Novità fiscali del 15 giugno 2012: i rischi penali del fondo patrimoniale

Pubblicato il 15 giugno 2012



mediazione: precisazioni sulla comunicazione per il credito d’imposta; indice dei prezzi al consumo per le rivalutazioni monetarie; prestazioni sanitarie professionali rese alla persona senza prescrizione medica; ultime di fisco dalla Cassazione: no agli studi di settore in presenza di gravi problemi personali, differenze nell’inventario rilevate da documenti esibiti volontariamente(non contano ai fini dell’accertamento fiscale), riclassamento catastale solo se motivato, IRAP professionisti, benefici onlus, basta decreti omnibus; é reato dotarsi di un fondo patrimoniale per nascondere la frode fiscale; disposizioni in materia di contenzioso previdenziale ed assistenziale: pubblicazione degli elenchi nominativi dei lavoratori dell’agricoltura; aggiornato l’Allegato “A” dell’Accordo Amministrativo per l’applicazione della convenzione di sicurezza sociale tra la Santa Sede e l’Italia; pensione ai superstiti

 

 

Indice:

1) Mediazione: precisazioni sulla comunicazione per il credito d’imposta

2) Indice dei prezzi al consumo per le rivalutazioni monetarie

3) Prestazioni sanitarie professionali rese alla persona senza prescrizione medica

4) Ultime di fisco dalla Cassazione (no agli studi di settore in presenza di gravi problemi personali; differenze nell’inventario rilevate da documenti esibiti volontariamente: non contano ai fini dell’accertamento fiscale; riclassamento catastale solo se motivato; Irap professionisti; benefici onlus; basta decreti omnbus)

5) E’ reato dotarsi di un fondo patrimoniale per nascondere la frode fiscale

6) Disposizioni in materia di contenzioso previdenziale ed assistenziale: pubblicazione degli elenchi nominativi dei lavoratori dell’agricoltura

7) Aggiornato l’Allegato “A” dell’Accordo Amministrativo per l’applicazione della convenzione di sicurezza sociale tra la Santa Sede e l’Italia

8) Pensione ai superstiti

 

 

1) Mediazione: precisazioni sulla comunicazione per il credito d’imposta

L’art. 20 del D.Lgs. n. 28/2010 ha prescritto specifici adempimenti necessari per la determinazione della misura del credito di imposta.

In merito, il Ministero della Giustizia, con la nota del 12.06.2012, ha segnalato che:

- è stata già inoltrata a tutti gli organismi di mediazione la richiesta di far pervenire presso la direzione generale della giustizia civile i dati di dettaglio necessari;

- è in atto la predisposizione di un programma informatico che consentirà la compiuta comunicazione a tutti gli interessati dell’importo da potere far valere a titolo di credito di imposta per le indennità corrisposte nell’anno 2011.

Lo stesso Ministero ha, inoltre, informato che nella sezione VI delle istruzioni per la compilazione delle dichiarazioni dei redditi 2012 viene precisato che se la comunicazione (relativa al credito di imposta) è pervenuta in data successiva alla presentazione della dichiarazione dei redditi, il credito di imposta può essere indicato nella dichiarazione relativa all’anno in cui è stata ricevuta la comunicazione.

La mediazione civile e commerciale

La mediazione è l’attività professionale svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa.

Il mediatore

Il mediatore è la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo.

Il mediatore è un professionista con requisiti di terzietà. L’organismo dove il mediatore presta la sua opera è vigilato dal Ministero della giustizia.

Il registro degli organismi di mediazione

La mediazione può svolgersi presso enti pubblici o privati, che sono iscritti nel registro tenuto presso il Ministero della giustizia e che erogano il servizio di mediazione nel rispetto della legge, del regolamento ministeriale e del regolamento interno di cui sono dotati, approvato dal Ministero della giustizia.

