Novità fiscali del 25 giugno 2012: proroga dei termini di versamento per l’anno 2012

Pubblicato il 25 giugno 2012



proroga dei termini di versamento per l’anno 2012: nuova rateazione illustrata dalle Entrate; imposta di registro: le Entrate rispondono alle domande dei contribuenti; debiti dello Stato pagati in certificati di credito del Tesoro; rimborsi Iva in tempi stretti; detrazione non subordinata ad indagini del contribuente; regolamento sui parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi professionali; IMU: ravvedimento operoso; locazioni: niente più comunicazione alla Questura; studi di settore non applicabili ai professionisti; antiriciclaggio e lotta al finanziamento del terrorismo: si é chiusa la plenaria GAFI-FATF

Novità fiscali del 25 giugno 2012

 

 

 

Indice:

 

1) Proroga dei termini di versamento per l’anno 2012: nuova rateazione illustrata dalle Entrate 

2) Imposta di registro: le Entrate rispondono alle domande dei contribuenti

 

3) Debiti dello Stato pagati in certificati di credito del Tesoro 

4) Rimborsi Iva in tempi stretti

 

5) Detrazione non subordinata ad indagini del contribuente

 

6) Regolamento sui parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi professionali

 

7) IMU: ravvedimento operoso

 

8) Locazione: niente più comunicazione alla questura

 

9) Studi di settore non applicabili ai professionisti

 

10) Antiriciclaggio e Lotta al finanziamento del terrorismo: Si é chiusa la plenaria GAFI-FATF

 

 

1) Proroga dei termini di versamento per l’anno 2012: nuova rateazione illustrata dalle Entrate

 

Proroga dei versamenti della dichiarazione con effetti anche sui pagamenti rateali dovuti a titolo di saldo e di acconto delle imposte e dell’acconto della cedolare secca.

Il Dpcm del 06.06.2012 ha prorogato il termine di versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi e di quelle in materia di Irap e di dichiarazione unificata annuale, con lo slittamento di tutti i pagamenti delle imposte prima fissati al 16.06.2012.

 

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 69/E del 21.06.2012, ha chiarito il contenuto del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 giugno, precisando in particolare gli effetti sul piano di rateazione.

Per effetto della proroga, il contribuente può scegliere di effettuare i versamenti entro il 9 luglio 2012 (senza nessuna maggiorazione) e dal 10 luglio al 20 agosto 2012 (con una maggiorazione delle somme pari allo 0,40 per cento di interessi).

La proroga riguarda in primo luogo tutte le persone fisiche e, inoltre, tutti i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati studi di settore e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascuno studio.

 

Le rate “riviste” per chi sceglie la proroga

La proroga dei versamenti disposta dal Dpcm incide anche sui versamenti rateali dovuti a titolo di saldo e di acconto delle imposte sui redditi e sul versamento rateale dell’acconto della imposta sostitutiva - operata nella forma della cedolare secca - che segue gli stessi termini di versamento stabiliti per l’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Se il contribuente sceglie di avvalersi della proroga ed intende rateizzare i versamenti, il piano di rateazione dovrà essere rideterminato riducendo il numero delle rate.

In questo caso andrà considerato come inizio della rateazione il termine di versamento prorogato.

Il termine di fine rateazione è il 16 novembre per i titolari di partita Iva e il 30 novembre per i soggetti non titolari di partita Iva.

I versamenti coinvolti. Sono stati prorogati tutti i versamenti delle imposte ordinariamente fissati al 16 giugno 2012, come ad esempio quelli relativi all’imposta sugli immobili e alle attività finanziarie detenute all’estero, l’imposta sulla rivalutazione del valore dei terreni e l’imposta sostitutiva della cedolare secca.

Di seguito le tabelle rielaborate in base alla proroga del Dpcm del 6 giugno 2012, con le scadenze delle singole rate, sia per i non titolari di partita Iva sia per i titolari.

