Novità fiscali del 21 giugno 2012: DURC prima di emanare il certificato negativo l’INAIL deve richiedere la regolarizzazione

Pubblicato il 21 giugno 2012



agevolazioni per i veicoli dei disabili: IVA al 4% per l’acquisizione in leasing purché il contratto sia di tipo traslativo; detassazione dei premi di risultato: occorre aumentare i limiti dell’agevolazione; DURC: vietato rilasciare certificato senza prima l’invito alla sua regolarizzazione; l’indennità di disoccupazione non provoca la perdita dello stato di disoccupazione; calcolo della base imponibile Irap: nuovi chiarimenti delle Entrate; spending review: Siciliotti, bene disegno di legge su agenzia delle uscite

 

 

Indice:

1) Agevolazioni per i veicoli dei disabili: IVA al 4% per l’acquisizione in leasing purché il contratto di tipo traslativo

2) Detassazione dei premi di risultato: occorre aumentare i limiti dell’agevolazione

3) DURC: vietato rilasciare certificato senza prima l’invito alla sua regolarizzazione

4) L’indennità di disoccupazione non provoca la perdita dello stato di disoccupazione

5) Calcolo della base imponibile Irap: nuovi chiarimenti delle Entrate

6) Spending review: Siciliotti, bene disegno di legge su agenzia delle uscite

 

 

1) Agevolazioni per i veicoli dei disabili: Iva al 4% per l’acquisizione in leasing purché il contratto di tipo traslativo

Beneficio dell’Iva al 4% per i veicoli dei disabili in leasing, sia per i canoni di locazione corrisposti sia sul prezzo di riscatto.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate con la risoluzione 66/E del 20.06.2012, che estende le agevolazioni previste per l’acquisto anche al contratto di locazione finanziaria, a patto che quest’ultimo sia di tipo traslativo, cioè caratterizzato dalla volontà di riscattare il bene alla fine della locazione.

Cosa fare per beneficiare dell’agevolazione

Per fruire dell’Iva al 4 %, all’atto della stipula del contratto di leasing, devono essere soddisfatte le condizioni già richieste dalla legge in caso di acquisto.

In particolare, per quanto riguarda l’intestazione del veicolo, in caso di leasing è possibile sostituire questo adempimento con l’annotazione sulla carta di circolazione del nominativo del locatario e della data di scadenza del contratto.

La risoluzione precisa, inoltre, che il beneficiario deve presentare alla società di leasing tutta la documentazione per usufruire dell’Iva agevolata. Sarà poi la società a comunicare all’Agenzia delle Entrate tutti i dati dell’operazione.

Decadenza dal beneficio ed emissione di fattura integrativa da parte della società di leasing

Viene poi ricordato che il beneficio decade se il contribuente non mantiene la disponibilità del veicolo per almeno due anni dalla data di stipula del contratto. Nel caso specifico, la società di leasing dovrà emettere una fattura integrativa per il recupero della differenza tra l’imposta dovuta in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione delle agevolazioni stesse.

 

2) Detassazione dei premi di risultato: occorre aumentare i limiti dell’agevolazione

A pochi giorni dall’emanazione del DPCM sulla detassazione dei premi di risultato e degli straordinari sono già numerosi i dubbi applicativi rappresentati da aziende e professionisti.

In tale contesto la Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, con la circolare n. 13 del 19.06.2012, ha fornito i chiarimenti operativi per una corretta gestione del beneficio fiscale anche se sembrano opportune modifiche legislative volte a ripristinare i limiti di reddito agevolati previsti lo scorso anno.

L’art. 26 del D.L. n. 98/2011 convertito in legge n. 111/2011 ha stabilito, per l’anno 2012, che le somme erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato in attuazione di quanto previsto da accordi o contratti collettivi aziendali o territoriali sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e correlate a incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa, collegate ai risultati riferiti all'andamento economico o agli utili della impresa, o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale, sono assoggettate ad una tassazione agevolata del reddito dei lavoratori e beneficiano di uno sgravio dei contributi dovuti dal lavoratore e dal datore di lavoro.