Gli ordini professionali

Gli ordini professionali possono costituire organismi di mediazione nelle materie di loro competenza, previa autorizzazione del Ministero della giustizia
Gli ordini forensi possono costituire organismi di mediazione in ogni materia.
I consigli degli ordini degli avvocati possono istituire organismi presso ciascun tribunale avvalendosi di proprio personale e utilizzando i locali loro messi a disposizione dal presidente del tribunale.

Gli organismi degli ordini professionali e delle camere di commercio sono iscritti nel registro del Ministero della giustizia a semplice domanda.

Consob e Banca d'Italia

Nella materia finanziaria e bancaria, il procedimento di mediazione può essere esperito presso gli organismi di mediazione davanti alla Camera di conciliazione della Consob.

Anche il ricorso all’Arbitro bancario e finanziario costituito dalla Banca d’Italia produce analoghi effetti giuridici (assolve la condizione di procedibilità per poter poi rivolgersi al giudice).

Tipi di mediazione

La mediazione può essere:

- facoltativa, e cioé scelta dalle parti

- demandata, quando il giudice, cui le parti si siano già rivolte, invita le stesse a tentare la mediazione

- obbligatoria, quando per poter procedere davanti al giudice, le parti debbono aver tentato senza successo la mediazione.

Mediazione obbligatoria

Dal 21.03.2011 la mediazione é obbligatoria nei casi di una controversia in materia di:

- diritti reali (distanze nelle costruzioni, usufrutto e servitù di passaggio ecc.);

- divisione;

- successioni ereditarie;

- patti di famiglia;

- locazione;

- comodato;

- affitto di aziende;

- risarcimento danni da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Provvedimenti giudiziali urgenti

Anche nei casi di mediazione obbligatoria è sempre possibile richiedere al giudice i provvedimenti che, secondo la legge, sono urgenti e indilazionabili.
Procedimento di mediazione

La mediazione si introduce con una semplice domanda all’organismo, contenente l’indicazione dell’organismo investito, delle parti, dell’oggetto della pretesa e delle relative ragioni.

Le parti possono scegliere liberamente l’organismo. In caso di più domande, la mediazione si svolgerà davanti all’organismo presso cui è stata presentata e comunicata alla controparte la prima domanda.

Una volta avviata la mediazione, il mediatore organizza uno o più incontri mirati alla composizione amichevole della controversia

L’accordo raggiunto con la collaborazione del mediatore è omologato dal giudice e diventa esecutivo

Nel caso di mancato accordo il mediatore può fare una proposta di risoluzione della lite che le parti restano libere di accettare o meno

In caso di insuccesso della mediazione, nel successivo processo il giudice potrà verificare che la scelta dell’organismo non sia stata irragionevole, ad esempio per mancanza di qualsiasi collegamento tra la sede dell’organismo e i fatti della lite ovvero la residenza o il domicilio della controparte.

Mediazione durante il processo

Nel corso del processo le parti, anche su invito del giudice, possono sempre esperire la mediazione.

Durata della mediazione

Il tentativo di mediazione civile ha una durata massima di 4 mesi.

Ogni causa civile ha una pausa iniziale che va dalla notifica della citazione al convenuto alla prima udienza di 90 giorni ed è prassi consolidata che in sede di prima udienza almeno una delle parti chieda un ulteriore rinvio di 80 giorni

La mediazione civile consente di svolgere il tentativo di conciliazione in parallelo rispetto all’avvio della causa in Tribunale e quindi senza aggravio dei tempi della giustizia ordinaria.

Esito della mediazione

L’accordo raggiunto con la collaborazione del mediatore è omologato dal giudice e diventa esecutivo.

Nel caso di mancato accordo il mediatore può fare una proposta di risoluzione della lite che le parti restano libere di accettare o meno.

Proposta del mediatore

Il mediatore deve fare la proposta se le parti concordemente glielo richiedono.

Negli altri casi il mediatore può fare la proposta, se il regolamento dell’organismo lo prevede.