 

UNICO 2012 – NON TITOLARI DI PARTITA IVA

Versamento della 1^ rata
entro il 9 luglio 2012

Versamento 1^ rata, con 0,40%,
dal 10 luglio al 20 agosto 2012

 

Rata

Scadenza

Interessi %

Scadenza

Interessi %

1^

9 luglio

0

20 agosto

0

2^

31 luglio

0,23

31 agosto

0,11

3^

31 agosto

0,56

1° ottobre

0,44

4^

1° ottobre

0,89

31 ottobre

0,77

5^

31 ottobre

1,22

30 novembre

1,10

6^

30 novembre

1,55

=======

===

 

 

UNICO 2012 – TITOLARI DI PARTITA IVA

Versamento della 1^ rata
entro il 9 luglio 2012

Versamento 1^ rata, con 0,40%,
dal 10 luglio al 20 agosto 2012

 

Rata

Scadenza

Interessi %

Scadenza

Interessi %

1^

9 luglio

0

20 agosto

0

2^

16 luglio

0,08

17 settembre

0,29

3^

20 agosto

0,41

16 ottobre

0,62

4^

17 settembre

0,74

16 novembre

0,95

5^

16 ottobre

1,07

=======

===

6^

16 novembre

1,40

=======

===

 


 

2) Imposta di registro: le Entrate rispondono alle domande dei contribuenti

Agevolazione prima casa a prova di separazione. Il bonus non si perde nel caso in cui, in seguito a un obbligo assunto in base all’accordo di separazione o divorzio, uno dei coniugi cede all’altro la propria quota dell’immobile prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto.

Esenti da registro, inoltre, i trasferimenti patrimoniali a favore dei figli, derivanti dall’accordo di “fine matrimonio”, se indispensabili a risolvere la crisi coniugale.

Sono alcuni degli argomenti trattati dalla circolare 27/E del 21.06.2012, con la quale l’Agenzia delle entrate ha fatto il punto sull’imposta di registro, sciogliendo i dubbi su come applicarla correttamente.

Separazione coniugi con esenzione a tutto tondo su accordi patrimoniali pro figli

Trovano l’esenzione da bollo, registro e ogni altra tassa gli accordi patrimoniali stipulati dai coniugi nell’ambito della separazione a favore dei figli, purché siano esplicitamente considerati funzionali e indispensabili a risolvere la crisi coniugale. Quindi, ad esempio, non è tassato l’atto con cui il genitore, in esecuzione di un accordo di separazione consensuale, come proprietario della casa coniugale ne trasferisce al figlio la nuda proprietà. Ciò a patto che il testo dell’accordo di separazione omologato dal tribunale preveda espressamente la funzione “risolutrice” della disposizione patrimoniale.

Prima casa: in caso di separazione, resiste l’agevolazione

La circolare chiarisce che, sempre in caso di separazione, resiste l’agevolazione prima casa, anche se viene ceduta. Il bonus, infatti, non si perde nel caso in cui, in seguito a un obbligo assunto in base all’accordo di separazione o divorzio, uno dei coniugi cede all’altro la propria quota dell’immobile prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto. Ciò indipendentemente dalla circostanza che chi ha ceduto la sua “parte” acquisti o meno una nuova casa. Non solo. L’agevolazione prima casa non decade anche nel caso in cui l’accordo omologato dal tribunale prevede che moglie e marito cedano ad altri la proprietà dell’immobile, con rinuncia da parte di uno dei due a favore dell’altro dell’incasso della vendita. Determina, tuttavia, decadenza dal regime di favore l’ipotesi in cui il regime di favore non continua a valere, è l’ipotesi in cui il coniuge - a cui è assegnato l’intero corrispettivo della vendita - non riacquista entro un anno un altro immobile da adibire ad abitazione principale.

Come applicare il registro su concordato preventivo e ristrutturazione debiti

I decreti di omologa dell’accordo di ristrutturazione dei debiti e quelli sul concordato preventivo scontano l’imposta nella “quota” fissa di 168 euro.

Sono soggetti, invece, all’imposta in misura proporzionale gli atti giudiziari di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti, se costituiscono titolo per trasferire o costituire diritti reali, tra l’altro, su beni immobili o unità da diporto.

Per quanto riguarda il decreto di omologa del concordato fallimentare con intervento del terzo assuntore, che si configura come atto traslativo della proprietà dei beni a favore del terzo assuntore, si applica l’imposta in misura proporzionale.

Al contrario, se il decreto è relativo a operazioni incluse in ambito Iva, il registro è applicato in misura fissa.

Cessione di area non edificabile, la tassazione è influenzata dalla “compensazione edificatoria”

Se una società di capitali acquista da un’altra, della stessa natura, un terreno non edificabile, con l’esplicito intento di cederlo al Comune in cambio di un diritto di cubatura su altra area, di valore corrispondente a quello dell’area ceduta, il trattamento fiscale dell’atto di compravendita tiene conto della natura non edificatoria dell’area.

In particolare, se il contratto consente di distinguere la parte di corrispettivo relativa alla vendita del terreno non edificabile da quella riconducibile alla cessione della futura cubatura nella nuova area, i diversi corrispettivi vanno assoggettati l’uno a imposta di registro nella misura proporzionale dell’8%, l’altro a Iva al 21%. Laddove, invece, non sia possibile fare questa distinzione, l’atto di compravendita sconta il registro nella misura ordinaria dell’8%.

