Novità fiscali dell’8 giugno 2012: il gratuito patrocinio nel processo tributario

Pubblicato il 8 giugno 2012



frode carosello e accertamento presso terzi: sentenze Cassazione pro Fisco; caso Maradona: la CTP Napoli ha confermato la richiesta del Fisco di 37,4 milioni di euro; processo tributario: patrocinio a spese dello Stato; rimborso Iva per gli acquisti in Italia: guida delle Dogane; imposta sul valore degli immobili situati all’estero: istituiti i codici tributo per pagare con il Modello F24; sospensione dei pagamenti nelle zone terremotate: decreto pubblicato in G.U.; sdoganato il nuovo sito dell’Agenzia; decisioni del governo del 7 GIUGNO 2012; bonus del 36%: non spetta in caso di bonifico incompleto

 

Indice:

1) Frode carosello e accertamento presso terzi: Sentenze Cassazione pro fisco

2) Caso Maradona: la CTP Napoli ha confermato la richiesta del Fisco di 37,4 milioni di euro

3) Processo tributario: patrocinio a spese dello Stato

4) Rimborso Iva per gli acquisti in Italia: guida delle Dogane

5) Imposta sul valore degli immobili situati all’estero: istituiti i codici tributo per pagare con il Modello F24

6) Sospensione dei pagamenti nelle zone terremotate: Decreto pubblicato in G.U.

7) Sdoganato il nuovo sito dell’Agenzia

8) Decisioni del governo del 7 giugno 2012

9) Bonus del 36%: non spetta in caso di bonifico incompleto

 

 

1) Frode carosello e accertamento presso terzi: Sentenze Cassazione pro fisco

Due recenti decisioni della Suprema Corte di Cassazione accolgono i rilievi mossi dall’Amministrazione finanziaria:

Accertamento: Per provare la “frode carosello” basta la presunzione semplice. L’acquisto di un bene sottocosto e il mancato pagamento della relativa Iva da parte del fornitore, legittimano l’accertamento del Fisco.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9107 del 06.06.2012, riguardo la cd. frode carosello, ha, quindi, ritenuto legittimo l’accertamento basato sulle presunzioni che vi sia stato un acquisto del bene sottocosto e che il fornitore non abbia pagato l’IVA.

In questi casi, il meccanismo e lo scopo delle operazioni messe in atto fondano una presunzione di conoscenza della frode e una consapevole partecipazione all’accordo simulatorio del beneficiario finale, che costringe il contribuente a dovere provare la propria buona fede nel rapporto con la “cartiera”.

Inoltre, la stessa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9108 del 06.06.2012, ha ritenuto legittimi gli avvisi di accertamento emessi dall’Amministrazione finanziaria basati in tutto o in parte sulla documentazione od informative acquisite presso terzi.

Secondo la Suprema Corte, in tali casi il contribuente “è posto comunque in grado di esercitare in modo pieno e senza alcun limite il proprio diritto di difesa sia nella fase extragiudiziale con la richiesta di attivazione dell’autotutela, sia nella fase giudiziale con la opposizione all’atto impositivo avanti le commissioni tributarie”.

 

2) Caso Maradona: la CTP Napoli ha confermato la richiesta del Fisco di 37,4 milioni di euro

Le quattro cartelle respinte sono pari a poco più di 3 mila euro. La Commissione Tributaria Provinciale di Napoli con la sentenza 321/17/12 ha confermato in pieno la legittimità della pretesa tributaria dell’Agenzia delle Entrate e dell’operato dell’Agente della riscossione Equitalia Sud, per quanto riguarda gli avvisi di accertamenti emessi per gli anni dal 1985 al 1990 nei confronti di Diego Armando Maradona.

Tale debito è stato integralmente riconosciuto come dovuto per l’importo di 37.423.399,31 euro e cioè per l’importo maturato alla data di presentazione del ricorso.

L’importo, quindi, non ha subito alcuna riduzione o annullamento parziale. I residui debiti contestati dal sig. Maradona riguardavano, invece, quattro cartelle per un totale di 3.148,53 euro, relative a imposte di registro per atti giudiziari e tre bolli auto.

