “minimi” e dei soggetti che esercitano in maniera prevalente l’attività contraddistinta dal codice 68.20.02 - “Affitto di aziende” (al riguardo, si vedano i chiarimenti già forniti con la circolare n. 8/E del 16.03.2012.).

Con decreto del MEF 26.04.2012 sono state inoltre approvate, a decorrere dal periodo d’imposta 2011, le integrazioni agli studi di settore, indispensabili per tenere conto degli andamenti economici e dei mercati, con particolare riguardo a determinati settori o aree territoriali, o per aggiornare o istituire gli indicatori di coerenza, compresi quelli previsti dall'art. 10-bis della Legge 08.05.1998, n. 146.

Le novità riguardano:

- i nuovi indicatori di coerenza economica basati su anomalie nei dati dichiarati;

- il nuovo indicatore di normalità economica in assenza del valore dei beni strumentali;

- l’aggiornamento dei valori di soglia per l’indicatore di coerenza “ricarico” per lo studio di settore VM04U;

- l’aggiornamento della “Territorialità dei Factory Outlet Center”;

- le modifiche allo studio VM05U con gli aggiornamenti per le regioni Abruzzo, Campania e Sicilia;

- l’aggiornamento delle analisi territoriali per il comune di Gravedona ed Uniti;

- l’aggiornamento della territorialità del commercio.

I 69 studi approvati con Decreti del 28.12.2011 non si applicano, in fase di accertamento, nei confronti dei contribuenti che dichiarano compensi di cui all’art. 54, comma 1, ovvero ricavi di cui all’art. 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), del TUIR, di ammontare superiore a euro 5.164.569.

Peraltro, è stata approvata con D.M. 13.06.2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale due giorni dopo, la “revisione congiunturale speciale” per il periodo d’imposta 2011, che si è tradotta nell’elaborazione di specifici fattori correttivi e che ha riguardato sia i 69 nuovi studi evoluti per tale annualità che gli altri 137 studi già in vigore.

A seguito di ciò, con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 18.06.2012 sono stati approvati i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2011.

Viene poi evidenziato che, per il periodo d’imposta 2012, gli studi da sottoporre a revisione, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 10-bis della Legge n. 146 del 1998, sono stati individuati con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12.01.2012.

Per gli studi di settore applicabili nel periodo di imposta 2011, ed in particolare

per le nuove versioni degli studi, vengono segnalate le principali novità.

Possibilità di accertamento induttivo nei casi di infedeltà dichiarativa

L’art. 8 del D.L. n. 16 del 2012, che ha modificato la precedente disposizione introdotta dal D.L. n. 98 del 2011, ha previsto la possibilità, per l’Agenzia delle Entrate, di ricorrere all’accertamento induttivo, ai sensi del comma 2 dell’art. 39 del D.P.R. n. 600 del 1973, “in caso di omessa presentazione dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore o di indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti, nonché di infedele compilazione dei predetti modelli che comporti una differenza superiore al quindici per cento, o comunque ad euro cinquantamila, tra i ricavi o compensi stimati applicando gli studi di settore sulla base dei dati corretti e quelli stimati sulla base dei dati indicati in dichiarazione”.

In particolare, il legislatore, sostituendo la lettera d-ter) del secondo comma dell’art. 39 del D.P.R. n. 600/1973, ha previsto che l’omessa presentazione dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore e l’indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti consente ora di ricorrere all’accertamento induttivo, senza subordinare tale possibilità alla condizione che siano irrogabili le altre sanzioni.

Tale condizione è stata eliminata anche con riferimento all’ipotesi di infedele compilazione dei predetti modelli anche se, in quest’ultimo caso, è possibile il ricorso all’accertamento induttivo quando l’infedele compilazione dei predetti modelli comporta una differenza superiore al 15%, o comunque ad euro cinquantamila, tra i ricavi o compensi stimati applicando gli studi di settore sulla base dei dati corretti e quelli stimati sulla base dei dati indicati in dichiarazione.

Viene poi segnalato che il comma 5 del citato art. 8 del D.L. n. 16 del 2012, ha previsto che la modifica normativa si applica con riferimento agli accertamenti notificati a partire dal 02.03.2012.

Gli uffici utilizzeranno ordinariamente la facoltà introdotta dal D.L. n. 16 del 2012, soltanto a partire dal controllo delle dichiarazioni relative al periodo di imposta 2010. Per le annualità precedenti il 2010, laddove il contribuente spontaneamente o a seguito di eventuale invito comunichi correttamente i dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, gli uffici procederanno, qualora se ne ravvisasse l’interesse, con ricostruzioni di tipo analitico o analitico presuntivo evitando, in tali casi, per le ragioni su esposte, il ricorso a metodi di accertamento del tipo induttivo “puro”.

Peraltro, la previsione di cui all’art. 8 del D.L. n. 16 del 2012 non si applica laddove il contribuente spontaneamente, o a seguito di eventuale invito, comunichi correttamente i dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

A tal fine, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza, la predetta comunicazione potrà essere effettuata presentando una dichiarazione integrativa entro i termini previsti dalla normativa.

