La compilazione del quadro RE


Premessa generale

Nel quadro RE vanno indicati i redditi da lavoro autonomo derivanti dall’esercizio di arti e professioni in base a quanto disposto dall’art. 53 del TUIR. I redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente vanno dichiarati nel quadro RL in quanto redditi diversi. Il quadro RE deve essere quindi compilato:

– dagli esercenti arti e professioni obbligati alla tenuta delle scritture contabili;

– dai soggetti che hanno aderito al regime agevolato delle nuove iniziative di cui alla legge n. 388-2000;

– dai soggetti che hanno percepito redditi di lavoro autonomo per prestazioni di volontariato o cooperazione rese ad organizzazioni non governative riconosciute di cui alla legge n.49-1987;

– da parte di ricercatori che, residenti non occasionalmente all’estero, vengono a svolgere la loro attività in Italia (ai sensi della legge n.269-2003 si ricorda che tali compensi sono imponibili nella misura del 10% per l’anno in cui il ricercatore diviene residente fiscalmente in Italia e per i due periodi d’imposta successivi); il D.L. n. 185-2008 e il D.L. 78-2010 hanno esteso tali agevolazioni anche ai docenti;

– dai soggetti in possesso dei requisiti previsti di cui alla Legge n.238-2010 che dopo essere rientrati in Italia dopo un’esperienza all’estero hanno avviato un’attività (professionale o d’impresa) nel nostro Paese. L’agevolazione in questione prevede per le lavoratrici una riduzione del reddito pari all’80% e per i lavoratori una riduzione pari al 70%.

 

Non devono compilare il quadro RE i professionisti che hanno optato per il regime dei minimi in quanto tenuti alla compilazione del quadro CM.

Per la determinazione del reddito da quadro RE vale il principio di cassa fatta salva l’applicazione delle seguenti deroghe:

ammortamenti: vengono dedotte le quote di ammortamento a prescindere dall’effettivo pagamento del bene;

canoni di locazione finanziaria: si applica il criterio di competenza;

quote Tfr: si deduce la quota annua di competenza indipendentemente dal pagamento.

 

LA TASSAZIONE IN CASO DI DECESSO DEL PROFESSIONISTA

In caso di decesso le lavoratore autonomo si possono avere le seguenti casistiche:

fatture emesse dal professionista prima della morte e non ancora incassate: il cliente deve pagare la parcella agli eredi in base alle rispettive quote spettanti (non si applica la ritenuta del 20%) che in seguito provvederanno alla relativa compilazione del quadro RM sezione IV;

decesso del professionista senza emissione della fattura: gli eredi dovranno emettere una ricevuta non soggetta ad Iva per la quota spettante e il cliente dovrà provvedere al pagamento assoggettando l’imposto alla ritenuta del 20% a titolo di acconto; gli eredi dichiareranno tale importo nel quadro RM con possibilità di optare per la tassazione separata o ordinaria.

 

ANALISI DEI PUNTI PRINCIPALI DEL QUADRO RE

– Rigo RE 1: è presente una nuova casella 4 che deve essere compilata dai contribuenti non soggetti alla compilazione INE: si tratta in sostanza di coloro che determinano il reddito in modo forfettario (tali soggetti sono esonerati anche dalla compilazione degli studi);

– Rigo RE 2: in colonna 2 vanno indicati i compensi lordi al netto del contributo previdenziale, al netto dell’Iva e di ogni rimborso per spese anticipate; va invece sommato il contributo del 4% relativo alla gestione separata INPS; in colonna 1 vanno indicati i redditi convenzionali percepiti da organizzazioni non governative riconosciute di cui alla legge n.49-1987 (le tabelle convenzionali sono deliberate per decreto);

– Rigo RE 3: nel rigo altri proventi vanno indicati: proventi incassati in sostituzione dei redditi derivanti da attività professionali (esempio indennità maternità), le indennità anche in forma di risarcimento assicurativo (ad esempio risarcimento danni), interessi moratori e per dilazione di pagamento inerenti l’attività professionale, corrispettivi percepiti per la cessione della clientela. A questo proposito risulta d’obbligo ricordare che i corrispettivi derivanti dalla cessione della clientela possono essere assoggettati alla tassazione separata se percepite in unica soluzione. In effetti in presenza di più rate,percepite in diversi periodi di imposta, il corrispettivo deve essere tassato in via ordinaria nel quadro RE anche se il professionista ha cessato l’attività lavorativa (per questo motivo il professionista, fino al completamento delle operazioni di riscossione, deve conservare aperta la partiva Iva);

– Rigo RE 4: vanno indicate le Plusvalenze patrimoniali (realizzate a titolo oneroso,in forma assicurativa o per consumo personale) riferite ai beni acquistati dopo il 04 luglio 2006 e . se riguardanti beni immobili strumentali, quelle relative ai beni acquistati nel 2007,2008 e 2009. Non formano Plusvalenze quelle derivanti da oggetti d’arte, antiquariato e collezione;

