Novità fiscali del 2 luglio 2012: dal 2013 aumenterà l’indetraibilità per i costi delle auto

Pubblicato il 2 luglio 2012



auto aziendali con deduzione fiscale super limitata; oggi scade la rivalutazione delle partecipazioni in società non quotate; diritto annuale al Registro delle Imprese: il MSE conferma la proroga dei versamenti; decreto per la crescita: le modifiche alla legge fallimentare; infrastrutture ed edilizia; le misure in materia di Giustizia; società a responsabilità limitata a capitale ridotto; energia, rifiuti e servizi pubblici locali; trasparenza nella pubblica amministrazione e Agenzia per l’Italia digitale; razionalizzazione delle agevolazioni e credito d'imposta per l'assunzione di personale altamente qualificato; pagamento delle pensioni di importo superiore a mille euro; catasto terreni: nuova versione Pregeo 10

 

Indice:

1) Auto aziendali con deduzione fiscale super limitata

2) Oggi scade la rivalutazione delle partecipazioni in società non quotate

3) Diritto annuale al Registro delle Imprese: il MSE conferma la proroga dei versamenti

4) Decreto per la crescita: le modifiche alla legge fallimentare

5) Decreto per la crescita: infrastrutture ed edilizia

6) Decreto per la crescita: le misure in materia di Giustizia

7) Decreto per la crescita: società a responsabilità limitata a capitale ridotto

8) Decreto per la crescita: energia, rifiuti e servizi pubblici locali

9) Decreto per la crescita: trasparenza nella pubblica amministrazione e Agenzia per l’Italia digitale

10) Decreto per la crescita: razionalizzazione delle agevolazioni e credito d'imposta per l'assunzione di personale altamente qualificato

11) Pagamento delle pensioni di importo superiore a mille euro

12) Catasto terreni: nuova versione Pregeo 10

 

1) Auto aziendali con deduzione fiscale super limitata

Anche dopo l’approvazione definitiva da parte della Camera dei Deputati, avvenuta il 27.06.2012, il testo normativo della riforma lavoro continua a prevedere la riduzione dell’attuale limite del 40% che passa al 27,50%.

L’art. 4, commi 72 e 73, del provvedimento di riforma del mercato del lavoro conferma la riduzione della percentuale di deducibilità dei costi relativi alle auto di imprese e professionisti, prevista già dalla bozza iniziale tra le misure volte a reperire maggiori entrate destinate a confluire nella copertura degli oneri della legge.

Modificando l’art. 164, comma 1, lettera b) del TUIR, viene, dunque, ridotta dal 40% al 27,50% la quota di deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi relativi alle autovetture, agli autocaravan, ai ciclomotori e ai motocicli, che non sono utilizzati esclusivamente come beni strumentali all’attività d’impresa.

Viene inoltre ridotta dal 90% al 70% la percentuale di deducibilità, di cui all’art. 164 della lettera b-bis) del TUIR, prevista per le auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta.

Costo massimo fiscalmente deducibile: Raffronto tra vecchio e nuovo

Mezzi di trasporto

Pre riforma mercato lavoro (limite percentuale deducibilità 40%)

Post riforma mercato lavoro (limite percentuale deducibilità 27,50%)

Autovetture

7.230,39 euro

4.970,89 euro

Autocaravan

7.230,39 euro

4.970,89 euro

Motocicli

1.652,66 euro

1.136,20 euro

Ciclomotori

826,33 euro

568,10 euro

 

Deducibilità immutata per agenti di commercio (resta all’80%)

Confermata, invece, la deducibilità all’80% per i veicoli utilizzati dagli agenti e rappresentanti di commercio, con i medesimi limiti di costo fiscalmente rilevante previsti dall’attuale art. 164 comma 1 lettera b) del TUIR.

 

2) Oggi scade la rivalutazione delle partecipazioni in società non quotate. Entro il 02.07.2012 (il 30 giugno, infatti, era sabato), le persone fisiche, gli enti non commerciali e le società semplici possono procedere alla rideterminazione del costo fiscale delle loro partecipazioni in società non quotate e detenute al di fuori dal regime di impresa alla data del 30.06.2011.