L’art. 33, comma 1 della Legge n. 183/2011 (Legge di stabilità 2012), in attuazione dell’art. 26 del citato D.L. n. 98/2011, ha stabilito che per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2012 sono prorogate le misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro, previste dall’art. 2, comma 1, lettera c), del D.L. n. 93/2008, convertito in Legge n. 126/2008.

La stessa norma ha previsto che l’agevolazione trovi applicazione nel limite massimo di onere di 835 milioni nel 2012 e 263 milioni nell’anno 2013 rinviando ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, il compito di stabilire l’importo massimo assoggettabile all’imposta sostitutiva nonché il limite massimo di reddito annuo oltre il quale il titolare non può usufruire dell’agevolazione.

Con il DPCM 23.03.2012, in attuazione del citato art. 33, per il periodo dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 – e fatte salve possibili modifiche nell’ambito del decreto sviluppo in corso di approvazione - è stato stabilito che le misure trovano applicazione entro il limite di importo annuo complessivo di 2.500 euro lordi, con esclusivo riferimento al settore privato e per i titolari di reddito di lavoro dipendente non superiore, nell’anno 2011, a 30.000 euro, da identificarsi al lordo delle somme assoggettate nel medesimo anno 2011 all’imposta sostitutiva.

Alla luce delle disposizioni citate si pongono una serie di problematiche operative su cui viene effettuata l’analisi.

Il contratto collettivo aziendale e territoriale

Il citato art. 26 del D.L. n. 98/2011 stabilisce che sono agevolate le somme erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato “in attuazione” di quanto previsto da accordi o contratti collettivi aziendali o territoriali “sottoscritti” da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Il presupposto, dunque, affinché sia possibile applicare la detassazione, è la sottoscrizione (quindi la forma scritta) di un contratto collettivo aziendale, ovvero la sottoscrizione o il recepimento (possibilmente in forma scritta) di un contratto collettivo territoriale, entrambi validi per l’anno 2012.

Conseguentemente è possibile detassare solo le somme incentivate maturate ed erogate dopo la sottoscrizione o il recepimento di uno dei contratti collettivi sopra indicati.

Viene posto poi l’ulteriore problema di applicazione della detassazione per le aziende che sono prive di un sindacato interno (presumibilmente le micro aziende).

In questo caso, è comunque possibile detassare le somme incentivate recependo in forma scritta il contratto collettivo territoriale sottoscritto dalle parti sociali individuate dalla norma.

Viene evidenziato che, sulla base dell’ordinario principio contenuto nell’art. 39 della Costituzione, è possibile recepire tale accordo territoriale anche da parte di aziende non iscritte alle organizzazioni firmatarie, purchè sia data espressa adesione (possibilmente in forma scritta) cosi come l’azienda ha presumibilmente effettuato per il contratto collettivo nazionale.

La sottoscrizione di un contratto collettivo aziendale potrà avvenire anche con una sola sigla sindacale purché comparativamente rappresentativa sul piano nazionale.

Ambito di applicazione

Il DPCM rivede i parametri per l’individuazione del lavoratori che possono beneficiare delle agevolazioni fiscali.

Qualora l’azienda avesse già detassato le somme in misura superiore al limite di 2.500 euro, ovvero per soggetti in possesso di un reddito nel 2011 superiore al limite di 30.000 euro, è tenuta al versamento delle minori ritenute effettuate.

Anche sulla base di quanto stabilito lo scorso anno è stata interessata l’Agenzia delle Entrate affinchè tale restituzione possa avvenire senza l’applicazione di sanzioni e/o interessi.

Decorrenza della detassazione

Indipendentemente dal momento in cui è stato emanato il DPCM, è possibile detassare le somme corrisposte successivamente la sottoscrizione o il recepimento del contratto collettivo indicato nel punto precedente.

Pertanto, nel primo mese utile è possibile recuperare la detassazione delle somme incentivante anche per eventuali periodi precedenti il DPCM.


3) DURC: vietato rilasciare certificato senza prima l’invito alla sua regolarizzazione

DURC: Vietato rilasciare certificato d’irregolarità senza aver prima invitato a regolarizzare. L’Inail ridimensiona l’operato scorretto di alcune sedi, lo fa con la nota n. 3760 del 14.06.2012.