Le cessioni di terreni non edificabili, infatti, rientrano tra le operazioni non considerate cessioni di beni ai fini Iva.

3) Debiti dello Stato pagati in certificati di credito del Tesoro

Al via l’operazione pagamenti dei crediti vantati dalle imprese nei confronti dello Stato. A tal fine, è stato pubblicato sulla G.U. n. 143 del 21.06.2012 il Decreto dell’Economia del 22.05.2012.

Il provvedimento, attuativo del cd. decreto legge liberalizzazioni, consente allo Stato di pagare in titoli di Stato i crediti commerciali da oltre mille euro vantati dalle imprese per la fornitura di beni e servizi alle amministrazioni centrali.

Le aziende interessate dovranno compilare appositi modelli da consegnare all’amministrazione debitrice.

Dal canto suo la Ragioneria dello Stato ha subito diffuso la circolare n. 23 del 21.06.2012, con le relative istruzioni.

 

 

 

 

4) Rimborsi Iva in tempi stretti

Il termine previsto per il rimborso Iva ai non residenti ha carattere perentorio. Lo ha deciso la Corte di giustizia Ue con la sentenza C-294/11 del 21.06.2012.

In altro modo si sono, invece, espressi i massimi giudici italiani per i quali il termine previsto dalla legge avrebbe carattere ordinatorio e non perentorio.

La pronuncia della Corte Ue produrrà effetti immediati sulle domande pendenti e sui contenziosi in corso.

La Corte di giustizia Ue, nella sentenza del 21.06.2012, ha, quindi, stabilito che il termine entro cui presentare la richiesta di rimborso dell’Iva sugli acquisti effettuati in uno Stato membro diverso dal paese in cui sono stabiliti già fissato al 30 giugno dell’anno successivo, ora al 30 settembre, ha natura di decadenza.

 

5) Detrazione non subordinata ad indagini del contribuente

L’acquirente di beni o servizi non risponde delle irregolarità commesse dal fornitore se era in buona fede, se cioè, non era a conoscenza delle irregolarità. Il suo diritto alla detrazione dell’Iva, in presenza di una fattura regolare, non può essere dunque negato dal fisco.

L’Amministrazione finanziaria non può inoltre pretendere che il destinatario, per assicurarsi che non sussistano irregolarità “a monte”, verifichi che l’emittente della fattura abbia la qualità di soggetto passivo, che disponga dei beni stessi e sia in grado di fornirli, e che abbia soddisfatto i propri obblighi di dichiarazione e di pagamento dell’Iva.

Solo le autorità fiscali sono tenute ad effettuare i controlli.

Questi sono dei principi sanciti dalla Corte di giustizia Ue nella sentenza 21.06.2012, nei procedimenti pregiudiziali C-80/11 e C-142/11.

 

6) Regolamento sui parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi professionali

Uno dei passaggi contenuti nel regolamento sui parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi, così come previsto dalla Legge n. 27 del 24.03.2012 (cd. decreto liberalizzazioni), la cui delega scadrà il prossimo 24 luglio, e che è già sul tavolo del Consiglio di stato per il parere di legittimità, prevede che la conciliazione incide anche sui compensi degli avvocati che si vedranno aumentare l’onorario da un minimo del 25% a un massimo del 40% se questa andrà a buon fine.

In arrivo il regolamento sui compensi dei professionisti

In particolare, il ministero della Giustizia ha trasmesso al Consiglio di stato, per il rituale parere di legittimità, uno schema di regolamento formulato in 42 articoli per la definizione dei nuovi corrispettivi dovuti ai professionisti a seguito dell’abrogazione delle tariffe avvenuta con il Decreto Legge n. 1/2012.

Il testo è composto da disposizioni di applicazione generale per tutti i professionisti e da quattro capi specifici per avvocati, commercialisti, notai e professioni tecniche.

Per quanto riguarda i principi di ordine generale, il giudice sarà tenuto al rispetto dei criteri definiti nel regolamento.

Nei compensi da determinare sono escluse le spese di rimborso individuate secondo qualsiasi modalità, compresa quella concordata in modo forfettario, nonché gli oneri e i contributi dovuti a qualsiasi titolo ed i costi degli ausiliari incaricati.

Per quanto riguarda il singolo capo dedicato agli avvocati, è stata inserita la previsione di una remunerazione per fasi e, rispettivamente, per quella relativa allo studio della controversia, per la fase di introduzione del procedimento, per la fase istruttoria, per la fase decisoria e quella esecutiva.

