Novità fiscali dell’8 giugno 2012: il gratuito patrocinio nel processo tributario

Pubblicato il 8 giugno 2012

frode carosello e accertamento presso terzi: sentenze Cassazione pro Fisco; caso Maradona: la CTP Napoli ha confermato la richiesta del Fisco di 37,4 milioni di euro; processo tributario: patrocinio a spese dello Stato; rimborso Iva per gli acquisti in Italia: guida delle Dogane; imposta sul valore degli immobili situati all’estero: istituiti i codici tributo per pagare con il Modello F24; sospensione dei pagamenti nelle zone terremotate: decreto pubblicato in G.U.; sdoganato il nuovo sito dell’Agenzia; decisioni del governo del 7 GIUGNO 2012; bonus del 36%: non spetta in caso di bonifico incompleto

 

Indice:

1) Frode carosello e accertamento presso terzi: Sentenze Cassazione pro fisco

2) Caso Maradona: la CTP Napoli ha confermato la richiesta del Fisco di 37,4 milioni di euro

3) Processo tributario: patrocinio a spese dello Stato

4) Rimborso Iva per gli acquisti in Italia: guida delle Dogane

5) Imposta sul valore degli immobili situati all’estero: istituiti i codici tributo per pagare con il Modello F24

6) Sospensione dei pagamenti nelle zone terremotate: Decreto pubblicato in G.U.

7) Sdoganato il nuovo sito dell’Agenzia

8) Decisioni del governo del 7 giugno 2012

9) Bonus del 36%: non spetta in caso di bonifico incompleto

 

 

1) Frode carosello e accertamento presso terzi: Sentenze Cassazione pro fisco

Due recenti decisioni della Suprema Corte di Cassazione accolgono i rilievi mossi dall’Amministrazione finanziaria:

Accertamento: Per provare la “frode carosello” basta la presunzione semplice. L’acquisto di un bene sottocosto e il mancato pagamento della relativa Iva da parte del fornitore, legittimano l’accertamento del Fisco.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9107 del 06.06.2012, riguardo la cd. frode carosello, ha, quindi, ritenuto legittimo l’accertamento basato sulle presunzioni che vi sia stato un acquisto del bene sottocosto e che il fornitore non abbia pagato l’IVA.

In questi casi, il meccanismo e lo scopo delle operazioni messe in atto fondano una presunzione di conoscenza della frode e una consapevole partecipazione all’accordo simulatorio del beneficiario finale, che costringe il contribuente a dovere provare la propria buona fede nel rapporto con la “cartiera”.

Inoltre, la stessa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9108 del 06.06.2012, ha ritenuto legittimi gli avvisi di accertamento emessi dall’Amministrazione finanziaria basati in tutto o in parte sulla documentazione od informative acquisite presso terzi.

Secondo la Suprema Corte, in tali casi il contribuente “è posto comunque in grado di esercitare in modo pieno e senza alcun limite il proprio diritto di difesa sia nella fase extragiudiziale con la richiesta di attivazione dell’autotutela, sia nella fase giudiziale con la opposizione all’atto impositivo avanti le commissioni tributarie”.

 

2) Caso Maradona: la CTP Napoli ha confermato la richiesta del Fisco di 37,4 milioni di euro

Le quattro cartelle respinte sono pari a poco più di 3 mila euro. La Commissione Tributaria Provinciale di Napoli con la sentenza 321/17/12 ha confermato in pieno la legittimità della pretesa tributaria dell’Agenzia delle Entrate e dell’operato dell’Agente della riscossione Equitalia Sud, per quanto riguarda gli avvisi di accertamenti emessi per gli anni dal 1985 al 1990 nei confronti di Diego Armando Maradona.

Tale debito è stato integralmente riconosciuto come dovuto per l’importo di 37.423.399,31 euro e cioè per l’importo maturato alla data di presentazione del ricorso.

L’importo, quindi, non ha subito alcuna riduzione o annullamento parziale. I residui debiti contestati dal sig. Maradona riguardavano, invece, quattro cartelle per un totale di 3.148,53 euro, relative a imposte di registro per atti giudiziari e tre bolli auto.

La Commissione solo in relazione a tali importi ha accolto il ricorso e, pertanto, a rettifica di quanto apparso su alcuni organi di stampa, le notizie che riportano un parziale annullamento del debito del sig. Maradona per diversi milioni di euro sono prive di ogni fondamento.

La Commissione Tributaria Provinciale ha anche evidenziato come in relazione alla pretesa del Fisco relativa all’Irpef, la Cassazione avesse già nel 2005, con la sentenza n. 3231 passata in giudicato, respinto i ricorsi del sig. Maradona. Dice la Commissione Tributaria: “E’ poi appena il caso di rimarcare l’importanza dell’intangibilità del giudicato, perché altrimenti le liti, come ha esattamente posto in rilievo la difesa degli Enti impositori, potrebbero protrarsi all’infinito con l’utilizzo di strumenti processuali elusivi, come si è verificato nel caso in esame in cui si sono fatti rivivere aspetti di vicende ampiamente esaminati in sede giurisdizionale anni addietro” (pag. 16 della sentenza).

(Agenzia delle Entrate, comunicato n. 82 del 07.06.2012)

 

3) Processo tributario: patrocinio a spese dello Stato

Il patrocinio a spese dello Stato è ammesso anche nel processo tributario. In particolare, secondo quanto riferito nella nota delle Entrate, il patrocinio a spese dello Stato è ammesso nel processo penale, nel processo civile, nel processo amministrativo, nel processo contabile, nel processo tributario e di volontaria giurisdizione (anche nei processi per separazione e divorzio), nel procedimento di esecuzione, nei processi di revisione, revocazione, opposizione di terzo, nei processi di applicazione delle misure di sicurezza o di prevenzione, in cui sia prevista l’assistenza del difensore o del consulente tecnico.

L’ammissione al gratuito patrocinio vale per ogni grado e per ogni fase e stato del processo, ma anche per tutti quei processi, derivati ed incidentali, comunque connessi a quella per cui vi è stata l’ammissione al beneficio del patrocinio.

Il patrocinio a spese dello Stato viene concesso ai non abbienti per ogni fase e stato del processo e davanti a ogni giurisdizione: Quindi innanzi ai Tribunali, alle Corti d’appello, alla Corte di Cassazione, ai Magistrati e ai Tribunali di sorveglianza, ai Tribunali amministrativi regionali, al Consiglio di Stato, alle Commissioni tributarie e alla Corte dei conti.

Viene precisato che la condizione per l’ammissione al patrocinio gratuito è il possesso di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 10.628,16 euro.

Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante; in tal caso, il limite di reddito viene elevato di 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.

Ai fini della determinazione del reddito per l’ammissione al gratuito patrocinio, si deve tener conto del reddito imponibile ai fini Irpef risultante dall’ultima dichiarazione, quale definito dall’art. 3 del Tuir, e anche dei redditi che per legge sono esenti dall’Irpef o