Novità fiscali del 6 giugno 2012: tutti i chiarimenti sulla cedolare secca

Pubblicato il 6 giugno 2012



cedolare secca sugli affitti: nuovi chiarimenti; controversie fiscali internazionali: ecco le linee guida delle Entrate sulla procedura amichevole; adesso anche gli enti pubblici possono versare l’IMU; studi di settore: disponibile l’aggiornamento del software Gerico 2012, tuttavia ancora nella sua versione beta; nuova imposta di bollo su c/c e depositi; tutela della privacy: in Gazzetta Ufficiale due nuovi decreti; Inps: determinazione presidenziale integrazione

 

 

Indice:

1) Cedolare secca sugli affitti: nuovi chiarimenti

2) Controversie fiscali internazionali: ecco le linee guida delle Entrate sulla procedura amichevole

3) Adesso anche gli enti pubblici possono versare l’IMU

4) Studi di settore: disponibile l’aggiornamento del software Gerico 2012, tuttavia ancora nella sua versione beta

5) Nuova imposta di bollo su c/c e depositi

6) Tutela della privacy: in Gazzetta Ufficiale due nuovi decreti

7) Inps: determinazione presidenziale integrazione

 

 

1) Cedolare secca sugli affitti: nuovi chiarimenti

La disciplina cd. cedolare secca sugli affitti ha trovato nuovi chiarimenti. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 20/E del 04.06.2012, ha, infatti, risposto ad alcuni quesiti sull’applicazione della tassa piatta sulle locazioni, introdotta dal D.L.gs. n. 23 del 2011, affrontando, tra le altre, le questioni legate alla revoca dell’opzione, alla comunicazione al conduttore e al versamento dell’acconto.

Revoca dell’opzione

L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che il locatore può revocare l’opzione in qualsiasi annualità successiva a quella in cui è stata esercitata.

E’ sufficiente presentare all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate una revoca scritta su carta libera e firmata, riportando tutti i dati identificativi del contratto e delle parti.

Il contribuente può anche utilizzare il modello 69 come schema di richiesta della revoca.

Comunicazione al conduttore

In relazione al regime transitorio che interessa il 2011, la suddetta circolare ha chiarito che la comunicazione al conduttore viene, comunque, ritenuta tempestiva se sarà effettuata entro il  01.10.2012 (termine di presentazione del Modello Unico PF 2012).

Inoltre, la comunicazione inviata al conduttore in sede di opzione per il 2011 è valida fino alla fine del contratto, oppure fino a revoca e, pertanto, non deve essere inviata nuovamente negli anni successivi.

E’ stato chiarito anche che sono liberi dall’obbligo di comunicazione di rinuncia agli aggiornamenti del canone i contratti di locazione di durata complessiva nell’anno inferiore a 30 giorni.

Ravvedimento operoso per il mancato versamento dell’acconto

Nel caso in cui il contribuente non abbia versato l’acconto per l’anno 2011, può comunque accedere al regime della cedolare secca regolarizzando la sua posizione attraverso l’istituto del ravvedimento operoso.

Se il contribuente ha tenuto in considerazione il reddito da locazione nei calcoli dell’acconto Irpef, può comunque optare per la cedolare secca presentando una richiesta di correzione del relativo codice tributo.

Cedolare secca e comproprietà

Il comproprietario, il cui nominativo non compare nel contratto di locazione dell’immobile sottoscritto dall’altro comproprietario, può comunque optare, in sostituzione dell’Irpef, per la cedolare secca.

La stipula del contratto di locazione da parte d’uno solo dei due comproprietari ha effetto, infatti, anche nei confronti della parte che non compare negli atti. Conseguentemente, quest’ultima è tenuta a dichiarare, ai fini fiscali, il reddito fondiario per la quota a lui imputabile aprendo così la strada all’opzione della cedolare secca.

(Agenzia delle Entrate, comunicato n. 80 del 04.06.2012)

 

2) Controversie fiscali internazionali: ecco le linee guida delle Entrate sulla procedura amichevole

Sono arrivate le linee guida delle Entrate sulla procedura amichevole. Per rimediare a fenomeni di doppia imposizione internazionale i contribuenti e l’Amministrazione fiscale hanno a disposizione la procedura amichevole (Mutual

agreement procedure, cosiddetta Map).