Se la proposta non viene accettata e il processo davanti al giudice viene iniziato, qualora la sentenza corrisponda alla proposta, le spese del processo saranno a carico della parte che ha rifiutato ingiustificatamente la soluzione conciliativa.

2) Indice dei prezzi al consumo per le rivalutazioni monetarie

Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato, si utilizza l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi.

Indice generale

105,6

Variazione percentuale rispetto al mese precedente

-0,1

Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente

+3,0

Variazione percentuale rispetto allo stesso mese di due anni precedenti

+5,8

L’indice TFR del mese di maggio 2012 è stato 1,778846.

(Istat, dati di maggio 2012, nota del 13.06.2012)

 

3) Prestazioni sanitarie professionali rese alla persona senza prescrizione medica

L'Agenzia delle Entrate, rivedendo un precedente orientamento, ha precisato che le spese sostenute per le prestazioni sanitarie rese alla persona dalle figure professionali elencate nel DM 29.03.2001 - dietisti, chiropratici, fisioterapisti, podologi, logopedisti, ortottisti, ecc. - danno diritto alla detrazione del 19% anche se non documentate da una specifica prescrizione medica.

Tuttavia ai fini della detrazione, dal documento di certificazione del corrispettivo rilasciato dal professionista sanitario dovranno risultare la relativa figura professionale e la descrizione della prestazione sanitaria resa.

In particolare, le professioni sono le seguenti:

- podologo;

- fisioterapista;

- logopedista;

- ortottista – assistente di oftalmologia;

- terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva;

- tecnico della riabilitazione psichiatrica;

- terapista occupazionale;

- educatore professionale.

Acquisto di dispositivi medici in erboristeria

L’Agenzia ha, inoltre, concesso il beneficio della detrazione d’imposta anche per i dispositivi medici acquistati in erboristeria.

Viene ammessa la detrazione per i dispositivi medici se:

- dallo scontrino o dalla fattura appositamente richiesta risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico;

- il contribuente è in grado di comprovare per ciascuna tipologia di prodotto per il quale si chiede la detrazione che la spesa sia stata sostenuta per dispositivi medici contrassegnati dalla marcatura CE che ne attesti la conformità alle direttive europee 93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE.

E’, quindi, sufficiente conservare (per ciascuna tipologia di prodotto) la sola documentazione dalla quale risulti che il prodotto acquistato ha la marcatura CE.

Acquisto macchina a ultrasuoni

Adesso, l’Agenzia delle entrate ne consente la detrazione se:

- dallo scontrino o dalla fattura appositamente richiesta risulta il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico;

- sia in grado di comprovare che il dispositivo medico sia contrassegnato dalla marcatura CE che ne attesti la conformità alle direttive europee 93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE.

E’ stato, inoltre, precisato che il soggetto che vende il dispositivo medico può assumere su di sé l’onere di individuare i prodotti che danno diritto alla detrazione integrando le indicazioni da riportare sullo scontrino fiscale/fattura con la dicitura “prodotto con marcatura CE”, con l’indicazione del numero della direttiva CE di riferimento per i dispositivi medici diversi da quelli di uso comune elencati in allegato alla citata circolare n. 20/E del 2011.

In questo caso, il contribuente, in possesso del documento di spesa con le suddette indicazioni, non deve conservare anche la documentazione comprovante la conformità alle direttive europee del dispositivo medico acquistato.

(Agenzia delle Entrate, circolare n. 19/E del 01.06.2012)

 

4) Ultime di fisco dalla Cassazione

Queste sono alcune delle ultime novità in materia fiscale, a seguito di decisioni emesse dalla Suprema Corte:

No agli studi di settore in presenza di gravi problemi personali

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9642 del 13.06.2012, ha stabilito che gli studi di settore possono essere disapplicati e quindi lo scostamento non giustificare l’accertamento fiscale nel caso in cui l’imprenditore abbia avuto gravi problemi personali (come nella caso di separazione e della depressione) che hanno come conseguenza una diminuzione del fatturato.

