Gli studi di settore per l'anno 2011

Con circolare del 11/07/2012 n. 30 la Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate fornito una corposo documento sugli Studi di settore per il periodo di imposta 2011.
In questo nostro intervento focalizziamo la nostra attenzione sulle novità normative introdotte.
 
LA REVISIONE DEGLI STUDI
Innanzitutto, il primo elemento di novità è rappresentato dalla pubblicazione dei decreti del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 28 dicembre 2011 con cui sono stati approvati 69 studi di settore che costituiscono la revisione di altrettanti studi precedentemente in vigore.
In particolare, i complessivi 69 studi interessati dalla revisione riguardano le evoluzioni di:

18 studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture;

17 studi relativi ad attività economiche del settore dei servizi;

6 studi relativi ad attività professionali;

28 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio.

 
La revisione di tali studi è stata effettuata sulla base del programma approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 31 gennaio 2011.
 
L’inutilizzabilità diretta per l’azione di accertamento
L’art. 6 del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 28 dicembre 2011, relativo all’approvazione di 28 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio, ha confermato, con riferimento al periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2011, l’inutilizzabilità “diretta” dei risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore per l’azione di accertamento nei confronti di:

società cooperative a mutualità prevalente;

soggetti IAS;

soggetti che esercitano in maniera prevalente l’attività contraddistinta dal codice 64.92.01 – “Attività dei consorzi di garanzia collettiva fidi” o dal codice 66.19.40 – “Attività di Bancoposta”.

 
Inoltre, tale decreto ha previsto, per il solo periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2011, tale diverso utilizzo dei risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore anche nei confronti dei soggetti esercenti attività d’impresa, cui si applicano gli studi di settore, per il periodo d’imposta in cui cessa di avere applicazione il regime dei “minimi” e dei soggetti che esercitano in maniera prevalente l’attività contraddistinta dal codice 68.20.02 – “Affitto di aziende”.
 
IL D.M. 26 aprile 2012
Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 26 aprile 2012 sono state inoltre approvate, a decorrere dal periodo d’imposta 2011, le integrazioni agli studi di settore, indispensabili per tenere conto degli andamenti economici e dei mercati, con particolare riguardo a determinati settori o aree territoriali, o per aggiornare o istituire gli indicatori di coerenza, compresi quelli previsti dall’art. 10-bis della legge 8 maggio 1998, n. 146.
Le novità riguardano:
a) i nuovi indicatori di coerenza economica basati su anomalie nei dati dichiarati;
b) il nuovo indicatore di normalità economica in assenza del valore dei beni strumentali;
c) l’aggiornamento dei valori di soglia per l’indicatore di coerenza «ricarico» per lo studio di settore VM04U;
d) l’aggiornamento della “Territorialità dei Factory Outlet Center”;
e) le modifiche allo studio VM05U con gli aggiornamenti per le regioni Abruzzo, Campania e Sicilia;
f) l’aggiornamento delle analisi territoriali per il comune di Gravedona ed Uniti;
g) l’aggiornamento della territorialità del commercio.
I 69 studi approvati con decreti del 28 dicembre 2011 non si applicano…

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