La Commissione solo in relazione a tali importi ha accolto il ricorso e, pertanto, a rettifica di quanto apparso su alcuni organi di stampa, le notizie che riportano un parziale annullamento del debito del sig. Maradona per diversi milioni di euro sono prive di ogni fondamento.

La Commissione Tributaria Provinciale ha anche evidenziato come in relazione alla pretesa del Fisco relativa all’Irpef, la Cassazione avesse già nel 2005, con la sentenza n. 3231 passata in giudicato, respinto i ricorsi del sig. Maradona. Dice la Commissione Tributaria: “E’ poi appena il caso di rimarcare l’importanza dell’intangibilità del giudicato, perché altrimenti le liti, come ha esattamente posto in rilievo la difesa degli Enti impositori, potrebbero protrarsi all’infinito con l’utilizzo di strumenti processuali elusivi, come si è verificato nel caso in esame in cui si sono fatti rivivere aspetti di vicende ampiamente esaminati in sede giurisdizionale anni addietro” (pag. 16 della sentenza).

(Agenzia delle Entrate, comunicato n. 82 del 07.06.2012)

 

3) Processo tributario: patrocinio a spese dello Stato

Il patrocinio a spese dello Stato è ammesso anche nel processo tributario. In particolare, secondo quanto riferito nella nota delle Entrate, il patrocinio a spese dello Stato è ammesso nel processo penale, nel processo civile, nel processo amministrativo, nel processo contabile, nel processo tributario e di volontaria giurisdizione (anche nei processi per separazione e divorzio), nel procedimento di esecuzione, nei processi di revisione, revocazione, opposizione di terzo, nei processi di applicazione delle misure di sicurezza o di prevenzione, in cui sia prevista l’assistenza del difensore o del consulente tecnico.

L’ammissione al gratuito patrocinio vale per ogni grado e per ogni fase e stato del processo, ma anche per tutti quei processi, derivati ed incidentali, comunque connessi a quella per cui vi è stata l’ammissione al beneficio del patrocinio.

Il patrocinio a spese dello Stato viene concesso ai non abbienti per ogni fase e stato del processo e davanti a ogni giurisdizione: Quindi innanzi ai Tribunali, alle Corti d’appello, alla Corte di Cassazione, ai Magistrati e ai Tribunali di sorveglianza, ai Tribunali amministrativi regionali, al Consiglio di Stato, alle Commissioni tributarie e alla Corte dei conti.

Viene precisato che la condizione per l’ammissione al patrocinio gratuito è il possesso di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 10.628,16 euro.

Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante; in tal caso, il limite di reddito viene elevato di 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.

Ai fini della determinazione del reddito per l’ammissione al gratuito patrocinio, si deve tener conto del reddito imponibile ai fini Irpef risultante dall’ultima dichiarazione, quale definito dall’art. 3 del Tuir, e anche dei redditi che per legge sono esenti dall’Irpef o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta ovvero a imposta sostitutiva.

L’art. 3 del Tuir, nel disciplinare la base imponibile ai fini fiscali, prevede che “l’imposta si applica sul reddito complessivo del soggetto, formato per i residenti da tutti i redditi posseduti al netto degli oneri deducibili indicati nell’art. 10”.

Qualora vi siano fondati motivi per ritenere che l’interessato non versi nelle predette condizioni reddituali, tenuto conto del tenore di vita, delle condizioni personali e familiari, e delle attività economiche eventualmente svolte, può essere revocata l’ammissione al patrocinio gratuito.

E’ poi compito dell’ufficio dell’Amministrazione finanziaria territorialmente competente verificare l’esattezza dell’ammontare del reddito attestato dall’interessato.

(Agenzia delle Entrate, nota del 07.06.2012)

 

4) Rimborso Iva per gli acquisti in Italia: guida delle Dogane

Come fare ottenere il rimborso dell’IVA per gli acquisti fatti in Italia ?.

A questa e ad altre domande fa seguito la guida (nota) dell’Agenzia delle Dogane, resa disponibile sul proprio nuovo sito web il 07.06.2012.