Basta con i decreti omnibus

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9603 del 13.06.2012, ha detto basta ai decreti omnibus anche in materia fiscale.

Rischiano, infatti, di finire sotto la scure della Corte costituzionale gli emendamenti estranei all’originario decreto legge approvati in sede di conversione.

Differenze nell’inventario rilevate da documenti esibiti volontariamente: Non contano ai fini dell’accertamento fiscale

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9628 del 13.06.2012, ha stabilito che in presenza di differenze inventariali rilevate da documenti contabili non obbligatori non trova applicazione la presunzione di cessione in evasione di imposta.

Restano però ferme le generali regole sull’accertamento con la conseguenza che occorre valutare se tali elementi siano idonei a integrare la gravità, precisione e concordanza.

Riclassamento catastale solo se motivato

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. n. 9629 del 13.06.2012, ha stabilito che il riclassamento catastale di un immobile deve essere adeguatamente motivato.

Se l’Agenzia del territorio si limita ad attribuire una nuova rendita utilizzando espressioni “generiche e adattabili a qualsivoglia situazione di fatto e di diritto” la rettifica è nulla per la carenza di motivazione.

Soltanto il fondatore paga l’Irap

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9692 del 13.06.2012, ha stabilito che il professionista non è tenuto a pagare l’Irap quando la sua attività sia appoggiata ad una struttura gestita da altri.

Solo il fondatore di questa struttura è tenuto al pagamento. La Suprema Corte ha così accolto il ricorso di un medico che lamentava il mancato rimborso dell'Irap per la parte di guadagni percepiti in relazione al suo lavoro in clinica e non mediante il suo studio.

Benefici fiscali alle Onlus

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9688 del 13.06.2012, ha stabilito che le prestazioni di una Onlus devono arrecare beneficio a persone svantaggiate per motivi economici, fisici, psichici, sociali o familiari.

Ma questo concetto va interpretato nel senso che è sufficiente che ricorra anche una sola di queste condizioni e che le prestazioni, seppure fornite dietro pagamento di un corrispettivo, avvengano nel contesto di un soggetto che non persegue il fine di lucro.


5) E’ reato dotarsi di un fondo patrimoniale per nascondere la frode fiscale

La destinazione dei beni allo scopo di sottrarsi al pagamento delle imposte configura, di per sé, il reato, non essendo necessario che vi sia in atto una procedura di riscossione

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21013 del 31.05.2012.

La Corte d’appello ha condannato un imprenditore per il delitto di cui all’art. 11 del D.Lgs. n. 74/2000 per aver costituito un fondo patrimoniale nel quale aveva fatto confluire i diritti di proprietà e i diritti di usufrutto del suo patrimonio immobiliare, al fine di sottrarsi al pagamento di Iva, Irpef e Irap.
Tutto ciò quando la Guardia di finanza aveva già dato avvio a una verifica fiscale nei suoi confronti, ma prima ancora che fosse iniziata la procedura di riscossione.

Avverso la sentenza di condanna, l’imputato proponeva ricorso per cassazione, chiedendone l’annullamento, ma senza successo. In particolare, nel ricorso deduceva che, nel caso di specie, non potevano rinvenirsi gli elementi costitutivi del reato contestato, in quanto la costituzione di un fondo patrimoniale, comune con il coniuge, “non era atto finalizzato ad eludere il pagamento delle imposte; bensì atto teso a tutelare i fabbisogni del proprio nucleo familiare”.

A questo punto, la Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il ricorso proposto, ritenendo processualmente provato che l’imprenditore, unitamente alla moglie, avesse iniziato a far confluire nel fondo patrimoniale i diritti di proprietà e quelli di usufrutto proprio quando la Guardia di finanza aveva dato avvio alla verifica fiscale.