DURC: Invito alla regolarizzazione ex art. 7, comma 3, D.M. 24.10.2007

Poiché è stato segnalato il rilascio dell’irregolarità contributiva senza aver prima invitato la ditta alla regolarizzazione, l’Inail ha ricordato che l’art. 7, comma 3, del Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 24.10.2007 ha stabilito che nel caso in cui l’impresa, in sede istruttoria, risulti inadempiente, gli enti previdenziali prima di emettere il certificato attestante l’irregolarità hanno l’obbligo di invitarla a regolarizzare la posizione contributiva, assegnando un termine di 15 giorni.

Pertanto, tranne le ipotesi di richiesta di DURC per verifica di autodichiarazione, l’invito alla regolarizzazione è un atto dovuto per la correttezza del procedimento amministrativo e la successiva legittimità del certificato emesso.

Il rilascio di un DURC irregolare ha delle conseguenze rilevanti, soprattutto nel settore degli appalti, in quanto può essere anche causa di risoluzione del contratto e, dunque, è importante seguire scrupolosamente l’iter previsto per il suo rilascio.

 

 

4) L’indennità di disoccupazione non provoca la perdita dello stato di disoccupazione

L’indennità di disoccupazione non fa perdere lo stato di disoccupazione. Lo ha precisato l’Inps, con il messaggio n. 10378 del 20.06.2012.

Incentivi all’assunzione previsti dall’art. 8, co. 9, Legge n. 407/1990

In relazione all’indennità di disoccupazione e conservazione dello stato di disoccupazione, sono giunte, ai fini del riconoscimento degli incentivi previsti dall’art. 8, co 9, legge 407/1990, richieste di chiarimenti in materia di stato di disoccupazione.

In particolare, si è posto il problema se l’indennità di disoccupazione concorra a formare il reddito rilevante ai fini della perdita dello stato di disoccupazione, poiché l’art. 4 del D.Lgs. n. 181/2000 (aggiornato con le modifiche di cui al D.Lgs. 297/2002) stabilisce che si conserva lo “stato di disoccupazione a seguito di svolgimento di attività lavorativa tale da assicurare un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione”.

A tal fine, l’Inps ha fornito le seguenti precisazioni.

L’art. 4 del D.Lgs. n. 181/2000 dà rilievo all’attività lavorativa effettivamente svolta; non rileva, pertanto, il reddito risultante da indennità di disoccupazione, in quanto non derivante da attività lavorativa.

Per conseguenza, tale reddito non assume rilievo neanche ai fini della valutazione dei requisiti richiesti per l’eventuale fruizione dei benefici contributivi previsti dall’art. 8, co. 9, Legge 407/1990.

Infine, viene rilevatp che la competenza a certificare lo stato di disoccupazione è attribuita ai Centri per l’impiego presso cui il lavoratore ha dichiarato la propria disponibilità a lavorare.

 

 

5) Calcolo della base imponibile Irap: nuovi chiarimenti delle Entrate

Arrivano le nuove linee guida dell’Agenzia sulla determinazione della base imponibile Irap, che vanno a completare il quadro già definito dai precedenti documenti di prassi in materia.

L’Agenzia delle entrate, con la circolare 26/E del 20.06.2012, ha illustrato nel dettaglio, avvalendosi anche di esempi, alcuni casi relativi all’applicazione della disciplina Irap introdotta con la legge n. 244/2007.

Il trattamento dei costi sostenuti per il personale addetto a ricerca e sviluppo e quello della svalutazione per i soggetti Ias adopter sono soltanto alcuni degli argomenti affrontati.

Costi sostenuti per il personale addetto a ricerca e sviluppo

E’ possibile dedurre dal valore della produzione ai fini Irap i costi sostenuti sia per il personale addetto alla ricerca di base sia per quello addetto alla ricerca applicata e allo sviluppo, a patto che venga rilasciata un’attestazione di effettività di tali costi.

L’attestazione, che ha lo scopo di garantire l’effettività dei costi di ricerca e sviluppo e la loro corrispondenza alla relativa documentazione contabile, può essere redatta dal presidente del collegio sindacale o, in sua mancanza, da un revisore dei conti, o da un professionista iscritto negli albi dei revisori dei conti, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali o dei consulenti del lavoro, o dal responsabile del centro di assistenza fiscale.