L’Agenzia delle entrate riporta poi le due seguenti diverse ipotesi di comportamento del contribuente e le relative conseguenze sulle possibilità di effettuare un accertamento induttivo.

Ipotesi 1 (presentazione del modello prima dell’inizio dei controlli)

Il contribuente non presenta il modello studi di settore nei termini ordinari e prima dell’inizio di controlli fiscali (accessi, ispezioni, verifiche, inviti di cui all’art. 32, comma 1, del D.P.R. 600/73, accertamenti) presenta dichiarazione integrativa entro i termini di cui all’art. 43 del D.P.R. n. 600 del 1973 (art. 2 comma 8 del D.P.R. n. 322 del 1998).

In tale caso, se la dichiarazione integrativa è presentata entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale é stata commessa la violazione, le sanzioni sono ravvedibili secondo le regole generali previste dall’art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 1997 (come chiarito con la circolare n. 8/E del 2012).

L’Ufficio non potrà procedere ad accertamento induttivo.

Ipotesi 2 (presentazione del modello dopo l’inizio dei controlli)

Il contribuente non presenta il modello studi di settore nei termini ordinari, ma solo dopo l’inizio di controlli fiscali (accessi, ispezioni, verifiche, inviti di cui all’art. 32, comma1, del D.P.R. 600/73, accertamenti).

In tal caso:

- le sanzioni non sono ravvedibili (come previsto dall’art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 1997);

- l’Ufficio può procedere ad accertamento induttivo ai sensi dell’art. 39 secondo comma del D.P.R. n. 600 del 1973, come modificato dal D.L. n. 98 del 2011 e dal D.L. n. 16 del 2012, poiché al momento dell’attivazione dei controlli il contribuente non ha presentato il modello.

Introduzione di nuovi indicatori di coerenza economica basati su anomalie nei dati dichiarati

Il Decreto 26.04.2012 ha individuato dieci nuovi indicatori di coerenza economica finalizzati a contrastare possibili situazioni di non corretta indicazione dei dati previsti dai modelli degli studi di settore.

Gli indicatori approvati sono i seguenti:

- Incoerenza nel valore delle rimanenze finali e/o delle esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale;

- Valore negativo del costo del venduto, comprensivo del costo per la produzione di servizi;

- Valore negativo del costo del venduto, relativo a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso;

- Valore del costo del venduto, relativo a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso, superiore al valore dei corrispondenti ricavi;

- Presenza anomala di costi o ricavi relativi a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso;

- Mancata dichiarazione delle spese per beni mobili acquisiti in dipendenza di

contratti di locazione non finanziaria in presenza del relativo valore dei beni strumentali;

- Mancata dichiarazione delle spese per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria in presenza del relativo valore dei beni strumentali;

- Mancata dichiarazione del valore dei beni strumentali in presenza dei relativi ammortamenti;

- Mancata dichiarazione del valore dei beni strumentali acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria in presenza delle relative spese;

- Mancata dichiarazione del numero e/o della percentuale di lavoro prestato degli associati in partecipazione in presenza di utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro.

Tali indicatori si applicano già con riferimento agli studi di settore in vigore per

il periodo di imposta 2011.

Tra gli studi compresi nell’ambito di applicazione del primo dei nuovi indicatori di coerenza economica: Incoerenza nel valore delle rimanenze finali e/o delle esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - è presente lo studio VG75U, relativo all’installazione di impianti elettrici, idraulico-sanitari ed altri impianti.

Con riferimento al predetto studio, tuttavia, viene segnalato che, l’attività economica di riferimento potrebbe essere interessata, in particolari circostanze, dalla presenza di giacenze ultrannuali, anche se in misura minore rispetto agli altri studi dell’“area edilizia” (per i quali l’applicazione del predetto indicatore risulta esclusa).

Indicatore “Presenza anomala di costi o ricavi relativi a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso”

Tra gli studi compresi nell’ambito di applicazione del nuovo indicatore di coerenza economica: Presenza anomala di costi o ricavi relativi a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso – vi è lo studio TM87U, relativo al Commercio al dettaglio di altri prodotti.

Al riguardo viene segnalato che tra le attività cui risulta applicabile lo studio TM87U è presente anche quella di “Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari” – codice attività 47.19.90.

Viene poi osservato che tale attività potrebbe essere interessata, in alcune circostanze, dalla presenza di costi o ricavi relativi a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso, come ad esempio la vendita di giornali, tabacchi o anche la vendita di schede e ricariche telefoniche.

Introduzione del nuovo indicatore di normalità economica in assenza del valore dei beni strumentali

La condizione di non normalità legata al predetto indicatore è determinata dalla

presenza di “Beni Strumentali” tra i dati strutturali cui non corrisponde un’indicazione del relativo “Valore dei Beni Strumentali” tra i dati contabili.

Soci amministratori

Analogamente a come è avvenuto per gli studi evoluti per i periodi d’imposta 2009 e 2010, anche per quelli relativi al 2011 è stata introdotta una nuova modalità di stima dell’apporto dei soci amministratori ai fini della determinazione presuntiva dei ricavi basata sugli studi di settore.

