Studi di settore 2012: le cause di esclusione

di Mario Agostinelli

Pubblicato il 23 giugno 2012

con la nuova normativa in vigore in materia di studi di settore è molto importante verificare attentamente se si ricade in una causa di esclusione dall'applicazione di tali strumenti

Con l’approvazione dei correttivi per il periodo di imposta 2011, pubblicati in gazzetta ufficiale del 13 giugno 2012, si apre ufficialmente la stagione degli studi di settore. In attesa della circolare dell’Agenzia delle Entrate in fase di elaborazione, contribuenti e professionisti devono fin da subito confrontarsi con le numerose novità introdotte con i decreti emanati nel 2011 e nel 2012.

Le rilevanti modifiche introdotte, con riferimento alle norme di applicazione degli studi di settore, alle norme in materia di sanzioni in caso di omessa o infedele presentazione dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, nonché alle norme che disciplinano il nuovo regime premiale per i soggetti congrui e coerenti, implicano una particolare attenzione dell’analisi delle ipotesi di esclusione e di non applicazione degli studi di settore.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 8/E del 16 marzo 2012, ha fornito importanti precisazioni non solo in relazione alle nuove disposizioni in materia di sanzioni per l’omessa o infedele presentazione dei modelli studi di settore e del regime premiale per i contribuenti congrui e coerenti, introdotte con i DL 98/2011, 138/2011, 201/2011 e DL 16/2012, ma anche con riferimento alle ipotesi di esclusione dall’applicazione degli studi di settore.

Se l’indicazione di cause di esclusione non sussistenti potrà essere causa di applicazione di sanzioni maggiorate e dell’accertamento induttivo puro, appare di assoluto interesse approfondire, in sede di presentazione delle dichiarazioni UNICO 2012, le ipotesi di non applicazione dello strumento di accertamento parametrico.

 

PERIODO DI INIZIO DELL’ATTIVITA’

CAUSA DI ESCLUSIONE DEGLI STUDI DI SETTORE

L’accertamento sulla base degli studi di settore non si applica ai contribuenti che hanno iniziato o cessato l’attività nel periodo di imposta.

Le sopra dette cause di esclusione sono previste dalla lettera b del comma 4 dell’articolo 10 della L. 146/1998.

Con riferimento all’individuazione del concetto di inizio attività l’AE ha fornito un rilevante chiarimento con la circolare 8/E del 16 marzo 2012 precisando al paragrafo 6.1 che, la causa di esclusione dall’applicazione degli studi di settore, legata all’inizio attività nel corso del periodo di imposta, deve essere riferita all’attività svolta nel suo complesso dal contribuente e pertanto si perfeziona nel periodo di imposta in cui il contribuente ha iniziato l’attività di impresa (o di lavoro autonomo).

Come più diffusamente argomentato avanti, l’ufficio precisa che, l’ipotesi per la quale il contribuente che ha avviato l’attività produttiva X contemplata dallo studio di settore Y nell’anno 2008 e nell’anno 2011 avvia una nuova attività K contemplata dallo studio di settore Z, che per entità di ricavi risulta nell’anno 2011 prevalente rispetto all’attività X (già esercitata da anni), non potrà avocare la causa di esclusione di “inizio dell’attività nel periodo di imposta” ben potendo, tuttavia, fruire dell’esclusione riconducibile all’ipotesi prevista per i contribuenti che si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività ai sensi dell’articolo 10 co. 4 lett. c) della Legge 146/1998.

Se quindi il periodo di imposta di avvio delle attività deve essere verificato con riferimento all’attività esercitata nel suo complesso, la verifica della sussistenza della causa di esclusione comporta che la verifica del periodo di imposta di inizio attività deve essere effettuata con riferimento al periodo in cui il contribuente ha in concreto iniziato l’attività di impresa (o lavoro autonomo).

In tal contesto tuttavia appare opportuno esaminare la ricorrete ipotesi in cui l’avvio concreto delle attività avvenga in un periodo successivo rispetto a quello di acquisizione della partita IVA. Potrebbe essere il caso in cui il contribuente abbia acquisito la partita IVA negli ultimi mesi dell’anno (es. il 10 ottobre 2010) per poi in concreto avviare l’attività di impresa nel periodo di imposta successivo (acquisto dei beni strumentali e avvio dell’attività con decorrenza marzo 2011). L’ufficio, a ben vedere non ha mai chiarito il caso sopra esposto ne tanto meno la corretta modalità di rappresentazione tale ipotesi nella dichiarazione dei redditi.

Riprendendo l’esempio proposto, e di cui sopra, si ritiene che una modalità di rappresentazione conforme alle ipotesi di cause di esclusione indicate nei modelli dichiarativi possa essere la seguente:

  • Per il periodo di imposta 2010 indicare la causa di esclusione cod. 1 (periodo di inizio dell’attività) (si veda la tabella codici di esclusione di seguito);

  • Per il periodo di imposta 2011 indicare la causa di esclusione cod. 7 (periodo di non normale svolgimento dell’attività) con raccomandazione di riportare dettagliatamente la circostanza nelle note aggiuntive.

Tale rappresentazione appare conforme all’orientamento maturato in giurisprudenza ed in particolare dalla CTP di bari che ha avuto modo di chiarire che i periodi di imposta di avvio delle attività dell’impresa, tipicamente definiti di start-up, quelli nei quali le attività sono svolte in un contesto di marginalità ed in particolare in condizioni di non normalità economica, non avendo la struttura produttiva raggiunto gli ordinari regimi produttivi e di redditività del settore economico di appartenenza, non costituiscono periodi di normale svolgimento delle attività imprenditoriali e pertanto gli studi di settore non possono trovare applicazione. Solo quando è raggiunto il regime ordinario di produttività del settore economico di appartenenza lo studio di settore potrà trovare applicazione.

Tale conclusione, per altro perfettamente condivisa, porta a ritenere che solo a partire dal periodo di imposta in cui le attività sono a regime lo studio potrà trovare corretta applicazione mentre, con riferimento ai periodi di imposta precedenti, sussiste un’evidente periodo di non normale svolgimento delle attività produttive che è causa di esclusio