– Rigo RE 5: vanno indicati i compensi non registrati nelle scritture contabili (e anche quelli derivanti dall’adeguamento ai parametri/studi di settore). Si ricorda che l’adeguamento ai parametri non è soggetto a sanzione mentre quello agli studi si settore può essere soggetto ad apposita sanzione del 3% da pagare entro il versamento del saldo con il codice tributo 4726 (la sanzione si applica quando l’ammontare dell’adeguamento supera il 10% dei compensi annotati nelle scritture e riguarda solo i contribuenti soggetti ai vecchi studi – per i nuovi studi o per quelli revisionati in effetti l’adeguamento è gratuito); la maggiorazione del 3% deve essere indicata al rigo RE 5 colonna 2;

– Rigo RE 7: vanno indicate le quote di ammortamento annuali e il costo dei beni inferiori al milione; per i beni promiscui va indicato il 50%. Per il professionista non rileva l’effettiva utilizzazione del bene, non viene tenuto in considerazione il ragguaglio ad anno e nel primo esercizio non vi è l’obbligo di dimezzare l’aliquota ministeriale (è comunque possibile calcolare quote inferiori al 50%); al fine della compilazione vanno tenute in considerazione le normative fiscali in materia di ammortamenti di autoveicoli (limite 40 % con massimale euro 7230,40 e massimo un automezzo) e le limitazioni di deducibilità in materia ad esempio di telecomunicazioni (cellulari 80 %);

– Rigo RE 8: vanno indicati i canoni di locazione finanziaria di competenza dell’anno (tenendo presenti le limitazioni fiscali di cui al rigo precedente);

– Rigo RE 9: vanno indicati i canoni di locazione non finanziaria o i canoni di noleggio e in caso di uso promiscuo va indicato il 50 % , l’80 % per la telefonia e con i seguenti limiti per gli autoveicoli: auto massimo detraibile euro 1446,08, motocicli massimo detraibile euro 309,88 e per i ciclomotori massimo detraibile 165,27;

– Rigo RE 10: vanno indicate le quote di ammortamento per i beni immobili strumentali (solo se acquistati nel 2007-2008 e 2009); ai fini del calcolo deve essere scorporato il valore del terreno;

per gli immobili di proprietà utilizzati promiscuamente è deducibile il 50 % della rendista catastale, sono deducibili i canoni di affitti pagati per l’immobile utilizzato esclusivamente in modo strumentale, è possibile dedurre il 50% del canone di affitto in caso di uso promiscuo e quando il contribuente non disponga nello stesso Comune di altro Immobile, vanno poi considerate le spese per canoni di leasing strumentale ( contratti stipulati dal 01 01 2007 al 31 12 2009 ). Possono essere dedotte le spese di ammodernamento e manutenzione per i beni con utilizzo esclusivamente strumentale nel limite del 5 % del valore dei beni ammortizzabili esistenti all’inizio del periodo d’imposta e l’eccedenza sarà deducibile nei 5 esercizi successivi;

le spese di ammodernamento e manutenzione per gli immobili utilizzati in modo promiscuo sono deducibili nella misura del 50% a condizione che le stesse non siano di tipo incrementativo;

 

– Rigo RE 11: si indicano le retribuzioni effettivamente corrisposte al lordo dei contributi ; le retribuzioni di dicembre 2011 sono deducibili solo se pagate entro il 31 12 2011 oppure costituiranno un costo 2012; le quote di Tfr vanno indicate per competenza; il professionista non può dedurre i compensi erogati ai familiari (coniuge e figli minori) corrisposti per attività di lavoro dipendente a di lavoro autonomo occasionali (rimangono deducibili i soli contributi previdenziali versati);

– Rigo RE 12: compensi corrisposti a terzi ovvero: spese per il commercialista (anche se coniuge), compensi corrisposti a società di servizi ecc.;

– Rigo RE 14: nei consumi vanno indicati: 80% spese telefonia, consumi di energia, non vanno indicati i carburanti per la trazione di autoveicoli;

– Rigo RE 15: le spese alberghiere devono essere indicate al 75 % e nel limite del 2% dell’ammontare dei compensi (non vanno considerate le eventuali plusvalenza dichiarate); l’ammontare delle spese addebitate al committente sono interamente deducibili e pertanto non soggette alla doppia limitazione di cui sopra;

– Rigo RE 16: le spese di rappresentanza sono deducibili nel limite dell’1% dell’ammontare dei compensi . In tale categoria di spesa rientrano i beni destinati ad essere ceduti gratuitamente,oggetti d’arte e di collezione e gli omaggi;

– Rigo RE 17: va indicato il 50 % delle spese di partecipazione a convegni e corsi di aggiornamento (sono comprese le spese di alberghiere relative nel limite del 75%);

– Rigo RE 18: minusvalenze relative a beni strumentali in relazione a beni acquistati a far data dal 4 luglio 2006 (stessi criteri applicabili alle Plusvalenze);

– Rigo RE 19: nella voce altre spese vanno indicate: le spese al 40% per i carburanti, le spese per assicurazione e bollo auto sempre al 40%, il 10 % dell’Irap versata, assicurazioni rc, spese manutenzione, le altre spese inerenti l’attività professionale (da indicare al 50 % in caso di uso promiscuo);

– Rigo RE 22: deve essere barrato dai soggetti che si trovano nel regime delle nuove iniziative il cui reddito è soggetto all’imposta sostitutiva del 10%. Tali soggetti sono anche esonerati dall’obbligo di subire la ritenuta d’acconto (art. 13 Legge n.388-2000).

 

16 luglio 2012

Celeste Vivenzi


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