Risultava, pertanto, di tutta evidenzia la sussistenza della volontà dell’imprenditore di frodare il Fisco, sottraendosi al pagamento delle imposte dovute.
Da ricordare che la costituzione di un fondo patrimoniale, che svolge la funzione di destinare particolari beni alla realizzazione dei bisogni e delle necessità familiari, ha come effetto la creazione di un patrimonio soggetto a un vincolo di destinazione, con la conseguenza che:

- i beni non possono essere alienati o ipotecati, se non con il consenso di entrambi i coniugi. Se vi sono figli minori, occorre l’autorizzazione giudiziale che viene accordata solo in presenza di necessità o utilità evidenti (art. 169 c.c.);

- i beni non possono essere aggrediti dai creditori dei coniugi che siano a conoscenza dell’estraneità del debito ai bisogni della famiglia (art. 170 c.c.).

Peraltro, la creazione di tale vincolo di destinazione comporta una deroga, normativamente prevista, alla regola generale enunciata dall’art. 2740, primo comma, c.c., in base al quale “Il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri”.

Il suddetto vincolo riduce inevitabilmente la garanzia patrimoniale spettante ai creditori (tra cui anche l’Amministrazione finanziaria), rappresentata dalla possibilità per gli stessi di soddisfarsi su tutti i beni del debitore.

Ecco perché i giudici di legittimità, con riferimento al caso di specie, hanno ribadito l’orientamento giurisprudenziale secondo il quale “in tema di reati tributari la costituzione di un fondo patrimoniale integra il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, in quanto è atto idoneo ad ostacolare il soddisfacimento di una obbligazione tributaria”.

 

6) Disposizioni in materia di contenzioso previdenziale ed assistenziale: pubblicazione degli elenchi nominativi dei lavoratori dell’agricoltura

In materia di elenchi nominativi annuali e di variazione dei lavoratori agricoli, una delle principali novità ha riguardato la notifica mediante pubblicazione telematica sul sito internet dell’Inps, avente valore di notifica ad ogni effetto di legge.

Altra innovazione normativa è quella relativa alla compilazione di elenchi trimestrali di variazione riportanti i riconoscimenti e/o disconoscimenti di giornate lavorative intervenuti dopo la pubblicazione dell’elenco annuale.

Causa l’imminente pubblicazione del primo elenco nominativo di variazione 2012, l’Inps con la circolare n. 82 del 14.06.2012, ha fornito le seguenti indicazioni.

Modalità di compilazione e pubblicazione degli elenchi di variazione e di accesso da parte dei soggetti interessati

Gli elenchi trimestrali di variazione conterranno tutti i riconoscimenti e/o i disconoscimenti di giornate intervenuti dopo la pubblicazione dell’elenco principale 2011; in tali elenchi confluiranno anche le variazioni valevoli per l’anno 2010 e precedenti.

Gli elenchi di variazione verranno pubblicati secondo il seguente calendario:

- entro il 15 giugno – primo elenco di variazione;

- entro il 15 settembre – secondo elenco di variazione;

- entro il 15 dicembre - terzo elenco di variazione;

- entro il 10 marzo dell’anno successivo- quarto elenco di variazione.

I suddetti elenchi saranno pubblicati sul sito internet dell’Istituto accessibile all’indirizzo www.inps.it, nella sezione “ Avvisi e Concorsi”, sotto la voce “Avvisi”, e rimarranno in pubblicazione per quindici giorni consecutivi.

La consultazione sarà possibile mediante libero accesso e senza utilizzo del P.I.N..

Decorsi quindici giorni consecutivi dalla pubblicazione, i medesimi elenchi non saranno più visualizzabili.

La pubblicazione dei citati elenchi di variazione avrà, ad ogni effetto di legge, valore di notifica alla parte interessata e, pertanto, al lavoratore non verrà inviata la notifica individuale della variazione di giornate.