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 21/E del 05.06.2012 (composta da 44 pagine), ha fornito chiarimenti riguardo la gestione delle controversie fiscali in sede di procedura amichevole.

Vengono, in particolare, illustrate le diverse caratteristiche dell'istituto a seconda delle fonti giuridiche di attivazione, ossia le Convenzioni per evitare le doppie imposizioni in vigore tra l'Italia e gli Stati partner dei trattati e, in sede europea, la “Convenzione arbitrale” (90/436/CEE del 23 luglio 1990) relativa all'eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifica degli utili delle imprese associate.

Sono, inoltre, esplicitate le diverse fasi della procedura e i rispettivi collegamenti con il diritto interno.

Viene, infine, fornita una guida puntuale sia sui requisiti soggettivi e oggettivi di ammissibilità sia sulle modalità di accesso all'istituto.

Come risolvere una doppia imposizione sulla base delle Convenzioni bilaterali

In base all’art. 25 del Modello Ocse il contribuente, sia persona fisica sia giuridica, che ritiene di essere o di poter essere leso da un’imposizione fiscale non conforme alla Convenzione, può attivare la procedura amichevole.

Il caso può essere presentato all’autorità competente dello Stato di residenza del contribuente (per l’Italia il Ministero dell’Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze).

Per quanto riguarda, tuttavia, le doppie imposizioni originate da rettifiche dei prezzi di trasferimento, la procedura amichevole può essere comunque validamente instaurata dall'impresa estera associata, che si rivolge all'autorità competente del proprio Stato di residenza per lamentare la doppia imposizione generatasi in seno al gruppo multinazionale.

Per individuare correttamente il termine entro il quale il contribuente può presentare l’istanza è necessario fare riferimento a quanto previsto dalla singola Convenzione, in genere due anni dalla prima notifica della misura che comporta un’imposizione non conforme alle disposizioni della convenzione.

Il contribuente può comunque presentare l’istanza prima di ricevere l’avviso di accertamento (ad es., a seguito della notifica di un processo verbale di constatazione).

In generale, alle Map attivate in Italia ai sensi di una Convenzione bilaterale si affianca un procedimento giurisdizionale instaurato in base alla legislazione interna.

L’opportunità di rivolgersi al giudice tributario corrisponde alla necessità di evitare che, in pendenza di procedura amichevole, l’imposta accertata in Italia diventi definitiva e, quindi, non modificabile in virtù dell'eventuale accordo raggiunto tra le autorità competenti.

Per conseguenza, se le autorità competenti giungono a un accordo che elimina la doppia imposizione senza che sia ancora intervenuto un giudicato, vale l’accordo amichevole a patto che il contribuente accetti i suoi contenuti e rinunci contestualmente al ricorso giurisdizionale.

Come risolvere una doppia imposizione in materia di transfer pricing sulla base della Convenzione arbitrale

A differenza della procedura amichevole istituita sulla base di accordi bilaterali tra Stati, quella prevista dalla “Convenzione arbitrale”, esclusivamente per risolvere questioni originate da rettifiche di transfer pricing, comporta l’obbligo per le autorità competenti di raggiungere un accordo che elimini la doppia imposizione.

Se entro due anni la procedura amichevole non perviene a una soluzione, le autorità competenti sono tenute a istituire una commissione consultiva al cui parere devono adeguarsi, a meno che non trovino un accordo alternativo che comunque elimini la doppia imposizione.

Possono presentare istanza di procedura amichevole all’autorità competente italiana sia le imprese residenti, in relazione ai rapporti di partecipazione con imprese stabilite in un altro Stato membro dell’Unione europea, sia le stabili organizzazioni in Italia di imprese residenti in altro Stato membro.

L’apertura può essere proposta se l’Amministrazione finanziaria italiana o quella dell’altro Stato membro intendono operare o hanno operato una rettifica degli utili delle imprese associate o delle loro stabili organizzazioni.

Il contribuente deve presentare istanza entro tre anni dalla prima notifica della misura che comporta o può comportare una doppia imposizione.

Il contribuente può comunque presentare l’istanza prima di ricevere l’avviso di accertamento (ad es. a seguito della notifica di un processo verbale di constatazione).