Al riguardo, per tali studi, indipendentemente dal rapporto che lega i soci amministratori con la società (collaborazione coordinata e continuativa, ecc.), è stata adottata la metodologia di stima fondata sulle “teste”, normalizzate in base alla percentuale di lavoro svolto, in luogo di quella fondata sulle “spese” sostenute per la remunerazione dell’attività prestata.

La novità riguarda tutti i nuovi studi relativi alle attività economiche dei settori delle manifatture, del commercio e dei servizi.

Applicazione dei modelli misti

Il Modello Lineare Misto è un modello statistico-matematico che permette di interpolare i dati e di descrivere l’andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti. Rispetto al corrispondente modello di regressione lineare multipla, il modello LMM consente l’analisi di osservazioni raggruppate o correlate, utilizzando l’informazione completa legata sia alla suddivisione in gruppi omogenei che a quella di tipo territoriale.

Altri argomenti illustrati nella circolare n. 30 del 11.07.2012

La neo circolare è poi passata all’istruzione di tanti altri argomenti, tra cui:

- I correttivi per la crisi;

- principali novità della modulistica;

- prospetto “Imprese multiattività”;

- spese sostenute di importo non superiore a 1.000 euro;

- novità dei vari quadri (A, F,G, X, Z);

- nuovo quadro V: In particolare, nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2011, è stato introdotto il nuovo quadro V nel quale, barrando la casella posta in corrispondenza dello specifico rigo, il contribuente può indicare se si trova in una delle seguenti condizioni:- esercizio dell’attività sotto forma di cooperativa a mutualità prevalente, ai sensi dell’art. 2512 c.c.; - redazione del bilancio secondo i principi contabili internazionali di cui al regolamento CE n. 1606/2002; - applicazione del regime dei “minimi” nel periodo d’imposta precedente;

- nuove informazioni relative all’attività di compro-oro;

- novità di Unico 2012;

- principali novità di GERICO 2012;

- utilizzo delle risultanze degli indicatori di coerenza in fase di analisi del rischio e attività di controllo;

- comunicazioni di anomalia 2012 (sono state inviate circa 136.000 comunicazioni direttamente ai contribuenti e circa 55.000 segnalazioni a circa 27.000 intermediari);

- inviti a presentare il modello degli studi di settore (sono stati inviati a circa 124.000 contribuenti appositi inviti a presentare il modello degli studi di settore per il periodo d’imposta 2010);

- segnalazione delle cause di non congruità;

- applicazione dei parametri.

 

9) Studi di settore 2012: è inaccettabile il comportamento dell’Amministrazione Finanziaria

AIDC ritiene inaccettabile il comportamento dell’Amministrazione Finanziaria non rispettoso dei diritti dei Contribuenti e dei Professionisti che li affiancano.

Ecco di seguito il comunicato stampa del 11.07.2012 dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti:

Con un comunicato stampa pubblicato nella tarda serata di ieri, abbiamo appreso che “I soggetti che applicano gli studi di settore e che ritengono opportuno adeguarsi ai ricavi o ai compensi stimati sulla base della versione 1.0.2 di GERICO (sempre che gli stessi siano diversi da quelli calcolati con la versione 1.0.1) potranno farlo versando le maggiori imposte dovute per adeguamento entro il termine del 20 agosto 2012 senza il pagamento della maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Questa possibilità, … omissis … è ammessa sulla base dei principi di collaborazione e di buona fede previsti dallo Statuto dei diritti del contribuente”.

Peccato che poi la buona fede e la collaborazione siano state messe un po’ in disparte quando questa mattina – 11 Luglio 2012, ovvero due giorni dopo la scadenza del pagamento delle imposte – l’Agenzia ha pensato di pubblicare, con tempestività svizzera, una Circolare con i chiarimenti riguardanti la disciplina degli Studi di Settore relativi all’anno di imposta 2011.

Riteniamo che questo modo di agire non sia improntato al rispetto né dei contribuenti, che vorrebbero solo avere qualche minima certezza in merito a quando e quanto pagare, né dei professionisti che li assistono, ormai relegati al ruolo di azzeccagarbugli stregoni, sempre più alle prese con versioni software, release e altre amenità informatiche più che con le già cervellotiche interpretazioni di normative sovente lontane da qualsiasi logica economica. E già immaginiamo cosa potrà accadere quando saremo chiamati a spiegare quale sia stata la ragione di aver assolto o fatto assolvere gli obblighi tributari in una data piuttosto che in un’altra.

Non è questo ciò di cui il Paese ha bisogno per affrontare la crisi che ci sta investendo né ci pare sia questo ciò che il Presidente della Repubblica ed il Presidente del Consiglio chiedono che sia fatto dalle persone che si occupano, a vario titolo, della Cosa Pubblica.

(Comunicato stampa del 11.07.2012 diffuso dalla segreteria AIDC)

 

Vincenzo D’Andò