Per aderire all’agevolazione, entro detto termine, è necessario che:
- sia stata redatta e asseverata, da parte di un professionista abilitato (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali oppure revisori legali), la perizia giurata di stima utile alla valutazione del valore delle partecipazioni;
- venga effettuato il versamento di un’imposta sostitutiva del 4% o del 2% sull’intero valore periziato, a seconda che le partecipazioni siano qualificate o meno.

Il regime agevolato in commento è stato riproposto dal DL 70/2011, che ha introdotto alcune significative novità relative al versamento dell’imposta:
- i soggetti che hanno già effettuato una precedente rideterminazione del valore possono detrarre dall’imposta sostitutiva dovuta per la nuova rivalutazione l’importo relativo all’imposta sostitutiva già versata;
- i soggetti che non effettuano la detrazione sopracitata potranno chiedere il rimborso dell’imposta sostitutiva già pagata, ai sensi dell’art. 38 del DPR 602/1973.

 

3) Diritto annuale al Registro delle Imprese: il MSE conferma la proroga dei versamenti

Il differimento riguarda anche ai pagamenti da eseguire con la maggiorazione dello 0,4%.

Il Ministero dello Sviluppo economico, con la nota prot. n. 0148508 resa nota il 28.06.2012, ha confermato l’avvenuto differimento dei termini di versamento delle imposte derivanti dai modelli Unico 2012 e IRAP 2012, disposta dal D.P.C.M. 06.06.2012, che, dunque, si applica anche al diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio per l’iscrizione al Registro delle Imprese.

Il Ministero, peraltro, ha rettificat una propria precedente nota (la n. 0140002 del 19.06.2012) che sembrava escludere dalla proroga i versamenti da eseguire nel mese di agosto con la maggiorazione dello 0,4%.

Ovviamente, la facoltà di avvalersi della proroga compete alle stesse condizioni previste dal citato D.P.C.M. e, quindi:

- a tutti i contribuenti persone fisiche, anche se non soggetti agli studi di settore;
- ai contribuenti diversi dalle persone fisiche, se sono soggetti agli studi di settore.

Si ricorda poi che, in sede di conversione del DL 2 marzo 2012 n. 16 (Decreto “semplificazioni fiscali”) nella L. n. 44/2012, è stato invece “messo a regime” il differimento al 20 agosto dei termini per i versamenti e gli adempimenti fiscali che scadono nel periodo dal 1° al 20 agosto di ogni anno.

Per effetto di ciò, tutte le persone fisiche, anche se non soggette agli studi di settore, possono beneficiare della proroga dei versamenti derivanti dai modelli Unico 2012 e IRAP 2012.

Tali versamenti devono essere eseguiti:

- entro il 09.07.2012 (invece, del 18.06.2012, poiché il 16 giugno cade di sabato), senza alcuna maggiorazione;

- dal 10.07.2012 al 20.8.2012 (in luogo del 18.07.2012, tenuto conto della suddetta proroga a regime per i termini scadenti ad agosto), con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.

Riguardo al diritto camerale annuale, della proroga potranno, quindi, beneficiare tutte le imprese individuali (piccoli imprenditori, artigiani e coltivatori diretti, imprenditori commerciali iscritti nella sezione ordinaria), anche se non soggetti agli studi di settore.

Le società semplici versano nei termini ordinari

In relazione ai soggetti diversi dalle persone fisiche, la proroga interessa i soli contribuenti tenuti ai versamenti risultanti dai modelli Unico e Irap, in scadenza il 18.06.2012, che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
- esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore;
- dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascuno studio di settore, dal relativo decreto di approvazione.

Pertanto, anche riguardo al diritto camerale annuale, possono fruire della proroga tutti i soggetti diversi dalle imprese individuali che soddisfano le suddette condizioni, quali le società di persone e le società di capitali che hanno approvato il bilancio nei mesi di aprile o maggio.

Invece, devono procedere al versamento nei termini originari, ad es.:

- tutti i soggetti diversi dalle imprese individuali che esercitano attività economiche per le quali non sono stati elaborati gli studi di settore (come nel caso degli enti non commerciali);

- le società semplici, agricole e non, iscritte nella sezione speciale del registro, poiché non esercenti attività d’impresa e, come tali, non soggette agli studi di settore.