Gli elenchi saranno consultabili per singola Provincia e singolo Comune e ognuno di essi sarà accompagnato da un frontespizio riportante il periodo di validità, il numero dei lavoratori contenuti, i riferimenti normativi e procedurali a base delle variazioni, l’organo e i termini per gli eventuali ricorsi amministrativi.

Trasmissione elenchi ai centri per l’impiego

Le novità normative introdotte dall’art. 38 citato, commi 6 e 7, non fanno venire meno l’obbligo ex art. 9 quinquies, comma 5, della Legge 28.11.1996 n. 608, della trasmissione degli elenchi ai competenti Centri per l’impiego entro i venti giorni successivi alla pubblicazione.

Pertanto le sedi dovranno prendere contatto con gli Uffici suddetti al fine di concordare le modalità di trasmissione anche attraverso il ricorso a sistemi informatici (supporti informatici, invio files tramite PEC, ecc…).

 

7) Aggiornato l’Allegato “A” dell’Accordo Amministrativo per l’applicazione della convenzione di sicurezza sociale tra la Santa Sede e l’Italia

E’ stato aggiornato l’Accordo Amministrativo per l’applicazione della Convenzione di Sicurezza sociale tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana con l’inserimento proposto dall’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA) dell’Autorità di Informazione Finanziaria (AIF) nell’Allegato “A” del predetto Accordo.

La Santa Sede e la Repubblica Italiana, come noto, hanno stipulato una Convenzione di Sicurezza Sociale firmata nella Citta del Vaticano il 16 giugno 2000, ratificata con legge 19 agosto 2003, n. 244, pubblicata sulla G.U. n. 203 del 2 settembre 2003, entrata in vigore il 1 gennaio 2004.

Detta Convenzione indica quale Autorità competente per la Santa Sede l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), e, nel contempo, all’art. 1, comma 1, lettera h), indica quali dipendenti vaticani i dipendenti della Santa Sede, dello Stato della Città del Vaticano, nonché degli Enti centrali della Chiesa Cattolica e degli Enti gestiti direttamente dalla Santa Sede elencati nell’Allegato “A” dell’Accordo Amministrativo di applicazione di detta Convenzione, di cui all’art. 34.

Con scambio di lettere avvenuto tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana è stato aggiornato, con entrata in vigore dal 15 dicembre 2011, l’Allegato “A” di cui alle premesse.

Su proposta dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, nell’Allegato sopracitato è stata inserita l’Autorità di Informazione Finanziaria (AIF), Organismo creato motu proprio dal Santo Padre in data 30 dicembre 2010 e collegato con la Santa Sede a norma degli artt. 186 – 190 – 191 della Costituzione Apostolica Pastor Bonus.

Pertanto, anche i dipendenti dell’Autorità sopra indicata sono compresi nel campo di applicazione soggettivo della Convenzione in parola.

In data 6 marzo 2012 sono state impartite disposizioni alla Sede di Roma Flaminio, Polo specialistico per la trattazione delle domande di pensione della Santa Sede.

Si precisa che tale implementazione non produce variazioni nel campo di applicazione degli articoli della Convenzione non interessati dall’aggiornamento citato.

(Inps, circolare n. 83 del 14.06.2012)

 

8) Pensione ai superstiti

Le pensioni ai superstiti aventi decorrenza dal 1° gennaio 2012 sono soggette ad una riduzione dell’aliquota percentuale, rispetto alla disciplina generale, nei casi in cui il matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad un’età del medesimo superiore a 70 anni, la differenza di età tra i coniugi sia superiore a 20 anni ed il matrimonio sia stato contratto per un periodo di tempo inferiore ai dieci anni.

Con nuova circolare l’Inps ha fornito le istruzioni per l’applicazione dell’art. 18, comma 5, del D.L. n. 98 del 2011, convertito dalla legge n. 111 del 2011.

(Inps, circolare n. 84 del 14.06.2012)

 

Vincenzo D’Andò