Trattamento della svalutazione per i soggetti Ias adopter

Per i soggetti che redigono il bilancio secondo i principi contabili internazionali, Ias/Ifrs, i maggiori valori fiscali, derivanti dalla svalutazione irrilevante ai fini Ires, possono assumere rilievo ai fini Irap con le stesse modalità previste per i soggetti che adottano i principi contabili nazionali per la redazione del bilancio.

La circolare precisa che le svalutazioni operate, per essere considerate utili ai fini dell’individuazione delle quote di ammortamento deducibili, devono essere ridotte dell’importo degli incrementi di valore delle attività di bilancio rilevati precedentemente e che non hanno concorso alla formazione del reddito imponibile.

 

 

6) Spending review: Siciliotti, bene disegno di legge su agenzia delle uscite

Il ddl depositato dai senatori Maurizio Fistarol, Nicola Rossi, Maria Leddi e Enrico Musso. Il presidnete del Cndcec: "La revisione della spesa non sarà efficace fino a quando chi deve attuarla non avrà poteri adeguati".

Grande soddisfazione per la formalizzazione in disegno di legge di una proposta che, nata già alcuni mesi fa in seno alla categoria dei commercialisti, era stata rilanciata in modo ufficiale lo scorso 30 maggio, in occasione della Assemblea nazionale dei delegati dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. La esprime Claudio Siciliotti, presidente commercialisti italiani, alla notizia dell’avvenuto deposito al Senato del disegno di legge a firma dei senatori Maurizio Fistarol, Nicola Rossi, Maria Leddi e Enrico Musso, per l’istituzione di una Agenzia delle uscite. Il disegno di legge presentato oggi al Senato va, secondo Siciliotti, nella giusta direzione. “Se è indubbio - afferma- che di disegni di legge sono pieni i cassetti, è vero anche che ormai questi cassetti, e non solo loro, stanno per tracimare e sommergeranno chi non capisse ancora che è arrivato il momento di prendere decisioni concrete”.

L’obiettivo è quello di creare, nel vincolo della invarianza dei costi per lo Stato, un organismo con poteri investigativi, accertativi e sanzionatori sulle dinamiche della spesa comparabili a quelli di cui dispone l’Agenzia delle entrate sul fronte della lotta all’evasione fiscale “nella consapevolezza – spiega Siciliotti - che la lotta alle dissipazioni di risorse pubbliche costituisce nulla più che l’altra faccia della medaglia di un problema che è il medesimo e che nessuna spending review potrà mai essere efficace fino a quando a chi deve curarne il buon esito non verranno attribuiti poteri adeguati”

“Se un titolare di partita IVA non effettua in via telematica, alle prescritte scadenze, le comunicazioni dei dati che gli vengono richiesti dall’Agenzia delle Entrate per una più efficace lotta all’evasione – osserva Siciliotti - è soggetto a rilevanti sanzioni pecuniarie. Cosa succede – chiede il presidente dei commercialisti - al dirigente di un’Amministrazione o di un Ufficio che fornisce dati incompleti o reticenti sugli incarichi dei dirigenti, sul parco autovetture a disposizione o su altre voci che gli vengono richieste ai fini di un puntuale censimento finalizzato ad una più efficace lotta agli sprechi e alle doppie o triple remunerazioni?”

“Sappiamo - prosegue Siciliotti - che se un contribuente è destinatario di un avviso di accertamento, con il quale l’Agenzia delle Entrate contesta un determinato importo di tributi evasi, può fare ricorso alla magistratura tributaria, ma l’accertamento rimane comunque esecutivo per il 30% anche in pendenza di giudizio. Perché – chiede ancora Siciliotti - se Enrico Bondi e la sua task force individuassero nello svolgimento del loro lavoro delle situazioni in cui ritenessero di poter contestare un danno erariale, non dovrebbero poter emettere apposito avviso nei confronti dei soggetti responsabili, lasciando a questi ultimi la possibilità di ricorrere presso la magistratura contabile, ferma restando l’esecutività del 30% degli importi contestati?”

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato stampa del 20.06.2012)

 

 

Vincenzo D’Andò