Sulla base della normativa italiana, incentrata sulle disposizioni comunitarie, i viaggiatori residenti o domiciliati fuori dell’Unione europea possono acquistare in Italia beni destinati all’uso personale o familiare senza pagamento dell’IVA.

Questa agevolazione - che non si estende anche alle prestazioni di servizio ricevute (quelle, ad es., rese da alberghi, ristoranti, taxi, agenzie, ecc.) - costituisce un sicuro vantaggio per i viaggiatori stranieri: Ciò significa, infatti, che può essere risparmiato da un minimo del 4% ad un massimo del 21% rispetto al prezzo di vendita del bene acquistato.

Tuttavia, il beneficio può essere ottenuto soltanto se il viaggiatore residente o domiciliato fuori dell’Unione Europea rispetta rigorosamente tutte le modalità al riguardo previste dalla legge italiana.

Acquisto presso il venditore italiano e trasporto diretto dei beni fuori dell'Unione europea nei bagagli personali

Al momento della cessione, il negoziante italiano può riconoscere all’acquirente, residente o domiciliato fuori dell’Unione europea, o lo sgravio diretto dell’IVA inclusa nel prezzo di vendita dei beni o il rimborso successivo dell’IVA stessa: Nella prima ipotesi (sgravio), l’acquisto viene effettuato in esenzione d’imposta; nel secondo caso (rimborso), invece, l’IVA deve essere anticipata dall’acquirente straniero.

Condizioni e modalità per ottenere lo sgravio o il rimborso dell’IVA

Il beneficio può essere riconosciuto alle seguenti condizioni:

- L’acquirente straniero deve essere residente o domiciliato fuori dell’Unione europea;

- la merce deve essere destinata all’uso personale o familiare e deve essere trasportata nei bagagli personali;

- il valore complessivo dei beni acquistati deve essere superiore a 154,94 Euro (IVA inclusa);

- l’acquisto deve risultare da un documento commerciale denominato fattura, nel quale deve essere descritta la merce e devono essere indicati i dati anagrafici del viaggiatore stesso e gli estremi del suo passaporto o di un altro documento equipollente;

- la merce deve essere trasportata fuori del territorio dell'Unione europea entro tre mesi dalla fine di quello in cui è stata acquistata;

- devono essere espletate alcune particolari formalità doganali;

- la fattura deve essere restituita al venditore italiano entro quattro mesi dalla fine di quello in cui è stato effettuato l'acquisto.

Quali sono le formalità da espletare?

La merce acquistata e la relativa fattura devono essere contemporaneamente esibite all’Ufficio doganale di uscita dal territorio dell’UE.

Dopo averne riscontrato la corrispondenza e la sussistenza degli altri requisiti, l’Ufficio doganale appone sulla fattura il visto doganale che comprova l’avvenuta uscita delle merci dal territorio comunitario.

L’Ufficio doganale competente allapposizione del visto doganale è quello dell’ultimo Stato UE da cui il viaggiatore parte per fare rientro nel Paese di residenza o di domicilio. Ad es., se il viaggiatore acquista della merce in Italia e poi prosegue il suo viaggio in Austria, l’ufficio competente a vistare tutte le fatture (comprese quelle italiane) è la Dogana austriaca.

Tuttavia ove il viaggiatore sia munito di un unico biglietto di viaggio ed effettui un unico check-in, con contestuale rilascio della doppia carta d’imbarco, una per il primo volo nazionale o comunitario e l’altra per la successiva destinazione finale extracomunitaria (es. Bari-Roma-New York oppure Milano-Francoforte-Tokyo), può ottenere il visto sulla fattura di acquisto dei beni destinati all'uso personale o familiare dall’ufficio doganale nazionale sito presso l’aeroporto di partenza.

Peraltro, la merce deve essere sempre esibita all’Ufficio doganale: Se il viaggiatore intende introdurla nei bagagli affidati al vettore aereo, deve recarsi alla Dogana prima di effettuare le operazioni di check-in.