 

4) Decreto per la crescita: le modifiche alla legge fallimentare

Il D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (cd. decreto per la crescita) ha introdotto alcune rilevanti modifiche alla legge fallimentare volte a migliorare l’efficienza delle soluzioni concordate della crisi e a favorire la continuità aziendale delle imprese ad esse soggette (art. 33).

Come illustrato da Assonime (nota del 28.06.2012), le nuove norme prevedono in particolare:

- La possibilità per il debitore di presentare una domanda di concordato preventivo incompleta, al primo manifestarsi della crisi, e di depositare in un secondo momento il piano e la documentazione prescritta (art. 161, commi 6 e 7 l.f.);

i- una disciplina specifica per conciliare la procedura di concordato preventivo con la continuazione dell’attività aziendale in capo allo stesso titolare o a soggetti terzi (cd. concordato con continuità aziendale o concordato di risanamento, art. 186 bis l.f.). Questa in particolare consente al debitore di prevedere nel piano di concordato una moratoria fino a un anno dall’omologazione per il pagamento dei creditori privilegiati e, salva diversa volontà del debitore, esclude la possibilità di risolvere automaticamente i contratti pendenti a causa dell’ammissione alla procedura di concordato. La stessa disciplina consente, infine – seppur nel rispetto di determinate condizioni – sia la prosecuzione dei contratti con la pubblica amministrazione in corso, sia la possibilità di partecipare a nuove gare d’appalto;

- la possibilità per il debitore di essere autorizzato dal giudice alla sospensione o allo scioglimento dei contratti in corso di esecuzione, salvo il diritto del contraente a un indennizzo equivalente al risarcimento del danno per mancato adempimento (art. 169 bis);

- l’estensione del beneficio della prededuzione dei crediti ai finanziamenti che siano stati autorizzati dal giudice su richiesta del debitore, presentata con la domanda di concordato preventivo, anche se incompleta, oppure con la domanda di omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti o anche con la semplice proposta di accordo; nonché la possibilità per il debitore di essere autorizzato dal giudice a pagare i fornitori strategici per la continuazione dell’attività d’impresa anche se anteriori alla presentazione della domanda di concordato o di omologazione dell’accordo di ristrutturazione (182 quinquies);

- la sospensione degli obblighi di ricapitalizzazione e dello scioglimento della società in perdita in costanza di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 182 sexies);

- la possibilità che il piano attestato ex art. 67, terzo comma, lett. d) sia pubblicato nel registro delle imprese su richiesta del debitore;

- la necessità che il professionista designato dal debitore che attesta la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano di risanamento sia indipendente, e dunque non sia legato né al debitore né ai creditori da rapporti personali o professionali (art. 67, comma 3, lett. d));

- la responsabilità penale del professionista attestatore per il reato di falso in attestazioni e relazioni (art. 236 bis).

Da ultimo, con lo scopo di incentivare il ricorso agli accordi di ristrutturazione dei debiti il decreto ha esteso il trattamento fiscale delle perdite su crediti già previsto per il concordato preventivo anche a questo tipo di accordi (artt. 88 e 101 del TUIR).

Il trattamento fiscale delle sole sopravvenienze attive (art. 88 TUIR) è stato esteso anche ai piani attestati pubblicati nel registro delle imprese.

Il decreto ha, infine, modificato l’articolo 182 bis stabilendo il termine per il pagamento dei creditori estranei all’accordo (120 giorni dall’omologazione per i crediti scaduti o 120 giorni dalla scadenza per i crediti non scaduti alla data dell’omologazione).

 

5) Decreto per la crescita: infrastrutture ed edilizia

Tra le misure urgenti per la crescita previste dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (cd. decreto per la crescita) vi sono alcune disposizioni relative alle infrastrutture e all’edilizia. Assonime, con una nota dl 28.08.2012, ne spiega i tratti essenziali.

L’art. 1 è volto ad agevolare l’emissione e il collocamento di obbligazioni da parte di società di progetto (project bond). In particolare per le obbligazioni emesse nei 3 anni successivi alla data di entrata in vigore del decreto, la norma prevede che: Gli interessi percepiti dal sottoscrittore siano soggetti al trattamento fiscale previsto per i titoli di Stato; il trattamento fiscale degli interessi pagati dal concessionario sui project bond sia equiparato a quello degli interessi pagati sui finanziamenti bancari; le garanzie prestate in relazione alle emissioni di obbligazioni e titoli di debito da parte delle società di progetto sono soggette alle imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa; l’emissione di obbligazioni di progetto sia consentita anche al fine di effettuare operazioni di rifinanziamento del debito precedentemente contratto.
L’art. 2 apporta alcune modifiche alla disciplina del finanziamento delle infrastrutture mediante defiscalizzazione.

