La programmazione dei controlli per il 2012

di Fabio Carrirolo

Pubblicato il 12 luglio 2012

grandi contribuenti, medie imprese, piccole imprese e liberi professionisti, no profit... tutte le strategie dell'Agenzia per contrastare l'evasione nel 2012

Aspetti generali

L’attività di programmazione dei controlli fiscali riveste sempre un’importanza cruciale, in quanto consente di tradurre in attività operativa gli indirizzi governativi in materia, svolgendo altresì funzione di garanzia rispetto alla platea dei contribuenti.

A tale riguardo, pensando ai controlli di competenza dell’Agenzia delle Entrate - che comunque svolge le attività di controllo in reciproco coordinamento con la Guardia di Finanza -, si deve rammentare che la base degli stessi risiede negli atti di «alta amministrazione», che discendono dal Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF), ora sostituito dal DFP (Decisione di Finanza Pubblica) in forza della L. 31.12.2009, n. 196.

A questo fa seguito l’Atto di indirizzo del Ministro dell’Economia e delle Finanze, che funge da diretto «supporto» per la determinazione degli obiettivi che sono oggetto delle convenzioni successivamente stipulate con le Agenzie fiscali; a tale convenzione, per l’Agenzia delle Entrate, è allegato un piano, nel quale sono indicate le attività alle quali l’Agenzia si impegna.

A cascata, le indicazioni generali si trasmettono alle articolazioni operative dell’Organismo, ossia alle direzioni regionali – in seno alle quali operano gli uffici grandi contribuenti e antifrode – e provinciali, competenti per la generalità degli altri controlli (mentre gli uffici territoriali si occupano di controlli formali sulle dichiarazioni e di accertamenti sintetici), nonché alle unità speciali con competenza «ultraterritoriale» (è il caso, ad esempio, dell’UCIFI, ufficio orientato al contrasto degli illeciti fiscali internazionali).

Il presente contributo prende in esame i nuovi orientamenti emanati dall’Agenzia con specifico riguardo all’anno 2012, trasfusi nella circolare n. 18/E del 31.5.2012.

 

Le indicazioni preliminari

Nel prendere atto del notevole miglioramento ottenuto nelle attività di controllo che hanno interessato il 2011, evidenzia la circolare che il contrasto dell’evasione richiede ancora un generale incremento sotto il profilo qualitativo, nella prospettiva della «prevenzione dei fenomeni di evasione più pericolosi e diffusi», dalla quale deriverà «il sempre più necessario allargamento delle basi imponibili dichiarate».

In tale cornice, occorrerà perseguire, secondo l’Agenzia:

  • un’approfondita analisi delle realtà territoriali di riferimento;

  • il controllo dei comportamenti evasivi che si prestano a essere sistematicamente reiterati (tra i quali l’omessa contabilizzazione di ricavi e compensi);

  • il controllo sul corretto adempimento degli obblighi IVA.

 

Vengono poi tenute ferme le indicazioni di massima contenute nei precedenti indirizzi di programmazione (circolari n. 13/E del 2009, n. 20/E del 2010 e n. 21/E del 2011), con riguardo anche alla distinzione tra attività specifiche (controlli orientati a diverse macrotipologie di contribuenti) e attività trasversali (controlli finalizzati al contrasto di particolari rischi, che possono riguardare trasversalmente varie tipologie di soggetti).

 

I grandi contribuenti

A proposito delle imprese di più rilevante dimensione – c.d. grandi contribuenti – si rammenta che l'art. 27 del D.L. n. 185/2008, convertito dalla L. n. 2/2009, ha previsto l'attivazione di un sistema di controlli sistematico alle imprese con volume di affari o ricavi superiore a 300 milioni di euro, ridottosi gradualmente fino alla soglia attuale di 100 milioni di euro.

Per il comparto dei grandi contribuenti, secondo quanto affermato nella circolare il 2012 rappresenta un anno in continuità con il precedente triennio, caratterizzato da miglioramenti qualitativi e quantitativi con riferimento al recupero a imposizione.

A partire dall’anno in corso, secondo le previsioni del decimo comma del predetto art. 27 del D.L. n. 185/2008, l’attività di tutoraggio (individuazione / elaborazione delle caratteristiche di ogni soggetto, in funzione di programmazione e preventiva rispetto ai controlli) deve riguardare tutti i grandi contribuenti (circa 3.200 soggetti, rispetto ai circa 2000 tutorati nel 2011).

In tale sede, è raccomandato il monitoraggio attento dei fenomeni segnalati in ambito OCSE, quali la pianificazione fiscale aggressiva attuata anche su scala internazionale, le politiche di utilizzo strumentale di perdite fiscali, le forme di arbitraggio basate sullo sfruttamento di strumenti finanziari complessi, anche da parte dei soggetti IAS, e le politiche legate ai prezzi di trasferimento non in linea con il principio del valore normale.

A tale riguardo, occorrerà considerare se, avendo i contribuenti aderito al regime degli oneri documentali (di cui all’art. 26 del D.L. 31.5.2010, n. 78, convertito dalla L. 30.7.2010, n. 122; cfr. anche il provvedimento attuativo del 29.9.2010), si siano impegnati a rendere trasparente il processo di determinazione dei prezzi delle proprie transazioni infragruppo.

L’Agenzia può altresì tener conto, quali sintomi di un atteggiamento positivo e tendenzialmente trasparente, di forme di spontanea comunicazione di dati e fatti rilevanti («ad esempio, nel caso in cui il contribuente, anche mediante l’utilizzo del nuovo canale di posta elettronica certificata dedicata ai grandi contribuenti, fornisca spontaneame