I controlli effettuati dall'Ufficio doganale e la certificazione necessaria ad ottenere il rimborso dell'IVA può richiedere soprattutto presso i maggiori aeroporti ed in coincidenza con le partenze dei voli internazionali diretti presso alcuni Paesi terzi un certo tempo d’attesa: Pertanto, al fine di evitare spiacevoli disguidi, è preferibile che il viaggiatore straniero residente o domiciliato fuori dell’Unione europea si presenti in aeroporto almeno due ore prima della partenza del proprio aereo.

Come deve essere restituita la fattura al venditore italiano

Nel caso dello sgravio dell’imposta, dopo aver lasciato il territorio comunitario, il viaggiatore deve rispedire al venditore italiano l’originale della fattura regolarmente vistata dall’Ufficio doganale entro quattro mesi dalla fine di quello in cui tale documento è stato emesso, concludendo in tal modo una procedura che gli ha consentito di beneficiare, sin dall’inizio, dell’esenzione dal pagamento dell’IVA.

Se il venditore non dovesse ricevere in tempo tale documentazione, egli è responsabile, nei confronti dello Stato italiano, del pagamento dell’IVA inizialmente scontata al viaggiatore residente o domiciliato fuori dell’Unione europea.

E’ per questo motivo che, in via precauzionale, il venditore italiano preferisce normalmente chiedere al viaggiatore straniero l’anticipazione dell'IVA inclusa nel prezzo di vendita, salvo rimborsargliela successivamente.

In tal caso, infatti, il viaggiatore residente o domiciliato fuori dell'Unione europea può ottenere la restituzione dell’IVA anticipata soltanto se rispedisce al venditore italiano l’originale della fattura regolarmente vistata dall’Ufficio doganale entro il termine di quattro mesi dalla fine di quello in cui tale documento è stato emesso.

Chi effettua il rimborso dell’IVA

Il rimborso viene effettuato direttamente dallo stesso venditore italiano, secondo le modalità pattuite con l’acquirente estero al momento dell’acquisto (ad es., tramite accredito sul conto corrente bancario oppure su carta di credito, con assegno, ecc.).

In alternativa, esistono alcune società TAX FREE che permettono di ottenere il rimborso dell'IVA, immediato ed in contanti, già al momento dell’uscita della merce dal territorio italiano (o comunitario), senza cioè che il viaggiatore debba rispedire la fattura al venditore: Tuttavia, attualmente, tale procedura è stata attivata soltanto nei maggiori aeroporti italiani o presso i più importanti valichi di frontiera.

Più spesso, le società TAX FREE si limitano a fornire al viaggiatore straniero un servizio per conto dei venditori italiani(che ad esse sono associati in misura sempre maggiore), garantendo un rimborso dell'IVA più rapido: In tal caso, il venditore italiano rilascia una fattura che reca il logo della società TAX FREE alla quale è associato ed a cui il viaggiatore deve rispedire la fattura regolarmente vistata dalla dogana di uscita dal territorio comunitario.

In entrambi i casi, però, il servizio reso dalle società TAX FREE comporta il pagamento di un corrispettivo che le stesse detraggono direttamente dall’ammontare dell'IVA rimborsata al viaggiatore.

Nell’ipotesi in cui il viaggiatore straniero abbia rispedito la fattura al venditore italiano o alle società TAX FREE autorizzate al rimborso e, entro un ragionevole periodo, non abbia ricevuto il rimborso dell’IVA, egli dovrà rivolgersi nuovamente al venditore italiano o alle predette società, fornendo loro ogni utile dettaglio circa la fattura relativa all’acquisto dei beni ed il periodo in cui essi sono stati comprati in Italia.

In ogni caso, il rimborso dell'IVA non viene mai effettuato dagli Uffici doganali: pertanto, ogni segnalazione che l’Amministrazione finanziaria dovesse in tal senso ricevere potrà comportare esclusivamente, da parte dei competenti organi, un controllo presso il venditore italiano.

Acquisto presso il venditore italiano che provvede a curare il trasporto dei beni fuori dell’Unione europea

Talvolta, può accadere che il bene acquistato in Italia sia realmente troppo ingombrante per un suo trasporto all’estero, da parte del viaggiatore residente o domiciliato fuori dell’Unione europea, come “bagaglio personale”.