La norma interviene sull’art. 18 della legge n. 183/2011 in particolare estendendo l’ambito di applicazione della defiscalizzazione a tutte le opere infrastrutturali realizzate in partenariato pubblico-privato e apportando alcuni aggiustamenti alla disciplina della defiscalizzazione relativa alle opere portuali.
L’art. 3 è volto a superare i problemi connessi alle richieste di modifica al progetto d’opera da parte delle amministrazioni competenti. La disposizione rende obbligatoria la conferenza di servizi preliminare da tenersi sullo studio di fattibilità o sul progetto preliminare posto a base di gara, e specifica che le le indicazioni della conferenza di servizi preliminare possono essere modificate e integrate solo in presenza di significative novità.

Al fine di agevolare la piccola e media impresa, l’art. 4 aumenta al 60% la quota di lavori che i titolari di concessioni assentite prima del 30 giugno 2002 sono tenuti ad affidare a terzi.

Fermo restando l’abolizione delle tariffe professionali e al fine di superare la situazione di assoluta indeterminatezza in cui si sono trovate le stazioni appaltanti per stabilire l’importo da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici relativi ai servizi di ingegneria e di architettura, l’art. 5 ha previsto che i parametri saranno individuati con decreto ministeriale.

A fini di contenimento della spesa pubblica, è tuttavia introdotto un limite massimo: I parametri individuati non possono portare a determinare un importo a base gara superiore a quello derivante dall’applicazione delle previgenti tariffe professionali.

Fino all’emanazione del decreto ministeriale si può ancora fare riferimento alle previgenti tariffe professionali.

L’art. 6 consente ai Comuni di utilizzare i crediti di imposta maturati in relazione ai dividendi distribuiti dalle ex aziende municipalizzate trasformate in società per azioni, per la realizzazione di opere infrastrutturali necessarie per migliorare i servizi pubblici.

Al fine di coordinare una serie di interventi nelle aree urbane, l’art. 12 prevede un nuovo strumento operativo, denominato “Piano nazionale per le città”, predisposto dal Ministero delle infrastrutture e i trasporti.

L’obiettivo del piano è di realizzare in modo coordinato, nuove infrastrutture per la riqualificazione di aree urbane con particolare riferimento a quelle degradate. Una cabina di regia seleziona le proposte di interventi inviate dai comuni e definisce gli investimenti attivabili.

I vari interventi infrastrutturali sono inseriti nel contratto di valorizzazione urbana che regola gli impegni dei vari soggetti pubblici e privati relativamente all’area da valorizzare, prevedendo altresì la revoca dei finanziamenti in caso di inerzia realizzativa.

Nell’ambito delle misure di semplificazione e snellimento dei procedimenti amministrativi, l’art. 13 prevede che, nel caso di segnalazione certificata di inizio attività (articolo 19, legge n. 241/1990), non solo i pareri, ma ogni atto di organi o enti appositi, previsto dalla normativa legislativa o regolamentare, è sostituito da autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni, salvo le verifiche successive degli organi competenti. Con regolamento saranno individuati i criteri e le modalità per l’utilizzo esclusivo degli strumenti telematici ai fini della presentazione della segnalazione/denuncia di inizio attività.

 

6) Decreto per la crescita: le misure in materia di Giustizia

Il D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (cd. decreto per la crescita) ha introdotto alcune importanti modifiche al codice di procedura civile, con lo scopo di migliorare il sistema delle impugnazioni di merito e legittimità per ridurre la durata dei tempi processuali (art. 54).