Sul compenso il regolamento prevede un incentivo del 25% nei casi che si concludono con la conciliazione.

Di contro, il corrispettivo viene sottoposto ad un taglio del 50% nei casi di inammissibilità, improcedibilità o infondatezza della domanda.

Riguardo ai commercialisti, la determinazione del compenso viene rapportata alla pratica e, in particolare, al suo valore, natura, importanza, complessità.

Il calcolo del valore complessivo della pratica viene effettuato attraverso dei parametri definiti per 11 particolari attività.

Per i casi di particolare urgenza e/o complessità il compenso viene aumentato del 100% mentre per quelli più semplici si ha una riduzione del 50%.

Per i notai, infine, la definizione del compenso è legata alla previsione di diverse categorie di atti: Quelli relativi a beni immobili, quelli su beni mobili, compresi quelli registrati, gli atti societari e altri atti.

Di regola, il compenso deriva da una percentuale del valore dell'atto e, se uno stesso atto ha per oggetto beni mobili e immobili, dal valore medio relativo è quello degli immobili.

 

7) IMU: ravvedimento operoso

Il primo appuntamento con la nuova imposta municipale sugli immobili (IMU) si è ormai concluso, secondo quanto espressamente comunicato, se l'acconto versato è errato nella determinazione, l’Amministrazione finanziaria non applicherà sanzioni o interessi.

Coloro che, invece, non hanno adempiuto al versamento del 18 giugno, hanno adesso la possibilità di utilizzare l’istituto del ravvedimento operoso nelle sue tre diverse forme: Sprint, breve e lungo.

Il primo, da utilizzare per ritardi non superiori a 15 giorni, consente di regolarizzare la posizione pagando solo lo 0,20% per ogni giorno di ritardo. Con il ravvedimento breve, da eseguire dal 15° giorno fino al 30° giorno successivo alla predetta scadenza del 18.06.2012, é prevista l’applicazione di una sanzione del 3% più gli interessi legali (2,5%) calcolati per i giorni di ritardo.

Infine, mediante il ravvedimento lungo, che consente di regolarizzare la posizione entro un anno dalla commissione della violazione, si applica la sanzione nella misura del 3,75%, oltre agli interessi legali come sopra determinati.

Sia la sanzione, sia gli interessi legati devono essere indicati con il codice tributo dell’IMU non pagata (ad es. per l’IMU prima casa, tali importi confluiscono nel codice 3912).

 

 

 

 

8) Locazione: niente più comunicazione alla questura

Il contratto di locazione registrato non richiede più la comunicazione alla P.S.. Difatti, non è più dovuta la comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza, di cui all’art. 12 del D.L. n. 59/1978, in caso di stipula di contratto di locazione e comodato di immobili, o porzioni di essi, soggetto all’obbligo di registrazione in termine fisso.

E’ quanto dispone l’art. 2 del D.L. n. 79 del 20.06.2012, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 142 del 20.06.2012 in vigore dal 21.06.2012.

L’obbligo di comunicazione alla P.S. era stato introdotto, nel 1978, anche come misura contro il terrorismo, ed era collegato sia alla cessione di proprietà che alla locazione del fabbricato, se di durata superiore ad un mese.

 

Dal 21 giugno scorso, se la locazione e il comodato di un fabbricato, o sua porzione, ad uso abitativo ovvero ad uso diverso dall’abitativo, richiede la registrazione in termine fisso, l’interessato è, dunque, esonerato dall’effettuare la suddetta comunicazione. Vale, quindi, la registrazione del contratto che  assolve all’adempimento.

Inoltre, il medesimo D.L. n. 79/2012 prevede che per i contratti verbali o non soggetti a registrazione in termine fisso, la comunicazione potrà avvenire anche in via telematica, dopo che il ministero dell'Interno avrà predisposto un apposito modello informatico.

L’obbligo rimane in essere per i contratti di locazione stipulati con cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea, anche se è dovuta la registrazione.


9) Studi di settore non applicabili ai professionisti

Applicare lo studio di settore sulle tariffe professionali, visto che queste ora sono praticamente abolite, è quanto meno singolare.

“Ho un dubbio sull’applicazione degli studi di settore ai professionisti” - ha dichiarato Attilio Befera - direttore dell’Agenzia delle Entrate - nel suo intervento al Festival del Lavoro a Brescia.

“In breve termine dovremmo rivedere i diversi elementi puntando più sulla competenza dei singoli professionisti piuttosto che su elementi diversi quali le tariffe, la dimensione dello studio, etc”.