E’ anche possibile che, prima di rientrare nella propria patria, il viaggiatore residente o domiciliato fuori dell’Unione europea intenda proseguire il suo viaggio in Italia, partendo dall’Italia verso un altro Stato membro dell’UE.

In tali ipotesi, il viaggiatore straniero può chiedere al venditore italiano di provvedere alla spedizione, presso il proprio domicilio all'estero, dei beni acquistati in Italia.

Nella pratica, il venditore italiano non applica l’IVA sulla cessione effettuata, non consegna in Italia il bene al proprio cliente straniero ma provvede a spedirli direttamente all'estero, curando anche ogni formalità doganale relativa all’esportazione.

Dunque, il viaggiatore residente o domiciliato fuori dell’Unione europea non dovrà preoccuparsi di portare con sé il bene acquistato in Italia, né di mostrarlo all’ultima dogana di uscita dal territorio doganale comunitario per avere il visto sulla fattura di acquisto e nemmeno di rispedire al venditore italiano, entro i termini previsti, l’originale della fattura stessa: In tal modo, infatti, la merce, già detassata dell’IVA, gli verrà recapitata direttamente presso il proprio domicilio.

E’ evidente, però, che in questo caso il venditore italiano offre al viaggiatore straniero un vero e proprio servizio e ciò può, pertanto, comportare il pagamento, oltre al prezzo di vendita IVA esclusa, di un corrispettivo aggiuntivo dovuto per le spese di trasporto all'estero e/o per la cura delle formalità doganali relative all’esportazione dei beni acquistati.

Acquisto presso il venditore italiano e trasporto diretto dei beni fuori dell’Unione europea nei bagagli personali: Cosa fare se i beni sono troppo ingombranti o pesanti

Nell’ipotesi in cui i beni destinati all'uso personale o familiare siano particolarmente ingombranti o pesanti e, dunque, non possano essere trasportati fuori dal territorio doganale comunitario direttamente nel bagaglio a seguito del passeggero anche per ragioni di economicità, il viaggiatore residente o domiciliato fuori dell’Unione europea può inoltrarli presso il proprio domicilio estero attraverso il sistema della spedizione come bagaglio non accompagnato, cioè come “bene personale” che il viaggiatore non porta direttamente con sé ma che affida alla compagnia aerea per la spedizione a destinazione ed il cui ritiro avviene presso l'aerostazione arrivi merci.

L'agevolazione in parola si applica a condizione che il viaggiatore lasci l'Italia con diretto scalo nel proprio Stato di appartenenza.

L’operazione è oggetto di un vero e proprio contratto di trasporto aereo: la compagnia aerea emette una Lettera di Trasporto Aereo (LTA) e, per il trasporto dei beni all'estero, richiede il pagamento di un corrispettivo aggiuntivo.

In tal caso, l’acquisto dei beni deve essere documentato da una fattura distinta rispetto a quella relativa ad altri eventuali beni che il viaggiatore straniero decida di trasportare come bagaglio personale a mano o in stiva.

L’originale di tale fattura deve essere presentata alla compagnia aerea per l'emissione della Lettera di Trasporto Aereo (LTA) relativa a beni spediti come bagaglio non accompagnato e su di essa l’ufficio doganale competente provvede ad apporre il prescritto visto richiesto ai fini del rimborso dell’IVA.

Per consentire una verifica della corrispondenza tra quanto riportato in fattura dal venditore italiano e ciò che viene spedito all’estero dalla compagnia aerea per conto del viaggiatore straniero, residente o domiciliato fuori dell'UE, è necessario che dalla Lettera di Trasporto Aereo (LTA) risulti identità tra la merce ivi descritta e quella indicata sulla fattura stessa, nonché coincidenza tra il nominativo del mittente e quello del destinatario dei beni spediti.

Sulla Lettera di Trasporto Aereo (LTA), inoltre, devono essere annotati gli estremi del medesimo documento di riconoscimento del viaggiatore straniero (passaporto o altro documento equipollente) che risultino indicati, ai sensi della legge italiana, sulla fattura rilasciatagli dal cedente nazionale.