Le principali novità (spiegate da Assonime in una nota del 28.06.2012) riguardano:

- L’introduzione della possibilità per il giudice competente di dichiarare inammissibile l’appello, con ordinanza succintamente motivata, quando l’istanza non ha una ragionevole probabilità di essere accolta (art. 348 bis c.p.c.). Questa previsione non si applica però nelle cause in cui è previsto l’intervento del P.M. o quando in primo grado si sia fatto ricorso al giudizio sommario di cognizione. Quando è pronunciata l’inammissibilità dell’appello può essere proposto contro il provvedimento di primo grado il ricorso per cassazione nei limiti dei motivi specifici esposti con l’appello;

- la limitazione della possibilità di ricorso per cassazione contro la sentenza di primo grado ai soli motivi di stretta legittimità (n. 1,2, 3, 4, dell’art. 360 c.p.c.) quando l’inammissibilità dell’appello è pronunciata per le medesime ragioni di fatto poste a base della decisione impugnata (art. 348 ter). Tale limitazione si applica anche quando il ricorso per cassazione è proposto contro la sentenza di appello che conferma la decisione di primo grado;

- la sostituzione del motivo di ricorso per cassazione per omessa contraddittoria o insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio (art. 360, n. 5) con il motivo di omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti.

Ulteriori modifiche sono state, inoltre, introdotte alla legge 24 marzo 2001, n. 89 sull’equa riparazione per violazione del termine di durata ragionevole del processo (cd. Legge Pinto). In particolare, il decreto (art. 55) ha stabilito che il termine di durata ragionevole si considera rispettato quando il processo non eccede i tre anni per il giudizio di primo grado, due per il secondo e uno per il giudizio di legittimità. La ragionevole durata dell’esecuzione forzata è stata invece fissata in tre anni, e quella della procedura concorsuale in sei. Sono state, inoltre, previste alcune cause di non indennizzabilità riconducibili alla condotta non diligente o dilatoria o comunque abusiva della parte e sono state introdotte alcune semplificazioni al procedimento per ottenere l’indennizzo.

 

7) Decreto per la crescita: società a responsabilità limitata a capitale ridotto

Il D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (cd. decreto per la crescita) ha introdotto la società a responsabilità a capitale ridotto (art. 44), un’ulteriore forma giuridica societaria semplificata destinata alle persone fisiche che abbiano compiuto 35 anni al momento della costituzione della società. Questo nuovo tipo sociale, dunque, si affianca e non sostituisce la società a responsabilità limitata semplificata introdotta dal D.L. 1/2012.

Lo precisa Assonime nella nota del 28.06.2012, che afferma quanto segue:

L’atto costitutivo della società a capitale ridotto deve essere redatto per atto pubblico e deve contenere le indicazioni previste dall’art. 2463 bis per l’atto costitutivo della s.r.l. semplificata, tra cui in particolare l’indicazione del capitale sociale che deve essere compreso tra 1 e 9.999 euro. Diversamente dalla s.r.l. semplificata gli amministratori della società possono essere scelti anche tra soggetti che non siano soci.

La denominazione di società a capitale ridotto deve essere obbligatoriamente indicata negli atti, nella corrispondenza e sul sito internet della società e alla società si applicano in quanto compatibili le norme della s.r.l. tradizionale.

 

8) Decreto per la crescita: energia, rifiuti e servizi pubblici locali

Il D.L. 22 giugno 2012 n. 83 (decreto per la crescita) contiene alcune disposizioni per lo sviluppo e il rafforzamento del settore energetico nonché per accelerare l’apertura dei servizi pubblici locali

Come illustrato da Assonime, nella nota del 28.06.2012, in materia di semplificazioni di adempimenti per il settore petrolifero, sono introdotte alcune modifiche alla normativa vigente affinchè: Il Ministero dell’Ambiente adotti procedure semplificate per le operazioni di bonifica relative alla rete di distribuzione dei carburanti; per gli impianti di produzione a ciclo continuo e per quelli che rivestono carattere di pubblica utilità o servizio essenziale sia possibile effettuare interventi temporanei di riparazione, anche con attrezzatura in esercizio, purchè siano garantiti standard di sicurezza e sia assicurato il livello di affidabilità richiesto dalle norme tecniche internazionali riconosciute; il rilascio dell’autorizzazione all’importazione nell’Unione europea di prodotti petroliferi finiti sia subordinato all’accertamento del rispetto dei requisiti minimi ambientali, di salute dei lavoratori e di sicurezza corrispondenti agli standard europei, in modo analogo a quanto previsto in sede comunitaria per i biocarburanti (art. 36).