Il massimo dirigente delle Entrate, inoltre, ha sottolineato anche la necessità di porre riparo allo sperpero della spesa pubblica, visto che tale prassi non genera nel contribuente la convinzione che le tasse vadano pagate e che l'evasore vada combattuto.

E’ quanto viene riportato in una nota del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro del 22.06.2012.

 

10) Antiriciclaggio e Lotta al finanziamento del terrorismo: si é chiusa la plenaria GAFI-FATF

Antiriciclaggio e Lotta al finanziamento del terrorismo: a Roma si è chiusa la plenaria GAFI-FATF che termina la Presidenza italiana.

Si é chiusa il 22.06.2012 a Roma la Plenaria del GAFI-FATF - Gruppo d'Azione Finanziaria /Financial Action Task Force – l’organismo intergovernativo che ha per obiettivo la lotta al riciclaggio di capitali e al finanziamento del terrorismo.

La Plenaria romana, che ha radunato, oltre alle delegazioni dei 36 Membri, anche rappresentanti dei gruppi regionali collegati al GAFI-FATF e osservatori internazionali, conclude un intenso anno di Presidenza Italiana iniziato nel giugno 2011, quando il Dott. Giancarlo del Bufalo era succeduto al collega messicano a chiusura della Plenaria di Mexico City.

Approvazione dei nuovi standard internazionali contro il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa, e il rinnovo del mandato del GAFI da parte dei Ministri dei paesi Membri, costituiscono i principali risultati raggiunti nell'anno di presidenza italiana.

"E' stato un onore essere stato scelto quale Presidente del GAFI-FATF.- ha commmentato Giancarlo Del Bufalo - E' un organismo che persegue degli obiettivi strategici per garantire l'integrità, e dunque la stabilità dei mercati finanziari e dell'economia internazionale. Criminalità organizzata, evasione fiscale, corruzione, terrorismo, proliferazione di armi di distruzione di massa sono alcune delle principali minacce che il GAFI si propone di combattere. Questa missione è perseguita con tenacia attraverso l'intenso e faticoso lavoro delle delegazioni supportate da un prezioso Segretariato. Sono rimasto piacevolmente sorpreso nel verificare che temi in agenda, tanto numerosi quanto complessi, siano trattati da una struttura notevolmente snella, che ancora mantiene l'originale spirito di Task Force".

La Plenaria di Roma si è occupata di:

- definire gli obiettivi del nuovo Round di valutazione dei sistemi di prevenzione del riciclaggio dei paesi membri alla luce delle nuove Raccomandazioni approvate lo scorso febbraio;

- valutare il recepimento delle Raccomandazioni da parte di alcuni paesi e i progressi fatti, al fine di superare le lacune presenti nei loro sistemi per il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Sul sito del GAFI il nuovo elenco delle giurisdizioni considerate ad alto rischio e non cooperative (www.fatf-gafi.org).

- Si è impegnata con i gruppi regionali costituiti sul modello del GAFI per assicurare l'efficace e globale recepimento delle nuove Raccomandazioni e l'omogeneità nei processi di valutazione dell'aderenza dei Paesi a tali standard.

La Presidenza italiana

Durante l'anno della Presidenza italiana - la seconda dalla costituzione di quest'organismo nel 1989 - il GAFI ha conseguito due importanti obiettivi.

E' stato portato a compimento il lavoro di revisione per le nuove 40 Raccomandazioni GAFI-FATF, ovvero gli Standard mondiali per la lotta al riciclaggio, al finanziamento al terrorismo e, da adesso, anche contro il finanziamento della proliferazione di armi di distruzione di massa.

Le Raccomandazioni GAFI-FATF, pur non essendo obbligatorie dal punto di vista giuridico (soft law), hanno finito per imporsi sul piano internazionale. Il G20, la Banca Mondiale, il FMI e il Consiglio di Sicurezza dell'ONU le hanno riconosciute ufficialmente come Standard internazionali e oltre 150 Paesi di tutto il mondo si sono impegnati a rispettarle.

 

Infine, durante gli Spring Meetings di Washington, lo scorso aprile, i Ministri delle Finanze dei paesi membri del GAFI-FATF hanno rinnovato la loro fiducia al lavoro svolto da quest'Organismo e rinnovato il mandato a operare fino al 2020.

Ogni informazione sulle conclusioni della Plenaria sarà pubblicata sul sito ufficiale del GAFI-FATF.

(Ministero dell'Economia e delle Finanze, comunicato stampa del 22.06.2012) 

 

Vincenzo D’Andò