Ai fini del concreto rimborso dell’IVA, il soggetto residente o domiciliato fuori dell'Unione europea deve poi rispedire l’originale della fattura vistata dalla dogana al venditore italiano, secondo le modalità e nei termini sopra descritti.

(Guida per il cittadino dell’Agenzia delle Dogane apparsa sul nuovo sito web il 07.06.2012)

 

5) Imposta sul valore degli immobili situati all’estero: istituiti i codici tributo per pagare con Modello F24

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 54/E del 07.06.2012, ha istituito dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato e dell’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato ai sensi dell’art. 19, commi da 13 a 23, del D.L. n. 201/2011.

In particolare, il Legislatore ha introdotto, a decorrere dal 2011, un’imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato.

L’art. 19, comma 14, del suddetto D.L. stabilisce che: “Soggetto passivo dell’imposta … è il proprietario dell’immobile ovvero il titolare di altro diritto reale sullo stesso. L’imposta è dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso …”.

L’art. 19, comma 18, del D.L. n. 201/2011, ha introdotto, a decorrere dal 2011, un'imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, disponendo, al comma 19, che l’imposta è dovuta proporzionalmente alla quota e al periodo di detenzione.

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 05.06.2012 sono dettate, tra l’altro, le disposizioni di attuazione dell’articolo 19, commi da 13 a 22.

Il suddetto provvedimento prevede, al punto 4.3, che: Nel caso di immobili – ivi compresi quelli oggetto di operazione di emersione – per i quali sia stato stipulato un contratto di amministrazione con una società fiduciaria, quest’ultima provvede ad applicare e a versare l’imposta dovuta dal contribuente, previa fornitura della provvista da parte dello stesso, entro il suddetto termine.

Per consentire il versamento, mediante il modello F24, delle suddette imposte, L’Agenzia adesso ha istituito i seguenti codici tributo:

- “4041” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif.”

- “4042” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato -

art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. - Società fiduciarie”

- “4043” denominato “Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - art. 19, c. 18, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif.”

In sede di compilazione del modello F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione, nel campo “anno di riferimento”, dell’anno d’imposta per cui si effettua il versamento, nel formato “AAAA”.

Per i codici tributo 4041 e 4043, in caso di versamento rateale, nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” è riportato il numero della rata nel formato “NNRR” dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate. In caso di pagamento in un’unica soluzione il suddetto campo è valorizzato con “0101”. Per il codice tributo 4042, il campo “NN” non deve essere valorizzato in quanto, il versamento da parte delle società fiduciarie, in base alla provvista ricevuta, è effettuato cumulativamente per tutti i soggetti amministrati.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 54/E del 07.06.2012)

 

6) Sospensione dei pagamenti nelle zone terremotate: Decreto pubblicato in G.U.

È in vigore la sospensione dei versamenti e degli altri adempimenti tributari, compresi quelli relativi alle cartelle emesse dagli agenti della riscossione, nei comuni che hanno subito danni dal terremoto del 20.05.2012 e che sono stati individuati dal dipartimento della Protezione civile.

L’elenco è allegato al D.M. 01.06.2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 06.06.2012.

La sospensione riguarda le scadenze comprese tra il 20 maggio e il 30 settembre ed è a favore delle persone fisiche e dei soggetti diversi, anche sostituti d’imposta, che alla data del 20 maggio risiedevano o avevano la sede operativa o legale in quei comuni.

I territori indicati nel provvedimento rientrano nelle province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo.

 

7) Sdoganato il nuovo sito dell’Agenzia

Dal 07.06.2012 l’Agenzia delle Dogane ha un nuovo sito internet, raggiungibile dal medesimo indirizzo: www.agenziadogane.gov.it

Perché un nuovo sito?

La rete, con le sue pressanti esigenze, e le disposizioni normative più recenti, pongono le Pubbliche Amministrazioni di fronte alla assoluta necessità di comunicare e interagire con i cittadini in modo semplice, diretto e meno oneroso possibile, eleggendo i siti istituzionali, nell’era digitale, a strumento privilegiato per giungere ad una profonda trasformazione delle relazioni con i cittadini.