Nell’ambito della disciplina delle gare per la distribuzione di gas naturale (Decreto Legislativo n. 164/2000), l’articolo 37 chiarisce che alle gare per ambito territoriale sono ammesse, senza limitazioni territoriali, le società per azioni, le società a responsabilità limitata, anche a partecipazione pubblica, e le società cooperative a responsabilità limitata, con la sola esclusione delle società, delle loro controllate, controllanti e controllate dalla medesima controllante, che in Italia o in altri Paesi, gestiscono servizi pubblici locali in virtù di affidamento diretto o di una procedura non ad evidenza pubblica. L’esclusione non si applica alle società quotate in mercati regolamentati, alle società da queste direttamente o indirettamente controllate, nonché al socio selezionato con gara e alle società a partecipazione mista, pubblica e privata, costituite secondo quanto previsto dall’art. 4, comma 12 del Decreto Legislativo n. 138/2011. Tale previsione si applica alle gare che saranno svolte dopo le prime gare per ambito che si svolgeranno al termine del periodo transitorio.

La norma chiarisce che le prime gare per ambito saranno aperte alla partecipazione di tutti i soggetti, anche se affidatari diretti di servizi pubblici locali. Per le gare per la distribuzione del gas resta fermo l’obbligo di assumere una parte del personale del distributore uscente.

Inoltre l’art. 37 modifica i criteri di aggiudicazione delle gare per grandi derivazioni d’acqua a uso idroelettrico nonché la durata delle concessioni che è ridotta a vent’anni.

Inoltre la norma disciplina il trasferimento del ramo d’azienda dal concessionario uscente al nuovo aggiudicatario per garantire la continuità gestionale della concessione.

Infine con decreto interministeriale, d’intesa con la Conferenza Stato-regioni sono stabiliti i criteri generali per la determinazione e l’aggiornamento da parte delle regioni di valori massimi dei canoni di concessione ad uso idroelettrico, secondo criteri di economicità e ragionevolezza.

Per i procedimenti di realizzazione di infrastrutture energetiche strategiche, l’art. 38 stabilisce che in caso di mancata espressione da parte delle amministrazioni regionali, il Ministero per lo sviluppo economico ha l’onere di invitare le stesse a provvedere entro trenta giorni, scaduti i quali in presenza di ulteriore inerzia gli atti sono rimessi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la decisone definitiva.

Per quanto riguarda l’attività di stoccaggio, la norma introduce il sistema dell’asta competitiva per l’allocazione dello spazio di stoccaggio di modulazione destinato alle esigenze dei clienti nonché delle ulteriori capacità di stoccaggio di gas naturale disponibili per altre tipologie di servizio.

Inoltre con decreti del Ministero dello sviluppo economico sono determinati i limiti massimi per l’attribuzione a ciascun soggetto o gruppo societario delle capacità di stoccaggio non destinate alle esigenze dei clienti civili e sufficienti a garantire il funzionamento in sicurezza del sistema del gas naturale.

In tema di miniere, l’articolo 40 prevede che le miniere di minerali solidi, che erano state attribuite al patrimonio disponibile delle province, sono trasferite al patrimonio indisponibile delle Regioni. Tale previsione riporta uniformità nella disciplina in materia di miniere, poiché la normativa costituzionale ha attribuito la competenza legislativa e gestionale in materia di miniere alle Regioni.

Nell’ambito delle misure per lo sviluppo urgente, l’art. 53 apporta modifiche alla disciplina dei servizi pubblici locali, prevista dagli artt. 3-bis e 4 del D.L. n. 138/2011. In particolare al fine di semplificare le procedure relative all’approvazione della delibera quadro è previsto che la trasmissione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per il relativo parere è effettuata solo nel caso di attribuzione di diritti di esclusiva se il valore economico del servizio è pari o superiore a 200.000 mila euro annui.

Inoltre qualora l’Autorità non si pronunci nei termini stabiliti, la delibera quadro è adottata dall’ente competente.

Infine per il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica, le relative procedure sono effettuate dagli enti di governo con riferimento unicamente agli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei.

Per consentire delle attività necessarie per la verifica del funzionamento del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, l’art. 52 proroga al 30 giugno 2013 l’entrata in vigore del sistema SISTRI.

