Il quadro dei crediti d’imposta

di Massimo Pipino

Pubblicato il 4 luglio 2012

un riassunto dei crediti d'imposta utilizzabili dall'imprenditore in Unico 2012 con obbligo di inserimento in dichiarazione (quadro RU)

Nell’ambito del quadro RU del modello UNICO PF 2012 trova spazio l’indicazione dei crediti d’imposta concessi alle singole imprese da specifiche norme, concepite dal legislatore con l’obiettivo di fornire loro agevolazioni e sgravi fiscali; in questa sede si provvederà a delineare il funzionamento generale del quadro e mentre nell’ambito di prossimi interventi si provvederà a descrivere le diverse sezioni che lo compongono.

In primo luogo è necessario premettere che, in linea di massima, tali crediti:

 

  • possono essere utilizzati per operare la compensazione orizzontale, secondo quanto viene previsto dal D.Lgs. n. 241/1997 “Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni”, oltre che in compensazione e riduzione di imposte dovutr e di ritenute, se specificatamente individuate dalla disposizione istitutiva del credito medesimo;

  • non danno diritto al rimborso, anche qualora non siano stati completamente utilizzati;

  • non concorrono a formare il reddito imponibile.

 

Nel caso in cui sia abbia un utilizzo in compensazione di crediti d’imposta inesistenti il fatto comporta una sanzione che va dal 100% al 200% dell’importo indebitamente fruito, così come è previsto dal D.L. n. 185/2008, articolo 27, comma 18, convertito in Legge n. 2/2009. Inoltre, a far data dall'11 febbraio 2009 nel caso i cui si verifichi un utilizzo di crediti non esistenti per un ammontare annuo superiore ad euro 50.000,00 la sanzione applicata sarà pari al 200% dell’importo indebitamente fruito.

In ogni caso il contribuente può sanare la propria posizione, tramite l'utilizzo dell'istituto del ravvedimento operoso, provvedendo al versamento dell’importo indebitamente utilizzato entro il termine di 30 giorni dalla data in cui si è verificata la violazione oppure entro il termine della presentazione della dichiarazione dei redditi dell’anno in cui la violazione è stata commessa.

Per quanto riguarda l’utilizzo dei crediti d’imposta l’articolo 1, commi da 53 a 57 della Legge n. 244/2007, Finanziaria 2008, ha previsto che possano essere portati in compensazione nel

limite massimo annuo di euro 250.000,00, anche in deroga alle disposizioni specifiche ldelle norme che li hanno istituiti. L’eventuale importo in eccesso rispetto a questo limite può essere riportato e compensato in annualità successive alla sua formazione, anche oltre il limite temporale che può essere previsto dalla normativa che lo disciplina; in questo caso può essere riportato nelle due annualità successive, fermo restando il limite annuo, e per l’intero importo residuo a decorrere dal terzo anno successivo.

Un semplice esempio pratico può chiarire meglio questo meccanismo: si ipotizzi che nell’anno 2011 sia sorto un credito d’imposta pari ad euro 1.080.000,00 (per semplicità si ipotizza che negli anni successivi al 2011 non sorgano ulteriori crediti d’imposta) di cui:

 

  • nell’anno 2011 potrà essere portata a compensazione una somma pari fal limite di euro 250.000,00, rinviando ai successivi esercizi la parte eccedente residua, pari ad euro 830.000,00;

  • nell’anno 2012, che sarà il primo anno di riporto del credito, potrà essere portata a compensazione una somma pari a ulteriori euro 250.000,00, rinviando ai successivi la parte eccedente residua, pari ad euro 580.000,00;

  • nell’anno 2013, che sarà secondo anno di riporto del credito, ulteriori euro 250.000,00, potranno essere portati a compensazione rinviando al successivo la parte eccedente residua, pari ad euro 330.000,00;

  • nell’anno 2014, che rappresenta il terzo anno successivo a quello in cui è sorto il credito, potrà essere portato a compensazione l’intero importo residuo pari ad euro 330.000,00 anche se si tratta una somma il cui ammontare sarebbe superiore al limite massimo annuo previsto dalla Finanziaria 2008.

 

L’Amministrazione Finanziaria è intervenuta ha poi ritenuto di intervenire in materia con la Risoluzione n. 9/DF del 03.04.2008, precisando che:

 

ancorchè la legge finanziaria 2008 abbia introdotto un limite annuale specifico all'utilizzo in compensazione dei crediti della specie (fatta eccezione per quelli espressamente esclusi dalla nuova regola, che rimangono utilizzabili senza alcun tetto massimo), tale limite si cumula con quello di carattere generale, fissato a 516.456,90 euro dalla richiamata norma del d. lgs. n. 241 del 1997.

In concreto, avendo riguardo ai primi tre anni di applicazione delle nuove regole (2008-2010), ciò implica che il contribuente, fermo restando il rispetto del limite specifico dei 250.000 euro, potrà comunque effettuare compensazioni di tipo orizzontale per ulteriori 516.456,90 euro e, pertanto, per un importo complessivo pari a 766.456,90 euro.”

 

In alcuni specifici casi il limite massimo annuo di compensabilità non viene applicato, si

tratta di:

 

  • crediti d’imposta per la ricerca industriale e lo sviluppo pre-competitivo, come disposto dalla Legge n. 296/2006, articolo 1, comma 280, Finanziaria per l’anno 2007;

  • crediti d’imposta per l’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive delle aree sottoutilizzate del Sud Italia, previsti dalla stessa Finanziaria 2007 all’articolo 1, comma 271. Per questi crediti il limite massimo annuo non si applica a partire dal 1 gennaio 2010;

  • incentivi per la rottamazione e per l’acquisto, con rottamazione, di autoveicoli e motocicli, previsti dalla Legge n. 248/2007, articolo 29;

  • crediti d’imposta spettanti a titolo di rimborso di contributi anticipati sottoforma di sconto su prezzo di vendita di un bene o di un servizio, ai sensi del D.L. n. 5/2209