L’Agenzia ha voluto, con questo progetto, ripensare l’organizzazione delle informazioni presenti sul proprio sito istituzionale per renderle più facilmente reperibili, utilizzando anche nuove soluzioni grafiche che sono state un mezzo per raggiungere questo obiettivo, non certo il fine, per un rinnovamento sostanziale e non solo formale.

Quali sono stati i principi che hanno ispirato la riorganizzazione del sito?

Primo tra tutti la ricerca della semplicità con un forte impegno verso il rispetto delle regole di usabilità, ovvero di quelle proprietà che rendono facile l’utilizzo e la navigazione dei siti web, adeguandoli ai bisogni e alle aspettative dei “navigatori”.

Il percorso che ha condotto alla concezione della nuova struttura non ha potuto prescindere poi dall’esame delle pagine più richieste dagli utenti che hanno navigato nel sito (quasi 11 milioni di visite nel 2011) alle quali si potrà ora accedere in maniera più diretta.

Infine il rispetto della Legge n. 4 del 2004 (“Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”), che obbliga le Pubbliche Amministrazioni a dotarsi di siti web accessibili, cioè che siano in grado di “erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”.

Cosa cambia?

L’approccio dell’utente a informazioni e servizi. Secondo le attuali tendenze del web, il sito è strutturato attraverso “canali” organizzati per profilo utente (operatore – cittadino – Agenzia) dove sono state raccolte le pertinenti pagine informative, moduli, software e assistenza.

Cosa c’è in home page?

Qualcosa ma non tutto! Nei link sotto i tre canali sono direttamente raggiungibili alcuni argomenti di particolare interesse, mentre in Servizi online, In un click e L’Agenzia informa, ci sono percorsi “abbreviati” verso sezioni e informazioni tra le più cliccate dagli utenti che sono comunque presenti nel canale corrispondente.

Aree tematiche propone approfondimenti su alcuni progetti e attività istituzionali dell’Agenzia delle Dogane.

Il banner è un riflettore acceso, di volta in volta, su un obiettivo strategico, un tema o un’attività su cui si intende attirare l’attenzione dei navigatori.

Infine vi trovano ospitalità “temporanea” comunicati stampa e novità.

Cosa c’è nel mio canale?

Tutti i servizi e le informazioni di cui si ha bisogno. Non esistono “menù a tendina” poiché ogni sezione presenta direttamente i suoi contenuti e, grazie al menù di navigazione che si aprirà a destra qualora ci si trovi all’interno di uno specifico argomento, si potrà continuare a esplorare anche in altri luoghi non perdendo l’orientamento.

I link di interesse saranno utili sia per approfondire o conoscere alcuni temi, che per chiedere assistenza.

E se non trovo quel che cerco?

Questa è la domanda che una redazione web non vorrebbe mai le fosse posta … tuttavia è rivelatrice di un’attività inefficace e dunque agisce da stimolo a migliorare e a correggere errori o disattenzioni; non resta, quindi, che utilizzare il “Cerca” o rivolgersi ai canali di assistenza: l’URP telematico, l’Assistenza online, l’ufficio comunicazione, la redazione web, che, sulla base delle richieste inviate, forniranno le indicazioni del caso impegnandosi anche a effettuare le modifiche necessarie per consentire successivamente agli altri utenti di trovare in autonomia l’informazione di cui hanno bisogno.

Il lavoro non è comunque concluso con la messa in linea del nuovo sito, perché la “rete” è in continuo e costante movimento, crea nuove necessità e conseguentemente nuovi impegni.

L’Agenzia delle Dogane intende quindi perseguire questo processo di miglioramento nelle relazioni con i suoi utenti, siano essi “viaggiatori” od operatori economici, auspicando la loro partecipazione attiva al raggiungimento di scopi comuni: trasparenza, interazione, efficacia, chiarezza e comprensibilità.