 

9) Decreto per la crescita: trasparenza nella pubblica amministrazione e Agenzia per l’Italia digitale

Tra le misure volte a favorire la trasparenza nella pubblica amministrazione, a parere di Assonime (nota del 28.06.2012) l’art. 18 del D.L. 22 giugno 20121 n. 83 (decreto per la crescita) introduce l’obbligo di pubblicare via internet le somme erogate da parte della pubblica amministrazione a imprese e altri soggetti economici.

L’obbligo ha ad oggetto le sovvenzioni, i contributi sussidi e gli ausili finanziari alle imprese, i corrispettivi e i compensi a persone, professionisti e imprese per forniture, servizi, incarichi e consulenze e i vantaggi economici a enti pubblici e privati che superano il valore di 1000 euro annui.

I dati devono essere pubblicati sui siti degli enti obbligati e devono essere di facile accesso e consultazione per tutti i soggetti potenzialmente interessati.

A tale obbligo sono tenute a conformarsi, entro il 31 dicembre 2012, tutte le pubbliche amministrazioni statali, regionali e locali, i concessionari di servizi pubblici e le società a prevalente partecipazione o controllo pubblico.

Dal 1° gennaio 2013 la pubblicazione dei dati sul sito internet costituisce condizione legale di efficacia della concessione o attribuzione e la mancata pubblicazione costituisce causa di responsabilità amministrativa, patrimoniale e contabile.

Nell’ambito delle disposizioni sulla trasparenza nella pubblica amministrazione sono previste misure urgenti per l’Agenda digitale.

L’art. 20 istituisce l’Agenzia per l’Italia digitale per la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana, in coerenza con gli indirizzi elaborati dalla cabina di regia istituita dall’art. 47 del D.L. n. 5/2012, e con l’Agenda digitale europea.

L’Agenzia assicura il coordinamento informatico dell’amministrazione statale, regionale e locale, in attuazione dell’art. 117, comma 2, lettera r) della Costituzione.

In particolare, tra le funzioni attribuite all’Agenzia vi sono quelle di:

a) contribuire alla diffusione dell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, anche mediante l’accelerazione della diffusione delle reti di nuova generazione;

b) elaborare indirizzi, regole tecniche e linee guida in materia di omogeneità dei linguaggi, di procedure e di standard, anche di tipo aperto, per la piena interoperabilità e cooperazione applicativa tra i sistemi informatici della pubblica amministrazione e tra questi e i sistemi dell’Unione europea;

c) assicurare l’uniformità tecnica dei sistemi informativi pubblici destinati a erogare servizi ai cittadini e alle imprese;

d) supportare e diffondere le iniziative in materia di digitalizzazione dei flussi documentali delle amministrazioni, compresa la fase della conservazione sostitutiva.

L’Agenzia svolge anche le funzioni di coordinamento, indirizzo e regolazione affidate a DigitPA dalla normativa vigente, quelle affidate all’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione e le funzioni svolte dal dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Dalla data di entrata in vigore del D.L. n. 83/2011, DigitPA e l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione sono soppresse.

10) Decreto per la crescita: razionalizzazione delle agevolazioni e credito d'imposta per l'assunzione di personale altamente qualificato

Il D.L. n. 83 del 22 giugno 2012 “misure urgenti per la crescita del paese” dispone una riorganizzazione delle agevolazioni (art. 23) attraverso la trasformazione del Fondo per l’innovazione tecnologica (FIT) nel Fondo per la crescita sostenibile e la contemporanea abrogazione di 43 norme di incentivazione – fatta salva la definizione dei procedimenti in corso.

Il Fondo per la crescita sostenibile verrà alimentato, oltre che da quanto già stanziato per il FIT, attraverso gli stanziamenti non ancora utilizzati, le somme restituite o revocate delle agevolazioni abrogate.

A queste risorse, a decorrere dal 2013, si aggiungeranno una parte delle risorse non utilizzate del fondo rotativo (FRI) esistente presso la Cassa Depositi e Prestiti (art. 30).

Lo precisa Assonime in una nota del 28.06.2012, che così prosegue:

L’istituzione del Fondo per la crescita sostenibile mira a concentrare gli interventi agevolativi su tre priorità: Ricerca e innovazione, internazionalizzazione e attrazione di investimenti esteri, rilancio delle aree industriali in crisi.

Decreti emanati dal Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia, individueranno le priorità, le forme e l’intensità di aiuto concedibili.