La fase arbitrale è possibile soltanto se l’impresa associata ha lasciato scadere i termini di presentazione del ricorso o ha rinunciato a quest’ultimo prima che sia intervenuta una sentenza.

(Agenzia delle Entrate, comunicato n. 81 del 05.06.2012)

 

3) Adesso anche gli enti pubblici possono versare l’IMU

Sono stati istituiti i codici tributo da utilizzare nel Modello F24 EP per pagare l’IMU (dell'imposta municipale propria).

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 25.05.2012, è stata estesa la modalità di versamento “F24EP” per consentire agli enti pubblici il versamento dell'imposta municipale propria (IMU).

Per consentire il versamento, tramite modello F24EP, delle somme dovute a titolo di IMU, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 53/E del 05.06.2012, ha istituito i seguenti codici tributo:

- “350E” - denominato “IMU - imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale - COMUNE”;

- “351E” - denominato “IMU - imposta municipale propria per i terreni -COMUNE”;

- “352E” - denominato “IMU - imposta municipale propria per i terreni - STATO”;

- “353E” - denominato “IMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili - COMUNE”;

- “354E” - denominato “IMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili - STATO”;

- “355E” - denominato “IMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati - COMUNE”;

- “356E” - denominato “IMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati - STATO”;

- “357E” - denominato “IMU - imposta municipale propria - INTERESSI DA

ACCERTAMENTO - COMUNE”;

- “358E” - denominato “IMU - imposta municipale propria - SANZIONI DA ACCERTAMENTO - COMUNE”.

La stessa Agenzia ha poi precisato che in caso di ravvedimento le sanzioni e gli interessi sono versati unitamente all’imposta dovuta.

In sede di compilazione del modello F24EP, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “IMU” (valore G), con l’indicazione:

- nel campo “codice”, del codice catastale del comune nel cui territorio sono situati gli immobili, reperibile nella tabella pubblicata sul sito Internet www.agenziaentrate.gov.it.;

- nel campo“estremi identificativi”, nessun valore;

- nel campo “riferimento A” (composto da sei caratteri), nel primo carattere, di un valore a scelta tra “A” (acconto), “S” (saldo), “U” (unica soluzione); nel secondo carattere, di un valore a scelta tra “R” (ravvedimento) oppure “N” (no ravvedimento); nel terzo carattere, di un valore a scelta tra “V” (immobili variati) oppure “N” (immobili non variati); dal quarto al sesto carattere, del numero degli immobili, da 001 a 999;

- nel campo “riferimento B”, dell’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, nel formato “AAAA”.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 53/E del 05.06.2012)

 

4) Studi di settore: disponibile l’aggiornamento del software Gerico 2012, tuttavia ancora nella sua versione beta

Il software pubblicato dall’Agenzia delle Entrate, sul proprio sito internet, il giorno 05.06.2012 in versione Beta permette di calcolare le risultanze dei 206 studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2011 e non è utilizzabile per gli adempimenti degli obblighi fiscali.

Il prodotto GERICO 2012 versione beta del 05.06.2012 consente il calcolo della congruità, tenuto conto della normalità, e della coerenza economica per i 206 studi di settore applicabili per il periodo d'imposta 2011.

Il software è aggiornato con le modifiche agli studi previste dal DM 26.04.2012 e con gli eventuali correttivi crisi da applicare alle risultanze degli studi di settore.

Le risultanze in termini di stima dei ricavi/compensi (comprensivi della normalità) e di coerenza dell’applicazione pubblicata non hanno il carattere di ufficialità e non possono essere utilizzate per la predisposizione della dichiarazione annuale relativa al periodo di imposta 2011.

Il prodotto pubblicato il giorno 05.06.2012 in versione Beta permette di calcolare le risultanze dei 206 studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2011 e non è utilizzabile per gli adempimenti degli obblighi fiscali.

(Agenzia delle Entrate, nota del 05.06.2012)

 

5) Nuova imposta di bollo su c/c e depositi

Dal 01.01.2012, gli estratti conto e i rendiconti dei libretti di risparmio inviati dalle banche o da Poste SpA ai clienti scontano un bollo annuale di 34,20 euro, se il cliente è persona fisica, 100 euro se lo stesso è persona giuridica.