(Agenzia delle Dogane, comunicato n. 20120607 del 07.06.2012)

 

8) Decisioni del governo del 7 giugno 2012

Le decisioni del Consiglio dei Ministri n. 33 del 07.06.2012.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva due decreti legislativi relativi all’attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. Il primo decreto riguarda il trasferimento alla Regione delle funzioni di sanità penitenziaria. Il secondo decreto riguarda il raccordo tra lo sportello unico per l’immigrazione e gli uffici regionali e provinciali per l’organizzazione e l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di lavoro.

Il Consiglio ha poi approvato quattro decreti legislativi che recepiscono le norme comunitarie in materia di:

- Obblighi in materia di relazioni e documentazione in caso di fusione e scissioni. Il decreto, dopo l’approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri del 6 aprile 2012 e i pareri favorevoli delle Commissioni parlamentari competenti, semplifica la disciplina delle fusioni e delle scissioni delle società e riduce gli obblighi gravanti sulle società anche mediante l’utilizzo di internet per la pubblicazione degli atti societari.

- Condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di Paesi terzi che intendono svolgere lavori altamente qualificati. Il decreto, dopo l’approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri del 16 febbraio 2012 e i pareri favorevoli delle Commissioni parlamentari competenti, è stato approvato in via definitiva. Il recepimento della normativa comunitaria contribuisce al conseguimento degli obiettivi di Lisbona sulla crescita sostenibile, attirando e trattenendo lavoratori altamente qualificati provenienti da Paesi terzi attraverso nuovi e migliori posti di lavoro.

- Consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese. Il decreto, dopo l’approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri del 6 aprile 2012 e i pareri favorevoli della Conferenza permanente per i rapporti Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari competenti, è stato approvato in via definitiva. Le novità riguardano il miglioramento del diritto all’informazione e alla consultazione dei lavoratori nelle imprese multinazionali attraverso l’incremento del numero dei comitati aziendali europei.

- Attrezzature a pressione trasportabili. Il decreto disciplina le attrezzature a pressione trasportabili (rubinetti, cisterne, contenitori per gas) al fine di migliorarne la sicurezza e garantirne la libera circolazione. La novità principale consiste nell’attribuzione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dei poteri di vigilanza del mercato (attualmente il Ministero esercita poteri di notifica e sorveglianza degli organismi di ispezione).

Il Consiglio ha poi esaminato le seguenti materie:

- Piano nazionale famiglia;

- Nomine Commissari e subcommissari per i Piani di Rientro dei disavanzi sanitari in Molise e Abruzzo;

- Accordo per Agenzie fiscali ed Enti di ricerca-università sulla previdenza complementare;

- Controlli vini DOP e IGP.

 

9) Bonus del 36%: non spetta in caso di bonifico incompleto

Il contribuente deve indicare i dati che consentono alle banche e a Poste italiane di operare la ritenuta del 4% a titolo di acconto dell’imposta dovuta dai beneficiari. Non spetta la detrazione del 36% per gli interventi di ristrutturazione edilizia se la causale del bonifico bancario non contiene il riferimento normativo alla legge n. 449/1997, il codice fiscale degli ordinanti e il numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

La mancanza di tali dati, infatti, pregiudica alle banche e alla società Poste italiane di effettuare il prelievo del 4% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, introdotto dall’art. 25 del D.L. n. 78/2010.
Lo ha precisato
l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 55/E del 07.06.2012.

In tale ipotesi, l’incompletezza dei dati non può essere sanata con l’invio alla banca dove è effettuato il bonifico, del codice fiscale, del numero di partita Iva della ditta beneficiaria del pagamento e degli estremi della norma agevolativa (soluzione che, invece, era stata avallata con precedenti interventi di prassi).

L’incompletezza dei dati pregiudica in maniera definitiva alle banche e alle Poste italiane SpA di operare il prelievo del 4%.

Dunque, non è più possibile riconoscere la detraibilità delle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia, qualora il bonifico difetti dei dati necessari all’effettuazione della ritenuta.

Dal documento di spesa deve risultare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva (o il codice fiscale) del destinatario delle somme.

 

Vincenzo D’Andò