Per le risorse che confluiranno nel Fondo derivanti da agevolazione per le aree sottoutilizzate verrà mantenuta la destinazione territoriale (85% al Mezzogiorno).

Altri interventi in materia di agevolazioni (artt. da 25 a 29) riguardano: il monitoraggio e i controlli sul corretto utilizzo delle agevolazioni; l’introduzione di una moratoria di un anno per la restituzione delle rate di finanziamento dovute dalle imprese concessionarie di agevolazioni; il riordino della disciplina in materia di riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale complessa; la semplificazione dei procedimenti agevolativi di “Industria 2015”; l’accelerazione della definizione dei procedimenti agevolativi in essere.

Il decreto istituisce inoltre un credito di imposta per l’assunzione a tempo interminato di personale altamente qualificato (art. 24) impiegato in attività di ricerca definite dal comma 3 (ad es. lavori sperimentali aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze). Per beneficiare del credito di imposta è necessario aumentare il numero di dipendenti.

Il credito di imposta sarà il 35% del costo aziendale, con il vincolo di mantenere i posti di lavoro creati per almeno 3 anni e con un limite massimo annuo di 200 mila euro a impresa. Le assunzioni agevolate riguardano laureati in possesso di titolo magistrale in discipline tecniche e scientifiche oppure dottori di ricerca.

Il contributo è concesso nel rispetto del limite di spesa autorizzata: 25 milioni di euro per il 2012 e 50 milioni per il 2013.

 

11) Pagamento delle pensioni di importo superiore a mille euro

Il messaggio Inps n. 10885 del 28 giugno 2012, in relazione alle norme sul pagamento in contanti delle pensioni di importo superiore a mille euro previste dalla legge 214/2011, descrive le modifiche introdotte in materia dalla legge n. 44 del 26/4/2012 (legge di conversione del DL n.16 del 2/3/2012), come quella, ad esempio, prevista nell’eventualità che i beneficiari di trattamenti pensionistici di importo superiore a mille euro non abbiano indicato, entro il termine previsto del 30 giugno 2012, una modalità alternativa alla riscossione allo sportello, in quanto impossibilitati per gravi motivi di salute o provvedimenti restrittivi a recarsi personalmente presso gli uffici bancari o postali: in tal caso, i soggetti delegati alla riscossione possono, in deroga alle norme vigenti, chiedere l’apertura di un conto corrente o di un libretto di risparmio postale intestato al beneficiario. La legge 44/2012, inoltre, prevede anche una fase transitoria di tre mesi a partire dal 1° luglio, durante la quale l’Istituto deve continuare a disporre i pagamenti mensili in attesa che il pensionato effettui la scelta delle modalità alternative alla riscossione in contanti: i pagamenti disposti saranno sospesi da Poste Italiane o dalle Banche, che verseranno le somme in un conto di servizio transitorio, per trasferirle poi, senza oneri per il beneficiario, sul conto corrente o libretto aperto dal pensionato. In caso contrario, le somme accantonate saranno restituite all’Inps una volta decorso il termine del 30 settembre 2012.

(Inps, nota del 28.06.2012)

 

12) Catasto terreni: nuova versione Pregeo 10

Dal 28.06.2012 è disponibile la nuova procedura Pregeo nella versione 10.5, realizzata dall’Agenzia del Territorio in collaborazione con SOGEI e messa gratuitamente a disposizione dei professionisti abilitati alla presentazione degli atti di aggiornamento del Catasto.

Il nuovo sistema di aggiornamento, basato su una più evoluta infrastruttura tecnologica, consentirà ai tecnici di operare direttamente sulle banche dati del Catasto terreni attraverso una procedura automatica, fondata su regole condivise, anche negli orari di chiusura degli uffici.

I controlli a campione che l’Agenzia del Territorio effettuerà attraverso appositi sopralluoghi, anche su queste registrazioni, garantiranno la correttezza delle informazioni acquisite.

Con il Pregeo 10.5, realizzato grazie anche al prezioso contributo degli ordini professionali coinvolti, l’Agenzia prosegue il suo impegno nella semplificazione amministrativa rafforzando l’efficacia, l’efficienza e la trasparenza dei propri servizi.

(Agenzia del Territorio, comunicato stampa del 28.06.2012)

 

Vincenzo D’Andò