Inoltre, il Legislatore (D.L. n. 201/2011) ha introdotto un’imposta di bollo proporzionale (pari allo 0,1% per il 2012 e allo 0,15% dal 2013) per le comunicazioni relative ai prodotti finanziari, anche non soggetti a obbligo di deposito.

Il D.L. n. 16/2012 (“semplificazioni tributarie”) ha incluso nel prelievo anche i cd. conti deposito, bancari e postali, pur se rappresentati da certificati. L’importo minimo è fissato a 34,20 euro, mentre, esclusivamente per il 2012, è stabilito anche un importo massimo, 1.200 euro.

Per ultimo è intervenuto il D.M. 24.05.2012, pubblicato sulla G.U. n. 127 del 01.06.2012.

Individuati i soggetti e gli oggetti coinvolti dalle nuove norme, come l’“ente gestore”, il “cliente” e i “prodotti finanziari”, tale decreto passa poi a disciplinare quanto dovuto, il come e il momento in cui deve avvenire il prelievo.

In particolare, viene stabiliro che l’imposta annua va corrisposta per ogni rapporto di conto corrente, libretto, polizza assicurativa, ecc., esclusi quelli intestati a banche, società finanziarie, imprese di assicurazione, fondi comuni, società di gestione del risparmio, Poste SpA.

Nel decreto, infatti, per clienti si intendono esclusivamente quelli indicati nel provvedimento del governatore della Banca d’Italia del 09.02.2011.

Non sono considerati rapporti con il cliente quelli aperti per ordine dell’autorità giudiziaria.

Restano esclusi dall’ambito di applicazione i depositi minimi. Pertanto, il conto che non supera i 5mila euro, intestato alla persona fisica, è esente dalla nuova

imposta di bollo, mentre più conti intestati allo stesso “cliente” presso lo stesso istituto di credito, singolarmente inferiori ai 5mila euro ma complessivamente oltre la soglia, sono imponibili.

Ancora, se il valore medio della giacenza media risulta “in rosso”, non c’è alcun bollo da pagare, ma il conto negativo non concorre al calcolo per l’esenzione.

Inoltre, l’imposta è dovuta una volta all’anno ed è trattenuta direttamente dagli “enti gestori” al momento della rendicontazione (al 31 dicembre, se la periodicità della comunicazione è annuale; alla fine del periodo rendicontato, in caso di scadenza infrannuale; alla data di chiusura del conto).

 

6) Tutela della privacy: in Gazzetta Ufficiale due nuovi decreti

Sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale n. 126 del 31.05.2012, due Decreti Legislativi, in vigore dal 01.06.2012, che recepiscono le direttive europee 2009/136/CE e 2009/140/CE.

Tali decreti modificano, tra l’altro, il “Codice in materia di protezione dei dati personali” con particolare riferimento al trattamento dei dati personali e tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni.

I provvedimenti in questione sono:

- D.Lgs. n. 69 del 28.05.2012 che modifica la normativa in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche ed in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica e del regolamento sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei consumatori;

- D.Lgs. n. 70 del 28.05.2012 modifica la normativa in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica ed in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata.

Lo scopo è quello di consolidare il mercato interno attraverso una migliore tutela dei consumatori.

 

7) Inps: determinazione presidenziale integrazione

Con la determinazione presidenziale n. 5804 del 31 maggio 2012, l’Inps  ha emanato le linee di indirizzo per l’attuazione dell’integrazione di Inpdap ed Enpals delineata, con le precedenti determinazioni presidenziali n. 5802 e n. 5803, per conseguire gli obiettivi di efficacia e riduzione dei costi previsti dal decreto legge n. 211 del 2011, convertito nella legge 214 del 22 dicembre 2011 (cosiddetto decreto Salva Italia).

Il documento descrive le modalità che devono guidare l’attuazione dell’integrazione di Inpdap ed Enpals, partendo dal contesto in cui è nata l’operazione, delineando il percorso dell’integrazione, e toccando punti di fondamentale importanza quali lo sviluppo del modello organizzativo, la razionalizzazione logistica, la valorizzazione del capitale umano, la telematizzazione, lo sviluppo della cultura previdenziale.

(Inps, nota del 05.06.2012)

 

Vincenzo D’Andò